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martedì 22 gennaio 2013

Elezioni a Cinisello Balsamo

Comune di Cinisello Balsamo

Elezioni politiche e regionali del 24 e 25 febbraio 2013

Si svolgeranno domenica 24 e lunedì 25 Febbraio le elezioni della Camera dei Deputati e del Senato e nella medesima data, le elezioni regionali per la Lombardia.
Per tale occasione l’ufficio elettorale, aperto presso lo Sportello Polifunzionale "PUNTO in COMUNE" in via XXV Aprile 4, a partire da sabato 5 gennaio fino a giovedì 24 gennaio, osserverà i seguenti orari:
da lunedì a venerdì dalle ore 8.00 alle ore 18.00
sabato e domenica dalle ore 8.00 alle ore 16.00
Inoltre 
Domenica 20 gennaio
Lunedì 21 gennaio
Venerdì 25 gennaio
l’Ufficio Elettorale sarà aperto dalle ore 8.00 alle ore 20.00.
In questi orari sarà possibile richiedere il rilascio della certificazione di iscrizione alle liste elettorali.
Ai nuovi elettori (giovani che compiono i 18 anni entro IL 24 FEBBRAIO) verrà consegnata la tessera elettorale al proprio domicilio.
Elettori non deambulanti con necessità di accompagnatore. Siamo in attesa di ricevere conferma dalla CRI degli orari e delle modalità operative per ottenere il servizio di trasporto ai seggi

giovedì 28 giugno 2012

Tasse locali e IMU a Cinisello Balsamo




La Giunta di centro-sinistra guidata dal Sindaco Gasparini , nonostante i proclami a favore dei commercianti e delle imprese della nostra città, ha stabilito un’aliquota altissima per l’Imu sulle attività produttive, deliberando che negozi e fabbriche dovranno sborsare lo 0,95%. Oltre a ciò è stato deciso anche unritocco dell’addizionale Irpef che passerà dallo 0,5% dello scorso anno allo 0,7%; un rincaro secco equivalente ad un aumento del 40%.
Come se non bastasse poi il Consiglio comunale applicare l’aliquota massima dell’Imu per le banche; proprio come a Roma infatti il Pd preferisce difendere gli Istituti bancari e tassare i più deboli. 

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giovedì 24 maggio 2012

Cinisello aumenta l'Irpef: altra stangata per i cittadini Un rincaro del 40% L'addizionale passa dallo 0,5% dello scorso anno allo 0,7%. Insorge l'opposizione: "Cittadini trattati come sudditi"


Daniela Gasparini, sindaco di Cinisello Balsamo (Spf)
Daniela Gasparini, sindaco di Cinisello Balsamo (Spf)

di Rosario Palazzolo
Cinisello Balsamo, 24 maggio 2012 — Dopo l’Imu, per le famiglie cinisellesi arriva la stangata Irpef.In una seduta di consiglio comunale particolarmente difficile, martedì sera è stato deciso il ritocco dell’addizionale Irpef che passerà dallo 0,5% dello scorso anno allo 0,7%. Un rincaro secco del 40% che arriva in una stagione davvero nera per i contribuenti cinisellesi. Soltanto una settimana fa la maggioranza di centrosinistra ha deliberato le aliquote per la nuova Imu, l’imposta municipale unica sugli immobili, prevedendo una soglia dello 0,95% per le imprese e i negozi e nessuna riduzione per i proprietari di seconda casa. A questo, quasi certamente si aggiungerà il rincaro dei servizi di nettezza urbana.
«È andato in scena il secondo atto di una rapina annunciata - ha attaccato il capogruppo del Pdl Giuseppe Berlino - La scelta del sindaco Gasparini è stata quella di applicare l’aliquota del sette per mille a tutte le fasce reddituali senza alcuna distinzione di sorta. Per cui, oltre ai circa 10 milioni di euro derivanti dall’Imu, il Comune introiterà ulteriori 7 milioni di euro derivanti dall’addizionale comunale Irpef: soldi dei sudditi cinisellesi, che serviranno a mantenere la gioiosa macchina inconcludente dell’Amministrazione Comunale». Gli fa eco il consigliere Riccardo Visentin che definisce «sordi i consiglieri comunali del centrosinistra: abbiamo proposto un’aliquota progressiva che partisse dal 2 per mille per i redditi più bassi per arrivare fino all’8 per mille per quelli più alti, ma non hanno voluto nemmeno ascoltarci».
La delibera prevede una esenzione per i redditi inferiori ai 15mila euro, che equivalgono indicativamente a non più di 600-700 euro netti mensili. Nel bilancio «lacrime e sangue» è previsto un ulteriore sacrificio per i cinisellesi: sarà ceduto il 40% dell’azienda Nordmilano Ambiente, che si occupa dello smaltimento dei rifiuti. La delibera già approvata dalla maggioranza prevede la cessione del 30% a una società privata di smaltimento e del 10% a una cooperativa. La cessione dovrebbeportare nelle casse del Comune circa 800mila euro. Lo stesso dovrebbe accadere per l’azienda farmacie, un colosso da 10 punti vendita e con un fatturato di poco inferiore ai 15 milioni di euro.

domenica 8 aprile 2012

IMU. Il sindaco: “I cittadini devono saperlo, l’imposta è statale"



