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giovedì 11 aprile 2013

E Monti disse: pignorate pure le pensioni!





Della serie: quando si dice "toccare il fondo e poi...scavare ancora".

Il Governo, ormai "abusivo", Monti non finisce mai di sorprendere; ovviamente in negativo. 

Dopo essersi insediato per "salvare l'Italia dal baratro", ed aver lottato con il coltello tra i denti per...buttarcela dentro; dopo essersi impegnato strenuamente per riuscire a...peggiorare drasticamente ogni singolo fondamentale economico della Nazione; dopo essersi dannato l'anima per diventare inviso ad ogni singola categoria lavorativa italiana, ad eccezione del comparto bancario e finanziario...

...ebbene l'ultimo colpo ad effetto del super-prof riesce ancora a sorprendere! Leggete bene:

Brutte notizie per i lavoratori dipendenti e per coloro che percepiscono la pensione.  Nelle pieghe del Decreto Salva Italia si rileva che sarà possibile da parte di eventuali creditori ottenere il pignoramento della pensione (cosiddetto pignoramento presso terzi). I pensionati rischieranno così di perdere tutta la rata mensile e non più solo un quinto, come previsto dal codice di procedura civile.
Lo stesso allarme è scattato anche per chi vive di busta paga. Il d.l. riguarderebbe infatti pure i lavoratori dipendenti percipienti salario mensile in busta paga. Sostanzialmente sarebbe stato legalizzato il superamento del limite del "quinto pignorabile" previsto invece dal codice di procedura civile.
Fermo restando quanto previsto dalle norme, è stato semplicemente trovato un escamotage che consente di rivalersi per intero, grazie al fatto che, da dicembre 2012, anche pensioni e stipendi, se superiori ai mille euro, non sono più pagabili in contanti ma esclusivamente tramite conto corrente bancario, postale o libretto di risparmio.
A partire dal mese di dicembre dello scorso anno, in coincidenza col pagamento della tredicesima, l'obbligo di accredito sul conto si è esteso a gran parte dei lavoratori dipendenti e dei circa 16 milioni di italiani che percepiscono una pensione giacchè molti di loro hanno superato il limite di legge.

Non credo siano necessari particolari commenti. L'unica cosa che mi viene da dire è che adesso si inizia a scherzare davvero col fuoco. 
A questi sciagurati (governanti) evidentemente sfugge completamente la realtà. Ormai sono tantissime le famiglie che si reggono sui pensionati; a macchia di leopardo in tutta l'Italia, questa gente sta sostituendo lo Stato nella funzione di erogatore dei cosiddetti "ammortizzatori sociali".

Con delle pensioni, spesso misere, si mandano avanti intere famiglie di giovani (e non) disoccupati. Si tratta di situazioni di emergenza vere e proprie, in cui la lotta è letteralmente mangiare. Purtroppo ne sto vedendo diverse. Ci sono pensionati e lavoratori che non riescono a stare dietro alle bollette, all'Imu, allaTarsu, alla tassa dell'auto...per far mangiare figli e nipoti.
E questi balordi se ne escono con la pignorabilità dell'intero stipendio o pensione.

La pentola a pressione inizia a fischiare...

Stay tuned

martedì 25 dicembre 2012

Agenda Monti

Clicca per ingrandire

Ma qualcuno che evidentemente ancora riesce a sopravvivere bene vuole continuare a sostenere chi ha ridotto in povertà MILIONI di italiani precludendo il futuro ai giovani... 
http://www.nocensura.com/

martedì 13 novembre 2012

Record debito pubblico a quota 2 mila punti. Ma Monti a che serve?!?!


A settembre il debito pubblico italiano sfiora quota 2000 miliardi, soglia psicologica mai toccata sino ad ora. Prima del calo fisiologico di fine anno questa soglia già a ottobre sarà certamente raggiunta e superata. Secondo il supplemento del Bollettino statistico di BankitaliaIl debito delle Amministrazioni pubbliche di settembre aumenta infatti di 19,5 miliardi rispetto al mese precedente, a un nuovo massimo storico pari a 1.995,1A P.zo Chigi l’aumento del debito però non allarma più di tanto, viene considerato in linea con quello precedente.Una domanda sorge spontanea: Monti a cosa serve e a cosa è servito? Non ha migliorato alcun dato economico mentre ci ha portato al record di debito pubblico e tasse…. Ecco appunto le imposte, a dato negativo risponderà con il solito tormentone: una batosta tassatoria per tutti noi in arrivo
ilfazioso.com

sabato 21 luglio 2012

Province, via libera del Cdm: se ne salvano solo 43

Il Consiglio dei Ministri ha approvato la riforma delle Province tagliandone 64 e istituendo 10 città metropolitane. Salve le festività
di Luca Romano

