giovedì 2 dicembre 2010

Fiaccolata in difesa del centro: "La chiusura è inaccettabile" Duecento manifestanti sono scesi in piazza per salvare l'Unità sestese di malattie sessualmente trasmissibili. L'ambulatorio nell'ultimo anno ha seguito ben 500 pazienti, supportati da tutti i punti di vista


medici (foto Germogli)
medici (foto Germogli)
Sesto San Giovanni, 2 dicembre 2010 - Fiaccole in mano e cartelli a tracolla, quasi 200 persone, tra utenti, rappresentanti di diverse associazioni e amministratori locali, hanno sfilato ieri sera per le strade del centro, in difesa dell’Unità di malattie a trasmissione sessuale. Dalla piazza del Comune, il corteo ha raggiunto la sede del servizio, in viale Matteotti, per ribadire il proprio «no» alla chiusura prevista a fine dicembre. Una scelta, quella della Asl di Milano, che risulta a tutti incomprensibile.
Dati alla mano: solo nell’ultimo anno, l’ambulatorio ha seguito oltre 500 persone. «Sotto tutti i punti di vista — sottolinea un operatore — psicologico, di accompagnamento alle terapie, medico. Per questi pazienti, particolarmente fragili, perdere il loro punto di riferimento sarebbe devastante». Oltre al virologo, l’Uomts conta su un’equipe composta anche da dermatologo, ginecologo, assistente sociale. Senza dimenticare i progetti speciali portati avanti sul territorio, come quello sulla prostituzione e la prevenzione, con test gratuiti anonimi.

«L’UOMTS è l’unico servizio che è rimasto all’Asl di Monza e Brianza — ha spiegato Nicola Delussu, della Rete salute e territorio —. L’Asl di Milano contesta la distribuzione dei farmaci, riconducendola solo agli ospedali, ma non c’è nessun vincolo ostativo, tant’è che il servizio, a Muggiò, continuerà a farlo. Hanno dato due mesi di proroga, ma solo per dirottare i pazienti». I sindaci del Nord Milano affilano le armi in vista del prossimo incontro: «Nel passaggio da un’Asl all’altra ci era stato assicurato che nessun servizio territoriale sarebbe stato chiuso», ha ricordato l’assessore sestese Alessandro Pozzi, con i colleghi Siria Trezzi (Cinisello Balsamo), Giovanni Cocciro (Cologno Monzese) e Rita Parozzi (Bresso).
La consigliera regionale Sara Valmaggi ha già sollecitato l’assessore alla Sanità, Luciano Bresciani, «perché incontri una delegazione di utenti e operatori». E la senatrice Fiorenza Bassoli presenterà un’interrogazione al ministro. «Questo è uno scempio in nome del risparmio — ha detto Giampaolo Liuzzo, presidente del progetto Ist-Intellingenza sessualmente trasmessa —. Intelligenza significa non chiudere ma potenziare strutture come quella sestese».
di Patrizia Longo
http://www.ilgiorno.it/sesto/

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