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martedì 21 gennaio 2014

Fusione Chrysler: ci guadagna solo la Fiat, non l’Italia

L’accordo tra il gruppo Fiat e il sindacato Usa ha suscitato l’entusiasmo nei media italiani, del resto «facili da accendersi per l’impresa piemontese, dati i legami abbastanza stretti che corrono da sempre tra di essa e i nostri quotidiani più importanti». Al coro si sono uniti i soliti sindacalisti Cisl e Uil, nonché “Il Sole 24 Ore”, che parla di «successo del sistema Italia». Successo «del tutto relativo», secondo Vincenzo Comito, vista la quasi-estinzione della decantata “italianità” della Fiat: da tempo, un colosso come Fiat Industrial (camion, trattori, ruspe) «veleggia da un paradiso fiscale all’altro e l’Italia appare l’ultima delle sue preoccupazioni». Ora tocca all’auto. «Quasi ovviamente, il quartier generale del raggruppamento Fiat-Chrysler sarà trasferito negli Stati Uniti e rischiamo quindi di perdere qualche migliaio di posti di lavoro a Torino». Del resto, le vendite e la produzione in Italia sono briciole, mentre il titolo sarà quotato principalmente alla borsa di New York.
Per far digerire meglio la pillola all’opinione pubblica del nostro paese, scrive Comito sul “Manifesto” in una riflessione ripresa da “Micromega”, il management confermerà per l’Italia un po’ di investimenti per la produzione di alcuni modelli. Il governo ne approfitterà per chiedere almeno notizie sul destino di Mirafiori e Cassino, come degli altri stabilimenti italiani? A prima vista, i gestori delle “larghe intese” sembrano «occupati in ben più importanti faccende». In ogni caso, oltre a sviluppare singergie produttive, la fusione con Chrysler dovrebbe permettere alla Fiat di «mettere le mani sul tesoretto finanziario dell’azienda Usa», sperando che questo le consenta di investire anche in Italia. «Più che di un successo del sistema Italia – scrive Comito – si potrebbe parlare di un successo degli azionisti, guidati dal pirotecnico Lapo Elkann, clone di Marchionne; alla notizia della fusione i titoli del Lingotto sono subito saliti in misura rilevante. Anche l’amministratore delegato troverà il suo tornaconto nella faccenda, perché potrà consolidare da noi la fama di manager miracolo e vedere anche aumentati i suoi bonus di fine anno».
Quanto alla presunta abilità negoziale di Marchionne, il sindacato statunitense aveva chiesto 5 miliardi di dollari per concludere l’affare, mentre il manager Fiat aveva dichiarato con sdegno che il prezzo giusto era di soli 2 miliardi. «Ora scopriamo che la Veba ha ottenuto 4,35 miliardi; si tratta di una cifra molto più vicina alle richieste statunitensi che all’offerta italiana». Di positivo per Torino c’è il fatto che la parte più importante dell’esborso per l’acquisto del 41,5% della Chrysler verrà sostenuto dalla stessa casa americana, mentre l’azienda torinese dovrà pagare soltanto 1,75 miliardi di dollari e non sarebbe obbligata, almeno nell’immediato, a dover ricorrere ad un aumento di capitale, scelta peraltro probabilmente ineludibile tra qualche tempo. Con la fusione si costituisce il settimo gruppo automobilistico mondiale, che avrà comunque molte difficoltà a lottare con i veri protagonisti del settore. «Lo stesso Marchionne aveva dichiarato alcuni anni fa che per stare adeguatamente sul mercato bisognava produrre almeno sei milioni di vetture, ma nel 2013 la Fiat-Chrysler ne avrà consegnate forse poco più di quattro milioni».
Il gruppo resta forte in Brasile e resiste negli Usa, mentre è assente nel mercato più importante del mondo – l’Asia – e anche in Russia, area che diventerà la prima in Europa, scavalcando la Germania. La gamma di fascia alta include l’Alfa Romeo e soprattutto la Maserati, la cui proiezione parla di 50.000 vetture l’anno, mentre Mercedes, Bmw e Audi veleggiano ormai su milioni di unità. Nella fascia mediana reggono i pick-up della Crhysler (che però fatica sulle berline), mentre nella fascia bassa la Fiat presidia il mercato con pochissimi modelli, come la Panda e la Cinquecento. Per farcela, secondo Comito, Fiat-Chrysler dovrebbe cercare un alleato strategico in Asia, altrimenti «la stessa sopravvivenza del gruppo potrebbe essere messa in discussione nei prossimi anni», a partire dal 2014 che si annuncia «molto movimentato per i lavoratori del gruppo».

