Visualizzazione post con etichetta Milano. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Milano. Mostra tutti i post

giovedì 6 febbraio 2014

Milano, paura in Stazione Centrale Tentato omicidio a colpi di machete Un algerino ha colpito al braccio e al volto un tunisino con un machete di trenta centimetri


14:44 06 Feb
Un algerino di 31 anni è stato arrestato per tentato omicidio: ha colpito al braccio e al volto un tunisino con un machete di trenta centimetri. L’episodio è avvenuto la sera del 4 febbraio all’interno del mezzanino della stazione Centrale

venerdì 31 gennaio 2014

Uccise tre passanti a Milano Niente scappatoie per Kabobo Il killer col piccone resta in cella Il tribunale del riesame respinge la richiesta dei legali dopo la perizia che ne aveva consigliato il trasferimento fuori dal carcere


Niente scappatoie per Kabobo
Il killer col piccone resta in cella

Resterà in carcere Adam Kabobo, il ghanese che lo scorso 11 maggio uccise a colpi di piccone tre passanti a Milano. Lo ha stabilito il tribunale del Riesame al termine dell'udienza in cui si discuteva la perizia psichiatrica secondo cui il killer andava invece trasferito in un ospedale psichiatrico giudiziario. Nella perizia, il medico legale aveva spiegato, in sostanza, che le condizioni psichiatriche del ghanese non sono compatibili con il regime carcerario, ma che è necessario che l’uomo venga collocato in un Opg, dove potrebbe ricevere cure più adeguate. Nei mesi scorsi, tra l’altro, il ghanese aveva anche aggredito un compagno di cella tentando di strangolarlo, in preda a quelle "voci" che disse di aver sentito anche mentre ammazzava tre poveri sconosciuti in quella tragica alba milanese.
I legali di Kabobo, Benedetto Ciccarone e Francesca Colasuonno, nell’udienza dello scorso 27 gennaio avevano ribadito la richiesta che il ghanese venga portato nell’opg di Castiglione delle Stiviere, "luogo di cura e custodia" dove, hanno spiegato, potrebbe essere sottoposto a dei trattamenti per alleviare i sintomi della schizofrenia cronica da cui è affetto. La decisione potrebbe arrivare già in giornata. Richiesta che, oggi, il tribunale del Riesame ha respinto.
fonte

giovedì 7 novembre 2013

SESTO SAN GIOVANNI No! No! E ancora no! Le ex aree Falck non posso chiamarsi 'Milanosesto'. Il sindaco, i politici, i media e i cittadini sestesi respingano al mittente questa proposta che 'assoggetta' Sesto. Lettera del giornalista sestese Pierfrancesco Gallizzi


Si', avete capito bene, le ex aree Falck e tutto cio' che sorgera' su quella zona, diventeranno 'Milanocentriche' o, peggio, 'Milanoassoggettate'. Inaccettabile.
Sesto San Giovanni e' Sesto San Giovanni. E Milano e' Milano. Attaccare a Sesto il prefisso Milano e' un segnale di debolezza. Quasi la necessita' di far capire all'esterno, a chi viene da fuori, che questa non e' Sesto San Giovanni, ma un'appendice di Milano, della Gran Milan. E a poco servono le motivazioni secondo cui, in chiave di nuova Citta' Metropolitana o Area Metropolitana, questa sia la scelta giusta.
No, Sesto San Giovanni ha una sua identita' e non puo' perderla. Non deve perderla. Nel respitto di chi ha scritto la storia di questi luoghi e di chi, orgogliosamente, in questi luoghi ci vive.
Serve un segnale forte da parte del sindaco Chitto', della Giunta, dei Consiglieri comunali, dei giornali e dei cittadini sestesi.
Tutti devono far sentire la loro voce, anche con uscite pubbliche. L'obiettivo deve essere soltanto uno: le ex aree Falck chiamatele come volete, ma non 'Milanosesto'. Proprio no! Un modo di ragionare provinciale? Puo' essere. E se cosi' fosse, ben venga i provincialismo.
(Pierfrancesco Gallizzi, giornalista nato, cresciuto e residente orgogliosamente a Sesto San Giovanni)

fonte 

sabato 26 ottobre 2013

Via Sottocorno «Tralicci troppo vicini alle case Trentasei malati di tumore» Sotto accusa l’alta tensione. L’Arpa: valori elevati ma nei limiti


I tralicci tra via Adriano e via SottocornoI tralicci tra via Adriano e via Sottocorno

Il bollettino si aggiorna ogni mese. L’ultima stima dell’Associazione Sottocorno è arrivata a 36. Trentasei malati di cancro su 150 abitanti di due civici di via Pasquale Sottocorno, quartiere Adriano. In mezzo ci sono nomi e storie. Come la mamma di Alberto C., che vive al quinto piano «e se Dio vuole ha vinto la sua battaglia contro il tumore». C’è il signor Rocco, «in attesa di un trapianto di fegato». C’è Giorgio, ex tassista, «colpito da un cancro alla gola». C’erano altri due tassisti. Abitavano uno sopra l’altro, entrambi uccisi da un tumore al cervello. E in totale, in questa conta tragica, i casi di cancro alla testa sono 7 in un solo civico, dove i malati di tumore sono 23. Altri 9 colpiti alle ovaie, all’intestino, alla prostata. Nell’altro palazzo il cancro ha colpito tredici abitanti su
Quartiere Adriano, confine tra Milano e Sesto San Giovanni. L’Associazione Sottocorno sta combattendo una battaglia contro un nemico invisibile. Una macchina di morte che, secondo Asl e Arpa, ufficialmente neppure esite. Solo un sibilo, fastidioso e interminabile: il suono dei cavi dell’alta tensione che «friggono» sopra le teste degli abitanti, accanto alle finestre, vicino alle pareti delle camere da letto. Tralicci dell’alta tensione a pochi metri dalle case, linee elettriche da anni in attesa di essere interrate. Solo una parte, quella sul nuovo quartiere Adriano, è stata sotterrata. «Il Comune di Sesto ha già stanziato i 7.500 euro per lo studio di fattibilità, ossia il piano che darebbe il via ai lavori - denuncia la consigliera di Zona 2, Silvia Sardone (Pdl) -. Palazzo Marino non ha ancora finanziato l’altra metà, tutto è fermo. Si specula sulla salute». Certo, il piano per interrare l’intera linea è costoso ma, come spiega Massimiliano Corraini portavoce dell’Associazione Sottocorno, «l’intervento non è più rinviabile. Qui la gente muore».