Il sindaco Gasparini ha partecipato all’assemblea dei Comuni
Si è tenuta stamattina l’assemblea straordinaria dei Comuni della Lombardia presso l’Auditorium San Fedele a Milano, a cui ha partecipato anche il sindaco di Cinisello Balsamo Daniela Gasparini. Come sostenuto da Anci Lombardia, il momento è particolarmente delicato per il sistema delle autonomie locali, la cui funzione di motori dello sviluppo territoriale e di erogatori di servizi è messa a rischio. I Comuni subiscono da anni norme che vanno contro i principi dell’autonomia comunale, i tagli vengono giustificati con la situazione di emergenza che il Paese sta attraversando, ma i Comuni più di qualsiasi altro comparto dello Stato hanno dato il loro contributo al risanamento del Paese risparmiando alcuni miliardi di euro a differenza degli altri livelli dello Stato che hanno aumentato le loro spese.
“E’ necessario che i cittadini sappiano che l’imposta municipale unica che si troveranno a pagare, e di cui hanno poche informazioni chiare, non è municipale ma statale - dichiara il sindaco Daniela Gasparini -. Questa imposta obbliga i sindaci a mettere la faccia su una tassa che non porterà loro maggiori introiti e che i cittadini non potranno vedere tradotta in migliori servizi”.
“Per le famiglie sarà un grave esborso - continua il sindaco – che rischia di incrinare quel rapporto fiduciario che lega i sindaci e cittadini, perché se In passato, l’ICI veniva interamente gestita dai Comuni e i cittadini potevano poi così giudicare l’operato delle Amministrazioni valutando i servizi erogati, oggi con l’introduzione dell’IMU non sarà più così, perché è il Comune che la riscuote, ma non potrà erogare maggiori servizi a fronte dell’aumento delle aliquote, in quanto il 50% degli introiti ad aliquota base vanno direttamente allo Stato”.
Il sindaco cinisellese fa proprio l’appello di Anci Lombardia: “E’ indispensabile rilanciare il patto fiduciario con i cittadini, utile per uscire dalla crisi. Dai Comuni può ripartire l’economia del Paese, assicurando nel contempo l’uguaglianza dei cittadini e il diritto ai servizi essenziali che i Comuni erogano. Per questo concordo con quanto emerso durante l’assemblea di questa mattina in merito alla richiesta fatta al governo sull’allentamento del patto di stabilità, per consentirci di far ripartire l’economia del territorio, richieste a oggi rimaste inascoltate, come anche la proposta che a noi venga lasciata per intero l’Imu, in cambio della rinuncia a tutti i trasferimenti statali”.

sabato 18 febbraio 2012

L’ORDINE DEL GIORNO ANTIFASCISTA FA TRABALLARE LA MAGGIORANZA DI CINISELLO

di Andrea Guerra, Il Giorno del 16 febbraio 2012

Si è conclusa, almeno per il momento, con un esposto la telenovela dell’ordine del giorno «antifascista» votato dal parlamentino cittadino di Cinisello Balsamo. E sebbene la vicenda tocchi poco la vita dei cinisellesi, ecco che l’episodio non è altro che l’ultimo di una lunga serie di fatti che portano in evidenza come la maggioranza del consiglio comunale possa cedere da un momento all’altro. O quanto meno vacillare, cosa che ha già fatto in diverse occasioni. Poca compattezza, voti e appoggi negati; e così il centrosinistra cinisellese scricchiola a due anni dalle elezioni.
L’ultima goccia che ha fatto traboccare l’ultimo vaso, la vicenda di Vox Populi: l’associazione di estrema destra che aveva ottenuto uno spazio in Villa Ghirlanda per un convegno sulla crisi economica aveva accesso la miccia della rivolta del mondo della sinistra. Dalla bagarre in strada e in piazza, la discussione si era poi spostata sui banchi del consiglio: Rifondazione Comunista aveva chiesto di votare un ordine del giorno che, in pratica, ribadisse i valori antifascisti dell’amministrazione.
Discussione che si sarebbe trascinata con diversi malumori, da una parte e dall’altra dell’aula: nella maggioranza fa notizia l’astensione del consigliere di SEL.
A colmare il vaso anche la decisione del presidente del consiglio, Giuseppe Sacco, di non accettare l’esito del voto, per un presunto errore formale relativo al numero legale dei consiglieri presenti. Ecco allora l’ira del consigliere Aldo Tediosi di Rifondazione ha chiesto al prefetto di reintegrare la votazione e quindi l’odg. [leggi COMUNICATO STAMPA e RICORSO AL PREFETTO].
Forma? No, sostanza, perché il fatto arriva sulla scia di una serie di avvenimenti che hanno fatto accendere non pochi campanelli di allarme nella maggioranza cinisellese.

venerdì 23 dicembre 2011

Sindaco dai vigili per gli auguri, loro se ne vanno Dipendenti comunali contro la Gasparini

