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martedì 23 ottobre 2012

Città della salute, il 23 ottobre il primo atto burocratico per la realizzazione. Ecco quale

Nelle ex Falck la città della salute? Si saprà il 3 maggio

Vengono convocati a Milano, in Regione, la prima Conferenza di Valutazione e il Forum aperto al pubblico per la realizzazione nelle aree ex Falck di proprietà del gruppo Bizzi e di alcuni soci, tra cui le cooperative, della Città della salute (l’unione di Neurologico Besta e Istituto dei Tumori di Milano). L’appuntamento è per il giorno martedì 23 ottobrenell’Auditorium Gaber di palazzo Pirelli, in piazza Duca d’Aosta 3 a Milano.Il programma prevede:
• alle 14.30 una sessione introduttiva a cui sono invitati sia i soggetti istituzionali interessati dal procedimento, sia il pubblico. Viene illustrato il documento di scoping;
• alle 15.15 si svolge la Conferenza di valutazione, dedicata al confronto con i soggetti istituzionali competenti in materia ambientale e con gli enti territorialmente interessati;
• alle 16.15 si svolge in Forum, per il confronto con il pubblico interessato.
Scarica il documento della Vas,  la procedura di  Valutazione Ambientale Strategica VAS dell’Accordo di Programma “Città della Salute e della Ricerca”, avviata con la delibera della regione (scaricala da qui).
Il sindaco Monica Chittò ha affermato: “Il grande parco rimarrà centrale nella progettazione e la Città della salute si inserirà in esso su una superficie di 205mila metri quadrati. Saranno salvaguardati gli edifici di archeologia industriale principali, meglio rinunciare a uno di essi (la casa del direttore, ndr) che a tutti. Accanto alla città della salute sorgeranno poliambulatori e strutture di supporto, ricettive e commerciali, per dipendenti della struttura, visitatori, pazienti e studenti. Per quanto riguarda il centro commerciale sempre previsto nell’area ex Falck, la decisione sarà rimandata nel tempo e nello spazio, allo stato attuale difficilmente è compatibile con la città della salute. La volumetria complessiva delle aree Falck, inoltre, non sarà aumentata”.
Resta da capire se le elezioni della giunta regionale porteranno dei cambiamenti nel progetto, deciso dalla Giunta Formigoni e dipendente direttamente dalle strutture della presidenza. “Chiederemo alla nuova giunta, qualunque  essa sia, di considerare prioritario l’intervento“, ha spiegato il primo cittadino di Sesto.

martedì 3 luglio 2012

UFFICIALE!!! LA GIUNTA DELLA REGIONE LOMBARDIA HA DELIBERATO: LA CITTA' DELLA SALUTE SI FARA' SULLE EX AREE FALCK


Sesto San Giovanni -    La Giunta della Regione Lombardia ha approvato la realizzazione della Citta' della Salute e della Ricerca nelle aree ex Falck del Comune di Sesto San Giovanni. La decisione della Giunta sancisce ufficialmente quanto proposto dal Tavolo Istituzionale che si e' tenuto sabato 30 giugno a Palazzo Lombardia, sotto la presidenza dello stesso Formigoni. I protagonisti all'Accordo di Programma, secondo quanto indicato dalla delibera approvata oggi, saranno Regione Lombardia, ministero della Salute, Comune di Sesto San Giovanni, Comune di Milano, Fondazione IRCCS Istituto Nazionale Neurologico 'Carlo Besta', Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori. Aderisce all'Accordo anche Infrastrutture Lombarde spa, come stazione appaltante per la realizzazione dell'intervento. (AGI) 

lunedì 23 aprile 2012

ELEZIONI PER IL NUOVO SINDACO, LO STUPORE DEI QUOTIDIANI 'IL GIORNO' E 'IL GIORNALE': NONOSTANTE GLI SCANDALI CHE HANNO TRAVOLTO LA SINISTRA SESTESE QUEL SONDAGGIO DICE CHE...


Sesto San Giovanni -    "Il centrodestra indietro nonostante gli scandali che hanno travolto la sinistra" - "Certo che l'estate scorsa all'esplosione dell'inchiesta Falck non ci avrebbe scommesso nessuno". Così, nei giorni scorsi, i quotidiani nazionali 'Il Giorno' e 'Il Giornale' hanno commentato il sondaggio commissionato dal PD dalla SWG e i dati resi noti la settimana passata dal Partito Democratico secondo cui Monica Chittò, candidata del centrosinistra ed espressione, appunto, della Giunta indagata per lo scandalo delle presunte tangenti, vincerebbe al primo turno con un consenso quantificabile tra il 51% e il 55%. 
http://sestonotizie.it/leggi.php?artID=2363104 

lunedì 16 aprile 2012

"Sesto? Capitale simbolica" Vendola dà forza al centrosinistra In città per "vincere"


