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lunedì 1 aprile 2013

Il golpe di Napolitano


Il golpe di Napolitano

S’inventa due gruppi di esperti per prendere tempo e lascia il Paese in mano a Monti: stracciata la Costituzione

commenti 

16:3531 Mar
S’inventa due gruppi di esperti per prendere tempo e lascia il Paese in mano a Monti: stracciata la Costituzione. Berlusconi: quelle commissioni non ci rappresentano. E nessuno ci ha chiesto l’ok

venerdì 31 agosto 2012

CHI HA PAGATO BEPPE? Lo schiavo di Grillo: un mutuo di 20 anni per pagargli in cachet Filippo Facci ricorda la vicenda del consigliere comunale con la madre disabile costretto a svenarsi per pagarlo

Beppe Grillo aveva lo schiavo:
costretto a 20 anni di mutuo
per pagargli il cachet

La Festa dell'Unità fu rovinata dalla pioggia, ma il giullare ligure non volle ricontrattare il compenso. E rovinò un 26enne per vent'anni

È il caso di ricordare che Giuseppe Piero Grillo, un uomo notoriamente munifico e che nei giorni scorsi si è lagnato dei cachet altrui alla Festa dell'Unità (o come si chiama ora) agli inizi degli anni Ottanta partecipò a una Festa dell’Unità a Dicomano, nel fiorentino, per un cachet prefissato di 35 milioni di lire. C'era passato anche Benigni, da quelle parti. La sera dello spettacolo, però, venne giù una pioggia da paura e allo spettacolo di Grillo - che arrivò pure in ritardo - non venne praticamente nessuno, perlomeno rispetto alle aspettative: l'incasso fu di soli 15 milioni di lire. Sicché, com'era logico per via delle spese comunque elevate, i compagni di Dicomano cercarono di ricontrattare il compenso: niente da fare, manco a parlarne, neppure una lira di sconto. E siccome nella sezione comunista provinciale - tutta giovanile -  l’unico che aveva una busta paga era tal Franco Innocenti, un 26enne che per il resto possedeva solo una vecchia Vespa 150, il ragazzo fu costretto a stipulare un mutuo ventennale con la Banca Toscana: questo nonostante avesse la madre invalida al cento per cento. L'ex giovane, che ora ha 55 anni, ha raccontato questa storia scrivendo una lettera a L'Unità del 20 settembre 2007. Giuseppe Piero Grillo, come pare evidente, anche in quel caso prese a cuore il futuro delle venture generazioni.
di Filippo Facci
http://www.liberoquotidiano.it

mercoledì 18 aprile 2012

Numeri scritti sulla pelle e rinchiusi in un garage: così in Francia trattano i clandestini. Ah, se fosse successo qui…


