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sabato 31 agosto 2013

I governi hanno chiesto a Facebook i dati degli utenti

In un comunicato Facebook dichiara che i governi di 74 paesi nei primi sei mesi del 2013 hanno chiesto i dati di 38mila utenti. Metà delle richieste sono venute dagli Stati Uniti. L’Italia ha chiesto al social network californiano i dati di 2.306 utenti. Nel caso dell’Italia Facebook ha fornito dati alle autorità nel 53 per cento dei casi.
Facebook ha pubblicato questi dati sulle richieste dei governi come già hanno fatto Google e Microsoft, spiega Associated Press.
Social network come Facebook e Twitter negli ultimi anni hanno assunto un ruolo fondamentale nell’organizzazione delle proteste, anche in paesi non democratici. Anche per questo i servizi di intelligence di tutto il mondo hanno cominciato a studiarli. Tutti conoscono il ruolo di queste piattaforme nelle primavere arabe e nella rivoluzione verde in Iran.



Twitter e Facebook sono stati usati anche nelle ultime proteste in Turchia, ma Facebook aveva negato che il governo avesse richiesto i dati degli utenti. Invece dall’ultimo comunicato emerge che le autorità turche hanno chiesto i dati di 173 account e Facebook ha rilasciato informazioni nel 43 per cento dei casi.



domenica 3 febbraio 2013

Google verserà al fisco francese 5 mln di euro. In Italia niente


Google nel 2011 ha venduto in Italia 500 milioni di euro di pubblicità; non ha versato un euro al fisco. Affari d'oro anche in Francia, dove a fronte di un fatturato di 1,4 miliardi di euro verserà 5 milioni di euro.

Di Fabio Ferri

Il gigante di Mountain View in dovrà versare al fisco francese 5 milioni di euro, su di un fatturato di 1,4 miliardi. L'accordo è stato firmato tra il numero uno di Google, Eric Schmidt, e il presidente della Repubblica, Francoise Hollande. Che ha commentato su Twitter dicendo: «È un orgoglio per Francia aver realizzato questo accordo, il primo accordo di questo tipo al mondo. La conclusione di un'intesa tra Google e un gruppo di giornali che è stato capace di unirsi per condurre questo negoziato, buono per la stampa francese, buono per i suoi contenuti e anche per il social network», e annunciando un «fondo da 60 milioni di euro per la transizione digitale».

Il braccio di ferro durava da qualche tempo: gli editori d'oltre Alpe sostenevano che i contenuti e il link da loro prodotti costituiscono la maggior parte del traffico sul motore di ricerca, determinando così anche la maggior parte dei ricavi in pubblicità. Il gigante di Mountain View sosteneva che attraverso i propri servizi, il proprio Page Rank (algoritmo che prende il nome da uno dei fondatori che stabilisce la gerarchia di visibilità di un risultato di una ricerca), portava ai siti degli editori traffico, con 4 miliardi di clic al mese.
Ma non si vive di soli clic, evidentemente. E cadute le ipotesi di leggi più dure nei confronti di Google, si è arrivato ad un compromesso.
Come con Al Capone si è puntato di battere l'avversario sul terreno fiscale. Questo vale sia per la Francia che per altri stati europei. Nel 2011 nella sola Francia, il motore di ricerca più utilizzato al mondo, ha realizzato appunto 1,4 miliardi di euro in ricavi pubblicitari. In Italia per 500 milioni di pubblicità venduta, non è stato versato neppure un euro al fisco.
Non solo sulle tasse però si combatte questa battaglia. L'Antitrust europeo avrebbe ricevuto alcune proposte da parte di Google per mettere fine al suo abuso di posizione dominante; su questo fronte però i tempi per arrivare ad una conclusione sono ancora lunghi. 


Fonte: http://it.ibtimes.com/articles/42306/20130202/google-paga-gli-editori-francesi.htm#ixzz2Jp5OJIfI

sabato 24 novembre 2012

I FURBI DELL'E-COMMERCE La rivolta contro Google: "Paghi le tasse in Italia"


Il colosso del web ha un giro d'affari da 500 milioni di euro, ma non paga né Ires, né Iva, né Irap. La sede della società è in Irlanda

La rivolta contro Google: "Paghi
le tasse in Italia"

