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giovedì 30 ottobre 2014
martedì 8 luglio 2014
Gli smemorati di Berlino (tutti i debiti che la Germania non ha maipagato)
La Germania, che fa tanto la moralizzatrice con gli altri Paesi europei, è andata in default due volte in un secolo e le sono stati condonati i debiti di due guerre mondiali per consentirle di riprendersi. Fra i Paesi che le hanno condonato i debiti, la Grecia, prima di tutto, che pure era molto povera, e l'Italia.
Dopo la Grande Guerra, John Maynard Keynes sostenne che il conto salato chiesto dai Paesi vincitori agli sconfitti avrebbe reso impossibile alla Germania di avviare la rinascita. L'ammontare del debito di guerra equivaleva, in effetti, al 100% del Pil tedesco. Fatalmemte, nel 1923 si arrivò al grande default tedesco, con l'iperinflazione che distrusse la repubblica di Weimar. Adolf Hitler si rifiutò di onorare i debiti, i marchi risparmiati furono investiti per la rinascita economica e il riarmo, concluso, come si sa, con una seconda guerra, ben peggiore, in seguito alla quale a Berlino si richiese un secondo, enorme quantitativo di denaro da parte di numerosi Paesi. L'ammontare complessivo aveva raggiunto i 23 miliardi di dollari (di allora!)
La Germania sconfitta non avrebbe mai potuto pagare i debiti accumulati in due guerre, peraltro da essa stessa provocate.
Mentre i sovietici pretesero e ottennero il pagamento della somma loro spettante, fino all'ultimo centesimo, ottenuta anche facendo lavorare a costo zero migliaia di civili e prigionieri, il 24 agosto 1953 ben 21 Paesi, Belgio, Canada, Ceylon, Danimarca, Grecia, Iran, Irlanda, Italia, Liechtenstein, Lussemburgo, Norvegia, Pakistan, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, Repubblica francese, Spagna, Stati Uniti d'America, Svezia, Svizzera, Unione Sudafricana e Jugoslavia, con un trattato firmato a Londra le consentirono di dimezzare il debito del 50%, da 23 a 11,5 miliardi di dollari, dilazionato in 30 anni. In questo modo, la Germania poté evitare il default, che c'era di 50% avrebbe dovuto essere rimborsato dopo l'eventuale riunificazione delle due Germanie, ma nel 1990 l'allora cancelliere Kohl si oppose alla rinegoziazione dell'accordo, che avrebbe procurato un terzo default alla Germania. Italia e Grecia acconsentirono di non esigere il dovuto.
Nell'ottobre 2010 la Germania ha finito di rimborsare i debiti imposti dal trattato del 1953 con il pagamento dell'ultimo debito per un importo di 69,9 milioni di euro.
Senza l'accordo di Londra che l'ha favorita come pochi, la Germania dovrebbe rimborsare debiti per altri 50 anni. E non ci sarebbe stata la forte crescita del secondo dopoguerra dell'economia tedesca, né Berlino avrebbe potuto entrare nella Banca Mondiale, nel Fondo Monetario Internazionale e nell'Organizzazione Mondiale del Commercio.
Quindi: che cos'ha da lamentare la Merkel, dal momento che il suo Paese ha subito e procurato difficoltà ben maggiori e che proprio dall'Italia e dalla Grecia ha ottenuto il dimezzamento delle somme dovute per i disastri provocati con la prima e la seconda guerra mondiale? La Grecia nel 1953 era molto povera, aveva un grande bisogno di quei soldi, e ne aveva sicuramente diritto, perché aggredita dalla Germania. Eppure... Perché nessun politico italiano ricorda ai tedeschi il debito non esigito?
Roberto Schena
Fonte: ilnord.it
Vedi anche:
- Quel debito di 70 miliardi con la Grecia che la Merkel non vuole pagare...
- Atene presenta il conto alla Merkel: 220 miliardi per danni di guerra mai pagati
- I problemi della Grecia? Per la Germania sono un affare!
Tratto da: informatitalia.blogspot.com
lunedì 19 maggio 2014
La FINE dell'Italia: entro 4 anni saremo 3° mondo, ecco le PROVE
- a cura di nocensura.com
Con l'entrata in vigore del Fiscal Compact e dell'ERF, è in arrivo la batosta finale sul nostro paese; ci toglieranno anche le mutande, ci relegheranno a tutti gli effetti ad essere una COLONIA: le nostre principali aziende, le 'eccellenze italiane' in mano ai privati se le sono già acquistate e le stanno acquistando; ora tocca ai beni pubblici, ad iniziare dalle principali aziende, le più importanti...
Chi ci segue da tempo sa bene a cosa ci stiamo riferendo: ne abbiamo parlato a partire dal 2011.
