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mercoledì 6 giugno 2012

Gli ebrei fanno i pogrom: degli africani


Ignorati dai media servili, pestaggi di immigrati clandestini (sudanesi ed eritrei per lo più) sono avvenuti a Tel Aviv dopo un comizio razzista tenuto da due importanti politici del Likud, Miri Regev (una donna) e Danny Danon.tttttttttttttttttttIgnorati dai media servili, pestaggi di immigrati clandestini (sudanesi ed eritrei per lo più) sono avvenuti a Tel Aviv dopo un comizio razzista tenuto da due importanti politici del Likud, Miri Regev (una donna) e Danny Danon.ttttttttttttttttttt






di  Maurizio Blondet

martedì 24 aprile 2012

La paura del nero, i rossi e il Mar Giallo


Già li sento soffiare allarmati, per il trionfo di Marine Le Pen alle elezioni francesi. Paura, orrore, fantasmi del pas­sato che tornano...di Marcello VenezianiUuuuu.Già li sento soffiare allarmati, per il trionfo di Marine Le Pen alle elezioni francesi. Paura, orrore, fantasmi del passato che tornano...Ingrandisci immagineIn realtà Marine Le Pen non è il problema e non è la soluzione, ma è un segnale. Non è il problema perché il suo successo elettorale è un primo livello di risposta al problema dei francesi e degli europei: la svendita della sovranità politica, popolare e nazionale ai poteri finanziari, transnazionali e tecnocratici, la crisi economica che si abbatte sulla gente ma esonera i suddetti, il mal dell’euro,la dipendenza dalle banche centrali, la subalternità dell'Europa alla Germania. Questi sono i problemi, mica Le Pen.Certo, Marine Le Pen non è la soluzione, indica il livello d’allarme, la voglia di risposte radicali alla crisi, ma non ha concrete possibilità di governo, non ha potere di coalizione politica con i moderati o di alleanza con i poteri che contano. Ma è un segnale forte e tutto sommato utile, da cogliere.Qualcuno deve dar voce, corpo e credibilità a questa istanza, ma deve darne una versione composta e compatibile con un'alleanza più vasta. Una lezione anche per noi (finora l’ha capita solo Storace, arruolato da Marine).Mentre suonavano l’allarme rosso a livello mondiale per il voto alla Le Pen, nel Mar Giallo Russia e Cina facevano esercitazioni militari congiunte. Vi dice niente, vi ricorda qualcosa?Voi pensate alla Marine e i fantasmi nazi del passato remoto, mentre le navi degli eredi del comunismo, di Stalin e di Mao, mandano un segnale rosso, in tutti i sensi.

mercoledì 18 aprile 2012

Numeri scritti sulla pelle e rinchiusi in un garage: così in Francia trattano i clandestini. Ah, se fosse successo qui…


Avevano sentito che in Italia era in arrivo una sanatoria per i clandestini, che le frontiere si sarebbero aperte e tutti avrebbero potuto entrare nel nostro Paese. Così, 39 tunisini in quel momento in Francia, hanno pensato di mettersi in viaggio verso Milano. Basta prendere il treno, attraversare le Alpi, fare tappa in Svizzera, varcare il confine italiano. Ma siccome la notizia era ovviamente falsa, una volta giunti in Svizzera sono stati bloccati e rispediti tra le braccia di Sarkozy.
Giunti a Pontalier, la gendarmeria transalpina ha proceduto alle verifiche di rito: per prima cosa, tutti e 39 i clandestini sono stati rinchiusi in un garage per più di dieci ore. Nel frattempo, alcuni agenti (per sveltire le pratiche) provvedevano a scrivere sul braccio dei tunisini un numero indentificativo. Con pennarello nero. Sì, come facevano i nazisti nei campi di concentramento, anche se i francesi (più buoni) non tatuano l’identificativo. Solo dopo averli caricati in un aereo destinazione Marsiglia e poi portati a Nimes, sono stati liberati. Già, d’altronde non avevano fatto nulla. Non era stata emessa alcuna ordinanza di custodia cautelare nei loro confronti, nessun fermo di polizia era stato ordinato.
Provate per un attimo a pensare se tutto questo fosse accaduto in Italia. Pensate se al posto di Pontalier ci fosse stata Lampedusa: apriti cielo. Parlamentari si sarebbero incatenati ai portoni dei centri di permanenza temporanea, l’Onu avrebbe emesso come minimo un comunicato in cui si denuncia il razzismo dei lampedusani, colpevoli di non tollerare che clandestini girino liberamente giorno e notte per le strade dell’isola mettendo a ferro e fuoco ogni cosa che trovano. In realtà, i nostri centri di permanenza temporanea, tanto criticati quasi fossero lager nordcoreani, sono degli alberghi se confrontati con certe schifezze che si trovano in giro per il mondo. Anche se paragonati a un garage (come usano i cugini francesi) fanno la loro bella figura. Ma non vanno bene, devono essere chiusi.
L’Alto commissariato per i rifugiati dell’Onu dice che siamo assassini, che lasciamo morire in queste prigioni i poveri diseredati (magari anche quando li raccogliamo in mare perché Malta se n’è fregata). Da noi sarebbero state presentate interrogazioni parlamentari, richieste di dimissioni del premier. Gad Lerner e Santoro sarebbero andati a Lampedusa sventolando la bandiera tunisina. Beppe Grillo, Don Gallo, Diliberto e qualche imam avrebbero tuonato contro il berciume leghista che ormai si è impossessato degli italiani.
Ma siccome è successo in Francia, nella democraticissima Francia, è tutto normale. La notizia, lo scandalo, finisce a pagina 18 del Corriere della Sera e di qualche altro giornale. Ah, se al posto di Sarkozy ci fosse stato Berlusconi….
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sabato 14 aprile 2012

