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venerdì 24 gennaio 2014

Arance della Salute arancia AIRC

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A gennaio AIRC dà il buon anno alla ricerca sul cancro con l’iniziativa “Le Arance della Salute”.
Basta un contributo associativo minimo di 9,00 euro per ricevere in omaggio una reticella da 2,5 kg di arance rosse di qualità e provenienza garantite, contrassegnate dal marchio dell’Associazione.
Questo contributo consente di fare il pieno di vitamine, far del bene alla ricerca e diventare Soci AIRC per un anno.
Un’idea così salutare, visto che le arance sono fra i protagonisti di una corretta alimentazione, viene diffusa da una campagna pubblicitaria e concretizzata dai Comitati Regionali AIRC che, grazie all’impegno dei volontari, animano le piazze di tutta Italia in una giornata di festa e di incontro.

Prossimo appuntamento: gennaio 2014

Visita il sito speciale della manifestazione www.arancedellasalute.it
TROVA LA PIAZZA PIU’ VICINA

domenica 7 luglio 2013

VERGOGNA! Due farmaci anti-cancro diventano a pagamento: almeno 5.000€ al mese. Ma come si fa?


Per la prima volta in Italia due farmaci oncologici sono in vendita solo a pagamento: chi vuole curarsi deve pagare più di mille euro a settimana. E' una violazione della Costituzione, ma il governo fa finta di niente(01 luglio 2013)Non se ne è accorto nessuno. Ma presto se ne accorgeranno i malati di cancro. Perché, in barba alla Costituzione, per la prima volta nel nostro Paese, le autorità sanitarie hanno deciso che ci sono malati di tumore ricchi che avranno accesso a due farmaci oncologici, e quelli poveri che dovranno fare senza. E' accaduto infatti che il pertuzumab (Roche) e l'afibercept (Sanofi-Aventis) siano stati autorizzati dall'Aifa (Agenzia italiana per il farmaco) il 27 maggio scorso e quindi ammessi in farmacia, ma a totale carico del malato. Che, se vuole curarsi, dovrà quindi pagare per il farmaco Roche 6.000 euro per le prime due somministrazioni e poi tremila euro ogni 21 giorni; e per quello Sanofi Aventis 4.000 euro ogni tre settimane. Perché le medicine sono sì registrate e ammesse alla vendita, ma non rimborsate dal Servizio sanitario nazionale. Non era mai successo per gli anticancro, salvavita. Perché se è vero che molti farmaci innovativi sono oggi disponibili in farmacia a pagamento (è la cosiddetta Fascia C), è anche vero che si è sempre trattato di prodotti non salvavita, per i quali, il più delle volte, esiste un'alternativa, ancorché meno potente o meno avanzata. Il cancro, poi, è di una tale drammaticità che nessuno aveva mai osato nemmeno immaginare che si potessero registrare delle medicine e non metterle a disposizione di tutti i malati. Non c'è dubbio che l'Aifa ha agito secondo le norme. Anzi, la norma. Sciagurata e passata finora sotto silenzio: quella con la quale l'ex ministro Renato Balduzzi, oggi deputato montiano, ha deciso, nel novembre del 2012, che i farmaci non ancora ammessi al rimborso del Ssn ma verificati come efficaci dalle autorità sanitarie potessero essere venduti in farmacia a chi ha i soldi per comprarseli. "Nelle more", si dice in gergo. Ma queste more sono lunghissime: come "l'espresso" ha denunciato più volte, i farmaci innovativi arrivano nel nostro paese con grande ritardo: fino a due anni dall'approvazione europea. Diversi mesi trascorrono mentre l'Aifa rivede i dossier già esaminati e approvati dalle autorità europee e autorizza il farmaco anche nel nostro paese, ma altri mesi passano a definire prezzo e modalità di accesso al mercato. I tempi di questi iter si fanno sempre più lunghi anche perché si allungano i negoziati, con l'Aifa che offre prezzi che le aziende ritengono bassi. Ed è chiaro a tutti che non ci sono soldi per la sanità, e che, quindi, i negoziati non sono destinati ad accorciarsi. Anzi. Nelle "more": chi ha i soldi si comprerà il farmaco con gli evidenti benefici terapeutici, chi non li ha lascerà questa vita. E non serve raccontare come, negli Usa e nei paesi senza servizio sanitario universale, le persone si indebitino, vendano la casa, chiedano prestiti per potersi pagare anche solo qualche mese di vita. E a guadagnarci sono le aziende che inizieranno a vendere il farmaco mesi e mesi prima del suo accesso agli ospedali pubblici. Ma resta l'interrogativo: Balduzzi si è reso conto della drammaticità di quella firma? E non ci vengano dire che è solo "nelle more", perché una volta infranto il muro della decenza, non si torna più indietro.

