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martedì 6 maggio 2014

PENSIONI D’ORO/ Il taglio non passa: 94 senatori votano contro. Quasi tutti del Pd (Partito della Casta)

anna finocchiaro senato
Il 2 maggio il Governo è stato battuto in Senato. La posta in gioco era decisamente alta: taglio alle pensioni d’oro dei burocrati di Stato che oggi godono di stipendi milionari e che avrebbero goduto, nel caso in cui l’emendamento promosso da quattro senatori dell’Italia dei Valori non fosse passato, anche di pensioni altrettanto stellari. Ma la notizia è un’altra: ben 94 senatori hanno votato contro. E la maggior parte sono targati Pd. - Qualche tempo fa Gianni Vattimo disse: “non è un caso che il Pd non è più Pds. Non c’è più la ‘s’. In effetti lì c’è sempre meno sinistra”. Come dargli torto. Quanto accaduto il 2 maggio ne è la riprova. In Senato, infatti, si è votato un emendamento - presentato dai senatori Idv Belisario, Lannutti, Pardi e Bugnano – con il quale si chiedeva di sopprimere il comma 2 dell’articolo 1 del decreto-legge del 24 marzo 2012, n. 29. Nel decreto in questione si stabilisce che le pensioni di tutti i dipendenti pubblici avranno, d’ora in poi, un termine di paragone, un parametro di riferimento: quello del primo Presidente della Corte di Cassazione. “In nessun caso - infatti - l’ammontare complessivo delle somme loro erogate da pubbliche amministrazioni potrà superare questo limite”. Un parametro questo però che, così come concepito dal Governo, non era valido per tutti. Si leggeva, infatti, nel dl (proprio al co

Qualche tempo fa Gianni Vattimo disse: “non è un caso che il Pd non è più Pds. Non c’è più la ‘s’. In effetti lì c’è sempre meno sinistra”. Come dargli torto. Quanto accaduto il 2 maggio ne è la riprova.

In Senato, infatti, si è votato un emendamento - presentato dai senatori Idv Belisario, Lannutti, Pardi e Bugnano – con il quale si chiedeva di sopprimere il comma 2 dell’articolo 1 del decreto-legge del 24 marzo 2012, n. 29. Nel decreto in questione si stabilisce che le pensioni di tutti i dipendenti pubblici avranno, d’ora in poi, un termine di paragone, un parametro di riferimento: quello del primo Presidente della Corte di Cassazione. “In nessun caso - infatti - l’ammontare complessivo delle somme loro erogate da pubbliche amministrazioni potrà superare questo limite”.

Un parametro questo però che, così come concepito dal Governo, non era valido per tutti. Si leggeva, infatti, nel dl (proprio al comma 2 dell’articolo 1) che “i soggetti che alla data del 22 dicembre 2011 abbiano maturato i requisiti per l’accesso al pensionamento, non siano titolari di altri trattamenti pensionistici e risultino essere percettori di un trattamento economico imponibile ai predetti fini, superiore al limite stabilito dal presente comma”.

In pratica per gli alti funzionari nessun taglio. Ma di chi stiamo parlando? Tra gli altri, di Antonio Mastropasqua, presidente dell’Inps, che porta a casa oltre un milione di euro all’anno (benefit e privilegi vari esclusi); Attilio Befera, presidente di Equitalia (oltre 450 mila euro di compenso all’anno); il presidente dell’Agcom Corrado Calabrò (circa 475 mila euro). Il Governo Monti dunque – quello stesso Governo che a dicembre scorso parlava di “equità” - voleva preservare i loro stipendi.

Ora questo comma è stato soppresso in Senato grazie ad un emendamento presentato dall’Italia dei Valori. E votato – strano ma vero – anche dalla Lega Nord e dalla stragrande maggioranza dei senatori Pdl. A votare contro una norma che in periodo di crisi e di forte pressione fiscale sui cittadini sarebbe quanto mai ovvia, è stato invece il Pd insieme agli ormai sempre più “alleati” del Terzo Polo. Novantaquattro senatori in tutto. Ben 69 del Partito Democratico (solo sette hanno votato a favore).

E i nomi sono quelli che contano. Anna Finocchiaro (capogruppo Pd al Senato). Mauro Agostini (tesoriere del partito). E poi gran parte del gotha del Pd: Teresa Armato, Antonello Cabras, Vincenzo De Luca, Enzo Bianco, Vittoria Franco, Marco Follini, Pietro Ichino, Ignazio Marino, Franco Marini, Mauro Maria Marino, Franco Monaco, Achille Passoni, Carlo Pegorer, Roberta Pinotti, Giorgio Tonini, Luigi Zanda. Tutti membri del direttivo nazionale del partito.

