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venerdì 28 marzo 2014
lunedì 17 febbraio 2014
Decreto Bankitalia: non solo 7,5 miliardi, ma la NOSTRA riserva aurea!
IL PARLAMENTO HA REGALATO 7,5 MILIARDI DI EURO ALLE BANCHE PRIVATE: MA QUESTE ORA DISPORRANNO, SENZA DOVERCI RENDERE CONTO, DELLA RISERVA AUREA CHE APPARTIENE AGLI ITALIANI !!! QUINDI IL REGALO è MOLTO SUPERIORE SE QUESTO "SOSPETTO" SI CONCRETIZZERA'!!! INFORMATEVI!
Borghi: "Bankitalia, stanno regalando alle banche la riserva aurea"
http://informatitalia.blogspot.com/2014/02/borghi-bankitalia-stanno-regalando-alle.html
BANKITALIA: “Ciò che sta accadendo senza che nessuno lo sappia”http://informatitalia.blogspot.com/2014/01/bankitalia-cio-che-sta-accadendo-senza.html
Il PD canta Bellaciao dopo aver regalato 7,5 miliardi alle banche private http://www.nocensura.com/2014/01/il-pd-canta-bellaciao-dopo-aver.html
Staff nocensura.com
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lunedì 15 ottobre 2012
In Iran i banchieri disonesti vengono impiccati
Il regime iraniano quando si tratta di brutalità
non si trattiene. Al termine del processo per lo scandalo finanziario scoppiato nel 2011 per una frode di circa tre miliardi di dollari, Teheran ha condannato quattro degli imputati alla pena capitale. Altri due, all’ergastolo. Ai restanti, pene tra i dieci e i trent’anni di prigione. Oltre che, naturalmente, all’obbligo di restituire il maltolto.
In Europa, si lamentano in molti, le istituzioni sono troppo morbide contro banchieri responsabili di frodi e corruzione. Se si mette il naso in Iran, invece, si nota che l’aria è un po’ diversa. Un tribunale iraniano ha appena condannato a morte quattro persone, per il ruolo giocato in quello che – forse – è stato il più grande scandalo bancario dell’Iran. Una bufera scoppiata a settembre 2011, ma che era cominciata già nel 2007 e che ha travolto banchieri e dirigenti fino a lambire (addirittura) il presidente, Mahmoud Ahmadinejad. Lui, però, si è scrollato di dosso ogni insinuazione.
La truffa ha coinvolto sette banche, sia di proprietà statale che privata, e si basava sulla falsificazione di lettere di credito per i dirigenti della Amir Mansour Arya Investment, compagnia guidata da Mah Afarin Amir Khosrav. I falsi documenti gli sono valsi 2,6 miliardi di dollari di mutui garantiti, destinati all’acquisizione di grandi asset di proprietà statale (ad esempio la Kuzhestan Steel, azienda fra le principali nel settore della produzione dell’acciaio).
Allo scoppio dello scandalo, la polizia ha avuto il pugno di ferro. Diciannove arresti immediati, che sono cresciuti nel tempo fino a diventare 39. Al centro delle accuse, come era ovvio, era Khosrav e altri membri della sua famiglia. Come ha dichiarato Abbas Jafari Dolatabadi, magistrato incaricato dell’accusa, «le attività della Amir Mansour Arya sono un esempio di come una banda di delinquenti ha messo a rischio la sicurezza economica della società». Fatto grave, tanto che il capo d’imputazione per Khosrav è «diffusione di corruzione sulla Terra». Reato che prevede la pena di morte.
E, a quanto pare, così è andata. Secondo le parole del portavoce del Tribunale di Teheran Gholam Hossein Mohseli Ejeli, citato dalla Reuters, quattro dei 39 processati sono stati condannati alla pena capitale, due all’ergastolo e altri a pene che variavano da 10 a 30 anni di prigione. Altro che Libor. Qui coi loro metodi brutali non sono davvero andati per il sottile.