lunedì 22 ottobre 2012

Un documentario da vedere!


Aaron Russo fu un regista hollywoodiano amico dei rockefeller. Quando scoprì di essere un malato terminale di cancro, nel 2005, dedicò gli ultimi anni della sua vita a girare un video documentario-testamento sul signoraggio e il nuovo ordine mondiale che diffuse liberamente e gratuitamente su internet (oltre che nei cinema statunitensi).
Morì il 24/08/2007, proprio mentre veniva fatta la traduzione a questo suo eccezionale documentario.

sabato 25 agosto 2012

La ricerca senza sperimentazione animale: è migliore, più affidabile e costa meno


Vedi anche: LE BUGIE E LE ASSURDITA' DELLA PROPAGANDA PRO-VIVISEZIONE

topo caviadi Luciano Gianazza
Ricercatori etici hanno dato inizio a metodi di ricerca che non utilizzano gli animali, che aiuteranno non solo gli animali ma anche le persone, in particolare nell’area della ricerca sul cancro.
Allo scopo di determinare se le sostanze chimiche possono causare il cancro, l’Agenzia di Protezione Ambientale (americana)  (EPA) utilizza ancora le prove sugli animali. Ovviamente, questi test non sono molto gentili con gli animali implicati, che sono tenuti in gabbie per anni, alimentati con dosi di sostanze chimiche, e sottoposti a esami frequenti.
Questi test sono crudeli anche per le persone, perché richiedono molto tempo e in effetti permettono lunghe esposizioni a sostanze cancerogene per anni. Per esempio, sospettate che una sostanza chimica in uso vicino a casa vostra causi il cancro. L’EPA inizia a fare i test sugli animali e passeranno anni prima che veniate a sapere qualsiasi cosa a riguardo. E l’EPA non farà nulla contro la sostanza chimica sospetta fino a quando i test non saranno terminati. Perché? Perché fare diversamente potrebbe danneggiare gli interessi economici di chi produce o utilizza la sostanza chimica in questione.
Ora, se l’EPA utilizzasse altri test senza gli animali, come il test Ames (che utilizza batteri di salmonella per identificare sostanze cancerogene) la sostanza chimica sotto esame potrebbe essere incriminata o prosciolta entro una settimana. Inoltre, avendo breve durata, i test senza animali sono relativamente economici (circa l’un per cento del costo dello stesso test su animali), ed è possibile completare di gran lunga più test di quanti siano possibili con la sperimentazione su animali.

