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lunedì 3 giugno 2013

DATI UNIMPRESA Tasse, in tre anni sugli italiani stangata da 15 miliardi di euro Accise sui carburanti, bolli e assicurazioni. Mentre tutti parlano di tagli fiscali, fino al 2015 scontiamo passate finanziare e decreti come il montiano SalvaItalia

Ecco le tasse nascoste: 
in tre anni sugli italiani
stangata da 15 miliardi
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Letta e persino Monti. Tutti a dire che bisogna ridurre le tasse sul lavoro. Poi c'è l'Imu, per ora solo sospesa fino a settembre. E l'Iva, che si vorrebbe non far scattare al 22%. Quisquiglie. Bazzecole. Perchè tanto, quella che attende gli italiani nei prossimi tre anni è una stangata da 15 miliardi di euro. Lo dice un'analisi del Centro studi Unimpresa su dati della Banca d'Italia e del ministero dell'Economia e delle Finanze.
Da Unimpresa spiegano che ai 4,5 miliardi di maggiori entrate tributarie previste per quest'anno si aggiungono i 5,4 miliardi del 2014 e i 4,9 miliardi dell'anno successivo. La voce maggiore di questo gettito aggiuntivo è rappresentata dall'imposta di bollo sulle transazioni finanziarie, in totale 3,4 miliardi nel triennio, e dalleaccise sui carburanti, che frutteranno 3,3 miliardi in più. Vale 1,3 miliardi, poi, l'inasprimento sulle assicurazioni (acconti su riserve tecniche). La riduzioni delle agevolazioni fiscali per le auto aziendaligarantirà invece un gettito aggiuntivo di 1,4 miliardi. Ulteriori 1,4 miliardi sono assicurati dal mancato differimento di alcune imposte sostitutive. I restanti 3,8 miliardi sono derivanti da altri interventi su diversi balzelli e tributi. In totale, dunque, entro il 2015 le famiglie e le imprese devono fare i conti con un giro di vite sulle tasse da 14,957 miliardi di euro.
Il mertito di tutto ciò si deve alle manovre finanziarie 2010 e 2011 (governo Berlusconi) e a interventi successivi attuati dai tecnici di Monti (come il decreto Salva Italia). Norme varate durante l'emergenza finanziaria per contenere gli effetti della recessione. Unimpresa lancia un appello al Governo: "Basta agire sulla pressione fiscale, che va assolutamente abbassata a non può essere ulteriormente aumentata. La nostra analisi non tiene conto dell'imminente inasprimento dell'Iva che tra 30 giorni, salvo miracoli, salirà dal 21% al 22%. Noi diciamo basta. Alle imprese e alle famiglie serve un segnale forte e questo segnale deve arrivare proprio dall'approvazione di un piano serio per la riduzione del carico tributario. Se ne parla tanto, ma per ora mancano i fatti" dice il presidente Paolo Longobardi.

lunedì 8 aprile 2013

Abolito di fatto il limite del “quinto” pignorabile: pensioni integralmente aggredibili


Il pignoramento presso terzi della pensione può essere effettuato ormai integralmente, con estrema facilità, e non più nei limiti di un quinto, per come previsto invece dalla legge.

Dopo l’approvazione del decreto legge “Salva Italia” [1], i pensionati che subiscono un pignoramento della pensione (cosiddetto pignoramento presso terzi) rischiano di perderetutta la rata mensile e non più solo un quinto come invece previsto dal codice di procedura civile [2]. Lo stesso pericolo riguarda i lavoratori dipendenti con il salario mensile.
Si tratta di un modo ormai di fatto legalizzato per superare il limite del “quinto pignorabile” imposto invece dal codice di procedura civile [3] e che, ad oggi, nonostante l’allarme da noi lanciato all’alba della nuova normativa (leggi l’articolo: “Pignoramento della pensione di anzianità sul conto corrente obbligatorio: storture del nuovo sistema”), non ha trovato ancora un correttivo nella legge.