L'Unione Europea muove la "crociata fiscale" ai grandi marchi dell'e-commerce, e anche l'Italia si arruola. L'ultima a entrare nel mirino dei paesi dell'Ue è Google, il colosso americano del web che ha chiuso il 2011 con 12,5 miliardi di ricavi e 8 milioni di tasse pagate nel vecchio continente. Si muove la Francia, che vuole imporre un nuovo regime di imposta sul meccanismo di ripartizione pubblicitaria del provider, si inquieta il governo inglese, comincia a svagliarsi anche il Parlamento italiano: Google nel Belpaese ha un giro d'affari da 500 milioni di euro, ma non paga né Ires, né Irap, né Iva, senza violare alcuna legge. Perché nell'Unione Europea un'azienda ha il diritto di stabilire la propria sede nel  paese col regime fiscale che preferisce, e Google ha posto le proprie basi in Irlanda dove paga solo il 12,5 per cento di tasse sui proventi fatturati dalle pubblicità. Per questo il governo francese del socialista Francois Hollande spinge per una risposta comunitaria alla questione.
Italia - "Alcune imprese si sottraggono al pagamento delle imposte - riporta una denuncia della Guardia di Finanza - in misura adeguata alla loro capacità contributiva", e su queste basi il deputato PdStefano Graziano ha mosso una interrogazione al ministro Grilli. Tra le aziende c'è Google, ma ci sono anche Amazon e Apple. I primi provvedimenti approvati sono quelli definiti anti-Ryanair: la compagnia aerea low cost sfruttava lo stesso meccanismo per assumere i dipendenti italiani con il regime contributivo irlandese, più vantaggioso. Nel decreto Sviluppo in discussione al Senato c'è la "redifinizione" di base aerea, norma che dovrebbe costringere Ryanair a pagare i dipendenti secondo le leggi italiane.
http://www.liberoquotidiano.it/news/economia/1128584/La-rivolta-contro-Google---Paghi-le-tasse-in-Italia-.html

giovedì 2 agosto 2012

"Azienda recupero credito assume uomini decisi meglio se ex galeotti"



Quando sulla home di Facebook mi è passata davanti l'immagine pubblicata sopra, pensavo che si trattasse di una bufala, anche solo per come è impostato il discorso: Un'azienda che si definisce "seria" mentre ricerca "uomini prestanti e di poche parole" meglio se ex galeotti, non può che essere uno scherzo. Ma con i tempi che corrono, non sono rimasto troppo sorpreso quando, effettuando una ricerca su Googleho appreso che l'annuncio è veritiero. Estando a quanto riportato da un giornalista del Secolo XIX, che ha telefonato fingendosi interessato per avere maggiori informazioni, l'azienda, con sede a Pesaro, sarebbe già operativa, sta ampliando il personale e dispone di staff per insegnare ai nuovi "ex galeotti" come si recuperano i crediti, andando a casa dei debitori per conto delle aziende che si rivolgono a loro. I metodi non fatichiamo ad immaginarli. La cosa disarmante, è che tutto questo è perfettamente legale, anche se dal testo dell'annuncio si capisce a chiare lettere che cercano personale con i requisiti ideali per intimidire le persone, se non peggio.

Oltre a dover affrontare i problemi economici, fare i salti mortali per sopravvivere, e sopportare le pesanti vessazioni di equitalia, qualche disgraziato colpito dalla crisi si vedrà suonare il campanello da qualche tipaccio, che gli chiederà di saldare i propri debiti con metodi facilmente immaginabili. 


Leggendo annunci come questo, non può che venirci alla mente le scene viste nei film americani anni '80, dove un energumeno si presenta dai debitori con metodi poco ortodossi, minacciando violenze nel caso che non provveda a saldare quanto dovuto.  Ci auguriamo che, nel caso qualche cittadino sia vittima di metodi poco consoni, non si faccia la minima remora a rivolgersi immediatamente alle forze dell'ordine: i creditori che vantano un credito hanno la facoltà di fare ingiunzione di pagamento, e non di mandare un ex galeotto culturista a casa delle persone. 

Se dovesse capitarvi situazioni di questo tipo non fatevi intimidire, in primis perché probabilmente "è tutta scena", cercano di mettere paura, inducendo la persona a rinunciare anche agli alimenti pur di pagare: anche perché se praticassero violenza ci sarebbero sicuramente molteplici denunce, il "giochino" gli durerebbero poco. Se ingaggiare una persona per estorcere denaro con le minacce è un reato, praticare violenza in tale contesto aggraverebbe la situazione, e dinnanzi alla prospettiva di guai con la giustizia, sopratutto un ex galeotto, che in quanto pregiudicato non ha nemmeno i benefici di pena previsti per gli incensurati, finirebbe per raccontare la verità agli inquirenti. Se vi capita una situazione di questo tipo, cercate di non farvi vedere intimoriti, chiedete a chiare lettere alla persona che cerca di intimirvi "se vi sta minacciando", e ditegli che vi rivolgerete alle forze dell'ordine, e magari che un vostro parente è Maresciallo, in modo che dica ai suoi mandanti che non c'è trippa per gatti.

Ci auguriamo che la magistratura, o le forze dell'ordine si interessino alla questione e magari indaghino sull'operato di queste persone, anche ascoltando le persone con la quale hanno avuto rapporti.


Se siete informati circa aziende che operano con metodi intimidatori, o conoscete qualcuno che ha avuto di questi problemi, non esitate a rivolgervi alle forze dell'ordine!

