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martedì 4 marzo 2014

Contro lo ius soli Giovanni Sartori contro la Kyenge: "Integrare non è assimilare"

Cécile Kyenge e Giovanni SartoriNiente più Cécile Kyenge. E il politologo Giovanni Sartori, in un editoriale sul Corriere della Sera, tira un sospiro di sollievo. La Kyenge, "un ministro spuntato dal nulla e manifestamente incompetente in tema di integrazione", un ministero "inventato per l'occasione" da Enrico Letta. Sartori temeva che Cécile fosse "una super protetta di chissà quanti colli e montagne. Per fortuna mi ero sbagliato, visto che non è stata inclusa nel governo Renzi". Semmai, oggi, l'ex ministro si presenterà alle Europee. Ma questa è un'altra storia.
Contro lo ius-soli - Sartori non perde l'occasione per prendere la mira e "sparare sul ministro morto", criticando le sue politiche e le sue idee. Premette che Cécile "non è più (come ha scritto l'autorevole Foriegn Affairs americano) una delle cento donne più potenti al mondo. Al momento si è solo manifestata come dogmatica fautrice dello ius soli e ora con il preannunzio di un libro". Sartori approfitta dell'occasione per riflettere su ius soli e ius sanguinis, e ricorda: "Giuridicamente parlando, la cittadinanza italiana è fondata sullo ius sanguinis: siamo cittadini italiani se siamo nati in Italia da cittadini italiani".
La giustificazione - Lo ius soli, la "soluzione opposta", prevede che "si diventa cittadini del Paese nel quale entriamo e ci insediamo". Una soluzione adottata storicamente, ricorda, "dai Paesi sotto-popolati", che "adottano lo ius soli perché hanno bisogno di popolazione". Per Sartori la "distinzione in questione è logica e storicamente giustificata". Secondo le statistiche "i Paesi che adottano il criterio dello ius sanguinis sono ancora una maggioranza. Ma molti Paesi - sottolinea - sono oggi piccole isole sperdute nei vari oceani".
"Tutti meticci? Mai" - Sartori ricorda poi alla Kyenge che "integrare non è lo stesso che assimilare, e che la integrazione in questione è soltanto l'integrazione etico-politica". Per esempio, "per i musulmani tutto è deciso dal volere di Allah, dal volere di Dio. Qui il potere discende soltanto dall'alto. Per le nostre democrazie, invece, il potere deriva dalla volontà popolare, e quindi nasce dal basso, deve essere legittimato dal demos". Infine l'ultima bordata: "L'ex ministro Kyenge ha dichiarato che siamo tutti meticci. Si sbaglia. Qualasiasi buon dizionario glielo può spiegare".
fonte 

venerdì 26 aprile 2013

L'EROE PIZZICATO Altro che auto privata: la Fiat con cui Letta è salito al Colle è del Corriere L'Ulysse con i seggiolini dietro è il veicolo aziendale della moglie giornalista con il permesso per il centro storico


Letta: altro che privata, l'auto 
è del Corriere...
Enrico Letta a bordo della Fiat Ulysse
Qual è il tuo stato d'animo?
3
«Quella telefonata alle 8 del mattino, poi da solo in macchina al Colle». Era questo il titolo di pagina 3 di ieri del Corriere della Sera. Più importante dell’incarico, insomma, sembra essere il mezzo usato dal vicesegretario uscente del Pd per salire al Quirinale, ovvero una Fiat Ulysse. Con tanto di seggiolino dietro per i bambini. Un eroe anti-Casta? Beh, mica tanto. Se è vero quello che scrive il sitoDagospia, la macchina non sarebbe «sua», «privata». Pare infatti che sia il veicolo aziendale della moglie, Gianna Fregonara, capo della redazione romana del Corriere della Sera. Tutto legittimo, niente da dire. Certo è che questa notizia ci fa nascere qualche domanda.  Il Quirinale, se non andiamo errati, si trova in zona a traffico limitato. Per cui per arrivarci, con la propria auto «privata», bisogna avere il pass. Altrimenti si paga o si rischiano multe a più non posso. È immaginabile che la moglie di Letta, in qualità di giornalista parlamentare di uno dei principali quotidiani italiani, abbia il permesso per girare fra i Palazzi della politica: ma può utilizzarlo il marito per fare i suoi interessi? Portare o andare a prendere i figli a scuola è un comportamento meritorio per un politico di peso, ma non sfruttando un pass rilasciato per altri scopi. Così come  andare al Colle per diventare presidente del Consiglio. L’incaricato Enrico poteva prendere un taxi, un mezzo pubblico qualsiasi, no? Scorrazzare per la Capitale a bordo dell’auto del Corriere si può fare, ma non farsi beatificare.
(G.Z.)

