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mercoledì 8 gennaio 2014

UN 60ENNE? HA DAVANTI ALTRI 60 ANNI Il governo ci allunga la vita pertassarci meglio Vergogna di governo: per sfruttare la massimo legabelle, stravolgono le previsioni su quando moriremo / Quanto "citengono in vita": scarica la tabella

Lunga vita al contribuente. Al Ministero dell’Economia avranno brindato in questo modo lo scorso 31 dicembre. Il perché lo sanno bene i tecnici di Fabrizio Saccomanni, che l’antivigilia di Natale hanno emesso un decreto (iscritto in Gazzetta Ufficiale il 28 dicembre)  per «l’adeguamento delle modalità di calcolo dei diritti di usufrutto a vita e delle rendite o pensioni in materia di imposta di registro e di imposta sulle successioni e donazioni».  Tradotto dal burocratese, si tratta dell’aggiornamento del valore utilizzato dal fisco per stabilire la base imponibile su cui applicare la tassazione in caso di trasferimento di un bene immobile - attraverso, ad esempio, una donazione - del quale però si decide di mantenere l’usufrutto. 




Ebbene l’estro - e la generosità - di via XX Settembre hanno fatto sì che da un giorno all’altro un 65enne diventasse quasi immortale, semplicemente allungandogli sulla carta la speranza di vita ben al di là di tutta la letteratura statistica occidentale. Non è uno scherzo, ma tutto nero su bianco nella tabella allegata al decreto ministeriale. Alcuni esempi (per le casistiche complete confrontare la tabella a fianco)? Il 60enne signor Rossi, che lo scorso 22 dicembre poteva aspirare a raggiungere il già rimarcabile traguardo di 84 primavere, solo 24 ore dopo si è trovato una speranza di vita di ben 120 anni. E lo stesso dicasi per il signor Verdi, 65 anni, che da 85 anni ha visto lievitare lo spettro delle proprie primavere “raggiungibili” a 115, così da un giorno con l’altro.  Si parlava di generosità, appunto, visto che le ultime previsioni della Ue assegnano ai maschi italiani una speranza di vita di 78,9 anni e alle donne di 84,2 (dati Commissione Europea, Ageing Report, 2012).
Ma tutto ciò come si ripercuote sulle tasche di questi nuovi highlander?  Per capirlo basta munirsi di una calcolatrice e avere davanti agli occhi la tabella dei coefficienti 2013 e quella appena rimodellata dal governo. Poniamo il caso che il nostro signor Verdi, raggiunta l’agognata pensione a 65 anni (beato lui), voglia mettere un po’ d’ordine nella propria contabilità e allo stesso tempo sistemare le incombenze ereditarie in anticipo. Così sceglie di donare, poniamo, l’abitazione al mare, del valore catastale di 250.000 euro, a uno dei due figli (all’altro lascerà la prima casa)  decidendo di mantenere però l’usufrutto dell’immobile. Quale sarà la base imponibile su cui calcolare la tassazione del bene usufruttato (l’Imu, ovviamente, si paga lo stesso)?  Il calcolo è semplice: si moltiplica il valore catastale della proprietà, 300.000 euro, per il saggio legale di interesse (oggi è l’1%). Il valore ottenuto si moltiplica a sua volta per il coefficiente che misura per quanto tempo ancora si potrà godere del bene in questione, in base all’aspettativa di vita. In questo caso si parla di 50 (cinquanta) anni, ritenendo così i cervelloni ministeriali che il nostro possa puntare tranquillamente a spegnere 115 candeline. Il totale su cui si applicheranno le varie imposte è 125.000 euro, la metà del valore totale. 
L’operazione furbesca dei tecnici del ministero - spiegata dall’avvocato Angelo Greco sul suo portale laleggepertutti.it e ripresa dal sito di informazione  lintraprendente.it -  segue alla modifica del tasso di interesse legale  (parametro fondamentale per i contenziosi fiscali con lo Stato) che dal 2,5% fissato da Monti per il 2012, e non modificato nel 2013, è stato abbassato il 12 dicembre scorso all’1%, per tutto il 2014, così da adeguarlo all’inflazione crollata ai livelli del 2009 a causa della crisi che ha distrutto i consumi delle famiglie. L’aggravante in tutto questo è che a venire maggiormente colpita sarà la fascia dei contribuenti anziani che hanno nella casa di proprietà l’estrema difesa economica contro l’offensiva fiscale del duo Monti-Letta. E infatti sono per lo più gli anziani che scelgono la nuda proprietà dell’abitazione - gli over 65 occupano a titolo di godimento il 17% degli immobili italiani - per incassare della liquidità e che verranno perciò penalizzati da queste folli rivalutazioni della speranza di vita. 
La ratio in fondo è intuibile: così facendo la base imponibile che deriva dai beni in usufrutto non viene intaccata, e la messe fiscale sulle abitazioni (tra code di Imu, Iuc e Tasi varie) può continuare indisturbata. Tanto il prezzo reale lo pagano come sempre i contribuenti, mentre quello del ridicolo per aver «dopato» l’aspettativa di vita dei cittadini per tartassarli meglio rimarrà inevaso.
di Edoardo Cavadini