Giustizia: Corte Strasburgo "Italia maglia nera, giustizia lenta e sentenze inapplicate"


Dal rapporto pubblicato dal Consiglio d'Europa emerge che nel 2011 l'Italia è il Paese con il maggior numero di sentente inapplicate
STRASBURGO - Ancora una volta l'Italia e' maglia nera davanti alla Corte di Strasburgo: nel 2011 e' risultato essere il Paese con il maggior numero di sentente inapplicate (2.522 su un totale di 10.689). La maggior parte dei casi e' legata alla lentezza della giustizia. E' quanto emerge dal rapporto pubblicato oggi dal Consiglio d'Europa.
E' il quinto anno consecutivo che l'Italia conquista il poco invidiabile primato del Paese con il maggior numero di sentenze della Corte europea per i diritti dell'uomo rimaste inapplicate. Un fenomeno legato alla 'giustizia lumaca' che fa del nostro Paese un 'sorvegliato speciale' in sede europea. Alle spalle del'Italia, nella classifica 2011 degli Stati 'inadempienti' stilata a Strasburgo, si colloca la Turchia con 1.780 casi seguita della Russia con 1.087 casi, della Polonia (924) e dell'Ucraina (819).

CRESCE CONTO ITALIA PER VIOLAZIONI - Nel 2011 l'Italia ha pagato come risarcimento ai cittadini di cui ha violato i diritti quasi 8 milioni e mezzo di euro, 2,5 in più che nel 2010. L'Italia figura al terzo posto dopo Turchia (circa 31 milioni di euro) e la Russia. Dal rapporto del Consiglio d'Europa emerge inoltre che è aumentato il numero di casi, passati da 6 nel 2010 a 23 nel 2011, in cui le autorità italiane hanno pagato il risarcimento in ritardo. Peggio dell'Italia, la Turchia, 93 risarcimenti pagati oltre il limite e la Russia con 43.
PROCURA CATANZARO IN GINOCCHIO, SENZA CARTA E CD - E' una Procura in ginocchio quella di Catanzaro dove a causa della carenza di fondi e materiali si rischia quasi completamente la paralisi dell'attivita'. A lanciare il grido d'allarme e' il procuratore aggiunto, Giuseppe Borrelli, il quale afferma che ''in queste condizioni siamo impossibilitati ad assicurare la legalita' in due terzi della Calabria''. In Procura attualmente ci sono circa 100 risme di carta, pari alla dotazione di un mese, e venti cd.

fonte

martedì 13 marzo 2012

Documentario: "Uranio, lo Scandalo della Francia Contaminata"

"Uranium : le scandale de la France contaminée" - Versione italiana del documento trasmesso da "France3" nel 2009. Le scorie radioattive utilizzate per le infrastrutture: la testimonianza dei sopravvissuti e di chi ci ha lavorato. Durata: 80 minuti circa










staff nocensura.com

domenica 4 marzo 2012

Eutanasia infantile. I dubbi sul protocollo olandese di Groningen


Uno studio pubblicato sulla rivista scientifica “Pedriatics” critica l'eutanasia praticata in Olanda sui bambini affetti da spina bifida. Firmato, tra gli altri, dal neurochirurgo pediatrico Rod de Jong dell'ospedale Erasmo di Rotterdam, si concentra sulle recenti nascite di bimbi con questa malattia congenita, studiati nel suo centro e trattati appena il dolore si e' manifestato, usando paracetamolo o morfina, qualunque fosse la gravita' della loro condizione. Secondo la sua opinione si stanno dando informazioni sbagliate ai genitori sulla situazione dei loro figli quando gli si propone di valutare questa procedura.
La legge olandese sull'eutanasia, approvata nel 2002, e' stata concepita solo per malati che possono chiedere che sia applicata su di loro dietro esplicita richiesta, che e' quanto invece non previsto per i bimbi appena nati. Per praticarle in casi del genere ed evitare problemi con la giustizia, i medici applicano il cosiddetto protocollo di Groningen, elaborato nel 2003 dall'Ospedale Universitario di Rotterdam. Tra il 1997 e il 2004 sono stati aiutati a morire 22 neonati con questa malformazione congenita del tubo neurale che non chiude la colonna e lascia all'aria il midollo spinale.

L'équipe di Ron de Jong ha seguito per cinque anni l'evoluzione di 28 piccoli in queste condizioni. In otto di questi casi la lesione era forte. Solo il 3,3% delle misurazioni effettuate mostrava un malessere per colpa del dolore, che poteva essere ben combattuto. Non sembrava che la sofferenza fosse insopportabile -cosi' come dice il protocollo di Groningen- per cui l'eutanasia dovesse essere incontestabilmente applicata dopo aver avuto il consenso da parte dei genitori. Una procedura, questa, che non vale solo per la spina bifida, ma per tutti gli altri mali che possano essere presenti nel neonato.
Eduard Verhagen, il pediatra di Groningen che ha concepito lo specifico protocollo, ha ben accolto lo studio dei suoi colleghi di Rotterdam sul dolore, ma anche sottolineato l'intento del codice etico. “La sofferenza insopportabile va molto al di la' del dolore. Stiamo parlando delle aspettative sul futuro di questi piccoli bimbi”.

(da un articolo del quotidiano El Pais del 02/03/2012)

fonte: Aduc.it

martedì 28 febbraio 2012

Smilitarizzare lo Stato ed imporre una Polizia Militare Europea con poteri illimitati.

Dopo la perdita della sovranità politica ed economica ecco che subiamo anche la smilitarizzazione dello Stato.

- Abolire al Guardia di Finanza,
- sciogliere l’Arma dei Carabinieri,
- far transitare un cospicuo numero di militari di Marina, Esercito ed Aeronautica nella Pubblica Amministrazione ...

