Visualizzazione post con etichetta facebook. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta facebook. Mostra tutti i post

sabato 31 gennaio 2015

E SE LA VOTAZIONE DI SERGIO MATTARELLA POTREBBE NON ESSERE VALIDA?

E SE LA VOTAZIONE DI SERGIO MATTARELLA POTREBBE NON ESSERE VALIDA?


VOTO NON VALIDO. Il voto NON è ritenuto valido e dunque nullo, in generale, quando ci sono elementi che rendono riconoscibile l'identità dell'elettore. Il voto può essere dichiarato nullo solo quando la scheda reca segni, scritte od espressioni che inoppugnabilmente ed inequivocabilmente palesano la volontà dell'elettore di far riconoscere la propria identità.
Ecco come ha funzionato il controllo del voto per Sergio Mattarella messo in atto dal premier  Renzi per “costringere” i suoi a votare come voleva lui. Ben otto le opzioni identificative. Nuovi presidente, vecchi mezzucci di Palazzo. A rivelare le “strategia” è la senatrice cinquestelle Paola Taverna sul suo profilo Fb. Ecco cosa dovevano scrivere sulla scheda i grandi elettori Pd:
1) – Sergio Mattarella
2) – Mattarella
3) – Mattarella Sergio
    4) -  Mattarella S.
    5) – S. Mattarella
    6) – On. Sergio Mattarella
    7)  – Mattarella On. Sergio
    8) -Prof Mattarella
    «Questi i codici identificativi per sapere chi e quanti votavano come voleva Renzie. Piccole strategie da Palazzo. Signori e signori, il nuovo Presidente della Repubblica», commenta ironica sul suo profilo la senatrice.

giovedì 7 agosto 2014

Sfogo di Gianluigi Paragone su Facebook


Ma come - qualcuno mi sta dicendo - il Paese è in recessione, la crescita economica è un miraggio e tu non scrivi nulla?
E nemmeno scrivi un rigo sulla dichiarazione di Mario Draghi in merito alla cessione di sovranità, cioè di democrazia?
Scusate se ve lo dico con un pizzico di presunzione? Certe domande andate a farle ad altri, non a chi - in televisione in radio sulla carta stampata sulla rete- ripete da anni che questa crisi è pilotata per arrivare a far comandare le élite finanziare.
Ve lo ripeto per l'ennesima volta:
L'Europa è un inganno, un inganno violento;
L'Euro è una moneta fuori da ogni logica accademica;
I premier italiani sono delle marionette, tant'è che Draghi un anno e mezzo fa disse che i governi sarebbero andati avanti sempre più col pilota automatico;
Renzi è marionetta più degli altri perché pensa di essere un genio;
Soltanto uno stupido poteva difendere la manovra degli 80 euro come se si trattasse di un guizzo coraggioso e risolutivo;
Fintanto che si tiene bloccata la spesa pubblica espandendo l'indebitamento privato, si creeranno nuovi schiavi;
Le privatizzazioni non saranno un vantaggio per i cittadini;
La rabbia finalizzata a puntare l'indice contro questi furfanti, ladri di polli, è una rabbia costruita ad arte.
Così è se vi pare. Altrimenti ci sono tanti giornalisti più di successo di me che vi raccontano le favole senza mostri così da non scombinarvi il sonno.


venerdì 9 maggio 2014

Disabilitare la partenza automatica dei video su Facebook


FACEBOOK: COME BLOCCARE L'AUTOPLAY DEI VIDEO



Crediamo di fare cosa gradita a molti utenti Facebook fornendo questo suggerimento:

Da qualche tempo i video presenti sulla home di Facebook vengono avviati aumaticamente, con il volume abbassato; una trovata antipatica che crea GROSSI PROBLEMI a chi si connette da dispositivo mobile e vede consumare inutilmente molti megabyte di traffico dati:

PER DISABILITARE questa funzione, andate su questa pagina:
https://www.facebook.com/settings?tab=videos

E disattiva la partenza automatica dei video.


Alessandro Raffa per nocensura.com

lunedì 7 aprile 2014

Quanti italiani esasperati dallo Stato Chi ci governa è consapevole che la maggioranza degli italiani ce l'ha a morte con lo Stato?