http://www.liberoquotidiano.it/news/economia/1381978/Il-governo-ci-allunga-la-vita-per-tassarci-meglio.html

sabato 14 dicembre 2013

Se non ora quando?Basta finanziamento pubblico

Se non ora quando?Basta finanziamento pubblico alla politica da subito
Il 13 dicembre 2013 ho capito che il governo Letta quando aveva l’appoggio del PdL intero ha svolto o cercato di svolgere il programma politico dello stesso PdL,niente IMU per esempio. Decaduto Berlusconi e rotto in due il PdL ora fa il programma del movimento 5 stelle,vedi abolizione finanziamento pubblico ai partiti.
Giustamente ora gli elettori del PD ,partito maggiore della coalizione,si chiederà quando inizierà il governo del PD Letta iniziando a fare il programma della sua coalizione del centro sinistra.
Tornando all’abolizione del finanziamento pubblico non sarà immediato ma diminuirà progressivamente del 25 % per il 2014,il 50 % per il 2015, il 75 % per il 2016 per essere eliminato completamente a partire dal 2017.
Io mi chiedo il 25,il 50 e il 75 % di cosa ,dei rimborsi delle ultime elezioni o di una cifra a caso?
In compenso ci saranno alte detrazioni fiscali per finanziamenti ai partiti da parte di privati e società,sperando che non si tramuti in un sistema di tangenti legalizzate,aggiungendo anche il 2 per mille al momento della compilazione del modello unico o il 730.
Peccato che la Corte dei Conti ha sancito che il Porcellum o Mattarellum che dir si voglia è stato dichiarato incostituzionale e che almeno 148 “onorevoli” eletti col premio di maggioranza sono “abusivi”,e quest’ultimi continuano a prendere lauti stipendi e rimborsi.
Ma se il Porcellum è incostituzionale dovrebbe essere tutto il Parlamento e Senato “abusivo” e in una democrazia vera si dovrebbe tornare il prima possibile a votare con una legge elettorale precedente alla Mattarellum,perché un cittadino potrebbe impugnare le manovre o leggi promulgate da un governo eletto con un metodo anticostituzionale o passate grazie ai sopracitati 148 “onorevoli abusivi”.
Inoltre la Corte dei Conti ha sancito anche che la legge del 1997,che reintroduceva il finanziamento pubblico ai partiti anche lei era incostituzionale perché cancellava abusivamente il risultato del referendum popolare del 1993.
Abolizione del finanziamento pubblico ai partiti (secondo tentativo).
Quesito: “Volete voi che siano abrogati gli art. 3 e 9 della legge 2 maggio 1974, n. 195: “Contributo dello Stato al finanziamento dei partiti politici”, così come modificati e integrati: dalla legge 16 gennaio 1978, n. 11: “Modifiche alla legge 2 maggio 1974, n. 195″; dall’art. 3, comma 1 (Per l’anno 1980 la somma da erogare a titolo di contributo di cui al primo comma dell’art. 3 della legge 2 maggio 1974, n. 195, è fissata in lire 72.630 milioni. Con effetto dal 1º gennaio 1981 la stessa somma è fissata in lire 82.886 milioni annui) e dal comma 6 (La percentuale di cui al primo ed al secondo periodo dell’ultimo comma dell’art. 3 della legge 2 maggio 1974, n. 195, è ridotta al 90 per cento) della legge 18 novembre 1981, n. 659: “Modifiche ed integrazioni alla legge 2 maggio 1974, n. 195 sul contributo dello Stato al finanziamento dei partiti politici”?


totale percentuale (%)
Iscritti alle liste
47 946 896


Votanti
36 896 256
77,00
(su n. elettori)
Quorum raggiunto
Voti validi
34 598 906
93,80
(su n. votanti)

Voti nulli o schede bianche
2 297 350
6,20
(su n. votanti)

Astenuti
11 050 640
23,00
(su n. iscritti)

Risultati




Voti  %
RISPOSTA AFFERMATIVA
31 225 867
90,30%
RISPOSTA NEGATIVA
NO
3 373 039
9,70%
bianche/nulle

2 297 350

Totale voti validi

34 598 906
100%
Fonte wikipedia
Quindi non solo il finanziamento pubblico dovrebbe cessare subito e non gradualmente dal 2014 per sparire solo nel 2017,anzi i lor signori politici e i loro relativi partiti,anche se nel frattempo hanno cambiato nome e simboli,dovrebbero ridare indietro con gli interessi legali ciò che hanno percepito illegalmente dal 1997 ad oggi.
Non ci fidiamo di un calo del finanziamento pubblico triennale,per arrivare a un finanziamento solo privato a partire dal 2017,perché non solo io temo che passato il momento dei grillini e dei forconi,finito il ciclone anti casta in qualche riunione notturna di fine settimana,meglio precedente un ponte festivo,reintroducano il finanziamento pubblico ai partiti con qualche codicillo che aggiri il responso di anticostituzionalità sancita dalla Corte dei Conti.
 http://senzatitoloeparole.myblog.it/2013/12/01/mi-dimettoanzi/
fonte

lunedì 9 dicembre 2013

SCIOPERO UFFICIALE, NAZIONALE ED UNANIME. Quello che succederà in Italia dal 9 dicembre