Si acuisce la crisi tra la Giunta di Cinisello Balsamo e gli impiegati comunali. Disertato l'appuntamento per lo scambio degli auguri allo Zoo Latino. L'appello: "Garantire i diritti e la serenità".
Daniela Gasparini, sindaco di Cinisello Balsamo
Daniela Gasparini, sindaco di Cinisello Balsamo
Cinisello Balsamo, 22 dicembre 2011 - Si infiammano i rapporti tra la Giunta e i dipendenti comunali. Dopo la protesta inscenata dai lavoratori della pubblica amministrazione martedì sera, la vicenda si arricchisce di un nuovo episodio. Ieri il sindaco Daniela Gasparini si è recata come tradizione al commissariato di Polizia locale per gli auguri di Natale: al suo arrivo, i vigili hanno abbandonato la sala in segno di protesta.
Non l’ha presa bene affatto bene Gasparini, che si è trovata di fronte a un fatto totalmente nuovo per la sua lunga carriera di amministratore pubblico: «Con molto sgomento ho assistito questa mattina a uno spiacevole episodio, a cui purtroppo hanno assistito anche i rappresentanti delle altre forze dell’ordine, il maresciallo Bernardo Aiello e il vicequestore Marco De Nunzio. Gli agenti di Polizia locale, dopo aver letto una comunicazione redatta dalla rappresentanza sindacale, hanno abbandonato la sala dell’incontro in forma di protesta. In tutti questi anni non mi è mai capitato che il Corpo della Locale, sempre rispettoso dei ruoli e delle istituzioni, mostrasse un comportamento così poco corretto e inopportuno rispetto alla circostanza, sbagliando peraltro tempi e modi per esternare le proprie posizioni».
Ancora proteste: i dipendenti comunali hanno disertato in massa anche lo scambio di auguri natalizi organizzato proprio dal sindaco Gasparini allo Zoo Latino. «Non riteniamo opportuno partecipare allo show — hanno dichiarato via comunicato stampa, che riporta la firma della rappresentanza sindacale unitaria — Il miglior augurio per un lavoratore è la garanzia dei diritti e la serenità per sé e la propria famiglia».

martedì 25 ottobre 2011

L'asta dei beni comunali fa flop E le casse restano all'asciutto

Le casse comunali restano all’asciutto: le aste per la svendita degli immobili di proprietà dell’amministrazione vanno ancora deserte
Daniela Gasparini, sindaco di Cinisello Balsamo
Daniela Gasparini, sindaco di Cinisello Balsamo

Cinisello Balsamo, 25 ottobre 2011 - Le casse comunali restano all’asciutto: le aste per la svendita degli immobili di proprietà dell’amministrazione vanno ancora deserte. A Cinisello e dintorni pare non esserci nessuno interessato ad acquistare gli appartamenti e le altre proprietà messe all’asta: come a dire, se l’amministrazione è in bolletta e cerca liquidità, anche i cittadini lo sono, e non possono permettersi di fare grandi spese. In particolare, non è riuscita la vendita in gara dell’ex colonia marina di Pietra Ligure, un enorme immobile a due passi dalla spiaggia, di cui il Comune non vedeva l’ora di disfarsi. Nulla da fare, due gare su due andate deserte. E lo stesso vale per molte altre proprietà che l’Amministrazione comunale ha deciso di vendere tramite gara pubblica. Due gare, due gare deserte; e poi, qualche tentativo di accordo privato, non sempre andato per il verso giusto.


Il piano delle alienazioni predisposto dall’amministrazione cinisellese fino a ora non ha riscosso il successo desiderato e immaginato. Le gare indette dal Comune di Cinisello sono state in totale 21 nell’ultimo anno: di queste 18 erano relative a immobili e 3 a terreni. Dei 18 immobili, solo uno è stato alienato e nello specifico quello di via Gran Sasso al civico 12. Un po’ meglio è andata con la vendita dei terreni: dei 3 messi al bando, due sono stati venduti con successo, sia quello sito in via Risorgimento, sia quello di via XXV Aprile all’angolo con via Tiziano (entrambi in fase di rogito).
Magro bottino, per tirare le somme e anche il futuro si preannuncia non del tutto roseo, visto che in generale gli interessamenti alle gare sono comunque pochi. L’assessore competente, Rosa Riboldi, prova a fare chiarezza: «Solitamente, ci siamo accorti che succede questo: le gare vanno deserte perché gli interessati preferiscono trattare in maniera privata — spiega l’assessore al Patrimonio —. Succederà così, ce lo auguriamo, anche con l’ex colonia ligure».

Dati, quelli registrati dal piano delle alienazioni, che fanno presagire alcune difficoltà anche in vista di una possibile (al momento non certa) vendita del Cinema Marconi, che continua a fare dentro e fuori dalla voce «Alienazioni» del bilancio biennale. «Se fanno fatica a vendere qualche appartamento — si sono chiesti in molti —, come faranno a vendere un immobile così grosso?». I tentativi però proseguono: il 3 novembre scadrà la possibilità di presentare le domande per aderire all’asta di vendita di un immobile di proprietà comunale sito in via Monfalcone 40; il 12 dicembre la scadenza invece per il secondo esperimento d’asta per l’alienazione di altre cinque proprietà.

di Andrea Guerra

http://www.ilgiorno.it/sesto/cronaca/2011/10/25/606975-asta_beni_comunali_flop.shtml

mercoledì 19 ottobre 2011

"Schifato dalla politica. Addio" Si dimette il consigliere Quattrocchi"

Marco Quattrocchi, giovanissimo del parlamentino cittadino di Cinisello Balsamo, lascia la politica e dismette anche la maglietta di fedelissimo dell’Italia dei Valori

