domenica 19 dicembre 2010

Le famiglie non rinunciano ai regali tecnologici E si indebitano

Sotto l'albero aumentano i doni di elettronica e tecnologia. I prezzi da capogiro non spaventano i clienti, che accendono spezzo finanziamenti: anche quando gli scontrini non sono bollenti
Sesto San Giovanni, 19 dicembre 2010 - Alberi di Natale sempre più tecnologici. È questa la voga del momento in materia di regali: puntare sull’ultimo ritrovato elettronico, soprattutto se rappresenta uno status symbol. Poco importa il costo: le famiglie del Nord Milano sono disposte ad accendere finanziamenti pur di non rinunciare all’ultima «diavoleria» che va di moda.
E questo anche se lo scontrino non è un salasso. «Il credito in negozio è letteralmente esploso — commenta Mimmo Cappuccitti, responsabile del punto vendita Euronics all’interno del Centro Sarca —. Ormai riceviamo richieste di finanziamento anche per spese di 200-300 euro». E il credito diventa d’obbligo quando si sale di prezzo: «Le famiglie preferiscono acquistare un prodotto di gamma più alta, caricando lo scontrino di 100-200 euro in più, piuttosto che accontentarsi», puntualizza Cappuccitti. Per farsi un’idea basta guardare ai due traini del mercato invernale: televisori e smartphone.
Nel primo caso, questo è il Natale del trionfale ingresso della tecnologia 3D, che si porta dietro una slitta di schermi dai prezzi vertiginosi: sfondare il tetto dei mille euro è la regola. Eppure rivivere in salotto le emozioni del cinema, con tanto di occhialini sul naso, è un privilegio che sta riscuotendo sempre più successo.
Stesso scenario anche con lo smartphone, etichetta con cui si classificano quei telefonini che accolgono una serie di funzioni proprie di un computer: iPhone in testa, «e dietro tutte le altre marche — prosegue Cappuccitti —. Lo smartphone della Apple è un must: la gente ripiega sugli altri solo se ha urgente bisogno del telefonino e l’iPhone non è disponibile». E anche in questo caso l’esborso è record: l’ultima versione costa 779 euro. «Eppure ce lo continuano a richiedere e se non li avessimo esauriti, li avremmo venduti tutti». Con buona pace della crisi.
di Luca Zorloni
http://www.ilgiorno.it/sesto/

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