Chi ci governa è consapevole che la maggioranza degli italiani ce l'ha a morte con lo Stato? Sa che la reazione più diffusa di coloro che producono, lavorano, sono disoccupati o pensionati è: «Non ce la facciamo più!»? Tutti coloro che a vario titolo hanno compiti di responsabilità nella Pubblica amministrazione hanno presente che quasi più nessuno crede in questo Stato, percepito in modo netto come ladrone, corrotto, inefficiente, arbitrario, ingiusto, vessatorio e persino un tutt'uno con la mafia? Tutti i politici che denunciano ciò che non va e che predicano le riforme, si rendono conto che nessun cambiamento sarà possibile fintantoché persiste il discredito assoluto nei confronti dello Stato? Se quasi nessuno in Veneto crede al fatto che gli arrestati tra gli indipendentisti veneti stessero tramando un attentato e rappresenterebbero una minaccia all'ordine pubblico, si deve principalmente al fatto che nessuno crede nello Stato e nella magistratura.

In un momento in cui le imprese sane e creditrici sono condannate a morire perché non hanno i soldi per pagare le tasse, in un contesto in cui il principale debitore insolvente è lo Stato, è del tutto comprensibile che lo Stato venga individuato come il nemico numero uno degli imprenditori, dei lavoratori e delle famiglie. Così come lascia perplessi la tempistica degli arresti intervenuti all'indomani di un sondaggio on line che ha decretato uno straordinario successo degli indipendentisti veneti che aspirano alla secessione dall'Italia.
Dato che a certi livelli nulla accade per caso, mi domando chi ha interesse ad alimentare la causa indipendentista, regalando ai veneti degli eroi e, chissà, dei potenziali martiri, facendo passare in secondo piano la vera emergenza che è la moria delle imprese, la disoccupazione e la povertà che si sta diffondendo anche nel ricco Nord-Est? Il dubbio è più che legittimo considerando anche le recentissime rivelazioni sul caso Moro, che confermano che il 16 marzo 1978 in via Fani due agenti dei servizi segreti erano parte integrante del commando delle Brigate rosse che massacrò i 5 agenti di scorta e rapì l'allora presidente della Democrazia cristiana. Sono ormai diversi i fatti che attestano che si è trattato di una strage di Stato e che le Brigate rosse sono state una creatura dei servizi segreti. Così come permangono dubbi sulle stragi di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, perpetrate con una precisione ed efficienza difficile da conseguire senza delle entrature negli apparati della Sicurezza dello Stato. Ebbene come è possibile che queste rivelazioni vengano pubblicate e subito dopo archiviate nel dimenticatoio della cronaca desueta?
Sempre in tema di credibilità dello Stato, possibile che nessun magistrato abbia ritenuto di dover istruire un'inchiesta e che il Parlamento non abbia dato vita a una Commissione d'indagine a fronte della pubblicazione di prove di fonti diverse che attestano in modo incontrovertibile che l'allora capo di governo Silvio Berlusconi fu costretto a rassegnare le dimissioni, vittima di un vero e proprio colpo di Stato di natura finanziaria, i cui artefici manipolarono lo spread elevandolo da meno 200 punti nel giugno 2011, quando decisero che al potere dovesse andare l'uomo di fiducia della finanza globalizzata Mario Monti, a oltre 650 punti nel novembre 2011, determinando la perdita di un miliardo di euro dei titoli di Berlusconi in Borsa?
Ed ancora: com'è possibile che nonostante la Corte costituzionale abbia emesso una sentenza che boccia come incostituzionale la legge elettorale con cui sono stati eletti i Parlamenti dal 2006 in poi, Matteo Renzi affermi disinvoltamente che intende continuare a governare fino al 2018? Se fossimo uno Stato di diritto che si rispetti il Parlamento avrebbe dovuto essere sciolto, il governo avrebbe dovuto decadere e anche il capo dello Stato, eletto sia nel suo primo che nel suo secondo mandato da Parlamenti incostituzionali, avrebbe dovuto rassegnare le dimissioni. Invece questa classe politica si comporta come se quella sentenza della Corte costituzionale non sia mai esistita! Il fatto ancor più grave è che la maggioranza degli italiani accomuna in modo automatico lo Stato con l'Italia come Nazione depositaria di una civiltà che prescinde dalla natura dello Stato. E pertanto il discredito dello Stato si traduce nel rifiuto dell'Italia. Chi ha interesse che si perpetri questo crimine epocale? Chi vuole la fine dell'Italia come Nazione e come civiltà?
Facebook.com/MagdiCristianoAllam

