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giovedì 20 marzo 2014

STRAMBO PAESE


STRAMBO PAESE

Matteo Renzi va in Germania a dirgliene quattro alla Angela Merkel, la dama di ferro del 4 reich …
A parte il cappotto non proprio abbottonato correttamente (dettagli alla Fantozzi!)
Il nostro, con la solita spavalderia toscana si insedia da padrone e assicura che non si splafonerà il famoso e sventurato (per gli italiani, naturalmente) 3%, non perché lo imponga l’Europa, ma in quanto desiderio di tutto il Paese è quello di ottemperare ai propri doveri (e lo fa con entusiasmo!).
Povero Renzi, il viaggio deve avergli spappolato il cervello … O forse fa suo il detto (mi pare di Mao): “Se non puoi combatterli, unisciti a loro!” …

La Corte Costituzionale ha ribadito la condanna per Silvio Berlusconi e l’interdizione dai pubblici uffici per due anni (mi pare). Cionondimeno il Cavaliere non intende rinunciare alla propria candidatura in tutte le circoscrizioni italiane per le elezioni del Parlamento Europeo. Evidentemente la legge gli impedisce di ESSERE parlamentare, non di candidarsi. E sapendo l’enorme affetto che ancora riscuote tra gli elettori, non è difficile immaginarsi il successo che potrà ottenere … Insomma, Berlusconi dovrà rinunciare a sedersi a Strasburgo, ma i suoi voti … no!

Gli omosessuali non si limitano più a difendere i propri diritti, ma cominciano a brigare per convincere tutti che gli anormali sono gli eterosessuali … Vogliono fare adepti? Ma la natura è natura e la contro natura … pure. Dubito che si possano proporre come maggioranza dell’umanità e, malgrado loro si impegnino, alla lunga dimostreranno di essere perdenti in una Società per fortuna conservatrice delle proprie tradizioni …

Gli immigrati scappano dall’Italia … Ma come: sono privilegiati, coccolati, messi al di sopra dei nativi eppure … Proprio INGRATI !!! No! E’ che non vogliono avere nulla a che fare con la miseria che attanaglia l’Italia, né con i politici … Preferiscono di gran lunga i loro paesi. Quindi dovremo rinunciare alla grande risorsa di cui spesso si parla. Grazie, immigrati!

martedì 18 marzo 2014

Lo scolaretto fortunato

L'alunno Renzi è stato interrogato dalla maestra Merkel alla vigilia della campagna elettorale e del semestre italiano alla guida dell'Europa


L'alunno Matteo Renzi è uno scolaro fortunato. È stato interrogato dalla maestra Merkel alla vigilia della campagna elettorale e poi del semestre italiano alla guida dell'Europa. Queste sono le prime elezioni dopo le mazzate europee e la conseguente diffusione di una forte e variegata protesta antieuropea e antieuro. I governi temono i populismi e devono disinnescarli alleviando l'arcigno rigore e le misure sacrificali se non vogliono essere spazzati via o duramente mutilati. Per l'Italia, oltre la paura che crescano le quattro opposizioni all'austerity - berlusconiani, grillini, leghisti e destri, più frange dell'estrema sinistra - c'è pure la prospettiva della nostra leadership europea. Che si fa, cacciate o mettete dietro la lavagna, come dice lo scolaro Matteo, il Paese che dovrà guidare l'Europa fino alla fine dell'anno? No, che non si può. E questo agevola i compiti a casa di Renzi col permesso dei prof.
Matteo deve ringraziare la fortuna ma anche la forte pressione dei populisti se porterà a casa il nullaosta per il suo bonus popolare ed elettorale. In questo caso l'interesse degli italiani coincide con quello del suo premier; dopo tante angherie arriva un calice di speranza. Renzi giobba il suo partito, formato da vigilantes degli eurocrati, e poggia sulla forza populista delle opposizioni, salvo scusarsi con la Merkel se per contenerli è costretto a sospendere il rigore. Il perverso ménage della politica nostrana, fondata sull'adulterio triplo e carpiato. Italian cumparielli, in breve Italicum.
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domenica 23 febbraio 2014

