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martedì 3 settembre 2013

CRITERI "SINISTRI" Senatori a vita, gli "alti meriti" della Cattaneo: 440° posto tra gli scienziati italiani Secondo la graduatoria stilata dalla Via-Academy l'esperta di staminali è preceduta anche da altre 45 donne. Sono contati di più le sue preferenze politiche?

Gli "alti meriti" della Cattaneo: 
440esima tra gli scienziati italiani
Qual è il tuo stato d'animo?
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Sugli alti meriti scientifici di Elena Cattaneo discuteranno, forse, coloro che assegnano il Premio Nobel, Per ora, l'esperta di cellule staminali si accontenterà della poltrona da neo senatrice assegnatale dal presidente della Repubblica, che le regalerà 232 mila euro all'anno. Considerando che la Cattaneo ha 51 anni, un bel gruzzolo. Ma la domanda è: quali sono gli altri "alti meriti" che hanno spinto Giorgio Napolitano a sceglierla per Palazzo Madama?

Indietro in classifica - Domanda lecita, visto che a giudicare dalle classifiche di "rendimento" degli scienziati italiani e il loro giudizio all'estero la neo senatrice non spicca granchè. Come riporta Fabrizio De Feo sul Giornale, la graduatoria Top Italian Scientists (Tis) della Via-Academy, legata all'Università di Manchester, la Cattaneo è appena al 66° posto. Senza gli ex aequo, è addirittura 440esima. Davanti a lei, tra l'altro, 45 donne. Certo, si dirà, anche l'altro neosenatore a vita Carlo Rubbia non spicca: è 42esimo. Ma almeno lui il Nobel l'ha già vinto. La classifica tiene in considerazione produttività, impatto delle proprie ricerche e pubblicazioni, citazioni.

I criteri "sinistri" - Forse, allora, a colpire il Colle saranno state le citazioni in altri ambiti. Per esempio, quando la Cattaneo si espose pubblicamente contro il divieto di utilizzo delle cellule staminali embrionali deciso dal governo Berlusconi: "Vietare l’uso degli embrioni congelati, così come prevede la legge 40, è sbagliato, anzi è anti-scientifico". Lottò anche per il referendum di abrogazione del 2005, poi fallito. Un impegno che, sussurrano i maligni, non era solo "etico" e "scientifico" ma pure "politico". La Cattaneo non ha mai negato le sue simpatie per il Pd ("Cosa voto? La scienza è un cavallo di battaglia della sinistra", diceva subito dopo la nomina) e nel 2009 votò anche alle primarie del Partito democratico. Criterio probabilmente non preso in considerazione dal Quirinale, ma che ora potrebbe far decisamente comodo in Senato.

domenica 1 settembre 2013

MA IL NEO SENATORE A VITA RENZO PIANO E’ LO STESSO CHE A SESTO SANGIOVANNI SOTTOSTIMAVA LE BONIFICHE PER AVERE MAGGIORE EDIFICABILITA’?

Il neo senatore a vita Renzo Piano e il sistema Sesto di Penati


E l’architetto vicino alla sinistra è diventato senatore a vita.
Eppure Milano non ha un buon ricordo di lui.
Noti a tutti gli edifici da lui progettati in Santa Giulia per conto di Zunino (poi caduto in grossi guai economici e costretto ad un risanamento).
La stessa area, quella di Santa Giulia famosa per il blocco dei lavori a causa delle mancate bonifiche.
Altro caso quello delle Aree Falck, l’area più grande d’Europa ancora abbandonata a Sesto San Giovanni.
Da un lato il direttore del comune (poi condannato) dava una falsa consulenza sulle aree a Guido Rossi, dall’altra concedeva il raddoppio delle volumetrie a Zunino (poi in gravissime situazioni economiche e costretto a mettere tutto all’asta) grazie al progetto presentato dal suo architetto Renzo Piano che sottostimava le bonifiche in cambio di maggiori volumetrie come emerso dalla relazione del ministero dell’ambiente.
Il plastico con il suo progetto contenente tapirulant nelle strade senza negozi e trafficate di sesto è ora negli scantinati del Comune.
Perché usare il nome di Piano assicurava di ottenere maggiori volumi edificabili per il suo nome.
Insomma Piano è rientrato, indirettamente, negli affari sporchi del sistema Sesto diventando protagonista (suo malgrado) con i suoi progetti del più grande scandalo degli ultimi anni riguardante la sinistra.
Si fa a fatica, come prova penosamente Napolitano, a dire che i nominati saranno oggettivi e apartitici. Piano è l’architetto favorito della sinistra, con il cuore e il portafogli chiaramente rivolti verso quella direzione.

sabato 1 settembre 2012

La pensione più alta d'Italia? Quella di Mauro Sentinelli, 90.246 euro al mese

Mauro Sentinelli
Editoriale di nocensura.com

Tra le tante ignobiltà di questo paese, una delle più schifose, alla quale sarebbe possibile rimediare nel tempo necessario per approvare una legge composta da 4 righe di testo, è quella delle mega pensioni.

Sono 100.000 i "super-pensionati" e ci costano ben 13 miliardi di euro all'anno. Per garantire il cospicuo assegno a queste persone - che hanno guadagnato cifre ingentissime durante la carriera lavorativa - devono versare i contributi qualcosa come 2.200.000 lavoratori. Uno sproposito.