mercoledì 2 aprile 2014

VALVOLA DI SFOGO

Siamo ormai abituati fin dalla mattina presto ad assistere agli spettacoli politici dove i discorsi dei vari ospiti di partito si alternano alle telefonate di persone, a volte, veramente arrabbiate. Poi al pomeriggio le cose non cambiano ed alla fine, a tarda notte continuano, per quelli che almeno hanno la pazienza di assistere, senza lasciarsi vincere dal sonno o dallo sfinimento. Credevo che fosse un tentativo intelligente di fare aprire gli occhi al popolo, ma poi mi sono accorto che, per dare la sensazione del libero pensiero e quindi di essere trasmissioni non condizionate, alla fine invece … sono esattamente il contrario. Difficilmente la voce di uomini del sistema vengono soverchiate dalle proteste degli altri, anzi,il più delle volte, misurando i primi ai secondi, questi ci fanno la figura barbina e, pur non essendolo, fanno la parte degli ingenuotti o dei prevaricatori.
Non a caso si processano gli euroscettici e non si lascia alcun margine di discussione, se non per demolire, a mo’ di dogma quanto questi vorrebbero dire, non a caso non si invitano mai persone che conoscano veramente bene i problemi che l’ingresso in Europa ci ha procurato e che sappiano con cognizione di causa come uscirne fuori. Non a caso si assiste a trasmissioni dove “certe cose” vengono anche dette, ma in un modo ridicolo, come se fossero sbagliate – il fantomatico Adam Kadmon di Misteri, con quella maschera improbabile che non nasconde nulla è uno degli esempi -.
Forse perfino La Gabbia, che pare una trasmissione genuinamente slegata dal potere fa la sua parte: si era parlato di chiuderla, ma poi vedo che continua, forse perché non da’ molto fastidio, ma anzi misura il polso ai rivoluzionari, concedendo loro al massimo un posto da operetta.
Forse ci permettono di usare FB e twitter perché sanno che cane che abbaia non morde, alla fine e che quanto scriviamo non è mai un pericolo per il loro potere. Alla fine, mi duole dirlo, siamo un popolo stanco…



lunedì 21 ottobre 2013

Facebook: malfunzionamenti in tutto il mondo.


Facebook non funziona. Da poco più di un'ora sul social network più famoso è impossibile pubblicare nuovi post o condividere quelli esistenti, sia nei profili personali che nelle pagine. Pare che il problema sia riscontrato in buona parte del pianeta. E su Twitter finisce tra i "trends topic" #Facebookdown: tutti a parlare dell'altro social che non funziona...


Staff nocensura.com

sabato 31 agosto 2013

I governi hanno chiesto a Facebook i dati degli utenti

In un comunicato Facebook dichiara che i governi di 74 paesi nei primi sei mesi del 2013 hanno chiesto i dati di 38mila utenti. Metà delle richieste sono venute dagli Stati Uniti. L’Italia ha chiesto al social network californiano i dati di 2.306 utenti. Nel caso dell’Italia Facebook ha fornito dati alle autorità nel 53 per cento dei casi.
Facebook ha pubblicato questi dati sulle richieste dei governi come già hanno fatto Google e Microsoft, spiega Associated Press.
Social network come Facebook e Twitter negli ultimi anni hanno assunto un ruolo fondamentale nell’organizzazione delle proteste, anche in paesi non democratici. Anche per questo i servizi di intelligence di tutto il mondo hanno cominciato a studiarli. Tutti conoscono il ruolo di queste piattaforme nelle primavere arabe e nella rivoluzione verde in Iran.



