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martedì 9 ottobre 2012

Ospedale di Sesto, il 10 ottobre visite gratuite per capire se è il caso di mettersi a dieta


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Un appuntamento importante all’ospedale di Sesto San Giovanni, il 10 ottobre, contro i chili di troppo: visite gratuite di specialisti per capire se è il caso di mettersi a dieta oppure no.
Si chiama Obesity Day, e  rientra nella campagna nazionale di sensibilizzazione su sovrappeso e salute promossa da Adi (Associazione italiana dietetica e nutrizione) sotto lo slogan: “Non Divieti ma scelte consapevoli”.
Il Centro Patologie della Nutrizione e dell’Alimentazione dell’ospedale di Sesto aderisce a questa iniziativa e lo staff del centro sarà a disposizione di tutti, gratuitamente, dalle ore 10 alle ore 14.
Lo scopo della giornata è sensibilizzare la popolazione sui problemi  inerenti sovrappeso e obesità e, dopo uno screening di base, indirizzare i soggetti a rischio verso un percorso diagnostico-terapeutico personalizzato.
Recarsi al centro significa ricevere consigli dietetici e alimentari, per il rilievo di peso e altezza e per il calcolo del proprio BMI con l’aiuto e il controllo di un’equipe multidisciplinare che dal 2004 tratta a 360 gradi l’obesità e le malattie ad essa correlate.
L’appuntamento è al Padiglione 3, piano 1, via Matteotti 83, dalle ore 10 alle 14. Per ulteriori informazioni di carattere generale si può consultare il sito www.obesityday.org o telefonare al reparto al numero 02.5799 9641.

giovedì 31 maggio 2012

Ma non si vergognano? Le banche guadagnano sui bonifici ai terremotati. Caro Monti, ora le chiudiamo per due o tre anni?



L’ultima vergogna sul mondo delle banche l’ha raccontata ilGiornale questa mattina: un istituto ha fatto pagare una super commissione di 5 euro per un bonifico destinato alle popolazioni vittime del terremoto dell’Emilia. Una commissione sulla solidarietà. Una vergogna assoluta. Se le banche si comportano in questo modo anche in queste occasioni allora non c’è più niente da fare. Ed essendo quindi questo sistema “pieno di difetti“, caro Monti che ne dici di chiudere le banche per due o tre anni?
Il presidente dell’Abi, Giuseppe Mussari, ha dichiarato:
«Non ci fate passare per quelli che fanno ricavi sulla solidarietà»
Che coraggio. E come no. Poi ha aggiunto che l’episodio denunciato dal Giornale è stato “un errore, che andava evitato”. E ora “i soldi saranno restituiti”. Sì, ora che siete stati beccati. Forse.




mercoledì 30 maggio 2012

Sesto San Giovanni e il terremoto in Emilia


Terremoto in Emilia

Esprimiamo solidarietà e vicinanza alle popolazioni vittime del terremoto.
Per comunicare con le città colpite dal sisma, ecco i 
numeri di emergenza:
- protezione civile dell’Emilia Romagna: 800 333 911
- Ferrara: 053 2771546
- Modena: 059 200200
- Mirandola: 053 5611039
- San Felice: 800 210 644
- Cento: 333 2602730.
E’ anche possibile dare il proprio contributo con un 
aiuto economico.   
E’ attivo un servizio di sms solidale: al numero 45500 si possono donare due euro per dare un aiuto alle popolazioni delle zone colpite dal terremoto.

La Regione Emilia-Romagna ha anche attivato una  
raccolta fondi rivolta a privati ed Enti pubblici.

Per i 
privati le possibilità sono:
- versamento sul c/c postale n. 367409 intestato a: Regione Emilia-Romagna - Presidente della Giunta Regionale - Viale Aldo Moro, 52 - 40127 Bologna;
bonifico bancario alla Unicredit Banca Spa Agenzia Bologna Indipendenza - Bologna, intestato a Regione Emilia-Romagna, IBAN coordinate bancarie internazionali: IT – 42 - I - 02008 - 02450 - 000003010203;
versamento diretto presso tutte le Agenzie Unicredit Banca Spa sul conto di Tesoreria 1 abbinato al codice filiale 3182.

