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sabato 19 ottobre 2013

Corteo a Roma tutti contro chi?


Corteo a Roma tutti contro chi?
Nel corteo no-tav,immigrati,antagonisti,centri sociali,precari e chi si batte per la prima casa,no casa Pound chissà perché non solo non può partecipare ma un gruppetto si stacca dal corteo per prendere a bottigliate la sede di Casa Pound...
Rai News sottolinea la sua “imparzialità” dicendo che sono i ragazzi di Casa Pound che in file serrate non sono li per difendere la sede da eventuali attacchi ma secondo loro per provocare,provocare cosa?cosa possono fare anche un centinaio di ragazzi contro i 70mila in corteo?
Tanta bandiere rosse di rifondazione comunista,ma il comunismo non era contrario alla proprietà privata? Quindi che cosa c'entra in corteo assieme a chi parla di diritto alla casa?
Inoltre è davvero un corteo contro il governo Letta-Alfano con la rifondarola Boldrini come terza carica dello stato?Quelle bandiere rosse sono contro il governo Letta-Alfano?Sono contro l'Europa delle Banche?
Questo non si capisce...
E dopo Giovannini che dice "Gli italiani non sanno lavorare, non si può investire su di loro" ecco Visco che dice «Studiare in Italia non conviene»,invece di scandire slogan sul diritto al lavoro e allo studio che fanno?
Semplice un gruppetto si stacca dal corteo per portarsi davanti a casa Pound a gridare che loro sono antifascisti? E che centra con il corteo?
La solita musica che non potendo ingiuriare Letta perché del PD e nemmeno il PdL suo partner al governo fa come un cantante che alla fine della carriera intona i cavalli di battaglia per non sbagliare e allora tutti con cori cori antifascisti a 70 anni dalla caduta di Mussolini,per non fare torto agli amici che gentilmente li fanno sfilare.
Mi sa che alla fine sono proprio loro i nostalgici,si i compagni sono nostalgici della caduta del fascismo perché ad ogni piccola opportunità pronti a scagliarsi contro essendo un nemico morto e quindi facile da zittire e combattere come recentemente con Eric Priebke..
Concludendo più che un corteo sembra un lunghissimo corteo funebre,dove purtroppo il morto è la nostra amata Patria Italica.

Corteo a Roma tutti contro chi?
Nel corteo no-tav,immigrati,antagonisti,centri sociali,precari e chi si batte per la prima casa,no casa Pound chissà perché non solo non può partecipare ma un gruppetto si stacca dal corteo per prendere a bottigliate la sede di Casa Pound...
Rai News sottolinea la sua “imparzialità” dicendo che sono i ragazzi di Casa Pound che in file serrate non sono li per difendere la sede da eventuali attacchi ma secondo loro per provocare,provocare cosa?cosa possono fare anche un centinaio di ragazzi contro i 70mila in corteo?
Tanta bandiere rosse di rifondazione comunista,ma il comunismo non era contrario alla proprietà privata? Quindi che cosa c'entra in corteo assieme a chi parla di diritto alla casa?
Inoltre è davvero un corteo contro il governo Letta-Alfano con la rifondarola Boldrini come terza carica dello stato?Quelle bandiere rosse sono contro il governo Letta-Alfano?Sono contro l'Europa delle Banche?
Questo non si capisce...
E dopo Giovannini che dice "Gli italiani non sanno lavorare, non si può investire su di loro" ecco Visco che dice «Studiare in Italia non conviene»,invece di scandire slogan sul diritto al lavoro e allo studio che fanno?
Semplice un gruppetto si stacca dal corteo per portarsi davanti a casa Pound a gridare che loro sono antifascisti? E che centra con il corteo?
La solita musica che non potendo ingiuriare Letta perché del PD e nemmeno il PdL suo partner al governo fa come un cantante che alla fine della carriera intona i cavalli di battaglia per non sbagliare e allora tutti con cori cori antifascisti a 70 anni dalla caduta di Mussolini,per non fare torto agli amici che gentilmente li fanno sfilare.
Mi sa che alla fine sono proprio loro i nostalgici,si i compagni sono nostalgici della caduta del fascismo perché ad ogni piccola opportunità pronti a scagliarsi contro essendo un nemico morto e quindi facile da zittire e combattere come recentemente con Eric Priebke..
Concludendo più che un corteo sembra un lunghissimo corteo funebre,dove purtroppo il morto è la nostra amata Patria Italica.

