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venerdì 20 dicembre 2013

Sesto San Giovanni: divieto di botti dal 23 dicembre al 6 gennaio

Sesto San Giovanni: divieto di botti e petardi per le feste
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Un'ordinanza del sindaco Monica Chittò vieta l'utilizzo di petardi per tutto il periodo delle feste

Sesto San Giovanni: divieto di botti dal 23 dicembre al 6 gennaio

Un'ordinanza del sindaco Monica Chittò vieta l'utilizzo di petardi per tutto il periodo delle feste
Alessandro Ribaldi20 dicembre 2013
Un vero e proprio divieto di utilizzo di botti e petardi è quello deciso dal sindaco Monica Chittò per Sesto San Giovanni. In città, quindi, dal 23 dicembre al 6 gennaio non si potrà "sparare" nulla, neanche la notte di capodanno. 
"Un'ordinanza - ha dichiarato il sindaco a Sesto Notizie - per vietare i botti di capodanno che ha un forte valore simbolico, che speriamo possa aiutare a sensibilizzare i cittadini ad adottare comportamenti più rispettosi. I botti, infatti, oltre ad essere estremamente pericolosi se usati da persone non esperte, provocano notevoli disturbi ai bambini piccoli e agli animali da compagnia. Con questa ordinanza, quindi, vogliamo soprattutto invitare a considerare i danni dell'uso di questi strumenti e a scegliere divertimenti meno nocivi".
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venerdì 7 giugno 2013

FARMACIE COMUNALI: A QUANDO IL NUOVO CONSIGLIO? IL "NON" DECIDERE E' UNA SCELTA POLITICA O UNA DIMENTICANZA?

Sesto San Giovanni -    E' trascorso un anno dall'insediamento del sindaco Chittò, della nuova giunta e del nuovo consiglio comunale. Dodici mesi non sono stati sufficienti per nominare il nuovo consiglio dell'Azienda delle Farmacie comunali e i nuovi revisori dei conti. Si agisce in regime di 'prorogatio'. Allo stesso tempo, però, c'è un nuovo direttore affiancato da due figure che lo supportano. La 'non' nomina del nuovo Consiglio è una scelta politca e quindi strategica o è solo frutto di una 'dimenticanza'? 

sabato 18 maggio 2013

Sesto San Giovanni 2 giugno: cittadinanza onoraria agli stranieri


Nel giorno della Festa della Repubblica l'amministrazione di Sesto San Giovanni ha deciso di conferire la cittadinanza onoraria a tutti i minori, di origine straniera, residente all'interno del comune
Alessandro Ribaldi15 Maggio 2013
Il sindaco Monica Chittò già in passato aveva ricordato la festa sulla concessione della cittadinanza onoraria che verrà data ai minori, di origine straniera, residenti nel comune diSesto San Giovanni. 
Nei prossimi giorni, quindi, 1115 femmine e 1267 maschi rappresentanti di ben 62 nazionalità diverse riceveranno una lettera tradotta in arabo, spagnolo, francese, inglese, ucraino, russo, cinese e rumeno, che li informerà sulla concessione della cittadinanza onoraria invitandoli alla celebrazione del 2 giugno. 

"La città di Sesto San Giovanni - si legge in un comunicato -, in questo modo, accoglie e riconosce come sestesi le bambine e i bambini originari di altri paesi, mandando un messaggio forte alle loro famiglie e a tutta la comunità cittadina. E chiede al governo e al parlamento di riconoscere come cittadini e cittadine italiani tutti coloro che nascono in Italia".

giovedì 14 marzo 2013

Giardino di via XX settembre, "il sindaco ha mentito" Sesto, le bordate dell'opposizione


Landucci e Lamiranda all'attacco del primo cittadino Chittò: "La cessione all’oratorio era sul piatto ben prima
che l’Aula venisse coinvolta"
di Patrizia Longo