venerdì 16 novembre 2012

CHE CORAGGIO AMATO (31 MILA EURO DI PENSIONE AL MESE): PROPONE UN’INDENNITA’ DI REINSERIMENTO AGGIUNTIVA PER GLI EX PARLAMENTARI. MA NON DOVEVA TAGLIARE I COSTI DELLA POLITICA?


Sanguisughe, di Mario Giordano

Giuliano Amato (31mila euro di pensione al mese) ha avuto un’idea geniale: propone un’indennità di reinserimento aggiuntiva per i parlamentari. Proprio così. In un’intervista a Sette del Corriere della Sera dice che bisognerebbe dare “due anni di vitalizio anticipato mentre (il deputato) cerca lavoro”. Roba da non credere. E meno male che era stato incaricato di preparare un piano per il taglio dei costi della politica… Il Dottor Sottile è davvero un impunito. Prima definisce “inesistente” la sua pensione da 31 mila euro che invece esiste benissimo, tanto è vero che poche righe dopo ammette di ricevere 22 mila euro di pensione più 9 mila euro di vitalizio da ex parlamentare (totale, appunto, 31 mila euro a meno che anche le addizioni, oltre che la verità, non siano diventate un problema per lui). Poi si preoccupa perché i parlamentari giovani che dopo due mandati non vengono rieletti rischiano di non ricevere il vitalizio fino a 65 anni: “Che cosa dovrebbe fare mentre aspetta di compiere i 65anni? L’esodato di Stato?”. L’idea di lavorare, per dire, non gli passa nemmeno per la testa. E’ più forte di lui. Sarà perché non l’ha mai fatto? Fra l’altro: come si fa a proporre un’indennità di reinserimento senza dire che i parlamentari già ne prendono una? Vogliamo ricordare i dati del 2008: Angelo Sanza 337mila euro, Luciano Violante 271mila euro, Alfredo Biondi 278mila euro, Clemente Mastella 307mila euro, Armando Cossutta 345mila euro… E l’indennità di reinserimento la prendono anche i consiglieri regionali: nel 2010 Giovanni Copertino in Puglia ha preso 492 euro. Persino il Trota, Renzo Bossi, quando è andato a casa dopo appena due anni di sciagurato mandato s’è messo in tasca 40mila euro… E allora di fronte a tanta spudoratezza, di fronte a un super privilegiato di Stato che mente sapendo di mentire, di fronte a uno che è stato incaricato di pensare ai tagli ai costi della politica e invece pensa a nuovi privilegi per la politica, ebbene mi resta solo una domanda, ma una domanda che non riesco a trattenere: ma a chi diavolo è venuto in mente di affidargli pure una trasmissione in Rai? Perché gli italiani, oltre la crisi, devono subire pure gli sproloqui di un tale personaggio?

giovedì 26 luglio 2012

ALLA FACCIA DEL MERITO Il Molise dà 13mila euro di bonus al dirigente in galera

Il Molise dà 13mila euro di bonus al dirigente ladro finito in galera

Il paradosso del Molise che premia un dirigente che gli ha rubato fondi e che si trova da sei mesi in cella.