Vox Populi, con i sui iscritti, militanti e simpatizzanti, parteciperà alle varie forme di protesta, ritenendo un diritto "ribellarsi" a questo stato dittatoriale dei banchieri, appoggiati dal governo Letta.
Invitiamo pertanto la parte sana e produttiva, ad unirsi con chi oggi un posto di lavoro lo ha perso, a chi strozzato dalle troppe tasse è costretto a chiudere la propria attività, Uniti nella Lotta, Uniti tra Fratelli!
Foto: Cliccate *MI-PIACE* alla pagina Italia-Italy.  (Y)

SCIOPERO UFFICIALE, NAZIONALE ED UNANIME. 
Quello che succederà in Italia dal 9 dicembre non ha precedenti. Si fermerà tutto ad oltranza (trasporti, scuole, esercizi, distributori, negozi, supermercati) ci sarà la paralisi TOTALE. Questa è l'unica forma di protesta che è rimasta a chi è disoccupato, in cassa integrazione, pensionato, precario, senza casa, senza protezione, senza un futuro, senza dignità; insomma a tutto il popolo stanco di essere governato da ladri, egoisti, bugiardi ed incompetenti che continuano a prenderci per il culo portando un' intera nazione alla fame! 
Prepariamoci alla battaglia, questa volta si arriva in fondo…
"QUANDO UN GOVERNO NON FA CIO' CHE VUOLE IL POPOLO VA CACCIATO ANCHE CON MAZZE E PIETRE!!!"
***CONDIVIDETE A RAFFICA*** 
SCIOPERO UFFICIALE, NAZIONALE ED UNANIME.
Quello che succederà in Italia dal 9 dicembre non ha precedenti. Si fermerà tutto ad oltranza (trasporti, scuole, esercizi, distributori, negozi, supermercati) ci sarà la paralisi TOTALE. Questa è l'unica forma di protesta che è rimasta a chi è disoccupato, in cassa integrazione, pensionato, precario, senza casa, senza protezione, senza un futuro, senza dignità; insomma a tutto il popolo stanco di essere governato da ladri, egoisti, bugiardi ed incompetenti che continuano a prenderci per il culo portando un' intera nazione alla fame!
Prepariamoci alla battaglia, questa volta si arriva in fondo…
"QUANDO UN GOVERNO NON FA CIO' CHE VUOLE IL POPOLO VA CACCIATO ANCHE CON MAZZE E PIETRE!!!"

domenica 6 ottobre 2013

TANTE BUONI RAGIONI PER LIBERARCI DI QUESTO GOVERNO. ED UNA PER TENERLO

TANTE BUONI RAGIONI PER LIBERARCI DI QUESTO GOVERNO. ED UNA PER TENERLO
Che cosa pensare ? Già altre volte ho avuto modo di criticare l'ignavia di Letta e compagnia bella e quindi non mi dilungherò sul fatto che fin'ora non si sono visti risultati di rilievo, al di là delle buone intenzioni. Anche io sarei capace di menzionare le cose più urgenti da fare, le priorità: superamento della crisi, incentivo al lavoro, diminuzioni di eccesso di tasse per incrementare l'economia e così via... E loro lo dicono (che bravi!), ma di fatto non lo fanno, anzi agiscono al contrario, aumentando le imposte per coprire (dicono loro) la sospensione dell'IMU sulla prima casa (sospensione, non soppressione) ed arrivati a questo punto ritengo che anche questo sia un fatto non di rilievo, anzi dannoso, se serve come scusa per vessare ulteriormente chi è proprietario ed anche chi non lo è... Inoltre, dopo quel poco che fa (più danni che benefici) il resto lo rimanda ad interim. Nulla di imprevedibile, se diamo un'occhiata ai componenti di questo governo: rispecchiano la parte peggiore del popolo italiano e cioè l'ignoranza, l'inconsistenza, il pressapochismo... E dopo c'è anche l'inutilità di certi ministeri, che con i problemi nazionali non hanno nulla a che fare, che non risolvono, anzi creano scompiglio e rancori. E le persone? Già di una ne stiamo parlando, ma poi ce n'è un'altra che, data l'importanza del suo dicastero dovrebbe difendere gli interessi del suo Paese ad ogni costo, quando gli interessi comprendono anche la dignità e l'onore. E invece che fa? Mette in dubbio l'innocenza dei nostri Marò sul fatto della sparatoria contro “pescatori” indiani. Ma, disgraziata, se anche lo pensassi il tuo dovere sarebbe quello di non esternare il tuo pensiero, visto l'incarico che (immeritatamente, visti i fatti) ti ritrovi... E sono due dei tanti personaggi, ma potrei citarne tanti di tutti i partiti della maggioranza, che sono stati messi lì non per bravura personale, ma per “quadrare il cerchio” dei giochi politici. E capita pure che oggi non servano neppure per questo, vista la rivolta dei ministri contro chi ha voluto la loro carica. Quindi un governo che forse fa meno danni di quello precedente, ma a parte questo per il resto non produce quasi nulla, per le ragioni di cui detto prima. Fuori dai piedi, dunque...
Avrei finito di criticare (facciamo finta, ché di motivi se ne potrebbero trovare tanti, pensandoci), eppure mi sembra di tralasciare qualche cosa... Ah già, la ragione per tenerci questo governo... Beh, chiaro, no?
LO VUOLE L'EUROPA...