L’unico che, al momento, se l’è cavata, è Mahmoud Reza-Khavari, direttore della banca Melli, considerato uno dei pezzi grossi nello scandalo. Non appena è esploso il caso, Khavari è volato in Canada, forte della sua doppia cittadinanza. «Per motivi di lavoro», hanno detto i suoi portavoce. Sta di fatto che non è ancora rientrato e sembra non avere nessuna fretta. Tutti i tentativi fatti dal ministero e dai magistrati per rimpatriarlo sono falliti. In ogni caso, per evitare ogni equivoco, la polizia internazionale iraniana lo ha inserito nella sua lista dei ricercati. E ora rischia moltissimo.
Fonte: http://www.linkiesta.it/iran-scandalo#ixzz29Id4cJzT
lunedì 1 ottobre 2012
I banchieri italiani se la ridono: i loro stipendi sono aumentati del 36% in un anno
Mentre tutti noi facciamo fatica ad arrivare a fine mese c’è una categoria che gode di risorse infinite (oltre che di un appoggio totale del Governo): i banchieri
I primi dieci gruppi bancari italiani si reggono su 1.136 cariche amministrative. Posti da centinaia di migliaia di euro, quando non milioni: uno studio Uilca sui bilanci 2011 dei primi 11 istituti evidenziava un monte compensi di 26 milioni per gli 11 ad (+36% dal 2010), e di 9,6 milioni per gli 11 presidenti (+5,5%). Non sono le cifre stratosferiche degli anni di bolla 2005-2007, ma si tratta pur sempre di 85 volte i salari del bancario medio (il rapporto era 62 nel 2010 e 107 nel 2007). E sono somme non scalfite, costanti, dopo cinque anni di crisi, mentre molte di queste banche azzeravano i profitti con una redditività media scesa al 2-3%.
Non c’è invidia sociale ma di sicuro qualcosa che non va c’è…
martedì 11 settembre 2012
Ma la Bce NON sta salvando l’Italia
La prima: procedere ad acquisti illimitati di titoli di debito pubblico da parte di una Banca centrale è un’aberrazione economica. Roba da Unione Sovietica. Allora tanto valeva tenerci la lira e le sue svalutazioni economiche, perchè la Banca centrale da qualche parte deve trovare i fondi per procedere ad acquisti immensi. E dove li trova? Stampando moneta in proporzioni colossali, il che storicamente porta all’inflazione, ma ora praticamente equivale a nascondere sotto il tappeto problemi che però non vengono risolti.
Se la logica è questa, allora facciamo lo stesso per le aziende in difficoltà, per i cittadini indebitati. Stampiamo moneta e distribuiamo… Così semplice…
Se la logica è questa, allora facciamo lo stesso per le aziende in difficoltà, per i cittadini indebitati. Stampiamo moneta e distribuiamo… Così semplice…
La seconda ragione riguarda le condizioni poste dalla Bce. Qui e lì, sapientemente nascosta negli articoli incensatori su Draghi, emerge la verità. Sul Corriere della Sera, ad esempio, leggo che
“Formalmente la domanda va rivolta ai ministri finanziari dell’area euro, per ottenere un programma basato sui fondi salvataggi Efsf-Esm. Ma per poter godere anche della forza schiacciante dell’azione della Bce, la Spagna e l’Italia dovranno sottoscrivere memorandum d’impegni solidi quasi come l’intervento della banca. E dovranno lasciarsi vigilare con puntiglio dalla stessa Bce, dalla Commissione europea e dal Fondo monetario internazionale”.
“Formalmente la domanda va rivolta ai ministri finanziari dell’area euro, per ottenere un programma basato sui fondi salvataggi Efsf-Esm. Ma per poter godere anche della forza schiacciante dell’azione della Bce, la Spagna e l’Italia dovranno sottoscrivere memorandum d’impegni solidi quasi come l’intervento della banca. E dovranno lasciarsi vigilare con puntiglio dalla stessa Bce, dalla Commissione europea e dal Fondo monetario internazionale”.
Dunqe, cari italiani, lasciatevi “vigilare con puntiglio” dal Fmi. Altro non significa che, prestando il suo generoso aiuto, la Bce di fatto prende il controllo del Paese con la Commissione europea e il Fmi, spazzando via quel poco di sovranità che resta ai Paesi europei.