Via a 64 Province. È questa la rivoluzione firmata da Mario Monti per tagliare la spesa pubblica. Il Consiglio dei ministri ha infatti deciso di accorpare i 107 enti in 43 Province: 10 città metropolitane, 26 in Regioni a Statuto ordinario e 7 in Regioni a statuto speciale. Salve, invece, le festività.
Non è ancora chiaro, però, quali saranno i tagli nelle Regioni a Statuto speciale, dove restano valide le prerogative previste dai rispettivi Statuti.
In Sardegna, per esempio, l'unica ad avere i requisiti previsti è Cagliari, ma la legge costituzionale dell’Isola prevede tre Province: Cagliari, Sassari e Nuoro. Di certo la riforma porta a un cambio storico della cartina geografica italiana.
Per non essere cancellate le Province devono avere almeno 350mila abitanti e almeno 2.500 chilometri quadrati di superfice. Ecco quali sono gli enti che saranno accorpati ad altri:
- Piemonte: Vercelli, Asti, Biella, Verbano-Cusio e Novara
- Lombardia: Lecco, Lodi, Como, Monza Brianza, Mantova, Cremona, Sondrio e Varese
- Veneto: Rovigo, Belluno, Padova, Treviso
- Liguria: Savona e Imperia
- Emilia Romagna: Reggio Emilia, Ravenna, Forlì-Cesena, Rimini e Piacenza
- Toscana: Grosseto, Siena, Arezzo, Lucca, Massa Carrara, Pistoia, Prato, Pisa e Livorno
- Umbria: Terni
- Marche: Ascoli Piceno, Macerata e Fermo
- Lazio: Latina, Rieti e Viterbo
- Abruzzo: Teramo e Pescara
- Molise: Isernia
- Campania: Benevento
- Basilicata: Matera
- Puglia: Taranto, Brindisi e Barletta-Andria
- Calabria: Crotone e Vibo Valentia
- Sicilia: Caltanisetta Enna, Ragusa, Siracusa e Trapani
- Sardegna: Olbia Tempio, Medio, Ogliastra, Carbonia, Sassari, Nuoro, Oristano
- Friuli: Pordenone e Gorizia.

sabato 7 luglio 2012

venerdì 6 luglio 2012

Governo, le pensioni d'oro? "non si può toccare diritti acquisiti". E gli esodati?


Il governo: “Un tetto per le pensioni d’oro? Non possiamo toccare i diritti acquisiti”. E quelli degli esodati? E dei poveri pensionati?
Camera dei deputati, mercoledì 4 luglio 2012. Sono in corso le interrogazioni al governo, una in particolare viene illustrata dal deputato leghista Fulvio Follegot. Chiede chiarimenti in merito “alla proposta di introdurre un tetto di 6000 euro netti al mese per le pensioni erogate in base al sistema retributivo”.
Si tratta delle “pensioni d’oro”. Si chiede al governo perché ha esercitato pressioni su un articolo aggiuntivo al disegno di legge della spending review che avrebbe imposto un tetto di 6mila euro al mese sulle pensioni d’oro. Secondo alcuni la norma non è passata perché molti membri del governo sarebbero stati colpiti proprio dal “taglio”.
E il Ministro per i rapporto con il Parlamento, Piero Giarda, ha risposto a nome del governo sul perché non è stato introdotto il tetto alle pensioni d’oro. Con questa motivazione:
…Per quanto concerne le pensioni liquidate con il sistema retributivo, non può non rilevarsi che l’ipotesi di riduzione delle prestazioni fino a un limite massimo, qualora fosse riferita alle pensioni attualmente in argomento, sembrerebbe non tenere conto dei diritti acquisiti in conseguenza del rapporto assicurativo obbligatorio che determina, nel corso della vita lavorativa, il versamento di contributi calcolati su una base imponibile non sottoposta ad alcun massimale, con conseguentipossibili profili di illegittimità costituzionale….
Capito? E’ clamoroso. Niente taglio perché toccherebbe i diritti “acquisiti”. E sarebbe addirittura incostituzionale.
E’ una risposta indecente, che grida vergogna. Perché i diritti acquisiti valgono solo per i pensionati d’oro? E per gli esodati? E perché quando è stato deciso di fare la riforma delle pensioni questa è stata fatta nel giro di una notte e senza pensare troppo ai diritti acquisiti? E poi si lamentano dell’antipolitica e delle polemiche sulla casta… che coraggio



fonte: daw-blog.com

mercoledì 4 luglio 2012

Italia condannata: Monti ci prepara vent'anni di orrori


Angela-Merkel-e-Mario-Monti.jpgL’esito del vertice europeo, al di là del trionfalismo dei giornali italiani che sostengono il governo Monti, è molto rilevante, ma non è positivo. La principale misura assunta al vertice – e che in Italia passa quasi sotto silenzio – prevede che i cittadini pagheranno i debiti delle banche private di tutta Europa. Si tratta di una gigantesca socializzazione delle perdite che non ha precedenti. Gli speculatori non dovranno così pagare il conto dei propri azzardi perché il conto lo pagherà il Fondo Salva Stati cioè i cittadini di tutta Europa con le loro tasse. Si tratta di un salasso enorme ai danni dei cittadini se pensiamo che solo per le banche private spagnole sono stati stanziati 100 miliardi di euro. In secondo luogo il Fiscal Compact non è stato modificato e questo determinerà per l’Italia la recessione assicurata per i prossimi vent’anni.