Tre mesi fa Elvio Carugno è finito in galera con l’accusa di peculato aggravato e continuato per aver sottratto soldi regionali. Ma la Regione Molise gli ha dato un bonus di 13.099 euro “per merito” in aggiunta allo stipendio.
Lo scandalo è stato raccontato oggi dal Corriere della Sera. Il 6 luglio viene inviata al Servizio di gestione risorse umane una lettera della Direzione generale della Regione Molise. L’oggetto è: “Erogazione indennità di risultato dirigenza anno 2011”. Il totale dei premi - che fa inorridire in questi tempi di crisi e di disoccupazione - è 805.046 euro e 57 centesimi da dividere tra 68 dirigenti, tutti quelli della Regione. E quale sarebbe il “merito”? L’”organizzazione degli uffici”. Poco importa se uno di questi dirigenti, sia in carcere per peculato. 

sabato 12 maggio 2012

Agguato Adinolfi, rivendicazione della Federazione anarchica informale La firma dell'attentato sarebbe arrivata alla sede del Corriere a Milano

Torna il terrorismo: volantini Br 
Adinolfi, c'è la firma anarchica


"Abbiamo azzoppato Adinolfi". La rivendicazione dell'agguato aRoberto Adinolfi, amministrato delegato dell'Ansaldo Nucleare gambizzato a Genova, è arrivata alla sede milanese del Corriere della Sera. La firma sul comunicato è quella della Fai, Federazione anarchica informale. In particolare la rivendicazione è quella del Nucleo Olga. Il volantino di quattro pagine, recapitato al Corriere per posta ordinaria, ha il timbro postale di Genova.
Stregone dell'atomo - Nel lungo testo viene citata una frase di Adinolfi, gambizzato a Genova lunedì e dimesso oggi, in cui il dirigente sminuisce l'impatto ambientale del nucleare e la portata del disastro nucleare in Giappone di Fukushima. Il titolo della rivendicazione è "Il marchio della vita". Nel testo si legge: "Abbiamo azzoppato Roberto Adinolfi, uno dei tanti stregoni dell'atomo dall'anima candida e dalla coscienza pulita". Il dirigente viene ritenuto tra i maggiori responsabili, insieme a Scajola, del ritorno del nucleare in Italia. In un altro passaggio si legge: "Con piacere abbiamo riempito il caricatore. Impugnare una pistola, scegliere e seguire l'obiettivo, coordinare mente e mano sono stati un passaggio obbligato. Siamo dei folli amanti della libertà e mai rinunceremo alla rivoluzione, alla distruzione completa dello stato e delle sue violenze". Accuse anche contro il gruppo che controlla Ansaldo: "Proponiamo una lotta contro Finmeccanica piovra assassina".
Chi sono gli autori - Il nome del nucleo Olga si riferisce a "Olga Ikonomidou, nostra sorella delle CCF (cospirazione cellule di fuoco/FAI), nuova corrente anarchica greca, ed è detenuta in un carcere ellenico. Oggi l'Ansaldo Nucleare, domani un altro dei suoi tentacoli". Ma la Fai annuncia nuove azioni: potrebbero essere almeno otto, tante quanti sono i "membri prigionieri della Ccf/Fai detenuti in Grecia. Nelle nostre prossime azioni il nome degli altri fratelli greci, una azione per ognuno di loro".
Ritorno delle Br - In parallelo le Brigate Rosse cavalcano la rabbia che sta montando nel Paese contro la politica economica del governo. Questa mattina, venerdì undici maggio, a Legnano sono stati trovati quattro volantini firmati Brigate Rosse. Erano affissi in quattro diversi punti della città. Si tratta dei fotocopie del volantino col quale le Brigate Rosse rivendicarono nel 1977 l'attentato all'allora direttore del Tg1 Emilio Rossi. Il primo era appeso su una targa esterna dell'agenzia delle entrate di via Pisa, il secondo all'Inps di via Podgora, mentre gli ultimi due erano affissi sulle pareti esterne dell'azienda Franco Tosi. Uno su una bacheca all'angolo di piazza Munumento e l'altro sul cancello del dopo-lavoro di via Cairoli.

giovedì 26 aprile 2012

Perché la destra è stata squalificata

Perché non sorge in Italia una destra legittimata intellettualmente, si chiede su Il Mulino Galli della Loggia? Stilo un catalogo di indizi
di Marcello Veneziani