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Cinisello Balsamo, 19 ottobre 2011 - Dimissioni da consigliere comunale e da capogruppo. Marco Quattrocchi, giovanissimo del parlamentino cittadino di Cinisello Balsamo, lascia la politica e dismette anche la maglietta di fedelissimo dell’Italia dei Valori. E così in quel di Cinisello il partito di Di Pietro, vince il premio per il «tournover» tra i banchi del consiglio di via XXV Aprile. «Mi dimetto da consigliere comunale e lascio l’Italia dei valori». Con queste parole, Marco Quattrocchi ha rassegnato le sue dimissioni. Una scelta difficile e sofferta, ma frutto di una lunga riflessione cominciata diversi mesi or sono.
La sua potrebbe essere la storia di un giovane qualsiasi che si è avvicinato (forse troppo) alla politica, ne è rimasto scottato e, senza voler forzare troppo la mano, schifato. «Mi sono accorto di far parte di un partito che non mi rappresentava più, così pieno di arrivisti sempre impegnati ad agire non per il bene del partito e della comunità, ma per mero interesse personale». L’accusa è forte e di certo destinata a lasciare il segno.
«Ho deciso quindi di lasciare, prima ancora che l’incarico di consigliere comunale, l’Italia dei Valori, il partito che pensavo essere il migliore della scena politica attuale e che mi aveva fatto credere di poter fare qualcosa di buono per questo paese in declino — aggiunge di suo pugno Quattrocchi in un comunicato stampa —. E invece molto presto mi sono ritrovato ad avere a che fare con una gestione padronale sia a livello centrale, sia a livello locale, fatta di persone il cui unico scopo era mettere i bastoni tra le ruote a coloro che volevano lavorare diligentemente ma senza avere paura di esprimere le proprie opinioni, anche critiche, nei confronti dei livelli superiori».
Fortissima critica: Quattrocchi è il terzo dimissionario nelle file dell’Idv, dopo l’addio di Stefano Zamponi e Angelo Schiavone, quest’ultimo già tra gli «scontenti» della gestione politica locale. E le picconate si fanno ancora più pesanti: «Ritengo che un partito che promuove, con annessi incarichi di prestigio, mai condivisi ma sempre decisi a tavolino da pochi “eletti” chi si allinea senza mai disturbare, indipendentemente dal merito e dalle capacità, e lascia invece andare via le migliori personalità senza battere ciglio, non sia un partito serio».
«La scelta di dimettermi da Consigliere Comunale non è, tuttavia, dipesa da sole motivazioni politiche — continua —. Da tempo faccio fatica a riconoscermi a 360 gradi nell’azione dell’amministrazione». E le acque, nell’Idv di Cinisello, non sono tranquille: il posto di Quattrocchi è stato preso da Francesco Lo Staglio (dopo le rinunce di altri due aventi diritto, per numero di voti ricevuti: Pallaro e Lo Re). «Prendiamo atto di questo — dice Stefano Zamponi, consigliere regionale —. Ma prendiamo anche atto che il partito ha concesso a un giovanissimo di fare un’esperienza politica forte, in un Comune come Cinisello».
di Andrea Guerra

martedì 27 settembre 2011

Una commissione per far luce sui trasporti La minoranza chiede chiarezza

Una commissione ad hoc in Consiglio. Per studiare le carte, per approfondire, per capire «come è stato gestito in questi anni il trasporto pubblico a Cinisello»
Daniela Gasparini, sindaco di Cinisello Balsamo
Daniela Gasparini, sindaco di Cinisello Balsamo

Cinisello Balsamo, 27 settembre 2011 - Una commissione ad hoc in Consiglio. Per studiare le carte, per approfondire, per capire «come è stato gestito in questi anni il trasporto pubblico a Cinisello». Non chiedono la testa del sindaco, i partiti di minoranza ma di vederci finalmente chiaro, questo sì. Il contenuto choc dei verbali degli interrogatori di Piero Di Caterina, proprietario della società di trasporti Caronte, che un anno fa raccontò ai pm di Milano di aver versato al primo cittadino Daniela Gasparini una bustarella da 30 milioni di lire nel 1999 e un contributo poco volontario al Museo della fotografia di 35mila euro nel 2009, è stato un macigno. Ma dopo lo scompiglio e i vari «l’avevamo detto», è tempo di reagire concretamente.

«Questa sera (ieri per chi legge) in aula presenteremo la richiesta di convocazione di un consiglio straordinario — spiega Enrico Zonca della lista civica Cittadini insieme, che qualche mese fa venne querelato dal sindaco per alcune insinuazioni — con un ordine del giorno preciso: l’istituzione di una commissione di garanzia, come previsto dal Testo unico degli enti locali, che faccia luce sulla gestione del trasporto pubblico». Perché, al di là delle uscite a tempo del grande accusatore del «sistema Sesto», il nervo scoperto è proprio questo.

Tra i consiglieri che, nella prossima riunione da convocare entro 20 giorni, voteranno sì alla commissione, «anche alcuni consiglieri di maggioranza» anticipa Zonca. Obiettivo, capire come mai le circolari interne e le altre linee di bus siano gestite dal 2000 dalla Caronte con continue proroghe alla convenzione originaria. «E cosa intendano fare ora che scadrà l’ultima proroga, il 31 dicembre — spiega Riccardo Malavolta del Pdl —: se stiano o meno predisponendo un bando di gara». Non solo i modi. Sotto i riflettori anche i costi. «Le indagini le fa la procura, a me interessa capire perché il Comune di Cinisello continui a spendere così tanto, fino a un milione di euro all’anno, per un servizio per cui non si fa neanche il bando» prosegue Zonca. Ma c’è anche chi respinge al mittente le accuse di Di Caterina. «Infondate», taglia corto Franco Marsiglia del Pd. «È evidente che sono affermazioni pubblicate artatamente, cui neanche la procura dà corso». Certo, il partito del sindaco non ha omesso qualche controllo: «Abbiamo ripreso le carte, la vicenda del Museo della fotografia è stata trattata in modo ineccepibile. Il Museo ha fornito un servizio come lo offre ad altre aziende. Né più né meno».

