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domenica 27 ottobre 2013

SIGNOR … AGGIO (o almeno credo)...

Temo che la causa prima della nostra crisi non sia l'incapacità (che pure c'è) dei nostri politici, né le pretese dell'Unione Europea (anche queste esistenti) e neppure alla fine l'entrata dell'euro (lì ci sono altri discorsi da fare), bensì IL DEBITO PUBBLICO. Bella forza, direte Voi: hai scoperto l'acqua calda! Ma lasciatemi continuare... Già, il debito pubblico, quella cosa orrenda a cui ciascuno imputa una causa diversa: chi asserisce che è colpa dello spreco delle amministrazioni e della macchina statale, chi invece degli evasori, quei cittadini che più si beccano, più se ne trovano e sembra che non finiscano mai, chi infine delle banche, in generale, o meglio delle loro spese che superano sempre le entrate...
Ecco, le banche, ma non quelle locali con un pubblico affezionato che ripone i propri risparmi: vorrei parlare di quella che è autorizzata ad emettere moneta – LA BANCA EUROPEA -. Una volta ogni Stato aveva la possibilità (anzi, più che possibilità, il dovere) di coniare denaro (lira, peseta, marco, franco, ecc.), in merito alla disponibilità della propria riserva aurea (e qui noi eravamo una potenza!), servendosi della Zecca dello Stato che, come dice il nome era al servizio dello Stato. Già prima dell' avvento dell'euro le cose cambiano con l'embrione della privatizzazione: il 1975 è l'ultimo anno del “monopolio “ e le banconote da 500 lire l'ultima emissione statale. Arriva poi nel 2001 l'euro: moneta unica ed unica ad essere autorizzata a riempire le casse delle varie Nazioni, svincolandosi dal valore dell'oro, ma tenendo conto delle esigenze di chi richiede (e stando attenti a non creare inflazione): LA BANCA EUROPEA, appunto... Solo che, a differenza di prima stiamo parlando di banca privata (e sarebbe interessante sapere i nomi dei proprietari, sai che sorprese!!!) e, si sa, gli azionisti ci devono sempre guadagnare – senza esagerare, però! - Senza esagerare... oppure esagerando, ma tanto, tanto...
Ci sono delle Leggi che bisogna rispettare! A meno che non si trovino dei cavilli per eluderle...
Mettiamo, per facilitare un discorso, altrimenti astruso ai più, che io sia la Banca Europea ed ics lo stato che mi chiede diciamo... un miliardo di euro. Stampo 'sto miliardo (che a me costa tra stampa e stipendio agli addetti, facciamo sempre finta, circa 200 mila euro). Nel mio bilancio, visto che DEVO DARE, nella voce SPESE scrivo la cifra di 1.000.000.000 + 200.000. Aspetto pazientemente che ics (lo Stato richiedente) mi restituisca la cifra (quindi io PRESTO, non DONO) + il costo e perfino gli interessi (5.000 Euro?) e nella voce ENTRATE inserisco il tutto... Giusto, no? GIUSTO UN ACCIDENTE !!! MI SONO MANGIATO UN MILIARDO, SENZA CHE NESSUNO ABBIA A CHE RIDIRE, LEGALMENTE !!! Infatti il miliardo e duecentomila di spesa e quello di entrata si elidono a vicenda (legge matematica) e il “mio” bilancio … risulta così in pareggio, con la sola eccezione degli interessi (i 5.000 euro famosi di cui sopra, in più). Non pare anche a Voi che sia evidente un certo olezzo di truffa?
Ed adesso chiedetevi pure il perché di un immenso debito pubblico che continua mostruosamente a crescere...
Già ho avuto modo di asserire che mi intendo poco di economia ed infatti ho cercato di portare con parole mie il contributo di luminari nel settore (sperando di non avere troppo travisato i loro pensieri). Loro hanno una definizione per quanto sopra e cioè “SIGNORAGGIO” ed io ancora adesso mi chiedo da dove sia saltato fuori questo benedetto Signor Aggio, che tutto mi sembra fuorché un signore...
Ah, un dettaglio che mi sta sul … pomo di Adamo: che fine ha fatto la nostra riserva aurea, ora che non serve più come riferimento alla moneta??????? Forse CIULATA? (espressione milanese nota ai più ).
 