… proposte vere (per quanto possano sembrare inverosimili) che prese singolarmente potrebbero anche sembrare giustificabili dalle motivazioni addotte da chi le propone, ma che prese tutte insieme delineano una situazione alquanto inquietante … Ancor più se si considera che stanno smilitarizzando lo Stato Italiano e probabilmente anche gli altri stati europei sostituendo le forze militari e di polizia nazionali, sottoposte al controllo statale e dei propri Parlamenti, con una forza di polizia sovranazionale, l'EUROGENDFOR la polizia militare europea che è totalmente libera dal controllo di organi democraticamente eletti dei singoli Stati ed a cui il trattato di Velsen (ed indirettamente ilTrattato di Lisbona) ha conferito praticamente poteri illimitati.

Ma cos’è l’EUROGENDFOR costituita con il Trattato di VELSEN ?
Per capire esattamente che cos’è, leggiamo qualche passo del trattato. I compiti: «condurre missioni di sicurezza e ordine pubblico; monitorare, svolgere consulenza, guidare e supervisionare le forze di polizia locali nello svolgimento delle loro ordinarie mansioni, ivi comprese l’attività di indagine penale; assolvere a compiti di sorveglianza pubblica, gestione del traffico, controllo delle frontiere e attività generale d’intelligence; svolgere attività investigativa in campo penale, individuare i reati, rintracciare i colpevoli e tradurli davanti alle autorità giudiziarie competenti; proteggere le persone e i beni e mantenere l’ordine in caso di disordini pubblici» (art. 4). Il raggio d’azione: «EUROGENDFOR potrà essere messa a disposizione dell’Unione Europea (UE), delle Nazioni Unite (ONU), dell’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE), dell’Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico (NATO) e di altre organizzazioni internazionali o coalizioni specifiche» (art. 5). La sede e la cabina di comando: «la forza di polizia multinazionale a statuto militare composta dal Quartier Generale permanente multinazionale, modulare e proiettabile con sede a Vicenza (Italia). Il ruolo e la struttura del QG permanente, nonché il suo coinvolgimento nelle operazioni saranno approvati dal CIMIN – ovvero - l’Alto Comitato Interministeriale. Costituisce l’organo decisionale che governa EUROGENDFOR» (art. 3).

Ricapitolando: la Gendarmeria europea assume tutte le funzioni delle normali forze dell’ordine (carabinieri e polizia), indagini e arresti compresi; la Nato, cioè gli Stati Uniti, avranno voce in capitolo nella sua gestione operativa; il nuovo corpo risponde esclusivamente a un comitato interministeriale, composto dai ministri degli Esteri e della Difesa dei paesi firmatari. In pratica, significa che avremo per le strade poliziotti veri e propri, che non si limitano a missioni militari, sottoposti alla supervisione di un’organizzazione sovranazionale in mano a una potenza extraeuropea cioè gli Usa, e che, come se non bastasse, è svincolata dal controllo del governo e del parlamento nazionali.

Infatti: L'articolo 21 del trattato di Velsen prevede l'inviolabilità dei locali, degli edifici e degli archivi di Eurogendfor. L'articolo 22 immunizza le proprietà ed i capitali di Eurogendfor da provvedimenti esecutivi dell'autorità giudiziaria dei singoli stati nazionali. L'articolo 23 prevede che tutte le comunicazioni degli ufficiali di Eurogendfor non possano essere intercettate.

L'articolo 28 prevede che i Paesi firmatari rinuncino a chiedere un indennizzo per danni procurati alle proprietà nel corso della preparazione o esecuzione delle operazioni. L'articolo 29 prevede infine che gli appartenenti ad Eurogendfor non potranno subire procedimenti a loro carico a seguito di una sentenza emanata contro di loro, sia nello Stato ospitante che nel ricevente, in tutti quei casi collegati all’adempimento del loro servizio.

Come si evince chiaramente, una serie di privilegi inconcepibili in uno Stato di diritto.

Inoltre nel trattato di Velsen c'è un'intera sezione intitolata "Missions and tasks", in cui si apprende che Eurogendfor potrà operare "anche in sostituzione delle forze di polizia aventi status civile", in tutte le fasi di gestione di una crisi e che il proprio personale potrà essere sottoposto all'autorità civile o sotto comando militare.

Vastissimi sono i compiti che il trattato affida a Eurogendfor: tra le altre cose garantire la pubblica sicurezza e l’ordine pubblico, eseguire compiti di polizia giudiziaria (anche se non si capisce per conto di quale Autorità Giudiziaria, controllo, consulenza e supervisione della polizia locale, compreso il lavoro di indagine penale, dirigere la pubblica sorveglianza, operare come polizia di frontiera, acquisire informazioni e svolgere operazioni di intelligence.

Forse il vero scopo di Eurogendfor è proprio in questo ultimo punto: con tutte le immunità e le protezioni di cui si è dotata, la struttura somiglia più a un servizio di spionaggio interno ed esterno, che ad uno di polizia. E’ stata progettata una sorta di struttura militare sovranazionale che potrà operare in qualsiasi parte del mondo, sostituirsi alle forze di Polizia locali, agire nella più totale libertà e che, al termine dell’ingaggio, dovrà rispondere delle sue azioni al solo comitato interno. Pertanto, non sembra una Polizia, ma qualcosa di simile al KGB sovietico, alla Stasi della DDR, alla Gestapo di Hitler.