Il sindaco di Sesto San Giovanni, Monica Chittò
Il sindaco di Sesto San Giovanni, Monica Chittò
di Patrizia Longo
Sesto San Giovanni, 14 marzo 2013 — «Il centro Tenebiaco non aveva rinunciato al giardino di via XX Settembre, come è stato detto in consiglio comunale. E sulla cessione dell’area alla parrocchia, a precisa interrogazione, il sindaco ha dichiarato una cosa non vera». Partono all’attacco i consiglieri Franca Landucci (Gruppo misto) e Antonio Lamiranda (Pdl) che — preannunciando un esposto alla Corte dei conti per la demolizione dello spazio pubblico di verde attrezzato, «realizzato solo dieci anni fa con un esborso superiore a 650mila euro» — chiedono «trasparenza e rendiconto sull’operato dell’amministrazione comunale». Una domanda su tutte: «Vogliamo sapere chi è lo sponsor che copre il costo dell’intervento di oltre 150mila euro, visto che l’area è e rimane pubblica almeno per dieci anni».
Due i documenti finiti nel mirino dei capigruppo d’opposizione. Il primo: la domanda inoltratadalla parrocchia, sin dal maggio 2012, in pieno ballottaggio elettorale. Il secondo: la lettera, protocollata ad agosto, del Centro per anziani Tenebiaco che prende atto della volontà del Comune di cedere l’area. «Non vi è stata nessuna rinuncia — hanno rimarcato i due consiglieri —. E adicembre il sindaco ha negato qualsiasi ipotesi di cessione. Perché non si è voluto usare la trasparenza occorrente in una questione del genere? Una cosa è certa: vengono dispersi soldi pubblici senza giustificazione: sussistevano soluzioni alternative idonee a preservare lo spazio pubblico e a garantire la realizzazione di un nuovo campo di calcio per l’oratorio».
A lavori di demolizione ormai avviati, Landucci e Lamiranda si sono detti «rattristati nel vedere nel giro di pochi giorni la messa in esecuzione di un disegno preconfezionato sin da maggio 2012 e di cui si è voluto tenere all’oscuro il quartiere, il centro Tenebiaco, la cittadinanza e anche le forze politiche escluse dalla partita, fino a quando è stata portata in votazione la delibera di cessione, il 18 febbraio». Sei giorni prima delle elezioni.
«L’amministrazione comunale non ha mai detto, né scritto agli atti, che il Tenebiaco abbia rinunciato al giardino — ha ribattuto il sindaco Monica Chittò —. A dicembre io non ho detto il falso, magari sono stata formale nella risposta: mi si chiedeva se c’era un cambio di gestione, in realtà è un cambio di destinazione d’uso. Nella riunione a cui si fa riferimento nella lettera del Tenebiaco, non c’era nessuno dell’amministrazione, solo la presenza legittima di consiglieri che si muovono per raccogliere le necessità di un quartiere. Non mi spaventa il ricorso alla Corte dei conti: una città non può rimanere ferma e uguale a se stessa. E, per chi conosce quel quartiere, era la scelta corretta: non ci sono opportunità per i giovani, oltre all’oratorio che ha bisogno di più spazio; mentre gli anziani hanno la bocciofila in via Risorgimento e il giardino di via XXV Aprile, dove sarà spostato il gazebo».

martedì 5 marzo 2013

Notizie dal Comune Comunicati stampa Sesto San Giovanni concede la cittadinanza onoraria ai bambini nati in Italia da genitori di origine straniera Ieri sera il Consiglio comunale di Sesto San Giovanni ha votato il regolamento per la concessione della cittadinanza onoraria nel quale è contenuta la concessione della cittadinanza onoraria sestese a tutte le bambine e i bambini nati in Italia da genitori di origine straniera. Il Sindaco di Sesto San Giovanni Monica Chittò ha così commentato la votazione: "Quella di questa sera è una scelta politica forte e non solo un atto simbolico privo di conseguenze. Questo è il riconoscimento che l'aula consigliare dà a oltre 3000 bambine e bambini. A noi toccava il compito di colmare un vuoto lungo 18 anni, perché i ragazzi che nascono in Italia devono aspettare la maggiore età prima di poter scegliere se ottenere la cittadinanza, e in questo periodo di tempo sono sospesi in una sorta di limbo. Abbiamo deciso di colmare questo vuoto, di non lasciare questi bambini nel limbo e di non lasciarli da soli perché solo così si acquisisce da parte loro una maggiore consapevolezza di cosa voglia dire essere cittadini sestesi e italiani. Abbiamo fatto una scelta importante, una scelta di civiltà e una scelta non facile né scontata e sono orgogliosa di essere il sindaco di una città che ha sostenuto la concessione della cittadinanza ai bambini nati in Italia da genitori di origine straniera". Data di pubblicazione: 05/03/2013







