POLITICI INGORDI
Visualizzazione post con etichetta consiglieri regionali. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta consiglieri regionali. Mostra tutti i post
mercoledì 3 aprile 2013
lunedì 24 settembre 2012
L’esercito della politica: mezzo milione di privilegiati che ci costano 2 miliardi
Sono numeri da brivido, quelli riportati sul libro Il Costo della Democrazia (Salvi e Villone) e citati su Libero, quelli che riguardano la Casta
Sul bilancio pubblico pesano, complessivamente, per 1,8 miliardi di euro. Attenzione: non guadagnano tutti le cifre incredibili di «er Batman», Franco Fiorito. Stiamo parlando della casta dei politici, un esercito di mezzo milione di persone che «campa» grazie a un incarico o una consulenza pubblica. Oppure a un «posto» da eletto nei municipi (le vecchie circoscrizioni), nei comuni, nelle comunità montane, nelle province, nelle regioni, alla Camera e al Senato, al Parlamento europeo. In tutto, tenetevi forte, 427mila persone. Tanto per fare un confronto con la cosiddetta economia reale: più di tutti gli occupati nel mondo bancario (330mila) e quasi dieci volte gli operai della Fiat. Il «gruppo» più folto è quello composto da quanti si beccano quattrini per incarichi di varia natura o fanno i consulenti: 278mila soggetti.
Ma sul peso economico delle varie categorie che si evidenziano i problemi
Il peso dei consiglieri regionali sui bilanci pubblici raggiunge quota 124 milioni di euro, mentre i sindaci – che sono molti di più – presentano un conto finale da 256 milioni. Di rilievo pure il bilancio finale degli stipendi (e accessori vari) pagati ai deputati e ai senatori (nonostante l`assenteismo): in totale 200 milioni di euro, a cui vanno sommati i 196 milioni di finanziamento ai partiti e i 92 ai gruppi di Camera e Senato. Una voce enorme è certamente quella degli incarichi e delle consulenze, che esistono a tutti i livelli della pubblica amministrazione: nei ministeri come nel più piccolo dei comuni d`Italia. A sommare tutti gli emolumenti si sfiora il miliardo di euro.
Assisteremo mai a una vera dieta di questo enorme spreco pubblico?
http://www.ilfazioso.com
Etichette:
bilanci pubblici,
camera,
casta,
consiglieri regionali,
democrazia,
er Batman,
Fiorito,
Libero,
parlamento europeo,
politica,
Salvi,
senato,
Villone,
www.ilfazioso.com
martedì 8 maggio 2012
Referendum, via 4 Province I sardi meglio di Monti: "Cancellate questi sprechi"
Il 97% dei sardi ha votato per l'abolizione delle nuove Province. Uno snellimento burocratico e di riduzione dei costi che i cittadini chiedono a gran voce
Dalla Sardegna arriva un segnale forte che esprime la voglia di cambiamento dei cittadini, all'insegna della lotta agli sprechi di denaro pubblico e alla gestione troppo allegra della cosa pubblica.
Il presidente del Consiglio Mario Monti
Quegli sprechi che sino ad ora il governo non è riuscito a toccare fino in fondo ma che i sardi, con i referendum, hanno dimostrato di voler rimuovere. Qualcuno attribuisce al voto dell'isola un significato anticasta con il taglio dei costi della politica. Senza se e senza ma. Un voto (525mila sardi sono andati alle urne) che esprime un no seccco agli sprechi e pretende un sistema amministrativo più efficiente e che costi meno. Ma vediamo l'esito del voto nei referendum abrogativi: abolite quattro Province su otto (Gallura, Olgiastra, Medio Campidano e Sulcis Iglesiente), cancellate le indennità dei consiglieri regionali. Per i referendum consultivi (di fatto privi di effetti pratici) ridotti i consiglieri regionali (da 80 a 50), elezione diretta del presidente della Regione, con primarie obbligatorie, assemblea costituente per riscrivere lo statuto regionale, abolizione dei cda di enti e aziende regionali (guarda tutti i risultati dei referendum).
Il risultato più eclatante è l'abolizione delle quattro Province, istituite una decina di anni fa e operative dal 2005. Il 97% dei votanti si è espresso per la loro cancellazione. Un voto bulgaro. Ma ora che succede? Entro 15 giorni la Corte di Appello ufficializzerà i risultati, poi toccherà al presidente della Regione abolire, con decreto, le quattro Province.
Restano aperti alcuni problemi sui passaggi di competenze, i dipendenti e gli appalti. Le Province storiche (Cagliari, Oristano, Nuoro e Sassari) rimangono: il quesito referendario, anche se hanno vinto i Sì per l'abrogazione (con il 67% dei voti), era solo consultivo. Per cancellarle servirebbe una norma costituzionale. Ed è competenza del parlamento...