Twitter e Facebook sono stati usati anche nelle ultime proteste in Turchia, ma Facebook aveva negato che il governo avesse richiesto i dati degli utenti. Invece dall’ultimo comunicato emerge che le autorità turche hanno chiesto i dati di 173 account e Facebook ha rilasciato informazioni nel 43 per cento dei casi.



domenica 5 maggio 2013

VENDE LAUREA SU EBAY A 1 CENTESIMO: “NON MI SERVE A NULLA!”


laurea ebay

Si chiama Giorgio Tedone, 26 anni, e da poco si è laureato in scienze politiche all’universitàLa Sapienza di Roma e ha preso anche un master a Londra. Fin qua tutto bene, ma il motivo che ha fatto parlare di questo ragazzo è un caso che accomuna molti giovani laureati italiani.

Giorgio infatti della sua laurea non sa che farsene, non viene assunto da nessuna parte ed è costretto a fare il cameriere a Torino per guadagnare qualcosa. Figlio di un operaio e di una casalinga non vive di certo nell’oro, e se poi si pensano ai sacrifici fatti dai genitori per mantenere gli studi del figlio tra libri e retta Universitaria tutto diventa ancora più complicato.

Giorgio ha cosi deciso di mettere in vendita la sua laurea e il suo master su ebay, facendo partire l’asta da 1 centesimo e scrivendo: “Vendesi causa inutilizzo!”. Il web, tra facebook e twitter è dalla sua parte, che sia questo un segnale per muovere qualcosa nell’ambito delle università e dei giovani senza lavoro? Voi che ne pensate?
http://www.notiziario360.it/vende-laurea-su-ebay-a-1-cent...
17:28 Scritto da 

lunedì 25 febbraio 2013

Votazioni 2013: matite cancellabili e altri problemi




Queste votazioni sono partite sull’onda delle polemiche tra spogliarelliste anti Berlusconiane e scatole di schede “dimenticate” in giro per le vie, ma sembra che non sia ancora finita, a Chieti ieri il primo avviso di brogli elettorali.
L’annuncio arriva dal Social Network in blu, Facebook, e non si sa se sia vero o meno, fatto sta che nella sezione 14 della scuola elementare Arniense, pare che le matite che per legge devono essere usate per le votazioni, siano state sostituite con normalissime matite cancellabili.
«Fino alle ore 12,35 si è votato con matite cancellabili come ho personalmente potuto verificare con una comune gomma. Ho segnalato il problema al presidente di seggio, lasciando le schede nella cabina, e restituito la matita pretendendone la giusta sostituzione. Le matite indelebili erano effettivamente rimaste nel sacco che viene consegnato per l’allestimento del seggio. Dopo aver votato e inserito le mie schede nelle rispettive urne, ho chiesto e ottenuto il verbale di quanto accaduto. Presente un rappresentate di lista del Partito Democratico. Successivamente ho riferito l’episodio ad altri esponenti di partito di mia conoscenza. Dunque fino alle 12,35 in quella sezione si è votato con la matita sbagliata».
 E poi c’è il caso di Ariberto Grifoni, referente abruzzese delle liste A.G.L. che è stato fermato dalla Polizia di Stato e dalla Polizia Municipale mentre distribuiva volantini a 200 metri dal seggio. Sequestro dei volantini, ma Grifoni protesta: «ero distante ben oltre il limite dei duecento metri, come avrebbero potuto e dovuto verificare i vigili».
Pescara il Comune ha dovuto rifare ben 972  duplicati delle tessere elettorali.
Ma la cosa peggiore è arrivata dai “presunti votanti” del Movimento di Grillo, i quali entrando con i cellulari nelle cabine elettorali, hanno poi postato il proprio voto su internet e ora rischiano non solo di farsi invalidare il voto ma anche una denuncia penale.


Le foto sono state prontamente rimosse… ma non abbastanza, una foto è postata da un profilo intestato a Roberto Buri, un attivista 5 stelle della provincia di Bolzano. Si vedono sia la scheda per la Camera che e quella per il Senato, con in evidenza la croce sul M5s.
La foto del voto a 5 stelle viene postata anche dal profilo di Amedeo Sollazzo, in provincia di Bari: anche in questo caso lo scatto riprende sia la scheda per il Senato che quella per la Camera ed è accompagnata dallo slogan lanciato da Grillo venerdì sera dal palco di San Giovanni: «mandiamoli tutti a casaaaaa!!!».