Oggi parliamo di crisi, oggi 'siamo' in crisi, ma ahimè, la crisi vera, deve ancora arrivare! Questo è niente rispetto allo scenario che si prospetta in questo paese, al di la delle 'confortanti' parole pronunciate ogni anno dai nostri politici, che prima "non vedevano la crisi" e oggi vedono "la fine della crisi", con la ripresa che puntualmente avrà inizio l'anno successivo... e poi quello successivo ancora, e ancora ancora e ancora! Un teatrino di infimo livello di cui sempre più italiani si stanno rendendo conto.
Questione di poco dovremo affrontare il CRACK dell'INPS: e saranno DOLORI. Nessuno ne parla, ma numeri alla mano, è INEVITABILE.
Le grandi aziende continuano a delocalizzare: l'inarrestabile processo di delocalizzazione non è ancora stato ultimato, e la "colpa" non dobbiamo darla alle imprese, ma a chi ha reso conveniente delocalizzare (anche se le multinazionali sono una estensione del sistema bancario) una vera e propria EUTANASIA per l'Italia: ci hanno lasciato morire, e la DISINFORMAZIONE ha coperto questa PRECISA STRATEGIA consapevole. Non può essere altrimenti: chi, potrebbe non capire, che rendere conveniente delocalizzare avrebbe distrutto l'economia italiana e di molte altre nazioni occidentali? (Germania a parte)
Mentre le piccole aziende CHIUDONO: perché non possono reggere la concorrenza di chi ha delocalizzato, e/o perchè la op-pressione fiscale è INSOSTENIBILE !!!
E ora arrivano gli annunciati 'fiscal compact' ed ERF, a fare man bassa delle nostre aziende rimaste, almeno in parte, pubbliche, e magari anche dei beni demaniali: in Grecia stanno (s)vendendo le isolette, chissà che non possiamo farlo anche noi... ah no: noi stiamo SVENDENDO l'Italia intera...!!!
Editoriale a cura di nocensura.comSiamo "alle porte con i sassi" dell'entrata in vigore del fiscal compact: di cui su questo blog abbiamo iniziato a parlare fin prima dell'approvazione, così come nel caso del MES (meccanismo europeo di stabilità) di cui iniziammo a parlare dai primi di Novembre del 2011, fino all'approvazione in aula e tutt'oggi.
Circa i drammatici effetti che avrà il trattato sulle nostre vite, vi rimandiamo a questo nostro articolo del Luglio 2012, che lo spiega in modo chiaro e semplice.
Dopo averci condotto nella spirale di un debito che prevedibilmente ed inevitabilmente sarebbe aumentato sempre di più, fino ai livelli attuali, ora il sistema bancario ci chiede un ulteriore conto: si, perché questo si somma agli oltre 3.100 MILIARDI che abbiamo pagato SOLO A TITOLO DI INTERESSI negli ultimi 30 anni: una cifra MOSTRUOSA, di ben 1.000 MILIARDI di euro superiore all'attuale debito pubblico: una cifra colossale, che vale quanto 30 manovre finanziarie "lacrime e sangue", ma nei prossimi anni, oltre a pagare 80-90 miliardi all'anno di interesse, dovremo anche impegnarci nel diminuire il debito pubblico, in rate ventennali da 40-45 miliardi.
Renzi e gli altri politici pontificano in TV "che lo dobbiamo fare per i nostri figli"; parlano di sprechi, di malagestione, e qualcuno anche della corruzione e delle ruberie, come se il debito fosse provocato da questo: ed è ciò che crede la MAGGIORANZA DEGLI ITALIANI:
Nell'immaginario collettivo il debito è dovuto al fatto che lo Stato italiano ha chiesto prestiti: come fanno i privati con le banche, alle quali chiedono credito e lo rimborsano a rate; non è così!
Il debito pubblico NON è dovuto da richieste di credito dell'Italia nei confronti delle banche, centrali o non; NE dagli sprechi e dalle ruberie: che sono state sempre addebitate agli italiani mediante le tasse, che negli ultimi 30 anni sono aumentate vertiginosamente, certamente anche a casua della malagestione della cosa pubblica: ma anche e sopratutto per pagare gli interessi sul debito pubblico alle banche, che come dimostra la tabella sopra, (vedi l'articolo sui 3.100 mld pagati negli ultimi 30 anni) ha sempre ammontato a svariate decine di miliardi all'anno: una cifra che vale un paio di finanziarie "lacrime e sangue".
IL DEBITO PUBBLICO è la "normale" conseguenza del fatto che il SISTEMA MONETARIO è basato sul DEBITO: i soldi vengono ADDEBITATI e non ACCREDITATI allo Stato.
Le nazioni NON emettono moneta: l'emissione monetaria è gestita dalle banche centrali, che a loro volta sono di proprietà privata (1)
(1) Su Wikipedia sono elencati i soci della Banca d'Italia: ovvero, le banche private italiane, Compagnie assicurative, e una piccola percentuale detenuta dall'INPS; la Banca d'Italia è quindi di proprietà dei banchieri privati.