È stato lo stesso Corraini, assieme ad altri abitanti, a raccogliere i dati sui malati di tumore. «Abbiamo chiesto all’Asl uno studio epidemiologico, ma siccome l’Arpa sostiene che i valori sono nella norma, che i 21 metri di distanza dai tralicci sono rispettati, non c’è alcun dato ufficiale delle morti. Siamo passati casa per casa, ma le cifre sono per difetto». Ieri Corraini ha descritto la situazione alla commissione consiliare del Comune di Sesto che si occupa del caso: «Qui la gente è esposta per tutto il giorno, 24 ore su 24».

Intanto sotto ai tralicci c’è chi ha piantato un orto. Paura? «Per fortuna non vivo qui». L’incidenza dei tumori in Italia è di 481,4 ogni 100 mila abitanti, 0,48%. Le stime del comitato parlano di un valore 15 volte superiore. Niente di scientifico, perché sull’elettrosmog la comunità medica è divisa. Intanto, mentre politica e scienza litigano, i cavi restano qui. E, raccontano gli abitanti, quando piove il mix di tensione e umidità fa schioccare i cavi come fruste nell’aria: «Un rumore di morte che toglie il sonno».

In merito alla vicenda, Terna Rete Italia precisa: «Gli elettrodotti che attraversano Sesto San Giovanni, costruiti tra il 1957 e il 1960, rispettano tutti i limiti in tema di tutela della salute. Il rumore che emana il conduttore non è dovuto al campo elettromagnetico, ma dal cosiddetto effetto corona che in presenza di umidità determina la ionizzazione dell’aria nei pochi centimetri intorno al conduttore».

fonte

domenica 2 giugno 2013

Città della Salute? Milano pronta a rientrare in partita

Il vicesindaco De Cesaris: sanità al centro
di Nicola Palma
Rendering Città della Salute
Rendering Città della Salute

Sesto San Giovanni, 2 giugno 2013 - «Per adesso non mi risultano cambi di programma...». Ilvicesindaco Ada Lucia De Cesaris sa benissimo che la scelta delle aree ex Falck di Sesto San Giovanni come location per la Città della Salute è tornata in discussione, ma attende comunicazioni ufficiali: «Se venissero confermate le difficoltà emerse in questi giorni — precisa — il Comune è pronto a risedersi a un tavolo con Regione Lombardia e Comune di Sesto per trovare una soluzione». Del resto, nel giugno 2012, era stato proprio l’allora governatore Roberto Formigoni a mettere fuori dai giochi Milano, che proponeva la caserma Perrucchetti come alternativa. Come dire: se ora hanno di nuovo bisogno di noi, chiamino pure. La risposta? «Noi abbiamo un unico faro», chiarisce De Cesaris.
Vale a dire?
«La sanità milanese e lombarda. La questione della Città della Salute non deve diventare un problema di aree, non si può ridurre la discussione alla diatriba “la metto qui o la metto lì”...».
 
Ma da qualche parte bisognerà pure metterla la Città della Salute, o no?
«Una sede c’è già: le aree ex Falck di Sesto San Giovanni, come deciso da Regione Lombardia un anno fa».
 
Ma ora tutto è tornato in discussione.
«Noi siamo disponibili a riaprire la discussione, con una premessa fondamentale: le risorse pubbliche appostate per la Città della Salute potrebbero essere le ultime a disposizione per i prossimi anni, quindi bisogna scegliere con oculatezza come e dove investirle. Tenendo conto ovviamente del rispetto del territorio. E di un’emergenza».
 
Quale?
«Quella che sta vivendo una struttura d’eccellenza come l’Istituto Besta: non si può aspettare ancora, bisogna smettere di litigare e affrontare l’argomento in maniera seria e approfondita. Le domande da porsi devono essere solo: “Cos’è meglio per il Besta? Cos’è meglio per l’Istituto dei Tumori?”».
Un anno fa, il Comune di Milano aveva proposto la caserma Perrucchetti come possibile location della
Città della Salute: ipotesi ancora percorribile?
«Sulle caserme c’è un discorso aperto tra il Comune e il Ministero della Difesa sulla valorizzazione degli ex spazi militari: purtroppo, non tutto è semplice da realizzare. Comunque, ripeto: la discussione non va confinata a un problema di aree, bisogna pensare alla sanità lombarda. Anche perché la situazione è così delicata in questo momento che non si può scherzare con i soldi pubblici: l’amministrazione è pronta a riaprire il dialogo per dare il proprio contributo».
nicola.palma@ilgiorno.net

venerdì 3 maggio 2013

Da Sesto a Milano portandosi la bici in metropolitana: si potrà dal 4 maggio


Da Sesto San Giovanni a Milano in metrò, portandosi dietro la bicicletta. Una bella novità per i pendolari sestesi che dal 4 maggio potranno evitare di lasciare la propria amata due ruote alle fermate della ferrovia sotterranea, col rischio di non trovarle più.
Il trasporto delle biciclette sui mezzi pubblici, partito in via sperimentale lo scorso 25 ottobre sulle linee M2 e M3 della metropolitana, dal 4 maggio entrerà in una nuova fase con l’estensione anche alle linee M1, M5 e ai tram 7 e 31.
A partire da questa data i ciclisti potranno portare gratuitamente la propria bici su tutta la rete metropolitana dal lunedì al venerdì, dall’inizio del servizio alle ore 7, dalle 10.30 alle 16 e dalle 20 sino al termine del servizio; il sabato e la domenica l’accesso per le bici sarà gratuito per tutto il giorno.
Non solo metrò: le bici potranno salire, per la prima volta nella storia del trasporto pubblico milanese, a bordo delle linee tram 7 e 31 (linea da e per Cinisello Balsamo).Per i mezzi di superficie il trasporto sarà consentito dall’inizio del servizio alle 7 e dalle 20 al termine delle corse; tutto il giorno il sabato e la domenica.
La sperimentazione verrà sospesa, secondo il regolamento ATM, nel mese di dicembre.