L’alibi dei democratici? “Ce l’aveva chiesto il Governo”, ha detto sommessa la Finocchiaro. Verrebbe da chiedersi cosa farebbe il Pd se l’equo Monti gli chiedesse di gettarsi da un ponte …

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mma 2 dell’articolo 1) che “i soggetti che alla data del 22 dicembre 2011 abbiano maturato i requisiti per l’accesso al pensionamento, non siano titolari di altri trattamenti pensionistici e risultino essere percettori di un trattamento economico imponibile ai predetti fini, superiore al limite stabilito dal presente comma”. In pratica per gli alti funzionari nessun taglio. Ma di chi stiamo parlando? Tra gli altri, di Antonio Mastropasqua, presidente dell’Inps, che porta a casa oltre un milione di euro all’anno (benefit e privilegi vari esclusi); Attilio Befera, presidente di Equitalia (oltre 450 mila euro di compenso all’anno); il presidente dell’Agcom Corrado Calabrò (circa 475 mila euro). Il Governo Monti dunque – quello stesso Governo che a dicembre scorso parlava di “equità” - voleva preservare i loro stipendi. Ora questo comma è stato soppresso in Senato grazie ad un emendamento presentato dall’Italia dei Valori. E votato – strano ma vero – anche dalla Lega Nord e dalla stragrande maggioranza dei senatori Pdl. A votare contro una norma che in periodo di crisi e di forte pressione fiscale sui cittadini sarebbe quanto mai ovvia, è stato invece il Pd insieme agli ormai sempre più “alleati” del Terzo Polo. Novantaquattro senatori in tutto. Ben 69 del Partito Democratico (solo sette hanno votato a favore). E i nomi sono quelli che contano. Anna Finocchiaro (capogruppo Pd al Senato). Mauro Agostini (tesoriere del partito). E poi gran parte del gotha del Pd: Teresa Armato, Antonello Cabras, Vincenzo De Luca, Enzo Bianco, Vittoria Franco, Marco Follini, Pietro Ichino, Ignazio Marino, Franco Marini, Mauro Maria Marino, Franco Monaco, Achille Passoni, Carlo Pegorer, Roberta Pinotti, Giorgio Tonini, Luigi Zanda. Tutti membri del direttivo nazionale del partito. L’alibi dei democratici? “Ce l’aveva chiesto il Governo”, ha detto sommessa la Finocchiaro. Verrebbe da chiedersi cosa farebbe il Pd se l’equo Monti gli chiedesse di gettarsi da un ponte …

lunedì 17 febbraio 2014

Decreto Bankitalia: non solo 7,5 miliardi, ma la NOSTRA riserva aurea!


IL PARLAMENTO HA REGALATO 7,5 MILIARDI DI EURO ALLE BANCHE PRIVATE: MA QUESTE ORA DISPORRANNO, SENZA DOVERCI RENDERE CONTO, DELLA RISERVA AUREA CHE APPARTIENE AGLI ITALIANI !!! QUINDI IL REGALO è MOLTO SUPERIORE SE QUESTO "SOSPETTO" SI CONCRETIZZERA'!!! INFORMATEVI!

Borghi: "Bankitalia, stanno regalando alle banche la riserva aurea"

http://informatitalia.blogspot.com/2014/02/borghi-bankitalia-stanno-regalando-alle.html

BANKITALIA: “Ciò che sta accadendo senza che nessuno lo sappia”http://informatitalia.blogspot.com/2014/01/bankitalia-cio-che-sta-accadendo-senza.html

Il PD canta Bellaciao dopo aver regalato 7,5 miliardi alle banche private http://www.nocensura.com/2014/01/il-pd-canta-bellaciao-dopo-aver.html


Staff nocensura.com

giovedì 13 febbraio 2014

QUELLO CHE TUTTI DEVONO SAPERE SUL GOLPE 2011


A cura di Alessandro Raffa per Nocensura.com

LE RIVELAZIONI DI ALAN FRIEDMAN? UN TEATRINO!
Come mai FRIEDMAN, noto giornalista FILO-SISTEMA ha fatto certe rivelazioni? E come mai Mario Monti, che certo non è uno "sprovveduto", ha  rilasciato quelle dichiarazioni ad un giornalista, sapendo che avrebbe messo in difficoltà l'amico Napolitano?!?

Che Napolitano abbia contattato Monti con MESI di anticipo, non è certo motivo di stupore; che l'Italia fosse vittima di un "complotto" ordito dai poteri forti, con la complicità di diversi "attori" è stato evidente sin dall'inizio (vedi: "L'Italia vittima di un complotto e le prove che Monti è complice" - http://www.nocensura.com/2012/06/litalia-vittima-di-un-complotto-e-le.html)

  1. - Goldman Sachs (la super-banca USA con la quale Monti ha collaborato) "improvvisamente" mise sul mercato tutti i titoli di stato italiani che possedeva, provocando l'innalzamento dei tassi di interesse (1) 
  2. - Le agenzie di rating che hanno manipolato i dati per mettere in crisi l'Italia, ritenendola meno affidabile di quanto lo fosse realmente. La Procura di Trani ha aperto un'inchiesta in merito. (2) E MARIO MONTI GUARDA CASO, HA COLLABORATO ANCHE CON LE AGENZIE DI RATING, tra cui quella accusata di aver danneggiato appositamente l'Italia, e proprio in tale periodo! Ma lui si è giustificato che all'interno dell'agenzia in questione "non si occupava di rating" e allo Stato, come ai giornalisti, questa risposta è sembrata sufficiente, evidentemente...!

IN QUESTO PAESE NULLA AVVIENE MAI PER CASO: pertanto è evidente che c'è la volontà di "far fuori" il presidente NAPOLITANO, che NEI PROSSIMI MESI SI DIMETTERA', PER FARE LARGO A ROMANO PRODI... ricordatevi queste parole!!!