Il 14 maggio 2010 la Camera dei Deputati della Repubblica Italiana ratifica l’accordo. Presenti 443, votanti 442, astenuti 1. Hanno votato sì 442: tutti, nessuno escluso. Poco dopo anche il Senato dà il via libera, anche qui all’unanimità. Il 12 giugno il Trattato di Velsen entra in vigore in Italia. La legge di ratifica n° 84 riguarda direttamente l’Arma dei Carabinieri, che verrà assorbita nella Polizia di Stato, e questa degradata a polizia locale di secondo livello. Come ha fatto notare il giornalista che ha scovato la notizia, il freelance Gianni Lannes (uno che per le sue inchieste ora gira con la scorta), non soltanto è una vergogna constatare che i nostri parlamentari sanciscano una palese espropriazione di sovranità senza aver neppure letto i 47 articoli che la attestano, ma anche che sia passata inosservata un’anomalia clamorosa. Il quartiere generale europeo è insediato a Vicenza nella caserma dei carabinieri “Chinotto” fin dal 2006. La ratifica è dell’anno scorso. E a Vicenza da decenni ha sede Camp Ederle, a cui nel 2013 si affiancherà la seconda base statunitense al Dal Molin che è una sede dell’Africom, il comando americano per il quadrante mediterraneo-africano.

La deduzione è quasi ovvia: aver scelto proprio Vicenza sta a significare che la Gestapo europea dipende, e alla luce del sole, dal Pentagono. Ogni 25 Aprile i patetici onanisti della memoria si scannano sul fascismo e sull’antifascismo, mentre oggi serve un’altra Liberazione: da questa Europa e dal suo padrone, gli Stati Uniti.

La ciliegina sulla torta è data infine dal Trattato di Lisbona all’articolo 52 paragrafo 3 integra la Convenzione Europea per la salvaguardia dei Diritti dell'Uomo e delle libertà fondamentali (detta CEDU) a parte costituente del trattato. Tale CEDU all’articolo 2 comma 2 in merito al diritto alla vita recita:

“La morte non si considera inflitta in violazione di questo articolo quando risulta da un ricorso alla forza resosi assolutamente necessario ... per reprimere, in modo conforme alla legge, una sommossa o una insurrezione.”

In pratica uccidere diventa lecito in caso si debba reprimere una sommossa o una insurrezione !!!

Insomma hanno proprio pensato a tutto: affamono il popolo, smilitarizzano lo stato ed in caso di rivolte hanno “licenza” di uccidere … c’è ancora qualcuno che pensa che il Nuovo Ordine Mondiale sia solo una paranoia complottista?

lunedì 20 febbraio 2012

UCRAINA: CANI UCCISI PER FAR POSTO AGLI EUROPEI DI CALCIO

CANI UCCISI IN UCRAINA PER FAR POSTO AGLI EUROPEI DI CALCIO

Da circa un anno, le autorità ucraine hanno deciso di ripulire le strade da cani e gatti randagi in vista degli Europei di calcio 2012 che si giocheranno in Polonia e in Ucraina. In particolare le autorità di Kiev e di Lungansk hanno deciso che per dare una nuova immagine alle proprie città, gli animali devono essere uccisi ad ogni prezzo e ad ogni costo.

Questa aberrante decisione comporta un massacro senza precedenti puntualmente condotto ogni mattina da impiegati comunali presso parchi e strade con polpette avvelenate, spesso accidentalmente ingerite da ignari cani di proprietà, che muoiono dopo terribili agonie davanti agli occhi attoniti dei loro padroni.
Ma la ferocia e la barbarie non terminano qui; oltre al veleno, e alle fucilate, si aggiungono i terribili forni crematori mobili ove gli animali vengono gettati ancora vivi.

Questa è l’ultima macabra trovata delle autorità ucraine. Ma pratiche barbare ed indegne di una società civile si coniugano con la peggiore forma di corruzione e di lucro da parte degli impiegati comunali.
Lo stanziamento di fondi necessario a questo scopo, viene infatti fatto sulla base di stime appositamente gonfiate da impiegati corrotti che dichiarano più animali randagi rispetto alla realtà.


Vi chiediamo per favore di aiutare l’OIPA a porre fine a questa barbarie indegna di un essere umano.
Per favore firmate l’appello e chiedete direttamente alle autorità ucraine di mettere la parola fine a questo mare di dolore. Pochi minuti del Vostro tempo sono importantissimi per dare voce ad animali che non possono sottrarsi a queste inaudite torture e chehanno bisogno di tutto il nostro aiuto.
Invia la lettera di protesta alla pagina http://www.oipa.org/italia/maltrattamenti/appelli/ucraina.html