sabato 17 agosto 2013

LA GAFFE, POI LA (MEZZA) RETROMARCIA Roma, il vicesindaco Nieri: "Lefoibe? Le ricorderanno altre città"

LA GAFFE, POI LA (MEZZA) RETROMARCIA

Roma, il vicesindaco Nieri: "Le foibe? Le ricorderanno altre città"

Il vicesindaco aveva detto: "Roma è medaglia d'oro per la resistenza, le foibe le ricorderanno altre città". Ma scorda che c'è una legge che prevede la commemorazione

16/08/2013
Ecco la Roma di Marino: 
basta ricordare le Foibe 
Ira a Destra: "Ignoranti"
Ignazio Marino
Qual è il tuo stato d'animo?
2
A Roma arriva la giunta Marino e la storia cambia. In senso letterale. Il vice sindaco Luigi Neri ha dichiarato  in un'intervista al Corriere: "Roma è medaglia d'oro della resistenza, ha subito il fascismo e il nazismo, la deportazione del ghetto. E' quella la nostra memoria. Altre città ricorderanno le foibe''. Isomma nella Capitale non ci sarà più nessun ricordo "specifico" da parte del Comune degli eccidi perpetrati per motivi etnici e politici, ai danni della popolazione italiana della Venezia Giulia e della Dalmazia durante la seconda guerra mondiale e nell'immediato dopoguerra. La polemica, a destra, scoppia immediata. Tanto che Nieri su twitter è "costretto" poi a precisare: "Basta strumentalizzazioni e polemiche sterili sul tema della memoria. Giunta ha approvato atto chiarissimo". E ancora, ha ribadito come "la storia della nostra città è segnata dall’occupazione nazifascista. Una parte significativa degli eventi attraverseranno i luoghi di una tragedia che ha lasciato segni profondi". Ma Roma Capitale "è impegnata anche a tenere vivo il  ricordo di episodi drammatici accaduti in altri luoghi del nostro Paese che è doveroso conservare, nell’interesse della collettività, compresa la tragedia delle Foibe". Da una parte, dunque, la Resistenza. Dall'altra, Foibe e altre tragedie. Che per la destra capitolina vengono semplicemente "retrocesse" a "orrori di serie B".
"Dimettiti" - Le parole del vicesindaco di Roma hanno scatenato subito le reazioni de La Destra. Francesco Storace, ex ministro ed ex governatore del Lazio risponde a muso duro: "Con quelle parole ('altre città ricorderanno le foibe') hai offeso una comunità intera, lo Stato e la tua regione che alla Giornata del Ricordo - il 10 febbraio, ignorante! - hanno dedicato ben due leggi, una regionale (con l'astensione del centrosinistra) e una nazionale (a larghissima maggioranza parlamentare); a Roma hai offeso la memoria che si ravviva ogni giorno e ogni anno al quartiere Giuliano Dalmata. Ma non c'è problema. Stai tranquillo, anche se non dipenderà da te, vorrà dire che quel giorno, il 10 febbraio prossimo venturo, saremo noi a chiamare tutti da tutta Italia a Roma per commemorare il ricordo degli infoibati. Neri si dimetta". 


"Il Giorno della memoria" - Con Storace si schiera anche  Marco Marsilio, portavoce della Costituente regionale del Lazio, ed esponente di Fratelli d'Italia: "Le dichiarazioni rilasciate dal vice sindaco Nieri sulle foibe sono raccapriccianti. Per Nieri le foibe non appartengono alla memoria storica di Roma, e quindi non si faranno piu' i viaggi degli studenti nei luoghi dove accaddero quei tragici eventi". Va ricordato che per le foibe è stato istituito "Il Giorno del ricordo". Una solennità civile nazionale italiana, celebrata il 10 febbraio di ogni anno. Istituita con lalegge 30 marzo 2004 n. 92 per la commemorazione, appunto, delle vittime dei massacri delle foibe e dell'esodo giuliano-dalmata. 



