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venerdì 27 settembre 2013

Il Piave mormorò: non passa lo straniero ed invece è passato


Foto: Certamente tutti si ricorderanno o avranno studiato sui libri di storia del periodo dell’autarchia del ventennio fascista, autarchia uguale ad autosufficienza economica.
Quasi tutti avranno visto ho sentito parlare dei filmati Luce dove Mussolini falciava il grano, di campi di grano in tutti i posti e del giardino di guerra citato in una canzone del ventennio.
Siamo passati da un periodo che niente o quasi niente doveva venire dall’estero, quasi niente perché esisteva il mercato nero per merci che venivano dall’estero e poi andando avanti anche per mercanzie di prime necessità tipo pane e latte al periodo che le frontiere sono state cancellate e vengono da tutto il mondo per comperare marchi Italiani, nuovi padroni che vengono dai ricchi paesi arabi e dagli stessi Europei che pur passando il periodo di crisi come lo passiamo noi riescono ad investire.
Forse perché in quei paesi esistono banche che non prendono soldi dalla BCE all’1% per reinvestirli in bot e cct triplicandone come minimo il capitale senza nessun rischio.
Forse anche perché in Italia abbiamo una banca controllore, la Banca d’Italia con soci le banche Italiane controllati, arrivando all’assurdo che il controllato controlla il controllore, mentre a noi cittadini Italiani rimane il debito da pagare, debito che viene chiamato debito pubblico.
Anche se noi cittadini non stiamo pagando ogni hanno il debito pubblico, ma sentite bene ogni anno con le manovre, manovrine lacrime e sangue dei vari governi riusciamo a pagare solo l’interesse del debito.
Lette queste prime righe mi verrebbe di prendere un aereo e di andare all’estero anche io con un bel volo Alitalia ma presto prima che passi in mano Francesi, ma purtroppo tolto l’Italiano e qualcosa di Calabrese altre lingue non conosco.
Non posso dire di sapere Francese ed Inglese anche se studiato nelle medie il primo e nelle superiori il secondo perché non posso andare all’estero dicendo il libro è sul tavolo o il mio nome è Giovanni perché a questo si limitava lo studio delle lingue straniere, ma penso anche oggi la cosa non sia migliorata.
Non solo mentre marchi Italiani vanno in mani straniere, parecchi marchi Italiani delocalizzano all’estero facendo saltare la frase della foto “NON TOGLIETE IL PANE AI FIGLI DEI NOSTRI LAVORATORI ACQUISTATE ITALIANO”, come volerci fare pagare quel manifesto rendendoci ridicoli più di quello che siamo diventati grazie alla nostra classe politica ed economica.
Telecom non è la prima azienda Italiana a finire in mani straniere e purtroppo non sarà neanche l’ultima, ma quello che è comico e che gli interessati e il ministro all’economia lo sanno tramite la stampa, o almeno dicono così, forse speravano che la notizia non venisse rilevata?
Anche se sono curiose di sapere quante persone sanno di come siamo manipolati e pian piano stritolati dall’economia reale che di reale non ha niente perché i problemi più grandi per l’Italia sono la decadenza di Berlusconi,il matrimonio di Belen, i due velini di striscia la notizia o cosa fa o non fa Balotelli…
Continua…
L'Anziano Gino V 
Certamente tutti si ricorderanno o avranno studiato sui libri di storia del periodo dell’autarchia del ventennio fascista, autarchia uguale ad autosufficienza economica.
Quasi tutti avranno visto ho sentito parlare dei filmati Luce dove Mussolini falciava il grano, di campi di grano in tutti i posti e dell'orticello di guerra citato in una canzone del ventennio.
Siamo passati da un periodo che niente o quasi niente doveva venire dall’estero, quasi niente perché esisteva il mercato nero per merci che venivano dall’estero e poi andando avanti anche per mercanzie di prime necessità tipo pane e latte al periodo che le frontiere sono state cancellate e vengono da tutto il mondo per comperare marchi Italiani, nuovi padroni che vengono dai ricchi paesi arabi e dagli stessi Europei che pur passando il periodo di crisi come lo passiamo noi riescono ad investire.
Forse perché in quei paesi esistono banche che non prendono soldi dalla BCE all’1% per reinvestirli in bot e cct triplicandone come minimo il capitale senza nessun rischio.
Forse anche perché in Italia abbiamo una banca controllore, la Banca d’Italia con soci le banche Italiane controllati, arrivando all’assurdo che il controllato controlla il controllore, mentre a noi cittadini Italiani rimane il debito da pagare, debito che viene chiamato debito pubblico.
Anche se noi cittadini non stiamo pagando ogni anno il debito pubblico, ma sentite bene ogni anno con le manovre, manovrine lacrime e sangue dei vari governi riusciamo a pagare solo l’interesse del debito.
Lette queste prime righe mi verrebbe di prendere un aereo e di andare all’estero anche io con un bel volo Alitalia ma presto prima che passi in mano Francesi, ma purtroppo tolto l’Italiano e qualcosa di Calabrese altre lingue non conosco.
Non posso dire di sapere Francese ed Inglese anche se studiato nelle medie il primo e nelle superiori il secondo perché non posso andare all’estero dicendo il libro è sul tavolo o il mio nome è Giovanni perché a questo si limitava lo studio delle lingue straniere, ma penso anche oggi la cosa non sia migliorata.
Non solo mentre marchi Italiani vanno in mani straniere, parecchi marchi Italiani delocalizzano all’estero facendo saltare la frase della foto “NON TOGLIETE IL PANE AI FIGLI DEI NOSTRI LAVORATORI ACQUISTATE ITALIANO”, come volerci fare pagare quel manifesto rendendoci ridicoli più di quello che siamo diventati grazie alla nostra classe politica ed economica.
Telecom non è la prima azienda Italiana a finire in mani straniere e purtroppo non sarà neanche l’ultima, ma quello che è comico e che gli interessati e il ministro all’economia lo sanno tramite la stampa, o almeno dicono così, forse speravano che la notizia non venisse rilevata?
Anche se sono curiose di sapere quante persone sanno di come siamo manipolati e pian piano stritolati dall’economia reale che di reale non ha niente perché i problemi più grandi per l’Italia sono la decadenza di Berlusconi,il matrimonio di Belen, i due velini di striscia la notizia o cosa fa o non fa Balotelli…
Continua…
L'Anziano Gino V