domenica 7 aprile 2013

Che cos’è Il Signoraggio


Banca Centrale Europea
Indisturbate, sotto gli occhi della magistratura, le banche centrali, tra cui la Banca d’Italia (BdI) e la Banca Centrale Europea (BCE), incredibilmente private, praticano il crimine del signoraggio primario, mentre le banche di credito praticano l’ancor più grave signoraggio secondario.
Crimini realizzati, come vedremo, in modo tale che le ‘dinastie’ – una ‘cupola’ che controlla di fatto le banche nel mondo – realizzino anche, mediante degli immensi falsi in bilancio, due ulteriori obiettivi.
Il primo, il furto, agli azionisti delle banche di credito (quindi ‘azionisti’ indiretti anche della BdI e della BCE), dei proventi dello stesso signoraggio primario e secondario.
E, il secondo, un’evasione fiscale maggiore delle tasse sia pagate che evase dal resto della società.
Proventi del signoraggio che, dopo averli rubati, la ‘cupola’ ricicla mediante centrali interbancarie mondiali, tra cui innumerevoli fonti Internet indicano la Clearstream, l’Euroclear, la Swift e altre.
Dopo averlo infatti segretato già dalla nascita della Repubblica fin negli atti del Parlamento (con gli omissis), si è ‘scoperto’ che la BdI è di privati (85% banche, 10% assicurazioni, 5% ignoti), come gran parte delle altre banche centrali; fra cui la BCE, che è al 14,57% della BdI, e quindi dei suoi proprietari.
Una privatezza di cui, da quando, pochi anni fa, la si è scoperta, si cerca di sminuire la rilevanza, ma che è la causa della miseria e del malessere del mondo.
Signoraggio primario della BdI/ BCE e delle altre banche centrali che consiste in quel che segue.
1) Nello stampare continuamente le banconote al costo della carta e dell’inchiostro o nel creare il denaro elettronicamente con un click (dal 1929 non occorre alcun corrispettivo in oro, ma è una favola che prima occorresse). Banconote i cui numeri di serie non sono progressivi e dei quali non si conosce il significato, sicché la loro quantità, nota solo a loro, è fuori dal controllo sociale.
2) Usarle (al valore in euro, dollari ecc. su esse stampato) per comprare dagli Stati – udite udite – un pariimporto in titoli del debito pubblico (BOT, CCT, BPT, CTZ).
3) Vendere i titoli alle aste, riprendendosi i soldi e lasciando allo Stato il ‘debito pubblico’ inventato mediante questo crimine.
4) Realizzare il predetto falso in bilancio iscrivendo fraudolentemente al passivo l’importo delle banconote stampate a costo tipografico o create elettronicamente allo scopo di ‘pareggiare’ iscrivendo all’attivo i titoli o il ricavato della loro vendita, e di occultare così queste enormi somme.
Un occultamento al quale (fermo restando che, come vedremo, le tasse sono illecite), all’aliquota del 50%, consegue un’evasione fiscale per un importo pari alla metà delle banconote emesse o del denaro elettronico creato per ‘acquistare in contropartita’ il debito pubblico, il solo pagamento dei cui interessi è sufficiente a rovinare la società.
Un fenomeno prima di produzione incontrollata e da falsari del denaro e poi, come vedremo, di cinquantuplicazione del suo uso a opera delle banche di credito (signoraggio secondario), che è la causa sia dell’inflazione che dell’attuale, illecito sistema fiscale, creato anche a fini di dominio dei cittadini criminalizzandoli quali evasori, riciclatori ecc.
Crimini che, tra l’altro, fermo restando l’obbligo dello Stato di pagare ai compratori alla scadenza i titoli già emessi con i promessi interessi, rendono responsabili del ‘debito pubblico’ le ‘dinastie’ e, per esse, la BdI/BCE, avendone esse (non lo Stato) riscosso il corrispettivo.
5) Riciclare, nel modo già detto, il denaro così truffato.
Fenomeni che hanno stravolto il mondo, a partire da ciò che si definisce inflazione, che è tutt’altro da ciò che si ritiene, perché è frutto della produzione del denaro a opera di falsari.
Osserviamo infatti che se, ad esempio, il denaro globale è 100, e un falsario (è un falsario chiunque produca denaro ma non sia lo Stato, e quindi anche le banche) ne crea un altro ammontare pari di nuovo a 100, nel momento in cui lo mette in circolazione (lo spende), da un lato si appropria indebitamente di metà della ricchezza reale, e dall’altro porta a 200 il denaro globale, per cui ne diminuisce del 50% il potere di acquisto, ovvero determina una (cosiddetta) inflazione del 50%.
Inflazione che non si verifica se è lo Stato a produrre il denaro.
Questo perché lo Stato, per legge, può poi erogarlo solo a corrispettivo di beni, prestazioni, diritti ecc., ovvero inverandolo (facendoselo coprire) mediante il parallelo incremento della ricchezza reale che riceve in cambio, per cui il potere di acquisto del denaro rimane invariato, dato il parallelo incremento del denaro e della ricchezza reale.
Inveramento (processo che ho definito proprio io) che non c’è quando a produrre il denaro è un falsario (una banca), perché il falsario lo assegna a sé senza prima coprirlo, e solo dopo lo mette in circolazione spendendolo.
Definisco quindi inflazione quel fenomeno che si verifica quando, avendo dei falsari introdotto del denaro non inverato mediante lo spenderlo, abbiano così causato (oltre che un incremento della percentuale del denaro nelle loro mani che, appena speso, si traduce in un aumento della percentuale di ricchezza reale di loro proprietà) un incremento del denaro globale senza un incremento della ricchezza, e quindi una diminuzione del potere di acquisto del denaro.
Considerazioni dalle quali si deduce anche che i cittadini hanno il potere di inverare i soldi (chiunque li produca) per il sol fatto di riceverseli, perché sussiste la presunzione di fondo che non li ricevano a titolo gratuito, ma sempre coprendoli con la prestazione, il bene o il diritto che offrono a corrispettivo.
Un quadro nel quale, se un falsario ‘presta’ dei soldi a un ignaro cittadino, che li spende mettendoli irrimediabilmente in circolazione, ma poi viene a sapere della loro falsità e può provarla, nulla dovrà al falsario, sia perché il falsario nulla gli ha dato, e sia perché il corrispettivo dello spendere quei soldi il cittadino lo otterrà dalla collettività, non dal falsario; sicché è alla collettività (allo Stato) che dovrà restituirli.
Motivi per i quali sostengo di seguito che fidi, mutui, quinti di stipendio ecc. non vanno restituiti alle banche, e che se si vogliono rendere veri i ‘debiti’ dei cittadini verso di esse, per poterli poi esigere, occorre prima confiscarle e nazionalizzarle, essendo altrimenti i loro crediti inesigibili in quanto crediti di falsari e di truffatori.
Cose la cui eliminazione, e crediti la cui riscossione, renderà ricchissimo lo Stato debellando anche la drammatica demonetizzazione pilotata dalle banche per indebolirci e dominarci.
Infatti, nel momento in cui il denaro è prodotto dallo Stato, sicché produrlo non causa inflazione, ne va stampato un adeguato quantitativo, perché ciò incrementa gli scambi ed è benefico per l’economia.
Accuse di violazione degli artt. del codice penale n. 241, 283, 648 bis, 501, 501 bis, 416, 61 ecc. che vanno ai soli beneficiari diretti e consci di questi delitti. Opera di falsificazione delle Banche Centrali (signoraggio primario), a cui si aggiunge quella delle banche di credito (loro proprietarie) attraverso il meccanismo del ‘moltiplicatore monetario’ (signoraggio secondario).
Moltiplicatore monetario in virtù del quale le banche, secondo prassi che una prona e scellerata dottrina di regime dà per scontate, ma sono il massimo della criminalità, realizzano prestiti per un ammontare 50 volte maggiore del denaro che detengono.
In sostanza, se Tizio versa su Banca Intesa SanPaolo (proprietaria del 44,25% di BdI) 100.000 euro, essa banca tratterrà il 2% come riserva (per arrotondare, in realtà è l’1,6%), e presterà il 98% che, una volta depositato in un’altra banca, di nuovo, a cascata, sarà prestato al 98% all’infinito.
Finché, non la singola banca, ma il sistema bancario, attraverso un giro di prestiti di un importo ogni volta più basso del 2%, avrà azzerato i 100.000 euro iniziali, ma avrà lucrato interessi su prestiti per 5.000.000.
Un usare 50 volte sempre lo stesso denaro che serve a monetizzare la società e non arreca, di per sé, vantaggi alle banche (gliene arreca molti, fermo restando però che ogni volta che una banca presta a taluno c’è un altro a cui deve restituire), ma serve loro per lucrare illecitamente interessi su ognuno di questi prestiti di denaro altrui, per i quali hanno diritto solo al compenso per il servizio (che già riscuotono), mentre gli interessi devono andare ai proprietari del denaro, e allo Stato per i prestiti frutto della cinquantuplicazione.
Interessi cinquantuplicati che costituiscono una creazione di denaro dal nulla in loro vantaggio che si realizza come effetto di ogni forma di ‘versamento’ o di pagamento, ovvero anche attraverso l’uso degli assegni, delle carte di credito, dei bonifici ecc.
Se infatti Caio paga a Tizio 1.000 euro con una carta di credito, un assegno o un bonifico, la banca addebita a Caio 1.000 euro inverati, perché abbiamo detto che il cittadino il denaro non può crearlo dal nulla.
1.000 euro che si configureranno come la costituzione presso la banca di un fondo che essa userà per fare pagamenti o prestiti al 98% come sopra cinquantuplicati lucrando anche qui i predetti interessi su denaro altrui.
Meccanismi di moltiplicazione i cui proventi (signoraggio secondario) non vanno nemmeno essi agli azionisti, ma vengono di nuovo sottratti dalla ‘cupola’ attraverso complessi falsi in bilancio e trucchi il cui effettivo accertamento richiede che una magistratura molto specializzata entri finalmente con i suoi poteri nel profondo del sistema, anziché astenersene garantendo che vi fioriscano ogni genere di imperscrutabili mostruosità.
Meccanismi di moltiplicazione del denaro a opera di falsari che non possono che provocare una continua svalutazione che però non si avverte, o si avverte meno, perché è neutralizzata dall’altrettanto continua grande diminuzione dei costi frutto della crescente meccanizzazione\semplificazione dei processi produttivi.
Quanto poi all’attuale sistema fiscale è illecito perché il grosso delle tasse e delle imposte serve per rastrellare denaro inverato da usare per acquistare il denaro da inverare dalle banche.
Tasse e imposte destinate all’acquisto del denaro dalle banche che non serviranno quando lo Stato il denaro lo stamperà da sé.
Un nuovo sistema in cui potrà bastare un’unica imposta (potremmo definirla la ‘generale’) da pagarsi – senza compensazioni tra dare e avere – su ogni consumo di beni, prestazioni, servizi ecc. in una misura variabile, in ipotesi, dall’1% al 20%.
Meccanismi fraudolenti che, tra signoraggio primario e secondario, processi inflattivi a loro vantaggio, tasse evase e fiscalità illecita, stanno consentendo alle dinastie che governano le banche di rastrellare una incredibile quantità di denaro e di spingere gli Stati e le stesse banche, sia di credito che centrali, al fallimento per demenziali fini di dominio.
Motivi tutti per i quali, così come si può sostenere che non è dovuta a un ladro la restituzione di un prestito di somme rubate, si può sostenere nelle cause che non è dovuta alle banche la restituzione dei fidi, mutui, quinti di stipendio ecc., essendo essa dovuta al vero proprietario: la collettività.
Logica in cui non è dovuto nemmeno il pagamento delle attuali imposte e tasse.
Contestazioni che vanno fatte salvaguardandosi con ogni indispensabile strategia giudiziaria e, specie per i mutui e le imposte, continuando, se possibile, nel mentre a pagarli.
Cause in cui bisogna addurre anche, in subordine, ciò che la giurisprudenza già riconosce: come l’illegittimità di anatocismo, accredito tardivo dei versamenti, commissione di massimo scoperto, usura ecc.
Conquiste giurisprudenziali ora in forse a causa delle cinque leggi illegittime regala-soldi alle banche, quattro delle quali recentissime, contro le quali spero però riusciremo presto a condurre a buon fine l’opera di abrogazione, o in via referendaria, mediante il Comitato promotore del referendum per la loro abrogazione, o mediante la loro bocciatura da parte della Corte costituzionale (vedi da www.marra.it i ricorsi per anticostituzionalità che io stesso ho formulato).
Citazioni impostate cioè in modo da ottenere già in primo grado l’accoglimento anche solo parziale delle subordinate (per importi sovente elevati), per poi proseguire, per il resto, in appello e in cassazione, in attesa che, in breve, la giurisprudenza si evolva.
Come pure vanno promosse le cause contro le tasse e le imposte, formulando anche qui, quale domanda principale, la richiesta che venga pronunziata la loro non debenza stante la illiceità del sistema fiscale e, quali subordinate, tutte le altre ordinarie richieste.
Cupola che ha imposto al mondo le sue regole codificandole nei sistemi fiscali vigenti o nei famosi accordi di Basilea, di cui tutti si riempiono ridicolmente la bocca, ignorando che sono solo dei volgari accordi illeciti tra privati.
Cose che ora, per la verità proprio in seguito alla vasta diffusione di questo documento, sono divenute note.
Cose da eliminare attraverso la nazionalizzazione o delle banche o comunque della produzione del denaro in via primaria o secondaria, in modo che lo Stato, quando ha bisogno di denaro, possa semplicemente stamparlo, o crearlo virtualmente (accade già perché lo Stato crea le monete di metallo, che però sono solo il 2% delle banconote).
Vanno inoltre pareggiati gli interessi passivi e attivi in modo che vadano ai proprietari dei soldi, e quelli frutto del moltiplicatore monetario vadano allo Stato.
Interessi, quelli bancari, peraltro generalmente usurai. Usura che – consistendo il signoraggio secondario, come abbiamo visto, nell’appropriarsi indebitamente di interessi cinquantuplicati sui prestiti di denaro altrui – ne costituisce quindi la forma estrema.
Stampa delle banconote e creazione del denaro virtuale da parte dello Stato che richiede una modifica del trattato di Maastricht e della Costituzione Europea, però aggirabile confiscando e nazionalizzando le banche e/o eliminando i fattori di criminalità dal loro operato.
Trattato, Costituzione Europea e sistemi fiscali scritti di pugno dalle banche, e con i quali hanno tentato di rapinare gli Stati della sovranità economica per ricettarla a queste cosche, ma senza potervi riuscire, perché resta il contrasto con tutti i principi fondamentali della Costituzione Italiana, della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, e con tutti gli altri principi della stessa Costituzione Europea e di ogni altra norma.
Stampa dei soldi da parte dello Stato non indispensabile anche da varie altre angolazioni, essendo sufficiente che lo Stato li paghi alla BCE/BdI al mero costo tipografico, o anche solo che le banche centrali iscrivano come è ovvio all’attivo le banconote che creano e vi paghino le tasse: cosa che non risolve tutto il problema, ma basta ad arricchirci e a evidenziare la criminalità dell’attuale sistema.
Prassi – queste della BCE come della Federal Reserve eccetera, nonché dei sistemi fiscali – contro le quali non è vero che nessuno e nessun Paese può nulla, perché non appena magistratura, politica e informazione inizieranno a fare il loro dovere questi mostri saranno sconfitti in un baleno; e se non lo faranno saranno travolti lo stesso insieme ai loro mezzani; grazie a Internet: la nuova alleanza.
Alfonso Luigi Marra