domenica 27 ottobre 2013

Ogni potere emana dal popolo, e non torna più. Gabriel Laub

L'Italia esporta spumante,vino,formaggi,olio;la Francia Champagne,formaggi ma gli Stati Uniti cosa esportano?
Facile gli Stati Uniti esportano “democrazia” ,un prodotto difficile da esportare e che ha bisogno di un mezzo di trasporto speciale,i bombardieri.
Sono quasi 70' anni di attività,come non ricordare Precotto i martiri di Gorla a Milano nel 1944,Dresda,Hiroshima e Nagasaki nel 1945.
La consegna avviene tramite posta aerea tramite bussolotti chiamati volgarmente bombe,missili.
Gli Stati Uniti la consegnano a tutti la democrazia anche chi democraticamente non ne vuole,ma loro ne hanno da vendere,anzi da barattare con dei banali barili,pieni di petrolio ovviamente o diventando loro sudditi “democraticamente parlando”.
Alla fine cosa chiedono in cambio della loro “democrazia”,solo del liquido nero che sporca che unge,il petrolio e solo qualche “pezzettino di terreno” per le loro basi militari.
Non contenti sono così fiduciosi verso gli altri che spiano ,anche telefonicamente,gli “alleati” e mi chiedo chi non è suo “alleato” cosa subisce?
Tornando alla parola democrazia vediamo cosa vuol dire :La democrazia (dal greco δῆμος (démos): popolo e κράτος (cràtos): potere) etimologicamente significa "governo del popolo", ovvero sistema di governo in cui la sovranità è esercitata, direttamente o indirettamente, dall'insieme dei cittadini.
Quindi vuol dire che l'America non esporta democrazia ma solamente la sua avidità economica e politica che nascosta dietro il paravento di cartone della “democrazia” ha portato un premio Nobel per la pace a Obama arrivando all'apice dell'assurdo..

lunedì 30 settembre 2013

ROBE DELL'ALTRO MONDO


 

  • E' di queste ore la notizia che negli Usa la situazione economica sia disastrosa come in Europa, anzi forse di più, paragonabile alla Grecia di poco tempo fa... Infatti, per una sorte di rivalsa tra repubblicani e democratici (e confesso di non avere ben chiaro le differenze “ideologiche” delle due compagini) è saltato il decreto governativo che permetteva stipendi e pensioni ai “lavoratori federali”. Strutture di primo piano come la Nasa sarebbero di fatto in pericolo, ma non solo quelle e come al solito (tutto il mondo è paese) i primi a rimetterci sarebbero i più deboli, che andrebbero ad ingrossare le già foltissime schiere dei disoccupati, aumentando la povertà...
    Altro che “trovare l'America”: i nostri giovani che hanno cercato là l'Eldorado, la fuga di cervelli, voluta dalla crisi e dall'incapacità dei nostri governanti rischia seriamente di trovare un ulteriore ostacolo alle giuste rivendicazioni nella dabbenaggine dei “Signori” di oltre Oceano.
    Inoltre, malgrado le convinte speranze dei nostri leghisti si dimostra che anche il federalismo non è la soluzione che risolve tutto, anzi, a volte, come si evince, riesce a complicare le situazioni...
    Personalmente non ho simpatia per gli apparati burocratici-ideologici del mondo statunitense e neppure la loro storia di invasori camuffati da liberatori e da gendarmi della democrazia mi fa pendere dalla loro parte.
    Però la sorte dei poveri cristi in America come nel resto del mondo, quella è un'altra faccenda ...
     