Per quanto riguarda invece gli 
Enti pubblici, è previsto l’accreditamento sulla contabilità speciale n. 30864 accesa presso la Banca d’Italia - Sezione Tesoreria di Bologna.
In entrambi i casi (privati ed Enti pubblici) il versamento dovrà essere accompagnato dalla causale: Contributo per il terremoto 2012 in Emilia Romagna.

lunedì 7 novembre 2011

ASSOCIAZIONI IN FIERA A MILANO Più bisogni, meno fondi I volontari sfidano la crisi

In calo donazioni, organizzazioni e tempo a disposizione In compenso si mobilitano i giovani. Per contare di più

Resistere. Alle donazioni che vengono meno. Alla sempre maggiore difficoltà a dedicare tempo all' associazione perché a casa ci sono problemi da risolvere. Alla sensazione di inadeguatezza che genera il vedere un numero sempre maggiore di mani che si tendono in cerca di aiuto. In una parola: resistere alla crisi. È questa, oggi, la missione del volontariato milanese. Che non si arrende. E cerca nella capacità di fare rete la forza e le risorse per andare avanti. Rinnovandosi. Oltre 250 associazioni La voglia di non arrendersi si respirava ieri alle Stelline, in corso Magenta, durante l' apertura de «I giorni del volontariato», una vera e propria «Fiera del bene», organizzata da Aim, associazione interessi metropolitani, insieme con Ciessevi, centro servizi per il volontariato e con la collaborazione del Corriere . Oltre 250 le associazioni schierate per mostrare alla città tutto quello che stanno facendo, ed è tantissimo. Tra gli stand il sindaco di Milano: «Anche io mi sento un volontario, sono venuto qui per assorbire energie positive - ha detto Giuliano Pisapia -. Le casse del Comune sono vuote. Ma possiamo contare sul contributo e la professionalità di tanti che si stanno mettendo a disposizione. Gente che lavora gratis per Palazzo Marino. È anche grazie a loro che usciremo da questa situazione». Si continua oggi con la giornata finale della manifestazione. In mattinata saranno presentati i dati di una ricerca voluta dal Ciessevi milanese e condotta grazie al contributo della Provincia di Milano. Obiettivo: fotografare come ogni anno la situazione del volontariato milanese. Associazioni in calo I numeri evidenziano senza infingimenti la difficoltà del settore. Per la prima volta da cinque anni a questa parte diminuiscono le associazioni iscritte al registro del volontariato a Milano e provincia: 969 nel 2008, 888 nel 2009. In calo anche i volontari sistematici: 30 mila nel 2009 contro i 33.700 del 2008. Di conseguenza si ridimensiona in modo consistente - meno 15 per cento - il valore economico dell' impegno dei volontari, fermo nel 2009 a 120,6 milioni di euro in provincia di Milano contro i 140,5 del 2008. D' altra parte è sempre più difficile reperire risorse. Nel giro di un anno sono diminuite le donazioni del 13,5 per cento, del 14 per cento i contributi degli aderenti, del 9 per cento le raccolte fondi. «La crisi ha favorito una sorta di riorganizzazione delle associazioni. «Sono diminuite di più quelle che si occupano di questioni non legate ai bisogni di base come l' ambiente e la cultura - spiega Sebastiano Citroni, docente di Sociologia urbana al Politecnico di Milano che ha curato l' indagine -. Inoltre resiste meglio chi può contare su competenze gestionali». Giovani, risorsa su cui contare «L' associazionismo sul nostro territorio oggi si configura come risorsa indispensabile. Spesso i nostri volontari vengono chiamati a svolgere funzioni storicamente in capo agli enti locali», sostiene Massimo Pagani, assessore alla Famiglia e alle Politiche sociali della Provincia di Milano. «In tutto questo, c' è comunque un segnale positivo che ci incoraggia - fa notare in conclusione il presidente di Ciessevi, Lino Lacagnina -. La partecipazione dei giovani è tornata ad aumentare. E questo ci fa sperare per il futuro». Rita Querzé rquerze@corriere.it RIPRODUZIONE RISERVATA **** 888 Le associazioni iscritte al registro del volontariato, pari a circa due terzi del totale presente a Milano e provincia **** 45.000 Le persone che lavorano per le 888 associazioni di volontariato iscritte al registro a Milano e provincia
Querze' Rita

giovedì 13 ottobre 2011

LUNEDI' SERA IN PIAZZA PETAZZI IL CONCERTO DELLA FANFARA DEI CARABINIERI: UN INNO AL VOLONTARIATO!