venerdì 8 febbraio 2013

“Ridateci la sovranità monetaria Non c’è speranza con l’euro” Dopo Annozero, parla la Salvador


Francesca SalvadorNella famosa puntata di Servizio Pubblico andata in onda qualche settimana fa, quando l’ospite principale era l’ex Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, ha fatto un ottimo intervento, che sta avendo un notevole successo sul web, Francesca Salvador. La sig.ra Salvador è una commerciante veneta, di Vittorio Veneto, che in questo periodo si occupa di volontariato, creando convegni e conferenze, in particolare per l’associazione Salusbellatrix di cui è presidente. Recentemente si è candidata alle prossime elezioni nelle liste del Partito Azione Sviluppo.
Il suo intervento da Santoro sta riscuotendo notevole successo perché la sig.ra Salvador ha parlato apertamente, cosa senza precedenti in prima serata, di signoraggio bancario, di ritorno alla sovranità monetaria e dei stretti legami tra il governo Monti, i poteri finanziari e i gruppi d’influenza poco trasparenti come l’Aspen, il Bilderberg e la Trilaterale, di come l’ingresso e la permanenza dell’Euro siano un errore e di come l’uscita dalla “zona euro” sia l’unica via di salvezza per il nostro Paese. Per questi motivi abbiamo deciso d’intervistarla per capire più a fondo le sue convinzioni politico-economiche.
Sig.ra Salvador, le tesi espresse da Lei durante la puntata di Servizio Pubblico sono molto forti, possiamo chiederle dove si è documentata per sostenerle?
Mi sono avvicinata ai temi economici molto tardi, prima ero più interessata ai temi medici e salutari, intorno al 2004/2005, ho letto qualcosa di Auriti, Marco della Luna, Keynes, fino ad arrivare da ultimo a Paolo Barnard, la positive money e tutte queste altre teorie tra cui ovviamente il signoraggio.
Spesso queste stesse tesi sono marchiate soprattutto dai media mainstream come tesi populistiche o addirittura complottiste, come mai secondo Lei?