     











martedì 17 settembre 2013

La vera arma chimica è l'uranio impoverito Usa che ha prodotto un'ecatombe


Editoriale a cura di Alessandro Raffa

Obama vorrebbe erigersi a paladino della giustizia nel mondo: "attacchi con le armi chimiche non possiamo accettarli" - "Assad merita una risposta dura" - etc ... CHE FACCIA TOSTA!!! Loro che hanno ucciso MILIONI di persone, dalla seconda guerra mondiale ad oggi... loro che da oltre 10 anni tengono reclusi prigionieri NON PROCESSATI a Guantanamo, in condizioni degne di un lager...

Premesso che il Presidente siriano NON ha usato armi chimiche, cosa confermata anche dal giornalista belga Pierre Piccinin, rapito insieme al giornalista italiano Domenico Quirico de "La Stampa": Piccinin ha dichiarato di aver sentito conversazioni dei ribelli e di essere sicuro che sono stati loro ad utilizzare le armi chimiche, che probabilmente sono state fornite ai "ribelli" - un esercito di mercenari provenienti da tutto il medioriente e oltre - proprio da quelle nazioni che oggi si scandalizzano per il loro uso, e che non aspettavano altro che la SCUSA per aggredire Assad, visto che il progetto di farlo spodestare dai ribelli non è andato a buon fine, anche grazie al sostegno che il popolo siriano ha dato al Presidente Assad... 

Cosa propone il premio Nobel per la Pace Obama? DI BOMBARDARE LA SIRIA... disperdendo nell'ambiente TONNELLATE E TONNELLATE DI URANIO IMPOVERITO, come è accaduto nei balcani, in Afghanistan, Iraq e Libia: dove l'Uranio impoverito ha provocato e CONTINUA A PROVOCARE malformazioni nei neonati,
migliaia e migliaia di malati, MORTI...

SIRIA, IN CASO DI GUERRA PIOVERANNO 84 TONNELLATE DI URANIO IMPOVERITO: (VEDI:http://italian.irib.ir/notizie/politica5/item/130981-siria,-accame-in-caso-di-guerra-pioveranno-84-tonnellate-di-uranio-impoverito)

E SI TRATTA DI STIME SICURAMENTE AL RIBASSO, SE PENSIAMO CHE NELLA GUERRA IN IRAQ GLI AMERICANI HANNO IMPIEGATO ARMI ALL'U.I. PER UN TOTALE DI 600 TONNELLATE: e probabilmente il dato fornito ufficialmente è persino al ribasso...)

Se dei MIGLIAIA di militari italiani che si sono ammalati di tumori, leucemie e altre malattie dovute all'uranio impoverito si parla poco, delle popolazioni che hanno subito i bombardamenti si parla ancora meno. Ma ai morti dovuti ai bombardamenti, in tutti i teatri di guerra degli ultimi decenni, dobbiamo sommarne alcune CENTINAIA DI MIGLIAIA provocati dalle malattie correlate all'uranio.

Di seguito propongo un po' di materiale:

Vittime "made in USA": le foto dei neonati malformati da uranio impoverito 

*** IMMAGINI FORTI ***

"Armi all'Uranio impoverito: malattie e morte per militari e cittadini, e non si fermano" -  (DOSSIER uranio impoverito - Una strage di civili e militari. Il caso del Maresciallo Marco Diana, abbandonato dallo Stato. Sardegna, un paradiso avvelenato e la "sindrome di Quirra". Le connessioni tra centrali nucleari e industria bellica. Secondo l'oncologo Umberto Veronesi l'uranio impoverito non fa niente. L'indifferenza delle istituzioni e delle associazioni più importanti del mondo, genuflesse agli Usa e ai loro interessi. Approfondimenti su uranio e dintorni.) SE DI QUESTI ARTICOLI VOLETE LEGGERNE SOLO UNO, LEGGETE QUESTO: è IL PIU' COMPLETO.


