martedì 5 giugno 2012

INCHIESTA ESCLUSIVA Le agenzie che promettono di ridurre i debiti agli italiani


Sempre più persone faticano a pagare i debiti. Svariate società (come Agenzia Debiti) promettono di ridurre le pendenze. Ma è davvero così? VIDEOINCHIESTA

Debiti. L’incubo di tanti italiani. E se ci fosse il modo di abbatterli affidandosi a dei professionisti? Se cliccate su Google "agenzie debiti" vedrete in un attimo comparire una pagina intera di soluzioni e slogan: "Come rateizzare i debiti", "Per proteggere il tuo patrimonio dai debiti", "Come non pagare i debiti".
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Aprendo poi la descrizione di alcune agenzie la promessa è ancora più allettante: è possibile ottenere uno sconto sul debito del 70% in meno. Il panorama non cambia se ci spostiamo sui social network. Uno per tutti, Facebook, dove proliferano profili di agenzie e affini. E in effetti secondo gli ultimi dati pubblicati dall’Adnkronos sono oltre 300mila le persone che si rivolgono alle agenzie di debiti, società che promettono di liberare dalla stretta dei creditori in cambio di una piccola o grande percentuale.
È dunque questa la soluzione ai problemi di tanti italiani? Secondo i consumatori non è proprio così (guarda il video).
Per il presidente dell’Adusbef, Elio Lannutti, si tratta di un business "sull'angoscia e sulla disperazione" e che "rischia di far passare il debitore dalla padella alla brace". Perplessità anche da parte di Adiconsum che attraverso un comunicato dal titolo Crisi. La bufala delle agenzie di debito fa sapere di aver inviato una lettera al ministro degli Interni per chiedere la regolamentazione di queste agenzie. "Potrebbero fornire un aiuto alle famiglie in difficoltà – spiega nella nota Pietro Giordano, segretario generale di Adiconsum - ma così come sono organizzate in Italia, rischiano di aumentare, invece che ridurre, le difficoltà in cui versano le famiglie". E le dirette interessate? Le agenzie? Cosa dicono? Si difendono e spiegano che l’attività di una agenzia del debito è quella di assistere e tutelare il debitore mediante attività di negoziazione, transazione, rateizzazione, mediazione e difesa legale con l’obiettivo di ottenere una riduzione del debito.

Il caso

Vi riportiamo l’esperienza di una signora che si è rivolta ad una agenzia di debiti e pur avendo speso oltre 1000 euro non ha risolto i suoi problemi. "Mi ha contattato una signora – racconta l’avvocato Fabrizio Bruni, responsabile 'Progetto consumatori' dell’ordine avvocati di Roma - la quale aveva ricevuto, essendo protestata, un sms da un numero sconosciuto di una determinata agenzia di debiti. La signora li ha contattati telefonicamente, ha esposto la sua problematica ed è stata poi successivamente richiamata dall’agenzia. Le è stata inviata una piccola comunicazione con la quale le è stata richiesto il pagamento di una somma di circa 350 euro per ottenere il plico informativo. La mia assistita ha pagato questa somma ed ha ricevuto il plico con all’interno oltre che le informazioni anche delle cambiali da sottoscrivere per poter svolgere le attività. L’importo complessivo superava i milleduecento euro. Dopo diversi mesi che aveva fatto questi invii, e quindi con le cambiali sottoscritte, la signora non ha ricevuto più nessuna notizia e si è rivolta al mio studio per essere tutelata".

La denuncia di Adusbef

"Abbiamo denunciato – afferma Lannutti - i comportamenti di Agenzie Debiti che stanno proliferando con la crisi perché promettono di ridurre i debiti, con un particolare, ti chiedono subito 390 euro per verificare la situazione debitoria, come se il debitore non lo sapesse. Dopo di che bisogna firmare delle cambiali, due-tremila euro, pagare altri soldi e nonostante questo non garantiscono che ti abbattono il debito. Abbiamo anche fatto una segnalazione all’Antitrust che ha aperto un’istruttoria per violazione del codice del consumo. Non si può dire ti prometto che ti abbatto il debito del 70% se non si mantiene questa promessa. Quattro interrogazioni parlamentari, un intervento al governo infine il Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti presso il ministero dello Sviluppo economico dove ci sono sedici associazioni affronterà il caso".

La risposta di Agenzia Debiti

"Ci sembra doveroso - afferma Agenzia Debiti in una nota stampa - rispondere alle ingiuste accuse mosse nei confronti delle agenzie del debito da parte dell’associazione di consumatori Adusbef. (…) Veniamo accusati di prospettare una riduzione del debito del 70% senza poi raggiungere il risultato. Ebbene, le transazioni con le banche e le società finanziarie esistono da quarant’anni in Italia: trattasi dei cosiddetti accordi a saldo e stralcio del debito che vengono realizzati da professionisti provenienti da banche e società di recupero crediti che conoscono bene la materia. I successi che i nostri professionisti ottengono sulle transazioni sono veri e dimostrabili con sconti che possono arrivare anche al 70%, senza considerare i casi di maggior risparmio per richieste di somme non dovute.
A volte, si sono verificati casi di totale annullamento di cartella esattoriale oppure di completo azzeramento del debito nei confronti di banche o finanziarie  in ragione della illegittima richiesta di interessi e spese non dovute (…)". (leggi la replica completa)

La lettera di Adiconsum

"Purtroppo in Italia, come in altri Paesi, invece di adottare sistemi solidaristici e la ristrutturazione del debito – dichiara Giordano - si sono create società alla ricerca solo del profitto ad ogni costo. Adiconsum non condivide tale modello di debt agency, visto che prevede, di norma, il pagamento di una 'fee' iniziale a fondo perduto da parte del consumatore a prescindere dall’attività che sarà svolta, nessuna analisi preventiva della situazione e il ricorso a più consulenti (finanziario, fiscale, legale, ecc.), ognuno dei quali dovrà essere pagato, anche a fronte di risultati parziali e/o non risolutivi. Per questi motivi – conclude Giordano - Adiconsum si è rivolta direttamente al ministro degli Interni chiedendo la regolamentazione delle debt agency". Queste, secondo l’associazione, dovrebbero: sottostare a specifici obblighi di legge in tema di onorabilità e professionalità; essere iscritte in albi/elenchi ad hoc; essere sottoposte a vigilanza e sanzioni e avere onorari predeterminabili e predeterminati.

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