Altro che accordo salvifico, questo è un inganno che, a voler essere pessimisti e malfidenti, potrebbe sembrare a qualcuno un golpe mascherato…
Grazie a tutti. Vedo dai commenti che qualcuno mi critica, anche pesantemente. Ben vengano le critiche. La soluzione che Draghi assomiglia tantissimo a quello che ha fatto Bernanke negli Usa e che può essere utile nel breve periodo ma non risolve il problema di fondo, che è molto semplice: se non ci sono abbastanza acquirenti del debito pubblico di Usa o dell’area euro, la Banca centrale interviene e compra i titoli invenduti per somme paurose. L’intervento di salvataggio dell’economia Usa dopo i subprime è costata una ciffra paurosa, molto più ampia dei 700 miliardi annunciati inizialmente. Nel 2010 la Fed aveva comporato debito pubblco e privato per 2,3 trilioni di dollari, cifra che nel 2012 è scesa a 1,7 trilioni di dollari. E dove trova i fondi la Fed per operazioni di dimensioni pazzesche come queste? Stampando moneta. Ma è la soluzione? Sarò un liberale all’antica, ma questo significa manipolare il mercato e tentare di mimetuzzare il problema, che però resta tale.
Il mio riferimento alla lira non è un’invocazione al ripristino della vecchia cara liretta, tema che andrebbe affrontato con calma e profondità, bens’ la constatazione della fine dell’illusine. L’euro non doveva portare rigore e serietà al posto di trucchi più volte condannati in quanto pochi seri come la svalutazione della lira o manovre di alleggerimento della Banca d’Italia. Se ora la Bce compie manovre che rappresentano un vero azzardo morale delle due l’una: o non avevo capito bene prima o l’euro è stato un fallimento. Con una differenza: le svalutazioni permettevano di far crescere l’Italia, che rimaneva padrona del proprio debito. Oggi invece dobbiamo compiere sacrifici immensi senza benefici nè a breve nè a lungo termine.
E qui vengo a Draghi, che si propone di replicare la ricetta della Fed, accompagnate però da misure pesantissime di ridimensionamento del deficit. Stangate su stangate con un commissariamento di fatto dell’Italia, senza alcun riguardo per la crescita. L’ho scritto più volte e lo ripeto: misure di contenimento del debito troppo drastiche fanno sprofondare l’economia in recessione. la recessione provoca un peggioramento dei conti pubblici, che comporta l’intervento di Bce, Fmi e Commissione europa che impongono nuovi sacrifici, che fanno sprofondare ancor più l’economia ed esplodere la disoccupazione, come sta accadendo in Spagna e in Grecia. Tutto questo perdendo la sovranità e il controllo del nostro destino. Una spirale angosciante. E dovrei unirmi al coro di chi elogia Draghi e il suo sodale Monti?
venerdì 7 settembre 2012
mercoledì 16 maggio 2012
Come l’Islanda ha battuto l’Antipolitica
Protests of Icelanders
MAURIZIO BLONDET
I media tacciono dell’Islanda. Perchè è un esempio che non piace a banchieri, a tecnici e ai partiti. Lì, tutto ciò che da noi viene bollato come «Antipolitica», è stato attuato con la democrazia diretta, con pressioni di piazza e con il recupero della piena sovranità popolare. L’Antipolitica difatti non è fuori dal parlamento. L’Antipolitica sono loro. Prendiamo esempio da quel popolo europeo che democraticamente, con energia ma senza violenza, ha cacciato tutti i politici e ha risolto il problema del debito. Quel Paese si chiama Islanda.
venerdì 11 maggio 2012
CI LIBEREREMO MAI DEI BANKSTERS?
Partiamo da un dato di fatto: non c’è bisogno di essere delle cime per capire che il “gioco” elettorale, la Democrazia, sono una truffa bella e buona. Alla faccia di quelle anime pie, quelle intere famigliole, per fortuna sempre più scarse, che si vedono sciamare davanti ai seggi elettorali convinte di aver contribuito a determinare la politica del paese. Santa ingenuità, ma carne di porco per i partiti come per le Chiese.