La Bce a sua volta è di proprietà delle banche centrali dei paesi che hanno aderito all'eurozona: la Banca d'Italia detiene il 12% delle quote. Essendo Banca d'Italia di proprietà delle banche private, possiamo affermare che questi possiedono il 12% della BCE. Le banche centrali di quasi tutte le nazioni del mondo sono gestite da banchieri privati.
Le nazioni emettono "titoli di Stato" e li collocano sul mercato: le banche investono su di essi, e ricevono un interesse; lo stato ottiene liquidità in questo modo. TUTTO L'AMMONTARE CIRCOLANTE, è stato emesso in questo modo.
Sull'intero ammontare monetario circolante, le nazioni pagano interessi.
E si tratta di un debito inestinguibile: poiché per ogni 100€ emessi, le banche chiedono un interesse annuale - ad esempio - del 3%: quindi dovremmo rimborsare 103€ dopo un anno: 106 dopo 2 anni, etc.
Il debito è una voragine inestinguibile: che poi viene ripagato con i BENI REALI, ovvero i pignoramenti, le svendite dei beni demaniali, etc. E così la carta straccia stampata senza nessuna riserva aurea, ne altro, diventa case, edifici, terreni, beni di ogni tipo.
Se considerate che vengono richiesti interessi sull'intero ammontare circolante di soldi, capite bene che la somma che dovrebbe essere risarcita è superiore, e pertanto il debito è INESTINGUIBILE.
Edison e Ford già nel 1921 scrivevano sull'ASSURDITA' TOTALE del fatto che anziché stampare moneta, lo stato se la facesse PRESTARE dai banchieri privati, corrispondendo loro un interesse. UNA TRUFFA IMMENSA!
Informatevi sul funzionamento del sistema monetario: sul signoraggio bancario, sulla vera origine del debito pubblico, e scoprirete la grande truffa, più difficile da credere, che da capire...
Staff nocensura.com
sabato 28 settembre 2013
OH, COME E' BELLO PAGARE LE TASSE...
Mi sbaglierò, ma mi pare che questo Stato viva solo spremendo i
cittadini e solo quelli che si fanno spremere (la maggior parte,
chiaramente). Siamo il Paese più tartassato in Europa (e forse nel
mondo) e malgrado ciò continuano a pensare a nuovi tributi, nuove
imposte, nuove accise (accidenti a loro!).
Benzina, sigarette,
alcol, gioco sono i bersagli più ambiti e, a parte la prima, dove tutti
dobbiamo attingere, gli altri sono solo vizi. Ma non per questo lo Stato
si deve arrogare il diritto di ”castigare”, visto che ha già il
monopolio del fumo, delle distillerie e delle bische e vi lucra
abbondantemente. Ora se la prende anche con le sigarette elettroniche
che, almeno in teoria dovrebbero pian piano fare scemare la voglia di
nicotina, fino ad eliminarne la dipendenza. O forse è proprio per questo
che si accaniscono... Io non fumo, non vado a spendere una lira per i
vari giochi e sono quasi astemio, ma malgrado ciò, per senso di
giustizia mi si ribolle il sangue scorgendo la volontà statale non di
aiutare a smettere, ma solo di lucrare... Ma allora riaprano le Case
Chiuse e tassino le prostitute: almeno farà cassa, tutelando nel
contempo la salute delle “professioniste” e dei loro clienti. Oppure il
perbenismo ipocrita glielo impedisce? Ma come, per il fumo, per l'alcol e
per il gioco sì, per le “lucciole” no? Non è che tema che procedere su
questa via abbia un costo iniziale molto pesante (anche se dopo
recupererebbe oltre ogni aspettativa)?
Lo so, non è questo il
maggiore problema. Gli italiani pensano all'IVA, all'IMU, alla TARES e a
tutto il resto, pensano a come sbarcare il lunario. Ma pensano anche a
dove vanno a finire tutte queste tasse, miliardi e miliardi di euro, che
però non bastano mai. Altrove almeno ti costruiscono strade, scuole,
ospedali, metropolitane, linee ferroviarie, ecc. ecc., ma qui al massimo
rabberciano le strutture esistenti, cadenti ed obsolete, con lavori in
economia (solo di materiale di infima qualità, non quanto lo fanno
pagare) che durano molto meno di quanto costano...
Ma l'Europa (il
“Dio lo vuole” della prima Crociata) ci impone di “raffreddare” il
debito pubblico ed allora non ci sono tagli alla spesa pubblica che
possano bastare... Tagli alle spese mediche, scolastiche, di assistenza
(un discorso a parte per gli extracomunitari) questo sì, un “po' meno” a
quelle degli apparati pubblici ed ai numerosi sprechi della “casta”...
Un po' meno per dire quasi nulla...
