Visualizzazione post con etichetta lana. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta lana. Mostra tutti i post

lunedì 12 novembre 2012

Pioggia di cause sul Consorzio Trasporti: dall'aula si passa al consiglio


Attesa relazione per Vergallo



A oggi sono in corso tre cause attive e ben otto passive. Attualmente il Ctp non dispone di dipendenti, ma soltanto di un segretario
di Laura Lana
Autobus
Autobus

di Laura Lana
ARTICOLI CORRELATI
Sesto San Giovanni, 12 novembre 2012 — Se ne chiude una e se ne aprono altre quattro. È una moltiplicazione di cause attive, quella che ha investito il Consorzio Trasporti Pubblici, guidato dal luglio 2010 dal liquidatore Bruno Vergallo, che stasera relazionerà al consiglio comunale sullo stato del bilancio e sui contenziosi legali in essere. Che vedono il Ctp attore insieme a istituzioni, Atm e Caronte, l’azienda di trasporto che gestiva alcune linee sul territorio. Due questioni strettamente collegate, dato che al momento è difficile quantificare esattamente l’ammontare dei crediti e dei debiti, fino a quando non si pronuncerà il giudice.
A oggi sono in corso tre cause attive e ben otto passive. Eppure in epoca pre-liquidazione, quando il consorzio era presieduto da Antonio Rugari, i contenziosi erano quattro: due al Tar e due al tribunale civile di Monza. Quelle al Tar sono concluse: le delibere provinciali sarebbero «buone». Vale a dire che i 40 milioni di euro da parte di Atm spetterebbero al Ctp: per riscuoterli i Comuni soci dovrebbero decidere di procedere in tribunale.
È poi conclusa la causa intentata dal Comune di Cinisello al Ctp e a Caronte sulla famosa deliberaavente per oggetto la transazione di parte dei fondi Sitam (il sistema integrato di tariffazione) dal consorzio all’azienda che faceva capo a Piero Di Caterina. Il tribunale ha stabilito che l’anticipo eseguito è valido, come ha sempre sostenuto Rugari. Ora il Ctp oltre 800mila euro di interessi moratori, come si legge nella relazione del dottor Vergallo. Tuttavia, liquidatore e Comuni non mollano.
Cinisello ha già deciso di ricorrere in appello e il Ctp si costituirà nel giudizio «chiedendo la sospensione della provvisoria esecuzione della sentenza». Tradotto: che la Caronte si scordi i pagamenti, almeno per ora. Dopo la sentenza, l’azienda ha notificato al consorzio l’atto di precetto e quindi di pignoramento presso un conto corrente aperto in Bcc. Il liquidatore, assieme ai Comuni soci, ha però deciso di opporsi al pignoramento, al decreto ingiuntivo, al rilascio del denaro: instauriamo quindi altre cause su un contenzioso già perso. Secondo il dottor Vergallo, versamenti fatti alla Caronte per oltre 7 milioni e la transazione di Cinisello annullerebbero la somma che spetta all’azienda e che sarebbe stata «calcolata evidentemente erroneamente dal giudice di primo grado».
C’è poi la causa promossa da Caronte contro Atm sempre per la questione degli introti Sitam: il giudice ha nominato un consulente e anche le due aziende di trasporto. «Il consorzio - scrive il liquidatore - sta valutando di intervenire nel contenzioso onde evitare che si instauri altra Ctu anche sul tribunale di Monza». Infine, potrebbero esserci altre due cause promosse da uno dei sette parcheggiatori e da un consulente tecnico, che chiedono di essere assunti. Attualmente il Ctp non dispone di dipendenti, ma soltanto di un segretario.
ilgiorno.it

giovedì 25 ottobre 2012

A Sesto si vota l'Imu e una manovra da 7,1 milioni Stangata su case e negozi sfitti