COME MAI NON HANNO ELETTO SUBITO ROMANO PRODI?!?
Per lo stesso motivo per cui il PD ha rinunciato a candidare Matteo Renzi, che avrebbe vinto a mani basse: il PD ha FATTO DI TUTTO per perdere le elezioni, rinunciando a candidare Renzi (per una volta che il PD aveva un leader che avrebbe vinto, non lo hanno schierato... è un caso?) così come hanno fatto una campagna elettorale sottotono, e hanno fatto emergere a un mese dal voto lo SCANDALO MPS: il PD ha evitato accuratamente di vincere, avrebbe dovuto governare, e in un periodo come questo, con il fiscal compact alle porte e tante PORCATE da fare, hanno preferito perdere e fare un governo di "larghe intese" insieme al PDL: ovvero la prosecuzione del governo Monti, con il 95% dei mass media controllati da PD-PDL-centro che RINUNCIANO A FARE OPPOSIZIONE, e anzi agevolano il governo. All'opposizione c'è rimasto SEL, FdI e Lega, che fanno un'opposizione molto blanda e sono funzionali per catalizzare i consensi persi dalle forze di governo: gli elettori spostano il voto dal PD a SEL, o dal PDL a Fdi/Lega, rimanendo nella solita coalizione (non ci perdono niente!)

E ANCHE LA "MOSSA BERLUSCONIANA" DI RENZI, che ha attirato gli strali dell'elettorato, è stata BEN ORCHESTRATA: è vero che una parte dell'elettorato PD non l'ha digerita, ma questi hanno spostato il proprio consenso su Cuperlo e altri "dissidenti" restando comunque nella coalizione. Oppure gli elettori più anti-berlusconiani si sono spostati verso SEL, restando comunque in coalizione. Questa "mossa" inoltre, conduce una parte dell'elettorato di centrodestra verso Renzi: NOTORIAMENTE VICINO A BERLUSCONI, le cui TV ed i giornali lo hanno SEMPRE AGEVOLATO, dandogli spazio per pontificare e coprendo tutte le questioni scomode, come la condanna in 1° grado per 'danno erariale' di Renzi, passata inosservata. RINFORZARE RENZI è POSITIVO PER BERLUSCONI, CHE PARADOSSALMENTE, SI FIDA PIU' DI LUI CHE DI MOLTI SUOI UOMINI DEL PDL, CHE LO SEGUONO SOLO PER CONVENIENZA.

ALL'OPPOSIZIONE C'è IL MOVIMENTO 5 STELLE, che però conduce un'opposizione "depotenziata" dal fatto che non vanno in TV, o comunque ci vanno poco; non dispone di organi di stampa "amichevoli" salvo il blog di Grillo intorno al quale gira tutto, ed i blog gestiti dai militanti; inoltre M5S rinuncia al finanziamento pubblico, e questo ne limita fortemente la capacità di fare opposizione; avrebbero potuto impiegare quei soldi (si parla di una 40ina di milioni di euro) per creare una TV o un organo di stampa LIBERO, magari dando lavoro a molti giovani disoccupati; 40 milioni di euro sono una bella somma per questi scopi, mentre come "risparmio" per lo Stato sono gocce nel mare, se consideriamo che paghiamo 80-100 MILIARDI all'anno solo di interessi sul debito: cosa sono 40 milioni di euro in 5 anni, al cospetto di 80.000 - 100.000 milioni di euro di interessi all'anno, pari a 400.000 - 500.000 MILIONI DI EURO IN 5 ANNI?!?

Rinunciare a quei fondi, in un contesto così, con le lobby che dominano i mass media e dispongono di un ESERCITO di giornalisti, è stata una GRANDE CAZZATA, tra l'altro Grillo dice sempre: "se in Italia ci fosse stato un giornale libero la situazione sarebbe stata molto diversa"... e allora perché non lo ha creato, con quelle risorse che probabilmente finiranno per essere SPRECATE dal governo?!?


APPROFONDIMENTI ALLE QUESTIONI SOPRACITATE (1) E (2) CIRCA GOLDMAN SACHS E AGENZIE DI RATING:

(1) Goldman Sachs si liberò di tutti i titoli di stato italiani che aveva nel portafoglio, azione che ha logicamente provocato un innalzamento dello spread, ovvero dei tassi di interesse che l'Italia è costretta a pagare.
(Così come il valore delle azioni di una S.P.A. diminuisce quando ci sono molte azioni sul mercato, ovvero quando la disponibilità in vendita supera la richiesta, e al contrario il valore delle azioni aumenta quando c'è molta richiesta rispetto all'offerta, anche nel caso dei titoli di stato, quando la richiesta di titoli di stato è alta, ovvero la richiesta (la "domanda") supera l'offerta (i titoli disponibili sul mercato) il tasso di interesse che una nazione deve corrispondere su essi si abbassa; al contrario, quando la richiesta di titoli è minore alla disponibilità, il tasso di interesse aumenta; l'operazione di Goldman Sachs, che si liberò dei titoli di stato italiani, comportò un aumento del tasso di interesse che l'Italia deve pagare a chi investe su di essi. Il rischio-insolvenza reale dell'Italia era molto basso, ma ci hanno costretto a pagare interessi elevatissimi lo stesso. Il fatto che Goldman Sachs si liberasse dei titoli non fu addebitato ad una manovra speculativa, atta a condizionare il mercato, ma al fatto (propedeutico per gli scopi del sistema) che l'Italia fosse a rischio.
Se consideriamo che il rendimento dei titoli di stato italiani era ottimo, a fronti di rischi non considerevoli (i 'mercati' sapevano benissimo che Monti avrebbe pagato a qualsiasi costo) Goldman Sachs ci ha rimesso a fare questa manovra, mentre chi ha mantenuto la proprietà dei titoli incassava un tasso di interessi elevato. In realtà, le banche d'affari sono collegate tra di loro: una volta è Goldman Sachs a fare questa manovra, facendo beneficiare le altre banche: in altri casi sono altre banche a farlo, e ne beneficia Goldman Sachs. RICORDIAMOCI CHE IL DENARO VIENE STAMPATO DAL NULLA: non è certo questo ciò che ambiscono i poteri forti mondiali: il denaro al loro livello è solo uno strumento di dominio, il principale strumento di dominio. L'obiettivo non era semplicemente generare un profitto, ma costringere l'Italia a pagare per indurre un acuirsi della crisi, fare innalzare lo spread oltre la soglia dei 500 punti (tasso di interesse superiore al 6%!!!) e imporre così il proprio uomo, Mario Monti, alla guida del paese...

APPROFONDIMENTI sul punto (1)

(2) Anche le agenzie di rating hanno avuto un ruolo fondamentale nel GOLPE 2011 poiché sostenevano che il rischio-insolvenza dell'Italia fosse superiore a quello che effettivamente era. Aumento di rischi = aumento del tasso di interessi sui titoli di stato (maggiore è il rischio insolvenza, maggiore è il tasso di interessi corrisposto a chi investe su di essi. A parità di tasso di interessi infatti, i gli investitori preferirebbero acquisire su titoli considerati più sicuri: per questo motivo la Germania, considerata molto solida, corrisponde un tasso di interessi poco superiore all'1%. Il "bello" è che riconoscendo a chi investe sui titoli di stato tedeschi un tasso di interessi molto basso, questi sono poco appetibili sui mercati: gli investitori preferiscono investire su titoli con maggiore rendimento, come quelli italiani, e di altre nazioni. Alle aste per collocare sul mercato i titoli, quelli tedeschi rimangono spesso invenduti (la domanda è inferiore all'offerta) a differenza di quelli italiani che producendo un alto tasso di interessi sono molto richiesti (la domanda è superiore all'offerta) NORMALMENTE, STANDO ALLE LOGICHE DEI MERCATI, IL TASSO SUI TITOLI TEDESCHI DOVREBBE AUMENTARE, PER RENDERE I TITOLI "APPETIBILI" SUI MERCATI: INVECE NO! I titoli non collocati sul mercato li ritira in blocco la BANCA CENTRALE TEDESCA, VIOLANDO I TRATTATI !!!!! Se anche la nostra banca centrale potesse ritirare i titoli di stato invenduti, l'Italia potrebbe ABBASSARE NOTEVOLMENTE gli interessi corrisposti: "tanto se non vengono venduti, non c'è problemi, interviene la Banca d'Italia"... MA A NOI QUESTO NON CE LO CONCEDONO !!!!

LA GERMANIA VIOLA I TRATTATI E TUTTI STANNO ZITTI, DALLA BCE A TUTTI I GOVERNI EUROPEI: CHE VENGONO DANNEGGIATI DA QUESTA SCORRETTEZZA IN PIENA VIOLAZIONE DEI TRATTATI EUROPEI !!!

I NOSTRI POLITICI TACCIONO INCREDIBILMENTE !!!! E pensate che il nostro paese è quello PIU' DANNEGGIATO DA QUESTA PRATICA, in quanto l'Italia è (anzi, ormai ERA) un "concorrente" della Germania!!! Ovviamente i mass media sono COMPLICI: Ho sentito io stesso telegiornali dire che "L'asta dei titoli tedeschi è andata male, e la Deutsche Bank si è fatta carico di quelli non collocati" COME SE FOSSE NORMALE...!!! Anche i giornalisti d'inchiesta più famosi, come Marco Travaglio su questo non hanno niente da dire...

APPROFONDIMENTI sul punto (2)


PER MAGGIORI INFO, LEGGETE UN PO' DI ARTICOLI CONTENUTI IN QUESTA RACCOLTA: http://www.nocensura.com/2013/05/una-raccolta-di-articoli-per-capire-le.html


Alessandro Raffa per Nocensura.com

martedì 26 novembre 2013

Casta per sempre Palazzo Chigi, "30 mila euro di bonus" per i dirigenti che usano pc e mail


Palazzo Chigi, 30mila euro in più
per cliccare e spedire una email
Ma invece un agente col cancro...