giovedì 3 ottobre 2013

RE TENTENNA


RE TENTENNA
Non mi è piaciuto, mi dispiace, ma proprio non mi è andata giù la sceneggiata che si è svolta ieri al Senato.
Forse la coerenza non è più di moda, ma personalmente non sono mai andato dietro le voglie degli altri e non comincerò certo oggi... Neppure sono mai stato discepolo del detto (maoista mi pare) secondo cui “se non puoi combattere il nemico, unisciti a lui” - pare che l'italiano oltretutto sia bravo in questo, la storia insegna -... Tralasciando il cui prodest, materia di argomento di tanti, a me interessa tratteggiare la vicenda umana di un leader, di un imprenditore che venti anni fa si è dato alla politica, asserendo pur tuttavia di non fare parte di quel mondo. Un grande imprenditore che ha dato lavoro alle migliaia di operai delle sue aziende e che, come Cesare Ragazzi aveva una grande idea in testa. La sua era quella di “scendere in campo” per risolvere tutti i problemi economici di un paese che era in crisi già prima dell'attuale crisi, una crisi d'identità. Bisogna convenire che tanti ci hanno creduto, si sono lasciati avvincere dal suo ottimismo, dalla sua simpatia, dalla sua verve. E scendendo in campo ci ha condotto in un'interminabile partita di calcio tra la sua squadra e quella dei sinistri. Va bene tutto, ma piano piano il nostro mondo si è trasformato e perfino l'avversario, per adeguarsi e limitare le perdite ha adottato le sue strategie ed i suoi programmi, cosicché destra e sinistra continuano a presentarsi agli elettori senza troppe variazioni in contrapposizione e forse è proprio questo la vera presa per i fondelli verso il popolo. Non ho mai votato Berlusconi, anche se a volte ho solidarizzato con lui, in quanto perseguitato dalla giustizia fin dagli esordi. Non ho votato lui, in quanto le mie idee non comprendono il liberalismo (altrimenti, come detto prima, avrei avuto difficoltà tra scegliere lui o gli altri, ma essendo lui l'originale e gli altri la fotocopia avrei deciso alla fine), e non comprendono neppure un liberalismo mascherato da finta risoluzione di problemi sociali ed un esercito, quello suo composto in prevalenza da ex democristiani desiderosi di rivincita, da ex liberali quasi estinti e perfino da comunisti rinnegati e da ex magistrati che ai loro tempi avevano la mano pesante nei confronti di una precisa parte ideologica (il riferimento all'avvocato Pecorella è puramente casuale).
Chiarito questo punto torniamo al personaggio... Grande, l'ha definito ieri il Presidente del Consiglio ed io non sono tanto convinto, a differenza di altri, che vi fosse ironia. Grande sì, interpretando l'utilitarismo, la volontà di salvare il salvabile, quello che ne rimane... Considerate come volete, il povero Silvio, ma non definitelo stratega, a meno che non riconosciate storicamente come stratega alla stregua di Alessandro, Cesare e Napoleone il Maresciallo Badoglio nell'atto specifico dell'8 settembre del '43... Chiusa parentesi storica. Mi auguro che sia solo colpa dell'età avanzata ma, o non cominciava neppure la sua opera di sgretolamento del governo, oppure la doveva continuare fino in fondo, costi quel che costi, anche la sconfitta. Perché, mica si sarà messo in testa di avere vinto, per caso, no?!? Difficilmente potrà rialzarsi: anche la forza di volontà ha i suoi limiti, specie se è quotidianamente messa a dura prova dai suoi quasi amici, dai beneficiati invidiosi, dalle serpi in seno e da tutti gli altri... Dimenticavo la ciliegina sulla torta: la Spada di Damocle del voto della giunta sulla sua decadenza da senatore. E' la fine, la sua fine... Oppure no?

 

