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domenica 4 novembre 2012

Istat: allarme disoccupazione A settembre, i disoccupati sono saliti a 2,774 milioni. Cresce anche la disoccupazione giovanile: è al 35% in aumento di 1,3 punti percentuali. Frena l'inflazione


Ancora brutte notizie sull'occupazione in Italia. Il tasso di disoccupazione a settembre è al 10,8%, in rialzo di 0,2 punti percentuali su agosto
e di 2 punti su base annua. È il tasso più alto da gennaio 2004 (inizio serie storiche mensili). Guardando invece alle serie trimestrali è il più alto dal terzo trimestre 1999. A settembre, i disoccupati sono saliti a 2,774 milioni.
A comunicarlo è l'Istat, secondo cui l’aumento è stato del 2,3% su mese (62mila disoccupati) e del 24,9% su anno (554mila disoccupati in più). Torna a crescere anche la disoccupazione giovanile. A settembre il tasso di disoccupazione nella fascia d’età 15-24 anni (dato provvisorio e destagionalizzato), ovvero l’incidenza dei disoccupati sul totale di quelli occupati o in cerca, è stato pari al 35,1% in aumento di 1,3 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 4,7 punti nel confronto tendenziale.
 Il tasso di inflazione frena fortemente a ottobre, calando al 2,6% annuale dal 3,2% di settembre. Su base mensile i prezzi al consumo restano fermi. Il rallentamento della crescita su base annua dei prezzi al consumo coinvolge gran parte delle diverse tipologie di prodotto, scontando sia effetti di riduzione
congiunturale in diversi comparti dei beni e dei servizi, sia un favorevole confronto con ottobre 2011, mese caratterizzato da forti rialzi congiunturali dei prezzi, ai quali aveva in parte contribuito l’aumento dal 20% al 21% dell’aliquota Iva ordinaria. L’inflazione acquisita per il 2012 si conferma al 3,0%.

mercoledì 19 settembre 2012

LE TASSE NON BASTANO L'ultima del prof Monti: abbassare le buste paga Il governo ragiona sull'ipotesi di slegare i salari all'aumento dei prezzi. Così i lavoratori perderebbero fino al 9%

L'ultima mazzata di Monti:
abbassare le buste paga

Per la prima settimana di ottobre il premier attende una proposta congiunta sindacati-aziende

Buste paga più leggere se il professor Monti dovesse decidere di mettere in pratica l'invito dell'ex numero uno della Bce, Jean Claude Trichet, che nel 2008 invitava i governi nazionali a «evitare» di ancorare i salari all’inflazione per il rischio di «innescare una spirale salari-prezzi con ricadute negative sull’occupazione e sulla competitività».  Prima il «Corriere», poi altre testate hanno cominciato a ventilare l’ipotesi che il governo italiano si stia muovendo in tale direzione. Monti sa bene che sganciare i salari dagli adeguamenti vorrebbe dire tagliare di colpo una fetta di busta paga. Se non si trovasse il modo di legare le retribuzioni alla produttività lo stipendio di un operaio o di un dipendente pubblico perderebbe tra il 5 e il 9% del suo valore. Da Roma fanno sapere che sul tavolo del presidente del Consiglio non c’è alcun fascicolo che prevede il disancoramento dei salari dall’aumento del costo della vita. C’è però un fascicolo intitolato «produttività». Per la prima settimana di ottobre il premier Monti attende una proposta congiunta sindacati-aziende che miri a invertire il trend del differenziale costo del lavoro-produzione.
fonte

mercoledì 5 settembre 2012

Cos'è la deflazione? Come combatterla?


Il pericolo deflazione. La crescita della domanda di denaro si sta accompagnando ad un collasso di investimenti e consumi che gela l’economia. Le aziende, oltre alla difficoltà di onorare i propri debiti, devono diminuire la produzione per fronteggiare il calo dei compratori. E’ la lotta alla deflazione la sfida che le autorità centrali hanno di fronte. I consumi stanno già calando. I prezzi delle commodity sono scesi drasticamente e altrettanto accadrà per i prezzi di beni e servizi. Il fondo monetario internazionale ha previsto che nel 2009, dopo 70 anni, i Paesi più importanti del mondo si troveranno in una condizione di deflazione.

Ma cos'è la deflazione? Non è banalmente il contrario dell' inflazione? La deflazione è un fenomeno macroeconomico che consiste in un calo generalizzato dei prezzi. Essa può essere positiva se è dovuta da un' abbondanza di offerta, ma è sicuramente negativa quando è dovuta ad un calo della domanda. La deflazione quindi non è semplicemente il contrario dell' inflazione. Di fronte alla prospettiva di prezzi che continuano a calare, i consumatori rinviano gli acquisti, contando di comprarli successivamente ad un prezzo inferiore. Dietro ai prezzi che scendono ci sono soldi che ristagnano, imprese che chiudono, progetti di sviluppo che vengono accantonati, programmi aziendali archiviati.

Mentre l' inflazione penalizza i creditori e riduce i debiti, la deflazione rende questi debiti più pesanti perchè il debitore deve restituire una somma superiore a quella presa in prestito, perchè con i prezzi più bassi si comprano più beni e servizi di prima. Oltretutto mentre le terapie per combattere l' inflazione e raffreddare i prezzi abbondano, i rimedi contro la deflazione sono molto più difficili e incerti. I vecchi economisti infatti usavano definire la politica monetaria come una corda: la puoi tirare ma non spingere. Nemmeno dando il denaro gratuito, con tassi di riferimento nettamente inferiori all' inflazione, si è sicuri che qualcuno lo voglia prendere in prestito, come è accaduto in Giappone tra il 2000 e 2006, quando la Banca Centrale fu costretta a fissare un tasso d'interesse allo 0%, per favorire la circolazione di liquidità.