di Valentina Bertuccio D'Angelo

http://www.ilgiorno.it/sesto/cronaca/2011/09/27/588869-commissione.shtml

lunedì 26 settembre 2011

Il sistema Sesto si allarga Di Caterina accusa "Soldi alla Gasparini"

Il gola profonda dell'inchiesta ex Falck affonda sul sindaco di Cinisello: "Aiutai il Museo di Fotografia che versava in cattive acque". Il primo cittadino: "Calunnie"
Daniela Gasparini, sindaco di Cinisello Balsamo
Daniela Gasparini, sindaco di Cinisello Balsamo

Sesto San Giovanni, 26 settembre 2011 - Dopo Filippo Penati e dopo il sindaco di Sesto Giorgio Oldrinitocca
a Daniela Gasparini. Il sindaco di Cinisello Balsamo viene chiamato direttamente in causa dall’imprenditore
Piero Di Caterina, gola profonda dell’inchiesta sul presunto giro di tangenti del sistema Sesto, che ormai sta diventando il ‘sistema hinterland’: «Nel 1999 le diedi 30 milioni di lire». Lei smentisce su tutta la linea: «Calunnie».

Il filo delle indagini segue gli affari del patron della Caronte, che a Cinisello ha perso la linea 712, affidata ad Atm dopo un appalto, e che a fine anno dovrà contendersi con la concorrenza altre due tratte. «Ho dato soldi anche al sindaco Daniela Gasparini», mette a verbale Di Caterina, il 21 giugno 2010 davanti ai pm di Milano che lo interrogano come persona sottoposta ad indagine, dice: «Devo rettificare la mia precedente dichiarazione, nel senso che, dopo aver consultato alcune agende risalenti a molti anni fa, ho potuto verificare che al sindaco Gasparini ho consegnato 15mila euro per fini elettorali».

L’imprenditore descrive ai magistrati di Milano, e poi di Monza, un sistema complesso di corruzione, malaffare, vessazioni, piccoli e grandi favori. Secondo l’accusatore «ci sono punte di eccellenza degenerativa a Sesto San
Giovanni ma il ‘sistema’ esiste anche altrove». E così, in un interrogatorio, compare il nome del sindaco di Cinisello Balsamo, che tuttavia non è indagato. «Ammesso che ci fossero, i reati sarebbero prescritti
o amnistiati», confermano magistrati. E dunque dal punto di vista tecnico «sarebbe inutile metterlo sotto inchiesta».

Due gli episodi a cui Di Caterina, in quel momento indagato per false fatturazioni nell’ambito di Milano Santa Giulia, riferisce negli uffici della Guardia di Finanza: «Nel 1999 consegnai alla Gasparini una busta con
30 milioni di lire per la campagna elettorale». E ancora: «Su sollecitazione del sindaco versai 35mila euro
al Museo di fotografia contemporanea». Nel 2009 Gasparini viene eletta sindaco per la terza volta, in
quegli anni Caronte gestisce il trasporto pubblico locale di Cinisello, dopo aver vinto una gara.

Ma Atm vorrebbe appropriarsi di quelle linee. Di Caterina sospetta che vi sia in atto un tentativo di affidare i
suoi servizi, senza gara, ad Atm. «E quando il primo cittadino mi chiese di sostenere il museo fotografico,
che navigava in cattive acque, accettai», racconta l’imprenditore. Il sindaco sfida l’imprenditore: «Magari fossi indagata. Quel signore, lui sì sotto inchiesta per corruzione, mi butta addosso fango senza che possa avere la possibilità di dimostrare la mia totale estraneità ai fatti. Macché prescrizione, macché amnistia. Io non sono
a libro paga di nessuno. E voglio che sia accertato».

di Ersilio Mattioni

http://www.ilgiorno.it/sesto/cronaca/2011/09/26/588339-sistema_sesto_allarga.shtml

PRESUNTE TANGENTI, RASSEGNA STAMPA: SU "IL GIORNO" BOTTA E RISPOSTA TRA DI CATERINA E IL SINDACO DI CINISELLO GASPARINI SU SOLDI DESTINATI ALLA CAMPAGNA ELETTORALE


Sesto San Giovanni -    La rassegna stampa sulle presunte tangenti a Sesto ci porta oggi a focalizzare l’attenzione sul quotidiano ‘Il Giorno’ che titola: "L'ultima accusa di Di Caterina: soldi alla Gasparini" e dà spazio alla relativa replica del sindaco di Cinisello Balsamo con " Gasparini: «Una menzogna e io lo sfido: andiamo davanti ai giudici»". In pratica l’articolo fa riferimento a una deposizione dell’imprenditore Di Caterina che sostiene si aver dato denaro al sindaco di Cinisello Balsamo per la campagna elettorale. L’esponete del PD nega e si dice pronta a una nuova querela.