E subito fioccano i commenti degli amici:

«Potresti incorrere in sanzioni. Lo sai che questo metodo è utilizzato dalla mafia per il voto di scambio?».
«Sai che Facebook traccia la localizzazione delle foto? Sa esattamente dove è stata scattata. Risalire a te per una denuncia è un giochetto da ragazzi. Sei un genio»
«Conviene rimuovere subito…non facciamoci fregare…stanno aspettando i passi falsi»
Poi su Instagram è uscita la foto di Vincenzo Bossa, che commenta così la foto: «non capisco cosa ci sia di sbagliato nel pubblicare la foto del proprio voto».
Ma non è vietato entrare in cabina elettorale con cellulari, macchine fotografiche o altre apparecchiature??? Direi di si…
Portare nelle cabine cellulari o altri apparecchi capaci di fotografare viola il segreto elettorale ed è un reato punito, in base al decreto legge 49 del 2008, con con l’arresto da 3 a 6 mesi e con un’ammenda da 300 a 1.000 euro.
http://www.corsera.it/notizia.php?id=7055

venerdì 15 febbraio 2013

TOGHE Il giudice che ha assolto Vendola è amica della sorella di Nichi Panorama rivela le relazioni pericolose tra Patrizia Vendola e il gup Susanna De Felice. Il leader di Sel querela





Qual è il tuo stato d'animo?
12

Patrizia Vendola, sorella di Nichi, è stata sentita dai giudici in merito alla sua amicizia con Susanna De Felice, il giudice che nell’ottobre scorso ha assolto il governatore pugliese dall’accusa di concorso in abuso d’ufficio. A rivelarlo è un articolo del settimanale Panorama, che racconta il giro di frequentazioni della sorella del leader di Sel, vicina a molti magistrati della procura di Bari, che poi ha assolto il governatore. Vendola, dal canto suo, smentisce e querela il settimanale della Mondadori.
Ma vediamo i fatti. Il 31 ottobre dello scorso anno Nichi Vendola viene assolto con formula piena dal tribunale di Bari «perché il fatto non sussiste» dall’accusa di abuso d’ufficio in merito alla nomina di un primario dell’ospedale San Paolo. A puntare il dito contro il governatore era stata un’ex dirigente dell’Asl del capoluogo pugliese, Lea Cosentino, a suo tempo sollevata dal suo incarico proprio da Vendola. La richiesta dell’accusa nei confronti di Nichi è pesante: 20 mesi di reclusione. Vendola, che ha appena dato vita all’alleanza di centrosinistra insieme al Pd, però afferma con forza la sua innocenza: «Se verrò condannato, lascerò la politica», disse Nichi, prima di essere assolto. 
A dicembre, però, il procuratore di Lecce, Cataldo Motta, apre un fascicolo proprio sulla De Felice, il giudice che ha assolto il governatore. Lo spunto arriva proprio dai due pm che hanno indagato Vendola: Desirèe Di Geronimo e Francesco Bertone. La Di Geronimo, tra l’altro, è stata per anni anche lei molto amica della sorella del governatore, come testimoniano alcune immagini su Facebook. E il 31 gennaio Patrizia Vendola viene convocata in procura per dare spiegazioni sulla sua amicizia con la De Felice. Quello che vogliono capire è se tra le due donne, la sorella di Vendola e il giudice, esistesse un’amicizia che possa gettare ombre sulla sentenza di assoluzione del governatore. E davanti ai pm la sorella dei Vendola avrebbe ammesso la conoscenza con la De Felice, specialmente nel periodo dal 2004 al 2009, in seguito alle frequentazioni con Carofiglio e sua moglie, Francesca Pirrelli, altra pm del capoluogo pugliese. «Ho condiviso amici e feste con De Felice per diversi anni, con una cadenza di circa una volta al mese, fino al 2009. Dopo ci saremmo viste cinque o sei volte, non di più», ha detto Patrizia Vendola ai magistrati. Insomma, la frequentazione c’era, anche con il compagno della De Felice, il magistrato Achille Bianchi, anch’egli amico di Carofiglio e della moglie. 
Nulla di male, per carità. Il problema, però, si pone se si viene a scoprire che un giudice che assolve una determinata persona è amica di colui che ha assolto o di un suo stretto familiare. E nell’inchiesta sarebbero saltate fuori anche delle fotografie che ritraggono allo stesso tavolo Vendola e, appunto, De Felice. «E’ possibile, ma si tratta di occasioni o episodi avvenuti molto tempo prima il processo nei confronti di mio fratello», ha spiegato la sorella di Vendola ai pm. Un intreccio che rischia di gettare un’ombra di sospetto sull’assoluzione del governatore pugliese ora impegnato nella campagna elettorale per le Politiche al fianco di Pier Luigi Bersani. Ma Vendola fermamente smentisce e querela Panorama.  «Ho dato mandato ai miei legali di sporgere denuncia nei confronti del settimanale Panorama, per il piccolo concentrato di fango, con cui, in linea con l'informazione berlusconiana, ha inteso colpirmi», afferma il governatore, annunciando il ricorso alle vie legali. 
http://www.liberoquotidiano.it