Nichi Vendola (Ansa)
Nichi Vendola (Ansa)

di Laura Lana
Il leader di Sel fa tappa nell'ex Stalingrado d'Italia per sostenere la corsa alla poltrona di sindaco di Monica Chittò 
Sesto San Giovanni, 16 aprile 2012 — Un bagno di folla. Baci e abbracci per Nichi Vendola, il leader nazionale di Sel in tour nel Nord Italia per appoggiare la corsa del centrosinistra alle Amministrative. Dei «suoi» candidati, come Pietro Mezzi a Melegnano, ma anche del Pd come Monica Chittò a Sesto San Giovanni. «Dopo le primarie sono diventata con orgoglio la candidata di tutto il centrosinistra - ha sottolineato l’assessore alla Cultura e all’Educazione -. E a maggio sarò il sindaco di tutti i sestesi. Perché noi vinceremo e lo faremo al primo turno».
Un’accelerata quella di Chittò, in un intervento più politico del solito. E una presenza, quella di Vendola, niente affatto scontata, dato che gli altri comizi in Provincia sono stati tutti a favore di aspiranti sindaco targati Sel. «L’evocazione della vostra città, fin da ragazzo, mi ha fatto venire il batticuore — ha confessato Vendola —.Sesto è stata una capitale importante dell’Italia, del Nord e del Sud. In un certo senso, Sesto è stata anche capitale della Puglia».
Di lavoro si è parlato ieri sera dal palco di SpazioArte: articolo18 e precariatocontrattazione e contratti atipici, fino ai mitici scioperi del ‘43. «Voi avete insegnato all’Italia intera che il lavoro è uno strumento di dignità, non un albergo a ore», ha detto il governatore della Puglia al tavolo con Antonio Pizzinato, il sindacalista sestese (e italiano) per eccellenza.
Anche di inchieste e giustizia si è parlato nella città che a luglio si svegliò travolta dall’uragano delle presunte tangenti. «Sono tre anni che provano a coinvolgermi, ma non ho nulla da temere»; ha commentato Vendola. Immancabili le aree Falck nella discussione. «Sappiamo i rischi che si portano dietro le bonifiche. Riusciremo a contrastare le infiltrazioni mafiose — ha assicurato Chittò -. Sesto è sempre stata la città delle trasformazioni: è il suo fascino, non dobbiamo avere paura».
Una città «del benessere e della speranza», così la vede l’assessore Pd. Di «solidarietà, etica e lavoro» aggiungono i compagni di Sel. Il segretario Giuseppe Roccisano, il capolista Moreno Nossa, i consiglieri uscenti Olga Talamucci e Angelo Gerosa, che hanno presentato i candidati in lista: 50 per cento donne e 30 per cento indipendenti. «Nel segno del cambiamento. Per una sinistra che avanza con la forza dell’esperienza e il coraggio dell’ascolto».

sabato 24 marzo 2012

CITTA' DELLA SALUTE, IL PRESIDENTE FORMIGONI CONFERMA: IN CORSA SESTO (AREE FALCK) E MILANO (CASERMA PERRUCCHETTI), DECIDERANNO COSTI, TEMPI E UTILITA'


Sesto San Giovanni -    In una conferenza stampa che ha trattato i temi della sanità, relativamente al progetto della Città della Salute, Formigoni ha spiegato oggi che "dopo avere incontrato il sindaco di Sesto Oldrini la settimana precedente ho fatto il punto con Pisapia", confermando che "abbiamo deciso di limitare la 'gara' all'area della caserma Perrucchetti proposta dal Comune di Milano e all'area ex Falck proposta da Sesto. I nostri tecnici lavoreranno congiuntamente. C'è un tavolo unico, con tecnici di Regione Lombardia, del Comune di Milano e di Sesto per mettere a confronto le due ipotesi, che appaiono entrambe valide, e scegliere la migliore, in termini di costi, di tempi, e di utilità complessiva all'interno del sistema sanitario". 
http://sestonotizie.it/leggi.php?artID=2323205 

sabato 4 dicembre 2010

"Dietro i cancelli ho visto cambiare la storia della città" Renato Falconati, custode delle ex aree Falck, si occupa da anni di controllare lo stabilimento dismesso. Recentemente è stato insignito del Premio Torretta da parte del Comune di Sesto


Falconati
Falconati
Sesto San Giovanni, 4 dicembre 2010 - Una vita nella grande fabbrica: da giovanissimo tecnico ad assistente alla direzione. Ma l’ultima colata e il prepensionamento non hanno significato, per lui, l’addio alle Falck: dal giorno della chiusura della vecchia acciaieria, Renato Falconati si è occupato della gestione del patrimonio immobiliare. Prima per conto dei Falck. Poi del Gruppo Pasini. Di Luigi Zunino. E di Davide Bizzi. Cambiano i padroni. E lui è sempre lì: il «buon custode». Premiato con il Torretta.