Le opportunità offerte dalla deflazione
Il rischio deflazione, che come detto costringe le Banche Centrali ad abbassare il costo del denaro, può presentarsi anche come un' opportunità per stipulare un mutuo a tasso fisso a scadenza medio lunga per chi non ha problemi di liquidità. Infatti proprio perchè i tassi di riferimento sono molto bassi si riescono ad ottenere Tan e Taeg decisamente convenienti. L' importante è scegliere il tasso fisso in modo da bloccare per sempre un interesse molto basso, senza cadere nel tranello del tasso variaile. Ad un primo sguardo quest' ultimo potrebbe sembrare più conveniente, ma una volta terminato il periodo deflattivo i tassi e le rate ricomincerebbero a correre.


Come sconfiggere la deflazione?
Secondo Dominique Strauss-Kahn, direttore generale del Fmi, ci vuole un cordinamento internazionale delle politiche economiche e fiscali. Tutti i paesi avanzati dovrebbero allentare il peso del fisco, così da sostenere i consumi privati, ciò non vuol dire allentare le imposte in egual misura in tutti i paesi ma diminuirle nello stesso periodo, facendo sempre attenzione a non causare l' effetto opposto, l' inflazione.

venerdì 27 luglio 2012

L'importanza della sovranità monetaria: Giappone, debito 240% e nessun problema!


Editoriale a cura dello staff di nocensura.com


Di seguito un breve articolo pubblicato da "Il Sole 24 ore" in data 5 Giugno 2012:


"Alla fine di giugno il tasso sul decennale giapponese (i titoli di stato, ndr) potrebbe scendere allo 0,74% mettendo a segno il maggior calo trimestrale da due anni a questa parte. Questo almeno è l'orientamento medio di 14 investitori istituzionali sentiti da Bloomberg. Ad oggi solo il titolo decennale svizzero ha un rendimento più basso di quello giapponese che dai mercati viene considerato a tutti gli effetti un "bene rifugio". E questo nonostante Tokyo abbia un debito pubblico colossale che ha raggiunto quasi il 240% del Pil a fine 2011. Fitch ha recentemente declassato il debito giapponese a livello A+, non tanto distante dalle disastrate Italia e Spagna. A differenza di questi due paesi Tokyo ha sovranità monetaria, cioè ha facoltà di stampare moneta. La stragrande maggioranza del debito pubblico giapponese poi è detenuta da investitori locali. Insomma una serie di elementi hanno tenuto la bomba del debito giapponese disinnescata. I rendimenti poi continuano a calare. Da inizio anno quelli sul decennale sono scesi del 24,3%, quelli sul quinquennale del 45% e quelli sul biennale del 31 per cento stando a S&P Capital IQ." - fonte

ECCO SVELATO L'ARCANO: LA QUESTIONE CENTRALE E' IL TASSO DI INTERESSE SUI TITOLI DI STATO CHE SIAMO COSTRETTI A PAGARE A CAUSA DELLA MANCANZA DI SOVRANITA' MONETARIA!!!


L'Italia, come sappiamo bene, con l'attuale immotivato spread elevatissimo che si aggira a quota 500 è costretta, per avere liquidità, a pagare OLTRE IL 6% DI INTERESSI: la Spagna persino di più. Il Giappone invece deve corrispondere un tasso di interesse INFERIORE all'1%

Nota per chi non capisce di cosa stiamo parlando: Le nazioni non emettono moneta, ma titoli di stato, che vengono "acquistati" dalle banche, che forniscono liquidità in cambio di un tasso di interesse. Per ottenere 100 miliardi di euro, l'Italia ne deve restituire 107, mentre la Germania 101, il Giappone persino meno. Questo perché l'Italia, privata della sovranità monetaria, deve sottostare alla speculazione delle banche...


Approfondimenti circa il debito giapponese e la situazione economica solida:
  • Il paradosso del debito La domanda è questa: perché Usa e Giappone continuano a indebitarsi tranquillamente a costo zero e le loro monete si rafforzano, mentre l’intera Europa, pur meno indebitata, sta affondando?
  • Giappone: debito a 235% e 241% nel 2012 e 2013. Ma il paese campa Livello record tra le nazioni G8. Il Fmi spinge Tokyo ad alzare l'Iva che al momento è appena al 5%, per creare inflazione. Ma il debito e' quasi tutto in mani giapponesi e il paese stampa la propria moneta.

A proposito: Rivolgiamo una domanda a coloro che non hanno ancora capito che il debito pubblico è una truffaovvero la logica conseguenza di questo sistema monetarioBASATO sul debito (tutta la moneta circolante è emessa a debito... lo spiega a chiare lettere anche Magdi Allam in un recente articolo pubblicato su Il Giornale) e credono che il debito pubblico sia dovuto alle spese pazze dei governi: (che hanno sicuramente fatto spese folli e sprechi di tutti i tipi, ma li hanno "coperti" aumentando esponenzialmente la pressione fiscale fino ai livelli di oggi: il debito pubblico non c'entra niente) Come mai un paese virtuoso come il Giappone ha un debito pubblico così alto? Come mai tutte le nazioni del mondo hanno debito pubblicoSe sei tra coloro che - a causa della disinformazione mediatica - credono che il debito pubblico sia dovuto agli sprechi, informatevi sul funzionamento del sistema monetario... leggi qui oppure cerca: "sistema monetario a debito" - "sovranità monetaria" - "signoraggio bancario"...


Staff nocensura.com