URANIO IMPOVERITO: E' LETALE, MA GLI USA NEGANO. E LE ARMI ALL'URANIO IMPOVERITO POSSONO ESSERE IMPIEGATE COME UN'ARMA CONVENZIONALE QUALSIASI... 

Uranio impoverito: è micidiale ma secondo USA non ci sono prove. [Video]  - Che l'Uranio impoverito sia ALTAMENTE pericoloso, cancerogeno, provoca leucemie, malformazioni e altro, non ci sono dubbi: ma gli Usa sostegono che "non ci sono prove", facendo si che l'uranio impoverito sia considerato una "normale arma convenzionale" da utilizzare in qualsiasi teatro di guerra.
Si ammalano i cittadini che vivono nei dintorni della base di Quirra, in Sardegna, si ammala il personale che presta servizio nella base in questione, dove le armi all'uranio impoverito vengono utilizzate per test ed esercitazioni; persone esposte comunque a dosi molto minori rispetto a quelle che subiscono i cittadini delle città bombardate... 

Tra i "sostenitori" dell'Uranio impoverito c'è il "nostro" Umberto Veronesi, che Beppe Grillo definì "la faccia buona del cancro": il celebre oncologo, ex ministro, stimatissimo dalle lobby e dai cittadini che lo conoscono solo per le frequenti comparsate mediatiche, dichiarò che "l'uranio impoverito non fa niente, si potrebbe portare anche in tasca". Per maggiori info sulla questione scegliete un articolo tra i molti che compaiono in questa ricerca su google

Fermo sostenitore del nucleare, oltre che degli inceneritori che "ovviamente" secondo lui non fanno male (guardate chi sono i patners della sua Fondazione) Veronesi difende anche l'uranio impoverito: quello che fa lui nei confronti della lobby del nucleare, in pratica, è un "servizio completo":

LE SCORIE NUCLEARI: GRAZIE ALLA PRODUZIONE DI ARMI ANZICHE' UN PROBLEMA (E UN COSTO) DIVENTANO UNA RISORSA


Gestire e smaltire le scorie degli impianti nucleari è molto, molto costoso: vengono stoccate in depositi dove dovranno rimanere per MIGLIAIA DI ANNI; è necessario utilizzare contenitori, locali e strutture idonee, e inoltre sorvergliarli. 

In Germania migliaia di fusti di scorie nucleari sono stati stoccati in una miniera di sale, e ci sono state dispersioni e contaminazioni dell'ambiente: (Vedi: http://bit.ly/14C6vOQ) e vicino al deposito, la gente muore di tumore (vedi: http://it.euronews.com/2010/11/26/germania-aumentati-casi-tumore-vicino-deposito-scorie-nucleari-asse/) I depositi di scorie nucleari rappresentano un problema anche per i russi: (vedi:http://www.zonanucleare.com/dossier_mondo/scorie_nucleari_russia.htm)

Ma per gli USA e le lobby del nucleare e delle armi, gli scarti delle centrali nucleari anziché rappresentare un problema e un costo, rappresentano una "materia prima" e un BUSINESS MILIONARIO: le scorie vengono trattate e trasformate in armi all'uranio impoverito, che vengono immagazzinate e smaltite al primo conflitto disponibile...

Alcuni militari americani rientrati dalle missioni hanno testimoniato che l'esercito USA ha fatto un uso smodato di armi all'uranio impoverito, usate in modo smodato, persino irrazionale: "come se ci fosse la volontà si smaltire le armi, di svuotare i magazzini di armi all'uranio impoverito" ... (magazzini di armi che "ovviamente", una volta svuotati, vengono riempiti di nuovo...) 

... Sia mai che dovesse essere fermata la produzione di armi all'uranio impoverito: dopotutto dalle centrali nucleari escono ogni giorno quintali e quintali di scorie nucleari, e quando i depositi sono pieni, devono essere svuotati per poi essere riempiti nuovamente, con i soldi dei contribuenti americani vengono comprate nuove armi all'uranio...)