Che effetto le fa conservare le «chiavi» delle Falck?«Scherzosamente dico sempre che mi hanno ceduto insieme alle aree. Ho iniziato con la Falck Immobiliare. Ricordo le prime caratterizzazioni ambientali e il progetto di Kenzo Tange, comunque affascinante. Ma i Falck si sono dedicati ad altro, era inevitabile che vendessero».

Da Falck a Pasini, come ha vissuto il passaggio di mano?«E’ stata la mia prima gratificazione. All’atto notarile Giuseppe Pasini chiese a Falck la disponibilità che io andassi con loro e lui rispose che sicuramente faceva un ottimo acquisto. Pasini ci teneva davvero, credo che la città debba essergli grata per tutto quello che ha fatto. Anche per le Falck: ha fatto in modo che le aree fossero tenute sempre in ordine. Mi ha dato il privilegio di conoscere l’architetto Mario Botta, ho scoperto quante trasformazioni erano possibili sulle rovine della siderurgia».
Cosa ricorda di quegli anni?                                                                                                                                                «Emozioni inspiegabili. Ho capito cosa fosse il “rumore del silenzio” proprio qui, il sabato e la domenica, quando facevo i miei giri di controllo da solo. Vedevo le poiane, i fagiani, i conigli selvatici. E sentivo i capannoni che vibravano, con il passaggio del vento. Lì sotto riecheggia la grande fabbrica, nella sua maestosità».

E da Pasini a Zunino?«E’ stato un cambio radicale, ma ancora una volta mi hanno riconosciuto il ruolo di “buon custode”. Zunino mi ha dato l’opportunità di esprimere al meglio le mie qualità. E poi di conoscere un architetto straordinario: Renzo Piano ha voluto che lo accompagnassi sul giro in elicottero, come memoria storica, e mi ha fatto capire il suo progetto, disegnando con un matitone su un foglio la sua «farfalla». Mi ha illuminato: ho pensato “è la volta buona”. Con lui, poi, ho avuto l’onore di conoscere un maestro come Ermanno Olmi, che mi ha aiutato a tirar fuori le mie emozioni, nei suoi filmati».

Con Zunino sono arrivate le demolizioni. Come le ha vissute?«Entravo alle sei del mattino e uscivo alle otto di sera. Vedevo questi momumenti che cadevano a terra, con rimpianto e malinconia. Mi aiutava la sicurezza che da lì si sarebbe avuta la rinascita della città. E una bella gratificazione: ho recuperato la sirena, l’ho ristrutturata e rimessa su. Mi ha fatto grande piacere, come quando ho ricevuto la Stella al merito del Lavoro: l’ho dedicata a mio padre e ai miei zii, che hanno dato la vita e il sangue per l’azienda».

Da Zunino a Bizzi.«L’ultima soddisfazione. Gli auguro di realizzare questo sogno, per lui e soprattutto per la città, che si merita questa riqualificazione».
di Patrizia Longo
http://www.ilgiorno.it/sesto/

mercoledì 1 dicembre 2010

Aree ex Falck, grattacieli da tagliare Nel primo vertice con il Comune, Davide Brizzi boccia la costruzione di case alte poichè adatte ad altri tipi di città e non a Sesto San Giovanni

Sesto San Giovanni, 1 dicembre 2010 - Tutto esaurito in sala giunta, ieri mattina, per il primo incontro post-Zunino sulle ex Falck. Da una parte del tavolo, l’esecutivo al completo: il sindaco Oldrini, gli assessori, il direttore generale, dirigenti degli uffici tecnici e capo di gabinetto. Dall’altra, i rappresentanti dei nuovi proprietari, Bizzi e soci, e dello studio di Renzo Piano.
All’ordine del giorno, le modifiche al progetto elaborato dall’architetto genovese alla luce di due fondamentali novità: da parte del Comune, l’approvazione del piano di governo del territorio; da parte dei nuovi proprietari, l’adeguamento alle nuove condizioni del mercato immobiliare. Oltre due ore di confronto, le prime di una lunga serie. Contenuti: top secret, almeno fino al primo resoconto nella maggioranza di centro-sinistra.
«Abbiamo esposto quali sono le nostre esigenze e quali, secondo noi, le criticità da risolvere — ha detto il sindaco — ma siamo proprio agli inizi e, prima di ogni considerazione, dovremo discutere in una riunione di maggioranza di tutti gli elementi emersi». Facile immaginarne i principali, secondo quanto più volte dichiarato dai diretti interessati. Da parte del Comune, la necessità di rispettare le regole fissate nel proprio Pgt, quanto all’edificabilità, e di mettere mano, con maggiore precisione, al nodo viabilità e trasporti, tema che sarà poi oggetto di confronto con Regione e Provincia.
Da parte dei nuovi proprietari, la scelta di rivedere le «case alte». Davide Bizzi, a capo della cordata di imprenditori che ha acquistato le ex Falck con il supporto delle banche, non ha mai fatto mistero di ritenere irrealizzabili dei grattacieli, in un contesto profondamente diverso da quello della Grande Mela: «Qui non siamo a New York». Il che significherà, inevitabilmente, «spalmare» diversamente le volumetrie, magari più in armonia con il resto della città.
Di sicuro ci sarà il trasferimento della progettazione in capo ai collaboratori di Renzo Piano, dallo studio parigino a quello genovese: nei prossimi giorni, un tir carico di documenti lascerà la capitale francese diretto nel capoluogo ligure, con tutte le tavole e gli studi elaborati finora. Problemi di costi, ma anche di vicinanza fisica dei progettisti che, da Genova, potranno raggiungere più facilmente Sesto San Giovanni per i prossimi incontri con il Comune e con i rappresentanti di Bizzi e soci.
di Patrizia Longo
http://www.ilgiorno.it/sesto/