domenica 14 ottobre 2012

L’incredibile flop dei braccialetti elettronici: 81 milioni per 14 apparecchi inutili


Un fallimento incredibile dai costi spropositati. Quattordici bracciali entrati in funzione al modico prezzo di 81 milioni di euro.
Perché l’ideona del governo (in America funziona alla grande) è rimasta sempre sulla carta, come riporta Il Fatto
I bracciali elettroonici per tenere sotto controllo i detenuti ai domicilidari entrati davvero in funzione dal 2001 sono solo 14 nell’arco di 10 anni. In media fanno 5,7 milioni a pezzo, una spesa da gioielleria di gran lusso.
L’anno scorso il contratto con Telecom arriva a scadenza. E il governo che fa? Tira le somme e decide di chiudere una volta per tutte un esperimento quantomeno fallimentare, oltre che molto oneroso per la casse dello Stato. Macché. Il nuovo ministro degli Interni Annamaria Cancellieri, appena entrata in carica, si affretta a rinnovare la convenzione con Telecom. Un contratto di sette anni, questa volta, dal 2012 al 2018.
Quale è il problema tecnico dei braccialeti? Serve soltanto a segnalare la presenza del detenuto nel luogo prestabilito: in casa, se è ai domiciliari, oppure in ospedale, se è ricoverato, ma se esce di casa indossando il braccialetto, il dispositivo segnala che s’è allontanato e non può localizzarlo. A meno che il bracciale non sia dotato di sistema Gps
I braccialetti con sistema gps – sul totale dei 2000 pezzi previsti dalla nuova convenzione – sono soltanto 200. Dei 400 dispositivi previsti, invece, dalla passata convenzione, il numero di apparecchi dotati di Gps era pari a zero.
Dei geni assoluti….

sabato 1 settembre 2012

La pensione più alta d'Italia? Quella di Mauro Sentinelli, 90.246 euro al mese

Mauro Sentinelli
Editoriale di nocensura.com

Tra le tante ignobiltà di questo paese, una delle più schifose, alla quale sarebbe possibile rimediare nel tempo necessario per approvare una legge composta da 4 righe di testo, è quella delle mega pensioni.

Sono 100.000 i "super-pensionati" e ci costano ben 13 miliardi di euro all'anno. Per garantire il cospicuo assegno a queste persone - che hanno guadagnato cifre ingentissime durante la carriera lavorativa - devono versare i contributi qualcosa come 2.200.000 lavoratori. Uno sproposito.

La pensione più ricca d'Italia è quella di Mauro Sentinelli, ex manager e ingegnere elettronico della Telecom; percepisce un assegno di 90.246 euro al mese, - circa 3008 euro al giorno - che si sommano ai gettoni di presenza che percepisce in qualità di membro del Consiglio di Amministrazione di Telecome Presidente del Consiglio d’Amministrazione di Enertel Servizi Srl. Non male per un pensionato, no? 