Alemanno: "Non ci sono orrori di serie B" - Sulla vicenda è intervenuto anche Gianni Alemanno, ex sindaco della Capitale: "E' assurdo pensare che la storia di Roma possa venir catalogata con orrori di serie A e di serie B. E' ancora più assurdo che questo sia il pensiero del vicesindaco, che considera il Giorno del Ricordo come una celebrazione di destra e quindi meno rappresentativa della storia della città. I martiri delle foibe istriane e l'esodo delle popolazioni giuliano-dalmate devono essere una celebrazione di tutto il popolo italiano".(I.S.)

lunedì 12 agosto 2013

Roma, 14enne gay suicida. In un biglietto: "Non ce la faccio più"

Roma, 14enne gay suicida. In un biglietto: "Non ce la faccio più"

Si è lanciato dal terrazzo di casa a Roma. In un biglietto: "Non ce la faccio più". Le associazioni Lgbt: avanti sulla norma anti omofobia


Non sopportava più la derisione dei coetanei e il non potersi confidare con i propri genitori. Sarebbero stati questi i motivi che hanno portato un 14enne omosessuale, di un quartiere periferico di Roma, ad uccidersi, lanciandosi dal terrazzo di casa, tra mercoledì 7 e giovedì 8 agosto.
Fiori in via Aldo Sandulli a Roma dove il 14enne si è tolto la vita
"Tutti mi prendono in giro, nessuno mi capisce", avrebbe scritto in un biglietto trovato in casa dalla polizia, lasciato in camera poco prima di lanciarsi nel vuoto, insieme a un secondo messaggio, su una pendrive. Il giovane ha fatto un volo di venti metri, prima di cadere al suolo, in un giardinetto dove un altro ragazzo ha scoperto il suo corpo.
Sui fatti sta già indagando la Procura di Roma, che al momento ha aperto un fascicolo contro ignoti.
Cordoglio dalle associazioni Lgbt. Flavio Romani, presidente di Arcigay, ha parlato di una notizia che "fa sprofondare in un dolore terribile". Ha ricordato poi anche il "corpo massacrato di Andrea, la transessuale trovata senza vita dieci giorni fa a Termini" e chiesto alla politica di "mettere in agenda provvedimenti in grado di produrre un cambiamento nei luoghi scolastici, in quelli sportivi, nelle famiglie, nella cultura".
Nichi Vendola, su twitter, ha scritto: "Spero che una intera classe dirigente chieda perdono per le vittime dell’omofobia e per aver consentito che l’odio per le diversità diventasse lessico ordinario della contesa politica".

domenica 11 agosto 2013

Troppe bande rom Usa e Inghilterra: "Fuggite da Roma"

Troppe bande rom Usa e Inghilterra: "Fuggite da Roma"

Il governo di Londra mette in guardia i turisti: nella capitale comandano i borseggiatori. E Usa Today fa un vademecum