Notizie dal Comune
Comunicati stampa
Sesto San Giovanni concede la cittadinanza onoraria ai bambini nati in Italia da genitori di origine straniera


Ieri sera il Consiglio comunale di Sesto San Giovanni ha votato il regolamento per la concessione della cittadinanza onoraria nel quale è contenuta la concessione della cittadinanza onoraria sestese a tutte le bambine e i bambini nati in Italia da genitori di origine straniera.

Il Sindaco di Sesto San Giovanni Monica Chittò ha così commentato la votazione:

"Quella di questa sera è una scelta politica forte e non solo un atto simbolico privo di conseguenze. Questo è il riconoscimento che l'aula consigliare dà a oltre 3000 bambine e bambini. A noi toccava il compito di colmare un vuoto lungo 18 anni, perché i ragazzi che nascono in Italia devono aspettare la maggiore età prima di poter scegliere se ottenere la cittadinanza, e in questo periodo di tempo sono sospesi in una sorta di limbo.

Abbiamo deciso di colmare questo vuoto, di non lasciare questi bambini nel limbo e di non lasciarli da soli perché solo così si acquisisce da parte loro una maggiore consapevolezza di cosa voglia dire essere cittadini sestesi e italiani.

Abbiamo fatto una scelta importante, una scelta di civiltà e una scelta non facile né scontata e sono orgogliosa di essere il sindaco di una città che ha sostenuto la concessione della cittadinanza ai bambini nati in Italia da genitori di origine straniera".

Data di pubblicazione: 05/03/2013

giovedì 21 febbraio 2013

Il giardino passa alla parrocchia: il "regalo" vale mezzo milione



Il sindaco Chittò spazza i dubbi su nuovi edifici o speculazioni; "Questo è un progetto sociale"