La polemica sulle barricate. Tittaferrante: "Non si incentiva il canone concordato". Franca Landucci sulle case in comodato d'uso gratuito: "Il Comune ha scelto l'opzione più costosa per il contribuente"
di Laura Lana
Cartelli per la ricerca di una casa in affitto
Cartelli per la ricerca di una casa in affitto
di Laura Lana
Sesto San Giovanni, 25 ottobre 2012 - È una manovra da 7,1 milioni di euro quella che stasera e domani approderà sui banchi del consiglio comunale. Si vota la variazione di bilancio e la modifica delle aliquote Imu. La Giunta porterà la sua proposta: invariata allo 0,4 per cento l'imposta sulla prima casa e allo 0,76 per cento l'imposta sulle attività commerciali e artigianali, su quelle innovative e tecnologiche e sulle start-up.
Una decisione per "rilanciare e non pesare ancora di più sul mondo del lavoro, che è stato il più colpito dalla crisi", ha spiegato l'assessore alle Politiche economiche e produttive Virginia Montrasio. Il Comune, lasciando le aliquote base per queste categorie, rinuncia a mettere in cassa un milione di euro.La stangata si ha così sulle case e sui negozi sfitti: l'Imu schizza all'1,06 per cento. Questione di equità, dice l'amministrazione. Eppure la minoranza ha sollevato più di una questione, durante la commissione consiliare dei giorni scorsi.
non tornare sono le cifre per le aliquote sulle case in affitto. Perché chi decide di mettere in locazione la seconda casa si ritrova un'imposta dell'1 per cento, mentre chi fa lo stesso ma a canone concordato si becca comunque l'aliquota allo 0,96. "In questo modo non si incentiva il canone concordato, che a Sesto andrà di fatto a sparire", denunciano Angela Tittaferrante (Sesto nel Cuore) e Antonio Lamiranda (Pdl). "Se ho una casa da affittare mi conviene andare sul mercato libero – commentano i due consiglieri della minoranza -. Con il canone concordato, perdo dei soldi sulla locazione e non ho neanche troppi vantaggi fiscali per poter pareggiare".
A rischio, ci sarebbe il progetto Lo.Care, che vedeva i proprietari dare in affitto appartamenti a canone concordato a cittadini bisognosi, con il Comune a fare da garante e intermediario. "Era giàmolto difficile prima, quando l'aliquota era allo 0,76 – racconta Tittaferrante, impegnata nel programma come operatrice Caritas -. Figuriamoci adesso. Andiamo a mettere in bilico un piano di intervento in un momento difficile come questo. Dove il bisogno di casa aumenta a livelli esponenziali". Insomma, uno sconto infinitesimale che non soddisferà gli operatori e non renderà appetibile il canone moderato, pronostica l'opposizione e anche una parte della maggioranza, come Sel. Che stasera potrebbe presentare un emendamento durante il dibattito in consiglio.
"Gli sfratti sono in aumento. Le graduatorie per un alloggio pubblico sono lunghe – ricorda Lamiranda -. Stiamo attenti al costo sociale come effetto collaterale di queste modifiche alle aliquote". A far saltare sulla sedia la capogruppo Pdl è invece la percentuale scelta per le case in comodato d'uso gratuito. Quelle spesso date dai genitori ai figli, per intenderci. Che non vengono assimilate alla prima casa.
"Si paga l'1,06 per cento come se fosse sfitta – lamenta Franca Landucci -. Non essendoci una prescrizione ad hoc, il Comune ha scelto l'opzione più costosa per il contribuente. Trovo tutta questa manovra profondamente iniqua: dato che mancavano dei soldi per pareggiare gli equilibri di bilancio, si è deciso di prenderli dai cittadini che stanno vivendo una crisi epocale. Si doveva rimettere mano alla spesa interna in modo più rigoroso, invece sono riusciti a recuperare poco più di 500mila euro".

venerdì 3 agosto 2012

Lacrime sotto canestro "Una perdita per lo sport italiano" Troppi problemi economici, la Geas rinuncia alla serie A1


Sono venuti a mancare i supporti di sponsor vitali per la squadra. Mazzoleni ringrazia comunque Diana Bracco: "Ha creduto nel nostro lavoro"
di Laura Lana

Una partita del Geas Basket
Una partita del Geas Basket

Sesto San Giovanni, 3 agosto 2012 - La caduta del Geas Basket è iniziata un giorno e mezzo fa. Un terremoto, più che una scivolata. Perché la partita sembrava ormai chiusa. Grossi investitori non si erano fatti avanti, per carità. Ma in qualche modo si era trovata la quadra per continuare l’avventura nella massima serie e lo scorso 6 luglio era stata completata l’iscrizione al campionato di A1 per la nuova stagione. Ieri, invece, la notizia choc: il club rossonero rinuncia a disputare il torneo.