Perché il mainstream è tutto assoggettato ai poteri forti, la realtà è questa, se Lei ripercorre gli ultimi dieci anni dall’entrata nell’euro, l’esaltazione e la magnificenza per questo programma; eppure c’erano state delle persone, anche premi Nobel dell’economia, che avevano messo in guardia dal progetto europeo, ma se tutto il sistema mainstream era in favore ed esaltava questo progetto qualcosa sotto c’era. Bisogna anche dire che non hanno nemmeno aperto gli occhi di fronte all’evidenza come quando ci hanno imposto Monti, mentre dalla rete si alzavano moniti riguardo l’affiliazione di Mario Monti con i poteri forti internazionali.
Alla domanda di Santoro su quale fosse secondo Lei una soluzione, Lei ha sostenuto la ripresa della sovranità monetaria. Questa tesi, che sta avendo un certo seguito sul web e in maniera esponenziale nei Paesi colpiti dalla crisi del debito, è poco chiara in molti aspetti tra cui, la sicura speculazione finanziaria sulla nuova moneta, il tasso di cambio con l’euro, il valore del mercato immobiliare, i benefici e i costi per le imprese italiane e il rischio di stagflazione nel primo periodo data la bassa crescita economica del nostro Paese …
Ci vuole innanzi tutto una forte volontà politica e una classe politica che si avvalga della collaborazione di tecnici, non quelli attuali, si potrebbe utilizzare la nuova Lira in un primo momento affiancandola all’euro, una doppia circolazione, perché la sovranità monetaria è uno strumento potentissimo, come avere una Ferrari in mano, che ti può portare lontano se la sai condurre, ma che se non usi con la dovuta cautela, ti fa schiantare sul primo platano!
Crede che con il ritorno alla Lira la pressione fiscale diminuirebbe? E il credito delle banche sarebbe facilitato? Se si perché?
Con la riforma bancaria si troverà il sistema di finanziare le imprese a costo quasi zero o come dice qualcuno a tassi negativi, la pressione fiscale più bassa sicuramente si, perché con la sovranità monetaria lo Stato non ha bisogno delle tasse dei cittadini per finanziare la spesa, in primis si auspicano  la scomparsa totale delle imposte indirette, come le accise sul carburante, che sono le più anti democratiche, provi anche a pensare  che anche se pagando un 30% in più per le materie prime, una volta che le importi e non ci paghi più le tasse, la benzina ci costa metà.
Lei durante il suo intervento ha sostenuto che l’Italia compra la moneta estera da banchieri privati per finanziare il welfare. Cosa cambierebbe con la Banca d’Italia che anch’essa è di proprietà di banchieri privati?
Per quello quando io parlo di sovranità monetaria, intendo la nazionalizzazione della banca centrale, poiché la moneta deve essere di proprietà dei cittadini. Ma da subito noi potremmo comunque sfuggire al raggiro dei banchieri,  è stato spiegato bene da Loris Palmerini, noi ci finanziamo attraverso le banche private perché non possiamo andare direttamente alla BCE che stampa moneta, e questo passaggio ci costa. Se non sbaglio le cifre la BCE gira alla banche private il denaro con un tasso dello 0,75%, quest’ultime lo vendono a noi Stati con un tasso del 5% circa; all’interno del Trattato di Lisbona c’è un articolo in cui si specifica che gli Stati non possono acquistare la moneta direttamente dalla BCE, ma c’è un comma in un altro articolo che dice che una banca pubblica può accedere al credito alle stesse condizioni delle banche internazionali, quindi se io nazionalizzo una banca, ad esempio l’MPS, mi finanzio il debito pubblico allo 0,75%  invece che al 5% e da domani mattina invece di finanziarci il debito pubblico con 100 miliardi di euro lo facciamo con 20 miliardi. Mi sembra che ci sia una bella differenza. Dovrebbero nazionalizzare la BCE ma non lo faranno mai.
Proprio per quanto riguarda i trattati europei, l’Italia è entrata a far parte dell’Euro in base al comma 2 del art.11 della Costituzione che prevede la possibilità di cessioni di sovranità a enti sovranazionali in condizione di eguaglianza con gli altri paesi membri. Questo fu pensato ed inserito al tempo per l’ingresso nella NATO, per quanto riguarda l’euro però il comma 2 non dovrebbe essere valido, in quanto le quote della BCE non sono paritarie tra i vari Stati membri e l’Italia ha addirittura una quota minore del Regno Unito che non ha adottato l’Euro. Secondo Lei si potrebbe arrivare a dire che l’Euro è incostituzionale?
Tutto quello che hanno ordito è incostituzionale! La maggior parte delle persone crede sia impossibile recedere dai trattati europei, mentre basterebbe che il governo scrivesse una lettera ai vertici europei e tempo due anni siamo fuori dall’europa , dall’euro, e da tutti gli stravolgimenti della nostra costituzione  compreso il pareggio di bilancio inserito in Costituzione, perché bisogna riprenderci tutti i pezzi di costituzione ceduti da dei politici servi dei banchieri, non maggiordomi, servi, perché i maggiordomi hanno una loro dignità.
Lei ha parlato di un disegno politico economico che mira a portare tutta la ricchezza europea verso l’1% a discapito del 99%. Ci può spiegare di che si tratta e chi lo avrebbe pianificato? Come si spiega che sia stata la sinistra, nel nostro paese, a spingere così tanto per l’euro? E perché la destra non ha mai fatto nulla per impedirlo?
I politici nulla possono, eseguono solo gli ordini del potere economico, che poi cannibalizza il potere politico. Parlando degli ultimi 20 anni,  partendo dal Britannia, dopo che una classe politica che ha osato mettersi di traverso è stata spazzata via con Tangentopoli  e chi è rimasto ha dato il via alla svendita del nostro Paese.
Secondo Lei ci sono politici italiani, ma anche europei che non siano influenzati/controllati dai gruppi che Lei stessa ha citato durante il suo intervanto? Parlo di Aspen, Trilaterale, Bilderberg ecc …
Da anni sostengo ormai che sia la destra che la sinistra sono state inquinate da questi gruppi, è un teatrino di persone che si mettono d’accordo sotto banco. Io non voglio fare discorsi populisti e ho io di persona conosciuto politici onesti, io sarei la prima a votare per quei parlamentari che si fossero dimessi a novembre del 2011 quando è stato imposto il governo Monti.
Molti insistono che l’idea di uscita dall’Euro è carburante per le peggiori destre nazionaliste e rischia di portare l’Europa al indietro di 70 anni. Non le sembra invece che il vero carburante delle destre nazionaliste sia proprio il perdurare dell’Euro a discapito delle popolazioni?
Si, io non riesco a capire come le persone non abbiano ancora capito la gravità della scelta di entrare dentro l’Euro, la Germania ci ha guadagnato mentre noi ci abbiamo solo perso, si sono arricchiti comprando anche nostro debito pubblico. Ma i paesi del nord Europa che per ora stanno godendo dell’euro a discapito dei paesi mediterranei tra poco si accorgeranno che questo sistema è stato messo in piedi per far vincere il banco, adesso anche da loro si inizia a sentire la crisi, finiremo tutti in braghe di tela e ad arricchirsi saranno sempre i soliti noti.
La situazione attuale d’impasse dell’Euro, è una moneta ma non è uno Stato, c’è un parlamento ma non ha potere legislativo, è in crisi ma chi solo pensa di uscirne è minacciato da speculazioni ed accusato di voler riportare la guerra in Europa, a suo parere è stata creata ad arte per spingerci a cedere  più sovranità nazionali, le poche restanti, alla Ue?
Scherzi? È a questo che vogliono arrivare, senza arrivare al complottismo. Monti lo ha anche confessato: “abbiamo bisogno di crisi per maggiori cessioni di sovranità …” , questo processo è arrivato talmente avanti che sono così convinti di aver ormai vinto che non lo nascondono nemmeno più.
Il motto della rivoluzione americana era “no taxation without representation”. Il   parlamento europeo ad oggi non ha alcun potere legislativo e il suo unico potere di abrogazione delle leggi formulate dalla commissione europea si applica solo con un voto unanime, cosa alquanto rara; si potrebbe applicare il motto della rivoluzione americana per tutte le sanzioni che siamo costretti a pagare all’UE?
Può essere, ci violentano in andata e in ritorno, ci violentano in andata perché dobbiamo usare l’euro con i tassi d’interesse e i malefici che ne derivano allo Stato italiano, e ci violentano anche al ritorno perché ci costringono a pagare queste tasse su quello che noi non applichiamo, perché loro devono decidere su cosa dobbiamo coltivare, come lo dobbiamo coltivare, cosa dobbiamo mangiare e cosa dobbiamo vedere passare sopra i nostri cieli, ma stiamo scherzando? Noi ci dobbiamo riprendere la nostra sovranità, ma non solo quella monetaria, la sovranità in senso lato.