Avevano sentito che in Italia era in arrivo una sanatoria per i clandestini, che le frontiere si sarebbero aperte e tutti avrebbero potuto entrare nel nostro Paese. Così, 39 tunisini in quel momento in Francia, hanno pensato di mettersi in viaggio verso Milano. Basta prendere il treno, attraversare le Alpi, fare tappa in Svizzera, varcare il confine italiano. Ma siccome la notizia era ovviamente falsa, una volta giunti in Svizzera sono stati bloccati e rispediti tra le braccia di Sarkozy.
Giunti a Pontalier, la gendarmeria transalpina ha proceduto alle verifiche di rito: per prima cosa, tutti e 39 i clandestini sono stati rinchiusi in un garage per più di dieci ore. Nel frattempo, alcuni agenti (per sveltire le pratiche) provvedevano a scrivere sul braccio dei tunisini un numero indentificativo. Con pennarello nero. Sì, come facevano i nazisti nei campi di concentramento, anche se i francesi (più buoni) non tatuano l’identificativo. Solo dopo averli caricati in un aereo destinazione Marsiglia e poi portati a Nimes, sono stati liberati. Già, d’altronde non avevano fatto nulla. Non era stata emessa alcuna ordinanza di custodia cautelare nei loro confronti, nessun fermo di polizia era stato ordinato.
Provate per un attimo a pensare se tutto questo fosse accaduto in Italia. Pensate se al posto di Pontalier ci fosse stata Lampedusa: apriti cielo. Parlamentari si sarebbero incatenati ai portoni dei centri di permanenza temporanea, l’Onu avrebbe emesso come minimo un comunicato in cui si denuncia il razzismo dei lampedusani, colpevoli di non tollerare che clandestini girino liberamente giorno e notte per le strade dell’isola mettendo a ferro e fuoco ogni cosa che trovano. In realtà, i nostri centri di permanenza temporanea, tanto criticati quasi fossero lager nordcoreani, sono degli alberghi se confrontati con certe schifezze che si trovano in giro per il mondo. Anche se paragonati a un garage (come usano i cugini francesi) fanno la loro bella figura. Ma non vanno bene, devono essere chiusi.
L’Alto commissariato per i rifugiati dell’Onu dice che siamo assassini, che lasciamo morire in queste prigioni i poveri diseredati (magari anche quando li raccogliamo in mare perché Malta se n’è fregata). Da noi sarebbero state presentate interrogazioni parlamentari, richieste di dimissioni del premier. Gad Lerner e Santoro sarebbero andati a Lampedusa sventolando la bandiera tunisina. Beppe Grillo, Don Gallo, Diliberto e qualche imam avrebbero tuonato contro il berciume leghista che ormai si è impossessato degli italiani.
Ma siccome è successo in Francia, nella democraticissima Francia, è tutto normale. La notizia, lo scandalo, finisce a pagina 18 del Corriere della Sera e di qualche altro giornale. Ah, se al posto di Sarkozy ci fosse stato Berlusconi….
fonte

giovedì 22 marzo 2012

Dittatura diretta



Nella canzone "O bella ciao" la prima strofa recita " Una mattina mi son svegliato/ o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!/ Una mattina mi son svegliato/ e ho trovato l'invasor". In questa canzone, bellissima e disperata, c'era la consapevolezza di aver perso la libertà e di volerla riconquistare a qualunque costo. Quella consapevolezza che manca ora e che ci sta trascinando verso una dittatura di fatto. Siamo stati governati da un Parlamento di nominati dal 2006, prima di essere oggi governati dal Nominato Unico, Rigor Montis, primo caso nella storia delle democrazie di un tizio divenuto senatore a vita e candidato premier in una notte. Di fronte alla scelta "Mercato o democrazia?" abbiamo optato per il Mercato. L'emergenza pretende scelte forti e condivise per il bene della nazione insieme a cittadini disinformati. E noi, che, seppur con qualche aiuto esterno, ci siamo liberati del fascismo, abbiamo abdicato alla nostra libertà per paura dello spread.
Barattare la democrazia per lo spread è qualcosa in cui si perde la ragione umana. Eppure ci siamo riusciti e ne siamo pure fieri. E' l'Italia dei nuovi cortigiani delle corti di Parigi e di Berlino, del Vaticano e del Quirinale. "Il cortigiano ha la testa di vetro, i capelli d'oro, le mani di pece greca, il corpo di gesso, il cuore per metà di ferro e per metà di fango, i piedi di paglia, il sangue una miscela di acqua e di argento vivo".
Siamo un popolo che tiene famiglia, ma anche Btp. "Come si fa a non diventare dittatori in un paese di servi?" disse Benito Mussolini. Rigor Montis è diventato dittatore suo malgrado, è un dittatore inconsapevole. Un tecnico venuto dallo spazio profondo della Goldman Sachs che opera scelte politiche epocali come la revisione dell'articolo 18 aprendo di fatto la possibilità di licenziare nel settore pubblico e per le grandi imprese. E tutto va bene madama la marchesa. Ci stiamo vendendo l'anima del nostro Stato (che altro è infatti la democrazia?) per non fallire. Così almeno ci raccontano mentre falliamo. Hanno creato la Grande Emergenza per attuare la Dittattura Diretta senza referendum, leggi popolari e rappresentanti scelti dai cittadini. Gli spazi di democrazia sono azzerati. Senza un nuovo Risorgimento ci aspetta un Nuovo Fascismo (o forse c'è già?). Loro non si arrenderanno mai. Noi neppure.