Un premio speciale: “30mila euro per inviare email”. E' questo il bonus rendimento per i dirigenti di prima fascia della Presidenza del Consiglio. Un premio che, nel 2011, è spettato al 98% dei funzionari più alti di Palazzo Chigi, l’anno successivo al 99% dei dirigenti. Premi di rendimento che vanno dai 26.600 euro e i 31.600. Le retribuzioni di risultato, come racconta Repubblica, si aggiungono a stipendi che, per i 104 dirigenti della Presidenza del Consiglio, si aggirano sui 188mila euro. A non percepire la “retribuzione di risultato” sono quasi solo manager spostati ad altre amministrazioni. Palazzo Chigi ha fatto sapere di voler rivedere gli obiettivi in base ai quali i dirigenti vengono premiati.

Trentamila euro per una mail - Quel che si sa al momento è che la pianificazione dei bonus sarà “collegata in maniera stringente al ciclo di bilancio”. Il premio per i dirigenti è legato a delle clausole ben precise. I 30 mila euro vengono erogati per il "miglioramento dell’organizzazione del lavoro, riduzione dei tempi di lavorazione e diminuzione del flusso cartaceo". E anche per "l'ampliamento dell’uso delle tecnologie della comunicazione". Insomma sostanzialmente il premio per la produttività viene pagato solo perchè i dirigenti sanno usare un pc, sanno inviare delle mail, e risparmiano sull'ultilizzo della carta. Di fatto "fanno il loro mestiere" come si usa dire. Difficile pensare che un dirigente nel 2013 non sappia inviare delle mail. Ma per lo Stato basta poco per riconoscere lautamente l'immane sforzo di un clik. Invece chi fa il poliziotto, come racconta il Fatto Quotidiano, e combatte in Cmapania ne la "terra dei fuochi" se si ammala di tumore non becca un euro di risarcimento. Due pesi due misure in nome dello spreco e della Casta.

fonte

domenica 4 agosto 2013

CASTA OPACA Ecco i redditi dei parlamentari Scopri chi guadagna di piùOnline le dichiarazioni dei nostri politici. Guarda chi sono i piùricchi e i più poveri...

Qual è il tuo stato d'animo?
1
Operazione trasparenza a ostacoli. Dopo le dichiarazioni dei redditi dei ministri, arrivano quelle dei parlamentari. L'obbligo a dichiarare il reddito e il patrimonio riguarda solo i ministri, mentre per gli onorevoli è facoltativo. Così l'85 per cento di chi siede tra Montecitorio e palazzo Madama ha chiuso le porte in faccia allatrasparenza negando la pubblicazione dei redditi. Così i dati che è possibile analizzare riguardano solo 151 parlamentari. Le sorprese non mancano. Alla Camera la presidente Laura Boldrini ha dichiarato che nel 2012, in qualità di funzionario dell’Unhcr (Agenzia Onu per i rifugiati) ha percepito compensi netti pari a 94.300 euro. Inoltre la Boldrini ha appartamento a Mergo, in provincia di Ancona, la metà di un altro a Roma e una quota di un immobile a Matelica (Macerata). E’ intestata alla Boldrini anche una Citroen C1 del 2011. Non si hanno notizie invece del reddito di Pietro Grasso. Il presidente del Senato per il momento non ha pubblicato alcuna dichiarazione, eppure per mesi è stato il primo sostenitore di trasparenza e taglio alle indennità. 


Pd opaco - In casa Pd si adeguano alla "linea Grasso". Bocche cucite e poche dichiarazioni in giro per il web. Mancano infatti le dichiarazioni di Bersanie del capogruppo Speranza. Il più "trasparente" è Roberto Giachetti, vicepresidente dell’aula di Montecitorio. Giachetti è proprietario di un appartamento a Roma e di due fabbricati con terreno a Subiaco, possiede una moto comprata nel 2012. Inoltre detiene quote di Mediaset Spa (300 azioni), Mediolanum Spa (500), Telecom Italia (2475), Seat Pagine Gialle (1) e Tel.It Media (8). L'ex ministro Cesare Damiano invece dichiara tutto. Damiano possiede una casa a Venezia e una a Roma, Ermete Realacci possiede in comproprietà quattro fabbricati a Forma e uno a Filettino, poi una Fiat Marea del 1997.



Poveri grillini -  I più poveri sono i grillini. Luigi Di Maio, vicepresidente della Camera, studente universitario fuori corso non possiede né case né auto. Roberta Lombardi, invece è proprietaria di un’utilitaria, una Tata Indica, e nel 2012 ha percepito 22.700 euro. Il capogruppo Riccardo Nuti nel 2012 da consulente d’azienda ha guadagnato circa 27mila euro. Ma anche tra i grillini c'è chi nasconde le carte. Tra i senatori non sono stati diffusi i dati di Vito Crimi e Nicola Morra.  All’appello mancano molti parlamentari tra cui Alessandro Di Battista e Roberto Fico forti sostenitori della trasparenza. 