Le sperimentazioni senza animali non solo stanno aprendo una nuova strada per la verifica di sostanze chimiche che potrebbero causare il cancro, ma stanno rivoluzionando anche la ricerca per la cura del cancro. Per anni, gli scienziati hanno utilizzato un numero massiccio di topi, circa un milione all’anno, per setacciare possibili farmaci contro il cancro. Ai topi con leucemia, un cancro delle cellule del sangue, vengono date diverse sostanze per vedere se c’è qualsiasi effetto sulle cellule cancerose. Se si trova qualcosa che è efficace, si passa alla sperimentazione umana. Ma questo sistema dà dei risultati molto scarsi, se non pessimi. I ricercatori dell’Istituto Nazionale per la Ricerca sul Cancro (americano) (NCI) sospettano che la ragione del fallimento generale del sistema sia il fatto che i topi e gli esseri umani hanno tipi di cancro molto diversi e pure diversi modi di reagirvi fisiologicamente. Insomma pare che abbiano capito che i topi non sono uomini.
Un nuovo metodo utilizza culture di cellule umane cancerose. Queste cellule sono ottenute da biopsie o chirurgie. In un metodo automatizzato sviluppato da Robert Shoemaker e Michael Boyd del NCI, le cellule cancerose del colon, le cellule cancerose della mammella e molti altri tipi di cellule possono essere mantenute vive in provette per i test. Le sostanze vengono applicate a queste cellule, e i risultati sono registrati e immessi in un computer. Utilizzando questo metodo, decine di migliaia di potenziali farmaci anti-cancro possono essere sottoposti allo screening. Ironicamente, questo approccio high tech si basa su consultazioni con guaritori tribali dell’America Latina per identificare estratti di piante e altre medicine da sottoporre a test.
Oltre a questo, eliminare i prodotti animali dalla nostra dieta aiuta a prevenire il cancro. Il minor rischio di cancro riscontrato nei vegetariani è dovuto a questo. Dato che il menu vegetariano contiene meno grassi di una dieta di carne, il cancro del colon, della mammella e della prostata è meno probabile che venga riscontrato. Inoltre, poiché le fibre si trovano solo nei vegetali, è probabile che le diete vegetariane aiutino a ripulire il colon offrendo meno possibilità al cancro di attecchire. Infine, il beta carotene e altre vitamine hanno mostrato la loro efficacia nella prevenzione del cancro in dozzine degli studi. Il beta carotene  lo si trova nei vegetali di colore giallo e verde scuro, come spinaci, broccoli e carote.
È essenziale che la “Guerra Contro il Cancro” si indirizzi verso la prevenzione e a nuovi metodi senza l’impiego di animali. I vecchi metodi semplicemente hanno fallito. Le morti per cancro non sono diminuite per niente. Anzi, sono in crescita.
Questo non vuole dire, tuttavia, che la battaglia per i diritti degli animali sia stata vinta. Siamo ancora molto lontani. Troppi ricercatori sono trincerati dietro ai vecchi modi di fare le cose. Deve essere fatta tanta pressione come non mai su di loro per iniziare una graduale eliminazione dei test su animali. E’ essenziale ricordare, e farlo sapere a organizzazioni e agenzie governative, che nuovi metodi possono snellire la ricerca sul cancro, mentre la dipendenza da metodi sorpassati nuoce sia alle persone che agli animali.
I test senza animali esistono, sono migliori e più affidabili, costano moltissimo meno, sono etici, risparmiano la vita a milioni di animali e non richiedono la forzata riproduzione di nuovi individui per poi sottoporli a torture legalizzate e ucciderli. Usiamoli!
Visita anche questo sito.

martedì 10 luglio 2012

"Il gasolio è cancerogeno" E c’è subito chi chiede il sequestro di tutti i diesel Uno studio dell’Oms scatena il Codacons, ma i produttori frenano: "Le vetture sono sicure"