L'Europa ci ha già commissariati

Renzi sperava di "cambiare verso". Ma, dopo aver obbedito ai desiderata di Napolitano per via XX Settembre, sa che la strada è tutta in salita. Bruxelles e, soprattutto, la Merkel vorranno avere l'ultima parola sulle decisioni di politica economica e fiscale di Roma

Roma - Pier Carlo Padoan «sa cosa deve essere fatto». Olli Rehn, il mefistofelico commissario Ue agli Affari economici, è finlandese ma quelle parole lo accomunano a un capobastone che impartisca ordini al suo «picciotto».

Se il neopremier Matteo Renzi sperava di «cambiare verso», da ieri - dopo aver obbedito ai desiderata di Napolitano per via XX Settembre - sa che la strada è tutta in salita.

Bruxelles e, soprattutto, Angela Merkel vorranno avere l'ultima parola sulle decisioni di politica economica e fiscale di Roma. Insomma, più che la freddezza di Enrico Letta nel passaggio di consegne a rovinare la festa sono state le dichiarazioni dell'ex calciatore finnico oggi candidato presidente della Commissione.
È presto per affermare con certezza che le speranze del premier saranno deluse. Ma sicuramente vale la pena ricordare un paio di circostanze che giocano a sfavore. Durante la gestazione del nuovo governo, Bruxelles ha cercato di ingerire sulle questioni italiane. Renzi, infatti, intende chiedere un po' di flessibilità sul rispetto del parametro del 3% per il deficit/Pil in modo da rilanciare un po' la spesa per investimenti. Il favore sarà ricambiato con una prosecuzione della linea delle riforme strutturali (in materia di welfare e di contenimento della spesa corrente), ma Rehn ha subito tuonato: «Confido che l'italia continuerà a rispettare i trattati».
A questo si aggiunga la battaglia persa con il capo dello Stato sul ministero dell'Economia: Renzi avrebbe voluto un politico (anche Delrio) o un tecnico «estroso». Gli è toccato Pier Carlo Padoan, con un passato al Fondo Monetario Internazionale e all'Ocse, cioè un sacerdote della linea rigorista. In questi giorni gli analisti ne ricordano l'intervista concessa al Wall Street Journal lo scorso aprile nella quale affermò: «The pain is producing results», cioè «Il dolore sta producendo risultati» dove «dolore» sta per consolidamento fiscale, cioè quella spremuta di tasse alla quale Monti e Saccomanni hanno abituato gli italiani. Quel Saccomanni che ieri ha pubblicato il suo testamento spirituale da ministro per ribadire che il rispetto della soglia del 3% «garantisce credibilità».
Se queste sono le premesse, il sillogismo non può che essere scontato. Economisti come Padoan potrebbero accettare persino quella patrimoniale richiesta a gran voce dalla Bundesbank e da Angela Merkel se Berlino decidesse che l'Italia ha troppo debito pubblico e molta ricchezza privata. D'altronde, Olli Rehn è la stessa persona che due anni fa si rivolse alla Spagna, che chiedeva più tempo per il programma di rientro del deficit, con il medesimo atteggiamento da maestrino che ieri ha riservato a Padoan. «Non puoi avere la torta e mangiartela!», fece sapere.
Padoan, con l'esperienza, ha compreso che di austerity si può morire. Non è più quel tecnico cui il premio Nobel, Paul Krugman, si rivolse con alterigia per aver osato suggerire agli Usa di alzare i tassi durante la recessione. Proprio l'azzeramento del costo del denaro, infatti, ha contribuito a risollevare l'America. Gli italiani, tuttavia, non possono ostentare la stessa serenità che Renzi suggerì a Letta prima di defenestrarlo con quell'hashtag diventato un cult (#enricostaisereno).

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mercoledì 15 gennaio 2014

Ci sono un Italiano, un francese e un tedesco che ...