http://sestonotizie.it/leggi.php?artID=2081078

martedì 19 luglio 2011

Ici esosa a scoppio ritardato: è rivolta I giudici danno ragione a una famiglia

Gli accertamenti inviati dal Comune di Cinisello a un migliaio di famiglie potrebbero essere nulli: le motivazioni con cui la Commissione tributaria provinciale ha dato ragione a una famiglia potrebbero valere per altri

Banconote (Foto Ansa)
Cinisello Balsamo, 19 luglio 2011 - Gli accertamenti Ici per l’anno 2005 inviati dal Comune a un migliaio di famiglie potrebbero essere nulli. La clamorosa notizia arriva dal consigliere comunale Enrico Zonca che ha mostrato ai colleghi dell’assemblea cittadina l’esito di un ricorso alla Commissione tributaria provinciale che annulla le richieste avanzate dal Comune a una delle famiglie.
L’atto riguarda un solo nucleo familiare, che risiede in via Guardi 50. Ma a giudicare dalle motivazioni con cui la Commissione ha annullato l’azione dell’amministrazione comunale, c’è da prevedere che gli effetti potranno essere estesi a tutte le altre centinaia di famiglie interessate dal procedimento. Almeno, questo è quello che sostengono Enrico Zonca e i rappresentati della lista civica Cittadini insieme, che da alcuni mesi si stanno battendo al fianco di alcune delle famiglie interessate.
Il caso risale al novembre 2010, quando il Comune ha notificato a centinaia di famiglie un accertamento per una presunta «infedele dichiarazione»: gli importi versati per l’Ici 2005 sarebbero inferiori al dovuto in quanto le abitazioni sono state oggetto di una rivalutazione catastale che ne ha aumentato il valore. La differenza d’imposta variava tra i 100 e i 400 euro. Inutile dire che la maggioranza dei cittadini ha pagato, tra rabbia e rassegnazione. Soltanto uno ha deciso di andare fino in fondo, presentando un ricorso che ora ha dato i suoi effetti sorprendenti:
«Di fatto la Commissione tributaria ha dato ragione al cittadino perché il Comune ha emesso l’avviso di accertamento in assenza della dovuta e preventiva notifica della variazione della rendita catastale da parte dell’Agenzia del territorio e, pertanto, ha annullato ogni conseguente effetto dell’accertamento — spiega Enrico Zonca — Gli uffici hanno avuto fretta nel presentare gli accertamenti per non perdere gli introiti dell’Ici 2005 che dopo due mesi sarebbe caduta in prescrizione».
La lista civica ha presentato un ordine del giorno al Consiglio comunale e ha chiamato i cittadini a presenziare in aula giovedì per sostenere la sua azione di protesta. Inoltre, la Lista civica ha promosso una distribuzione di moduli per la presentazione di un’istanza collettiva. È possibile firmare nella sede di piazza Costa 3, il martedì e mercoledì dalle 21.
di Rosario Palazzolo

lunedì 11 luglio 2011

Il vigile urbano ha un incidente? L’assicurazione non lo copre Cinisello Balsamo, minori garanzie per i dipendenti che usano le auto comunali, anche se sono agenti al lavoro.


vigile urbano
Cinisello Balsamo, 11 luglio 2011 - Un consigliere comunale o un assessore, coinvolto in un incidente mentre è alla guida di un’auto per un servizio di interesse comunale, potrà contare sull’assistenza e il risarcimento di un’assicurazione. Se in un simile incidente dovesse rimanere coinvolto un agente della polizia locale alla guida di un’auto o una moto di servizio, allora potrebbe non vedersi rimborsate nemmeno le spese mediche, salvo quel poco che è previsto dall’Inail.
 
La denuncia, pesantissima, arriva dai rappresentanti della Cisl del corpo di polizia locale di Cinisello che mettono sotto accusa le polizze assicurative stipulate negli ultimi anni dal Comune per la copertura degli infortuni dei dipendenti.
 
Secondo i rappresentanti sindacali, le polizze sarebbero andate impoverendosi nel tempo, per risparmiare denaro da adoperare in altri capitoli del bilancio. Così, se fino al 2003 l’assicurazione copriva senza distinzione l’infortunio di ogni dipendente, fornendo ampie garanzie anche per i piccoli incidenti, col passare del tempo molte di queste garanzie sono venute meno, a partire dalla più importante: la copertura del conducente dei veicoli comunali.
La clausola è simile a quella che si trova anche nelle polizze di responsabilità civile dei privati. Si può decidere di pagare una piccola aggiunta per coprire anche la copertura assicurativa del conducente, chiunque egli sia. Nelle ultime polizze comunali questa facoltà è stata concessa solamente agli amministratori comunali, che di solito non usano auto pubbliche, mentre ne sono esclusi parzialmente i dipendenti.
 