«Sono venuti meno i supporti di sponsor vitali per la realizzazione del progetto», le motivazioni di patron Mario Mazzoleni affidate a un comunicato stampa, da cui traspare tutta l’amarezza di dover mettere temporaneamente un punto a una storia ripresa nel 2008, quando la società tornò a calcare il prestigioso parquet dell’A1 con coah Roberto Galli e il compianto presidente Natalino Carzaniga.
Non inizia certo nel migliore dei modi l’era di Giorgio Oldrini, l’ex sindaco chiamato a guidare la polisportiva sestese con le sue 12 sezioni: «È stata una decisione obbligata. Purtroppo si è concluso il ciclo di sponsorizzazione della Bracco e non abbiamo potuto contare su altri fondi». Main sponsor e testimonial in questi anni, Diana Bracco ha ricevuto i personali ringraziamenti di Mazzoleni: «Ha creduto nel nostro lavoro e ha sostenuto la crescita di un vivaio giovanile tra i migliori degli ultimi anni». A mancare è stato quell’abbraccio che il patron ha sempre aspettato dalle forze economiche e sociali del Nord Milano.
«È una perdita per tutto lo sport italiano, non solo sestese, e il simbolo di una difficoltà che sta colpendo il movimento sportivo nazionale e cittadino - commenta l’assessore allo Sport Felice Cagliani -. L’attività del settore giovanile, che il Geas ha annunciato di voler proseguire, ci vedrà sostenitori partecipi e convinti». Un vero peccato. Perché proprio nei giorni scorsi Cagliani aveva incontrato la Bcc e altri operatori, aveva scritto una lettera ai consiglieri comunali per chiedere l’adesione alla Cooperativa «Amici del Geas», aveva concordato con la società i lavori per farla tornare al PalaFalck e il cantiere era pronto a partire.
Troppo tardi, quest’anno non ci sarà nessun fischio di inizio per uno dei club più blasonati d’Italia con 8 scudetti e una Coppa Europa in palmares lungo 57 anni. «La Pro Sesto si è salvata, forse il calcio ha più appeal. Ma anche nel mondo del pallone fallimenti e difficoltà sono all’ordine del giorno - conclude Oldrini -. Queste vicende devono farci riflettere: è giunto l’anno zero per un rinnovamento della gestione e dei costi dello sport».

laura.lana@ilgiorno.net

sabato 28 aprile 2012

Ultimatum Geas, tradito dalla città "Se Sesto ci ignora, addio Serie A1"

Lo sfogo di patron Mazzoleni: fondi e tifo latitano, prima squadra a rischio
di Laura Lana
Tifosi del Geas (Spf)
Tifosi del Geas (Spf)
Sesto, 28 aprile 2012 -«Ci siamo dati 35 giorni per decidere se andare avanti con la serie A1, perché Sesto probabilmente non la merita». È un ultimatum alla città, quello che Mario Mazzoleni ha lanciato durante la serata sullo sport organizzata dalla lista «Sesto Nel Cuore» di Gianpaolo Caponi. Dopo 57 anni, il Geas Basket potrebbe perdere la Prima Squadra. Quella della «Divina» Mabel Bocchi, che negli anni d’oro aveva vinto tutto.
Quella di una società di basket che ha collezionato 21 scudetti nelle diverse categorie, una Coppa Italia e una Coppa Europa. «Non so neanche se Sesto merita una serie A2, stiamo pensando di andare avanti solo con le giovanili — confessa patron Mazzoleni —. A noi piacerebbe continuare, ma vogliamo farlo insieme a questa città». Questione di fondi, certoUn milione di euro costa l’attività del club rossonero: solo 5mila sono arrivati dal territorio.
 