mercoledì 15 febbraio 2012

GRECIA la "NONNA INDIGNATA" LANCIA SASSI

PER DIVENTARE UNA SOCIETA' PERFETTA, LA DANIMARCA APPROVA IL PROGETTO DI ELIMINARE TUTTI I DOWN



PER DIVENTARE UNA SOCIETA' PERFETTA, LA DANIMARCA APPROVA IL PROGETTO DI ELIMINARE TUTTI I DOWN
Avanza il progetto choc di eliminazione dei nascituri ''difettosi'' che sarebbe piaciuto molto a Hitler
di Gianfranco Amato
Nel suo prometeico tentativo di diventare una "società perfetta", la Danimarca sembra procedere a tappe forzate nel progetto di eliminare tutti i soggetti affetti dalla sindrome di Down. Nel 2004 il governo danese ha impresso una possente spinta a questa battaglia eugenetica offrendo la possibilità di ricorrere gratuitamente alle diagnosi prenatali per l'identificazione, e la conseguente eliminazione a mezzo aborto, dei nascituri "difettosi".
L'obiettivo pare sia quello di raggiungere il primato di unico Paese al mondo «Down Syndrome Free». Esiste anche una data entro cui realizzare il sogno: il 2030.
A rivelarlo è stato, sul finire di quest'anno, un articolo del giornalista Nikolaj Rytgaard apparso sul quotidiano danese Berlingske, con l'inquietante affermazione che «presto nascerà l'ultimo bambino danese affetto dalla sindrome di Down».
Se si considera, poi, che il mezzo da utilizzare per entrare nel Guinness dei primati è l'eliminazione fisica dei feti rischia di apparire alquanto sinistra l'entusiastica definizione di «impresa davvero straordinaria» data al progetto da Niels Uldbjerg, professore di Ginecologia e ostetricia all'Università di Aarhus. È l'eterna tentazione dell'uomo di raggiungere la perfezione senza Dio. Un sogno che è destinato – come la storia dimostra sempre – a trasformarsi in incubo.
Quel campione di realismo cristiano che fu Agostino d'Ippona l'aveva capito già 1.600 anni fa, quando, nel suo scritto Contra Academicos, affermava che l'uomo non può essere perfetto se non raggiunge il suo fine, che è quello di cercare con tutto l'impegno la verità di Dio. Ma spiegava pure che per quanto l'uomo cerchi di essere perfetto, è tuttavia destinato a restare sempre "umanamente uomo": «Perfectum, sed tamen hominem».
Tornando al tentativo danese, risulta difficile sottrarsi a qualche interrogativo.
Siamo davvero sicuri che possa considerarsi migliore una società composta da esseri umani geneticamente perfetti, in cui non ci sia più bisogno di sperimentare alcun sentimento di amore, di carità, di solidarietà nei confronti di soggetti deboli e indifesi, nella quale non sia più necessario comprendere e accogliere chi appare fisicamente diverso? In assenza di un valore etico, su cosa si fonda il criterio per stabilire chi debba far parte della razza geneticamente superiore autorizzata a eliminare quella geneticamente inferiore? Chi determina i requisiti per ammettere una persona nella 'società perfetta'? E chi garantisce i limiti di quei requisiti? Chi può escludere, ad esempio, che il prossimo passo in Danimarca non sia l'eliminazione dei nascituri affetti da diabete, da malattie cardiache, da cecità...? Siamo proprio sicuri che per raggiungere la perfezione occorra far prevalere la logica spartana del Monte Taigeto rispetto all'esortazione evangelica di amare il prossimo come se stessi?
Molti hanno avuto la fortuna di ascoltare all'ultimo Meeting di Rimini la toccante testimonianza di Clara Gaymard, la figlia di Jérôme Lejeune, scopritore della sindrome di Down, detta anche trisomia 21. Parlando dei propri ricordi personali, Clara ha raccontato che un giorno un ragazzo trisomico di dieci anni si presentò allo studio di suo padre, piangendo convulsamente. La mamma di quel ragazzo spiegò che il figlio aveva visto un dibattito in televisione, in cui si discuteva della possibilità di eliminare i nascituri affetti da sindrome di Down. Il ragazzo gettò le braccia al collo di Lejeune, supplicandolo: «Dottore, vogliono ucciderci tutti; la prego ci protegga, siamo troppo deboli, non sappiamo farlo da soli!». Fu da allora che Lejeune decise di dedicare la sua vita alla difesa di quelle fragili esistenze. Oggi Lejeune, purtroppo, non c'è più. Ma gli sterminatori di quelli che lui definiva «i miei piccoli» sono ancora in circolazione, e invocano sempre lo stesso pretesto: la realizzazione di una società perfetta.
Quella in cui, ovviamente, oltre all'imperfezione umana dev'essere bandito Dio.
Fonte: Avvenire, 05/01/2012

giovedì 2 febbraio 2012

La dittatura europea è iniziata:

Che la politica e le grandi lobby abbiano voglia di mettere le mani sulla rete lo sappiamo bene: ci hanno provato tutti i governi che si sono susseguiti negli ultimi lustri: Berlusconi, Prodi, poi ancora Berlusconi.
Tutti gli "attacchi" alla libertà del web, fino ad oggi sono stati "sventati" grazie all'indignazione popolare che queste misure provocavano al solo sentirne parlare: la questione è molto sentita, e in uno scenario politico come quello italiano, passare da "censuratori" non appare conveniente a nessuno. A malincuore, i nostri politici hanno sempre dovuto rinunciare, fino ad oggi, a imbavagliare la rete.

Ma ora l'attacco arriva dall'Europa: l'istituzione sovranazionale che concentra il potere in mano a un Consiglio di personaggi non eletti: o almeno, non dal popolo, forse sono stati avallati dal Bilderberg group, forse dalla "Trilaterale" di cui il premier Monti è Presidente Europeo, ma non dai 500 milioni di cittadini europei.

Questi signori non hanno paura di perdere consensi, visto che non ne hanno mai avuti. Van Rompuy, Presidente del Consiglio dell'Unione Europea, è addirittura sconosciuto alla maggioranza dei cittadini per la quale egli decide. Ovviamente questo signore "dal carisma di un cencio umido e dall'apparenza di un banchiere di quart'ordine", come lo ha definito il mitico Nigel Farage, risponde agli interessi dei poteri forti che ne hanno foraggiato e permesso l'ascesa.


L'Europa sta diventando la succursale degli USA, una sorta di satellite: sta assorbendo tutte le cattive abitudini - e le spietate leggi - degli Stati Uniti, che in questo scenario hanno una fortissima influenza. I sistemi americani li conosciamo: carcere facile e linea dura nei confronti dei cittadini; le scene della repressione di Occupy Wall Street, con centinaia di manifestanti picchiati, gasati con lo spray al peperoncino e arrestati senza motivo, le abbiamo viste in tv e sui blog: presto potremo viverle in prima persona. L'Europa sta diventando sempre di più il patner di guerra, aiutando il compimento dei programmi imperialisti americani. In questo modo, per il pentagono è possibile combattere su più fronti contemporaneamente. Che la politica militare stia diventando sempre più centrale, lo dimostra anche il fatto che l'Italia intende acquistare - e probabilmente lo farà - ben 135 cacciabombardieri F35, una flotta di cacciabombardieri che potrà esser rinnovata nei prossimi conflitti, visto che ormai il dettato costituzionale che "L'Italia ripudia la guerra" è stato accantonato definitivamente: abbiamo bombardato la Libia, ed è di pochi giorni fa la notizia che Monti ha deciso che potremo bombardare anche l'Afganistan: ha deciso senza passare dalle camere, nel più totale silenzio di tutti i partiti succubi che non hanno proferito parola:


DOVE SONO I PACIFINTI CHE SVENTOLAVANO LA BANDIERA ARCOBALENO???
Se li trovate ditecelo: gli rivolgeremmo volentieri qualche domandina....

staff nocensura.com

sabato 28 gennaio 2012

L'abolizione della politica e della democrazia


Oggi, i padroni del sistema finanziario europeo hanno deciso che è arrivata l’ora di fare sul serio.
Niente più barzellette, e la cosa tranquillizzerà certamente tutti coloro che pensavano che i problemi politico-economici d’Italia fossero le battute di Silvio Berlusconi.
Per fare sul serio, hanno tolto di mezzo da un giorno all’altro Silvio Berlusconi e istituito un governo tecnocratico.
I tecnici, ci dicono, sono “obiettivi”, nel senso che non sono tifosi professionisti di uno dei due schieramenti della politica-spettacolo.
Come se la vera divisione della società umana passasse attraverso la tessera di partito, e non attraverso i ruoli di potere.
Ciò è diventato possibile, perché è passata la grande mistificazione dei nostri tempi. Il politico, ci dicono, non è obiettivo. Il tecnico sì.
E qui si confonde il concetto di scienziato, cioè di persona che studia per avvicinarsi al vero, con quello di tecnico. Che è una persona stipendiata per far prevalere il punto di vista del suo datore di lavoro.
Anche gli avvocati sono dei tecnici. Mi affiderei a un avvocato realista e informato, certo, ma mai a un avvocato che non fosse di parte.
I tecnici come Mario Monti sono dipendenti diretti, da una vita, di una delle due parti in causa, cioè del capitale. In questo caso, della Confindustria e della Banca Centrale Europea, come anche della più grande banca commerciale del mondo, la Goldman & Sachs di New York.
Come è possibile che ciò non sia evidente a tutti?
Perché ai reali conflitti, lo spettacolo ha sostituito i falsi conflitti.
Il sistema spettacolare ha ridefinito completamente ciò che si chiama politica, come abbiamo raccontato tante volte.

La politica oggi è un ramo dei media che impiega numerosi individui oziosi, divisi in due squadre, ma in perenne concorrenza tra di loro, all’interno di ciascuna squadra.
Ogni mattina, ciascuno dei concorrenti deve trovare come restare visibile in un mondo senza memoria.
Per essere visibile, deve dire qualcosa che sia molto breve: tutto il discorso deve stare dentro un titolo, o dentro i primi secondi di una battuta in televisione, prima che il moderatore lo azzittisca e passi la parola a qualcun altro.
Ciò che il politico dice, deve essere comprensibile a persone incolte, distratte e poco interessate. E quindi non deve dire nulla di nuovo, nulla che non rientri nelle griglie preconcette di milioni di persone. Non c’è semplicemente il tempo di svolgere alcun ragionamento.
Il politico deve dire qualcosa di talmente sconvolgente, da catturare l’attenzione, una qualche variante del vecchio concetto di uomo morde cane.
Ma ciò che il politico dice, deve essere talmente banale, da non offendere nessuno,nemmeno della parte avversa, perché per la prima volta, tutti sono esposti a tutti: non esiste più il comizio dove un comunista parla a comunisti, mentre a un chilometro di distanza, un missino parla a missini.
Il problema infatti è che ogni offesa offre all’avversario degli utilissimi punti-vittima. Che il vincitore del punto-vittima deve però gestire con attenzione, perché nel momento stesso in cui dice che Tizio lo ha offeso, sta citando il nome di Tizio…
Non è possibile soddisfare tutte queste condizioni contemporaneamente.
In genere, i politici di destra riescono a sconvolgere, ma anche offendere; quelli di sinistra ad annoiare mortalmente, ma sono magistrali nella raccolta di punti-vittima.
Questo significa che ogni volta che un politico apre bocca, sbaglierà qualcosa. E questo rende la politica eccitante per gli spettatori. E spiega il mistero di questi anni: come un odio violentissimo di fazione possa accompagnare l’assenza di differenze reali tra i due schieramenti.
Abbiamo parlato della necessità per i politici di dire cose banali, facili da riassumere nello spazio di un titolo e che gli elettori/spettatori già capiscono.
In pratica, vuol dire che gli argomenti dei politici finiscono per ruotare attorno al sesso e alla paura fisica, legati a casi individuali – quella coppia gay si può sposare o no? Che ci dici di quella vecchietta scippata da un marocchino?
Da questi discorsi, restano completamente fuori le cose fondamentali.
Che sono il potere reale, la guerra e la pace, la produzione e la distribuzione della ricchezza.
Queste cose non sono più Politica, ma rientrano nella sfera degli Impegni Internazionali e dell’Economia divinizzata, percepiti con lo stesso intoccabile distacco con cui i pur litigiosi uomini del Medioevo percepivano la teologia.
Come in ogni teologia, la conoscenza dei misteri degli Impegni Internazionali e dell’Economia divinizzata è riservata ad alcuni sacerdoti, presentati come al di sopra delle parti. E la loro parola è definitiva per tutti i litiganti, trattandosi della Realtà Oggettiva, della Verità Trascendente cui nulla si può opporre.
A differenza dei semplici cavalieri, i sacerdoti non si azzuffano.
Ma le parti ci sono.
Non ci voleva Karl Marx per dirci che la lotta di classe esiste: lo sapevano anche i greci, quando parlavano del conflitto tra gli oligoi, i pochi detentori di ricchezza, e il demos, cioè la gran parte della popolazione delle città.
Con Mario Monti, abbiamo un governo di impiegati diretti dei soli oligoi, che ha il compito dichiarato di colpire l’altra parte sociale. Togliendo di mezzo il Buffone, che ha dimostrato la propria incapacità.
Applicheranno misure, come dicono “impopolari” – cioè antipopolari, cioè contro il demos. E questo significa che non devono essere sottoposti ad alcuna contestazione da parte del demos stesso.
Ossia, si sospende la democrazia, che non è un sinonimo di astrusi meccanismi elettorali, ma è il potere concreto del demos.
A me interessa poco se, per rovesciare Berlusconi, abbiano usato la corruzione o abbiano agito contro i canoni della “democrazia liberale”. Queste sono questioni del tutto formali, e quindi irrilevanti. Comunque, la tecnica in questo caso consisterà probabilmente nel sostegno bipolare a un unico progetto. Uno dice, ma questi qui non dovevano stare a litigare tra di loro e farsi le scarpe a vicenda? Non erano icomunisti, oppure i berlusconiani, il guaio fondamentale e la tragedia nazionale?
Non c’è problema, potranno continuare a insultarsi come prima a proposito di quella coppia gay e di quella vecchietta scippata, per cui non ci accorgeremo nemmeno della sospensione.
Ciò che conta è che la Banca Centrale Europea e la Confindustria proporranno un preciso programma di governo e di vita, che ci riguarderà tutti, e su cui si costruirà il nostro futuro.
Si può parlare di democrazia, solo se i cittadini possono scegliere su un argomento di tale importanza. Chi vuole quel progetto, dovrebbe poter dire di sì. Chi non lo vuole, dovrebbe poter dire di no.
Ciò è impossibile quanto lo era ai tempi di Luigi XIV.