Roma - C'era da aspettarselo. Con l'arrivo del sindaco Ignazio Marino, uno di sinistra, uno che fa dell'accoglienza una bandiera, sono aumentati come d'incanto mendicanti, furti, scippi e pirati della strada.
Guarda caso tutta gente dell'Est, soprattutto romeni. Si torna a delinquere, Alemanno, «il fascista» non c'è più. Risultato, un'escalation di reati che in un mese ha fatto diventare la capitale, scrivono in Inghilterra e Stati uniti, una «città pericolosa», dove «è meglio lasciare gli oggetti di valore in albergo». Brutt'affare. Da ieri il governo britannico mette in guardia i connazionali. Tra le raccomandazioni sul sito del governo inglese gov.uk, viene fuori l'immagine di una Capitale piena di insidie, con «gang» composte da minorenni, pronte a entrare in azione indisturbate. E ieri il sindaco Ignazio Marino ha tentato di ribattere. «L'incidenza della microcriminalità in numerose città europee ed americane è molto più alta che a Roma, che è ospitale e non merita di essere vittima di allarmismi». Sarà, ma scorrendo i vari siti web dei quotidiani romani c'è l'imbarazzo della scelta tra filmati di raid in metro con scippo al turista e dito medio alzato, ubriachi senza patente venuti da Bucarest che travolgono militari e fanno spallucce, furti di rame (specialità romena) nelle ferrovie e nei cimiteri. E vigilesse pestate a sangue. Una sciagura. E poi scippi sui bus, 64 in testa, quello che porta a San Pietro, figuriamoci.
È lo stesso console britannico David Broomfield che si raccomanda personalmente. «Meglio mantenere una borsa sullo schienale di una sedia o sul pavimento in un ristorante o bar è un bersaglio facile per i ladri». Ancora: «State attenti ai mezzi pubblici, specialmente al 64» si legge su gov.uk alla voce «Crime». E se proprio non si vuole rischiare, meglio «lasciare gli oggetti di valore in albergo». Il sito descrive anche i movimenti delle bande. «Sui bus o in metro, mentre uno distrae la vittima, gli altri lo ripuliscono». C'è anche una testimonianza video di una vittima, che racconta: «In un minuto ci siamo girati e la borsa non c'era più».
Inglesi impietosi? Gli americani arrivano addirittura a sconsigliare il viaggio romano. Usa Today pubblica un vademecum sul suo sito. In otto consigli si raccomanda di diffidare da Termini, Fontana di Trevi e Colosseo, dove «non bisogna fissare a lungo il monumento, per evitare di essere scippati». La raccomandazione è anche quella di «non indossare gioielli», ma anche di non fidarsi dei «bimbi che si avvicinano», «presunti agenti in borghese» o «gente che finge di rovesciare cibo addosso». Altro che vacanza. Le vie del centro sono dipinte come una tonnara, dove il turista è bersaglio delle bande pronte a depredarli. Tutto vero. In un servizio caricato sul sito «Today» ci sono turisti appena borseggiati all'interno della Cappella Sistina mentre stavano ammirando gli affreschi. Dennis Byrne sul Chicago Tribune è drastico: «Come evitare i borseggiatori a Roma? Non ci andate». E aggiunge: «Lì non torno più. Vi consiglio di fare lo stesso». Per Marino che pensava alle ciclabili, alla metro C senza fondi e ai Fori che meno pedonali non si può, una bella grana.

martedì 18 settembre 2012

Assurdo: a Roma ci sono più scorte che volanti

A Roma ci sono più scorte che volanti, ogni giorno girano 120 pattuglie e il costo annuale per ogni scorta è di due milioni di euro, mentre mantenere un commissariato ne costa 350mila: 120 scorte, se li vogliamo definire tecnicamente, 120 «dispositivi » non vogliono dire 120 auto, ma molte di più. Per ognuno dei tre turni giornalieri escono dai vari commissariati 40 auto della polizia, per controllare il territorio.

Questa l’incredibile denuncia del sindacato Silp. Il controllo del territorio non è evidentemente considerato prioritario da chi ci governa o meglio è secondario rispetto alle scorte che regaliamo anche a chi non ha alcun motivo per averla. E i costi sono pesantissimi

Una scorta di primo livello (più di due autovetture e nove uomini impegnati) viene 95 mila euro l’anno per le missioni in trasferta (una media di 10 missioni al mese) e 84mila euro di straordinario checomunque deve essere corrisposto agli agenti(per una media di 60 oremensili). Facendo altri calcoli a spanne( ilsecondo livello prevede sei uomini, il terzo una sola vettura, l’autista e un agente), il conto finale è superiore ai due milioni di euro l’anno. Giusto per avere un’idea, un commissariato di frontiera come il Casilino ogni anno comporta spese per 350mila euro

venerdì 25 maggio 2012

Anche Equitalia evade il fisco A Roma l'agenzia di riscossione non paga il balzello sui rifiuti e ha un contenzioso di 200mila euro