Sesto San Giovanni -    Il professor Silvio Garattini presenterà il protocollo scientifico per la nascita del primo centro di riabilitazione per le bambine affette dalla sindrome di Rett "Inno al volontariato" è il titolo del grande concerto della Fanfara dei Carabinieri (Terzo Battaglione Lombardia) organizzato al Lions Club Sesto San Giovanni Centro per lunedì 17 ottobre in Piazza Petazzi a Sesto San Giovanni. Le musiche dei maestri dell’Arma saranno la colonna sonora di una celebrazione che si avvia a diventare una tradizione: la Festa delle Associazioni del Volontariato Sestese, promossa dal Lions Club Sesto San Giovanni Centro dallo scorso anno. Quest’anno c’è un motivo in più per festeggiare: grazie al lavoro condotto dai soci del Lions Club Sesto San Giovanni Centro, dell’associazione AIRETT e dai ricercatori dell’Istituto Don Calabria e dell’Istituto Mario Negri di Milano (diretto dal professor Silvio Garattini), durante la serata verrà presentato il protocollo scientifico che consentirà la nascita in Lombardia del primo centro italiano di riabilitazione per le bambine affette dalla sindrome di Rett. Nel corso del concerto il protocollo messo a punto dall’AIRETT e validato dai ricercatori dell’Istituto Mario Negri, sarà formalmente consegnato alla Regione Lombardia affinché si avviino le procedure amministrative che porteranno alla nascita del nuovo centro riabilitativo all’interno dell’Istituto Don Calabria di Milano. L’iniziativa ha avuto origine proprio a Sesto San Giovanni 2 ottobre scorso, in occasione della Prima Festa delle Associazioni del Volontariato sestese, quando i Lions hanno fatto conoscenza con le coraggiose mamme impegnate nell’AIRETT. Da allora il progetto dell’AIRETT è stato pubblicamente sottoposto all’attenzione dell’assessore regionale alla Sanità Luciano Bresciani e del professor Silvio Garattini che hanno raccolto la sfida dei Lions sestesi: sperimentare e validare il modello di riabilitazione, per poi sostenere la creazione del centro in Lombardia a favore delle piccole affette dalla sindrome. "E’ un risultato che merita di essere festeggiato nel modo migliore" ha dichiarato Gianpaolo Caponi il presidente del Lions Club Sesto San Giovanni Centro "Noi soci Lions abbiamo il solo merito di aver abbattuto un confine burocratico tra l’associazione e le istituzioni, facendo in modo che il progetto potesse essere studiato, validato e ora affidato alla Regione per la sua realizzazione nell’ambito del sistema sanitario nazionale. Ciò che mi colpisce è che questa vittoria è il frutto di un dialogo cominciato un anno fa, quando noi Lions e diverse associazioni di volontariato abbiamo cominciato a lavorare insieme, convinti che l’unità possa fare la forza. Così è stato, perché il dialogo nato tra le diverse realtà del volontariato sestese sta dando i suoi frutti". Il presidente Caponi aggiunge: "Il successo di questa rete del volontariato dimostra che a Sesto c’è un grande bisogno di unità e di dialogo tra le diverse realtà dell’associazionismo che fino ad oggi non ha trovato ascolto".

http://sestonotizie.it/leggi.php?artID=2101493

sabato 23 luglio 2011

Somalia, milioni di persone muoiono di fame Gli islamici: no agli aiuti, non vogliamo stranieri

di Gian Micalessin

Davanti alla peggiore carestia degli ultimi vent’anni i fondamentalisti chiudono le porte alle associazioni umanitarie: "Non vogliamo stranieri". E la piaga si potrebbe estendere a macchia d'olio e colpire anche il Kenia

Tre milioni di scheletri viventi. Centinaia di migliaia di zombie assetati in cammino nella speranza di trovar un goccio d’acqua prima che la morte trovi loro. Dietro una scia di oltre diecimila cadaveri, la maggior parte dei quali bambini. Sono la tragedia e l’orrore quotidiano di due regioni meridionali della Somalia. La Somalia dove regnano siccità ed integralismo. La Somalia dove gli sheebab, fanatica versione locale del fondamentalismo alqaidista, rifiutano gli aiuti, proibiscono l’accesso alle agenzie umanitarie, minacciano d’ammazzare chiunque tenti di fronteggiare una calamità considerata semplice «propaganda occidentale».
A farlo capire ci pensa lo sceicco Alì Mohammud Rage con un comunicato in cui fa «tabula rasa» delle voci secondo cui alcuni dirigenti della sua organizzazione avrebbero annullato il decreto dello scorso anno che proibiva a qualsiasi operatore umanitario di metter piede nel Paese «Le organizzazioni a cui era già stato negato l’accesso continuano a non essere le benvenute e non possono quindi lavorare nelle nostre zone. Tutto quel che viene dichiarato dall’Onu è falso al cento per cento, si tratta di dichiarazioni puramente politiche» – sostiene il portavoce del movimento sheebab. Mentre lo sceicco condanna a morte la popolazione dei propri territori a Balad, trenta chilometri a nord di Mogadiscio, la vicenda di Asha Osman Aqil, la 32 enne donna ministro sequestrata giovedì dai fondamentalisti, sembra evolvere verso un lieto fine. «Il ministro è in parte libero, anche se i ribelli le hanno ordinato di non lasciare la casa della sua famiglia a Balad» - fa sapere un membro del suo clan.