GOVERNO DEL FARE (dire e baciare) II puntata


 
IL GOVERNO DEL DIRE ED IL GOVERNO DEL FARE
Checché ne dica il Presidente del Consiglio Enrico Letta, il suo è il governo delle buone intenzioni e quindi delle promesse non mantenute. Mi piacerebbe fare finta di prendere il suo posto per il tempo di scrivere questo mio e forse, potrei interpretare la voce della stragrande maggioranza degli italiani.
Promesse del Governo Letta: diminuzioni delle tasse in generale, aiuti ai giovani, cancellazione dell'IMU sulla prima casa (se non è una reggia o un castello), incentivi per il lavoro, sostegno alla piccola imprenditoria;
Promesse del mio ipotetico governo: IDEM COME SOPRA...
Realizzazioni del Governo Letta: aiuto ai giovani con meno di trenta anni, purché sprovvisti di diploma e di laurea e con almeno sei mesi di cassa integrazione, aumento dell'IVA di un punto (e al diavolo le famiglie e le imprese), istituzione della TARES (che stangata, gente!) - però mantiene (per il momento, almeno) la soppressione dell'IMU sulla prima casa (reggia o castello a parte) – e a conti fatti ci abbiamo rimesso il doppio degli altri anni -... LA SCUSA CHE PORTA PER IL SUO FALLIMENTO (ma medianicamente è il suo successo, non si sa bene come mai e perché) E' (al solito) CHE E' L'EUROPA CHE LO VUOLE, INSIEME ALLA STABILITA' DEL GOVERNO.
Come avrebbe agito il mio ipotetico governo: Intanto a muso duro il ministro del tesoro si sarebbe dovuto recare alla prima riunione della Unione Europea (siamo tra i fondatori, mi pare e tra poco c'è il semestre a guida italiana) col compito di obbligare chi di dovere a ripatteggiare il valore dell'Euro, a consentire almeno un parziale conio da parte nostra e dei paesi in difficoltà, un inferiore interesse da parte delle Banche Europee e tutto questo per diminuire drasticamente il debito pubblico e poi vedere di trovare qualche modo per controllarlo od estinguerlo. Naturalmente i Paesi padroni si sarebbero messi a ridere, ed allora avremmo minacciato la nostra uscita e dall'Euro e dall'Unione Europea (temendo una ripercussione sugli altri stati mediterranei quelli di sicuro riderebbero meno). Poi si poteva finalmente pensare a risolvere i guai italiani. Essendosi dunque allargata di tanto la famosa coperta finalmente si sarebbero potuti sbloccare i contratti dei lavoratori, fermi da tanti anni e ridare così fiato all'economia ed al consumo. Su questa via (avendo disponibilità monetaria e potendocene fregare dello spread e di altri vincoli) si dovrebbe diminuire l'IVA gradatamente fino ad arrivare al 10 % ed eliminare le accise più obsolete dai carburanti. Poi, visto che questo ipotetico governo si potrebbe definire Governo Forte un ultimo sassolino: gli immigrati che sciamano con usi e costumi loro (che non intendono adeguare alle leggi italiane)... Per loro non ci sarebbe più spazio, ne abbiamo già tante di risorse, ora che ne approfitti anche il resto dell'Europa e degli altri continenti... Finalmente si potrebbero attuare certe riforme ferme da troppo: l'istruzione, il lavoro, la sanità.
Ed ora i lati spiacevoli non in linea col politicamente corretto: la riforma della giustizia, per lasciare alla magistratura SOLO il potere giudiziario, la riconquista della Famiglia, lasciando poco spazio pubblico a chi ritiene la stessa diversa da quella che è nella tradizione della nostra civiltà, incentivi a chi fa figli italiani (e per italiani intendo proprio dire italiani, senza ius soli), ed infine, dulcis in fundo, la ricostruzione dei quadri del nostro esercito e l'ammodernamento delle armi. Non per guerrafondare, bensì per difenderci dai Poteri Forti che certamente non gradirebbero la resurrezione dell'Italia...

mercoledì 2 ottobre 2013

Fiducia al Governo Letta,fù vera gloria?

Aielo,Augello,Naccarato, Bilardi,Bianconi,Caridi,Compagna,
D'Ascola, Chiavaroli,
Colucci, Formigoni,Gentile, Giovanardi,
Gualdani, Mancuso, Marinello, Pagano, Rossi L.,Quagliariello,
Sacconi, Scoma,Torrisi,Viceconte
Non preoccupatevi non sono le convocazioni di Prandelli per i prossimi mondiali di calcio di Brasile 2014 ma una nazionale di parlamentari con allenatore Alfano pronti per le Olimpiadi nella specialità del salto della quaglia. Specialità olimpica di cui i nostri parlamentari sono irraggiungibili per parlare con gergo del basket siamo gli
USA del salto della quaglia il Dream Team.
Il discorso di Berlusconi che indicando il voto del proprio gruppo,meno i 23 olimpionici,il pdl,un voto di appoggio al governo Letta con i deputati PD che applaudono più degli altri e qualcuno spingendosi fino a stringergli la mano mentre l'ex fido con una faccia più imbronciata del solito stava con la faccia perplessa e infuriato.
Alla fine chi lo accusa di essere un principiante della politica e di uno di cui il primo interesse e la propria persona e che non gli interessa niente della cosa pubblica e del bene della nazione forse non ha capito che è come un dottore che chiama il prete per dare l'estrema unzione a un malato che malato non è.
Prova che le ,dimissioni date da premier che portò la venuta del malo governo Monti erano non per un proprio tornaconto ma per evitare una crisi all'Italia,crisi che ha evitato anche oggi contro il proprio interesse con l'appoggio a Letta durante le intenzioni di voto.
In compenso la mossa di non votare la fiducia e poi di voltarla non è un agire da voltafaccia ne di marinaio dalle promesse facili ma di un astuto politico che in questo modo ha fatto uscire allo scoperto coloro che eletti con i voti del PdL di nascosto si preparavano per le olimpiadi nella specialità del salto della quaglia.
Finisco con un detto che mi raccontava mia nonna quando questi salti finivano male come in questo caso...
Chi volo fici sta quagghia,volau volau e finiu in da merda”
Tranquilli è calabrese per la precisione dialetto Reggino che significa “che volo ha fatto la quaglia,volo volo e fini nella merda”.