La pensione più ricca d'Italia è quella di Mauro Sentinelli, ex manager e ingegnere elettronico della Telecompercepisce un assegno di 90.246 euro al mese, - circa 3008 euro al giorno - che si sommano ai gettoni di presenza che percepisce in qualità di membro del Consiglio di Amministrazione di TelecomPresidente del Consiglio d’Amministrazione di Enertel Servizi Srl. Non male per un pensionato, no? 

A Mauro Sentinelli dobbiamo riconoscere che se oggi percepisce una pensione di tale portata, è perché ha fatto una carriera di tutto rispetto, a differenza dei tanti che percepiscono 20-30.000 euro al mese per aver scaldato gli scranni del parlamento per trent'anni. E' stato lui l'ideatore del "servizio prepagato Tim Card", che ha generato immensi profitti per la sua azienda. Una carriera, la sua, premiata con diverse cariche onorifiche: nel 1999 è diventato Cavaliere della Repubblica, nel 2002 Commendatore, nel 2006 Grand’Ufficiale. Dobbiamo riconoscergli di aver versato senza dubbio ingenti contributi pensionistici e tasse, tuttavia pensioni di tale importo non dovrebbero essere contemplate dalla legge, non dovrebbero esistere. 



Nella classifica dei pensionati d'oro dietro a Sentinelli, c'è Mauro Gambaro, ex direttore generale di Interbanca, con 665.084 euro all'anno, seguito a ruota da Alberto De Petris, altro ex dirigente del settore telefonia, con 653.567 euro annui.

I signori citati sopra sono stati protagonisti di una brillante carriera lavorativa, e percepiscono questi compensi esagerati a causa delle leggi troppo "generose" stabilite dai governi che si sono susseguiti.
Passiamo ai politici: che invece percepiscono un lauto assegno per il "merito" di aver guidato questo paese allo sfascio a cui assistiamo oggi. Personaggi che, in molti casi, sono entrati in politica in gioventù, per poi trovarci la pensione (in alcuni casi sono 'senatori a vita') persone che in molti casi, avendo - oltre alla carica elettiva di senatore/deputato - anche un lavoro, si sono viste versare per decenni "contributi figurativi" che hanno concorso alla pensione da lavoratore pur non svolgendo la propria mansione.

Tra i politici il pensionato più pagato è il presidente emerito Carlo Azeglio Ciampi, che cumula 30 mila euro/mese di pensione Bankitalia con 4000 euro dell`Inps ed i 19.054 euro dell`indennità da parlamentare. Oscar Luigi Scalfaro, oltre all`indennità di palazzo Madama (19.054) prende 4.766 euro netti al mese dall`Inpdap per avere esercitato l`attività di magistrato per tre anni (dal 1943 al 1946), Lamberto Dini incassa 18 mila euro da Bankitalia, 7000 dall`Inps e 19.054 dal Senato, Giuliano Amato invece cumula 22.048 euro mese dall`Inpdap coi 9.363 che gli da il Parlamento.

Quest'ultimo, ospite della trasmissione "Otto e mezzo" alla domanda "se è disposto a ridursi la pensione" ha risposto che "non ha capito la domanda..." è proprio vero, certe cose i politici non solo non vogliono sentirle, ma non ci riescono nemmeno... 


Se i "senatori a vita" (quelli nominati tali, e quelli che lo sono di fatto in quanto da 20-30 anni presenti ininterrottamente in parlamento) arrivano a intascare una cifra intorno ai 30.000 euro, per assicurarsi una bella pensione sui 10.000 euro basta poco più di un paio di legislature; e anche i dipendenti delle due camere, dove anche i barbieri e gli stenografi sono super-pagati, non avranno certo pensioni più basse.

L'ex dirigente siciliano Felice Crosta, che è andato in pensione recentemente con un assegno di 1.400 euro al giorno, se lo è visto dimezzare dalla Corte di Cassazione, e ha presentato immediatamente ricorso per tutelare la sua mega pensione.

 
L'unica soluzione di BUON SENSO e GIUSTIZIA SOCIALE, in questa italietta governata da persone che non conoscono nemmeno il significato di tali parole, sarebbe quella di INTRODURRE UN TETTO MASSIMO. Indipendentemente dall'importo dei versamenti previdenziali versati, stabiliti in base al reddito, nessuno dovrebbe percepire una pensione superiore ai 3.000 - 3.500 euro mensili netti: una misura che consentirebbe all'Inps di risparmiare almeno 8 miliardi all'anno, che dovrebbero essere impiegati per aumentare le pensioni minime, che oggi non sono sufficienti per la sopravvivenza di una persona. 

Con 8 miliardi di euro annui - pari a poco più di  666.500.000 al mese - sarebbe possibile aumentare immediatamente di 100 euro mensili ben 6.650.000 pensioni; una somma che pur non essendo sufficiente per offrire condizioni di vita decenti a chi percepisce la pensione minima, rappresenterebbe una boccata d'ossigeno, soldi che sarebbero immessi nell'economia reale,visto che anziché andare ad ingrassare i conti correnti di qualche privilegiato, verrebbero spesi per far fronte alle necessità quotidiane.

Staff nocensura.com