mercoledì 13 marzo 2013

Trasporto pubblico: Atm potenzia il servizio coinvolgendo anche Sesto


Arriva la 713 che va dal cimitero vecchio alla fermata Bignami della M5
Il progetto di revisione riguarda 40 linee di autobus in tutta l’area metropolitana e, su Sesto San Giovanni, ha come obiettivo quello di rendere i percorsi più lineari e, dunque, più veloci, aumentare la frequenza dei passaggi sulle linee più utilizzate, aumentare il numero di fermate sul territorio (15 in totale) e servire zone ora scoperte dal trasporto pubblico. Nei prossimi giorni è prevista la realizzazione in via provvisoria delle nuove fermate tramite il posizionamento di divieti di sosta temporanei e l’installazione da parte di Atm dei nuovi percorsi sulle paline di fermata. In una fase successiva saranno realizzati gli stalli di fermata degli autobus definitivi. Per un quadro generale delle nuove linee, degli orari e dei percorsi, è possibile visitare la paginawww.sestosg.net/sportelli/citta/trasporti/scheda/,3676 del Portale del Cittadino o il sito www.atm-mi.it.

domenica 24 febbraio 2013

Il Parco Nord a rischio chiusura?



La Provincia non è intenzionata a erogare il milione di euro di contributi previsti per il periodo 2010-2012



Un accorato grido d'allarme arriva da Andrea Fanzago (Pd) vicepresidente del consiglio comunale di Milano, nonchè delegato dal sindaco Pisapia, all'Assemblea della comunità del Parco Nord. Dell'assemblea fanno parte oltre che il comune di Milano anche Sesto, Cinisello, Cusano Milanino, Cormano e Bresso.
E' il più vasto parco metropolitano con i suoi circa 640 ettari ed è sorto nell'immediato dopoguerra sulle aree dismesse della Breda Aeronautica e se nei suoi sessant'anni circa di vita è stato meta per il tempo libero per migliaia  di cittadini.Ma ora  potrebbe  rischiara di chiudere i cancelli.
In sostanza la Provincia di Milano la deciso di non erogare i contributi all'ente Parco Nord, circa 1 milione di euro suddivisi: 744 mila euro per il 2012, 186 mila euro per il 2011, 50 mila euro per il 2010, contributo destinato a coprire le spese correnti del parco.
Anche i Comuni del Consorzio - Sesto, Cinisello, Bresso, Cormano e Cusano - chiedono alla Provincia di rispettare i patti e che vengano erogati subito i contributi già messi a bilancio negli anni passati. "Per una scelta incomprensibile e sconsiderata si rischia che il Parco chieda il decreto ingiuntivo nei confronti di Palazzo Isimbardi", dice ancora Fanzago aggiungendo: "Se la Provincia rimarrà ferma sulla sua decisione il parco Nord rischia la chiusura".
Ricordiamo che lo scorso anno il parco aveva ospitato il Family Forum, il grande evento che aveva richiamato da tutto il mondo migliaia di persone alla presenza di papa Benedetto XVI. E in quell'occasione il Parco Nord aveva sostenuto tutte le spese straordinarie.

lunedì 11 febbraio 2013

Inaugurata la linea lilla del metrò, 23mila passeggeri in un giorno


Pisapia: "Coniughiamo sicurezza e comfort"




Folla all'inaugurazione e assalto alle sciarpe lilla distribuite ai passeggeri. Una festa con fiori e palloncini in tina a tutte le sette fermate. Altre due apriranno a settembre, per il resto si rimanda a Expo 2015. E voi cosa ne pensate? Lasciateci un commento

La nuova metropolitana automatica, m5
La nuova metropolitana automatica, m5

Milano, 10 febbraio 2013 - Al via questa mattina a Milano la M5, la linea "lilla" della metropolitana. Grande successo di pubblico per la prima corsa: nella stazione di Zara, in particolare nei primi 15 minuti sono arrivate oltre 1600 persone. La grossa affluenza ha comportato così l'anticipo dell'apertura dei tornelli di un quarto d'ora. Alle 11, invece, puntuale e' partito il primo treno driverless, cioe' senza conducente, tratto caratterizzante della nuova linea. Nella prima ora ben 4800 persone hanno viaggiato a bordo dei nuovissimi convogli che da oggi collegano Zara a Bignami, alla periferia nord della citta', in 8 minuti, passando per le fermate di Marche, Istria, Ca' Granda, Bicocca e Ponale.
Alle 17 eran già oltre 23mila i passeggeri che hanno percorso, in soli 8 minuti, la tratta Zara-Bignami a bordo dei vagoni driverless, senza conducente. Nella solastazione di Zara la partecipazione è stata molto numerosa: oltre 1.600 persone erano già arrivate nei primi 15 minuti.
In questa prima fase la linea è in funzione dalle 6 alle 22(dopo questo orario è attivo il tram 31) per consentire la conclusione dei lavori di prolungamento, con una frequenza di 6 minuti, che scenderanno a 3 con l'apertura delle stazioni Isola e Garibaldi.