L'Italia è il paese dei colmi infiniti. Può succedere, per esempio, che i controllori del fisco evadano. A RomaEquitalia non paga il balzello sui rifiuti e ha un contenzioso pesante. Se in un caso si tratta solo di disattenzione (anche se quella dei cittadini comuni non viene perdonata), sugli arretrati la situazione è un po' più spinosa e riguarda direttamente una controllata dell'agenzia di riscossione, Equitalia Sud: secondo quanto risulta a Libero, la morosità nei confronti dell'Ama ammonta a circa 200mila euro.Il colmo degli esattori delle tasse: anche Equitalia evade il fisco

lunedì 30 aprile 2012

Imu, in piazza per dire no alla stangata sulla casa: 600 Comuni contro Monti


Dalla Lega all'Anci, circa 600 Comuni sono in rivolta contro la stangata sulla casa.CALCOLA QUI LA TUA RATA

di Clarissa Gigante

Tutti in piazza contro l'Imu sulla prima casa e l'obbligo delle amministrazioni a versarne una parte nelle casse dello Stato centrale. Domani, mentre i sindacati si riuniranno a piazza San Giovanni a Roma per il tradizionale concerto in difesa del lavoro, i primi cittadini leghisti riempiranno Zanica per invocare la disobbedienza civile e l'opposizione fiscale.

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Saranno almeno 600 i primi cittadini che arriveranno nella cittadina in provincia di Bergamo per il "Lega Unita Day", una manifestazione voluta da Roberto Maroni che la scorsa settimana ha chiamato alle armi i suoi attraverso Facebook. "Assumete in proprio la riscossione", ha detto il triumviro invitando i sindaci a disdire i contratti con Equitalia, "Promuoviamo insieme la disobbedienza civile e l'opposizione fiscale da parte dei cittadini, con l'aiuto dei sindaci per non metterli nei pasticci: saranno gli amministratori a dare copertura a chi aderirà".
Nei giorni scorsi, a sorpresa, con Maroni si era schierato persino il paladino della sinistra,Giuliano Pisapia. "O governo e Parlamento prendono in tempi brevi decisioni che vanno nella direzione di più equità e sviluppo, o temo che a settembre ci possa essere un’esplosione sociale", ha detto in un'intervista al Corriere aggiungendo che "i tagli ai Comuni impediscono di dare risposte di sviluppo e di aiuto concreto ai cittadini. Perchè non si sono toccati i grandi patrimoni e la finanza? Si sarebbe evitato di tartassare chi è già in difficoltà". Se il concetto è simile a quello che porta in piazza il Carroccio, il sindaco di Milano ha precisato di non condividerne il metodo: "La rivolta fiscale diventa un aiuto all’evasione e non un contributo per modificare una norma ritenuta ingiusta".
Eppure, al di là dell'appartenenza politica, sono tanti gli amministratori sul piede di guerra. Il presidente dell'Anci, Graziano Delrio, anch'egli contrario alla disobbedienza civile, lo ha detto più volte: l'Imu va cambiata perché "così come è stata varata, altro non è che una patrimoniale mascherata". Per questo - e per chiedere che tutto il suo importo finisca nelle casse dei Comuni - il 24 maggio i sindaci d'Italia scenderanno in piazza a Venezia. Più concreta Marta Vincenzi (Pd), sindaco uscente a Genova: "Sono sempre stata e resto contraria a nuove tasse. A Genova non c'è l'aumento dell'Imu sulla prima casa dal 4 al 5 per mille, non l'ho mai voluto. Invito i candidati sindaci a un'azione di disobbedienza civile". E da Nord a Sud sono centinaia i primi cittadini che stanno mettendo in atto azioni simili.

lunedì 16 aprile 2012

Roma 16.03.1975 Stefano e Virgilio Mattei.