Ma poi, se non mi sbaglio le
tasse raccolte riescono a pagare solo UNA PARTE MINIMA DEGLI INTERESSI
del debito pubblico: Ma di che cosa stiamo parlando?
E poi ci
spieghino chiaramente come è nato, quando e chi è il colpevole di questo
stramaledetto debito pubblico!!! In quanto sembra sorto dal nulla ed
improvvisamente si è catapultato nella nostra società. Ma soprattutto mi
preme sapere: Chi l'ha stabilito che noi cittadini, risparmiatori e
quindi vittime innocenti di questo debito, dobbiamo pagare e continuare a
versare in questo pozzo senza fondo i nostri beni?
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sabato 21 settembre 2013
domenica 28 luglio 2013
L'Italia in 20 anni ha pagato 3.100 miliardi di euro di interessi suldebito
L'ITALIA HA PAGATO - dal 1980 al 2012 - LA BELLEZZA DI 3.100 MILIARDI DI EURO (pari a 6.002.437.000.000.000 - sei milioni di miliardi - di vecchie lire...) DI INTERESSI SUL DEBITO PUBBLICO... (che oggi ammonta a 2.074 miliardi di euro...)
UNA SOMMA ENORME, SUPERIORE A 2 ANNI DI PIL NAZIONALE, CHE CI HA INEVITABILMENTE MANDATO SUL LASTRICO... soldi che siamo costretti a pagare perché anzichè emettere denaro, lo stato se lo fa PRESTARE dalle banche centrali private... !!!
Altro che "gli sprechi e le ruberie della casta", che a confronto sono spiccioli...
NON CREDO CHE CI SIA BISOGNO DI AGGIUNGERE ULTERIORI COMMENTI...
sabato 11 maggio 2013
Debito pubblico: l’Italia migliore d’Europa (e non è uno scherzo)
La fonte è molto autorevole: la Neue Zürcher Zeitung (Nzz). L’autore dello studio molto competente in materia: l’economista Bernd Raffelhüschen, professore di Scienze finanziarie presso l’Università di Friburgo, in Germania. La conclusione è molto sorprendente: l’Italia è il Paese che ha il debito pubblico più sostenibile d’Europa.
Possibile? Sì, se si considera oltre al debito esplicito anche quello implicito ovvero gli impegni già presi dallo Stato per i decenni a venire e legati in particolare all’invecchiamento della popolazione: dunque le pensioni in maturazione nei prossimi anni, la spesa sanitaria che dovrà essere sopportata da una popolazione più anziana; il tutto considerando il saldo primario dello Stato.
Lo studio risale al 2011 ed è passato praticamente inosservato (in Italia ne aveva parlatoRischio calcolato), la Nzz lo ha ripreso e lo ha integrato con un altro studio estendendo il panel anche alla Svizzera.
Il grafico che potete trovare qui non mente (mi spiace è solo in tedesco ma facilmente interpretabile). E se la nostra fosse una classe politica seria, dovrebbe iniziare a ripensare il Paese partendo da questi dati, sventolandoli alla stampa internazionale, menzionandoli continuamente alla Bce, al Fmi.
E invece non solo dormono tutti: la stampa dov’è? Il centrodestra che fa? Perché nessuno vanta i meriti di un risanamento strategico che solo le politiche iper restrittive di Monti e gli effetti sciagurati e scandalosi del Mes (Meccanismo europeo di stabilità ovvero Fondo Salva Stati) possono compromettere?
http://blog.ilgiornale.it/foa/
venerdì 14 dicembre 2012
mercoledì 12 dicembre 2012
martedì 11 dicembre 2012
lunedì 10 dicembre 2012
Il giro dell'oca del debito pubblico parte I di IV
di Giovanni Zibordi
I cosiddetti "Mercati", la nuova divinità iraconda e punitiva alla quale i governi si inchinano, sacrificando democrazie e popoli, hanno i loro simbolismi magici. Per esempio lo spread, che sorge inquietante sui cieli dei media come il pipistrello di Gotham City. E come ogni divinità che si rispetti, essi non amano la trasparenza né ammettono di venire studiati da altri che non siano i loro invasati sacerdoti. Tuttavia, basta andare oltre alle verità rivelate sulle sacre scritture contabili, oltre all'omelia quotidiana dei partiti a caccia di voti, spingendosi al di là della propaganda, per svelare la natura umana, troppo umana di una liturgia che poco ha di sacro e molto di profano.
Gli strali dei mercati, ad esempio, si sono recentemente attenuati grazie al riacquisto da parte del governo greco, con i soldi del finanziamento UE da 10 miliardi, di suoi propri bonds, drenati dalle banche greche. Le banche greche, a loro volta, sono state obbligate a venderli, contro la loro stessa volontà, anche se quotando intorno ai 25 centesimi avranno a loro volta una perdita di 4 miliardi di euro che le costringerà presto a chiedere un nuovo salvataggio UE, in una spirale di assurdità senza fine. Ma il governo greco, viceversa, riaqcquistando i propri bond avrà un guadagno secco di 75 centesimi l'uno, perchè evidentemente li terrà fino alla loro scadenza naturale, quando cioè torneranno al loro valore nominale 100 (e visto che li terrà senza venderli, non scenderanno di prezzo).