LA SALA OPERATIVA - Dietro le quinte la nuova sala operativa di comando ATM collegata alle telecamere (40 per stazione e 8 per convoglio) e in linea diretta con gli agenti di stazione, itineranti lungo
tutto il percorso. Alle 12,30 - ha reso noto con un twitter l'azienda di trasporto pubblico - già 12 mila persone hanno viaggiato su M5.
RESSA E DISAGI - Qualche lamentela da parte dei passeggeri che attendevano alla banchina di salire sui nuovi convogli. Dagli altoparlanti il personale di sicurezza invita i cittadini a non insistere nella salita e a lasciar scendere i passeggeri in arrivo dalle altre fermate. Secondo Atm nei primi cinquanta minuti si sono presentate oltre 4.800 persone. Assalto anche per accaparrarsi le sciarpe lilla.
OGGI VIAGGI GRATIS - Sulla nuova metropolitana oggi si viaggia gratis e il Comune ha organizzato una festa con fiori e palloncini in tinta in tutte le fermate, pure mazzolin di fiori e sciarpe al debutto alla fermata Zara; e poi favole e quartetto d’archi con cantante tra le fermate Bicocca e Ca’ Granda; la mostra dei disegni dei bambini delle elementari alla fermata Istria, e le sfilate alla fermata Marche, sempre nei toni del lilla.
SETTE FERMATE - Sono sette le fermate di questa prima tratta che unisce il capolinea Bignami, in fondo a viale Fulvio Testi, a Zara, nodo d’intescambio con la gialla M3, metropolitanizzando l’università Bicocca e gli ospedali Niguarda e Centro traumatologico ortopedico-Cto. Altre due apriranno a settembre, completando gli 1,8 chilometri per arrivare a Garibaldi (stazione e cambio con la M2) passando dall’Isola. Per il resto (altre dieci stazioni e 6,7 chilometri fino all’altro capolinea, lo stadio San Siro) si rimanda all’Expo 2015. La linea per allora sarà finita anche se non è chiaro quante e quali fermate potranno essere aperte il primo maggio, inizio dell’esposizione.
BRUNO ROTA - "Con questo tratto Milano da sola potra’ vantare una rete metropolitana pari a quella di tutte le cinque piu’ grandi citta’ italiane insieme e sara’ dotata di una metropolitana lunga quanto quella delle altre grandi metropoli europee, ma soprattutto sara’ tecnologicamente all’avanguardia’’. Lo ha detto Bruno Rota, Presidente di Atm, all’inaugurazione della metropolitana M5, la linea lilla che e’ anche la prima metropolitana milanese completamente automatizzata, senza conducente.
GIULIANO PISAPIA - Anche il sindaco Giuliano Pisapia tra la folla di cittadini che si sono riversati sulla nuova metropolitana M5, per provare la prima linea completamente automatizzata della citta’.‘’E’ una grande giornata di festa per tutta Milano - ha detto il sindaco -. Con questo nuovo tratto dimostriamo di saperci rinnovare continuamente, guardando anche alle grandi citta’ europee’’. A proposito dei traguardi da raggiungere in vista di Expo 2015 il sindaco precisa che saranno ultimate tutte le fermate fino a San Siro: ‘’con M5 riusciamo a coniugare sicurezza, celerita’, comfort e bellezza’’, ha concluso Pisapia.
PIERFARANCESCO MARAN - ‘’Questo e’ il primo segno tangibile di Expo 2015, un atto di fiducia per la citta’ in un momento cosi’ difficile per tutto il Paese’’: così Pierfrancesco Maran, assessore alla Mobilita’ del Comune di Milano, all’inaugurazione della nuova linea M5. A proposito dei ritardi dei lavori della linea lilla, ma anche di M4, l’assessore precisa: ‘’come tutte le altre grandi infrastrutture del Paese, anche la metropolitana di Milano sta subendo dei ritardi per difficolta’ economiche’’.

mercoledì 31 ottobre 2012

SCUOLA, LO SPOT DEL MINISTERO GIRATO IN UN ISTITUTO PRIVATO - VIDEO Uno spot per la scuola pubblica viene girato in una privata. Una scelta quantomeno inopportuna

 

Uno spot ben fatto, con notevole trasporto emotivo, in cui per un intenso minuto la voce fuori campo di Roberto Vecchioni spiega il valore dell'istituzione della scuola pubblica. Peccato che il video, pubblicato l'11 ottobre sul portale web del ministero, sia stato girato alla Deutsche Schule Mailand, ovvero la scuola tedesca di Milano. Una scuola privata. E su YouTube si scatenano i commenti critici nei confronti di una scelta ritenuta "scandalosa". 

venerdì 19 ottobre 2012

Sulle due ruote in tutta sicurezza sulla Milano – Ghisallo


Sulle due ruote in tutta sicurezza sulla Milano – Ghisallo

Finalmente aperto l’attraversamento del tratto della pista ciclabile sulla via Risorgimento, rimasto chiuso dopo il collaudo dell’intero percorso della pista che da Milano, attraversando i parchi Nord e Grugnotorto, porta al Santuario della Madonna del Ghisallo, nota meta dei ciclisti.
Per garantire un attraversamento in tutta sicurezza è stato infatti installato un impianto semaforico pedonale a chiamata. Ora il tracciato di interesse storico, che per 2,270 Km attraversa il territorio cittadino da via Alberti fino a via Monte Grappa in direzione di Muggiò, può essere percorso interamente senza soluzione di continuità.
Tracciato che è stato realizzato nel 2011 per un costo complessivo di 1 milione di euro, di cui 828 mila euro finanziati dalla Regione Lombardia, 129 mila euro dal Comune di Cinisello Balsamo e 43 mila euro dal Comune di Muggiò.
Nel nostro Comune, la dorsale ciclabile costeggia il lato nord della via Alberti, corre nei campi del Grugnotorto parallela alla via Brunelleschi fino a sfociare in via Risorgimento e congiungersi con il tratto già esistente in via Cilea. Una volta raggiunto il cuore del Parco del Grugnotorto, costeggia il Cimitero di piazza dei Cipressi per poi continuare lungo la via Monte Grappa in direzione Muggiò.
http://www.comune.cinisello-balsamo.mi.it

sabato 29 settembre 2012

Ospedale per amico il 29 settembre: al Buzzi di Milano giochi, merende e visite alla struttura per grandi e piccini