Con l'espressione rogo di Primavalle s'indica un atto delittuoso di natura politica compiuto da militanti di Potere Operaio nel quartiere di Primavalle, a Roma, nel 1973, in seguito al quale persero la vita due giovani di 10 e 22 anni, figli di Mario Mattei, segretario della sezione di Primavalle del Movimento Sociale Italiano.

Rogo di Primavalle
i fratelli Mattei, vittime del rogo


Stato
 Italia
Luogo
Roma
Obiettivo
la casa del dirigente missino Mario Mattei
Data
16 aprile 1973
Tipo
Incendio doloso
Morti
Stefano Mattei, Virgilio Mattei
Feriti
0
Responsabili
Achille Lollo, Marino Clavo, Manlio Grillo
Motivazione
Strategia della tensione
Potranno dire quello che vogliono,che sul blog di Vox Populi si è ricordato la morte di un bambino di 8 anni e di suo fratello,bruciati vivi nella propria casa,casa che è sinonimo di sicurezza, di calore familiare.
Quando siete nei guai,quando vi trovate in situazioni che vorreste trovare una soluzione,una scappatoia viene naturale dire e sperare di tornare a casa,loro invece hanno trovato la morte,una terribile morte,accusati e condannati da un gruppo di criminali che si definirono braccio armato della politica rossa,che per punire il padre segretario di sezione Missina hanno visto un atto eroico cercare di bruciare vivi un intera famiglia attaccandoli a casa e di notte come se fosse un attacco di un esercito verso una caserma nemica...
Nessuno ha mai pagato la vigliaccheria,pure se i colpevoli hanno fatto delle ammissioni in vari libri e sono ancora oggi a piedi liberi mentre un ragazzo che oggi avrebbe avuto 47 ha visto bloccare il ciclo della sua vita la notte del 16 aprile per mano di chi non è stato tanto coraggioso di affrontare il padre di giorno e punirlo bruciando vivo un bambino di 8 anni aggrappato a suo fratello 20enne.
Caro Stefano e caro Virgilio in questo giorno che siamo a un anno dal 40ennale una preghiera per il vostro eterno riposo arrivi dal mio cuore a dove siete oggi voi,dove sicuramente non c'è odio e vigliaccheria.

lunedì 2 aprile 2012

Ecco come i centri sociali hanno assaltato CasaPound: il video degli scontri a Roma


Il 23 marzo scorso, nel quartiere di Casal Bertone a Roma, alcuni militanti della sinistra assaltarono il Circoloro Futurista, struttura occupata da CasaPound Italia. Ecco il video

Dopo l'assalto dei collettivi di sinistra a Casal Bertone ai danni di CasaPound, c'è unvideo che fa luce sugli scontri del 23 marzo scorso nel quaritere periferico di Roma.
Un video che conferma le dichiarazioni di Cpi rilasciate il giorno dell'assalto: "Trecento militanti di estrema sinistra, armati di mazze, caschi e bastoni hanno assaltato, anche a colpi di bombe carta, il Circolo Futurista Casal Bertone a Roma, struttura occupata di CasaPound Italia, che proprio oggi festeggia i cinque anni di vita".
Sono volati sassi, bottiglie e bastoni, alcuni cassonnetti sono stati rovesciati e sono stati lanciati fumogeni. Gli scontri sarebbero durati qualche decina di minuti e sarebbero terminati grazie a una carica di polizia.
Nel pomeriggio di quel giorno, due ragazzi di un collettivo avevano denunciato di essere stati aggrediti da un gruppo di giovani armati di caschi e bastoni accusando "quelli di CasaPound". I ragazzi di Casapound al contrario avevano sostenuto che ad essere stata aggredita "nella tarda mattinata di oggi" era stata la madre di uno di loro in via Portonaccio: "La signora era in macchina, quando si è vista circondare da alcuni estremisti di sinistra, che hanno tentato di impedirle di passare e preso a calci la vettura. Poi, quando è riuscita a passare, gli antifascisti le hanno lanciato contro alcuni bastoni, che hanno colpito la macchina. Allontanandosi gli aggressori si sono imbattuti in due militanti di CasaPound e ne è nato un tafferuglio, conclusosi comunque senza feriti".