Asha Oman Aqil è l’unico ministro donna all’interno dell’esecutivo retto dal premier Abdiwali Mohammed Alì. La formazione del cosiddetto governo di transizione federale - al cui interno Asha Oman ricopre la carica di ministro della famiglia - era stata annunciata mercoledì scorso.
Mentre i miliziani al qaidisti parlano di propaganda i funzionari delle Nazioni Unite diffondono dati sempre più allarmanti sulla spaventosa siccità che colpisce le due regioni meridionali del paese. Stando a questi dati la carestia - allargatasi a macchia d’olio fino ai territori del Kenia – è la peggiore degli ultimi 20 anni e minaccia quasi 4 milioni di persone. Solo nel sud della Somalia le popolazioni colpite sarebbero 2 milioni e 800mila.

«Ogni giorno di ritardo si trasforma in una questione di vita e di morte per i bambini e le famiglie delle zone colpite. Se non agiamo subito entro due mesi la carestia e la siccità colpiranno anche il resto del Paese» – sostiene Mark Bowden, coordinatore delle operazioni umanitarie dell’Onu.

Secondo il funzionario la carestia starebbe già falcidiando donne, vecchi e bambini.
«Decine di migliaia di persone, la maggior parte delle quali bambini, sono probabilmente già morte» - ha detto mercoledì durante una conferenza stampa a Nairobi. A far strage d’innocenti non ci sono solo carestia e siccità.
Approfittando dell’emergenza che impedisce a molte famiglie di sfamare i propri figli i miliziani islamici reclutano centinaia di soldati bambini.

A far luce sul nuovo spietato risvolto della tragedia somala è Amnesty International. Secondo l’organizzazione per la difesa dei diritti umani «il sistematico reclutamento di ragazzini sotto i 15 anni sta drammaticamente aumentando».

E con loro aumenta il numero dei bimbi uccisi o feriti.

Nei due ospitali gestiti dalla Croce Rossa in Somalia 398 dei 933 feriti curati tra il primo e il 15 maggio 398 erano bambini. «E’ una vergogna - sottolinea un comunicato di Amnesty - che la comunità internazionale non abbia ancora aperto un indagine approfondita e sistematica sui crimini di guerra perpetrati in quel Paese».

http://www.ilgiornale.it/

mercoledì 25 maggio 2011

Altro che beneficenza: "Il denaro finiva a Costa" Indagato l'attore di Vivere

di Andrea Acquarone

Edoardo Costa ora rischia il processo: avrebbe sottratto quasi 600mila euro raccolti per i bimbi poveri

Come «Vivere» ce lo ha spiegato in una spaghetti-soap andata in onda tra alti e bassi fino al 2008. «Sopravvivere» (magari giocando sulla pietas degli italiani) potrebbe essere il sequel. Poco dignitoso se non infamante.
Fosse vero il teorema dei giudici milanesi il bel Edoardo Costa, fascinoso cinquantenne assurto da modello e volto per i fotoromanzi ad attore, adesso potrebbe giocarsi un altro ruolo. Quello del malfattore. È accusato di truffa, falso ideologico e appropriazione indebita. Il play boy del video avrebbe sottratto 650mila euro alla sua stessa onlus per il sostegno dei bambini poveri utilizzandone solo 80mila per gli scopi dell’ente.
Ieri il Nucleo di Polizia tributaria della Guardia di Finanza di Milano gli ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari. E i pm sembrano pronti a chiederne il rinvio a giudizio.
La vicenda era già nota, grazie a «Striscia la Notizia», al «tapiro» consegnatogli davanti a milioni di telespettatori. Insomma presunto «benefattore» che il denaro lo teneva per sè. Per anni la sua associazione onlus Ciak non avrebbe inviato tutti i fondi raccolti per i bambini brasiliani e del Kenya che ricavava vendendo calendari col suo volto da «duro-buono» e libri a sua firma. Uno su tutti, edito nel 2005, «Respiro sul mondo 4 Brasile Rio Favela Rocinha», prezzo di copertina euro 35. Il volume avrebbe dovuto sostenere un progetto di beneficenza: ristrutturare e dotare di personale specializzato e attrezzature un nuovo edificio destinato a ospitare una scuola per i bambini della favela. 
L’indagine, condotta dal pm Bruna Albertini, aveva avuto impulso da alcuni servizi televisivi di «Striscia la Notizia» e «Italian Job». Secondo la ricostruzione dei finanzieri, la Onlus avrebbe destinato realmente allo scopo dichiarato solo una piccola percentuale del denaro raccolto. Dei circa 650.000 euro incassati grazie alla generosità della gente, solo 80.000 sarebbero stati destinati alle opere umanitarie. Il sospetto è che la cifra incassata sia stata in realtà di molto superiore, anche se non è stato possibile quantificare tutto il denaro drenato nel corso dei vari eventi. Questo perché nella maggior parte dei casi la Onlus raccoglieva denaro contante, di difficile tracciabilità. Sono stati inoltre sottoposti a sequestro 7.325 libri fotografici, relativi ai progetti benefici promossi dall’associazione, le cui spese di realizzazione furono pagate utilizzando denaro proveniente dalle oblazioni di aziende o privati cittadini.