Fonte: http://www.capiredavverolacrisi.com/ridateci-la-sovranita-monetaria-non-ce-speranza-con-leuro-dopo-annozero-parla-la-salvador/

giovedì 15 novembre 2012

Marra si candida alle primarie PDL per costringerli a parlare di signoraggio


ALFONSO LUIGI MARRA: MIA CANDIDATURA ALLE PRIMARIE DEL PDL;MOTIVI PER I QUALI POTREI FORSE VINCERLE;RICHIESTA DI AIUTO NELLA RACCOLTA DELLE FIRME ENTRO IL 25.11.2012Scarica il modulo per la raccolta firmeGentile amico/a, in relazione alla mia candidatura alle primarie del PDL, nel chiedere il tuo aiuto, premetto i motivi per i quali credo di avere forse possibilità di vincerle. Dato infatti per scontato che, a partire da  Alfano, tutti i candidati sono legatissimi a Berlusconi, tuttavia, per i motivi che ti dirò di seguito, credo saranno costretti, già da subito, e comunque ove vincessero, a non schierarsi con lui, e a causare così la sua rovina e la perdita dell'enorme potenziale di cambiamento che il PDL ha accumulato dal 1992 e può oggi esprimere. Un aiutarmi chiamando direttamente me al n. 3348798920 per concordare come concorrere a raccogliere urgentemente, sui moduli allegati, entro le 12 del prossimo 24.11.12, 10.000 firme (massimo 2.000 per regione), e indicarmi, per autenticarle, ove non rivesta tu stesso una delle cariche che seguono, un amico parlamentare, consigliere, assessore comunale, provinciale o regionale, segretario comunale o provinciale, notaio, giudice di pace, cancelliere o sindaco. Il mio ragionamento è che siamo poveri perché le banche prendono almeno il 90% del denaro lasciandone non più del 10% alla collettività, per cui è inutile avere progetti se prima non si riesce a rovesciare quel rapporto, o almeno ad aumentare fortemente i soldi  destinati alla società. Sennonché le banche sono difese dalla magistratura, dalle  polizie, dall'apparato burocratico, da buona parte del pubblico impiego, dalla sinistra e da quasi tutti i media, compreso internet, dove, da google a wikipedia a facebook, tutto ciò che conta è delle banche o a loro legato. Banche e loro 'gendarmi' contro i quali – da anni – non ho timore né difficoltà a scontrarmi, come non ne avrei a sconfiggerli, se mi si desse la visibilità per affrontarli, mentre nessun altro candidato può fare altro che assecondarli (o mimare un po' di dissenso) per non essere schiacciato.Banche e loro 'gendarmi' che, peraltro, mi hanno sì sempre contrastato per difendere i loro interessi, ma, innanzitutto, mi hanno sempre condiviso (perché le ho affrontate in base alle mie tesi giuridiche risultate fondate negli anni), e inoltre, ora che la crisi sta attanagliando anche loro, mi aspetto inizino a sostenermi. Ma, ciò detto, veniamo alla questione nodale della posizione che occorre avere verso Berlusconi, che, nel 1996, io stesso ho contrastato per motivi però oggi superati (la democratizzazione del partito), ma che ritengo vada ora difeso strenuamente per evitare si ripeta quel che accadde nel 1992, e cioè che il regime (banche e 'gendarmi') riesca a evitare il cambiamento distogliendo da sé l'opinione pubblica con il diversivo del sacrificio di qualche capro espiatorio, a partire da Berlusconi. Una difesa di Berlusconi impossibile per coloro che non abbiano la forza di affrontare il regime che, per simulare il cambiamento, ha bisogno di sacrificare Berlusconi indebolendolo fin quando un PM si inventerà qualche reato atto a ottenere il suo arresto e la confisca del suo patrimonio. Avverrà cioè che uomini che gli devono tutto e lo amano, non avendo però la forza di difenderlo, saranno costretti, per cercare (vanamente) di salvarsi loro, ad allearsi con i suoi nemici.Una difesa che, se venissi chiamato io ad assumerla, condurrei, tra l'altro, costringendo ogni imprenditore che vantasse la sua onestà a dimostrare sul serio quanto è stato capace di non evadere le tasse o di non fare falsi in bilancio.  Perché la verità è che qui le leggi le violano tutti, dalle aziende, che sono costrette a farlo per necessità, o non avrebbero margini, alla magistratura e alle polizie che, salvo le eccezioni, speculano in massa sui ruoli perché vogliono anche loro addentare la vita. Problemi risolvibili solo ridistribuendo i soldi che vanno tolti alle banche e riducendo le tasse alla 'generale': una tassa secca (senza bilancio tra il dare e avere) variabile diciamo dall'1% al 20% secondo i tipi di beni, servizi o prestazioni. Perché il resto delle tasse sono illegittime e servono solo (incredibilmente) a rastrellare i soldi inverati per comprare dalle banche centrali i soldi da inverare (vedi il doc. sul signoraggio da marra.it), che gli Stati devono invece produrre da sé a costo zero. Tasse che servono anche a realizzare, per fini di predominio, la criminalizzazione dei cittadini quali 'evasori', 'riciclatori' ecc. e che sono invece esse un crimine al quale la sinistra e la collettività soggiacciono, non certo perché vi hanno interesse, ma perché non sanno quel che fanno. Denaro frutto dell'abolizione del signoraggio con il quale: -si istituirebbero i sussidi a tempo indeterminato, pari alle retribuzioni, per i disoccupati, perché si sapeva che le macchine avrebbero liberato l'uomo dalla schiavitù del lavoro, e ora quella liberazione non può divenire disoccupazione; -si cesserebbe questa ignobile opera di restrizione delle pensioni; -si finanzierebbero con larghezza le imprese ai fini di un'enorme riconversione industriale, perché la vera ragione della crisi è che gli attuali beni di consumo non li si riesce più a vendere e, quando ci si riesce, non si riesce più a guadagnare; sicché occorre iniziare delle opere di ristrutturazione e bonifica della terra, delle acque e del cielo, a partire dalle città, nonché di riconversione energetica, dei trasporti, della sanità e insomma di tutto, che richiederebbero il lavoro dell'intera collettività per 40 anni. Oltre a moltissime altre riforme che non ho qui lo spazio di elencare, ma delle quali parlo da anni, quali l'etichettatura dei prodotti agricoli e ittici nella vendita al dettaglio, la sostituzione del polistirolo con un polistirolo fatto di cereali, la meccanizzazione della giustizia, l'abrogazione delle abominevoli norme promulgate da Monti, a partire da quelle in favore delle banche e quelle contro la giustizia, i pensionati, i deboli eccetera. Quanto alla mia posizione ideologica essa è aperta a tutto. Penso infatti che la sinistra erri nel sacrificare l'individuo, la destra nel privilegiarlo e il centro nel porsi a mezza strada tra due errori, e credo invece che l'individuo debba potersi sviluppare liberamente, come piace alla destra, purché, così come non può che piacere anche alla sinistra, il suo sviluppo sia funzionale allo sviluppo della società.                  Alfonso Luigi Marra(Diffuso da: Comitato sostenitori On Alfonso Luigi Marra)