ULTERIORI APPROFONDIMENTI SU URANIO E DINTORNI:

Uranio Impoverito, guerra e bugie VIDEO

L’URANIO IMPOVERITO NELLE GUERRE: UN RISCHIO DELIBERATAMENTE IGNORATO? 


Alessandro Raffa per nocensura.com 

sabato 14 settembre 2013

Se gli USA sono un "modello di democrazia"...

Editoriale 

Se fino ad oggi gli USA hanno desistito dall'attaccare la Siria, e se alla fine rinunceranno a farlo, lo dobbiamo alla fermezza del leader russo Putin, che ha persino rifiutato un contratto da 15 miliardi offerto dai sauditi, oltre alla garanzia della prosecuzione degli interessi russi in Siria.

La Russia sul piano internazionale si è dimostrata di gran lunga migliore degli USA, cercando sempre di frenare la vena guerrafondaia degli Stati Uniti, nel caso della Siria con una determinazione senza precedenti.
  
I rapporti tra Russia e USA negli ultimi mesi si sono deteriorati: nell'arco di un breve lasso di tempo, Putin ha rifiutato il programma di riduzione delle armi nucleari, proposto dagli USA, poiché non ripone fiducia nell'interlocutore; il caso-Snowden ha ulteriormente inasprito i rapporti, Obama non ha per niente gradito il fatto che la Russia abbia offerto asilo all'ex uomo della NSA, infine il caso-Siria, con il leader russo che si è spinto a dichiarare che in caso di aggressione militare, avrebbe offerto supporto al governo siriano.

In questi giorni, mi ha colpito una dichiarazione che Putin ha rivolto agli USA: "non siete più un modello di democrazia"... 

Mi scusi signor Putin... ma quando mai gli USA sarebbero stati un "modello di democrazia" ?!? 

Una nazione fondata sul sangue degli indiani: sterminati selvaggiamente.

Durante la seconda guerra mondiale hanno aspettato il momento propizio per scendere in campo, e hanno sganciato 2 bombe atomiche: era davvero così necessario? Eventualmente, una non sarebbe bastata? C'era bisogno di provocare quell'olocausto che nessuno sembra mai ricordare? Di questo nutriamo forti dubbi...

Se dovessi citare tutte le guerre, le operazioni, i golpe fatti e/o alimentati dagli USA, dovrei scrivere un libro. Citiamo la sanguinosa guerra del Vietnam, negli anni '60, dove decine di migliaia di persone sono finite bruciate dal nepalm, sganciato copiosamente nelle foreste, gli stupri e le esecuzioni sommarie nei villaggi di contadini vietnamiti, etc.

Negli anni 90', la prima guerra dell'Iraq ed il conseguente embargo che è costato la vita a centinaia di migliaia di persone, tra cui numerosissimi bambini, che a causa dell'embargo non avevano nemmeno accesso a medicinali di base.

Fino ai "giorni nostri", le guerre in Afghanistan, Iraq, Libia, la "primavera araba", lo scandalosissimo pollaio di Guantanamo, dove da oltre 10 anni sono reclusi, senza processo, prigionieri di guerra molti dei quali completamente innocenti. 

No, caro Putin, non è che gli USA "non sono più un modello di democrazia", semplicemente non lo sono MAI STATI!

Alessandro Raffa 

domenica 11 agosto 2013

Troppe bande rom Usa e Inghilterra: "Fuggite da Roma"

Troppe bande rom Usa e Inghilterra: "Fuggite da Roma"

Il governo di Londra mette in guardia i turisti: nella capitale comandano i borseggiatori. E Usa Today fa un vademecum


