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domenica 13 aprile 2014

Vado Ligure, botte e umiliazioni a disabili in una casa di cura Dodici arresti tra gli operatori della struttura, dove i pazienti erano oggetto di costanti sevizie e percosse



Disabili ricoverati in una struttura psichiatrica, costretti a subire abusi e maltrattamenti. Accadeva a Vado Ligure, nel Savonese, dove 12 operatori socio-sanitari della struttura "Centro Vada Sabatia" sono state arrestati dalla Guardia di Finanza con l'accusa di maltrattamenti ai danni dei pazienti che avevano in cura.
Dei sedici impiegati presso la struttura, solo quattro sono risultati completamente estranei ai fatti, mentre nove sono stati reclusi in carcere e tre confinati agli arresti domiciliari. Secondo la ricostruzione dei finanzieri del comando provinciale savonese, persone affette da problemi neurologici e psichiatrici venivano regolarmente picchiate e umiliate all'interno della struttura in cui erano ricoverate.
La vicenda è venuta alla luce grazie alle segnalazioni dei parenti delle persone ricoverate, che hanno riferito ai militari le confidenze raccolte presso i familiari ospitati presso la struttuera psichiatrica. Dopo oltre cinquanta giorni di indagini, in cui sono state effettuate diverse ore di riprese grazie a telecamere nascoste all'interno della casa di cura, sono scattate le dodici misure di custodia cautelare.
Gli assessori alla salute e al welfare della regione Liguria hanno annunciato la "sospensione dell'accreditamento" per la casa di cura finita nella bufera.

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"Quanto accadeva in quella struttura era una cosa inaccettabile. Nessuno deve permettersi di mettere a rischio la salute delle persone e di offendere la loro dignità pensando che resterà impunito -  commenta il ministro della Salute Beatrice Lorenzin - Per questo ho istituito nel luglio scorso una task force permanente con i carabinieri dei Nas volta alla tutela delle persone fragili ospiti di strutture sociosanitarie, che in meno di un anno ha effettuato migliaia di controlli e abbiamo varato un provvedimento che prevede l'aumento di un terzo della pena per chi compie questi tipi di reati."
fonte 

martedì 30 luglio 2013

Disabili in sciopero da 5 giorni davanti a Montecitorio


Posted: 28 Jul 2013 05:08 PM PDT

Riceviamo e pubblichiamo da Manuela Lo Franco:

"Questi disabili manifestano da cinque giorni davanti a Montecitorio, per potersi curare con le "staminali mesenchimali". Il trattamento era eseguito presso gli "Spedali Civili di Brescia" gratuitamente; questo però deve aver intaccato gli interessi dei soliti amici degli amici, anche in virtù del fatto che la cura funziona davvero! Il nostro governo, fiutato l'affare, ha pensato bene di rendere momentaneamente fuori legge la cura, forse al fine di pensare meglio a come sfruttare l'affare del secolo! Attualmente questo trattamento risulta essere un salvavita per molti malati terminali, incurabili e questi ragazzi hanno deciso di lasciarsi morire davanti al parlamento se le loro richieste non verranno accolte. La stampa tace e questo sparuto manipolo di eroi, ormai allo stremo delle forze, meriterebbe almeno di avere un po' di considerazione. Visto che non hanno nessun appoggio politico e nessun finanziamento pubblico, da impiegare per riempire i pullman di manifestanti disperati, in cerca di una gita a Roma, sono rimasti praticamente soli! Possibile che in questo "Paese" solo chi sta morendo trova la forza di ribellarsi?"

https://www.facebook.com/pages/MOVIMENTO-VITE-SOSPESE/473009302767601

giovedì 13 giugno 2013

Assistenza negata a mia figlia disabile: finita la scuola nessuno se ne occupa

Sesto la protesta di una madre: domanda respinta dai centri estivi 
di Laura Lana
Gaetana Rubano, mamma di Sofia (Spf)
Gaetana Rubano, mamma di Sofia (Spf)