giovedì 8 novembre 2012

PER NON CONTINUARE AD INGRASSARE I BANCHIERI PRIVATI


Il problema reale è di far recuperare il signoraggio dell’emissione monetaria allo Stato, e non alle varie consorterie bancarie ed oligarchiche

Di Claudio Marconi

100 euro
Ieri, conversando con alcuni compagni di lotta, tra una chiacchiera e l’altra, su questo sistema economico devastante per la sopravvivenza dei popoli, ci è venuta in mente una ipotesi, che può essere una valida strategia.
Attualmente gli Stati non emettono più moneta, la prendono in prestito da privati e pagano il signoraggio.
Quest’ultimo è la causa fondamentale del debito pubblico: prendiamo 100 euro dalla BCE, che gli costano 30 centesimi, e gli dobbiamo risarcire il valore nominale, oltre a questo paghiamo anche gli interessi.

Continuiamo nell’esempio: prendo 100 euro, tra tasso di sconto ed interessi, diciamo del 3% ( per essere buoni) debbo restituire 103 euro. Se alla fine dell’anno, ammesso e non concesso, che non abbia speso nulla, non sono in grado di chiudere la partita per il semplice motivo che ho solo 100 euro e non 103. Come debbo fare ?
Chiedo altri soldi, alla BCE o a qualche altro Ente, per poter chiudere la mia posizione, ma così facendo aumento il mio debito ed alla fine dell’anno sono nuovamente nella stessa posizione di quello precedente, e così nel prosieguo del tempo. In poche parole, continuando questo sistema, cercando di chiudere un debito contraendone un altro, non faccio altro che aumentarlo.
Ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti.
La soluzione sta nel rompere questa spirale.
Secondo noi il problema non è tanto e solo quello di tornare o meno alla lira, il problema reale è di far recuperare il signoraggio dell’emissione monetaria allo Stato, e non alle varie consorterie bancarie ed oligarchiche, ed in questo modo si recupererebbe anche la sovranità nazionale, almeno in tema di emissione monetaria, quella politica è un altro discorso.
Se il signoraggio ritorna allo Stato quest’ultimo può metterlo nuovamente in circolazione tramite diverse maniere: con un reddito di cittadinanza, finanziando opere pubbliche, facendo funzionare la macchina dello Stato, e via dicendo.
Ma, concetto di fondamentale importanza, non crea debito pubblico e, anche se lo creasse in minima parte, non sarebbe significativo in quanto si indebiterebbe con se stesso: quello che esce dalla tasca sinistra, rientra nella tasca destra.
Non si dovrebbero più pagare interessi a nessuno e ci sarebbe una moneta di proprietà popolare, e non delle banche, e la quantità di moneta emessa, moneta intesa come senso di misura dei valori, può variare come quantità emessa sul mercato, l’importante è che non venga superato il rapporto tra circolazione monetaria e beni da misurare.
Questa breve nota vuole essere la base per intavolare uno studio sull’argomento, uno scambio di opinioni, facendo poi una sintesi che possa trasformarsi in una proposta operativa: di TUTTI.


fonte: http://www.frontediliberazionedaibanchieri.it

lunedì 22 ottobre 2012

Un documentario da vedere!


Aaron Russo fu un regista hollywoodiano amico dei rockefeller. Quando scoprì di essere un malato terminale di cancro, nel 2005, dedicò gli ultimi anni della sua vita a girare un video documentario-testamento sul signoraggio e il nuovo ordine mondiale che diffuse liberamente e gratuitamente su internet (oltre che nei cinema statunitensi).
Morì il 24/08/2007, proprio mentre veniva fatta la traduzione a questo suo eccezionale documentario.

domenica 7 ottobre 2012

Il signoraggio nasce con la nascita della moneta

L'avvocato Antonio Tanza, vice-presidente di Adusbef, spiega in parole semplici l'origine del signoraggio bancario...