Poco più di un anno fa, davanti al microfono dell’inviato Valerio Staffelli, tergiversava imbarazzato: «Ho fatto tante cose: tante buone e tanti sbagli». L’attore, in quel servizio lo si vedeva alla guida di una lussuosa macchina ma dopo aver parlato con il «tapiroforo», aveva preferito andarsene a bordo di un taxi, dichiarando di non essere il proprietario del veicolo e lasciando a un suo collaboratore il compito di riportare a «restituire», chissà a chi, la fuoriserie. Il commento di Staffelli: «Con quali soldi avrà comprato quest’auto? Mica con la vendita dei libri? Chissà quanti libri servono per comprare una macchina come questa!».
Adesso, forse, ce lo diranno i giudici

lunedì 23 maggio 2011

Cinisello Balsamo, seconda conferenza del Circolo Culturale "Diamo voce a chi è invisibile" VIDEO

Cinisello Balsamo, seconda conferenza del Circolo Culturale "Diamo voce a chi è invisibile"

Cinisello Balsamo, seconda conferenza del Circolo Culturale
Storico Vox Populi a Villa Ghirlanda sono di scena i problemi legati alla 
famiglia che nascono dopo un divorzio o dopo un intervento degli assistenti 
sociali con istitutizionalità dei minori.
La sala piena ha richiesto l'aggiunta di sedie, che le addette a cui va il 
nostro ringraziamento, come sempre gentili e impeccabili, hanno prontamente 
sistemato.
Sono intervenuti
-l'assessore alle pari opportunità di Verona Vittorio Di Dio;
-Diego Alloni Papà Separati Onlus Lombardia;
-Mara Vittori avvocato divorzista e impegnato nella difesa dei minori;
-Roberta Perticone psicologa impegnata nella gestione del disagio minorile;
-assente per motivi improrogabili Benedetta Borsani tutela infanzia a cui va 
il nostro pensiero. Moderatrice l'amica Alberta Mantegani una colonna portante oltre che socia fondatrice del movimento Vox Populi. 
La riunione ha toccato i temi che coinvolgono i padre separati. Partendo da 
quanto ogni comune tenta di fare per risolvere in parte quello che una 
separazione crea, dalla lontananza forzata dai figli fino alla nuova 
condizione economica in cui si vengono a trovare dopo un divorzio, nella 
maggior parte dei casi il soggetto debole della coppia, la moglie inverte la 
situazione grazie alla carenza delle leggi Italiane.
Si è anche parlato di figli che vengono "rapiti" da assistenti sociali e 
portati in istituti dove scusatemi il paragone le porte d'entrata sono 
grandi mentre quelle che riportano alla famiglia originaria piccolissime, al 
riguardo accorato e toccante l'intervento di una nostra concittadina che è 
intervenuta raccontandoci il suo travaglio e l'abbandono a cui è lasciata da 
parte delle istituzioni.
In questa assemblea pubblica ha spiccato la mancanza di una rappresentanza 
delle autorità comunali che invitati per portare un loro contributo al 
dibattito, hanno pensato bene di non partecipare, forse trovano più utili 
per la cittadinanza gli aperitivi musicali, dove hanno messo il loro 
patrocinio e non problematiche che interessano la cittadinanza che loro 
amministrano.
Inoltre chiusa l'esperienza con la Protezione Civile di Cinisello Balsamo, 
che grazie alla nostra raccolta di firme ha ottenuto la tanta agognata sede 
.
Redazione Vox Populi


