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mercoledì 12 dicembre 2012

SCANDALO A TORINO Cene, vestiti e anche le partite pagate con i soldi pubblici


Indagati quattro consiglieri regionali piemontesi: spuntano spese non giustificate per centinaia di migliaia di euro

Cene, vestiti e anche le partite
Il Piemonte scopre i suoi Fiorito
di Andrea Scaglia
Fermatelo. Fermate questo scandalo dei soldi elargiti a babbo morto ai gruppi consiliari regionali - e spesi per attività e passatempi che con l’attività politica nulla hanno a che fare  - ché fra un po’ davvero la gente comincerà ad aggirarsi coi forconi nei pressi del Palazzo. La vergogna di giornata - presunta, s’intende - arriva dal Piemonte. Dove i magistrati già da tempo indagano sui suddetti rimborsi. In settembre avevano inviato la Finanza nella sede regionale di Torino per portar via bilanci e ricevute. Con particolare attenzione riservata ai “monogruppi”, vale a dire i “gruppi consiliari” - definizione quantomeno impropria - composti da una sola persona. In Regione Piemonte ce ne sono addirittura otto, sui quindici complessivi. Ogni monogruppo può contare su 250mila euro all’anno. In teoria per spese collegate all’attività politica. In realtà... ma va’. (...)
Come racconta Andrea Scaglia su Libero di mercoledì 12 dicembre, un'inchiesta a Torino svela che cene, vestite e partite vengono pagate con i soldi pubblici. Sono indagati quattro consiglieri regionali piemontesi: spese non giustificate per centinaia di migliaia di euro.
Leggi l'approfondimento di Andrea Scaglia su Libero di mercoledì 12 dicembre

martedì 2 ottobre 2012

CARI GOVERNATORI, MA PERCHE’ CI PRENDETE PER I FONDELLI? IL CONSIGLIERE CHE ASSUME SOLO PARENTI (“MI FIDO SOLO DI LORO”). E QUELLO CHE DA’ LA COLPA AI SANTI PATRONI. POVERO PIEMONTE, COME E’ RIDOTTO

Sanguisughe, di Mario GiordanoPovero il mio amato Piemonte. Vecchio, antico, sabaudo territorio, un tempo patria delle persone perbene e ligie alle regole: ora è finito in bocca ai Lupi. Lupi come Maurizio Lupi, consigliere regionale che, oltre ad aver totalizzato uno dei record di rimborsi chilometrici (31mila in un anno), è riuscito anche ad assumere in Regione la moglie, la figlia e i fratelli. “Conferma?”, gli ha chiesto una giornalista di Repubblica. E lui: “Certo, che male c’è? E poi io mi fido solo dei parenti”. Si fida solo dei parenti, lui, capite? Però per svagarsi organizza feste per l’ambientalismo con le starlette, l’ex Velina, Lele Mora e la sosia di Marylin Monroe, nota esperta mondiale di problemi ecologici. E il suo collega Roberto Boniperti? Lui, intanto, ha un cognome sprecato: fino a qualche tempo fa Boniperti a Torino era un presidente juventino perbene che si sapeva far rispettare persino dai granata. Adesso Boniperti è il recordman assoluto dei rimborsi chilometrici: 37mila in un anno ne riesce a fare, praticamente come il giro dell’Equatore. Solo nel mese di agosto ne ha totalizzati 4mila, con ben 22 missioni in un mese, mese che per altro viene normalmente dedicato alle ferie. “Colpa dei santi patroni”, dice lui.  “vado per sagre”. Ecco: vada per sagre. E magari cominci con la sagra del cioccolataio, che le si addice considerata la figura che ha collezionato per lei e per l’istituzione che rappresenta. Povero Piemonte, come t’hanno ridotto. E pensare che avevamo tutt’altra fama. Una volta, per esempio, eravamo famosi in tutto il mondo come i bogianen. Sapete perché? Perché nelle trincee della prima guerra mondiale, quando tutti scappavano davanti all’assalto nemico, i soldati piemontesi stavano fermi e gridavno: “Bogia nen”, cioè “Non muoverti”.  Animati da spirito di rigorosa disciplina e sacrificio, non esitavano ad affrontare il nemico a viso aperto e anche a farsi scannare in nome del senso del dovere. Ora mi viene da pensare che cosa avrebbero detto quei nostri nonni piemontesi a vedere il parlamentino della loro Torino ridotto, com’ è oggi, a una suburra piena di Lupi.

mercoledì 16 maggio 2012

L'IDEA DEL GOVERNO Equitalia, ipotesi taglio dell'aggio dal 9 al 7%


La limata ai canini di Equitalia
Taglio alla cresta sulle cartelle

Il ministero dell'Economia studia la riduzione dei costi di riscossione

Il provvedimento servirebbe ad allentare le tensioni sociali. Monti lo vorrebbe presentare giovedì quando visiterà l'agenzia delle Entrate

Per allentare le crescenti tensioni sociali che stanno sconvolgendo il Paese, il ministero dell'Economia sta pensando di ridurre il costo della riscossione fiscale senza attendere la piena attuazione del decreto salva-Italia. Nel dettaglio, la misura tampone è quella che prevede di far scendere di due punti l'aggio di cui gode Equitalia, facendolo calare dal 9 al 7 per cento. L'aggio è il costo che il cittadino paga all'agente di riscossione sugli importi delle cartelle esattoriali.
Lo studio del ministero - I dettagli dell'operazione non sono ancora noti, e via XX settembre starebbe ancora studiando il provvedimento. Fonti qualificate, però, spiegano che la misura potrebbe essere messa nero su bianco già nelle prossime ore: l'obiettivo di Mario Monti sarebbe quello di annunciarla, in viste di ministro delle Finanze, quando giovedì 17 maggio andrà a far visita all'agenzia delle Entrate per manifestare agli uomini del Fisco, oggetti di atti di intimidazioni e violenze, la sua solidarietà.
L'effetto moltiplicatore - Il taglio di due punti dell'aggio non sarà certo un provvedimento decisivo ma potrebbe contribuire ad allentare la tensione sociale. Inoltre la decisione potrebbe spingere diversi enti locali a mantenere i servizi di Equitalia, al contrario di quanto ha fatto per esempio il Piemonte che istituirà un prorpio ente per la riscossione. Il taglio dell'aggio potrebbe inoltre rappresentare un primo passo per contrastare quell'effetto moltiplicatore che i contribuenti indifesi stanno subendo sugli importi spropositati delle cartelle esattoriali.
Costo ripartito - Oggi Equitalia per farsi ripagare del servizio di riscossione si fa corrispondere su ogni cartella emessa un aggio del 9% della somma iscritta a ruolo. L'agente, insieme a questo importo, pretende il pagamento del rimborso delle spese fisse. Il costo dell'aggio - ma soltanto nei primi 60 giorni - è ripartito tra contribuente ed ente creditori. Infatti, se il contribuente onora la cartella esattoriale nei 60 giorni successivi al ricevimento del documento, il costo del servizio di riscossione è fissato nel 4,65% e il restante 4,35% è a carico dell'ente credutore, Stato, comune o ente locale che sia.