Di Antonio Tanza
Qualche anno fa ho conosciuto a Roma, in metropolitana, un signore distinto, professore all’Università di Teramo, che mi raccontò una storia: quell’incontro mi è servito a capire meglio il Risikogiocato dai banKster sulle nostre vite. La moneta, mi disse, è uno strumento “econometrico”, sostitutivo del rudimentale baratto, che serve per misurare il valore nelle transazioni commerciali. Originariamente il valore della moneta era pari al valore dei metalli usati (oro, argento, rame ecc.): i sovrani acquistavano sul mercato i vari metalli, li convertivano in monete e questi nuovi valori ritornavano in circolo sul mercato stesso. Il sovrano tratteneva per sé un piccolo guadagno, corrispondente alle spese di coniazione e di amministrazione: nasceva così il“signoraggio”. La scarsa reperibilità di oro e argento ha comportato una carenza di quantità di denaro in circolo sul mercato, determinandone la stasi, ed ecco perché è nata la moneta convenzionale.
L’usurpazione perpetrata dal sistema bancario ai danni dello Stato, nella gestione e nell’emissione monetaria, ebbe inizio quando i banchieri cominciarono a prestare i certificati, rappresentativi di oro ed argento, da loro stessi emessi: nacque così la note of bank, ovvero, la banconota. I bankster si arrogarono il diritto di stampare banconote in vece dello Stato che poi acquistava il valore nominale delle banconote ricevute pagando con dei titoli cosiddetti di “debito pubblico”. I banchieri cominciarono, poi, ad emettere banconote in quantità ben superiore all’oro posseduto. Pertanto, così facendo, aumentarono il capitale ed ottennero il pagamento degli interessi anche a fronte dei titoli cartacei prestati, ma privi di riserva aurea.
ll 15 agosto 1971, Forte Knox era stato quasi svuotato dalla Francia che presentava all’incasso i titoli per convertirli in oro, come prevedeva il vigente trattato di Bretton Woods: ma i banchieri avevano stampato Dollari per 9 volte il valore dell’oro che possedevano. Il Presidente Nixon dovette spazzare i patti di Bretton Woods e sospese la convertibilità del Dollaro in oro: il dollaro, però, mantenne inalterato il proprio valore. Il valore della banconota non è determinato dalla sua riserva aurea, ma unicamente da una convenzione sociale. Ciò comporta che la Banca d’Emissione guadagna un lucrosissimo signoraggio che consiste nella differenza tra il valore facciale stampato sul foglietto e il costo della carta e dell’inchiostro sostenuto per realizzare i biglietti stessi. E’ evidente come non possa essere consentito alla Banca d’Emissione d’impossessarsi del signoraggio in occasione dell’emissione monetaria: il signoraggio deve essere solo ed esclusivamente di proprietà dello Stato. E’ lo Stato che deve garantire la stabilità di un mercato tenendo sotto controllo il rapporto tra circolazione monetaria e beni da misurare: se il mercato dispone e produce maggiori beni, occorre maggior quantità di moneta, per non incorrere nella “deflazione”; quantità che va ridotta in caso di diminuzione dei beni stessi, per non creare “inflazione”.
Ora, è evidente come l’attuale crisi economica è stata realizzata mediante la folle distribuzione di titoli inventati, piazzati dalle grandi banche ai privati ed alle stesse banche minori, valori poi volatilizzati. Lo Stato deve ritornare alla propria emissione monetaria diretta, non solo per riacquisire la propria sovranità economica e politica, ma ancor più per smettere d’indebitarsi per acquistare al valore facciale la moneta emessa dai bancheri pagandola con i propri titoli di debito, sui quali scatta da subito anche il pagamento degli interessi passivi. Queste crisi vengono organizzate per sottrarre beni e sistemi produttivi ai legittimi proprietari, per farli confluire alle grandi multinazionali controllate dai banchieri stessi. Ah, già ! … quel signore in metro era Giacinto Auriti, al quale prima della sua morte ho potuto donare, grazie a Savino Frigiola, la sentenza n. 3712/04 del GdP di Lecce, prototipo della provocazione giudiziaria del cittadino ai Signori delle banche.


fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/11/signoraggio-nasce-nascita-della-moneta/

giovedì 13 settembre 2012

Perche la BCE non risulta iscritta in Italia al “registro delle imprese”? di Savino Frigiola


Al fine di semplificare l’esposizione, con il termine banca o banca d’emissione si
identificano sia la B.d’I. che la B.C.E., posto che, stante il quesito, entrambe al momento
dell’emissione monetaria, si sono appropriate e continuano ad appropriarsi del signoraggio
che si determina sul territorio italiano, per poi ripartirselo fra loro.
Si ricorda che il signoraggio è l’utile realizzato in occasione dell’emissione monetaria
determinato dal valore nominale o facciale della moneta, meno il valore materiale della
sostanza utilizzata per realizzare la moneta stessa. Poiché da decenni le principali monete
non contengono metalli preziosi né risultano convertibili in essi, la materia con le quali
vengono realizzate è formata da carta ed inchiostro, per cui il valore del signoraggio in
caso di carta moneta è quello facciale meno le spese tipografiche, in caso di moneta
scritturale il valore nominale addirittura senza le spese tipografiche.
La B. d. I ha cessato di emettere la Lira.
Dal 1° gennaio 2002 è subentrata la B.C.E. che ha sostituito la Lira con l’Euro. Si è
avvalsa e si avvale del braccio operativo della Banca d’Italia, ha mantenuti i medesimi
comportamenti ed atteggiamenti preesistenti con la B. d. I. , l’unica differenza consiste che
prima Bankitalia s’impossessava del 100 % del signoraggio, ora solo del 92 %
giacché l’8 %, per loro accordi interni fra loro, va alla BCE. (all. n. 1).
Occorre anche precisare che la BCE non risulta iscritta in  Italia al  “registro delle
imprese” e tuttavia svolge sul territorio regolare attività imprenditoriale congiuntamente
alla B. d. I. Poiché secondo il nostro ordinamento giuridico la BCE era obbligata a dover
depositare presso l’ufficio del registro copia della procura con sottoscrizione, (art. 2205 –
2206 cc) ne deriva che debbono essere applicati i criteri generali di riconoscimento, per
cui la B. d. I. risulta rappresentativa della B.C.E. a tutti gli effetti.
Si cerca di evitare, per quanto possibile le citazioni, considerando preminente ed esaustiva
la logica delle argomentazioni. Si considerano per acquisiti i contenuti della bibliografia
espressamente richiamata:
1  Bruno Tarquini (ex.Procuratore Generale di Cassazione) “La banca, la moneta e
l’usura”, Napoli – Controcorrente, 2003
2  G. Auriti, “Applicazione di una teoria dell’utilità a una teoria del diritto e delle persone
giuridiche” estratto degli atti del 2° Congresso Nazionale di Filosofia del Diritto (Sassari 2
giugno 1955), Milano, Giuffrè, 1956 Savino Frigiola
4
3  Giacinto Auriti “L’ordinamento internazionale del sistema monetario”. Teramo,
Edigrafital, 1996.
4  Giacinto Auriti “Il valore del Diritto” Teramo, Edigrafital, 1996.
5  F. Cianciarelli “Le origini storiche della moneta” Teramo, Edigrafital, 1996
6  F. Cianciarelli “Predoni, padroni planetari”, Cosenza, 2M, 1998
7  Savino Frigiola “La fabbrica del debito, dell’usura e della disoccupazione” , Rimini
Pragmateia ass. culturale 1997
8  Giacinto Auriti “Il paese dell’utopia”, Chieti, Tabula Fati, 2002
9  Marco Della Luna “ bozza di citazione alla BCE” 2005
I documenti allegati assumono solo valore esplicativo e dimostrativo a sostegno delle
argomentazioni affrontate.
Per identificare di chi sia la proprietà della moneta al momento della sua creazione, posto
che nessuna norma italiana od europea lo stabilisce e per meglio  comprendere l’attuale
disinvolto atteggiamento delle banche d’emissione nei giorni nostri, giova inquadrare,
anche se in maniera schematica e succinta, l’evoluzione storica dei comportamenti umani
e sociali inerenti all’uso ed alle metamorfosi subite nel tempo dalla moneta, intesa come
strumento di misura dei valori, per facilitare e permettere gli scambi commerciali di beni e
prodotti tra i diversi soggetti e le diverse popolazioni, nei tempi reali alla transazione, ed
ancor più utile e necessari in occasione della tesaurizzazione e delle compravendite
differite nel tempo.

martedì 12 giugno 2012

Ritiriamo tutti i nostri soldi dalle banche?E la riserva frazionaria?