«Eppure noi diamo tanto a questo territorio. Perché, quando vinciamo uno scudetto, se ne vanta». In questi anni Diana Bracco, main sponsor, ha fatto più del dovuto. «Ci ha dato un aiuto enormeMa è sull’attività giovanile che Bracco investe: educazione, benessere, formazione, sfida di genere. Invece, ci ha supportato anche con la serie A — spiega il presidente —. Ce l’abbiamo sempre fatta, ma ora siamo stanchi di non essere riconosciuti dal territorio». Questione di soldi, ma non solo. «Abbiamo chiesto condivisione di progetti. Abbiamo costruito la cooperativa “Amici del Geas”: in quattro anni siamo appena 55 soci. Non ha funzionato. Mi aspettavo l’adesione di tutto il Consiglio di Sesto e Cinisello. E poi gli imprenditori, la banca. Ci piaceva l’idea di poter aggregare».
Un punto di riferimento anche per altri club voleva diventare Mazzoleni. Non ha trovato neanche un volontario per il pullmino o un aiuto per istituire borse sportive per ragazze non abbienti e straniere. «Sono andato, umiliandomi, col cappello in mano da tutti. Quanto sarebbe bello se una città investisse sull’integrazione attraverso lo sport. Conoscevo la Sesto delle grandi sfide. Possibile sia sparita?». Per 35 giorni la partita è aperta. «Vogliamo un segnale, un abbraccio dalla città o andare avanti è inutile».

lunedì 16 aprile 2012

"Sesto? Capitale simbolica" Vendola dà forza al centrosinistra In città per "vincere"


Nichi Vendola (Ansa)
Nichi Vendola (Ansa)

di Laura Lana
Il leader di Sel fa tappa nell'ex Stalingrado d'Italia per sostenere la corsa alla poltrona di sindaco di Monica Chittò 
Sesto San Giovanni, 16 aprile 2012 — Un bagno di folla. Baci e abbracci per Nichi Vendola, il leader nazionale di Sel in tour nel Nord Italia per appoggiare la corsa del centrosinistra alle Amministrative. Dei «suoi» candidati, come Pietro Mezzi a Melegnano, ma anche del Pd come Monica Chittò a Sesto San Giovanni. «Dopo le primarie sono diventata con orgoglio la candidata di tutto il centrosinistra - ha sottolineato l’assessore alla Cultura e all’Educazione -. E a maggio sarò il sindaco di tutti i sestesi. Perché noi vinceremo e lo faremo al primo turno».
Un’accelerata quella di Chittò, in un intervento più politico del solito. E una presenza, quella di Vendola, niente affatto scontata, dato che gli altri comizi in Provincia sono stati tutti a favore di aspiranti sindaco targati Sel. «L’evocazione della vostra città, fin da ragazzo, mi ha fatto venire il batticuore — ha confessato Vendola —.Sesto è stata una capitale importante dell’Italia, del Nord e del Sud. In un certo senso, Sesto è stata anche capitale della Puglia».
Di lavoro si è parlato ieri sera dal palco di SpazioArte: articolo18 e precariatocontrattazione e contratti atipici, fino ai mitici scioperi del ‘43. «Voi avete insegnato all’Italia intera che il lavoro è uno strumento di dignità, non un albergo a ore», ha detto il governatore della Puglia al tavolo con Antonio Pizzinato, il sindacalista sestese (e italiano) per eccellenza.
Anche di inchieste e giustizia si è parlato nella città che a luglio si svegliò travolta dall’uragano delle presunte tangenti. «Sono tre anni che provano a coinvolgermi, ma non ho nulla da temere»; ha commentato Vendola. Immancabili le aree Falck nella discussione. «Sappiamo i rischi che si portano dietro le bonifiche. Riusciremo a contrastare le infiltrazioni mafiose — ha assicurato Chittò -. Sesto è sempre stata la città delle trasformazioni: è il suo fascino, non dobbiamo avere paura».
Una città «del benessere e della speranza», così la vede l’assessore Pd. Di «solidarietà, etica e lavoro» aggiungono i compagni di Sel. Il segretario Giuseppe Roccisano, il capolista Moreno Nossa, i consiglieri uscenti Olga Talamucci e Angelo Gerosa, che hanno presentato i candidati in lista: 50 per cento donne e 30 per cento indipendenti. «Nel segno del cambiamento. Per una sinistra che avanza con la forza dell’esperienza e il coraggio dell’ascolto».