Ci sono un Italiano, un francese e un tedesco che ...
Quando l'Europa non era in crisi,prima dell'avvento dell'Euro,giravano le famose barzellette che avevano come protagonisti tre persone di nazionalità Francese,Italiano e Tedesco messi in ordine alfabetico da me per evitare accuse di nazionalismo.
Ora le persone sono sempre tre sempre di nazionalità Francese,Italiano e Tedesca ma questa volta c'è poco da ridere perché si tratta di come le cose cambiano da un paese all'altro.
In Italia un presidente del consiglio Silvio Berlusconi fu accusato di aver rapporto con la mafia tramite Vittorio Mangano famoso come lo stalliere di Arcore per via della mansione svolta nella Villa di Berlusconi e di avere rapporti con donnine al di fuori del matrimonio.
Questi comportamenti venivano usate come atti d'accusa perché per tale modo di vivere dell'allora presidente del consiglio si rendeva ricattabile e fonte di derisione da parte dell'Europa e del mondo intero.
Un francese,il presidente della repubblica Francese,invece tratteneva rapporti da amante con un'attrice francese mentre lo stato paga 20 mila euro al mese e un ufficio alla compagna attuale all'Eliseo senza sapere,forse neanche lei lo sa,per chissà quali servizi resi alla Francia.Non solo si scopre che la casa dove si intratteneva con l'amante attrice è è intestata a Michel Ferracci, la cui ex moglie, l’attrice Emmanuelle Hauck, che prestava questo appartamento, era diventata la compagna di François Masini, ucciso il 31 maggio 2013 in Corsica e allo stesso tempo sospettato di essere legato alla gang della Brise de Mer”.
Come risposta il presidente francese Hollande organizza un incontro con la stampa e si giustifica dicendo che della vita privata sua risponde solo lui anche se con la carica che riveste potrebbe essere anche lui ricattabile e non fare una bella figura secondo me.
Ora mi direte è il tedesco?La tedesca per meglio dire Angel tutto bene fin quando in Europa è circondata da Stati a cui il potere viene dato in mano a burattini lasciandogli i fili in mano.Perché tira più... la frase come continua la sapete anche voi...



mercoledì 9 gennaio 2013

Dopo cannoni e Jet F35 ora compriamo i sommergibili tedeschi

mario-monti-suppostaMARIO-MONTI-SUPPOSTA
DOPO AVER ACQUISTATO I NUOVI CANNONI SEMOVENTI ED I JET F35 L'AMMIRAGLIO MONTI COMPRA DUE SOMMERGIBILI DA 2 MILIARDI DI EURO DI FABBRICAZIONE TEDESCA. LA MERKEL RINGRAZIA...
Daniele Martini per "Il Fatto Quotidiano"

Pensioni, ospedali e scuole sì. Cacciabombardieri, sommergibili e siluri no. Chissà perché in Italia da un po' di tempo a questa parte si può tagliare di tutto, senza esitare a mettere per strada centinaia di migliaia di esodati, per esempio, o fino al punto da indurre i direttori amministrativi degli ospedali a "suggerire" ai medici di prescrivere ai malati le cure meno care e non le più efficaci. Ma quando si arriva di fronte alle armi i governi come d'incanto smettono la faccia feroce e diventano accondiscendenti e rispettosi come indù al cospetto di vacche sacre e i quattrini gira e rigira riescono sempre a trovarli.
SOMMERGIBILE U-212 TODAROSOMMERGIBILE U-212 TODARO
L'ultimo caso lo ha sollevato quasi per caso lunedì sera, durante Piazzapulita su La7, l'ex ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, il quale ha ricordato che tra le spese militari pesanti dell'Italia in questo momento non ci sono solo i 900 milioni di euro per rifinanziare le missioni all'estero, a cominciare da quella in Afghanistan, o i discussi e sofisticatissimi F-35, i cacciabombardieri più costosi di tutta la storia dell'aeronautica militare. Ci sono anche due sommergibili di "ultima generazione" della classe U 212, detta anche classe Todaro.
MARIO MONTI CON IL SUO PETTINEMARIO MONTI CON IL SUO PETTINE
Due battelli, come dicono in gergo, che costano quasi 1 miliardo di euro, che sommato all'altro miliardo già speso per altre 2 unità già entrate in esercizio e con base a Taranto, fanno 2 miliardi. Tanto per avere un ordine di grandezza, è una somma pari a circa la metà di quanto gli italiani hanno dovuto pagare di Imu sulla prima e in moltissimi casi unica casa di proprietà. E una tranche da 168 milioni è stata inserita nella legge di stabilità, varata sotto Natale.
Il programma degli U 212 va avanti da quasi vent'anni e quindi tutti i governi della Seconda Repubblica, di centrodestra, centrosinistra e tecnici, ci hanno messo lo zampino, compreso quelli in cui Tremonti era ministro e non escluso l'esecutivo di Mario Monti con l'ammiraglio Giampaolo Di Paola alla Difesa, che non hanno mosso ciglio di fronte alla conferma delle ingenti spese. Il primo sommergibile battezzato Salvatore Todaro fu consegnato alla Marina militare il 29 marzo 2006, il secondo un anno dopo, mentre nel 2009 è stato dato il via alla fase 2 del piano, cioè la costruzione di altri 2 sommergibili, frutto di una collaborazione italo-tedesca.