fonte

mercoledì 26 ottobre 2011

Un vero italiano: il generale Leonardo Tricarico restituisce alla Francia la “Legion d’Honneur”



Il generale Leonardo Tricarico, ex capo di Stato maggiore dell’Aeronautica, non ci sta. E per manifestare tutto il suo sdegno compie uno dei gesti più significativi che un ex generale può fare. Tricarico ha restituito oggi alla Francia la “Legion d’Honneur”, la Legion d’Onore, ordine cavalleresco istituito da Napoleone Bonaparte nel 1802, nonché una delle più prestigiose onorificenze francesi. L’alto riconoscimento gli era stato assegnato per il ruolo svolto durante il conflitto in Kosovo. E così il generale italiano per onorare il nostro Paese, disconosce gli onori che lui stesso si è guadagnato sul campo di guerra. E’ il suo atto di protesta contro  “l’irriguardoso comportamento” del presidente francese Nicolas Sarkozy durante il siparietto ridanciano con la collega tedesca Angela Merkel a Bruxelles.
Comportamento irriguardoso - Oggi Tricarico, come riferiscono le agenzie di stampa, ha restituito la Legion d’Onore all’ambasciatore francese in Italia, insieme ad una lettera nella quale ricorda di aver ricevuto dal presidente Jacques Chirac una onorificenza “della quale – scrive – sono oggi costretto a privarmi con rammarico e dispiacere di fronte al comportamento irriguardoso dell’attuale Presidente francese nei confronti dell’Italia”.
La lettera - La lettera si chiude con un post scriptum in cui Tricarico ricorda un aneddoto legato proprio al cognome di monsieur le Président.
“Il 25 novembre 1916 il nostro leggendario aviatore, il capitano Francesco Baracca​, abbatté il ricognitore austro-ungarico del tenente Kalman Sarkozy, che fu preso prigioniero. Pur essendo incerto il legame di parentela di quell’aviatore ungherese con l’attuale Presidente, l’episodio indica che gli Italiani – affrancati dalle peculiarità di un sistema che tarpa loro le ali – sanno vincere le loro battaglie. Anche quando di fronte abbiamo un Sarkozy”.
http://www.questaelasinistraitaliana.org/2011/un-vero-italiano-il-generale-leonardo-tricarico-restituisce-alla-francia-la-legion-dhonneur/

martedì 18 ottobre 2011

sabato 15 ottobre 2011

Alla faccia dei poveri, ecco il comunismo russo: il leader con le scarpe di iguana da 1800 euro


Ghennadi Ziuganov, comunista irriducibile del Pkrf russo, è stato pizzicato dal tabloid Tvoi Dien mentre acquistava un paio di scarpe d'iguana per un valore di 1500 euro. Un piccolo vezzo davvero poco "rosso"

Dresda, dopo sette anni riapre il museo di storia militare


L'opera è costata 62 milioni di euro e ospita un grande «cuneo» di vetro e cemento dell'architetto americano Libeskind, l'autore della nascente Freedom tower di Ground Zero. Il ministro della Difesa tedesco: il museo ci aiuterà a riflettere sulla natura umana e sulla violenza