di Patrizia Longo
Il giardino di via Menotti a Sesto San Giovanni (Spf)
Il giardino di via Menotti a Sesto San Giovanni (Spf)
Sesto San Giovanni, 20 febbraio 2013 - Il giardino di via Menotti con gazebo e bocciodromo per gli anziani, da sacrificare all’oratorio per un secondo campo da calcio, non era costato «solo» 380mila euro. Carte alla mano, con l’acquisizione dell’area, il Comune ne aveva spesi ben 650mila. Tuttavia le ragioni della parrocchia di San Giuseppe, pronta a investire altri 200mila euro (150mila da parte di benefattori e 50mila ricevuti dalla Curia) per favorire l’aggregazione di bambini e adolescenti, anche stranieri e di altre religioni, hanno avuto la meglio su un mero calcolo economico: il consiglio comunale ha approvato la cessione trentennale di quell’area di duemila metri quadrati, con lo smantellamento del giardino a carico delle casse municipali.
A favore ha votato tutta la maggioranza (Pd, Sel, Idv), tranne la Federazione della Sinistra: «Il giardino è utilizzato da una trentina di adolescenti, dagli anziani, per le feste di compleanno: preferisco uno spazio per tutti, non il solito campo da calcio che per di più discrimina maschi e femmine. L’integrazione non deve essere lasciata solo al volontariato», ha detto Michele Foggetta.
E via libera anche da una parte dell’opposizione. «Sì» dalla lista civica Sesto nel cuore, a partire da Angela Tittaferrante, coordinatrice della Caritas parrocchiale: «L’oratorio è costretto ad accogliere solo bambini, perché non c’è spazio anche per gli adolescenti. Si potrà fare prevenzione attraverso lo sport, per ragazzi tra i 12 e i 18 anni. Che valore economico ha la prevenzione?». Prima di lei, l’ex assessore ai Giovani, Lucia Teormino (Pd), ha snocciolato i numeri dell’oratorio: 350 iscritti agli ultimi centri estivi, 70 in lista d’attesa; 270 tesserati nelle 12 squadre di calcio e una di pallavolo, con una ventina di stranieri.
Contrari  i Grillini, spaccato il Pdl: con Roberto Di Stefano favorevole e l’altro consigliere Antonio Lamiranda deciso invece a rivolgersi alla Corte dei Conti: «Soldi che si buttano nel cestino, quel giardino non è degradato». Non ha votato, uscendo dall’aula (e dal Pdl), Franca Landucci che sulla questione avanza dubbi: «Se quello che possiamo offrire contro marginalità e droga è il calcetto, siamo messi male. L’oratorio può usare il giardino così com’è. Mi chiedo cosa ci sia sotto». E se in quartiere circolano voci su nuove costruzioni all’interno della parrocchia, a smentirle categoricamente ci hanno pensato prima il sindaco Monica Chittò - «dietro questa delibera c’è solo una politica di sussidiarietà» - e poi il parroco don Angelo Cairati: «Noi abbiamo solo chiesto uno spazio per i nostri ragazzi. Mi sa che siamo finiti in mezzo a qualcosa più grande di noi».
 
di Patrizia Longo

lunedì 21 gennaio 2013

Una folla "cancella" lo sfregio alla città





Ricollocata la corona in memoria dei fratelli Casiraghi

di Laura Lana

Lapide per i fratelli Casiraghi (Spf)
Lapide per i fratelli Casiraghi (Spf)
Sesto San Giovanni, 21 gennaio 2013 - Una piazza piena di sestesi, di diverse generazioni, con striscioni e bandiere. Così si presentava ieri mattina piazza Trento e Trieste, punto di partenza del corteo di associazioni, partiti e istituzioni che ha voluto dare una risposta corale a quelle mani ancora ignote che per la seconda volta hanno oltraggiato la lapide alla memoria di Giulio e Mario Casiraghi, martiri della Resistenza. Un corteo che, davanti al monumento di via Marconi, si è chiuso con «Bella Ciao». «Tanti giovani ci hanno accompagnato stamattina (ieri, ndr) - ha commentato il sindaco Monica Chittò -. I due ragazzi, che hanno ricollocato la corona, sembravano il simbolo del passaggio del testimone per i valori della Resistenza».
Anche tanti studenti e il collettivo dell’Istituto Casiraghi tra gli organizzatori della manifestazione. Non una cerimonia retorica, come hanno sottolineato Anpi, Aned e sindaco. Piuttosto la voglia di presentare con orgoglio le radici e la storia di una città medaglia d’oro per la Resistenza, che condanna il danneggiamento alla lapide dei fratelli Casiraghi come «un atto stupido e anche rozzo». Una storia fatta di nomi, che si leggono in via Marconi, in via Cattaneo, in altre venti lapidi cittadine, nei racconti sul Palasùn di via Bergomi e i partigiani bredini che ci abitavano.
A far camminare studenti e meno giovani sulle tracce della guerra di Liberazione sestese ci ha pensatoGiuseppe Valota, presidente dell’Aned e figlio di Guido, arrestato proprio in quelle vie,deportato e assassinato a Steyr, in Austria. «Grazie al Soccorso Rosso, fuori dalla porta mia mamma trovava sempre qualcosa da mangiare, anche un pezzetto di burro e un bigliettino. La Resistenza è stato anche questo: una rete umanitaria e di solidarietà tra persone». Un minitour lungo i muri e i palazzi che narrano il passato di Sesto e che è nato spontaneamente dagli aneddoti della sua vita, che «Peppino» Valota ha voluto regalare ai presenti. Come spontaneamente Massimo Rava ha realizzato e distribuito il simbolo di questa giornata: un cuore di cartoncino rosa.