Ricapitoliamo perché potreste pensare di non avere capito bene. Atene, per finanziare il suo deficit, vende inizialmente 10 miliardi di bonds, i quali principalmente vengono comprati da banche francesi e tedesche, che poi nel 2011 decidono di liberarsene. Come fare? Interviene la UE che spinge le banche greche ad acquistarli (allo stesso identico modo in cui le banche spagnole o italiane si sono riempite di titoli di stato del loro Paese). E oggi il Governo greco ricompra i suoi stessi titoli di stato, che aveva precedentemente venduto per finanziarsi. E con che soldi, dunque? Con quelli accreditati dalla UE e dalla BCE. Fantastico! Un giro dell'oca nel quale si ritorna sempre al punto di partenza (per chi pensa che esageri ho parafrasato qui la sintesi che ne fa il financial times.
Esisterebbe un termine tecnico per questo genere di operazioni che, nel gergo psichiatrico, ricadono sotto il cappello della "demenza". La famosa demenza mercantile. In realtà non si tratta di vera e propria follia, perchè la ragione di tutti questi giri è confondere l'opinione pubblica con complicati passaggi contabiliin modo che non capisca da dove provengono, dove sono finiti e chi ce li ha messi, questi miliardi che vanno avanti e indietro dai debiti pubblici.
A voler essere pignoli, oltre a questi 10 miliardi di cui sopra, il governo greco sta ricomprando altri 20 miliardi e rotti, che sono nelle mani di alcuni hedge funds. Tuttavia, in questo caso li pagherà molto di più: sui 35 centesimi l'uno, facendo guadagnare ai loro attuali detentori qualche miliardo, visto che i bonds erano stati astutamente acquistati a inizio 2012, dopo la ristrutturazione del debito greco, alla media di circa 15 centesimi l'uno..
Tirate le somme, alla fine la UE avrà finanziato il governo greco per circa 30 miliardi, con i quali questi ricompra i suoi stessi titoli, in modo che il debito pubblico greco sembri minore per la stessa somma. Una magia, un complicato schema di simbolismi divinatori, esattamente pari a quelli che i sacerdoti Maya utilizzavano per placare l'ira degli dei (e mantenere la popolazione sottomessa). In questo caso,viene usata una "moneta magica", creata dal nulla e che nel nulla sparisce, in maniera incomprensibile ai più.
Questo schema, caratteristico degli ultimi tempi, si è visto nei rapporti tra Grecia, UE e BCE, così come nella logica sottostante ai vari fondi salva-stati, e non è sostanzialmente diverso da quello in atto in America, in Giappone e in Inghilterra e anche, in parte, nei vari programmi di Draghi. Di seguito una sintesi a fumetti che spiega come funziona il meccanismo in Inghilterra, dove in ossequio alla semplicità della mentalità inglese, il giro dell'oca sul tabellone è molto meno contorto.
byoblu.com
martedì 4 dicembre 2012
Il debito pubblico per paese: Mappa del Mondo
| Country Name | Debito pubblico (% PIL) | Year of Estimate |
|---|---|---|
| Zimbabwe | 220 | 2011 |
| Giappone | 212 | 2011 |
| Saint Christopher e Nevis | 200 | 2011 |
| Grecia | 162 | 2011 |
| Libano | 134 | 2011 |
| Islanda | 128 | 2011 |
| Giamaica | 126 | 2011 |
| Italia | 120 | 2011 |
| Eritrea | 119 | 2012 |
| Singapore | 118 | 2011 |
| Portogallo | 113 | 2011 |
| Irlanda | 105 | 2011 |
| Belgio | 100 | 2011 |
| Barbados | 96 | 2011 |
| Sudan | 94 | 2011 |
| Canada | 87 | 2011 |
| Gran Bretagna | 86 | 2011 |
| Belize | 85 | 2011 |
| Francia | 85 | 2011 |