Il Codacons dichiara guerra al diesel. L’associazione dei consumatori ha infatti presentato ieri un esposto alla Procura di Milano in cui chiede di bloccare la circolazione di tutti i veicoli a gasolio (non importa se Euro 1 o Euro 5) circolanti in provincia di Milano che, secondo una prima stima, sarebbero circa 1,8 milioni.
Pompa di benzina
Pompa di benzina
Ingrandisci immagine
Questi, infatti (ma anche quelli sulle strade del resto del mondo, ovviamente), secondo i risultati di una ricerca dell’Iarc, l’ente internazionale che si occupa della ricerca sul cancro per l’Organizzazione mondiale della sanità, emetterebbero allo scarico sostanze definite «cancerogeni certi» di Gruppo 1 che potrebbero causare tumori ai polmoni e alla vescica. Il condizionale è d’obbligo, nonostante la perentorietà del Codacons (che chiede anche un’indagine per individuare i responsabili dei danni fin qui arrecati alla popolazione dalla circolazione dei diesel), e per una lunga serie di motivi. Innanzitutto la ricerca dello Iarc, avviata nel 1988 sui lavoratori di alcune miniere statunitensi esposti ai fumi dei macchinari utilizzati nelle gallerie e poi seguiti nel corso delle loro vite, si basa sulle tecnologie allora impiegate, assolutamente datate. Non è poi trascurabile la qualità del combustibile usato a quei tempi in un Paese che sul diesel per autotrazione, non ha mai fatto seri investimenti. Gli esperti dell’Oms, tuttavia, non hanno dubbi: «Le prove scientifiche sono inconfutabili: le emissioni dei motori diesel causano il tumore del polmone», parola di Christopher Portier, dello Iarc.
Sfugge, anche ai non esperti, il passaggio logico dagli obsoleti bruciatori da miniera ai motori diesel che l’industria automobilistica europea è oggi in grado di fornire, veri campioni di efficienza che hanno dimezzato in pochi anni i consumi (e le relative emissioni di anidride carbonica che, questa volta, non viene tirata in ballo) e grazie ai filtri antiparticolato (diverse le sigle - Fap, Dpf - che li contraddistinguono, ma tutti ugualmente efficaci) hanno «permesso di ridurre», come ha spiegato Allen Schaeffer del Diesel Technology Forum proprio allo Iarc, «del 98% le polveri sottili e del 99% le emissioni di ossidi di azoto». Queste sono le sostanze che hanno un potere cancerogeno, ma un conto è produrle nel ciclo della combustione e un conto è emetterle, e il comparto automotive è al lavoro per arrivare al loro azzeramento negli scarichi, come con il sofisticato procedimento di urea nella fase di catalizzazione dei motori diesel che elimina i composti dell’azoto (tecnicamente, Nox). Sul fronte delle particelle (le famose Pm), poi, Dekra ha già proposto a livello europeo nuovi «opacimetri» (apparecchi che misurano le polveri sottili nei gas di scarico) capaci di rilevare anche le particelle più piccole che possono sfuggire a quelli oggi usati. Tutti questi progressi, non valutati dalla ricerca americana che ha esaminato persone esposte ai fumi oltre 25 anni fa, sono invece rilevati in un recente studio che viene ancora dagli Usa. Secondo la North Carolina University i grandi truck americani conformi agli standard di omologazione più recenti hanno mostrato una riduzione del 98% dei Nox e del 94% delle Pm.
Bloccare i diesel, secondo quanto chiesto dal Codacons, significherebbe non solo fermare il trasporto merci su gomma (i nostri truck sono virtuosi quanto quelli Usa, e forse di più) ma anche far ricadere ancora una volta sui mezzi di trasporto la responsabilità esclusiva della qualità dell’aria che respiriamo. Sei anni fa, e quindi ignaro della ricerca americana, il professor Umberto Veronesi sosteneva che lo smog non è una causa diretta del cancro. Nel frattempo automobili e camion sono diventati più amici dell’ambiente e i motori diesel ancora più virtuosi rispetto a quelli a benzina e non può quindi bastare una dichiarazione, ancorché autorevole come quella dell’Oms, per fermare la metà del parco circolante della provincia di Milano.
E un tale provvedimento non potrebbe non avere ripercussioni nel resto del Paese e dell'Europa che, per ora, non ha preso posizione.

domenica 1 luglio 2012

Altro scandalo ad Euro 2012: Perchè il massacro dei randagi non era abbastanza



di Carlo Sferrazza per Nocensura.com

Dopo il recente scandalo dei randagi massacrati in Ucraina a causa degli Europei di calcio, una nuova e più grave vergogna copre questa manifestazione sportiva.
E' un'accusa pesante quella delle Ong che operano in Ucraina: il governo per finanziare gli Europei di calcio 2012 ha sottratto all'ospedale pediatrico di Kiev ben 35 milioni di euro.
Lo denuncia oggi Il Fatto quotidiano che riporta una lettera aperta scritta dalle associazioni.
I diritti fondamentali dei bambini ucraini sono stati del tutto trascurati.
è il caso di ricordare che, da una parte, a seguito del crollo dell'URSS, e, più importante, a seguito del disastro di Chernobyl, l'Ucraina non solo ha avuto un pesante crollo dal punto di vista finanziario, ma ha anche, purtroppo,la immediata necessità di questi centri oncologici.