Di PaolaDI PAOLA
Gli italiani partecipano con gli stabilimenti Fincantieri di Muggiano alla periferia di La Spezia e i tedeschi con il consorzio Arge in cui spiccano i produttori di acciaio Thyssen Krupp, tristemente famosi per il rogo nella fabbrica di Torino in cui morirono sette operai e per il quale è stato condannato l'amministratore dello stabilimento. Il 9 dicembre 2009 nei cantieri spezzini, alla presenza di "autorità, civili, militari e religiose" è stata celebrata la cerimonia del "taglio della prima lamiera" del battello che porterà la matricola S 528.
Giulio TremontiGIULIO TREMONTI
Secondo informazioni della Difesa, fino a 6 mesi fa era stato costruito meno della metà di quel primo sommergibile (il 43 per cento, per l'esattezza), mentre non era stata avviata l'impostazione e tagliata mezza lamiera del secondo il cui termine ultimo di consegna, compreso un anno di prove in mare, è fissato addirittura per il 2017. Al ministero della Difesa sostengono che qualsiasi cambio di indirizzo in corsa sarebbe intempestivo e inopportuno perché i contratti sono siglati.
Volendo, però, e ammesso che da qualche parte qualcuno abbia la volontà politica di farlo, si potrebbe anche fermare in extremis la costruzione dell'ultimo sottomarino della serie, con un risparmio di circa mezzo miliardo di euro, in considerazione del fatto che da quando fu decisa la sua realizzazione a oggi di cose ne sono cambiate parecchie, e non in meglio per quanto riguarda le condizioni dei conti pubblici e degli italiani in generale a cui continuano ad essere richiesti sacrifici feroci.
TREMONTI MONTITREMONTI MONTI
In altri paesi dimostrano atteggiamenti molto più "laici" nei confronti delle spese militari, non esitando a metterle in discussione, a ridurle o a tagliarle del tutto quando lo considerano opportuno e di fronte ad altre esigenze ritenute più importanti. Caso emblematico di questo approccio pragmatico è quello del governo conservatore canadese che ha deciso di porre un freno al programma dei cacciabombardieri F-35 considerando fosse necessaria una fase di ripensamento visti i costi crescenti e molto elevati dell'operazione e constatati i difetti dell'aereo emersi in fase di realizzazione e di prova.
2 - ARMAMENTI E TAGLI MANCATI, IL GOVERNO HA INDOSSATO L'ELMETTO
Thomas Mackinson per il "Fatto quotidiano"
monti merkelMONTI MERKEL
C'è un settore della spesa pubblica che va a gonfie vele e purtroppo non è la scuola, non è la sanità. In contro-tendenza con tutti gli altri comparti, quello della Difesa nel 2012 ha subito meno tagli e ha ricevuto più fondi, forte di un doppio trattamento di favore che è proseguito fino all'ultimo, con una serie di colpi di coda che fanno discutere. L'ultimo si è consumato il 28 dicembre scorso con la proroga - quasi in sordina e a governo ormai dimissionato - delle missioni internazionali.
ANGELA MERKEL E MARIO MONTIANGELA MERKEL E MARIO MONTI