Sesto san Giovanni, 13 giugno 2013 - Tre mesi senza scuola possono essere i più lunghi dell’annoper chi non può contare su un luogo che possa prendersi cura del proprio figlio. È quello che sta accadendo a Gaetana Rubano, mamma di Sofiatredicenne diversamente abile che frequenta la prima media.
«Ho fatto domanda per i centri estivi, ma è stata respinta. Potrei fare l’iscrizione in oratorio, ma devo procurarmi un educatore di sostegno, che ovviamente dovrei pagare a parte. Ho provato a informarmi presso una cooperativa, ma i prezzi sono insostenibili».Oltre al costo settimanale di 115 euro, le è stata infatti chiesta una somma aggiuntiva di 630 euro a settimana per un educatore da affiancare a Sofia. «Io non me lo posso permettere. E, inoltre, non è facile trovare qualcuno: deve essere una persona qualificata e non tutti se la sentono di prendersi in carico un disabile».
Il primo appello la mamma lo ha rivolto al Comune. In effetti, un buco nell’offerta estiva esiste. «I nostri centri estivi non hanno la copertura della fascia preadolescenziale — spiega Roberta Perego, assessore all’Educazione e ai Servizi sociali — In passato, per tre anni, si è tentato di organizzarli anche per i ragazzini delle medie, ma non siamo mai arrivati al minimo di 35 richieste per poter attivare il servizio».
Centri comunali ricreativi solo per materne ed elementari, insomma. Che anche quest’anno ospiteranno circa 800 ragazzini, tra i quali 30 diversamente abili. Per chi sta entrando nell’adolescenza, disabili o normodotati, esistono invece gli oratori, che hanno stretto una convenzione col municipio. Ieri pomeriggio mamma e assessore hanno avuto un incontro.

A Gaetana Rubano restano tanta amarezza e preoccupazione per come affronterà l’estate con Sofia. «Abbiamo parlato un’ora, ma purtroppo il mio problema rimane. Mi hanno detto che il Comune si farà intermediario per cercare un educatore disponibile, dato che quelli che lavorano con la cooperativa Icaro 2000 che gestisce i centri estivi sono tutti impegnati. Io però non so come fare».Mamma Gaetana deve andare a lavorare. E non può lasciare Sofia a casa da sola. «Un po’ sta con me, un po’ con suo fratello, un po’ chiedo ai vicini. Ma così non va bene e comunque non può essere una soluzione definitiva. Non so cosa dire: pensano che questi ragazzi, finita la scuola, nei mesi estivi si volatilizzino? È assurdo che in una città come Sesto non ci sia nessun progetto per i disabili».

Da parte del Comune si sottolinea che l’attenzione al tema è massima. Nel caso specifico, fanno sapere dagli uffici, Sofia ha assicurate 15 ore alla settimana di sostegno a scuola. In generale, ricorda Perego, «tutti i criteri di accesso ai servizi alla persona garantiscono i diversamente abili e nell’ultimo bilancio abbiamo stanziato altri 50mila euro per il sostegno scolastico, a fronte della riduzione del contributo regionale».
laura.lana@ilgiorno.net

mercoledì 30 gennaio 2013

Scivolone di Albertini: "Maroni guarisca, non vogliamo disabili" Al suo avversario, bloccato da un'influenza, Albertini ha augurato di rimettersi presto perché vogliamo una competizione reale e non con disabili". Poi si scusa