Cominciamo intanto con il dire che i cosiddetti candidati, alcuni dei quali saranno poi eletti e poi ancora, alcuni di questi eletti che entreranno nelle stanze dei bottoni, non avranno mai il vero potere dello Stato nelle mani, perchè il vero potere, o meglio quelle leve con le quali si può condizionare il potere, sono nelle mani di potentissime lobbies che possiedono o controllano certe situazioni: in primis la disponibilità dei finanziamenti e secondo poi i mass media i quali, di proprietà di specifiche “famiglie”, sono in grado di manipolare l’opinione pubblica
Mai più esatta fu la definizione data per i politici, in particolare i ministri, quella di essere: i camerieri dei banchieri! E si, perchè dopo ben due guerre mondiali, quali due tempi di un unico atto, e altri crimini bellici dall’ultimo dopoguerra ad oggi, il potere, a livello planetario, e tenuto ben stretto nelle mani dell’Alta finanza, che per i metodi che usa e l’usura che pratica, può ben definirsi una congrega di banksters che non hanno nulla da invidiare ai gangsters.
Si dà però il caso che il gran baraccone democratico, per garantire una certa continuità di potere, prevede, come un autentico illusionismo, il gioco delle parti.
Ecco che allora si instaura il cosiddetto “gioco dell’alternanza”: in genere, vuoi per assuefazione dell’opinione pubblica, vuoi per un sottile lavorio di condizionamento prodotto dai mass media, vuoi per attuare provvedimenti diversi da quelli delle amministrazioni precedenti, ai cosiddetti “progressisti”, vengono fatti succedere i “conservatori”, ma in altri casi l’alternanza può anche ballare su un triangolo: Sinistra, Destra, Centro a composizioni e ricomposizioni miste.
L’evoluzione moderna delle Istituzioni degli Stati Occidentali, ha fatto si che questo sistema si sia “americanizzato”, spogliandolo da ogni sovrastruttura ideologica e quindi, per le forze politiche che tanto dividono e appassionano gli imbecilli siamo, di fatto, in presenza, di una medaglia con due facce opposte, ma pur sempre la stessa medaglia. Anche gli stessi programmi elettorali non differiscono di molto.
Ognuno recita il suo ruolo o meglio offre la sceneggiata con il “vestito” politico che ha dovuto indossare.
Ovviamente, trattandosi di materiale umano, ci sono a volte discrepanze, imprevedibilità o scollamenti, ma questo perverso meccanismo, può al massimo incepparsi, ma non viene mai sconvolto del tutto.
Si dà il caso, infatti, che questo “gioco” dell’alternanza prevede che la “medaglia”, raccatti, nelle sue due facce, le tendenze, le peculiarità, gli umori degli elettori, in modo che, quelli di indole progressista si indirizzeranno su un lato, mentre quelli di indole conservatrice si indirizzeranno nella facciata opposta. Quando “vincono” gli uni, si genera tra questi entusiasmo, feste e quant’altro, che poi si ripete nella sponda opposta. Un modo anche questo per infondere pulsioni ed energie nella gente e tenere oliato il meccanismo che altrimenti morirebbe da solo di morte naturale.
Ma chi tiene in mano questa “medaglia” sa bene come usare, di volta in volta, coloro che sono, ma solo apparentemente, investiti del potere sotto la veste di una di queste due facciate.
E lo sa talmente bene che per operare e realizzare i suoi progetti, quando si tratta di grossi progetti come una guerra, in genere e salvo eccezioni, usa il solito stratagemma: quello di far giocare un ruolo a chi, almeno nominalmente, dovrebbe invece recitare quello opposto.
E’ facile infatti constatare che la falsa democrazia americana ha sempre fatto intraprendere le sue guerre di aggressione, spacciandole come crociate del bene contro il male, dai cosiddetti Presidenti democratici, quelli che agli occhi dell’opinione pubblica passano per “colombe”. Mentre invece la fase di sfruttamento e di isolazionismo, che segue a queste guerre, viene fatta recitare da quelli che passano per “falchi” ovvero i Presidenti repubblicani.
Questo almeno fino alla “caduta del muro” e la fine di Jalta quando, la possibilità realmente concretizzatasi di instaurare un Nuovo Ordine Mondiale, ha reso superfluo questo “giochetto”.