Roma - C'era da aspettarselo. Con l'arrivo del sindaco Ignazio Marino, uno di sinistra, uno che fa dell'accoglienza una bandiera, sono aumentati come d'incanto mendicanti, furti, scippi e pirati della strada.
Guarda caso tutta gente dell'Est, soprattutto romeni. Si torna a delinquere, Alemanno, «il fascista» non c'è più. Risultato, un'escalation di reati che in un mese ha fatto diventare la capitale, scrivono in Inghilterra e Stati uniti, una «città pericolosa», dove «è meglio lasciare gli oggetti di valore in albergo». Brutt'affare. Da ieri il governo britannico mette in guardia i connazionali. Tra le raccomandazioni sul sito del governo inglese gov.uk, viene fuori l'immagine di una Capitale piena di insidie, con «gang» composte da minorenni, pronte a entrare in azione indisturbate. E ieri il sindaco Ignazio Marino ha tentato di ribattere. «L'incidenza della microcriminalità in numerose città europee ed americane è molto più alta che a Roma, che è ospitale e non merita di essere vittima di allarmismi». Sarà, ma scorrendo i vari siti web dei quotidiani romani c'è l'imbarazzo della scelta tra filmati di raid in metro con scippo al turista e dito medio alzato, ubriachi senza patente venuti da Bucarest che travolgono militari e fanno spallucce, furti di rame (specialità romena) nelle ferrovie e nei cimiteri. E vigilesse pestate a sangue. Una sciagura. E poi scippi sui bus, 64 in testa, quello che porta a San Pietro, figuriamoci.
È lo stesso console britannico David Broomfield che si raccomanda personalmente. «Meglio mantenere una borsa sullo schienale di una sedia o sul pavimento in un ristorante o bar è un bersaglio facile per i ladri». Ancora: «State attenti ai mezzi pubblici, specialmente al 64» si legge su gov.uk alla voce «Crime». E se proprio non si vuole rischiare, meglio «lasciare gli oggetti di valore in albergo». Il sito descrive anche i movimenti delle bande. «Sui bus o in metro, mentre uno distrae la vittima, gli altri lo ripuliscono». C'è anche una testimonianza video di una vittima, che racconta: «In un minuto ci siamo girati e la borsa non c'era più».
Inglesi impietosi? Gli americani arrivano addirittura a sconsigliare il viaggio romano. Usa Today pubblica un vademecum sul suo sito. In otto consigli si raccomanda di diffidare da Termini, Fontana di Trevi e Colosseo, dove «non bisogna fissare a lungo il monumento, per evitare di essere scippati». La raccomandazione è anche quella di «non indossare gioielli», ma anche di non fidarsi dei «bimbi che si avvicinano», «presunti agenti in borghese» o «gente che finge di rovesciare cibo addosso». Altro che vacanza. Le vie del centro sono dipinte come una tonnara, dove il turista è bersaglio delle bande pronte a depredarli. Tutto vero. In un servizio caricato sul sito «Today» ci sono turisti appena borseggiati all'interno della Cappella Sistina mentre stavano ammirando gli affreschi. Dennis Byrne sul Chicago Tribune è drastico: «Come evitare i borseggiatori a Roma? Non ci andate». E aggiunge: «Lì non torno più. Vi consiglio di fare lo stesso». Per Marino che pensava alle ciclabili, alla metro C senza fondi e ai Fori che meno pedonali non si può, una bella grana.

domenica 2 giugno 2013

Che vergogna, petizione pro marò Negli Usa, non qui

La richiesta all'Onu è di "monitorare il processo" indiano a Latorre e Girone, ormai imminente, e "promuovere un arbitrato intrenazionale"

