lunedì 6 maggio 2013

IL 7 VOLTE PRESIDENTE DEL CONSIGLIO SCOMPARSO A ROMA A 94 ANNI: NIENTE FUNERALI DI STATO


IL 7 VOLTE PRESIDENTE DEL CONSIGLIO SCOMPARSO A ROMA A 94 ANNI: NIENTE FUNERALI DI STATO

Un addio spiritoso al politico più potente (e fine umorista...) del Dopoguerra italiano. "La ragione non basta averla...": breve antologia delle frasi celebri del Divo Giulio

"L'impronta" di Giulio Andreotti sul suo scranno in Senato

Sesto San Giovanni: una via intitolata ai martiri delle foibe



Nella "Stalingrado" d'Italia verrà presto intitolata una via ai martiri delle foibe. Romano La Russa: "allora qualcosa di buono sa farlo anche la sinistra"
Alessandro Ribaldi 6 Maggio 2013
Anche Sesto San Giovanni, la Stalingrado d'Italia, avrà una via intitolata ai martiri delle foibe. Un gesto che ha colpito positivamente Romano La Russa, portavoce della provincia di Milano del partito Fratelli D'Italia.
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 "Questa iniziativa, seppur tardiva – dichiara Romano La Russa - testimonia il definitivo sdoganamento e la presa d’atto dell’importanza di tematiche che la sinistra ha sempre voluto ghettizzare a temi di parte. Se penso ai miei anni da consigliere comunale a Sesto San Giovanni, alle battaglie di principio sempre ostracizzate dalla sinistra vetero comunista della Stalingrado d’Italia, devo ammettere che quello di oggi è un bel passo avanti, inatteso. Mi viene da dire: meglio tardi che mai, allora qualcosa di buono sanno farlo anche a sinistra".


domenica 5 maggio 2013

VENDE LAUREA SU EBAY A 1 CENTESIMO: “NON MI SERVE A NULLA!”


laurea ebay

Si chiama Giorgio Tedone, 26 anni, e da poco si è laureato in scienze politiche all’universitàLa Sapienza di Roma e ha preso anche un master a Londra. Fin qua tutto bene, ma il motivo che ha fatto parlare di questo ragazzo è un caso che accomuna molti giovani laureati italiani.

Giorgio infatti della sua laurea non sa che farsene, non viene assunto da nessuna parte ed è costretto a fare il cameriere a Torino per guadagnare qualcosa. Figlio di un operaio e di una casalinga non vive di certo nell’oro, e se poi si pensano ai sacrifici fatti dai genitori per mantenere gli studi del figlio tra libri e retta Universitaria tutto diventa ancora più complicato.

Giorgio ha cosi deciso di mettere in vendita la sua laurea e il suo master su ebay, facendo partire l’asta da 1 centesimo e scrivendo: “Vendesi causa inutilizzo!”. Il web, tra facebook e twitter è dalla sua parte, che sia questo un segnale per muovere qualcosa nell’ambito delle università e dei giovani senza lavoro? Voi che ne pensate?
http://www.notiziario360.it/vende-laurea-su-ebay-a-1-cent...
17:28 Scritto da 

Dal paese del ministro: dove si massacrano e mangiano i Pigmei, per razzismo


Visto che i nostri amici del partito unico Pd-Pdl hanno deciso di importare dal Congo il ministro dell’integrazione, avranno notizie che in quel paese deve esserci una situazione di armonia tra le etnie, e quindi si saranno detti: “chiamiamo subito uno di loro, per applicarne il modello in Italia!”.
Quello che vi presentiamo è il modello di integrazione congolese:
Minority Rights Group International – un gruppo che difende veramente le minoranze perseguitate, non come quelli da noi che difendono le minoranze privilegiate – raccolse nel 2004 prove di uccisioni di massa, cannibalismo e stupri che avvengono nel paese del “nostro” ministro della “integrazione”.
Più di 600.000 pigmei – gli ultimi cacciatori raccoglitori sopravvissuti allo sterminio attuato nei secoli dalla razza bantù (negri), che è la razza maggioritaria nell’Africa sub-sahariana – vivono nelle enormi foreste della Repubblica Democratica del Congo, dove sopravvivono cacciando animali selvatici e raccogliendo frutta.
Tuttavia, i congolesi bantù li considerano come “subumani” e molti credono che la loro carne conferisca poteri magici.
“Ci sono stati stupri sistematici e uccisioni su larga scala”, riferì il direttore del gruppo, Mark Latimer, alla BBC Africa.
“La violenza che è stata perpetrata contro i pigmei è parte, o era parte, di una campagna volta a sterminarli,”.
Secondo il Guardian i pigmei vengono cacciati e massacrati come animali, perché considerati scimmie – e in Congo le scimmie si mangiano – e nelle foreste del nord-est del Congo, funzionari ONU indagano le accuse di cannibalismo nella provincia dell’Ituri, dove la lotta tra diversi gruppi di ribelli nel 2003 sfollò circa 150.000 persone.
Molti degli sfollati parlano di veri e propri macelli dove i pigmei vengono macellati, secondo la testimonianza di Manoddje Mounoubai, portavoce per la missione di monitoraggio dell’ONU in Congo.
Non basta. I vari gruppi etnici che si scontrano nella zona schiavizzano ordinariamente i pigmei perché procurino il foraggio e l’alimentazione e li utilizzano nello sfruttamento dei minerali, riferì un funzionario delle Nazioni Unite.
Quando i cacciatori pigmei tornano a mani vuote vengono uccisi e mangiati.
Sudi Alimasi, un funzionario filogovernativo, testimoniò di rapporti nei quali si parla di cannibalismo da parte di persone sfollate.
“Sentiamo i rapporti dei comandanti sull’alimentazione di organi sessuali dei pigmei, credendo a quanto pare che questo darebbe loro forza,” disse.
“Abbiamo anche rapporti di pigmei costretti a nutrirsi di resti cotti di altri pigmei”.
Il cannibalismo è riemerso nel Congo orientale non appena le ultime vestigia di influenza coloniale sono state erose. Gran parte della vasta area boschiva era controllata nel 2003-2004 dai Mayi-Mayi, un raggruppamento sciolto delle milizie tribali le cui credenze magiche e il gusto per la carne umana sono note.
Molti combattenti Mayi-Mayi indossando parti dei corpi dei loro nemici, nella convinzione che ciò li renderebbe invincibili.
“Ci sono rapporti di orrori indicibili nell’Ituri,” disse Wyger Wentholt, di Médecins sans Frontières.
Ecco, noi ora, quegli orrori li importiamo e li mettiamo al governo.
Voi capite che chi dovrebbe “insegnare” l’integrazione a noi, viene da un paese dove le etnie si massacrano un giorno si e l’altro pure. Dove le minoranze vengono letteralmente – e non in senso figurato – “mangiate”.
Noi che amiamo le differenze – e quindi vogliamo proteggerle dal nuovo razzismo degli assimilazionisti – vorremmo che anche i Pigmei potessero vivere nelle loro foreste senza che i connazionali del ministro li mangiassero. E magari, vorremmo anche che non venisse a darci lezioni di “integrazione” chi proviene da ambienti simili.
http://news.bbc.co.uk/2/hi/africa/3869489.stm
http://www.guardian.co.uk/world/2003/jan/09/congo.jamesastill