Del resto questo “gioco delle parti” è comprensibile, esistendo per le nazioni “democratiche”, la necessità di compattare tutta l’opinione pubblica e di convogliare i tanti aspetti eterogenei del potere al loro interno, su un fronte comune. Questo fa si che occorre presentare ogni guerra come una crociata del bene contro il male, magari a seguito di qualche false flag che susciti indignazione e furore nel popolo. Ed ecco allora che non c’è nulla di meglio che far “premere il grilletto” al Presidente democratico creando nell’immaginario collettivo un sillogismo istintivo: se un Presidente di un partito di colombe, è costretto alla guerra, vuol dire che quella guerra era sacrosanta.
In ogni caso è noto che alla Presidenza degli Stati Uniti d’America viene eletto un soggetto che proviene da un giro strettamente sotto controllo di certe lobbies e comunque totalmente dipendente da chi lo ha finanziato, tanto che in alcuni casi assurgono alla presidenza degli autentici pagliacci facilmente manipolabili.
Ma quello che riguarda le fasi belliche o para belliche, vale per la politica quotidiana, anche qui infatti il gioco dell’alternanza ha la sua parte nell’espletare le politiche pseudo sociali o viceversa quelle iperliberiste e così via.
Per fare un esempio corrente, se qualcuno pensa che la sostituzione del “boia di destra” Sarkozy, con quest’altro di presunta sinistra Hollande, possa determinare cambiamenti radicali nella politica economico finanziaria, controllata dall’Alta finanza, oppure nella politica internazionale, si metta l’animo in pace. Non potrà accadere niente di tutto questo: tranne mutamenti di secondo ordine (per esempio matrimoni per i gay, ecc.) e magari un diverso modo di condurre la stessa politica europeista e mondialista, i cambiamenti non saranno sostanziali.
La sinistra francese, fin dai tempi dei Fronti popolari, è sempre stata strettamente nelle mani “mondialiste”: i suoi giornali, i suoi esponenti sono tutti nelle mani della massoneria e i suoi esponenti emergono dopo una selezione massonica di soggetti che soltanto un imbecille può ritenere di “sinistra”, dando a questo termine una valenza ideologica e politica che ci si aspetterebbe di trovare. L’esempio più calzante di tutti è stato quello del massone François Mitterrand, che quando fu eletto tanta esaltazione aveva suscitato nei cosiddetti “compagni”, i quali poi si dovettero rimangiare ogni loro ottimistica valutazione.
Sempre a proposito della Francia, molti si stupiscono che, comunque ti giri, trovi partiti ed esponenti politici, solidali verso Israele e come tantissimi esponenti di primo piano, sia degli schieramenti di centro destra che di centro sinistra, che poi arrivano all’Eliseo, siano spesso dei mezzi ebrei o comunque dei sodali dell’ebraismo, e la stessa cosa accade per l’elemento femminile quali mogli, prima, seconda o terza moglie che sia.
Tutto questo ovviamente non è causale, ma è la conseguenza del fatto che a quei livelli politici assurgono solo e sempre, personaggi che escono fuori dal giro di potentati economici e finanziari, ovvero di quelle forze che realmente controllano il potere dentro e fuori della Francia.
Sull’ingenuità dell’opinione pubblica, veramente azzeccata questa osservazione espressa da Maurizio Blondent in un suo recentissimo articolo: <<Quale cuore è tanto duro da non commuoversi all’esultanza dei giornalisti e commentatori italiani di sinistra (cosiddetta) per la vittoria di François Hollande? Sono come bambini. Esultarono allo stesso modo anche alla vittoria di Obama il progressista, il pacifista laureato, il negro (peccato non anche gay...). Non disperano mai, nell’attesa della “vittoria della sinistra mondiale”. E non riconoscono mai che a governare sono altre forze, che loro non vogliono vedere>> (M. Blondet: La comica esultanza per Hollande, Effedieffe.com).
Ma quello che vale per la sinistra vale anche per la destra. Qui in Italia, per esempio, solo altrettanti gonzi, possono credere alle esternazioni di alcuni partitini di Destra, che improvvisamente, fiutando il vento che spira, si sono messi ad esprimere qualche timido strale contro le banche e contro l’Euro. Tutti pensieri, falsi e ipocriti che, quando hanno avuto la fortuna di farsi un giretto nelle stanze del potere (dietro Berlusconi) non gli erano mai passati per l’anticamera del cervello.
