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domenica 24 marzo 2013

100 VOLTE GRAZIE!!! LA PRO SESTO FESTEGGIA IL CENTENARIO

 100 VOLTE GRAZIE!!! 
LA PRO SESTO FESTEGGIA IL CENTENARIO E RINGRAZIA LA CITTA' NELLA DOMENICA IN CUI E' FERMA LA SERIE A". IL 24 MARZO PER LA SFIDA CON IL CARAVAGGIO CON UN BIGLIETTO DA 3 EURO ENTRANO 2 PERSONE. 
"100 VOLTE GRAZIE!!! LA PRO SESTO FESTEGGIA IL CENTENARIO E RINGRAZIA LA CITTA' NELLA DOMENICA IN CUI E' FERMA LA SERIE A". Questa l'iniziativa lanciata dalla Pro Sesto Calcio per domenica 24 marzo, alle ore 14.30, allo stadio Breda, in vista della partita PRO SESTO-CARAVAGGIO. Per portare più pubblico all'importante sfida-salvezza la dirigenza biancoceleste ha deciso di proporre un BIGLIETTO VALIDO PER L'INGRESSO DI 2 PERSONE A SOLI 3 EURO.... E IN REGALO UNO DEI DUE SPETTATORI AVRA' ANCHE UN CALENDARIO CELEBRATIVO DEL CENTENARIO

http://www.acprosesto.it/prosestohomepage.htm

mercoledì 13 febbraio 2013

DALLO STADIO BREDA A SAN SIRO PER SFIDARE L'INTER IN EUROPA LEAGUE. LA FAVOLA DI ROBERT MAAH, ATTACCANTE DELLA PRO SESTO CHE FACEVA IMPAZZIRE I TIFOSI BIANCOCELESTI. CHE BELLO SAREBBE VEDERLO FARE GOL ALLA SCALA DEL CALCIO

Sesto San Giovanni -    Dal Breda a San Siro passando per Grosseto, Como e Cittadella. Se a Robert Maah, ex attaccante della Pro Sesto, qualcuno l'estate di 3 anni fa, avesse profetizzato che, una sera di metà febbraio, sarebbe arrivato allo stadio 'Giuseppe Meazza', per sfidare l'Inter in Europa League, l'attaccante francese avrebbe risposto se il caldo gli stesse dando alla testa. E invece Robert Maah, 53 presenze e 13 gol in due stagioni (inframezzate da un brutto infortunio) con la maglia della Pro Sesto, giovedì sbarcherà a Milano con il CFR Cluj, squadra romena che lo ha prelevato qualche settimana fa dal Cittadella, per affrontare l'Inter. "Faceva coppia con Ghezzal, un altro che, dopo la Pro Sesto è arrivato addirittura a giocare i Mondiali con la maglia dell'Algeria - dice il giornalista sestese Pierfrancesco Gallizzi, ai tempi vicepresidente della Pro Sesto -. Ricordo che un pomeriggio al Breda stavo assistendo a Pro Sesto-Foggia insieme al presidente del Torino, Urbano Cairo, ex calciatore biancoceleste, che mi disse: 'Maah è il più forte di tutti. Lo voglio seguire bene perchè secondo me può fare anche categorie più importanti'. La profezia del patron granata - conclude Gallizzi - non si concretizzò con uno sbarco di Maah al Torino perchè qualche settimana più tardi l'attaccante francese si fratturò tibia e perone nella partita con il Foligno". Robert, con grandi sacrifici, si ristabilì e tornò a segnare gol prima con la Pro Sesto, poi con il Como e con il Cittadella. E ora si merita il palcoscenico di San Siro. Non ce ne vogliano i tifosi interisti, ma che bello sarebbe vedere il nostro Robert Maah segnare una rete nella Scala del calcio e magari nella dedica che si fa dopo una grande impresa ricordare la sua esperienza a Sesto.... "Vola vola... Vola Robert Maah. Vola Robert Maah". Anche perchè sembrava ieri quando la curva della Pro Sesto intonava questo coro. 

venerdì 17 agosto 2012

«Crisafulli, eroe moderno» L’onore dei funerali di Stato




Sesto, ultimo saluto al poliziotto investito domenica sulla A14 mentre soccorreva una famiglia di francesi. Il questore Marangoni ai figli dell'ispettore: "Siate orgogliosi di lui"
di Rosario Palazzolo