obm

Una vera festa per bambini e familiari all’ospedale dei bambini Vittore Buzzi di Milano, sabato 29 settembre dalle ore 10,  organizzata da OBM Onlus in collaborazione con la direzione Generale degli ICP (Istituti Clinici di Perfezionamento, da cui dipendono, oltre al Buzzi, Il Cto e gli ospedali di Sesto San Giovanni e Cinisello Balsamo).
La fanfara del III Battaglione dei Carabinieri di Milano darà il benvenuto a tutti i bambini e alle loro famiglie, concludendo il concerto con l’inno d’Italia e l’arrivo della fiaccola olimpica.
La 9° edizione dell’evento sarà infatti tutta dedicata allo sport e al movimento: basket, tennistavolo, calcio, yoga, pilates e… tanta musica e balli, grazie alla presenza di MilanoSport, Olimpia Basket Milano,  il giornalista sportivo Tiziano Crudeli, Anna Galoppo con la scuola di danza Mad 4 Fun, Be One Club e Amadà.
Durante la giornata misteriosi maghi come il Mago CasanovaDavide Mago Monello e Mago Alberto con spettacoli diversi condurranno i bambini nel mondo fantastico della magia; ilGabibbo farà ridere e ballare tutti i presenti, regalando pillole di buonumore; Dario Ballantinistupirà i presenti con le sue infinite trasformazioni, mentre Max Laudadio giocherà con i bimbi… di tutte le età!
Per tutti sarà l’occasione per conoscere tutte le eccellenze del Buzzi, tra cui il nuovo Centro di Cura per la Sordità Infantile per il quale OBM ha attivato una raccolta fondi: il sogno è di poter curare tempestivamente tutti i bambini non udenti della Lombardia. Ogni anno ne nascono circa 100.
Spazio alle forze dell’ordine: la polizia locale di Milano con il percorso di educazione stradale Ghisalandia, la Guardia di Finanza con la dimostrazione dell’Unità Cinofila, la Divisione Militare della Croce Rossa Italiana con dimostrazione di tattiche militari e di mezzi e la Croce Rosa Celestre con momenti didattici dedicati ai più piccoli.
Fondamentale il contributo dell’Associazione Panificatori di Milano e di tutte le aziende che offriranno merende a tutti i presenti.
Per altre informazioni sull’Ospedale dei bambini: www.ospedaledeibambini.it o le pagine facebook www.facebook.com/OBMOnlus –www.facebook.com/UnOspedaleperAmico

domenica 9 settembre 2012

SENZA PUDORE I biglietti del consigliere Pdl finiscono in mano ai bagarini E lui dà la colpa a sua mamma...SENZA PUDORE I biglietti del consigliere Pdl finiscono in mano ai bagarini E lui dà la colpa a sua mamma...


Milano, due albanesi a Inter-Roma con i tagliandi omaggio del Comune. La spiegazione: "E' stata mammà". E Salvini lo bastona: "Scuse ridicole, si vergogni"

I biglietti del consigliere Pdl
finiscono in mano ai bagarini
E lui dà la colpa a sua mamma...
All'ombra della Madonnina, nei pressi delle colonne di San Siro, ecco gli "affarini" della "castina". E poi si punta il dito contro la vecchia madre...

di Fabio Rubini
Sono del consigliere Pdl Armando Vagliati i biglietti del Comune di Milano per Inter-Roma rivenduti tramite bagarino ad una coppia di albanesi. Lo ha scoperto nella serata di ieri la guardia di finanza. Lui si difende tirando in ballo la mamma 91enne che «gestisce i biglietti e li da alle persone del quartiere che altrimenti allo stadio non ci potrebbero andare».
I fatti. Due biglietti per Inter-Roma in dotazione al Comune di Milano sono finiti in mano a un bagarino che li ha rivenduti a una coppia di albanesi. I due, dopo aver visto sul tagliando le diciture “Comune di Milano” e “Omaggio”, si sono insospettiti e hanno chiesto garanzie al bagarino, che ha dato loro il numero di cellulare. All’entrata dello stadio, però, qualcuno si è insospettito e così la fotocopia dei biglietti, unitamente al numero di cellulare, è finito dritto negli uffici della guardia di finanza, che ha immediatamente aperto un’inchiesta e ha scoperto l’intestatario dei biglietti, Vagliati, che prova a giustificarsi: «Mia mamma c’è rimasta malissimo. Mi ha detto che non ne vuole più vedere di biglietti. La persona a cui li ha dati non risponde al telefono. Per il futuro - conclude il consigliere Pdl - li affiderò a qualche associazione». Durissimo il leghista Matteo Salvini: «Mi auguro che a Vagliati di biglietti non ne diano più. La mamma 91enne? Una scusa ridicola. Che vergogna».
L’accaduto riapre il dibattito su come i 360 biglietti a disposizione del comune per le gare interne di Inter e Milan, vengono distribuiti. La giunta Pisapia da quest’anno ha cambiato le regole dividendo in varie fasce i biglietti. I 360 tagliandi che Inter e Milan mettono a disposizione del Comune per ogni gara interna, fanno parte della convenzione d’affitto dello stadio Meazza e sono del primo anello laterale rosso. Di questi, 80 biglietti vengono messi a disposizione delle scuole tramite il provveditorato agli studi; 50 sono a disposizione dei dipendenti comunali che da quest’anno li possono vincere partecipando a una lotteria interna; 20 sono distribuiti dai servizi sociali; 10 attendono la firma di una convenzione con le carceri; 20 sono a disposizione del Comune per le rappresentanze istituzionali. I restanti vanno ai politici: due per ogni assessore, consigliere, presidente di circoscrizione e via a scendere.
Fin qui è tutto chiaro. I problemi arrivano quando si tratta di tracciare i biglietti. Non tutti, infatti, hanno abbinato nome e cognome del possessore. Dall’assessorato allo Sport del comune di Milano spiegano che prima dell’inizio del campionato il Comune ha chiesto a Inter e Milan di attrezzarsi per stampare biglietti nominali con la dicitura “Comune di Milano” e con nome e cognome del possessore. Sempre in Comune assicurano che dopo la pausa del campionato funzionerà così.
Dal Milan, però cadono dalle nuvole e spiegano che una cosa di questo genere è impossibile. Questione di tempi: in teoria il Milan dovrebbe aspettare a stampare i biglietti dopo aver ricevuto la lista dal Comune e con le partite che si giocano ogni tre giorni è praticamente impossibile. Passando alla sponda nerazzurra, ammettono che una richiesta in tal senso da parte del Comune c’è stata, che non sarebbe impossibile da esaudire, ma che sarebbe auspicabile non farlo, sempre per problemi di tempistiche e di organizzazione.
Le due società concordano però su una cosa: basterebbe che i vari uffici del comune registrassero sui siti i nomi dei beneficiari abbinandoli al numero di serie del biglietto. Poi basterebbe fare una stampata e il gioco sarebbe fatto. Così, ad oggi, succede anche che qualcuno entri allo stadio con un biglietto “targato” Comune di Milano, senza che però ad esso sia attribuito un nome e un cognome. In barba alla legge Maroni sulla tessera del tifoso.
 http://www.liberoquotidiano.it/

