Visualizzazione post con etichetta staminali. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta staminali. Mostra tutti i post

venerdì 11 ottobre 2013

Stamina, il ministro blocca sperimentazione: "Secondo gli esperti è un rischio per i malati""Secondo gli esperti è un rischio per i malati"

Provvedimento di "presa d'atto" di Lorenzin, che dà attuazione a quanto suggerito dal comitato scientifico. Quattro i punti critici evidenziati dagli scienziati riguardo al metodo. L'ideatore: "È il ministro ad essere pericoloso per i malati, proseguirò all'estero".
di MICHELE BOCCI
Stamina, il ministro blocca sperimentazione: "Secondo gli esperti è un rischio per i malati" Il ministro Lorenzin (ansa) ROMA - La sperimentazione del metodo Stamina "non può essere regolarmente proseguita". Il ministero della Salute blocca il discusso sistema inventato dal professore di psicologia Davide Vannoni. Con un provvedimento di "presa d'atto" decide di seguire quanto suggerito dal comitato scientifico nominato per valutare la metodica e dall'Avvocatura dello Stato, che era stata interpellata a fine settembre. Dura la reazione delle associazioni che difendono i malati gravissimi: "Denunceremo Lorenzin e Letta alla corte dell'Aja per crimini contro l'umanità".

LEGGI: Stamina, una controversia lunga due anni

Il ministro della Salute, rendendo noto il parere negativo arrivato dal comitato di esperti, ha spiegato che "la sperimentazione del metodo Stamina non può essere proseguita perché il metodo è pericoloso per la salute dei pazienti". "Sarei stata felice - ha detto Lorenzin - se la vicenda avesse avuto un epilogo diverso per tantissime famiglie che si sono affidate in questi anni a una cura che evidentemente non c'è". Il ministro ha poi precisato che per quanto riguarda i malati in cura agli Spedali di Brescia bisognerà aspettare il giudizio del Tar della Lombardia, previsto per novembre.

Davide Vannoni, ideatore del metodo e presidente di Stamina Foundation, difende la sua ricerca: "Non è il metodo Stamina ad essere pericoloso per i malati, bensì il ministro Lorenzin e chi sta gestendo così male questa situazione, a fronte di una legge votata dal Parlamento che stabilisce l'avvio della sperimentazione". Ma Vannoni ha annunciato che continuerà a lavorare sul metodo, per cui è disposto ad andare all'estero: "L'obiettivo - ha detto - è attuare la sperimentazione fuori dall'Italia, possibilmente in Usa".

LEGGI: Metodo Stamina, su cosa si basa

I MOTIVI DELLO STOP - Sono quattro i punti critici segnalati dagli scienziati che hanno convinto il ministero a non andare avanti con la sperimentazione che era stata autorizzata dal Parlamento. Sono riassunti nel parere inviato dall'Avvocatura dello Stato al ministro Beatrice Lorenzin. Il primo è la "inadeguata descrizione del metodo" dovuta all'assenza della spiegazione del differenziamento delle cellule. Poi c'è una "insufficiente definizione del prodotto", visto che le cellule da iniettare non sono descritte in maniera corretta e che non vengono dimostrate le loro proprietà biologiche. "In difetto di questa caratteristica e dei controlli di qualità, vi è un problema sia di efficacia del trattamento, per la difficoltà di riprodurre il metodo, sia di sicurezza".

Il terzo elemento sono i "potenziali rischi" per i pazienti. In particolare, per quanto concerne l'uso di cellule allogeniche, per "mancanza di un piano di identificazione, screening e testing dei donatori, con conseguente esclusione della verifica del rischio di malattie da agenti trasmissibili". Infine, quarto punto, si parla di "altri rischi di fenomeni di sensibilizzazione anche gravi (ad esempio encefalomielite) che sono dovuti anche al fatto che il protocollo prevede somministrazioni ripetute.

Per come è svolta la metodica, dunque, "vi è il rischio di iniezione di materiale osseo a livello del sistema nervoso". Il parere negativo del comitato scientifico, si conclude, è quindi fondato "sia sulla mancanza di originalità del metodo, sia sull'assenza di requisiti scientifici e di sicurezza".