sabato 23 aprile 2011

Barbie in carrozzina per aiutare i disabili

Ilgiornale.it
Iniziativa a Fucecchio: manifesti con una bambola in carrozzina "per far tornare le persone a parlare dei problemi dei disabili". "Abbiamo scelto un’icona della perfezione per attirare l’attenzione" spiega spiegato il presidente della Fondazione, Lorenzo Calucci

sabato 16 aprile 2011

Un saluto a Vittorio


Come poteva pensare Vittorio che chi l'ha rapito poteva capire la differenza tra un soldato e un volontario,che era li per aiutare la popolazione civile invece sulla sua strada ha trovato la morte?
Spero che mi perdonerai il mio chiamarti e nominarti per nome,anche se non ho avuto la fortuna di conoscerti neanche di vista,ma il pensiero che tu rappresentavi l'Italia che aiuta chi ha bisogno non importa dove e come,mi fa sentire vicino a te.
Un'Italia mai stata veramente razzista neanche sotto le leggi razziali,non per niente si dice Italiana gente buona,noi Italiani figli di continue invasioni nei millenni della storia della nostra amata penisola.
Un Italia che oggi piange un suo figlio ,rapito da forze armate,te che il tuo unico armamento era l'altruismo e il bene verso gli altri,ti sei visto portare via,perché per loro soldati “veri” e da “eroi” attaccare chi è disarmato e che non può difendersi.
Per diventare merce di scambio con ultimatum di 30 ore,ultimatum che ti avrebbe visto già morto soffocato con l'aria che pian piano si esauriva nei tuoi polmoni e non riuscivi a metterne altra visto il collo occluso come in un lungo corteo funebre che portava alla fine della tua vita hai sofferto anche nel morire,una piccola via crucis visto la vicinanza alla Pasqua che ti ha visto lasciare questo mondo che non ti meritava,e finalmente dopo la tua morte terrena sei rinato in un posto pieno di luce dove almeno lì non ci sono guerre per il petrolio che nascondono dietro l'esportazione di democrazia.
Certamente il tuo pensiero appena rapito sarà stato che quando saresti tornato libero avresti continuato ad aiutare gli altri e che lo avresti raccontato ridendo di questa triste esperienza,e anche quando avrai capito che non ci sarebbe stato ritorno,che morivi lontano da casa avrai perdonato i tuoi assassini perché alla fine chi muore a migliaia di km da casa lo fa perché crede che tutto il mondo sia buono come lo è stato lui.
Io non sono un anima nobile come la tua e mi verrebbe la voglia di rimandare tutti a casa loro e di far tornare a casa i nostri figli,i nostri padri e madri sparsi nel mondo che essi siano soldati o volontari impegnati in missione umanitarie come te,visto che di umanitario non vogliono niente che non siano armi,petrodollari e la prevaricazione sugli altri.
Perché oggi li abbiamo in casa che fanno gli ossequi che salutano ed una parte anche che già si sente padrone violentando,rubando e ammazzando puntando sull'impunità e sul buonismo,ma io mi chiedo un domani che saranno loro maggioranza avremmo lo stesso trattamento di Fabrizio e come il tuo in casa propria.
Basta vedere quando parlano con noi in italiano e nel discorso si rivolgono ai loro paesani nella loro lingua come se il discorso che hanno con te ha un continuo che non puoi anzi non devi sapere..
Quindi mi domando perché dobbiamo aiutarli da noi e a casa loro?
Perché non vogliono il nostro aiuto,pretendono i diritti e non vogliono i doveri come se si potesse scegliere solo la parte che ci conviene scartando ciò che non è.
Non vogliono neanche integrarsi ma aspettano anzi esigono che siamo noi a integrarci con loro a cambiare e renderci simili a loro,perché per loro noi Europei siamo i cani infedeli da convertire o da eliminare dalla faccia del mondo possibilmente soffrendo decapitandoli con una scimitarra o coltello in modo da portare a una morte lenta e dolorosa o impiccandoli con un filo di ferro come è successo a te Vittorio.
Un saluto a te Vittorio

venerdì 15 aprile 2011

Gaza, Arrigoni seviziato e giustiziato Ecco il perché di una morte assurda



Il corpo dell’attivista per i diritti umani rapito ieri, rinvenuto in una casa abbandonata. (guarda il video). Abbiamo chiesto al nostro Fausto Biloslavo, che lo conosceva personalmente, i motivi del brutale omicidio: ASCOLTA L'AUDIO. Hamas ha già arrestato due dei sequestratori

giovedì 27 gennaio 2011

Croce Rossa col fiato sospeso Oggi si decide sul suo futuro

In autunno era già stata paventata la rinuncia alla convenzione 118 per le ambulanze che fanno base in via Giolitti: a rischio i 14 dipendenti della sede, molti dei quali sono legati con contratti precari