«Dal 2003 in poi, il risarcimento scatta solo se l’infortunio provoca un’invalidità permanente superiore al 6% — spiega Domenico Zema, agente della polizia locale e rappresentante Cisl —. Se non si rimane invalidi per sempre si rimane esclusi da tutto. Non pagano nemmeno le spese mediche. Se un agente si ferisce mentre compie un servizio pubblico, deve arrangiarsi. Inconcepibile per chi rischia la vita per compiere il proprio dovere».

giovedì 30 giugno 2011

L'antenna arriva in Consiglio Insieme agli hooligan

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30/06/2011 07:51:30


A Cinisello si infiamma la seduta dedicata alla discussione del progetto di Wind in via Cilea: si sfiora la rissa tra politici e cittadini quando la maggioranza vota contro la proposta di anticipare il tema come primo della serata

giovedì 28 aprile 2011

Consiglio, gettone dimezzato? I partiti si dividono Polemica tra i banchi del Consiglio per il gettone "gonfiato". Dal Pd Natalia Strani rifiuta l'accusa di arricchirsi con la politica che l'Idv aveva sollevato. E c'è maretta anche tra gli esponenti del centrodestra

Cinisello Balsamo, 28 aprile 2011 - Come era prevedibile, la polemica sul gettone di presenza «gonfiato» percepito dai consiglieri comunali di Cinisello ha innescato una polemica che rischia di spaccare il fronte dei partiti, facendo emergere posizioni e sensibilità personali su un tema che, per troppo tempo, è stato taciuto nelle segreterie.
A sollevare la testa è il consigliere del Pd Natalia Strani, non disposta ad accettare l’accusa di «arricchirsi» con la politica. «Non accetto che i consiglieri dell’Italia dei Valori vengano a dare lezioni di moralità — afferma indignata riferendosi all’intervista rilasciata a Il Giorno dal consigliere dimissionario Angelo Schiavone —. Ci sono molti consiglieri che non hanno mai accettato il gettone di presenza in caso di rinvio delle riunioni per mancanza del numero legale. Chi lavora seriamente non può essere messo sotto accusa solamente perché pochi hanno un atteggiamento di malcostume».
La scintilla della polemica era scoccata nei giorni scorsi dopo che il consigliere del Pdl Ciro Cesarano e alcuni esponenti di IdV e Sel avevano chiesto ai colleghi di procedere immediatamente alla riduzione del gettone di presenza da 70 a 36 euro, adeguandolo alla legge.
Un provvedimento che è fermo da almeno 2 anni perché la maggioranza dei consiglieri tarda a discuterne. Ma ora le legittime reazioni di alcuni, rischiano di inasprire lo scontro. Anche perché si scopre che nell’ultima seduta di Consiglio, saltata per mancanza del numero legale, soltanto 6 dei 14 presenti hanno rifiutato il gettone di presenza.
E ancora si dice che qualcuno spingerebbe per far proseguire le riunioni oltre la mezzanotte per avere diritto alle compensazioni. «Nelle scorse settimane il consigliere Catania e io siamo stati gli unici esponenti del Pd a firmare un ordine del giorno che chiedeva di intervenire sul problema — afferma ancora Lia Strani —. Per me è importantissimo ripristinare il rispetto della norma, tuttavia ritengo falso e fuorviante affermare che ci si arricchisce. Molti di noi trascorrono intere nottate a fare riunioni e a esaminare provvedimenti. Quei 70 euro sono una sciocchezza rispetto al lavoro che viene svolto. Senza contare che c’è chi versa parte del gettone alla segreteria di partito».
L’accusa ha smosso gli animi anche nel Pdl, dove il capogruppo Giuseppe Berlino attacca chi ritiene che fare il consigliere comunale significhi arricchirsi. «Stiamo parlando mediamente di circa 300 euro mensili di gettone di presenza, cifra più che adeguata», sottolinea, riaffermando però la necessità di ripristinare la legalità. Tuttavia, ammette che in una commissione dei capigruppo del mese di febbraio la maggioranza dei presenti aveva deciso di rinviare qualsiasi decisione fino al mese di maggio, in attesa dei decreti attuativi della legge sul federalismo locale.
di Rosario Palazzolo

mercoledì 27 aprile 2011

Consiglieri tutti uniti con il super gettone A Cinisello i consiglieri comunali portano a casa un'indennità due volte superiore a quella stabilita per legge. In tasca finiscono 71 euro contro i 36 percepiti dai colleghi dei comuni vicini.

Cinisello Balsamo, 26 aprile 2011 - Chi pensa che in questi mesi i consiglieri comunali di Cinisello si stiano accapigliando per discutere il futuro della città, forse rimarrà deluso. Chi pensa che trascorrano notti insonni per ridurre le tasse e aumentare i servizi, si indignerà. Già, perché il tema che più di ogni altro sta dilaniando il Consiglio comunale, mettendo gli uni contro gli altri non tanto i classici schieramenti ma piccoli gruppi di consiglieri riuniti in alleanze inedite e trasversali, è solamente uno: l’entità del gettone di presenza, quell’indennità che spetta a ogni consigliere comunale per prendere parte a riunioni di Consiglio e commissioni.
Un gettone da 71,78 euro che, per pochi che siano, rappresentano comunque una delle indennità da Consiglio comunale più alte d’Italia. Qualcuno dirà, ci risiamo. E non ha tutti i torti, visto che questo tema ricorre periodicamente e senza soluzioni da più di una legislatura.
Per una scelta incomprensibile, studiata a tavolino nelle segreterie dei partiti, il Consiglio comunale di Cinisello beneficia da diversi anni di un gettone di presenza che è il doppio rispetto a quello previsto da una legge del Duemila. Tanto che i Comuni vicini come Sesto, Cologno e tutti gli altri delle stesse dimensioni hanno fissato il loro gettone a 36 euro, lasciando Cinisello sola e «fuori legge». Si dirà, la soluzione è semplice: riduciamo il gettone.
Ma anche le cose più semplici diventano difficili al momento di realizzarle. Non è un caso che questo problema non sia stato risolto nella passata legislatura, quando i consiglieri comunali erano addirittura arrivati a sommare con diversi stratagemmi fino a 3 gettoni di presenza in un giorno pur di far crescere le loro indennità.
Oggi questo sistema è stato un po’ mitigato da nuovi regolamenti più restrittivi. Anche se ancora oggi spesso i consiglieri arrivano a chiudere le riunioni pochi minuti dopo la mezzanotte per poter usufruire del recupero delle indennità di lavoro e dei giorni di recupero.
Ma di abbassare il gettone c’è una maggioranza trasversale che proprio non ne vuole sapere. Se il consigliere dell’Idv Schiavone è arrivato da dare le dimissioni deluso anche per questo, nel centrosinistra il suo collega Marco Quattrocchi ha denunciato la mancanza di volontà di ridurre il gettone in un comunicato stampa, così come ha fatto il consigliere Sel Mattia Menegardo.
Nel centrodestra, l’esponente Pdl Ciro Cesarano, che è anche vicepresidente del Consiglio, è arrivato a un acceso scontro in aula ma è rimasto inascoltato. «Quello del consigliere comunale non è un mestiere, chi pensa di farlo per arricchirsi ha sbagliato scelta — dice senza mezzi termini l’esponente Pdl — Occorre adeguarsi alla legge e affrontare tutte le conseguenze».
Conseguenze, e questa è un’altra parola chiave. Già, perché il Consiglio comunale non è chiamato solamente a riportare il gettone da 71 euro a 36, ma anche a valutare le ripercussioni di questa manovra. Innanzitutto, dovrà attuare la riduzione del 7% prevista dalla Tremonti. Inoltre, se di errore si è trattato, esiste il rischio che qualcuno chieda indietro anche i soldi erroneamente incassati dal 2000. Insomma, un vero disastro.
di Rosario Palazzolo