giovedì 26 settembre 2013

GOVERNO DEL FARE (dire e baciare)






















Berlusconi, imitando Sansone (ma i capelli, dove sono ?!) che intende morire insieme ai filistei, farà dimettere tutti i suoi ministri, assieme al resto dei suoi deputati e senatori, nel momento in cui il parlamento voterà la sua decadenza ...
Per Giove, ma questo significa la fine del Governo del fare! E' proprio un irresponsabile costui, che pensa a se stesso, fregandosene degli interessi supremi dell'Italia!!!
Già, gli interessi dell'Italia... Il nostro premier è negli Usa a sgolarsi sulla stabilità della sua compagine, giurando e spergiurando che durerà ALMENO fino al tempo delle prossime elezioni e questo “delinquente” (non reo confesso, però) lo sconfessa pubblicamente? Ma dove andremo a finire? E pensare che stavamo andando così bene...
Aveva cominciato col dare possibilità di lavoro ai giovani... A quei giovani che non arrivano ai trenta anni, che non hanno né diploma, né laurea, in cassa integrazione da almeno sei mesi... Insomma la maggioranza dei giovani... E per gli altri lavoratori, dai 30 ai 60 – anzi oltre, vista la riforma Fornero - , per quelli laureati e diplomati, per quelli che non hanno diritto alla cassa integrazione, per quelli in cerca di lavoro da anni... beh, su quelli si stanno applicando per trovare IN FUTURO qualche soluzione soddisfacente-
Hanno cancellato l'Imu sulla prima casa. Anzi no, solo la prima rata. Anzi no, è stata solo sospesa... In compenso però ci regalano la Tares – dove praticamente raddoppiano le tasse sulla spazzatura, includendovi l'illuminazione delle città -. Poi aumentano l'Iva per la solita solfa della coperta corta...
In compenso sono pronti ad approvare leggi contro il femminicidio e l'omofobia, riuscendo a discriminare l'omicidio in serie A e B (ma se già è contemplato l'ergastolo a chi uccide, cosa faranno mai a chi ammazza una donna?) ed a creare un ennesimo reato d'opinione dove c'è già il giusto castigo contro chi usa violenza contro chiunque...
Già, il governo del fare … disastri.
Ma è un governo innovativo, su questo non si discute: c'è un dicastero per l'integrazione – lodi, lodi, lodi! - e finalmente riusciremo ad integrarci, non vedevamo l'ora...
Per il resto rimanda tutto ad interim, ma purtroppo, se quell'ingrato del Berlusca, quel signore condannato e quindi indegno di sedere tra i seggi dei SENORES, dove si sa, siedono i molto onorevoli (esclusi i grillini, naturalmente), se LUI stacca la spina, allora il mondo finisce. Dovremo pagare caro, dovremo pagare tutto (e vedere la differenza con quello che già paghiamo oggi) ed avremo un futuro incerto: niente più lavoro ai giovani (quelli citati sopra), niente femminicidio, omofobia, niente integrazione e soprattutto nessun rimando al futuro...
Angelo Corretto

venerdì 20 settembre 2013

Cronache Circensi



CRONACHE CIRCENSI

Sono già passati due anni... Già. Quando imperava il ritornello: c'è la crisi? Non c'è la crisi? - Purtroppo c'è, eccome se c'è!!! -. Ed allora un Premier “fa un passo indietro”, dando il mandato al “Governo dei Tecnici”, sostenuto da lui e dal suo nemico di sempre, il primo governo delle larghe intese, dopo quello di subito dopo la fine della guerra. Tecnici nel senso che usano una tecnica particolare: aumentano a dismisura le tasse, soffocando gli italiani, facendo crescere di fatto quella crisi che dovevano combattere e, non paghi di ciò, riescono a fare una riforma che manda in pensione solo i vecchi. Qualcuno dei big-ministri ci piange sopra, anticipando le lacrime di tutti noi, poveri mortali. 