Cinisello Balsamo, 27 gennaio 2011 – Sono ore delicate in casa della Croce rossa: entro oggi si deciderà il futuro dei servizi di ambulanza legati al pronto intervento del 118. E con esso anche il futuro di 14 dipendenti, molti dei quali precari, impegnati sulle ambulanze che partono dalla sede cinisellese di via Giolitti. La rinuncia alla convenzione 118, che consente alle ambulanze di Cinisello di rispondere alle chiamate d’emergenza gestite dal Servizio sanitario regionale, era stata paventata già in autunno.
Ma ora potrebbe diventare realtà già a partire dalla prossima settimana, quando è prevista la scadenza della proroga del contratto tra Regione e Cri. Le ragioni: la sede di Cinisello avrebbe difficoltà a reperire volontari in numero sufficiente per gestire il servizio nell’arco delle 24 ore. Mentre la gestione del personale a pagamento — dipendenti a tempo determinato e interinali — non sarebbe più economicamente sopportabile dalla Cri regionale a causa di una gestione fiscale che mette l’ente in una posizione di svantaggio rispetto alle altre associazioni di pubblica assistenza presenti sul mercato. La legge prevede che la Croce rossa versi allo Stato l’Irap e gli oneri lavorativi per ogni dipendente, al contrario degli altri enti esentati in quanto onlus. Un costo aggiuntivo stimato in circa un milione e mezzo per tutta la Lombardia.
Di qui l’ipotesi di rinunciare non soltanto alla convenzione per le ambulanze di Cinisello, ma addirittura di sfilare la Croce rossa da tutte le convenzioni lombarde. Nelle ultime settimane la situazione è precipitata. Martedì si è tenuto un incontro in Prefettura con la Cri che pareva orientata a gettare la spugna. Lo stesso commissario regionale Maurizio Gussoni in un’audizione alla Commissione Sanità del Senato ha ribadito: «In tali condizioni, la Cri in Lombardia non sarà più in grado di garantire la funzionalità del servizio di trasporto con il 118 a partire dal 31 gennaio, ferma restando tuttavia la previsione di una proroga di due mesi».
Ieri in un nuovo incontro a tre con la presenza dei vertici regionali Cri, dei sindacati e dell’Areu (la società della Regione Lombardia che gestisce il 118), i malumori sembrano essere quasi del tutto rientrati, dinanzi all’offerta della Regione di garantire 500mila euro in aggiunta ai fondi già stanziati, per coprire le maggiori spese fino a giugno. In cambio, la Regione chiede il mantenimento dei livelli occupazionali, ossia il rinnovo fino a giugno di tutti i 500 contratti a tempo determinato. In questo caso, anche Cinisello potrebbe vedere sopravvivere il servizio di ambulanza almeno fino a giugno. I vertici regionali si sono presi 24 ore di tempo, dunque la risposta dovrà arrivare nell’incontro già previsto oggi a mezzogiorno in Prefettura.
di Rosario Palazzolo

domenica 9 gennaio 2011

CRI: A MILANO PROGETTO 'CROCE ROSSA PER I CLOCHARD' COMPIE 10 ANNI

(ASCA) - Milano, 8 gen - Era una fredda notte come molte altre di quell'inverno 2000/2001. La prima unita' di strada del Comitato Provinciale della Croce Rossa di Milano, su input della Questura di Milano, comincio' proprio quell'8 di gennaio di dieci anni fa, un'attivita' presto rivelatasi fondamentale per aiutare i clochard milanesi. Nasceva cosi' il progetto metropolitano ''La Cri per i clochard'' con lo scopo di assistere i senza fissa dimora che dormono all'addiaccio spesso per necessita', senza una coperta con il marciapiede comeguanciale e con un cartone come giaciglio.

Lo ricorda con una nota la Croce Rossa Italia sottolineando come ''le unita' di Strada della Croce Rossa, organizzate dal Comitato Provinciale di Milano, diventarono presto due e il numero degli assistiti a cui consegnare un pacchetto di biscotti e una tazza di te', una coperta e un sacco a pelo o a cui semplicemente offrire quell'assistenza morale di cui le persone vulnerabili hanno estremamente bisogno, sono triplicati''. Oggi la Croce Rossa Provinciale di Milano attraverso le sue 4 unita' di strada (due delle quali in convenzione con il Comune di Milano), garantisce l'assistenza ai clochard milanesi ogni sera dell'anno, Natale, Capodanno e Ferragosto compresi coprendo un'area di vaste proporzioni tra Milano e i comuni dell'hinterland (Bresso, Cinisello Balsamo, Opera, Sesto San Giovanni) e assistendo oltre 300 clochard.