La democrazia è un meccanismo perverso che garantisce il potere a chi detiene immense risorse finanziarie, e può quindi gestire guitti e pupari, ma è oggi anche un meccanismo talmente perfezionato, nelle nazioni più evolute dell’Occidente, che non si vede come possa essere scardinato dal di dentro.
Molti si fanno, di sovente, delle illusioni, e credono che si possa ribaltare questa situazione, in particolare quando constatano che nel paese si determina una forte protesta o comunque un clima di contestazione.
Si da il caso infatti che, specialmente in periodi di crisi e forte recessione, come l’attuale, il malcontento popolare cresca a vista d’occhio. Del resto le dinamiche storiche, per il principio della “eterogenesi dei fini”, determinano che la vita di una nazione, costituita da politiche e geopolitiche, iniziative e ribaltamenti vari, abbiano sempre dei “contraccolpi” ovvero delle situazioni di retroazione che potrebbero aprire scenari imprevedibili.
Chi realmente detiene il potere ha quindi la necessità di controllare questi processi per far si che non assumano particolare rilevanza e pericolosità per il potere stesso.
Anzi qualche volta gli fa anche “comodo” sfruttare certe situazioni di crisi e di disagio, per nascondere o attuare determinati progetti.
In questi casi, spesso, il giochetto dell’ alternanza, pocanzi spiegato, non è più sufficiente, perchè le due facce della medaglia vengono a trovarsi entrambe sputtanate e non possono più buttare fumo negli occhi: in soldoni, sempre per un fare esempio corrente, potrebbe non essere più sufficiente controllare la situazione abbindolando la gente sostituendo Berlusconi con Bersani.
Il malcontento, generato dalla crisi del paese, potrebbe allora indurre a coltivare qualche speranza di riscossa, soprattutto quando si vede un certo interesse nella crescita di movimenti che amplificano e raccolgono la protesta come quello di Beppe Grillo.
Mettetevi l’animo in pace: non ne uscirà fuori niente.
A parte il fatto che questi stessi movimenti contestativi, puzzano lontano un miglio di “creazione da laboratorio, quindi di “falsa opposizione” e comunque lo staremo a vedere, il Sistema ha mille risorse per far deviare o stemperare qualunque crisi.
La prima risorsa è il già accennato potere dei mass media. Se considerate che la popolazione, in massima parte è incollata per diverse ore della giornata alla maledetta scatoletta catodica, vi renderete conto come, attraverso questa si possa fare un totale lavaggio dei cervelli, oltre ad uno stravolgimento della realtà.
Per questo secondo aspetto, quello della falsa informazione, ne avete un esempio nella quotidiana disinformazione, ieri per la Libia, oggi per la Siria, dove fatti e circostanze vengono totalmente capovolte, certi “incidenti” sono letteralmente creati a tavolino o negli studios, dando così a bere alla popolazione quella che è una vera e propria “propaganda di guerra”, ovvero il falso quotidiano su tutta la linea.
Ai mass media si aggiungano i lavorii delle Intelligence. Si tratta di Centri, di portata internazionale, che hanno le antenne ben dritte e sono in grado di captare, in ogni istante, segnali di pericolo. Non stanno certo a rigirarsi i pollici o a pettinare le bambole.
Ecco che allora i Servizi, di cui questi Centri si servono, dotati di immensi mezzi e risorse, tra le quali il controllo e la schedatura di tutta la cittadinanza, sono in grado di intervenire immediatamente, anzi spesso di prevenire, quindi di condizionare gli avvenimenti, oppure di creare false flag o false opposizioni, falsi gruppi e movimenti contestativi o anche semplicemente di mandare in malora una genuina e spontanea manifestazione di protesta, in modo che, il giorno successivo i mass media possano poi “criminalizzarla” a dovere per vanificarla del tutto.
Non accenno al potere repressivo delle varie Polizie, perchè quello è sotto gli occhi di tutti.
Ditemi voi allora come potremo liberarci dal “gioco democratico”, da questa dittatura dei banksters? Io non saprei dirlo.
fonte: frontediliberazionedaibanchieri
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