Il ministero della Salute aveva chiesto all'Avvocatura di risolvere il rebus davanti al quale si era trovato: da una parte, infatti, la legge chiedeva l'avvio della sperimentazione sul metodo Stamina, stanziando già tre milioni di euro; dall'altra, il parere del comitato scientifico suggeriva invece che non si dovesse andare avanti con la ricerca. Inoltre, il ministero chiedeva se fosse necessario interpellare nuovamente l'Aifa sul tema.

La risposta dell'Avvocatura entra anche, come visto, nell'ambito delle critiche poste dai tecnici. La conclusione è che l'Aifa non deve essere più coinvolta e che la sperimentazione si può considerare iniziata con la nomina del comitato, che con le sue osservazioni però può portare alla chiusura immediata dello studio scientifico. "Così stando le cose - scrive l'Avvocatura dello Stato - si ritiene che il ministero possa emettere un provvedimento con il quale, come già rilevato, prenda atto del parere negativo del comitato, faccia proprie le considerazioni e conclusioni del comitato e disponga che, 'allo stato', non si può procedere oltre alla sperimentazione già avviata". Il ministero ha così preso atto dell'indicazione e deciso, con un provvedimento dirigenziale, che lo studio pubblico sul metodo Stamina non debba proseguire.

FONTE

martedì 3 settembre 2013

CRITERI "SINISTRI" Senatori a vita, gli "alti meriti" della Cattaneo: 440° posto tra gli scienziati italiani Secondo la graduatoria stilata dalla Via-Academy l'esperta di staminali è preceduta anche da altre 45 donne. Sono contati di più le sue preferenze politiche?

Gli "alti meriti" della Cattaneo: 
440esima tra gli scienziati italiani
Qual è il tuo stato d'animo?
3
Sugli alti meriti scientifici di Elena Cattaneo discuteranno, forse, coloro che assegnano il Premio Nobel, Per ora, l'esperta di cellule staminali si accontenterà della poltrona da neo senatrice assegnatale dal presidente della Repubblica, che le regalerà 232 mila euro all'anno. Considerando che la Cattaneo ha 51 anni, un bel gruzzolo. Ma la domanda è: quali sono gli altri "alti meriti" che hanno spinto Giorgio Napolitano a sceglierla per Palazzo Madama?

Indietro in classifica - Domanda lecita, visto che a giudicare dalle classifiche di "rendimento" degli scienziati italiani e il loro giudizio all'estero la neo senatrice non spicca granchè. Come riporta Fabrizio De Feo sul Giornale, la graduatoria Top Italian Scientists (Tis) della Via-Academy, legata all'Università di Manchester, la Cattaneo è appena al 66° posto. Senza gli ex aequo, è addirittura 440esima. Davanti a lei, tra l'altro, 45 donne. Certo, si dirà, anche l'altro neosenatore a vita Carlo Rubbia non spicca: è 42esimo. Ma almeno lui il Nobel l'ha già vinto. La classifica tiene in considerazione produttività, impatto delle proprie ricerche e pubblicazioni, citazioni.

I criteri "sinistri" - Forse, allora, a colpire il Colle saranno state le citazioni in altri ambiti. Per esempio, quando la Cattaneo si espose pubblicamente contro il divieto di utilizzo delle cellule staminali embrionali deciso dal governo Berlusconi: "Vietare l’uso degli embrioni congelati, così come prevede la legge 40, è sbagliato, anzi è anti-scientifico". Lottò anche per il referendum di abrogazione del 2005, poi fallito. Un impegno che, sussurrano i maligni, non era solo "etico" e "scientifico" ma pure "politico". La Cattaneo non ha mai negato le sue simpatie per il Pd ("Cosa voto? La scienza è un cavallo di battaglia della sinistra", diceva subito dopo la nomina) e nel 2009 votò anche alle primarie del Partito democratico. Criterio probabilmente non preso in considerazione dal Quirinale, ma che ora potrebbe far decisamente comodo in Senato.

lunedì 24 giugno 2013