sabato 14 luglio 2012

Alta tensione a Cascina Gatti L'elettrodotto crea danni alla salute



L’Associazione di via Pasquale Sottocorno e il comitato di quartiere chiedono l’interramento delle due linee elettriche
 


di Patrizia Longo
Il traliccio dell'alta tensione (Spf)
Il traliccio dell'alta tensione (Spf)
Sesto San Giovanni, 14 luglio 2012 - Quell'elettrodotto che corre sotto le finestre dei palazzi e attraversa i campi di Cascina Gatti, proprio non lo vogliono più. Ad osteggiarlo, da alcuni anni, sono i residenti di via Sottocorno. Che, il mese scorso, hanno fatto un passo in più: la fondazionedell’Associazione di via Pasquale Sottocorno.
Obiettivo: l’interramento delle due linee elettricheAl loro fianco, in una sorta di gemellaggio, si è schierato con decisione anche il comitato di quartiere. Che, invece, quell’elettrodotto se l’è ritrovato nella progettazione del parco della Media Valle del Lambro e del nuovo insediamento residenziale «Bergamella». L’unione fa la forza: gli uni e gli altri, hanno preso parte all’assemblea che avrebbe dovuto trattare esclusivamente la nuova viabilità, ma che ha finito inevitabilmente per allargarsi a tutte le problematiche sentite dai residenti della zona.

E che problematiche: «Stiamo aspettando una risposta sulla fattibilità dell’interramento, perché quell’elettrodotto è nocivo, per le case ma anche per il parco» ha fatto presente Massimiliano Corraini, uno dei promotori dell’Associazione di via Pasquale Sottocorno. L’ipotesi di un interramento è stata avanzata dai comuni di Sesto e di Milano a Terna, la società che è subentrata ad Aem nella gestione dell’elettrodotto, già interrato su territorio milanese nell’ambito del piano Marelli.
Una beffa, per gli abitanti di via Sottocorno, giacché le linee ripartono proprio dalle loro abitazioni. A seguito di un esposto dei residenti della via, l’amministrazione sestese precedente aveva chiesto una nuova rilevazione ad Arpa, l’agenzia regionale che si occupa delle questioni ambientali, e uno studio epidemiologico ad Asl, su possibili correlazioni tra malattie ed esposizione ai campi elettrici e magnetici. Perché i residenti di via Sottocorno ne sono sicuri: quell’elettrodotto causa malattie gravi.
E proprio Corraini lo aveva fatto presente, all’incontro che aveva messo attorno a un tavolo i tecnici di Sesto, di Milano, di Terna, Arpa e Asl: «In via Sottocorno 18 ci sono stati 13 casi di tumore e 3 di leucemia infantile», mentre al civico 60 «altri 23 casi di tumore, di cui 19 negli ultimi 5 anni» senza contare i problemi di fertilità, aborti spontanei, mal di testa, spossatezza anche nei bambini. Pur di fronte alle rassicurazioni di Arpa e Asl, sugli effettivi rischi per la salute, le amministrazioni di Sesto e Milano hanno dunque concordato di chiedere l’interramento anche del secondo pezzo di linea.
Ad incalzarle ci penseranno i residenti del quartiere. Quelli di via Sottocorno, in primis. Ma anche del resto di Cascina Gatti. Perché l’elettrodotto, di fatto, rende inutilizzabile una porzione consistente di parco della Media Valle del Lambro, off limits per giochi dedicati ai bambini, panchine, alberi. E preoccupazioni sono state sollevate anche per i nuovi orti, che sarebbero troppo vicino alle linee elettriche. La battaglia comune è appena iniziata.

patrizia.longo@ilgiorno.net

martedì 10 luglio 2012

"Il gasolio è cancerogeno" E c’è subito chi chiede il sequestro di tutti i diesel Uno studio dell’Oms scatena il Codacons, ma i produttori frenano: "Le vetture sono sicure"


Il Codacons dichiara guerra al diesel. L’associazione dei consumatori ha infatti presentato ieri un esposto alla Procura di Milano in cui chiede di bloccare la circolazione di tutti i veicoli a gasolio (non importa se Euro 1 o Euro 5) circolanti in provincia di Milano che, secondo una prima stima, sarebbero circa 1,8 milioni.
Pompa di benzina
Pompa di benzina
Ingrandisci immagine
Questi, infatti (ma anche quelli sulle strade del resto del mondo, ovviamente), secondo i risultati di una ricerca dell’Iarc, l’ente internazionale che si occupa della ricerca sul cancro per l’Organizzazione mondiale della sanità, emetterebbero allo scarico sostanze definite «cancerogeni certi» di Gruppo 1 che potrebbero causare tumori ai polmoni e alla vescica. Il condizionale è d’obbligo, nonostante la perentorietà del Codacons (che chiede anche un’indagine per individuare i responsabili dei danni fin qui arrecati alla popolazione dalla circolazione dei diesel), e per una lunga serie di motivi. Innanzitutto la ricerca dello Iarc, avviata nel 1988 sui lavoratori di alcune miniere statunitensi esposti ai fumi dei macchinari utilizzati nelle gallerie e poi seguiti nel corso delle loro vite, si basa sulle tecnologie allora impiegate, assolutamente datate. Non è poi trascurabile la qualità del combustibile usato a quei tempi in un Paese che sul diesel per autotrazione, non ha mai fatto seri investimenti. Gli esperti dell’Oms, tuttavia, non hanno dubbi: «Le prove scientifiche sono inconfutabili: le emissioni dei motori diesel causano il tumore del polmone», parola di Christopher Portier, dello Iarc.
Sfugge, anche ai non esperti, il passaggio logico dagli obsoleti bruciatori da miniera ai motori diesel che l’industria automobilistica europea è oggi in grado di fornire, veri campioni di efficienza che hanno dimezzato in pochi anni i consumi (e le relative emissioni di anidride carbonica che, questa volta, non viene tirata in ballo) e grazie ai filtri antiparticolato (diverse le sigle - Fap, Dpf - che li contraddistinguono, ma tutti ugualmente efficaci) hanno «permesso di ridurre», come ha spiegato Allen Schaeffer del Diesel Technology Forum proprio allo Iarc, «del 98% le polveri sottili e del 99% le emissioni di ossidi di azoto». Queste sono le sostanze che hanno un potere cancerogeno, ma un conto è produrle nel ciclo della combustione e un conto è emetterle, e il comparto automotive è al lavoro per arrivare al loro azzeramento negli scarichi, come con il sofisticato procedimento di urea nella fase di catalizzazione dei motori diesel che elimina i composti dell’azoto (tecnicamente, Nox). Sul fronte delle particelle (le famose Pm), poi, Dekra ha già proposto a livello europeo nuovi «opacimetri» (apparecchi che misurano le polveri sottili nei gas di scarico) capaci di rilevare anche le particelle più piccole che possono sfuggire a quelli oggi usati. Tutti questi progressi, non valutati dalla ricerca americana che ha esaminato persone esposte ai fumi oltre 25 anni fa, sono invece rilevati in un recente studio che viene ancora dagli Usa. Secondo la North Carolina University i grandi truck americani conformi agli standard di omologazione più recenti hanno mostrato una riduzione del 98% dei Nox e del 94% delle Pm.
Bloccare i diesel, secondo quanto chiesto dal Codacons, significherebbe non solo fermare il trasporto merci su gomma (i nostri truck sono virtuosi quanto quelli Usa, e forse di più) ma anche far ricadere ancora una volta sui mezzi di trasporto la responsabilità esclusiva della qualità dell’aria che respiriamo. Sei anni fa, e quindi ignaro della ricerca americana, il professor Umberto Veronesi sosteneva che lo smog non è una causa diretta del cancro. Nel frattempo automobili e camion sono diventati più amici dell’ambiente e i motori diesel ancora più virtuosi rispetto a quelli a benzina e non può quindi bastare una dichiarazione, ancorché autorevole come quella dell’Oms, per fermare la metà del parco circolante della provincia di Milano.
E un tale provvedimento non potrebbe non avere ripercussioni nel resto del Paese e dell'Europa che, per ora, non ha preso posizione.