Si tratta di una misura che ha l’effetto di una guerra, perché il Fiscal Compact obbliga tutti i paesi che hanno un debito superiore al 60 per cento del Pil a rientrare nell’arco di vent’anni. Per l’Italia si tratta di tagliare 45 miliardi all’anno che saranno fatti in parte con tagli alla spesa (a partire da quella sociale come abbiamo già avuto modo di verificare) e in parte con la svendita del patrimonio pubblico: immobili, imprese, fino ad arrivare all’oro della Banca d’Italia. Questi tagli non verranno per nulla compensati dalle misure per la crescita, per due ragioni. Queste sono per l’Italia molto inferiori ai tagli (dell’ordine di un decimo) e inoltre l’Italia sarà obbligata a tagliare sul welfare e avrà risorse per investire su grandi opere sovente inutili e dannose (come la Tav). Tagli pesanti al welfare e nuove autostrade, questa è la ricetta che ne risulta.
In terzo luogo, invece di permettere alla Bce di comprare direttamente i titoli di Stato o di fare gli eurobond o di trasformare il Fondo Salva Stati in una banca che possa accedere alla liquidità illimitata della Bce, il vertice europeo ha dato vita a un meccanismo in cui il Fondo Salva Stati – con pochissime risorse – può intervenire a sostegno dei paesi che abbiano già demolito il welfare e che si impegnino a continuare a farlo. Infatti i conti in attivo sono la condizione per l’intervento del Fondo. L’eventuale intervento avverrà sotto stretto controllo della troika (Bce, Fmi e Ue) e prevede la firma di un memorandum in cui il paese viene nella sostanza commissariato.
Si tratta di una misura – quantitativamente non diversa da quanto fatto dalla Bce fino ad ora – del tutto insufficiente per evitare la speculazione sull’euro, ma efficacissima per continuare il ricatto sui singoli paesi, costringendoli a politiche di rigore che demoliscono il welfare e i diritti dei lavoratori. Infatti il meccanismo che viene messo in piedi è quello di un uso politico dello spread, in cui chi non ha ancora tagliato viene bastonato e chi ha tagliato e continua a tagliare, viene lasciato fuori dal pestaggio. Il tecnocrate liberista Monti esce vincente dal vertice, il popolo italiano perde e le stangate e la recessione continueranno.


fonte: Libreidee tratto da frontediliberazionedaibanchieri

mercoledì 29 febbraio 2012

Monti fa il condono fiscale: soltanto per le banche

Nel 2011 il governo ha recuperato 12 mld dall'evasione. Merito del patteggiamento con gli istituti: sarà un anno irripetibile
Fa impressione quella cifra- 12 miliardi di euro- recuperata nel 2011 all'evasione secondo i dati divulgati da Mario Monti. Un po' perché solo due settimane prima dell'incontro con il governo il direttore della Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, aveva detto in Parlamento che i miliardi recuperati l'anno prima erano 11. Avranno qualche problema di calcolo, da quele parti. O forse hanno tenuto la sorpresa del miliardo in più scovato in extremis per il premier. Ma il 2011 rischia di essere un anno irripetibile. Quando trovi più in un colpo solo la Bosch che patteggia con il fisco 300 milioni di euro, il Monte dei Paschi che patteggia per 260 milioni, Banca Intesa che patteggia per 250 milioni, la Banca popolare di Milano che patteggia per 186 milioni di euro, Unicredit che lo fa per 99 milioni di euro?
Solo i casi resi noti sulla stampa hanno portato 1,5 miliardi di euro nelle casse dello Stato come sanatoria per gli anni precedenti. Una vittoria del fisco, ma fino a un certo punto: la Bosch ha preferito pagare subito 300 che ricorrere contro cartelle per 1,5 miliardi. Magari è lei ad avere perso 300, forse è il fisco che ha perso 1,2 miliardi per fare subito il risultato. Montepaschi ha pagato 260 per evitare i processi su 1,08 miliardi di euro. La Popolare di Milano ha pagato subito 186 invece dei 313 contestati. Tutti i rilievi della Agenzia delle Entrate riguardavano molti anni precedenti. E il patteggiamento ha funzionato come un mezzo condono: si paga molto meno per chiudere tombalmente il proprio passato.

Spesso non si è trattato nemmeno di evasione fiscale vera e propria, ma di elusione o ancora peggio di contestazioni sull'abuso di diritto, grazie alle sentenze della Cassazione. Ti accusano di avere fatto quella operazione -legalissima- solo per pagare meno tasse, e se non riesci a convincerli che c'era una ragione imprenditoriale o commerciale vera, ti possono contestare quello sconto come evasione vera e propria. Con i conti dello Stato in questa condizione, tutto passa in cavalleria, anche qualcosa al limite della legalità come l'abuso di diritto. Ma una volta chiuso il passato con il condono, l'arma è spuntata. E il 2012 rischia di essere tutto in salita...

di Franco Bechis
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