sabato 19 febbraio 2011

Allarme: strage di alberi nel salotto della città

A Sesto, in largo La Marmora, addio alle sei magnolie secche, ma anche alle otto in buona salute: un errore dell'impresa che doveva eseguire i lavori, la motosega ha abbattuto anche quelle che andavano piantumate

Sesto San Giovanni, 19 febbraio 2011 - Addio alle magnolie di largo La Marmora. Non solo alle piante ormai secche, sei esemplari che purtroppo dovevano essere abbattuti e sostituiti. Ma anche alle altre otto che invece godevano ancora di ottima salute e, solamente per precauzione, dovevano essere spostate e salvate: la motosega non ne ha risparmiata nessuna. Tutto per colpa di un errore dell’impresa che aveva in carico i lavori di manutenzione. Ormai da qualche giorno, nella piazzetta più frequentata dai sestesi, sono rimasti solamente i tronchi segati: quattordici monconi, in altrettante aiuole, alternati ai tredici meli.

«Sono una tristezza incredibile — commenta Giancarlo Sacchelli, il titolare della gelateria Ice Dream, che cura le fioriere della piazza, prese in adozione —. Era evidente che quegli alberi stavano bene. Purtroppo non ero qui quando hanno effettuato i lavori, altrimenti li avrei fermati di sicuro». Con la gelateria chiusa per la pausa invernale, nessuno è intervenuto in tempo a fermare lo «scempio». Così lo definisce il dirigente del settore Qualità urbana, Fabio Fabbri, che spiega: «Quegli alberi non dovevano essere tagliati, ma solo spostati in un altro giardino. In questi anni ci siamo accorti che non c’erano le condizioni ideali per le magnolie, tanto che alcune sono morte. Avevamo pensato di sostituirle tutte con altre specie, salvando quelle in buona salute. Purtroppo c’è stato un errore da parte dell’impresa esecutrice».

Gli otto esemplari sani dovevano essere ripiantumati in un’area verde, con maggiore disponibilità di terreno. «A differenza dei meli che si sono ben ambientati, le magnolie soffrivano perché i tornelli erano troppo stretti, non c’era un buon drenaggio dell’acqua e la pavimentazione provocava un riverbero eccessivo — aggiunge Fabbri —. Al loro posto saranno posizionati i liquidambar». Nei prossimi giorni compariranno i nuovi alberi, in esemplari di medie dimensioni, di 10-12 centimetri di circonferenza. «Non li prendiamo mai troppo piccoli, né già cresciuti, per una migliore riuscita della piantumazione» prosegue Fabbri, che sottolinea: «Ovviamente provvederemo ad addebitare all’impresa il costo di questo scempio».

Ogni esemplare di liquidambar si aggira sugli 800 euro: ce ne vorranno oltre 6mila, di euro, per riparare il danno. E ci vorrà anche tanta pazienza, perché le nuove piante attecchiscano e crescano nel migliore dei modi: meli e magnolie erano stati piantumati ormai otto anni fa, subito dopo l’intervento di rifacimento di largo La Marmora. Quei lavori, che pure hanno consegnato ai cittadini una delle piazze ora maggiormente apprezzate, hanno creato non pochi problemi per le piante, che già in passato avevano richiesto numerosi interventi.

di Patrizia Longo

http://www.ilgiorno.it

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