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mercoledì 12 ottobre 2016

Nessuno promette tanto come quello che non manterrà.


Manovra da 24 mila miliardi in arrivo,dicono che mancano 8,4 miliardi di cui 2 recuperati da tagli alle spese,curioso di sapere dove li prenda sperò no dalla sanità,dalla scuola o dalla sicurezza!!!

Tutto questo per evitare l'innalzamento dell'IVA che comporterebbe un aumento generale del costo della vita.

Mancano all'appello allora 6,4 miliardi di lire dove li troveranno,sarà ma a sentire questa frase mi è venuto naturale toccarmi il portafogli per vedere se era ancora li …

Nel frattempo il governo mette in preventivo altri 3,5 miliardi per fronteggiare il flusso dei migranti ed altri 3 per il sisma. Ma non solo per la ricostruzione delle case e delle infrastrutture distrutte o danneggiate.

Dunque non sarebbe meglio investire tutti i 6,5 miliardi per il sisma oppure cercare solo i 3 miliardi di euro che andrebbero ad aiutare i terremotati?

Facendo cosi mancherebbero solo 3,5 miliardi che si troverebbero subito con una tassa donata volontariamente e no dai vari consiglieri regionali,senatori e deputati compreso quelli che non lo sono più ma prendono una pensione che va dalla pensione d'oro e di platino?

Forse è troppo semplice come risoluzione e non ci arrivano o forse quei 3,5 miliardi servono alle cooperative ed associazioni amici degli amici?

Nel frattempo Renzi gira per il referendum costituzionale promettendo 14esime per i pensionati alla minima ed altri benefici che non si sa come onorerà ma come si sa da buon marinaio promette tanto alla fine se non accadrà quello che promette c'è sempre un gufo a cui dare la colpa

L'ANZIANO GINO V

lunedì 3 giugno 2013

DATI UNIMPRESA Tasse, in tre anni sugli italiani stangata da 15 miliardi di euro Accise sui carburanti, bolli e assicurazioni. Mentre tutti parlano di tagli fiscali, fino al 2015 scontiamo passate finanziare e decreti come il montiano SalvaItalia

Ecco le tasse nascoste: 
in tre anni sugli italiani
stangata da 15 miliardi
Qual è il tuo stato d'animo?
0
Letta e persino Monti. Tutti a dire che bisogna ridurre le tasse sul lavoro. Poi c'è l'Imu, per ora solo sospesa fino a settembre. E l'Iva, che si vorrebbe non far scattare al 22%. Quisquiglie. Bazzecole. Perchè tanto, quella che attende gli italiani nei prossimi tre anni è una stangata da 15 miliardi di euro. Lo dice un'analisi del Centro studi Unimpresa su dati della Banca d'Italia e del ministero dell'Economia e delle Finanze.
Da Unimpresa spiegano che ai 4,5 miliardi di maggiori entrate tributarie previste per quest'anno si aggiungono i 5,4 miliardi del 2014 e i 4,9 miliardi dell'anno successivo. La voce maggiore di questo gettito aggiuntivo è rappresentata dall'imposta di bollo sulle transazioni finanziarie, in totale 3,4 miliardi nel triennio, e dalleaccise sui carburanti, che frutteranno 3,3 miliardi in più. Vale 1,3 miliardi, poi, l'inasprimento sulle assicurazioni (acconti su riserve tecniche). La riduzioni delle agevolazioni fiscali per le auto aziendaligarantirà invece un gettito aggiuntivo di 1,4 miliardi. Ulteriori 1,4 miliardi sono assicurati dal mancato differimento di alcune imposte sostitutive. I restanti 3,8 miliardi sono derivanti da altri interventi su diversi balzelli e tributi. In totale, dunque, entro il 2015 le famiglie e le imprese devono fare i conti con un giro di vite sulle tasse da 14,957 miliardi di euro.
Il mertito di tutto ciò si deve alle manovre finanziarie 2010 e 2011 (governo Berlusconi) e a interventi successivi attuati dai tecnici di Monti (come il decreto Salva Italia). Norme varate durante l'emergenza finanziaria per contenere gli effetti della recessione. Unimpresa lancia un appello al Governo: "Basta agire sulla pressione fiscale, che va assolutamente abbassata a non può essere ulteriormente aumentata. La nostra analisi non tiene conto dell'imminente inasprimento dell'Iva che tra 30 giorni, salvo miracoli, salirà dal 21% al 22%. Noi diciamo basta. Alle imprese e alle famiglie serve un segnale forte e questo segnale deve arrivare proprio dall'approvazione di un piano serio per la riduzione del carico tributario. Se ne parla tanto, ma per ora mancano i fatti" dice il presidente Paolo Longobardi.