Carfagna trasparente - Nel Pdl non sono on line le dichiarazioni di Brunetta, Cicchitto, Formigoni o Schifani. Mara Carfagna invece è stata una delle poche ad aderire all'operazione trasparenza. L'ex ministro possiede un’abitazione a Roma e una Fiat 500 e l’anno scorso ha dichiarato un reddito di quasi 100mila euro. Maria Stella Gelmini invece possiede sei fabbricati a Padenghe sul Garda, una Bmw e una Nuova 500. L'ex ministro Gianfranco Rotondi ama le auto d'epoca e possiede una Autobianchi A112 del 1978. Tra i più ricchi fra gli azzurri c’è il senatore Giacomo Caliendo: 276mila euro guadagnati nel 2012, una Fiat 500 del 1967, una Renaul Clio, dieci fabbricati in provincia di Napoli e due terreni. (I.S.)

lunedì 22 luglio 2013

Spendiamo migliaia di euro per far pisciare un cane


Spendiamo migliaia di euro per far pisciare un cane

Incredibile ma vero! Ben due automobili di servizio e 3 uomini di scorta presidiano e rendono immune da “incombenti pericoli” la passeggiatina mattutina di Massimo D’Alema e del suo amato labrador nero.
In sostanza, spendiamo migliaia di euro per far pisciare un cane!

MASSIMO D'ALEMA A PASSEGGIA CON IL CANE

venerdì 19 luglio 2013

La Camera spende 4 milioni per "depolverare" i libri

Non bastano i 1500 dipendenti della Camera per mettere a lucido la Biblioteca di Montecitorio la Camera spende un milione di euro all'anno


Melius abundare quam deficere. La sentenza latina sarà sicuramente contenuta in uno dei numerosi libri impolverati e riposti negli scaffali della biblioteca di Montecitorio.
E, nonostante i deputati abbiano di meglio da fare che dedicarsi alla lettura, c'è chi ha comunque pensato alla custodia, distribuzione e "pulizia" del patrimonio librario dellaCamera.
Chi? La Camera stessa, presieduta da Laura Boldrini, che in data 23 maggio ha pubblicato e indetto un bando (scaduto il 9 luglio scorso) dal contenuto a tratti surreale.
Rientra nella categoria di "servizi ricreativi, culturali e sportivi", si intitola "servizio di gestione dei depositi librari" e riguarda "il complesso delle attività di gestione dei depositi della Biblioteca della Camera dei deputati, di circolazione e distribuzione delle pubblicazioni, di fotocopiatura, di depolveratura del materiale librario, nonché lo svolgimento di attività ausiliarie”. Non è un refuso, la depolveratura è proprio una delle mansioni previste. Chissà quanti acari infestano le copertine dei volumi e chissà quanto tempo è passato dall'ultima volta che qualche parlamentari si è sognato di sfogliarne qualcuno, di questi volumi. 
Ma al di là delle battute, come segnalato dal Portaborse.com, non bastano i 1551 dipendenti di Montecitorio, così come evidentemente serve ad altro lo specifico servizio Biblioteca già esistente a Montecitorio. Per armarsi di spazzola e pulire i voluminosi tomi ci vuole altro personale. Precisamente 26 unità "per una prestazione effettiva pari a un monte ore di complessive 37548 ore all'anno", si legge sul bando pubblicato sul sito della Camera. Il tutto per un valore complessivo di quattro milioni di euro in 4 anni. Un milione all'anno per lucidare il patrimonio della Biblioteca.

martedì 16 luglio 2013

La casta nella casta: i dipendenti della Camera dei Deputati



Sto leggendo circa i privilegi riservati al personale dipendente della Camera dei deputati: sono 1.551 "lavoratori" e oltre ad avere stipendi faraonici e sproporzionati alle mansioni (barbieri, uscieri che arrivano a guadagnare 10.000€ al mese: i più pagati sono i consiglieri, che con quasi 300mila euro lordi all'anno guadagnano quasi come un deputato...) hanno anche immensi benefit a livello di FaERIE: mentre ad un metalmeccanico spettano 24 giorni all'anno, un poliziotto 28, ai dipendenti della Camera, lavoro noto per essere usurante e logorante, spettano - in base al ruolo ricoperto - 38 o 41 giorni all'anno: che possono lievitare facendo gli straordinari, che vengono convertiti in ore di ferie. Possono accumulare ferie illimitatamente, per poi goderle a fine carriera e andare in pensione 2-3 anni prima: è il caso di alcuni dipendenti che attualmente hanno accumulato oltre 500 giorni di ferie; ce ne sono svariate decine che ne hanno più di 400 giorni, e molti altri che ne stanno accumulando, così a fine carriera quando il numero dei giorni accumulati sarà pari a quelli necessari per la pensione, le godono tutte e per 2-3 anni percepiscono l'intero stipendio per poi entrare in pensione. Praticamente è una "pensione anticipata" di fatto: NON PREVISTA PER I LAVORI USURANTI, ma prevista per i lavoratori di Montecitorio...

LA BOLDRINI AVEVA PROMESSO CHE AVREBBE RIDOTTO QUESTI SCANDALI, MA SEMBRA ESSERSENE DIMENTICATA...

Dopotutto se guadagnassero quanto i "comuni mortali" ci sarebbe il rischio che iniziassero a raccontare all'esterno ciò a cui assistono dentro quelle mura, mentre ben prezzolati dalla casta, si guardano bene dal farlo: come i commessi trovati dalle "Iene" fuori dal parlamento, impegnati a trasportare borsate di spesa a casa di qualche deputato, cosa NON PREVISTA dai regolamenti (vedihttp://www.nocensura.com/2012/04/scandalo-della-spesa-esce-da.html) hanno tenuto la bocca cucita, mantenendo fitto mistero sulla destinazione delle borsate di spesa pagate dai contribuenti...