| São Tomé e Príncipe | 85 | 2012 |
| Egitto | 83 | 2011 |
| Sierra Leone | 83 | 2012 |
| Germania | 82 | 2011 |
| Ungheria | 81 | 2011 |
| Sri Lanka | 79 | 2011 |
| Bhutan | 79 | 10 |
| Burundi | 78 | 2012 |
| Dominica | 78 | 2009 |
| Capo Verde | 74 | 2012 |
| Austria | 74 | 2011 |
| Israele | 73 | 2011 |
| Nicaragua | 71 | 2011 |
| Malta | 70 | 2011 |
| Spagna | 68 | 2011 |
| Stati Uniti | 68 | 2011 |
| Costa d'Avorio | 65 | 2011 |
| Paesi Bassi | 65 | 2011 |
| Marocco | 64 | 2011 |
| Guyana | 62 | 2011 |
| Pakistan | 60 | 2011 |
| Albania | 60 | 2011 |
| Ciad | 59 | 2012 |
| Giordania | 58 | 2011 |
| Norvegia | 58 | 2011 |
| Maurizio | 57 | 2011 |
| Vietnam | 57 | 2011 |
| El Salvador | 57 | 2011 |
| Polonia | 57 | 2011 |
| Brasile | 54 | 2011 |
| Bahrein | 54 | 2011 |
| Malesia | 53 | 2011 |
| Svizzera | 52 | 2011 |
| Uruguay | 51 | 2011 |
| Filippine | 51 | 2011 |
| Kenya | 50 | 2011 |
| Tunisia | 49 | 2011 |
| Figi | 49 | 2012 |
| Finlandia | 49 | 2011 |
| India | 49 | 2011 |
| Seicelle | 45 | 2011 |
| Bielorussia | 45 | 2012 |
| Serbia | 45 | 2011 |
| Montenegro | 45 | 2011 |
| Lettonia | 45 | 2011 |
| Costa Rica | 45 | 2011 |
| Colombia | 45 | 2011 |
| Danimarca | 44 | 2011 |
| Croazia | 44 | 2011 |
| Etiopia | 44 | 2011 |
| Cina | 44 | 2011 |
| Emirati arabi uniti | 44 | 2011 |
| Slovacchia | 43 | 2011 |
| Bosnia-Erzegovina | 43 | 2011 |
| Slovenia | 42 | 2011 |
| Panama | 42 | 2011 |
| Argentina | 41 | 2011 |
| Repubblica ceca | 41 | 2011 |
| Thailandia | 41 | 2011 |
| Turchia | 40 | 2011 |
| Yemen | 39 | 2011 |
| Ucraina | 39 | 2011 |
| Romania | 39 | 2011 |
| Armenia | 39 | 2012 |
| Svezia | 38 | 2011 |
| Bolivia | 37 | 2011 |
| Taiwan | 36 | 2011 |
| Lituania | 36 | 2011 |
| Ghana | 36 | 2011 |
| Malawi | 36 | 2011 |
| Tanzania | 36 | 2011 |
| Repubblica dominicana | 36 | 2011 |
| Nuova Zelanda | 36 | 2011 |
| Messico | 35 | 2011 |
| Cuba | 35 | 2011 |
| Bangladesh | 35 | 2011 |
| Siria | 35 | 2011 |
| Venezuela | 35 | 2011 |
| Mozambico | 35 | 2011 |
| Senegal | 35 | 2011 |
| Sudafrica | 34 | 2011 |
| Corea del Sud | 34 | 2011 |
| Honduras | 34 | 2011 |
| Qatar | 33 | 2011 |
| Trinidad e Tobago | 33 | 2011 |
| Benin | 31 | 2012 |
| Hong Kong | 30 | 2011 |
| Moldavia | 29 | 2011 |
| Macedonia | 28 | 2011 |
| Zambia | 28 | 2011 |
| Namibia | 27 | 2011 |
| Australia | 27 | 2011 |
| Ruanda | 25 | 2012 |
| Guatemala | 25 | 2011 |
| Indonesia | 24 | 2011 |
| Uganda | 24 | 2011 |
| Papua Nuova Guinea | 22 | 2011 |
| Ecuador | 22 | 2011 |
| Gabon | 21 | 2011 |
| Perù | 20 | 2011 |
| Niger | 18 | 2011 |
| Nigeria | 18 | 2011 |
| Bulgaria | 18 | 2011 |
| Angola | 17 | 2011 |
| Lussemburgo | 17 | 2011 |
| Botswana | 15 | 2011 |
| Camerun | 14 | 2011 |
| Paraguay | 14 | 2011 |
| Arabia Saudita | 13 | 2011 |
| Kazakistan | 12 | 2011 |
| Iran | 12 | 2011 |
| Cile | 9 | 2011 |
| Uzbekistan | 8 | 2011 |
| Russia | 8 | 2011 |
| Russia | 8 | 2011 |
| Algeria | 8 | 2011 |
| Kuwait | 7 | 2011 |
| Estonia | 6 | 2011 |
| Azerbaigian | 6 | 2011 |
| Guinea Equatoriale | 5 | 2011 |
| Libia | 4 | 2011 |
| Oman | 4 | 2011 |
| Liberia | 3 | 2012 |
Fonte: CIA World Factbook tratto da indexmundi.com
martedì 13 novembre 2012
Record debito pubblico a quota 2 mila punti. Ma Monti a che serve?!?!
ilfazioso.com
domenica 11 novembre 2012
giovedì 8 novembre 2012
Il FMI vuole cancellare il debito? Il lupo perde il pelo ma non il vizio...