Un provvedimento di solito accompagnato da forti tensioni e polemiche ma passato stavolta sotto silenzio, nonostante si portasse in pancia un vero e proprio giallo sui numeri. A prima vista il decreto sembra infatti ridurre la spesa rispetto al passato. Il budget messo sul tavolo dal governo è stato infatti pari a 935 milioni, inferiore di mezzo miliardo rispetto a quello del 2012. Il testo pubblicato in Gazzetta, però, indica che la copertura finanziaria alle operazioni militari è relativa soltanto ai primi nove mesi dell'anno, cioè fino al 30 settembre 2013.
Insomma, alla fine dei conti il risparmio potrebbe essere solo sulla carta, un taglio col trucco. Un epilogo molto simile a quello dei tagli generali alla spesa strutturata del comparto difesa, anch'essi oggetto di fortissime polemiche, sia in Parlamento che fuori. Quelli di Tremonti prima e la spending review poi, si sa, sono stati "congelati" temporaneamente in vista della riforma dell'intero comparto. Quella che il generale Di Paola ha scritto per un anno e la Camera ha votato (distrattamente) il 12 dicembre, mentre fuori da Montecitorio le associazioni per il disarmo e i radicali protestavano inascoltati.
MERKEL MONTIMERKEL MONTI
Contestavano al governo metodo e merito: gli eventuali risparmi che si otterranno da questa operazione, sbandierata come una rivoluzione epocale, non torneranno affatto alle casse dello Stato, non contribuiranno per nulla al risanamento del debito pubblico o a garantire più servizi ai cittadini. Quelle risorse, a differenza dei tagli degli altri settori, resteranno a disposizione della Difesa e saranno impiegate per finanziare l'acquisto di nuovi sistemi d'arma, compresi i contestatissimi F35 che costeranno 15 miliardi di euro.
La loro riduzione, urlata a gran voce e da più parti, si è fermata a 41 esemplari. Di novanta, a quanto pare, non si poteva proprio fare a meno. Dunque anche a questo servirà la riduzione di 43mila unità, il 25% del personale civile e militare attualmente impiegato nella difesa. Idem per i frutti, molto incerti, del fantomatico piano di vendita del 30% delle caserme che dovrebbe andare a compimento in cinque anni. Quello che si profila, stanti questi fondamentali, è un'escalation di investimenti nell'industria bellica nei prossimi 10-15 anni. Sulla cui assoluta necessità per il nostro Paese si dibatte da tempo.
thyssen kruppTHYSSEN KRUPP
Qualcuno, e non è la prima volta, sta mettendo in dubbio anche le reali "performance" delle nostre industrie. Le associazioni pacifiste, ad esempio, hanno confrontato i dati sull'export dichiarati nella relazione al Parlamento e quelli contenuti nel Rapporto annuale dell'Unione Europea. E hanno scoperto una curiosa incoerenza tra i numeri: nel 2011 l'Italia avrebbe esportato armi e sistemi di difesa per 2,6 miliardi, per la Ue "appena" uno.
CACCIA F35CACCIA F35
Delle due l'una, o i dati sono ampiamente inattendibili o i ritorni degli investimenti militari non sono poi così certi, come ostentato da un governo che ha continuato a indossare l'elmetto. Materia di riflessione per la nuova legislatura. E infine ecco un altro colpo di coda, stavolta assestato dalla casta con le stellette: l'ausiliaria per generali e ammiragli in congedo, una sorta di indennità di chiamata, nel 2013 salirà del 21%, con un costo aggiuntivo per i contribuenti civili di 74 milioni di euro.