I politici sardi come hanno reagito? Il presidente della provincia di Carbonia-Iglesias Salvatore Cherchi (Pd), si è dimesso dicendo di voler rispettare il voto". Quello del Medio Campidano,Fulvio Tocco (Pd), prende tempo. In Gallura prevale la rabbia, si parla di "colpo all’indipendenza del territorio" e gli amministratori per il momento non vogliono lasciare. Infuriato il senatore Pd Gian Piero Scanu (Pd): "Eliminare le nuove Province significa affossare l’economia e sfregiare l’autodeterminazione dei sardi che, come nel caso della Gallura, hanno lottato per 30 anni per costruire la Provincia". Protesta anche il deputato Settimo Nizzi (Pdl): "Dopo anni di lotte ci troviamo davanti a un risultato devastante. I cittadini alla politica chiedono risposte e non false rivoluzioni su false emergenze. Siamo nel caos giurisprudenziale. Perché le Province nuove devono essere cancellate, ma anche le vecchie...". La polemica non accenna a diminuire. Dalla Sardegna, intanto, un segnale forte e chiaro contro gli sprechi è arrivato. La politica non si muove? Ci pensiamo noi cittadini.
Etichette:
consiglieri regionali,
Gallura,
Governo Monti,
Italia Politica,
Medio Campidano,
monti,
Olgiastra,
presidente della Regione,
province,
Referendum,
Sacchelli,
sardegna,
Sulcis Iglesiente
lunedì 7 maggio 2012
Sardegna, referendum anticasta: vittoria schiacciante dei "Sì"
Si rafforza il successo dei Sì nei referendum anticasta promossi in Sardegna, quando lo spoglio è oltre il 90% delle sezioni scrutinate. Nei quattro quesiti abrogativi delle nuove Province, i consensi si attestano attorno al 97%, mentre in quello consultivo per l'abrogazione dei quattro enti storici ci si aggira sul 67%. Superiore al 97% anche il Sì per il taglio degli emolumenti dei consiglieri regionali e per l'abolizione dei Cda degli enti regionali. Sfiorano il 97% i favorevoli all'elezione diretta del presidente della Regione attraverso le primarie, sale invece al 98% la percentuale dei Sì per la riduzione da 80 a 50 del numero dei componenti del Consiglio regionale. Si fermano al 94,4%, infine, i consensi per la riscrittura dello Statuto sardo con l'Assemblea costituente.
Il presidente della Provincia di Olbia Tempio: “Ora è il caos” - "E' il caos più totale". Non usa mezzi termini il presidente della Provincia di Olbia Tempio, Fedele Sanciu, senatore del Pdl, nel commentare i risultati del referendum anticasta, con una schiacciante vittoria dei Sì - quando si è al 90% dello scrutinio - all'abolizione delle nuove Province, compresa la Gallura, dove però l'affluenza è stata tra le più basse (27%). "Da oggi siamo nella confusione più totale - afferma il presidente - perché significa che da domani la Gallura si vedrebbe governata dalla Provincia di Sassari senza neanche avere un esponente all'interno del suo Consiglio e della Giunta.
Sanciu: "Il non voto del 73% dei galluresi è indicazione ben precisa" - Questo nonostante il parere dei galluresi appaia chiaro: il non voto di circa il 73% della popolazione - osserva Sanciu - è un'indicazione ben precisa. La nostra entità territoriale, consolidata anche dal punto di vista amministrativo, deve restare intatta. La stessa riforma nazionale, nel disegno di legge presentato dal premier Monti, prevede l'esistenza della Provincia di Olbia-Tempio; la politica, in primis i nostri consiglieri regionali, non possono pertanto non tener conto dell'insieme di questi fattori e del diritto della nostra Provincia di vivere e rappresentare questo territorio".
Tanti i dubbi sul dopo-voto: "Da domani - si chiede il presidente - chi deve prendere delle decisioni in merito alle pratiche inerenti i lavori pubblici? Visto che le Province verranno sciolte per effetto del referendum abrogativo, dovrebbe spettare ai dirigenti di Sassari, ma nel frattempo quelli di Olbia-Tempio che faranno? Non è possibile pensare di vivere in questo caos, è necessario avviare un percorso transitorio che lo eviti".
07 maggio 2012
Etichette:
Assemblea costituente,
consiglieri regionali,
enti regionali,
Gallura,
Italia Politica,
Olbia Tempio,
PdL,
presidente della Regione,
primarie,
Referendum,
Sanciu,
sardegna,
Sassari,
Sì,
Statuto sardo
Iscriviti a:
Post (Atom)