mercoledì 20 giugno 2012

New York Times: "molti padri separati a Milano diventano homeless"




Uno che guadagna 1.400 euro al mese (molti stipendi sono persino inferiori...) e deve darne 6-700 alla moglie e perde la casa secondo te non ha problemi ?

Sul NY Times di questa settimana c'è un inchiesta sui padri separati a Milano che vivono in macchina o in ricoveri di fortuna della Caritas o CroceRossa o dormono nei parchi o all'aereporto di Linate, cioè sono diventati "homeless", come a New York o Philadelphia che sono famose perchè hai tutti questi uomini che dormono per strada. "In Europe, Divorce and Separation Become a Burden for Struggling Fathers" ("... i volontari sono sorpresi di notare che una volta chi viveva in strada erano vagabondi con problemi di droga o alcool, oggi trovano gente che vive senza casa per problemi economici... non ti dicono che sono padri di famiglia, perchè non vogliono che la loro famiglia e i loro figlia sappiano che abitano negli ostelli...L'Italia è il paese in cui questo fenomeno dei padri separati rimasti senza casa è più acuto in Europa...")

Al New York Times si vede che li ha colpiti che questo fenomeno ora avvenga in Italia. Non so, tu dici che se lo inventano ? Questa è gente con un lavoro, che avendo ceduto la casa alla ex-moglie e dovendo pagare alimenti pari al 30 o 40% dello stipendio non possono più permettersi una casa. Non avendo una ditta come te, quelli che hanno ancora gli anziani genitori vanno ad abitare con loro, ma quelli che li hanno magari in un altra città non possono materialmente pagarsi casa e vivono quindi in ostelli di qualche carità o croce rossa, all'aereporto, nei parchi o se sono poliziotti in caserma oppure in auto...

vedi il sito: PapaSeparatiLombardia

venerdì 25 maggio 2012

BLOCCO DEL TRAFFICO DOMENICA 27 MAGGIO A MILANO, SESTO NON ADERISCE. NELLA NOSTRA CITTA' STOP ALLA CIRCOLAZIONE DOMENICA 3 GIUGNO IN OCCASIONE DELLA VISITA DEL PAPA



Sesto San Giovanni -    Il blocco totale del traffico previsto per domenica 27 maggio a Sesto è stato spostato a domenica 3 giugno, in occasione della visita del Papa. Anche sabato 2 giugno ci saranno delle modifiche alla viabilità. A Milano invece il blocco del traffico rimane confermato per il 27 maggio. 

giovedì 17 maggio 2012

Il fumo inquina più di un’auto. Dati choc dell’Istituto Tumori di Milano

Il fumo inquina più di un’auto. Dati choc dell’Istituto Tumori di MilanoLa proposta dello Sportello dei Diritti è di realizzare spazi verdi rigorosamente no-smoking nelle città e vietare il fumo in spiaggia.