 

Alessandro Raffa, portavoce di Nocensura.com 

venerdì 26 aprile 2013

L'EROE PIZZICATO Altro che auto privata: la Fiat con cui Letta è salito al Colle è del Corriere L'Ulysse con i seggiolini dietro è il veicolo aziendale della moglie giornalista con il permesso per il centro storico


Letta: altro che privata, l'auto 
è del Corriere...
Enrico Letta a bordo della Fiat Ulysse
Qual è il tuo stato d'animo?
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«Quella telefonata alle 8 del mattino, poi da solo in macchina al Colle». Era questo il titolo di pagina 3 di ieri del Corriere della Sera. Più importante dell’incarico, insomma, sembra essere il mezzo usato dal vicesegretario uscente del Pd per salire al Quirinale, ovvero una Fiat Ulysse. Con tanto di seggiolino dietro per i bambini. Un eroe anti-Casta? Beh, mica tanto. Se è vero quello che scrive il sitoDagospia, la macchina non sarebbe «sua», «privata». Pare infatti che sia il veicolo aziendale della moglie, Gianna Fregonara, capo della redazione romana del Corriere della Sera. Tutto legittimo, niente da dire. Certo è che questa notizia ci fa nascere qualche domanda.  Il Quirinale, se non andiamo errati, si trova in zona a traffico limitato. Per cui per arrivarci, con la propria auto «privata», bisogna avere il pass. Altrimenti si paga o si rischiano multe a più non posso. È immaginabile che la moglie di Letta, in qualità di giornalista parlamentare di uno dei principali quotidiani italiani, abbia il permesso per girare fra i Palazzi della politica: ma può utilizzarlo il marito per fare i suoi interessi? Portare o andare a prendere i figli a scuola è un comportamento meritorio per un politico di peso, ma non sfruttando un pass rilasciato per altri scopi. Così come  andare al Colle per diventare presidente del Consiglio. L’incaricato Enrico poteva prendere un taxi, un mezzo pubblico qualsiasi, no? Scorrazzare per la Capitale a bordo dell’auto del Corriere si può fare, ma non farsi beatificare.
(G.Z.)

mercoledì 12 dicembre 2012

SCANDALO A TORINO Cene, vestiti e anche le partite pagate con i soldi pubblici


Indagati quattro consiglieri regionali piemontesi: spuntano spese non giustificate per centinaia di migliaia di euro

Cene, vestiti e anche le partite
Il Piemonte scopre i suoi Fiorito
di Andrea Scaglia
Fermatelo. Fermate questo scandalo dei soldi elargiti a babbo morto ai gruppi consiliari regionali - e spesi per attività e passatempi che con l’attività politica nulla hanno a che fare  - ché fra un po’ davvero la gente comincerà ad aggirarsi coi forconi nei pressi del Palazzo. La vergogna di giornata - presunta, s’intende - arriva dal Piemonte. Dove i magistrati già da tempo indagano sui suddetti rimborsi. In settembre avevano inviato la Finanza nella sede regionale di Torino per portar via bilanci e ricevute. Con particolare attenzione riservata ai “monogruppi”, vale a dire i “gruppi consiliari” - definizione quantomeno impropria - composti da una sola persona. In Regione Piemonte ce ne sono addirittura otto, sui quindici complessivi. Ogni monogruppo può contare su 250mila euro all’anno. In teoria per spese collegate all’attività politica. In realtà... ma va’. (...)
Come racconta Andrea Scaglia su Libero di mercoledì 12 dicembre, un'inchiesta a Torino svela che cene, vestite e partite vengono pagate con i soldi pubblici. Sono indagati quattro consiglieri regionali piemontesi: spese non giustificate per centinaia di migliaia di euro.
Leggi l'approfondimento di Andrea Scaglia su Libero di mercoledì 12 dicembre

venerdì 30 novembre 2012

IMPERATORE AVIDO Napolitano si alza lo stipendio Uno schiaffo agli italiani


Napolitano si alza  lo stipendio
Uno schiaffo agli italiani

Nel comparto pubblico Re Giorgio è l’unico ad aver salvato lo stipendio dalla spending review: nel 2013 ai 239.192 euro che prende già, il presidente ne aggiungerà altri 8.835. Pure le toghe sfuggono ai tagli