Staff nocensura.com

sabato 7 luglio 2012

277.000 PC si bloccheranno causa malware: controlla online se il tuo è infetto


L'allarme proviene dall'FBI, e non è una bufala. Lunedì 9 Luglio 277.000 utenti del web resteranno senza internet a causa dell'infezione di un malware chiamato "DNS charger". Ma è possibile verificare online se il PC è infetto, semplicemente visitando un sito creato appositamente.

Secondo un report dell'Associated press solo negli Usa i computer infetti sono 64.000 (su 277.000)

Su questo sito trovate l'elenco dei siti dove è possibile verificare se il proprio PC è infetto, in base alla nazionalità di provenienza. Gli utenti italiani devono visitare il sito http://www.dns-ok.it messo a disposizione dal Telecom Italia Security Operation Center. Per verificare se il proprio PC è infetto, basta semplicemente visitare il sito, che provvede a controllare se il vostro pc risolve correttamente i nomi a dominio nei corrispondenti indirizzi IP.


Questo il messaggio visualizzato da chi visita il sito web e non è infetto
dal malware: se invece il PC è infetto, si visualizza il messaggio che informa
dell'infezione dal malware "dns changer".


La notizia in Italia ha avuto poco risalto sugli organi di informazione, che avrebbero dovuto consigliare agli utenti di visitare il sito web sopra indicato: lunedì mattina il PC di alcune migliaia di italiani (non sappiamo quante delle 277.000 "infezioni" siano localizzate in Italia)potrebbero non collegarsi più al web, e agli ignari proprietari non resterà che rivolgersi ad un servizio di assistenza, pagando probabilmente una salata parcella, quando visitando il sito avrebbero potuto evitarlo!


In caso d'infezione sono disponibili sul web diversi programmi freeware che possono risolvere il problema: non ve ne indichiamo alcuno perché non ne abbiamo testato l'efficacia, tuttavia con una semplice ricerca su Google "dns charger removal" ne trovate diversi.



PS: su Facebook i soliti 4 dementi che si credono sapientoni gridano alla bufala: NON LO E', come potere verificare, ne ha parlato persino Repubblica che illustra molto bene la questione. Se avete dubbi sulla vericidità della questione, cercate su Google "lunedì dns charger" e troverete molti risultati come questi: webnews.itwebmasterpoint.orgpcself.comwallstreetitalia.com...

Staff nocensura.com

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mercoledì 28 marzo 2012

LA TELEFONATA CHE RUBA I SOLDI: "NON RISPONDETE, È UNA TRUFFA"


Sono moltissimi i cittadini di tutta la penisola che hanno ricevuto telefonate dal numero 0984 083101, in quanto pare che si tratti di un call center che effettua chiamate a ripetizione, probabilmente componendo numeri "a caso", cambiando qualche cifra a numeri realmente esistenti: I COSTI DELLA CHIAMATA SONO A CARICO DEL DESTINATARIO, tuttavia c'è chi riferisce di aver ricevuto solo pochi squilli, in modo che l'utente - incuriosito circa l'origine della telefonata - sia portato a richiamare. C'è persino chi ha ricevuto più di una chiamata,e sul web "impazza" il dibattito sulla proprietà dell'utenza in questione; basta effettuare una ricerca su Google del numero in questione per trovare moltissimi risultati... PASSAPAROLA!!!


Staff nocensura.com


Di seguito l'articolo di "Leggo":

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Avete mai ricevuto delle telefonate dal numero 0984 083101? In rete è diventato un vero e proprio caso, con moltissimi utenti che raccontano di aver ricevuto insistenti chiamate da parte di questo numero, in cui l'operatore propone offerte per aziende come Edison, Infostrada e Enel. Se mai questo vi dovesse accadere, non rispondete al telefono perchè si tratta di una truffa. Infatti i costi della chiamata sono a carico del destinatario, con i soldi che vengono scalati dalla sim del cliente durante la telefonata.
A segnalare il caso è il sito Ultime Notizie Flash, che elenca anche una serie di commenti postati dalle vittime di questa truffa, eccone alcuni: «Se non rispondi subito non demordono: ti chiamano decine di volte e poi, quando sfinito li stai a sentire, scopri che ti hanno pure scalato il credito dalla Sim» oppure «E’ da un mese che mi chiamano, premetto che il mio numero è privato quindi già questa è una violazione. Da un paio di giorni provo a chiamarli dal mio cellulare e a volte mi rispondono ma spacciandosi per una dirigente di un comune del sud o un’altra tizia o tizio fanno finta che sono stati loro a chiamare, quando li minaccio di denunciarli o chiedo spiegazioni riattaccano. Oggi vado da carabinieri per la denuncia. Ora basta!». Quindi nel caso in cui arrivino telefonata dal numero 0984 083101, la cosa migliore da fare, oltre a non rispondere, è appuntarsi l'orario della ricezione e sporgere denuncia ai carabinieri per molestie telefoniche e truffa.