A Mauro Sentinelli dobbiamo riconoscere che se oggi percepisce una pensione di tale portata, è perché ha fatto una carriera di tutto rispetto, a differenza dei tanti che percepiscono 20-30.000 euro al mese per aver scaldato gli scranni del parlamento per trent'anni. E' stato lui l'ideatore del "servizio prepagato Tim Card", che ha generato immensi profitti per la sua azienda. Una carriera, la sua, premiata con diverse cariche onorifiche: nel 1999 è diventato Cavaliere della Repubblica, nel 2002 Commendatore, nel 2006 Grand’Ufficiale. Dobbiamo riconoscergli di aver versato senza dubbio ingenti contributi pensionistici e tasse, tuttavia pensioni di tale importo non dovrebbero essere contemplate dalla legge, non dovrebbero esistere. 



Nella classifica dei pensionati d'oro dietro a Sentinelli, c'è Mauro Gambaro, ex direttore generale di Interbanca, con 665.084 euro all'anno, seguito a ruota da Alberto De Petris, altro ex dirigente del settore telefonia, con 653.567 euro annui.

I signori citati sopra sono stati protagonisti di una brillante carriera lavorativa, e percepiscono questi compensi esagerati a causa delle leggi troppo "generose" stabilite dai governi che si sono susseguiti.
Passiamo ai politici: che invece percepiscono un lauto assegno per il "merito" di aver guidato questo paese allo sfascio a cui assistiamo oggi. Personaggi che, in molti casi, sono entrati in politica in gioventù, per poi trovarci la pensione (in alcuni casi sono 'senatori a vita') persone che in molti casi, avendo - oltre alla carica elettiva di senatore/deputato - anche un lavoro, si sono viste versare per decenni "contributi figurativi" che hanno concorso alla pensione da lavoratore pur non svolgendo la propria mansione.

Tra i politici il pensionato più pagato è il presidente emerito Carlo Azeglio Ciampi, che cumula 30 mila euro/mese di pensione Bankitalia con 4000 euro dell`Inps ed i 19.054 euro dell`indennità da parlamentare. Oscar Luigi Scalfaro, oltre all`indennità di palazzo Madama (19.054) prende 4.766 euro netti al mese dall`Inpdap per avere esercitato l`attività di magistrato per tre anni (dal 1943 al 1946), Lamberto Dini incassa 18 mila euro da Bankitalia, 7000 dall`Inps e 19.054 dal Senato, Giuliano Amato invece cumula 22.048 euro mese dall`Inpdap coi 9.363 che gli da il Parlamento.

Quest'ultimo, ospite della trasmissione "Otto e mezzo" alla domanda "se è disposto a ridursi la pensione" ha risposto che "non ha capito la domanda..." è proprio vero, certe cose i politici non solo non vogliono sentirle, ma non ci riescono nemmeno... 


Se i "senatori a vita" (quelli nominati tali, e quelli che lo sono di fatto in quanto da 20-30 anni presenti ininterrottamente in parlamento) arrivano a intascare una cifra intorno ai 30.000 euro, per assicurarsi una bella pensione sui 10.000 euro basta poco più di un paio di legislature; e anche i dipendenti delle due camere, dove anche i barbieri e gli stenografi sono super-pagati, non avranno certo pensioni più basse.

L'ex dirigente siciliano Felice Crosta, che è andato in pensione recentemente con un assegno di 1.400 euro al giorno, se lo è visto dimezzare dalla Corte di Cassazione, e ha presentato immediatamente ricorso per tutelare la sua mega pensione.

 
L'unica soluzione di BUON SENSO e GIUSTIZIA SOCIALE, in questa italietta governata da persone che non conoscono nemmeno il significato di tali parole, sarebbe quella di INTRODURRE UN TETTO MASSIMO. Indipendentemente dall'importo dei versamenti previdenziali versati, stabiliti in base al reddito, nessuno dovrebbe percepire una pensione superiore ai 3.000 - 3.500 euro mensili netti: una misura che consentirebbe all'Inps di risparmiare almeno 8 miliardi all'anno, che dovrebbero essere impiegati per aumentare le pensioni minime, che oggi non sono sufficienti per la sopravvivenza di una persona. 

Con 8 miliardi di euro annui - pari a poco più di  666.500.000 al mese - sarebbe possibile aumentare immediatamente di 100 euro mensili ben 6.650.000 pensioni; una somma che pur non essendo sufficiente per offrire condizioni di vita decenti a chi percepisce la pensione minima, rappresenterebbe una boccata d'ossigeno, soldi che sarebbero immessi nell'economia reale,visto che anziché andare ad ingrassare i conti correnti di qualche privilegiato, verrebbero spesi per far fronte alle necessità quotidiane.

Staff nocensura.com

giovedì 19 aprile 2012

Sms solidarietà pro Liguria: Spariti 6 milioni di euro


Sms solidarietà pro Liguria: Spariti 6 milioni di euro

I Comuni colpiti dall'alluvione non hanno mai ricevuto i soldi donati. Telecom: "Li abbiamo dati da tempo allo Stato"