E RICORDIAMOCI CHI SOSTIENE QUESTO GOVERNO!
Grazie al cielo viene il momento delle elezioni. Vince l'astensionismo (ma quello non conta), vincono i grillini, vince il centrosinistra e vince anche il centrodestra, insieme ai montiani e ai leghisti, insieme all'ultra sinistra. Perdono tutti gli altri (???)... Poi la barzelletta delle elezioni del capo dello stato, dove cadono tutti i possibili candidati e dove perfino nell'ambito dello stesso partito non riescono a mettersi d'accordo su un loro esponente di primissimo piano. Tant'è che un povero vecchio (c'è chi lo definisce altrimenti, ma sinceramente non vorrei essere molto pesante) deve sentire sulle proprie spalle il peso della “riforma Fornero” e riassumere la carica di presidente...
Superato questo ostacolo tocca allo stratega “smacchia giaguari” occuparsi della formazione della nuova giunta. Dopo una manfrina dove questo segretario col tacchino sul tetto cerca di elemosinare il consenso dei “neppure loro sanno di preciso come hanno fatto a vincere”, si ritorna al governo delle larghe intese, definito questa volta, per distinguerlo da quello sciagurato dei tecnici, come il Governo del Fare...
E RICORDIAMOCI CHI SOSTIENE QUESTO GOVERNO! -quelli di prima!!! -
Più che il governo del fare è il governo dei ministri che fanno... Infatti, mentre, senza prodigarsi granché la compagine fa vedere di riuscire a sollevare l'Italia, a differenza del governo precedente che si era dato un gran daffare per affossarla, i vari ministri fanno di tutto per … rendersi visibili. A cominciare dal ministro che non fa in tempo ad insediarsi che deve subito fare le valigie per motivi … giudiziali. Poi il ministro dell'agricoltura, che forse sulla flora avrà qualche nozione, ma certamente ha gravi lacune sulla fauna, visto che sostiene che la nutria sia un volatile... Infine il ministro all'integrazione (ché già l'intestazione del Dicastero è tutto un programma!)...
Qui è un fiorire di aneddoti che la riguardano: esordisce vantando la “sua” italianità, adattandola ai suoi gusti e asserisce (o forse non è lei, ma la sua degna collega, Presidente della camera, sorella di pensiero) che l'Italia sarà una grande nazione solo quando l'ultimo degli emigranti avrà una casa – e poco importa se tanti residenti nostrani dormono sotto i ponti o dentro le macchine o negli spazi delle stazioni ferroviarie e metropolitane ! -. Insomma si desume che voglia cambiare la tradizione italiana, vantando la socialità della poligamia, visto che, detto da lei – suo padre si trovava benissimo in quella condizione -. Nel frattempo la sorellina, invischiata in una mini rissa si definisce intoccabile in quanto imparentata con cotal ministro... E continuando col titolare, forse è l'ispiratrice della famosa immagine del genitore 1 e genitore 2, per evitare la ormai obsoleta formula di padre e madre. Obsoleta per lei, naturalmente... E lasciamo perdere le sue sensazioni secondo cui i rom non sono usi a rubare e mendicare, bensì è propaganda per screditare la categoria... Ma la sua più recente performance (tanto inverosimile che riesce impossibile credervi) consiste nella sua visione del Colosseo che, essendo un luogo dove nel passato han visto la morte e la sofferenza i suoi antenati (non solo quelli, dico io!) andrebbe abbattuto – non viene in mente il gesto deii talebani che distruggono i due enormi Budda, patrimonio dell'umanità, proprio come lo è il Colosseo -.
Ma se il Colosseo le ricorda i suoi antenati sofferenti, a tanti costei non potrebbe ricordare che per esempio nel 1963 tredici aviatori italiani a Kindu furono trucidati e mangiati probabilmente dai suoi di antenati?...
E sicuramente non finisce qui: Ci sarà un seguito...

Angelo Corretto

venerdì 30 agosto 2013

UN';ALTRA MAZZATA Service Tax, il balzello comunale che ci faràrimpiangere l'Imu

Service Tax,
tassa che fa 
rimpiangere
l'odiata Imu 
Qual è il tuo stato d'animo?
2
Abolita l'Imu, arriva laService Tax.  Ma che cos'è questo nuovo balzello che adesso fa tremare gli italiani? Un'imposta che ingloberà anche la tassa sui rifiuti. Sarà riscossa dai Comuni e sarà costituita da due componenti: gestione dei rifiuti urbani e copertura dei servivi indivisibili. La prima parte, che si chiamerà Tari, (e prenderà il posto della Tares sarà pagata da chi occupa a qualunque titolo, locali o aree che producono rifiuti urbani. Le aliquote, legate alla metratura, saranno parametrate dal Comune nel rispetto del principio secondo cui "chi inquina paga". La seconda componente, detta Tasi, sarà a carico di chi occupa fabbricati. Il Comune potrà scegliere come base imponibile o la superficie o la rendita catastale. Sarà a carico sia dell'inquilino che del proprietario. Lo Strato fisserà un limite verso l'alto per le aliquote per evitare di accrescere il carico sui contribuenti. Solo con l'introduzione della tassa di servizio, cioè dal 2014, arriverà per le imprese l'attesa deducibilità dell'imposta sui beni strumentali, come i capannoni o sui locali utiizzati dagli enti no profit. 