Questi soldi, sostengono le Ong, sono stati dirottati su Euro 2012, calpestando totalmente il diritto alla salute. All'ospedale di Oxkhmatdyt i bambini malati affollano i corridoi perché non ci sono camere sufficienti. E insufficienti sono pure le cure: la chemio, per esempio, sarebbe addirittura finita. Ma interpellato dalle organizzazioni umanitarie il ministro Azarov risponde che i soldi "non sono stati tolti all’ospedale", ma semplicemente “prestati” agli Europei. Come se questo cambiasse la sostanza.
C’è da rabbrividire. Ma c’è da riflettere anche sul silenzio della Fifa e dell’intero mondo del calcio su tutta questa storia. Si potrebbe obiettare che la Federazione calcistica, le squadre nazionali, i singoli giocatori, non possono interferire nelle scelte di politica interna dei singoli Stati. Certo. Ma un giudizio possono di certo esprimerlo.
Se è vero, come si dice, che il calcio è diventato un “linguaggio universale” che arriva anche dove la politica non riesce, allora, proprio per dare concretezza allo slogan sul “rispetto” lanciato da Euro 2012, le squadre, nazionali o di club, o anche i singoli giocatori milionari, potrebbero almeno manifestare pubblicamente imbarazzo e disagio a giocare in uno stadio costruito anche con i soldi prelevati dal progetto di un ospedale per bambini malati di cancro.
 

Carlo Sferrazza 
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Vedi anche: Ucraina, i soldi per i bambini malati di cancro dirottati su Euro 2012″ 

lunedì 25 giugno 2012

Samsonite ritira dal mercato 250mila valige perché cancerogene


di Marta Albè
Samsonite, uno dei più importanti marchi internazionali nel settore dei bagagli da viaggio, comprendente valigie, borse ed accessori dedicati a chi si sposta abitualmente per lavoro o per piacere, ha deciso di ritirare dal mercato in maniera temporanea l'intero inventario della nuova linea denominata Tokyo Chic (American Tourister) e destinata a coloro che desideravano aggiungere un pizzico di nomadismo alla propria idea di viaggio in quanto contenente sostanze potenzialmente cancerogene.
L'operazione ha portato al ritiro dal commercio di 250 mila valigie e si ripercuoterà sull'azienda per un valore considerato inferiore ai 500 mila dollari. Le valigie non possono essere poste in vendita in quanto all'interno dei loro manici sarebbe stata individuata la presenza di sostanze ritenute potenzialmente cancerogene. I manici dovranno dunque essere sostituiti prima che le valigie possano essere vendute al pubblico. Le valigie erano già presenti in alcuni negozi online dedicati alla loro vendita internazionale.
L'individuazione delle sostanze chimiche ha preso le mosse da parte di un'iniziativa posta in atto da un gruppo di consumatori di Hong Kong, denominato "Consumer Council", evidentemente colti dal sospetto che nelle valigie vi potesse essere qualcosa di irregolare. Le valigie incriminateavevano già raggiunto i negozi del Giappone, dai quali ora sono state ritirate. Dei test effettuati su campioni dei manici hanno rilevato come essi contenessero una percentuale maggiore, rispetto a quanto raccomandato da parte delle linee guida, di idrocarburi policiclici aromatici.
Si tratterebbe di sostanze normalmente presenti nella plastica che, in concentrazioni eccessive, sono state associate allo sviluppo di tumori ed a malformazioni negli animali. Il gruppo di consumatori in questione ritiene che la presenza di una maggiore concentrazione della sostanza incriminata nei manici delle valigie sia dovuta ai processi di lavorazione delle stesse.
A controbilanciare i risultati dei test richiesti da parte del "Consumer Council" è intervenuta la stessa Samsonite, la quale ha deciso di effettuare a propria volta dei controlli, da cui sarebbero emersi dati decisamente inferiori relativamente alla presenza di idrocarburi policiclici aromatici. L'azienda ha comunque deciso di ritirare per precauzione le valigie dalle vendite, sebbene abbia dichiarato che la quantità di idrocarburi presenti nei loro manici sarebbe da considerare innocua.
Ciò sarebbe stato effettuato principalmente per rispondere alle lamentele ed alle preoccupazioni da parte dei consumatori. Samsonite sostiene infine come non vi siano linee guida ufficialiriguardo al contenuto di idrocarburi nei prodotti e che il gruppo di consumatori avrebbe fatto riferimento ad uno schema di linee guida non ufficiali stabilite in Germania. I cittadini già in possesso di una valigia della linea Tokyo Chic dovranno rivolgersi al proprio rivenditore per accertarsi della loro provenienza.