Il feretro di Antonino Crisafulli esce dalla chiesa di Santo Stefano (Spf)
Il feretro di Antonino Crisafulli esce dalla chiesa di Santo Stefano (Spf)
Sesto San Giovanni, 17 agosto 2012 - Un bambino che chiede silenzio per poter ricordare il papà. Che prega San Pio, sperando che possa prendersi cura di lui ora che è al cospetto del Signore. Un bambino che chiede attenzione per la madre, distrutta dal dolore. È stata affidata ai sentimenti semplici di Andrea, 12 anni, figlio primogenito di Antonio Crisafulli (foto), l’omelia delle esequie di Stato per l’ispettore di polizia di Sesto San Giovanni, falciato domenica mattina sulla A14 a Fano, mentre cercava di portare soccorso ad una famiglia francese, intrappolata nella vettura cappottata sulla corsia opposta.
A far riecheggiare i suoi pensieri nella basilica di Santo Stefano, nel cuore di Sesto, è stato il cappellano della Polizia di Stato don Fabio Fantoni. Lasciando la retorica, il prete ha preferito ricordare il colloquio intercorso con il piccolo Andrea, all’indomani della morte del papà. «Andrea chiede silenzio, perché questo è il funerale di suo papà, una persona che ha fatto tanto - ha spiegato il sacerdote - e nella vita più che parlare è nostro dovere fare le cose».
In una basilica gremita come mai ci si sarebbe aspettati a metà agosto, l’ispettore Antonio Crisafulli è stato salutato per l’ultima volta ieri pomeriggio con gli onori di un funerale di Stato.Un riconoscimento che lascia intendere che la sua morte sarà considerata «per causa di servizio»,benchè il poliziotto fosse formalmente in ferie domenica scorsa, quando ha deciso di scavalcare il guard rail per salvare una famiglia intrappolata tra le lamiere.
Ad attenderlo c’erano i colleghi del commissariato, molti dei quali rientrati prima dalle vacanze per essere al suo fianco un’ultima volta. C’erano il vice capo della Polizia, Nicola Izzo, il vice prefetto di Milano, Vittorio Zappalorto, il questore Alessandro Marangoni, i sindaci di Sesto San Giovanni e di Lissone, Monica Chittò e Concetta Monguzzi, oltre a Giovanni Miasi, primo cittadino del piccolo comune messinese di Roccalumera dove Antonio Crisafulli era nato cinquant’anni fa.
Centinaia di uomini di tutti i corpi delle forze dell’ordine ma soprattutto una miriade di cittadini comuni hanno reso omaggio ad un uomo che non avevano mai conosciuto, ma che con il suo gesto è entrato nel cuore di molti. Era presente anche il vice console francese Pascale Gay Gressin, per sottolineare la gratitudine del suo popolo a Crisafulli.
La bara è stata avvolta in una bandiera tricolore, come si conviene ad un eroe. Il questore Alessandro Marangoni, visibilmente commosso, ha preso la parola al termine della celebrazione religiosa. «Andrea, Cristian - ha detto riferendosi ai figli - ricordate vostro papà con orgoglio, perché lui è un eroe, un eroe moderno. E sono certo che ogni volta che sarete in difficoltà lui saprà essere accanto a voi. Noi siamo orgogliosi di essere suoi colleghi perché ci ha dato un esempio di come una professione difficile deve essere vissuta ogni giorno fino in fondo, anche a costo di un sacrificio così estremo». Crisafulli è stato poi tumulato a Senago, nella tomba di famiglia della moglie.

venerdì 3 agosto 2012

Lacrime sotto canestro "Una perdita per lo sport italiano" Troppi problemi economici, la Geas rinuncia alla serie A1


Sono venuti a mancare i supporti di sponsor vitali per la squadra. Mazzoleni ringrazia comunque Diana Bracco: "Ha creduto nel nostro lavoro"
di Laura Lana

Una partita del Geas Basket
Una partita del Geas Basket

Sesto San Giovanni, 3 agosto 2012 - La caduta del Geas Basket è iniziata un giorno e mezzo fa. Un terremoto, più che una scivolata. Perché la partita sembrava ormai chiusa. Grossi investitori non si erano fatti avanti, per carità. Ma in qualche modo si era trovata la quadra per continuare l’avventura nella massima serie e lo scorso 6 luglio era stata completata l’iscrizione al campionato di A1 per la nuova stagione. Ieri, invece, la notizia choc: il club rossonero rinuncia a disputare il torneo.

«Sono venuti meno i supporti di sponsor vitali per la realizzazione del progetto», le motivazioni di patron Mario Mazzoleni affidate a un comunicato stampa, da cui traspare tutta l’amarezza di dover mettere temporaneamente un punto a una storia ripresa nel 2008, quando la società tornò a calcare il prestigioso parquet dell’A1 con coah Roberto Galli e il compianto presidente Natalino Carzaniga.
Non inizia certo nel migliore dei modi l’era di Giorgio Oldrini, l’ex sindaco chiamato a guidare la polisportiva sestese con le sue 12 sezioni: «È stata una decisione obbligata. Purtroppo si è concluso il ciclo di sponsorizzazione della Bracco e non abbiamo potuto contare su altri fondi». Main sponsor e testimonial in questi anni, Diana Bracco ha ricevuto i personali ringraziamenti di Mazzoleni: «Ha creduto nel nostro lavoro e ha sostenuto la crescita di un vivaio giovanile tra i migliori degli ultimi anni». A mancare è stato quell’abbraccio che il patron ha sempre aspettato dalle forze economiche e sociali del Nord Milano.
«È una perdita per tutto lo sport italiano, non solo sestese, e il simbolo di una difficoltà che sta colpendo il movimento sportivo nazionale e cittadino - commenta l’assessore allo Sport Felice Cagliani -. L’attività del settore giovanile, che il Geas ha annunciato di voler proseguire, ci vedrà sostenitori partecipi e convinti». Un vero peccato. Perché proprio nei giorni scorsi Cagliani aveva incontrato la Bcc e altri operatori, aveva scritto una lettera ai consiglieri comunali per chiedere l’adesione alla Cooperativa «Amici del Geas», aveva concordato con la società i lavori per farla tornare al PalaFalck e il cantiere era pronto a partire.
Troppo tardi, quest’anno non ci sarà nessun fischio di inizio per uno dei club più blasonati d’Italia con 8 scudetti e una Coppa Europa in palmares lungo 57 anni. «La Pro Sesto si è salvata, forse il calcio ha più appeal. Ma anche nel mondo del pallone fallimenti e difficoltà sono all’ordine del giorno - conclude Oldrini -. Queste vicende devono farci riflettere: è giunto l’anno zero per un rinnovamento della gestione e dei costi dello sport».

laura.lana@ilgiorno.net