La protesta degli inquilini - La Sevice Tax, dunque, si abbatterà anche sugli inquilini. "Scaricare, anche parzialmente, i costi dell’operazione Imu sugli inquilini è inaccettabile. Questa   misura, se attuata, avrebbe un effetto moltiplicatore del costo   dell’abitazione con il risultato di aumentare in maniera esponenziale  gli sfratti per morosità che lo stesso decreto tenta di arginare”. Ad affermarlo in una nota congiunta sono Sunia, Sicet e Uniat   annunciando che avvieranno incontri con il Governo e gruppi   parlamentari con l’obiettivo “di adeguare le risorse alle effettive   necessità; rendere semplici ed immediate le misure a favore di  cittadini con sfratto per morosità incolpevole ed inquilini a basso   reddito; accentuare il vantaggio fiscale per i contratti concordati   per contribuire ad abbassare il livello insopportabile degli attuali   affitti; rilanciare l’offerta di edilizia in affitto, sia pubblica che  in partenariato. Unica risposta ai lavoratori precari, ai giovani,   alle famiglie a basso reddito”.   Sunia, Sicet e Uniat, comunque, valutano “positivamente”   alcune delle misure adottate dal Governo “sugli sfratti per morosità  incolpevole, sul fondo di sostegno all’affitto e sulle agevolazioni ai  contratti concordati. Sono interventi che, seppur troppo limitati   nelle risorse messe a disposizione, rispondono all’esigenza di   affrontare le gravi emergenze del sistema abitativo. Rimane l’esigenza  di affrontare in maniera strutturale la politica abitativa   abbandonando l’illusione, confermata da altre misure presenti nel   decreto, che sia la proprietà della casa la linea con la quale   affrontare il disagio abitativo”

giovedì 25 luglio 2013

SVISTA O DOLO?


SVISTA O DOLO?

Nella legge spunta un "non"
Salta il tetto di 300mila euro
agli stipendi dei manager

Col Decreto del Fare il limite avrebbe dovuto essere esteso a tutte le società pubbliche. Ma nel passaggio dalla commissione all'aula...










http://www.liberoquotidiano.it/news/politica/1284237/Spunta-un--non--nell-emendamento--E-salta-il-tetto-a-stipendi-dei-manager.html

giovedì 4 luglio 2013

Province, un esercito di seimila dipendenti Ma nessuno le tocca


E' giusto abolire le province? Vota il nostro sondaggio


Col governo tecnico di Mario Monti sembrava arrivata la svolta: in Lombardia, grazie ad accorpamenti, si doveva arrivare a 7 enti. E tu che ne pensi? E' giusto abolire le Province?  Commenta l'articolo o scrivi aredazione.internet@ilgiorno.net

di Rossella Minotti
Il premier Enrico Letta (Lapresse)
Il premier Enrico Letta (Lapresse)

Milano, 1 luglio 2013 - Nel 2005 l’Upl (Unione delle Province lombarde) ha festeggiato il 60° anniversario della fondazione, che avvenne a Milano il 17 giugno del 1945. Passa più di mezzo secolo prima che si cominci seriamente a parlare di abolizione di queste amministrazioni, gradino intermedio fra le grandi Regioni e i piccoli Comuni. Col governo tecnico di Mario Monti sembrava arrivata la svolta: con la riforma, la riorganizzazione delle Province, che dovevano scendere da 86 a 51 enti in tutta Italia. In Lombardia, grazie ad accorpamenti, si doveva arrivare a 7.
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Insieme a Milano città metropolitana dovevano restare altresei realtà: una comprendente Varese, Como e Lecco, l’altra nascere dall’accorpamento di Mantova, Cremona e Lodi. Salve Sondrio, Bergamo, Brescia e Pavia. Mentre Monza e Brianza, che solo nove anni fa era riuscita a conquistare l’ambita indipendenza dal capoluogo lombardo, e ha dovuto peraltro aspettare fino al 2009 per varare la sua prima giunta, tornerebbe nell’alveo metropolitano. Proprio stasera, il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie Graziano Delrio è a Palazzo Isimbardi per un incontro sul futuro delle città metropolitane, insieme all’attuale presidente della Provincia di Milano Guido Podestà e ad altri amministratori lombardi.
«Siamo quasi pronti — ha anticipato il ministro — la riforma che stiamo per presentare, non appena la Corte Costituzionale si sarà espressa sui ricorsi delle Province, è quella sulle città metropolitane. Le Province dovrebbero trasformarsi in enti di secondo grado nel cui consiglio dovrebbero sedere i sindaci». Per Delrio «le Province sono state assunte come simbolo, ma non sono né per costi né per efficienza il segno dell’inefficienza del Paese. Il tema vero è che in Italia ci sono troppi enti e non si riesce a capire chi fa cosa». Per il ministro dello Sviluppo economico Flavio Zanonato «saranno abolite, ma serve in alcune realtà come quelle di montagna, un ente intermedio». Sembra insomma che neanche col governo Letta ce la faremo ad abolire questi enti che in Lombardia hanno complessivamente 6.345 dipendenti, di cui 6.082 a tempo indeterminato.

sabato 27 aprile 2013

ECCO I MINISTRI DI LETTA: ALFANO, BONINO, SACCOMANNI...


Cancellieri alla Giustizia, Orlando alla Difesa, Lorenzin alla Sanità, Giovannini al Lavoro. Riforme Costituzionali a Quagliariello. Angelino vice, Emma agli Esteri, l'ex dg  all'Economia. Quindi la Idem, Franceschini, De Girolamo e il primo ministro di colore


Franceschini, Idem, Bonino, Cancellieri, Saccomanni, Alfano, Lorenzin