domenica 20 gennaio 2013

Cronaca di una domenica di Gennaio

Lapide per i fratelli Casiraghi (Spf)

Lapide per i fratelli Casiraghi (Spf)
Via Marconi 218 domenica 20 gennaio 2013,stendardo del Comune di Sesto San Giovanni circondato da tante bandiere di tanti partiti di sinistra ed estrema sinistra assieme a quelli dei Giovani Sestesi,che cantando “Bella Ciao” assistono alla collocazione della nuova corona d'alloro da parte del sindaco di Sesto San Giovanni Monica Chittò in ricordo dei fratelli Casiraghi bruciata da ignoti vandali.
Mentre sto scrivendo questo pezzo sono ancora in via che rumoreggiano e la occupano,chissà come mai la nostra via di periferia non viene visitata dalla sindachessa quando girano topi per le strade o dopo le nevicate con strade che si liberano dalla neve solo coi raggi solari o coi tubi di scappamento delle macchine,poche,che transitano.
Considerando che viene spesso e volentieri bruciata la corona,perché non puntare una telecamera sulla stessa e sulla lapide?Così finalmente si scopre chi sono questi vandali perché forse non sono mossi da ideali politici.
Perché non penso che chi milita nell'estrema destra passi il suo tempo a bruciare corone sopratutto nel periodo pre elettorale,così presi a raccogliere firme,merce rarissima per loro,per potersi presentare a democratiche elezioni,mentre loro banchetti ne fanno pochissimi e hanno sempre le firme necessarie se non di più...
Finalmente qualcuno forse dei più intelligenti urla “andiamo a casa” ma sembra un urlo disperato che nessuno sente o fa finta di sentire per ora,forse hanno un minimo di tempo di manifestazione,come quando uno parcheggia la macchina a pagamento e vuole usare tutto il tempo che la monetina inserita gli consente.
Quando manca meno di dieci minuti alle 12;00 inizia a svuotarsi la via,forse memori di andare a casa per preparare il pranzo a casa propria o andare dal pranzo abitudinario dai parenti perché alla fine in Italia vige ancora il detto “Francia o Spagna,Purché si Magna”.
L'Anziano Gino V

mercoledì 16 gennaio 2013

SESTO SAN GIOVANNI Una foto di Mussolini per pubblicizzare un pranzo con karaoke: bufera su un circolo Arci

Il volantino del pranzo con karaoke è foto di Mussolini Il volantino del pranzo con karaoke è foto di Mussolini