Un impegno testimoniato anche dalla pubblicazione del libro ''Miracolo a Milano'' scritto da due volontari Cri, Nicoletta Molinari e Gianni Villa, i cui proventi sono destinati alle attivita' del progetto. E proseguito nel gennaio del 2008 allorquando oltre 300 volontari e volontarie Cri hanno svolto, in collaborazione con l'Universita' Bocconi di Milano, un censimento dei senza fissa dimora milanesi. Il primo (e unico) realizzato con criteri scientifici e accademici. Un aiuto ai clochard, conclude la nota, ''non fine a se' stesso dato che molti di loro sono stati reinseriti nei circuiti lavorativi e sociali anche grazie alla collaborazione di istituzioni e servizi assistenziali''.

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domenica 12 dicembre 2010

Dodici mesi con i volontari della Croce Rossa Italiana Operazione calendario per la Croce Rossa cinisellese, che ha stampato un calendario con cui raccogliere fondi per il proprio sostentamento. E dare lezioni di solidarietà


IL CALENDARIO DELLA CROCE ROSSA DI CINISELLO 2011
IL CALENDARIO DELLA CROCE ROSSA DI CINISELLO 2011
Cinisello Balsamo, 12 dicembre 2010 - Per raccogliere fondihanno deciso di metterci la faccia. Letteralmente. Sono i volontari del comitato cinisellese della Croce Rossa, protagonisti a 360 gradi del calendario 2011 dedicato alla sezione locale dell’associazione: davanti e dietro la macchina fotografica, ma anche attivi nella realizzazione grafica e nella distribuzione. Qualche giornata di scatti nella sede, tra tute e attrezzi sanitari, poi la stampa in 850 copie (litografica quindi di qualità) e ora la diffusione con l’obiettivo di racimolare un po’ di soldi (offerta minima 8 euro).
Soldi da dirottare, una volta coperte le spese, verso l’acquisto di materiale necessario alle loro attività, dagli zaini alle steccobende, «perché al contrario di quanto si potrebbe pensare i comitati locali non ricevono fondi né dallo Stato né dalla Cri nazionale» spiega Andrea Lurgi, Volontario del soccorso e responsabile della formazione che insieme al collega Sergio Orfeo si è improvvisato fotografo per necessità.
Il progetto realizzato in via Giolitti 5 a Cinisello, d’altra parte, è solo uno dei modi in cui si declina il Natale solidale nel Nord Milano, tra regali, cesti e biglietti d’auguri equo-solidali. Di certo è un’idea originale. «Ed è nostra — sottolinea ancora Andrea —, ma stiamo pensando di proporla alla Croce Rossa di Roma già dall’anno prossimo visto il successo». Poter vedere i volti sorridenti e scanzonati degli «angeli» del soccorso, infatti, piace e anche molto. Le richieste fioccano, grazie anche al sito internet (www.cricinisellobalsamo.it), da tutta Italia, da Roma a Bolzano, da Alghero a San Donato. Aziende ma soprattutto privati, che amano la Croce Rossa.
«Minore l’attenzione da parte dei nostri concittadini — ammette il volontario —, forse perché non conoscono l’importanza dell’autofinanziamento per noi ». Ai cinisellesi e a tutti i sostenitori i volontari della Cri hanno voluto comunque fare un regalo: farsi vedere in faccia, darsi un volto. «Non per protagonismo, ma per mostrare che dentro un’ambulanza, dentro una divisa della Croce Rossa c’è sempre una persona come quella che stiamo aiutando — continua Andrea —, persone che dedicano parte del proprio tempo all’altro senza chiedere nulla in cambio».
E così ad abbandonare il dietro le quinte sono state tutte le componenti attive del comitato: volontari del soccorso, pionieri, comitato femminile e donatori di sangue. Centocinquanta giovani e meno giovani di buona volontà, che per essere sempre al servizio del prossimo devono mantenere in funzione, tra le altre cose, quattro ambulanze, un jeep ambulanzato, due pullmini per il trasporto disabili, una cucina da campo e tre tende penumatiche. «Alla fine abbiamo dovuto scegliere dodici scatti, ma nel calendario ci sono anche le foto scartate e quelle del back stage, per svelare gli stratagemmi usati per creare le foto».
Per prenotare una copia del calendario si può compilare il modulo online, telefonare in sede al numero 02/66048140 oppure mandare una mail a info@cricinisellobalsamo.it. Per una volta sono i volontari ad avere bisogno di noi.
di Valentina Bertuccio D'Angelo