Perché non sorge in Italia una destra legittimata intellettualmente, si chiede su Il Mulino Galli della Loggia?
Stilo un catalogo di indizi.
Perché la volete a misura vostra, che di destra non siete, e non ne accettate altre. Perché le sole destre legittimate sono per voi quelle morte, inesistenti o nemiche delle destre in campo. Perché il controllo culturale è ancora in mano a una setta, ieri a prevalenza comunista e azionista, poi radical e progressista, sempre politicamente corretta e intollerante.
Perché avete delegittimato non solo i neofascisti, che peraltro non amano definirsi di destra, ma anche le destre legate alla tradizione, comunitarie, nazionali e sociali, che sul fascismo avevano un giudizio diverso dalle vulgate ufficiali.
Perché anche i giornali non di sinistra, fautori del bipolarismo, come il Corriere della sera , temono di ospitare opinioni e autori schiettamente di destra mentre non temono di pubblicare opinioni e autori apertamente di sinistra. Perché sono ignorate opere, idee, proposte provenienti da destra e gli autori sono silenziati, o al più targati in quadretti manieristi di appartenenze, sbrigati nel folclore o vituperati su risvolti marginali. Perché dopo decenni di divieti nel nome dell’antifascismo si sono beccati il divieto nel nome dell’antiberlusconismo.
Perché le forze di centro-destra e loro affluenti considerano le idee un’arma impropria, identificano popolare con volgare e diffidano dei libri come portatori di malattie.
Perché ora è troppo tardi, destra e sinistra indicano solo le scarpe.

domenica 15 aprile 2012

CHE FIGURACCIA! OLDRINI E PISAPIA PARLATEVI! IL COMUNE DI MILANO ANNUNCIA: A SESTO C'E' IL BLOCCO DEL TRAFFICO... SESTO, IN MANIERA CONFUSIONARIA, DICE L'ESATTO CONTRARIO.RISULTATO: CORRIERE E REPUBBLICA SCRIVONO CHE NON SI CIRCOLA... E NON E' VERO


Sesto San Giovanni -    Oldrini e Pisapia...parlatevi!!! Così si potrebbero evitare brutte figure e soprattutto i cittadini (vere vittime di questa situazione) sarebbero informati in maniera vera e non falsa. A cosa ci riferiamo? Al comunicato diffuso da Comune di Milano (presente anche sul sito internet www.comune.milano.it) dove si legge testualmente: "Come funziona la ‘domenicAspasso’ - Dalle 10 alle 18 non potranno circolare né auto né moto (...). I Comuni dell’hinterland che aderiscono alla seconda edizione del 2012 sono i seguenti: Cesano, Cormano, Corsico, Locate di Triulzi, Pero, Rho, Sesto San Giovanni e Settimo Milanese (anche con blocco del traffico) ....". Ovvio e naturale che i più grandi quotidiani nazionali 'Corriere della Sera' e 'Repubblica' abbiano ripreso la notizia scrivendo, appunto, che domenica a Sesto è in vigore il blocco della circolazione dalle ore 10 alle 18. Tutto falso perchè venerdì con un 'balletto dei comunicati' colpevolmente confusionario, il Comune di Sesto prima ha annunciato lo stop alla circolazione e poi ha fatto sapere che - causa il maltempo - si sarebbe potuto utilizzare liberamente e senza alcuna limitazione l'automobile. Risultato finale: un gran casino, con i sestesi che non sapevano come regolarsi. I responsabili dovrebbero quanto meno chiedere scusa.
fonte

mercoledì 14 marzo 2012

Censurare la Divina Commedia. D’accordo, e anche la TorahCensurare la Divina Commedia. D’accordo, e anche la Torah


Titolo del Corriere della Sera: «Dante antisemita e omofobo. La Divina Commedia va tolta dai programmi scolastici». L’urgentissimo allarme viene sollevato da «Gherush 92», un ente che il Corriere definisce come una «organizzazione di ricercatori e professionisti che gode dello status di consulente speciale per il Consiglio Economico e Sociale dell’ONU e che svolge progetti di educazione allo sviluppo, diritti umani, risoluzione dei conflitti».