MILANO - A Sesto San Giovanni, dopo il vandalismo alla lapide che ricorda i fratelli Casiraghi martiri della Resistenza, scoppia un vero e proprio putiferio politico per un pranzo della domenica, in un circolo Arci, pubblicizzato con un'immagine di Benito Mussolini. Il Pd di Sesto ha immediatamente condannato l'iniziativa, chiedendo all'Arci di prendere le distanze dal circolo e suggerendo di modificare il percorso del corteo - previsto sempre per domenica 20 gennaio per la posa di una nuova corona d'alloro sotto la lapide dei fratelli Casiraghi -, arrivando davanti al circolo Arci sotto accusa. Anche l'amministrazione comunale condanna il volantino. «Una provocazione gravissima, abbiamo provveduto ad informare l'autorita' giudiziaria», informa il sindaco Monica Chittò.
IL PRANZO - Tutto è partito da un'iniziativa apparentemente innocua: un pranzo con karaoke al circolo Torretta di via Bergomi, orgoglioso quartiere operaio che sorgeva accanto alla Breda. Oltre al classico menù, nel foglio che reclamizza l'iniziativa campeggia una foto di Benito Mussolini, con la scritta «Io ci sarò». Apriti cielo. Una provocazione per Sesto, che ha voluto in tutti i cartelli stradali, sotto il nome del Comune, la scritta «Medaglia d'oro al valor militare» per il contributo dato alla Resistenza, pagato anche in termini di vite umane perdute. Il segretario cittadino del Pd, Carlo Rapetti, è durissimo: «Quel volantino è un insulto a migliaia di sestesi. L'ex circolo Torretta non può diventare un luogo di riorganizzazione fascista. Chiediamo alle forze dell'ordine di vigilare perché l'apologia di fascismo è ancora reato». Da aprile 2012 alcuni soci del circolo si sono rivolti all'Arci di Milano dopo che il presidente uscente aveva dichiarato la sua militanza nella Lega Nord e iscritto al circolo l'ex senatore leghista Celestino Pedrazzini. Ora scoppia la vicenda del volantino. L'Arci ha annunciato un'azione legale per l'uso improprio del logo.
IL GESTORE - Il gestore del circolo Iulian Ignat: «Niente di politico, solo uno scherzo riuscito male, pensavo di far venire più gente al pranzo. Volevamo provocare, non offendere la Costituzione». Il volantino, nel frattempo, è stato rapidamente cambiato. Una donna in decolleté al posto di Benito.

lunedì 2 luglio 2012

Sesto, il centro islamico fa festa con la città E pensa alla moschea


Tradizionale appuntamento aperto alla cittadinanza. Il comitato del Restellone in visita per dialogare con i dirigenti del centro
di Laura Lana
Un momento di preghiera nel periodo del Ramadan
Un momento di preghiera nel periodo del Ramadan
di Laura Lana
Sesto San Giovanni, 2 luglio 2012 — Il brindisi per la stagione appena conclusa si è fatto con i bicchierini di the verde. Poi una merenda con i sapori d’Oriente: dolci di tutti i tipi e cous cous per un aperitivo sui tavoli rotondi, apparecchiati sulla pista da ballo del Pino Argentato di Villa Zorn. La comunità musulmana ha chiamato a raccolta i sestesi per «Centro Aperto», un’iniziativa di festa e riflessione per condividere le tante attività che sono state organizzate in un anno. Stand, fotografie e pannelli hanno così raccontato il 2011 e la prima parte del 2012: dai laboratori dedicati ai bambini alla presenza a «SestoSolidale» per il decimo anniversario, passando per la festa patronale di San Giovanni. Per tutto il pomeriggio i più piccoli hanno portato in via Cesare da Sesto un assaggio di quanto imparato durante l’anno al centro islamico: dai libri colorati in lingua araba ai workshop per creare statuine e sagome con i materiali più diversi.
Alla manifestazione hanno preso parte anche diversi consiglieri comunali, come le democratiche Annamaria Antoniolli e Gioconda Pietra, l’esponente di Rifondazione Silvio La Corte e il neo assessore al Bilancio e allo Sviluppo economico Virginia Montrasio, arrivata insieme alla famiglia. Seduti al tavolino insieme al direttore del centro islamico Hocine Bouchemal c’erano invece Tullio Attanasio e Walter Turati del comitato dei residenti del Restellone, che nei prossimi giorni chiederanno un incontro al sindaco Monica Chittò.
«Siamo venuti per fare due chiacchiere - hanno spiegato -. La nostra posizione, ormai, è nota: non vogliamo la moschea in via Luini per una questione di sicurezza e di viabilità. Chiediamo solo di spostarla più avanti, dove c’è uno spazio libero di 9mila metri quadri. A quel punto saremo ben lieti di andare a bere un the da loro e di invitarli per un caffé da noi». Sempre con il sorriso, Bouchemal è rimasto ad ascoltare i portavoce di un rione dove la comunità islamica ha presentato un progetto per realizzare una struttura religiosa e culturale di oltre 2mila metri quadri. «Gli uffici comunali stanno ancora facendo le loro valutazioni. Rimaniamo aperti a ogni dialogo con la città».