venerdì 11 gennaio 2013

"Fai mettere a verbale il rifiuto della scheda"... E' UNA BUFALA


Da molti mesi circolano su Facebook vari articoli o slide che invitano a rifiutare la scheda elettorale, facendone espressa richiesta al Presidente di mettere il rifiuto motivato a verbale. 

Su richiesta di molti utenti abbiamo cercato informazioni attendibili, e abbiamo appurato che si tratta di una "bufala": questa possibilità infatti non è in alcun modo prevista dalla legge. 

Il chiarimento è stato pubblicato anche da Ronchi, secondo il quale chiedere al Presidente di rifiutare la scheda potrebbe persino costituire il reato di "turbativa del corretto svolgimento delle operazioni di voto" una dichiarazione che appare ridicola e senza alcun senso, se non quello di intimidire i cittadini: il sig. Ronchi dovrebbe spiegarci quale turbativa rappresenti rivolgere educatamente al Presidente di seggio la richiesta di annullare la scheda: ovviamente se una persona insiste con modi incivili il discorso cambia.

Qualche tempo fa mi capitò di leggere su Facebook il commento di un cittadino che dichiarava di aver espresso tale richiesta in occasione delle amministrative 2012: "io ho l'ho fatto, ma con tono quasi ilare mi hanno detto che non si può fare, ho fatto una figura di m.."

Se avete ancora dubbi, quando capitate alle urne provate a chiedere (educatamente, sia mai che vi arrestino come sostiene Ronchi...) se esiste tale possibilità, e vedrete che vi diranno di no!

Alessandro Raffa


In vista delle elezioni politiche, tornano a girare delle e-mail e adesso dei post su Facebook dove si invitano gli elettori a non esercitare il proprio diritto e dovere civico di voto. Nel post si legge testualmente:

"Pochi lo sanno ma la legge prevede la possibilita’ di rifiutarsi di votare e metterlo a verbale. Quando si va al seggio e dopo che le schede sono vidimate si dichiara che ci si rifiuta di votare e si vuole che sia messo a verbale. Le schede di rifiuto vengono CONTATE e sono VALIDE, contrariamente alle schede nulle o bianche o all’astensione dal voto. Nessun media (chiaramente) ne parla, sembra che i giochi della CASTA siano gia’ fatti, come al solito la gente andra’ a votare il ‘meno peggio’ (...)

1) ANDARE A VOTARE, PRESENTARSI CON I DOCUMENTI + TESSERA ELETTORALE E FARSI VIDIMARE LA SCHEDA
2) NON TOCCARE LA SCHEDA (se si tocca la scheda viene contata come nulla e quindi rientra nel meccanismo del premio di maggioranza)
E ESERCITARE IL DIRITTO DI RIFIUTARE LA SCHEDA (DOPO VIDIMATA), dicendo: ‘Rifiuto la scheda per protesta, e chiedo che sia verbalizzato!’
3) PRETENDERE CHE VENGA VERBALIZZATO IL RIFIUTO DELLA SCHEDA 4) ESERCITARE IL PROPRIO DIRITTO DI AGGIUGERE, IN CALCE AL VERBALE, UN COMMENTO CHE GIUSTIFICHI IL RIFIUTO
(ad esempio: ‘Nessuno dei politici inseriti nelle liste mi rappresenta’ )(D.P.R. 30 marzo 1957, n. 361 – Art. 104) COSì FACENDO NON VOTERETE, ED EVITERETE CHE IL VOTO,NULLO O BIANCO, SIA CONTEGGIATO COME QUOTA PREMIO PER IL PARTITO CON PIù VOTI!!"