Il 2 giugno sono gli italiani all'estero, che ci ricordano il valore simbolico, per la dignità nazionale, del caso marò con una petizione al segretario generale della Nazioni Unite Ban Ki moon.
I due marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone
La richiesta all'Onu è di «monitorare il processo» indiano a Massimiliano Latorre e Girone, ormai imminente, e «promuovere un arbitrato intrenazionale». I due fucilieri di Marina «non sono terroristi, ma militari che combattevano la pirateria». Parole semplici ed efficaci che non risuonano in Italia, la patria della raccolta di firme per qualsiasi fregnaccia, ma oltreoceano. Da New York, Giorgio Caruso, che ha fondato il gruppo «Italiani nel mondo - salviamo i nostri marò» ha lanciato la petizione raccolta dalle pagine facebook delle famiglie Latorre e Girone. Margaret, la madre americana di Caruso, che negli anni Cinquanta è stata giornalista del New York Times, lo ha aiutato a scrivere il testo. In America se fosse capitato lo stesso per due marines, il Paese si sarebbe mobilitato e le tv avrebbero trasmesso il sito dove firmare la petizione. In Italia poco o nulla nonostante la festa della Repubblica coincida con oltre 15 mesi di «odissea» indiana per i marò. Il ministro della Difesa, Mario Mauro, ha invitato sul palco della parata ai Fori imperiali i familiari dei due fucilieri. Qualche ora prima li aveva chiamati a Delhi. L'ennesima, stucchevole telefonata dei governi italiani, che da un anno e mezzo promettono di risolvere il caso. Il ministro degli Esteri, Emma Bonino, ha chiesto «compostezza» e di «urlare» di meno. «Non so se dovrei bombardare l'India, rompere i rapporti commerciali, ritirare l'ambasciatore» ha aggiunto con una facile battuta. Forse dovrebbe solo rendersi conto, come il Giornale propone da tempo, che l'Italia è in grado di dimostrare un minimo di dignità nazionale ritirando per protesta le navi dalla flotta antipirateria al largo della Somalia. E se non bastasse scatenare un'analoga «rappresaglia» per le missioni in Libano ed in Afghanistan.
Per firmare on line la petizione all'Onu per i marò: clicca qui.

venerdì 31 agosto 2012

La strana maglietta di Obama...


di Antonio Bacherini

Guardate la foto.

Cosa c'è di strano?

La maggioranza delle persone, risponderebbero "niente"; questo perché la maggioranza delle persone non conoscono Aleister Crowley, a cui è dedicata la t-shirt di Barack Obama.

Informatevi su Aleister Crowley, che Wikipedia presenta così: "Figura assai controversa, è da alcuni considerato il fondatore del moderno occultismo e da altri come una fonte di ispirazione per il satanismo.[1][2][3] Uomo di vasta cultura, è considerato una figura chiave nella storia dei nuovi movimenti magici. A Crowley è attribuito il maggior tentativo di creare una «religione magica» per l'epoca contemporanea e la sua influenza sul coevo ambiente magico è stata notevole."

Niente di strano, se pensiamo che i Presidenti degli Stati Uniti d'America sono soliti partecipare ai riti di adorazione di Moloch, nel "Bohemian Grove"...

Chi è Moloch? Cos'è il Bohemian Grove?


INFORMATEVI... provate a fare una ricerca, e ne scoprirete delle belle... la vicenda è avvolta da una forte segretezza, e fino a qualche anno fa molti credevano che si trattasse di fantasie complottiste: molti non riescono a credere che i sobri capi di stato e di governo che pontificano in TV si possano ritrovare in un bosco per compiere, tutti insieme, un rituale pagano. Fino a quando un giornalista è riuscito a nascondersi, sfuggendo ai rigorosi controlli del dispositivo di sicurezza, e realizzare un video eloquente...

Qualche link? (Alcuni dei tanti)


"BOHEMIAN CLUB: 
IL LATO OSCURO DEI POTENTI" Ecco cosa fanno i potenti del mondo all'insaputa dei loro popoli 

http://www.menphis75.com/bohemian_club.htm
http://www.parrocchie.it/correggio/ascensione/bohemian_club.htm

QUI il documentario di Alex Jones, "Oscuri segreti: Bohemian Grove Inside" - durata: 55 minuti.

"Bohemian Grove, la setta degli illuminati. Foto e video"
http://misteri.esoterya.com/bohemian-grove-setta-illuminati-foto-video/15088/

Ma probabilmente Obama indossava la maglietta senza nemmeno sapere chi fosse il tizio che raffigura, mentre la storia del Bohemian Groove e di Moloch è una bufala... guardate la TV tranquilli, Obama è il cambiamento e siamo in buone mani...

Antonio Bacherini

fonte foto