Gli avvoltoi del FMI hanno iniziato a far veicolare una notizia secondo la quale vorrebbero cancellare il debito e detronizzare i banchieri .
Noi, che siamo sempre diffidenti quando si parla di questi clubs, abbiamo provato a trarre qualche conclusione per dimostrare che non è tutto oro quello che luccica. La Volpe si avvicina, ed entra, sempre con astuzia nel pollaio, ma poi sappiamo che fine fanno le galline.
Qualche giorno fa abbiamo pubblicato un articolo “ FMI cancella il debito e detronizza i banchieri” nel quale si sosteneva un sistema “ nuovo “ di emissione del denaro per cercare di contenere il debito pubblico, ed è singolare che oggi ci imbattiamo in un articolo, che alleghiamo, “ L’Inghilterra vuole cancellare il debito pubblico.
Ad un esame sommario si potrebbe pensare che, finalmente, vogliono mettere in piedi un sistema per ri-tornare a dare ricchezza ai popoli, ma noi non lo abbiamo letto così.
“ Il gioco di prestigio è quello di sostituire il nostro sistema di denaro creato da una banca privata – circa il 97% della massa monetaria- con un sistema di Stato che crea il suo denaro”.
Questo significa un primo benefico effetto: la fine della “ riserva frazionaria”.
E sarebbe un primo colpo alle banche perché gli impedirebbe di creare denaro virtuale, come fanno oggi, e sarebbero nuovamente legate al montante dei depositi per effettuare dei prestiti.
La funzione originaria delle banche create come servizio alla collettività che da una parte prendevano il risparmio privato e dall’altra concedevano prestiti a privati ed aziende per far meglio girare l’economia.
Praticamente grazie alla “ riserva frazionaria “ le banche “ emettono” una enorme quantità di moneta virtuale che è fuori da qualsiasi controllo creando le disgrazie economiche che stiamo vivendo sulla nostra pelle dal 2008 ad oggi, per il momento.
E che c’è di male in questo ? Non è in fondo quello che stiamo chiedendo da sempre?
Secondo noi no. Per un motivo semplicissimo: il FMI quando parla di Stato che crea la sua moneta, non intende, dal nostro punto di vista, l’emissione diretta della moneta sotto il controllo diretto dello Stato stesso, ma di una moneta “ nazionale” emessa da una banca, sempre in mano ai privati,l’unica autorizzata dallo Stato, che comunque rimane di proprietà della banca stessa, con tutti i problemi di signoraggio ed interessi.
Per farci comprendere meglio facciamo un esempio con il dollaro statunitense: questa moneta è emessa dalla FED e sopra c’è scritto “ Federal Reserve Note”, di conseguenza di proprietà della stessa, che è una banca privata e che applica i “diritti” di signoraggio e gli interessi. Questa moneta crea comunque debito pubblico, la sola differenza è che i titoli di debito emessi dal Tesoro USA, potrebbero tutti rimanere in casa in quanto li acquisterebbe la FED stampando altra moneta. E’ quello che sta facendo il Giappone che ha un debito pubblico pari a più del 200% del PIL.
La manovra del FMI consiste nel tenere sotto controllo l’emissione monetaria eliminando la “ riserva frazionaria”, ma la moneta sarebbe comunque nelle sue mani ed in quelle dei suoi amici in quanto emessa da banche private spacciate per banche di Stato ( come è il caso della Banca d’Italia, creduta dai più pubblica ma nella realtà privata ).
Prova ne sia che intende ancora far ricorrere gli Stati all’emissione di titoli di debito per avere il denaro per far girare l’economia.
Anziché “ rubare “ in 1.000 “ rubano” in 100.
Controllando meglio i flussi monetari e gli Stati.
Non a caso non si parla di moneta emessa direttamente sotto il controllo dello Stato che significa che le Autorità preposte dicono quanto e quando stampare moneta, sulla quale ci dovrebbe essere scritto “ biglietto di Stato a corso legale”, pertanto di proprietà popolare e non di una banca.
Con un tale sistema si eliminerebbe il debito pubblico in quanto lo Stato stampando direttamente, farebbe circolare la moneta tramite un reddito di cittadinanza, oppure tramite opere pubbliche, pagando gli stipendi delle maestranze dipendenti, ect.
Una notevole massa monetaria gli tornerebbe indietro con le tassazioni che, a questo punto, non servirebbero più, come accade oggi, per pagare gli interessi ai banchieri, ma andrebbero in un fondo dal quale lo Stato attinge ogni qual volta ha bisogno di mettere in circolo nuova moneta.
Quella piccola parte che non rientra sarebbe il debito pubblico che non rappresenta più un problema in quanto lo Stato è indebitato con se stesso.