lunedì 21 marzo 2011

Passerella sul Fulvio Testi Le firme ci sono, i soldi no

Il presidente della Provincia Guido Podestà in visita al quartiere della Crocetta e al sottopasso di viale Romagna, da trasformare in passerella. Mancano però i circa 3 milioni necessari a realizzare l'opera salvagente

Guido Podestà
Guido Podestà
Cinisello Balsamo, 20 marzo 2011 - Un sopralluogo, quattro chiacchiere con i cittadini e poi la promessa: «Riprenderemo in mano il progetto della passerella». Queste le parole del presidente della Provincia di Milano, Guido Podestà, che ieri mattina ha voluto fare una visita in Crocetta e in particolare al sottopasso che dovrebbe essere sostituito dalla passerella, tanto attesa dai cittadini del rione.
Accompagnato dall’assessore alle Infrastrutture provinciale Giovanni De Nicola, il presidente Podestà ha toccato con mano il degrado del sottopasso che mette in comunicazione viale Romagna e il lato sestese del viale Fulvio Testi, sede di parecchi servizi molto sfruttati dagli abitanti della Crocetta. Al seguito uno stuolo di rappresentanti dell’Amministrazione comunale di Cinisello, tra cui l’assessore Davide Veronese, semplici cittadini e portavoce del comitato di quartiere, curiosi.
La Crocetta aspetta da ormai due anni la costruzione della passerella che dovrebbe mandare definitivamente in pensione il sottopasso: troppo sporco, troppo pericoloso, con scale troppo ripide, anche per un semplice passeggino. La firma c’è, i soldi no: due milioni e 700mila euro - a tanto ammonta la cifra da sborsare - per cui il Comune di Cinisello ha già finanziato il suo 50 per cento. I soldi non ci sono, e la passerella dovrà attendere ancora, ma la visita di Podestà è stato un segnale di speranza per il quartiere.
A fare da cicerone nel corso del sopralluogo, Marco Martino, giovane cinisellese, residente da sempre in Crocetta, che è passato dai banchi del parlamentino cittadino a quelli del consiglio provinciale.
«Vivo e sono cresciuto in Crocetta, amo e rispetto il mio quartiere e da sempre mi impegno perché possa migliorare — ha detto Martino che con un’interrogazione in Consiglio sul bilancio ha suscitato la curiosità del presidente Podestà il quale ha poi voluto fare visita di persona in Crocetta —. Sarà mio compito tenere alta l’attenzione su questo punto».
Forse a breve verrà sistemato il sottopasso e messo in sicurezza con l’installazione di alcune telecamere: «In ogni caso credo possiamo dirci contenti della visita — ha dichiarato Celeste Galbiati, presidente del comitato Crocetta —. Siamo contenti che il presidente sia venuto ad ascoltarci e a vedere di persona di cosa ci lamentiamo».
Dello stesso parere Gaetano Lui e Carmela Grimaldi, residenti: «Soddisfatti di questa visita, vediamo come va a finire», ha dichiarato il primo; «C’è carenza dal punto di vista della sicurezza, per noi la passerella è una necessità», ha puntualizzato la seconda. Tanti sono i problemi che la Crocetta vive quotidianamente; e la passerella ciclopedonale, che scavalcherebbe in aria il viale Fulvio Testi - andando a sostituire il sottopasso tanto criticato - sarebbe manna dal cielo per i cittadini.
Dall’altro lato della strada tanti servizi, esercizi commerciali, la fermata dell’autobus; in mezzo, sporcizia, paura (si contano diversi tentativi di rapina e di violenza nelle ore serali lungo il tunnel), e tanti scalini ripidi che lasciano la Crocetta ancora nel limbo.
di Andrea Guerra