Un museo di storia militare per riflettere sulla guerra e sulla natura umana. Questo è l'obiettivo con cui riaprirà domani sabato 15 ottobre il museo di storia militare di Dresda, dopo sette anni di lavori e una spesa complessiva di cira 62 milioni di euro. In occasione dell'inaugurazione il ministro della difesa tedesco, Thomas de Maiziere, ha affermato che «i dubbi e le problematiche suscitate dalla legittimazione della forza militare sono profondamente attuali». De Maiziere ha sottolineato che lo scopo del museo è di stimolare i visitatori a riflettere sull'essere umano, sui motivi che lo spingono a usare la forza e sui modi con cui la violenza può essere tenuta sotto controllo. I visitatori saranno quindi invitati a riflettere sull'alto costo della guerra, e a chiedersi se mettere un freno all'uso della forza possa essere considerato eticamente accettabile per prevenire le violenze.
Nel museo sono anche esposti vecchi cimeli militari, fino alle armi usate nei conflitti contemporanei. In molti si sono chiesti se il museo sia adatto alle famiglie: le immagini che mostrano gli orrori della guerra potrebbero, secondo alcuni, impressionare i bambini.
E la spettacolare scultura di vetro e cemento piazzata nel museo è già stata ribattezzata «Libeskind's Wedge», il cuneo di Libeskind. Dal mome dell'architetto americano, padre della nascente Freedom Tower di Ground Zero, che l'ha usata per rendere spettacolare il museo rinnovato. I recensori angolsassoio definiscono, felicemente, «sharp», la singolare struttura, senza che nessuno dei sinonimi italiani (affilato, tagliente, aguzzo, ma anche forte e intenso, netto e nitido) riesca, da solo, a essere altrettanto mirato. Il cuneo seca le due parti del magnifico palazzo neoclassico edificato 135 anni fa, ai tempi del Kaiser Guglielmo I. Alto 30 metri, il cuneo offre una suggestiva terrazza panoramica. Il museo ospita come 10.500 pezzi di memoria e di vita militare.
Un motivo in più per visitare Dresda, città a 190 km a sud di Berlino e ricca di architettura barocca e neoclassica. Nonch´ città martire della Seconda guerra mondiale, soprattutto a causa del bombardamento aereo alleato del 13 e 14 febbraio del 1945: un'iniziativa senza motivazioni strategiche che provocò la morte di oltre 25mila persone e la distruzione di gran parte del centro storico. Gli stessi analisti militari inglesi e americani parlarono di «terrorismo aereo».

http://www.ilgiornale.it/

Senza soldi L'Unità fa casua al suo canein

SenzaSoldi L'"Unità" fa causa al suo cane E' in rosso e vuole il cash del pastore tedesco

E'

l’ultima grana scoppiata nella sinistra italiana. Uno scontro feroce (altro non poteva essere) fra la proprietà del quotidiano fondato da Antonio Gramsci, L’Unità, e un cane lupo di nome Gunther. Cose da combattimenti clandestini, ma il tema è serio perché in mezzo c’è un assegno da 1,75 milioni di euro che il cane lupo avrebbe dovuto versare nelle casse non proprio floride del quotidiano, controllato da Renato Soru. Avrebbe dovuto farlo entro il 31 dicembre 2010 sottoscrivendo una quota di 1,25 milioni di azioni di un aumento capitale a lui riservato con sovrapprezzo di 40 centesimi per ogni azione da un euro. Solo che il cane lupo ha promesso, ma non ha sottoscritto e l’aumento di capitale è lì aperto per l’inutile attesa. Lo ha rivelato Fabrizio Meli, presidente del consiglio di amministrazione della Nie, società editrice dell’Unità, nella nota integrativa al bilancio 2010 depositato con un certo ritardo alla Camera di commercio solo questa settimana. «La quota di capitale», scrive Meli, «a disposizione di Gunther Reform Holding Spa non è stata sottoscritta alla data di scadenza, in quanto è in corso un arbitrato». Gunther è proprio un cane lupo vero, che appartiene a un eccentrico farmacologo pisano, Maurizio Mian. Fu lui a inventarsi anni fa l’avventura finanziaria del suo cane lupo facendo circolare una leggenda metropolitana costruita per divertirsi con la stampa credulona (quasi tutta). Mian diffuse la notizia di un cane lupo che aveva ereditato una fortuna inestimabile da una contessa tedesca (mai esistita), Charlotte Lieberstein. Con quei soldi il cane lupo si era dato a spese pazze acquistando piccole squadre di calcio (Pontedera e Pisa), e ville appartenute a vip dello spettacolo (Sylvester Stallone e Madonna). Fino a prendere una quota in società che controllavano l’Unità. Poi rivelò la beffa, spiegando che però tutto il suo Gunther group portava proprio il nome del cane lupo di casa Mian, che se non ne era il proprietario, era comunque l’ispiratore. Certo avrebbe preferito continuare la manfrina quando venne fuori la storia del conto in Lichtenstein di Gunther. Ma anche lì se la cavò nel modo più semplice possibile: scudando tutto grazie alla nuova legge varata da Giulio Tremonti. I soldi scudati sarebbero serviti a sottoscrivere l’aumento di capitale dell’Unità, a cui non avrebbero fatto proprio alcun schifo. Non è nota la ragione del contrasto per cui tutto ciò non è avvenuto. Il contratto fra il giornale di Gramsci e la holding del cane lupo però esisteva, e di fronte al litigio non è restato che attivare l’arbitrato. Si può capire che a Gunther non debbano stare troppo simpatici quelli del Pd che vorrebbero bastonare chiunque abbia aderito allo scudo fiscale. Ma qualche salvacondotto all’Unità glielo avrebbero comunque trovato. Secondo il bilancio 2010 la situazione non è un granché florida: ci si è già mangiati per coprire le perdite negli ultimi tre anni più di 10 milioni di capitale. E gli amministratori lanciano l’allarme: «L’indice di liquidità è pari al 56%. La situazione finanziaria della società evidenzia la difficoltà a mantenere l’equilibrio finanziario e a fronteggiare le uscite nel breve termine». Servirebbe come il pane quella ciotola del lupo Gunther...

di Fosca Bincher

lunedì 12 settembre 2011

Incidente nucleare in Francia "Nessuna fuga di radiazioni"

Questa mattina è esplosa una fornace all’interno della centrale di Marcoule gestita dall’Areva: l’incidente sarebbe avvenuto a seguito di un incendio in un sito di stoccaggio di rifiuti radioattivi provocando un morto e tre feriti. Vi è il serio rischio di una fuga radioattiva, anche se il Commissariato all’energia atomica assicura: "Per il momento non vi sono fughe all’esterno". Definito un perimetro di sicurezza