Volete una prova ? L’Italia dal 1874 al 1975 ha stampato moneta di Stato ( vedi foto ) e nel 1940 il debito pubblico era del 20%, nel 1945, dopo 5 anni di guerra, era passato al 25%, nel 1970, dopo tutta la ricostruzione post-bellica, era nuovamente tornato al 20%. Nel 1975 lo Stato ha abdicato alla sua funzione di stampare moneta ed i “ risultati economici” li paghiamo oggi sulla nostra pelle.
Il lupo perde il pelo, ma non il vizio.
Claudio Marconi
L'Inghilterra vuole cancellare il debito pubblico
Una provocazione. Oppure una tentazione. Basta austerity, tasse e aumento dell’Iva. La soluzione per ridurre il debito pubblico è molto più semplice: cancellarlo. L’ipotesi è stata avanzata da Gavyn Davies in un editoriale sul Financial Times, per quanto riguarda il debito inglese. In effetti potrebbe essere la strada più semplice. Un colpo di spugna e il debito pubblico detenuto dalle Banche Centrali verrebbe cancellato. In altre parole, la politica fiscale in forte deficit del passato è stata finanziata con l’emissione di moneta. Una scelta opinabile e sbagliata per la Bundesbank, e opposta a quella degli inizi degli anni Ottanta, quando fu fatto divieto alla Banca d’Italia di comprare le obbligazioni del Tesoro. Difatti, la suggestiva proposta, per ora, riguarderebbe la sola Gran Bretagna. Per capire meglio il perché si sia arrivati, addirittura, ad ipotizzare una soluzione così estrema, occorre fare un piccolo passo indietro. Nell’ultimo rapporto del Fondo Monetario Internazionale, si è aperto un dibattito sull’efficacia delle misure di austerità e il loro impatto sull’economia reale. Le politiche dei sacrifici hanno prodotto, questo è innegabile, un effetto indesiderato ed imprevisto, ossia una flessione delle economie più grande di quello che si era preventivato. Tutta colpa, secondo gli analisti, del sottovalutato impatto del “moltiplicatore sociale”. Le tasse salgono, il reddito si riduce. L’impatto della politica fiscale sul reddito nazionale si chiama, appunto, moltiplicatore sociale. Si hanno, quindi, meno redditi sul lato spesa e un minor reddito netto per le famiglie e le imprese. I conti iniziali, non tornano più. Si era ipotizzato che ad ogni euro di tagli più tasse, corrispondeva una riduzione del redito nazionale di mezzo euro. Si otteneva, semplificando, un deficit ridotto di un euro, da rapportare con un Pil diminuito di mezzo euro. Ma col tempo il moltiplicatore si è rivelato avere un impatto più pesante: per ogni euro più tagli si è avuto un crollo del reddito nazionale che oscilla tra i 90 centesimi fino ad un euro e 70. Ma l’errore da cosa è dovuto? In condizioni di normalità una politica fiscale recessiva ha come altra faccia della medaglia una politica monetaria espansiva. Una sorta di bilanciamento. Se la politica monetaria, però, è già espansiva - con i tassi della banca centrale negativi, considerando l’inflazione – ecco che non può più agire come contrappeso per potare la bilancia in pareggio e, perciò, il moltiplicatore fiscale aumenta oltre le previsioni. La Banca Centrale quando compra il debito pubblico, lo acquista per un periodo. Prima o poi lo rivenderà, presumibilmente quando l’economia sarà ripartita. Nel caso del Regno Unito il debito pubblico in mano alla Banca Centrale è circa il 25% del totale. Quando la Banca ha acquistato i titoli di Stato, ha immesso liquidità nel sistema. Ma non appena venderà il debito pubblico, questa liquidità sarà eliminata. Ecco quindi, che potrebbe decidere di non rivenderlo. In questo caso le manovre di austerità potrebbero essere meno severe ed aver un impatto meno gravoso sull’economia. Si ridurrebbero gli oneri da interesse, con un debito minore. La liquidità che resta potrebbe col tempo alimentare l’inflazione, una volta che la disoccupazione sia diminuita. Il Fincial Times ha ipotizzato, se non la cancellazione completa, almeno la riduzione perché “sarebbe la Banca Centrale che vedrebbe cancellare immediatamente la propria base di capitale. La questione cruciale è capire se questo conta e, in caso affermativo, in che modo”. E’ un’ipotesi, certo. Nei prossimi anni la Gran Bretagna, ma anche gli Usa, dovranno per evitare la crescita smisurata del loro debito statale, tagliare le spese del loro bilancio. Usare la Banca Centrale per ridurre gli oneri del debito è una maniera per ovviare i limiti della politica e la mancanza di riforme. Il ricorso alla sovranità monetaria allenterebbe questi vincoli e sarebbe una svolta epocale per tutta l’Eurozona. Che sia possibile o meno imboccare questa strada è ancora una questione aperta.
Scritto da Fabrizio Arnhold | Yahoo! Finanza speciali
fonte: Frontediliberazionedaibanchieri.it
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