fonte: greenme.it

lunedì 14 maggio 2012

"Kankropoli" - La mafia del cancro.


di Alberto Mondini

Alcuni anni fa la straziante realta` del tumore si impose alla mia attenzione. Mi resi conto dell’immensita` delle sofferenze fisiche e mentali provocate da questamalattia. Constatai, inoltre, l’inutilita` e l’atrocita` delle terapie correnti. Scoprii, cosa peggiore di tutte, che il tono emotivo dell’umanita` di fronte al cancro non era disperazione, era sceso ancora piu` in basso, fino a una specie di rassegnata, impotente apatia.

Così decisi di fondare l’ARPC (Associazione per la ricerca e la prevenzione del cancro) e, con questo strumento, di percorrere fino in fondo e a ogni costo la strada che avrebbe dovuto mettere fine alla malattia cancro.
Cio` che ho scoperto in questi anni e` un’incredibile, allucinante realta` che ha superato ogni mia previsione, congettura, sospetto, fantasia. Pertanto, in piena coscienza di tutti i pericoli e di tutte le responsabilita` che tale atto comporta, ho deciso di rendere pubblico il materiale che ho raccolto.

Queste sono le sconvolgenti conclusioni a cui portano i documenti contenuti in questo dossier (Kankropoli, la mafia del cancro, ARPC, Torino, 1997):


Attualmente nella pratica corrente non viene usata alcuna terapia valida per i tumori.

Esistono da anni efficaci ed economiche terapie e tecniche di diagnosi pre- coce ideate da geniali ricercatori spesso con scarsi mezzi economici.

Esiste una precisa volonta` intesa a impedire che esse vengano usate. Questa volonta` viene attuata, contro questi ricercatori, con tutti i mezzi possibili, siano essi legali o illegali, quali indifferenza, privazione di fondi, calun- nie, diffamazione, persecuzioni (queste sono le piu` usuali) professionali e giudiziarie, minacce di morte, omicidio.

In queste azioni criminali sono coinvolte molte persone e organizzazioni che spesso ricoprono posti di potere, quali: uomini politici, magistrati, funzionari di forze di polizia, dirigenti di case farmaceutiche, alti fun- zionari statali della sanita`, medici, professori universitari, ricercatori, associazioni e tanti altri. Ovviamente la responsabilita` di questi individui per questa situazione e` ampiamente diversificata nei ruoli e nel grado.

Alcuni di essi si prodigano attivamente con qualsiasi mezzo per mantene- re l’attuale situazione di inguaribilita` dei tumori perche ́ essa permette loro di usufruire di innumerevoli fonti di guadagno, tangenti comprese, che derivano dai vari aspetti con cui oggi si presenta quel colossale affare che e` il cancro: la ricerca, la diagnosi, la terapia, le associazioni per la raccolta fondi, la produzione e la vendita di farmaci e di apparecchiature, gli ospedali, le universita`, il Servizio Sanitario Nazionale, ecc. Essi formano di fatto un’associazione a delinquere di dimensioni internazionali. Altri conoscono bene la situazione, ma tacciono per paura di perdere i loro privilegi. Infine altri ancora, (i piu`) credono che si stia facendo il massimo e il miglior sforzo per debellare questa malattia; pertan- to assecondano e aiutano in completa fiducia cio` che viene imposto con segreta violenza.

da L’Immensa Balla della Ricerca sul Cancro 

fonte