Le conferme arrivano da una ricerca svolta dall’Istituto dei Tumori di Milano che ha voluto effettuare un esperimento scientifico nel tentativo di sensibilizzare i tabagisti: il fumo di tabacco è considerato la fonte più rilevante di inquinamento degli spazi confinati, sia per l’entità e la tossicità dei suoi componenti, sia per il numero delle persone esposte. Fumare in auto equivale a produrre polveri sottili (Pm 2,5) in concentrazioni trenta volte superiore ai limiti di legge. Pochi avrebbero immaginato che una sigaretta accesa produca concentrazioni di polveri sottili di oltre 400 microgrammi per metrocubo, che la quantità di carbonio organico in un’area aperta in cui si fuma superi di 40 volte la media rilevata a pochi metri di distanza e che il fumo passivo costituisca una delle maggiori fonti di “intossicazione” per i nostri polmoni. Molto più che lo smog da auto perché il fumo di tabacco è costituito di due componenti principali: la parte inalata e filtrata dai polmoni del fumatore (mainstream) e quella direttamente legata alla combustione del tabacco e della carta (sidestream, in cui si riscontrano soprattutto NO2, CO, nicotina, benzopirene, metilgliossale, formaldeide, acetaldeide, acroleina, e una notevole dose di particolato). Anche se il principale ingrediente nelle sigarette sembra essere tabacco naturale , un certo numero di sostanze chimiche naturali e sintetiche sono aggiunti alle sigarette per renderli più attraenti per i fumatori . Secondo i chimici al R. J. Reynolds Tobacco Co., le sigarette contengono più di 4.000 sostanze chimiche, quasi quattro dozzina dei quali sono noti cancerogeni.
La miscela è estremamente complessa e contiene gas, composti organici e particelle: vi sono stati individuati più di 200 composti elementari, molti dei quali irritanti, tossici, cancerogeni o mutageni.  Fra le sostanze chimiche più diffuse nelle sigarette sono nicotina , formaldeide , ammoniaca , arsenico, catrame, fenilacetico acido, monossido di carbonio, anidride carbonica, propano, acroleina, acido cianidrico, metilgliossale, acetaldeide,propanaldeide, acetonitrile,anilina,piridina, nitrosodimetilammina, nitroso-nor-nicotina, nitrosoanatabina, toluolo, benzopirene, chinolina, cadmio, nichel e zinco. Il fumo negli ambienti confinati aumenta sensibilmente la concentrazione di monossido di carbonio, idrocarburi aromatici policiclici, ossidi di azoto, particolato sospeso respirabile e di numerose altre sostanze tossiche. La caratteristica una straordinaria persistenza nell’ambiente: per essere disperso deve essere ventilato a lungo ed energicamente, altrimenti resta in sospensione per molti giorni. I dati scientifici sono stati ottenuti posizionando all’esterno dell’Istituto dei Tumori di Milano una piccola cabina di plastica trasparente. In essa era presente un rilevatore di inquinamento, il misuratore di polveri sottili, che serve a misurare il grado di inquinamento di una città. All’interno della cabina è stata fatta entrare un Harley Davidson, modello 883, uno dei motocicli più inquinanti al mondo. Tenendo premuto sull’acceleratore, si è fatto espellere quanto più gas di scarico possibile alla moto che veniva rilevato dai sensori. L’aria di Milano, che si sa è inquinata, contiene una quantità di PM10 di 170,000 micron. Dopo due minuti di accelerazione della moto, i sensori captavano un aumento fino a 250,000 micron. Spenta la moto e fatta arieggiare la cabina, è entrata una ragazza che ha acceso una sigaretta e l’ha fumata per due minuti. L’aria nella cabina era tre volte più irrespirabile. Il livello rilevato dai sensori è stato di 700,000 micron, ma solo perché essi non sono programmati per andare oltre.
Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, ciò vuol dire, da un lato, che il fumo inquina più dello smog e, dall’altro, che il fumo passivo costituisce un pericolo non solo nei luoghi chiusi, ma anche in quelli aperti. Da qui la necessità di realizzare spazi verdi rigorosamente no-smoking nelle città vietando il fumo anche in spiaggia. Infatti le sigarette spente in spiaggia e lasciate sulla sabbia sono un malcostume intollerabile e scandaloso. Una fonte di inquinamento ambientale ed estetico che va duramente combattuto.


fonte

domenica 29 aprile 2012

Sergio Ramelli 1975 29 aprile


Archivio Ramelli
Lasciatemi essere un uomo libero,  libero di viaggiare, libero di fermarmi, libero di lavorare, libero di commerciare come mi pare libero di scegliermi i miei maestri, libero di seguire la religione dei miei padri, libero di pensare, e di parlare e di agire 
  Capo Giuseppe, della tribù dei Nasi Forati
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno, e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi ... Matteo 5, 11
Chi ascolta la storia di Sergio Ramelli prova, come prima reazione, il desiderio di falsificarla, di negarla. Una storia del genere, ci si dice, non è vera, non può essere vera.Sfortunatamente è vera, ed è accaduta in Italia circa 40 anni fa.
    Quando in futuro le generazione guarderanno gli anni '70 a Milano non avranno difficoltà a dire che Sergio Ramelli, un ragazzino di 18 anni fu perseguitato e ucciso da una città intera, da un paese intero: dai suoi professori, dai suoi compagni di scuola e dall'indifferenza e dalla paura dei suoi concittadini. Queste pagine contengono solo documentazione su Sergio Ramelli. Non intendono costituire una "storia" della vicenda, ma aiutare chiunque voglia farsi un'idea personale al riguardo. Sono in perenne costruzione. Chiunque voglia contattarci per proporci consigli, o aiuto, o anche solo per segnalarci del materiale non presente in queste pagine può farlo scrivendo a direzione@cdrc.it

giovedì 19 aprile 2012

Lettera del Sindaco Oldrini al Presidente di ATM




Lettera del Sindaco Oldrini al Presidente di ATM


Il sindaco di Sesto San Giovanni Giorgio Oldrini ha scritto la seguente lettera al Presidente dell’Atm Bruno Rota:

“Egregio Signor Presidente,

da diversi giorni, immancabilmente, uno schieramento di controllori dell’Atm blocca i passeggeri che arrivano a Sesto Rondò e a Sesto FFSS per verificare la correttezza del biglietto in loro possesso. A parte la ingiustificata differenza di costo tra le linee interne a Milano e quelle esterne, e le vere e proprie ingiustizie più volte dai sindaci dell’hinterland denunciate circa i documenti di viaggio disponibili per chi vive dentro o fuori dai confini daziari milanesi, desta giusto malumore constatare che mentre sulle nostre fermate (così come quelle di Cologno Monzese) spesso i controllori sono presenzi in forze, è rarissimo incontrali a Milano.

Parlo per esperienza personale. Sono un utente abituale della metropolitana che utilizzo almeno due volte la settimana. Non ho mai incontrato una volta i controllori a Duomo o a San Babila, mentre spessissimo li trovo a Sesto San Giovanni Rondò. Naturalmente si tratterà di una mia esperienza particolarmente sfortunata, ma Le faccio presente che si tratta di una convinzione molto diffusa tra i nostri cittadini.

Come si ripete autorevolmente in questo periodo, ben vengano i controlli ed i sacrifici, ma che siano accompagnati dall’equità. Fino ad ora questo non avviene”.

Giorgio Oldrini

Sindaco di Sesto San Giovanni