In realtà, la bufala risale alle elezioni del 2008 e come spiega Alessandro Ronchi sul suo blog, "non è prevista da alcuna norma la possibilità di recarsi al seggio per rifiutare la scheda facendo mettere a verbale una propria dichiarazione sul perché del rifiuto".

"I reclami di cui si parla nella legge elettorale - continua Ronchi - possono riguardare solo ed esclusivamente il corretto svolgimento delle operazioni elettorali (timbratura delle schede, accertamento della identità degli elettori, spoglio dei voti ecc) e non certo la messa in discussione della legge elettorale stessa che deve essere fatta con ricorsi specifici all’ordinamento giudiziario".

Proprio sul Dpr citato nel testo bufala non c'è nulla che contempli la possibilità di rifiutare il voto, al contrario scrive ancora Ronchi: "rifiutare la scheda  e chiedere di mettere a verbale una propria dichiarazione si configura invece come TURBATIVA DEL CORRETTO SVOLGIMENTO delle operazioni di voto (art. 44 D.P.R. 30 marzo 1957, n. 361) dando la possibilità al presidente di far intervenire la forza pubblica per il ripristino del corretto svolgimento delle operazioni di voto".

Per chi volesse leggere il testo integrale delle leggi elettorali vigenti può scaricarlo dal sito della Camera dei Deputati al seguente indirizzo: http://www.camera.it/files/pdf/documenti/MANUALE_11marzo2008.pdf




Fonte: http://www.protezionehoax.com/2012/10/bufala-pochi-lo-sanno-ma-la-legge-da-la.html

- - - - - - -
Aggiornamento: visto che qualcuno si dice sicuro che sia possibile apriamo un dibattito pubblico, con la speranza che sia possibile fare chiarezza definitivamente e fugare i dubbi. Vedi i commenti su Facebook

CIRCA LA POSSIBILITA' DI RIFIUTARE LA SCHEDA:

In merito all'articolo: ""Fai mettere a verbale il rifiuto della scheda"... E' UNA BUFALA" http://www.nocensura.com/2013/01/fai-mettere-verbale-il-rifiuto-della.html

Abbiamo ricevuto diverse richieste di informazione circa la presunta possibilità di "rifiutare la scheda elettorale e farlo mettere a verbale dal Presidente del seggio":

Abbiamo effettuato delle ricerche (cosa non facile perché cercando su Google trovi molto, molto materiale ma niente di ufficiale), posto la domanda a 3 avvocati (che non sapevano niente) e infine tramite un collaboratore abbiamo girato la domanda a 2 soggetti che hanno ricoperto l'incarico di "presidente di seggio", secondo i quali non è possibile farlo: si dicono sicuri al 100% cosa che troverebbe conferma anche in un post di Alessandro Ronchi http://alessandroronchi.net/2008/rifiutare-la-scheda-occhio-alle-bufale-elettorali/

E altri siti web: http://www.agoramagazine.it/agora/spip.php?article2542

Tuttavia visto che alcuni utenti insistono nel sostenere (non sappiamo se su basi fondate o meno) che è possibile farlo, apriamo un dibattito, rivolgendoci SOLO A CHI RITIENE DI AVERE NOTIZIE CERTE.

QUALCUNO HA NOTIZIE CERTE IN MERITO?
ESPERIENZA DIRETTA?
AVETE RIFERIMENTI UFFICIALI CHE COMPROVANO CIO' CHE SOSTENETE?

VEDIAMO DI FARE CHIAREZZA UNA VOLTA PER TUTTE...

PS: Dopo aver parlato con i due soggetti che hanno ricoperto il ruolo di presidenti di seggio (conoscenti di un ns collaboratore) che si sono entrambi detti sicuri al 100% (e non hanno certo interesse a dire il contrario) noi siamo dell'idea che non sia possibile farlo, comunque presto ci saranno le elezioni e ci sarà la "prova del 9" basta chiedere direttamente al seggio, cosa che certamente faremo per fugare ogni dubbio.