martedì 30 novembre 2010

Targhe e fiori per quel 1980 di sangue Trent'anni dopo si commemora la morte di Manfredo Mazzanti, dirigente della Falck. Fu trucidato dalla colonna Alasia delle Brigate Rosse il 28 novembre del 1980


br un volantino di rivendicazione
br un volantino di rivendicazione
Sesto San Giovanni, 30 novembre 2010 - La sua condanna fu una fotografia pubblicata sul giornale di fabbrica. Più facile da identificare, Manfredo Mazzanti fu scelto così dalle Br-colonna Walter Alasia come «nemico da colpire», all’interno di una rosa di dirigenti della Falck. Mazzanti, toscano d’origine, ingegnere di 54 anni esperto di qualità, era a capo dello stabilimento Unione di Sesto San Giovanni.
Come tutte le mattine, quel 28 novembre del 1980 salutò la moglie Adele e il figlio Mario e, alle 7.30, uscì di casa per andare al lavoro. Prima passò dall’edicola all’angolo, per acquistare i giornali. Due brigatisti lo avvicinarono e gli spararono, urlando «Abbiamo ucciso un servo dei padroni» prima di fuggire a piedi e poi in bicicletta. Mazzanti, con i quotidiani sotto il braccio, cadde sull’asfalto in via Orseolo. Ed è lì che l’altra mattina si sono aperte le celebrazioni in suo ricordo. A trent’anni dalla sua morte, il Comune di Milano ha posato una targa di commemorazione.
Un’ora e mezza dopo, con un’altra targa alle ex Falck, è stata Sesto San Giovanni a rendere omaggio a una delle «sue» vittime del terrorismo, caduta diciotto giorni dopo il direttore della Ercole Marelli, Renato Briano, ancora per mano della colonna Walter Alasia delle Brigate Rosse. Alle cerimonie erano presenti, tra gli altri, il figlio Mario, il vicesindaco milanese Riccardo De Corato, il presidente del Consiglio comunale sestese Felice Cagliani, Federico Falck, nonché altri ex dirigenti e sindacalisti delle vecchie acciaierie, rappresentanti dell’Anpi e di diverse associazioni combattentistiche.
«Via Orseolo è in una zona della città di Milano che già sei mesi prima aveva assistito sgomenta all’uccisione del giornalista Walter Tobagi, in via Salaino, a 200 metri di distanza — ha ricordato Antonio Iosa, coordinatore lombardo dell’Associazione vittime del terrorismo e presidente della Fondazione Perini —. Quel 1980 fu un anno tragico, in cui si contarono ben nove delitti e 15 ferimenti».
Oltre a Briano e Mazzanti, in quel terribile novembre morì anche Ezio Lucarelli, un carabiniere che abitava a Cusano Milanino e che fu ucciso dai Nar in un’azione di controllo ad un garage-carrozzeria di Lambrate. «Gli obiettivi della Walter Alasia, che proprio in quel periodo si stacca definitivamente dalla direzione strategica nazionale delle Br, erano spesso dirigenti di società in cui la lotta operaia era forte», ricorda Iosa.
Mazzanti non era impegnato direttamente nelle trattative sindacali. Ma aveva un grosso torto: gioviale come tutti i toscani, quando entrava in mensa non andava mai nella saletta dei dirigenti, ma si sedeva ai tavoli con i lavoratori. «Sono grato ai Comuni di Milano e Sesto San Giovanni che rendono onore a un padre di famiglia, barbaramente trucidato mentre si recava al lavoro — ha sottolineato Iosa —. Oggi si corre il rischio di far scomparire ogni traccia di archeologia industriale della civiltà del lavoro e anche questa è una battaglia da vincere».
di Patrizia Longo