Uno degli articoli che ha riscosso maggior successo in rete in questi ultimi giorni è il seguente: Il “signoraggio” bancario spiegato a mio figlio. Un difetto di questo articolo è sicuramente la sua lunga stesura, in quanto abbiamo appositamente evitato ogni forma di sintesi, occupandoci di illustrare dalle origini ad oggi il funzionamento del sistema bancario in modo totalmente “decompresso”, riga per riga, domanda per domanda.
Sempre nel suddetto articolo è illustrato abbondantemente il meccanismo della cosiddetta “riserva frazionaria”, ma crediamo sia il caso di scrivere alcune righe specifiche per rispondere alla domanda dei lettori che vogliono sapere: “Possiamo noi tutti ritirare i nostri soldi dalle banche?“.
La risposta non è Si o No, è ovviamente più articolata, statistica, ma non aspettatevi nulla di buono.
Secondo il meccanismo della “riserva frazionaria” le banche sono autorizzate ad avere una liquidità pari al solo 2% dei risparmi versati dai correntisti. La riserva frazionaria è un diabolico meccanismo statistico basato sul fatto che solo una piccolissima percentuale della popolazione va a ritirare i soldi contemporaneamente. Questo che significa? Tradotto in soldoni significa che su 100 correntisti bancari solo i primi due riuscirebbero a ritirare tutti i contanti depositati, mentre gli altri novantotto rimarrebbero a secco (assumendo, per semplificare, che tutti i correntisti abbiano versato la stessa quantità di risparmi).
E’ vero che se si va in banca a ritirare 10.000€ questi ci vengono dati (magari facendoci aspettare qualche giorno, non verranno consegnati sull’unghia il più delle volte) e molti correntisti in tutto il mondo lo hanno fatto, ma non può trasformarsi in un’azione o protesta di massa… purtroppo. Chi ha ritirato i suoi soldi dalle banche è stato sicuramente lungimirante, soprattutto se ha trasformato il contante in beni reali, immobili oppure oro.
Spieghiamo ancora più dettagliatamente attraverso un altro esempio pratico: prendiamo una banca, diciamo la “Banca popolare degli strozzini”, la BPS. Questa banca ha 100 correntisti e ognuno di questi ha depositato 10.000€ di risparmi. La banca in totale ha fatto depositare 1.000.000€. Ora la banca applica il criterio stabilito dalla comunità europea (idem per gli USA) della riserva frazionaria secondo la quale al massimo il 2% dei correntisti verrà a chiedere i soldi allo sportello contemporaneamente. Quindi che fa? Prende 980.000€ e li investe in obbligazioni vincolate o li presta. Questo significa che la banca può avere come liquidità solo 20.000€, ma non significa che se i correntisti chiedono soldi oltre i 20.000€ la banca fa arrivare il furgone blindato con le banconote legittimamente richieste! Assolutamente no. La banca non può disporre di una somma di denaro totale oltre i 20.000€ perchè i 980.000€ li ha vincolati o prestati e non li può toccare, ne avere!
Questo significa che il totale dei risparmi del popolo è disponibile solo fino a che i soldi restano in banca. E’ paradossale, ma è finanza, è economia bocconiana, non è una teoria, è la triste realtà.
Vincolare o prestare i 980.000€ significa che la banca non possiede quei soldi. Quindi nessuna class action potrà svincolare tale denaro perchè questo è sparpagliato tra milioni di azionisti e debitori! La banca non è più titolare di quella liquidità. La banca investe quei soldi che vanno dispersi nel calderone del mercato a debito e dei derivati bancari. La banca guadagna gli interessi su questo investimento. Quando il vincolo sarà sciolto (e purtroppo la banca in questo non ha alcun potere decisionale) allora la banca riavrà indietro i suoi 980.000€ più gli interessi e avràguadagnato dal nulla, senza fare niente, e con il nostro denaro. Ma questi soldi non verranno mai svincolati, o meglio verranno sempre reinvestiti e vincolati nuovamente perchè solo così una banca e tutto il sistema bancario può reggere ed è su questo che si basa da secoli e prescinde dal concetto di “signoraggio bancario”.
Tutti dobbiamo sapere cos’è e come funziona la riserva frazionaria.
Andiamo oltre esemplificandola ulteriormente affinchè si abbiano le basi per poterla spiegare a tutti facilmente: assumiamo che la nostra macchina rappresenti i nostri risparmi, il parcheggio la banca e il parcheggiatore il direttore della banca. Noi parcheggiamo la macchina per 2 ore e andiamo al cinema con la famiglia… a questo punto il parcheggiatore, durante la nostra assenza, presta a nostra “insaputa” la nostra macchina a terzi e si fa pagare a ore dicendo “questa è disponibile per 2 ore e se la vuoi mi devi dare 10€ l’ora”. Quando noi ritorniamo a riprendere la macchina non è il parcheggiatore che paga a noi una parte del guadagno per aver prestato a nostra “insaputa” l’auto, ma siamo noi che diamo al parcheggiatore i soldi del parcheggio! Quindi il parcheggiatore guadagna da tutti e il parcheggio diventa sempre più ricco. Noi autorizziamo le banche a fare questo nel momento in cui firmiamo “i papiri” all’atto dell’apertura del conto.
Il sistema si basa sul virtuale, di reale non c’è più niente… nemmeno i nostri risparmi. Ripetiamo: chi ha ritirato i propri risparmi dalle banche è stato lungimirante, altri lo faranno, ma sarà per pochi, per non più del 2% della popolazione.
A fronte di un azione di massa pari al 2% della popolazione, le banche e il sistema crollerebbero (e questa è cosa buona…), mentre il 98% dei risparmiatori perderebbe tutti i suoi risparmi (e questa non è cosa buona!). Non credete alla storia della garanzia del FMI sui nostri risparmi, perchè il FMI (fondo monetario internazionale) i fondi non li ha più e si sospetta che non li abbia mai avuti. Qualsiasi economista ve lo confermerà, tranne che il vostro direttore di banca. FONTE

sabato 5 maggio 2012

Una TV locale domanda a Tremonti "che cos'è il signoraggio bancario?"



Una coraggiosa tv locale domanda a Tremonti "che cos'è il signoraggio bancario?", lui - pur non negandolo, come fanno alcuni - risponde con un giro di parole che "dice tutto ma non dice niente"...

E tu sai cos'è il SIGNORAGGIO? Se vuoi saperne di più cerca "signoraggio" sul motore di ricerca interno posto sulla colonna destra del nostro blog http://www.nocensura.com - puoi cercarlo anche attraverso i motori di ricerca, ma fai ATTENZIONE ai risultati: sul web ci sono alcuni siti che ne parlano in modo VOLUTAMENTE FUORVIANTE, per confondere le idee ai cittadini sul fenomeno che è alla BASE del debito pubblico di praticamente tutte le nazioni - ricche e povere - del MONDO! Come dice l'avvocato Marra, che da sempre contrasta il signoraggio, esso è "più difficile da credere che da capire"....

staff nocensura.com