"Il bel gesto evidentemente non è arrivato. Dopo anni di tagli ai costi della politica, la rabbia popolare e la scure calata anche dal governo di Mario Monti, l’unico a non avere tirato la cinghia nelle istituzioni italiane è Giorgio Napolitano. Certo, nessuno ha osato toccare lo stipendio personale del presidente della Repubblica, aspettando quel bel gesto che non è arrivato. Ma fa impressione scoprire che lo stipendio di Napolitano sarà l’unico in tutto il comparto pubblico ad aumentare nel 2013. La notizia è nascosta fra i trasferimenti del ministero dell’Economia sui costi della politica raccontati dalla tabella 2 allegata alla legge di stabilità", spiga il vicedirettore di Libero,Franco Bechis, sul quotidiano di venerdì 30 novembre. Dal Quirinale arriva uno schiaffo agli italiani: Napolitano si alza lo stipendio. Nel comparto pubblico, Re Giorgio è l'unico ad aver salvato la paga dalla spending review: nel 2013 ai 239.192 euro che già prende, ne aggiungerà altri 8.835. L'inquilino del Colle ignora la rabbia dei cittadini tartassati e non si cura nemmeno della spending review che investe gli organi dello Stato. E anche le toghe sfuggono ai tagli: Csm, ermellini, Tar e Corte dei Conti potranno spendere di più.
Leggi l'approfondimento di Franco Bechis su Libero di venerdì 30 novembre

sabato 17 novembre 2012

LA BEFFA La Casta non si arrende mai Cancellato il vitalizio, spunta la pensione


La Casta non si smentisce mai:
prima cancella il vitalizio
poi si regala la pensione

Nessun consigliere aveva diritto all'assegno senza aver fatto 10 anni di mandato e aver compiuto 66 anni ma il Parlamento trova una via d'uscita...

La Casta non si arrende mai. Il decreto Monti anti-Fiorito diceva che era impossibile ricevere il vitalizio se il consigliere regionale non ha compiuto almeno 66 anni e fatto almeno dieci anni di mandato. Ma quando il decreto è arrivato in Parlamento per la conversione in legge è stato inserito un codicillo che riacciuffa per i capelli il privilegio: il decreto non si applica alle regioni che hanno abolito i vitalizi. Questo significa che le Regioni potranno istituire delle pensioni contributive al posto dei vitalizi, senza limiti di età e mandato. A denunciare lo scandalo è il Corriere della Sera che racconta i numerosi tentativi di modificare il decreto da parte dei parlamentare che hanno un passato da consigliere regionale. In particolare all'articolo due, lettera "m", è stata inserita una questa frase: "Le disponsizioni della presente non si applicano alle Regionio che abbiano abolito i vitalizia". La legge permette di sostituire i vitalizi con trattamenti pensionistici contributivi. Ora, grazie alla norma aggiunta, le Regioni potranno erogare gli assegni pensionistici integrativi senza più vincoli dei vitalizi. 
liberoquotidiano.it

mercoledì 24 ottobre 2012

Pagare 1.000€ di stipendio ai... deputati di Goldman sachs migliorerebbe le cose?


La maggioranza delle proposte di "Contro-Copertina" sono condivisibili: ma da notare come siano improntate sui "tagli" alla casta, questione che ormai viene percepita come "prioritaria" dalla maggioranza dei cittadini. Questa è distrazione di massa dai VERI PROBLEMI. Ovviamente non ci riferiamo al creatore di questa slide, ma al contesto generale, dove l'attenzione è rivolta più a problemi di questo tipo che quelli VERI, come la sovranità monetaria.

Non fraintendete: ridurre i privilegi schifosi della casta è giusto, è innanzitutto una questione di RISPETTO nei confronti del cittadino, ma tutti i tagli possibili valgono, al massimo, poche decine di milioni, ma anche se fossero qualche centinaia sarebbero comunque BEN POCA COSA RISPETTO A UN DEBITO DI 1960 MILIARDI DI DEBITO PUBBLICO, che ci costa 80 miliardi all'anno solo di INTERESSI.

Il vero problema della politica non è il costo: ma IL LORO OPERATO, i poteri a cui rispondono...  E' inutile dare ad un deputato 1.000€ al mese se questo continua a fare gli interessi di GOLDMAN SACHS e company, aziende che hanno business di miliardi e miliardi, pagare qualche mazzetta per i colossi dell'alta finanza è come lasciare la mancia al cameriere.

Comunque chi invoca i tagli presto sarà accontentato: Renzi - che probabilmente vincerà, sostenuto dal centrodestra - ha già detto che se vince ridurrà i deputati e assumerà altre misure "grilline" largamente invocate dai cittadini, con la quale Renzi crede di "sgonfiare il cinque stelle". Dimezzare il numero dei parlamentari era nel programma della P2, rende il parlamento più gestibile in vista dei voti di fiducia, c'è meno ''dissidenti''...

Taglierà i costi della politica... per dare i soldi alle BANCHE amiche di Monti, che a Renzi piace tanto e continuerà sulla strada intrapresa da Monti: forse taglierà pure il finanziamento pubblico ai partiti, tanto lui per la campagna elettorale può fare (come ha fatto) le "cene di finanziamento" con l'élite dell'alta finanza italiana:
tagliando i finanziamenti i potenti sono sicuri che i partiti privi del loro appoggio (finanziamento e visibilità mediatica) non faranno mai strada, alle volte i cittadini, divisissimi, riuscissero ad unirsi... non si sa mai...

Staff nocensura.com

domenica 21 ottobre 2012

SACRIFICI A SENSO UNICO Noi in pensione a 67 anni La casta europea 12 anni prima

Noi in pensione a 67 anni
La casta europea 12 anni prima

SACRIFICI A SENSO UNICO

Noi in pensione a 67 anni La casta europea 12 anni prima

I dipendenti dell'Unione possono ritirarsi a vita privata già a 55 anni. E con il 70% dell'ultima retribuzione