Fonte: http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/1-allarmi-allarmi-lammiraglio-sudario-monti-taglia-affitti-pensioni-ospedali-e-scuole-ma-compra-49082.htm

sabato 19 maggio 2012

La Grecia si prepara a stampare i Dracma in previsione del crack


Mentre il commissario europeo al Commercio Karel De Gucht fa sapere che la Commissione europea e la Bce stanno lavorando su uno scenario d'emergenza nel caso in cui la Grecia esca dall'euro, ipotesi però immediatamente smentita da Bruxelles, De La Rue, la società britannica che stampa banconote per oltre 150 Paesi al mondo, ha messo al lavoro i propri dipendenti su piani eventuali per stampare di nuovo la dracma e non farsi trovare impreparata nel caso si verifichi lo scenario peggiore.

Al momento sono solo speculazioni e che ricalcano quelle di fine d'anno quando dalla Svizzera rimbalzò l'indiscrezione che il governo tedesco aveva dato mandato a una stamperia elevetica di predisporre un piano per ristampare il deusche mark. Nel caso di De La Rue, si tratta di un'azione predisposta dalla stessa aziendache a novembre, nel bel mezzo della negoziazione del governo ellenico con i bondholder per rinegoziare il taglio del valore nominale  e abbattere il debito greco detenuto da investitori privati, aveva sottolineato che la crisi dell'Eurozona avrebbe potuto alimentare la crescita del gruppo. Come dire, business is business e ciò che per molti rappresenta un fonte di preoccupazione, per gli imprenditori del conio, al contrario, è un'occasione di guadagno.
economist grecia
Nella foto la copertina dell'Economist sulla crisi ellenica(la Grecia brucia l'euro) in edicola domani 

Intanto, mentre la Banca Centrale Europea ha reagito con un secco no comment alle dichiarazioni del commissario Ue al Commercio, Karel de Gucht ("non ci cimentiamo in nessuna speculazione su piani di emergenza o scenari possibili e pertanto non commentiamo la dichiarazione del commissario De Gucht", si legge in una nota dell'Eurotower), in Spagna, di fronte alla grave crisi delle banche iberiche, il governo Rajoy ha fatto sapere che nominerà revisori contabili indipendenti per esaminare la situazione creditizia.

In più Madrid avrebbe dato mandato a Goldman Sachs di fare una valutazione su Bankia, la quarta banca del Paese nazionalizzata la settimana scorsa a causa di una profonda esposizione per 30 miliardi di euro con il settore immobiliare in crisi. Sempre a Madrid, il livello dei crediti inesigibili a marzo ha raggiunto unnuovo record di 18 anni, toccando quota 147,968 miliardi di euro, pari all'8,37% del totale dei prestiti erogati dalle banche spagnole.

MERKEL E REFERENDUM DEI GRECI SULL'EURO. E' GIALLO - Il cancelliere tedesco Angela Merkel, durante una conversazione telefonica con il presidente greco Carolos Papoulias, avrebbe suggerito di accompagnare le prossime elezioni politiche in Grecia a un referendum per chiedere ai cittadini se desiderino o meno restare nell'eurozona. Ma subito dopo arriva la smentita. Il cancelliere Merkel non ha mai suggerito di accompagnare le prossime elezioni politiche a un referendum sulla permanenza di Atene nell'euro. Lo afferma un portavoce del governo di Berlino, che smentisce quindi quanto comunicato dal portavoce dell'esecutivo greco, Dimitris Tsiodrasel.

Il portavoce del governo ad interim guidato da Panagiotis Pikrammenos ha sottolineato come una tale decisione "vada oltre la competenza dell'esecutivo attuale" che ha il solo compito di condurre il paese alla prossima chiamata alle urne prevista per il 17 giugno. Un referendum sull'euro era stato gia' proposto lo scorso ottobre dal premier ellenico di allora, il socialista George Papandreou. Il cancelliere tedesco all'epoca aveva pero' accolto l'idea con un secco no
fonte: Affari Italiani