Brutto scivolone per Gabriele Albertini, candidato alla presidenza della Regione Lombardia (e al Senato) per la Lista Monti.
Avendo saputo e il segretario della Lega, Roberto Maroni, stava poco bene (i due avrebbero dovuto affrontarsi in un incontro pubblico) ha detto di augurargli "di superare ampiamente e molto velocemente l’influenza perché vogliamo una competizione reale e non con disabili". Una frase che, al di là di come la si pensi politicamente, è davvero di cattivo gusto.
Ad Albertini ha subito replicato il vice presidente della Regione ed esponente del Carroccio, Andrea Gibelli: "Il mondo dei disabili è un valore nella società e nel mondo produttivo e va rispettato. Non va usata ironia fuoriluogo". La polemica è divampata anche su Twitter, dove il giornalista Franco Bomprezzi ha scritto: "Pessima battuta. Hai equiparato malattia a disabilità. Vuol dire che comunque ritieni un disabile non competitivo". Contro replica, sempre sul social network, di Albertini: "Parlavo dell’influenza di Maroni, il termine è un augurio per il recupero dell’abilità al confronto. #zeropolemiche".
A bacchettare il candidato centrista è anche il Pd: "Albertini usa le parole a sproposito e in questo modo colpisce sul vivo tutte le persone che hanno davvero una disabilità", afferma in una nota del gruppo regionale del Pd, la consigliera Arianna Cavicchioli"Consiglio al candidato di misurare al millimetro le sue frasi per evitare di offendere la sensibilità di molti cittadini lombardi - aggiunge -. E anche di chi, disabile, in politica è portatore di buone prassi".
Albertini torna a scusarsi anche su Facebook: "Vedo che anche a fronte del mio chiarimento qualcuno gioca sulle mie parole. Non tollero che qualcuno metta in dubbio la mia sensibilità verso le persone disabili e sofferenti. Alle persone e ai loro familiari che si trovano a vivere una disabilità - afferma l’ex sindaco di Milano - va tutta la mia vicinanza e promessa che le loro esigenze sono al centro dei miei interessi. Come lo sono sempre state".

lunedì 7 gennaio 2013

IMPARARE A SOCCORRERE UN DISABILE…CON UN VIDEOGIOCO!

serious gameIl serious game “Help” è un vero e proprio videogioco in cui viene simulata una situazione di emergenza che coinvolge persone disabili 

In caso di calamità naturale o pericolo, come ci si deve comportare per mettere in sicurezza e prestare soccorso a  una persona disabile? Può sembrare una domanda banale, ma non lo è. A questo proposito, segnaliamo il progetto del Laboratorio di Interazione Uomo-Macchina dell'Università di Udine(Hci Lab), il quale ha ideato e realizzato  l’innovativo “Serious Game” dal titolo  “Help!”: l'unico gioco dedicato alla formazione per imparare le tecniche per aiutare nel modo migliore una persona disabile in caso di pericolo

Partecipando quindi al videogioco ci si trova immersi in una situazione di emergenza, dalla quale ci si deve districare per uscirne vincitori. Le situazioni di emergenza in cui i giocatori si trovano ad operare sono molte: un incendio, un attacco cardiaco o altri eventi sanitari che causano pericolo di vita, un terremoto, una folla in panico, o un malfunzionamento su un aereo di linea in volo.

 Nel primo livello i giocatori sono sotto la guida di un Vigile del Fuoco virtuale dal quale apprendono le nozioni necessarie per aiutare i disabili in caso di pericolo, nozioni che si basano su quelle ufficiali correntemente applicate. 

“Help!” rientra nel progetto di ricerca "Servizi avanzati per il soccorso sanitario al disabile basati su tecnologie ICT innovative" che coinvolge la Centrale operativa 118 Udine - Elisoccorso regionale FVG, l'Istituto di Medicina Fisica e Riabilitazione "Gervasutta" di Udine e la Consulta Regionale Associazioni dei Disabili del Friuli Venezia Giulia. I risultati raggiunti ad ottobre 2012 sono: PRESYDIUM, un sistema web-based per migliorare il soccorso sanitario al disabile; un ambiente virtuale chiamato EMSAVE per l'addestramento alle procedure di emergenza su pazienti disabili; SLEC, un sistema mobile per superare i problemi di comunicazione tra persone sorde e soccorritori.

Non è l'unico caso in cui i video giochi diventano "seri", infatti i "serious game" vengono utilizzati per la formazione in ambiti che spaziano dal militare all’aziendale. Sono simulazioni virtuali che coinvolgono in prima persona il giocatore, facendo leva sull’emotività, motivando così l’apprendimento.
L'applicazione è gratuita e può essere usata da qualsiasi utente Facebook all’indirizzo:www.facebook.com/HelpTheSeriousGame.


 

PER INFO: 

http://hcilab.uniud.it/soccorsodisabili/index.html 
http://www.facebook.com/HelpTheSeriousGame 

IN DISABILI.COM: 

giovedì 18 ottobre 2012

Valdagno (VI), Equitalia blocca il pullmino per il TRASPORTO DISABILI!

Zoom Foto
Bloccato a Valdagno da Equitalia un 
pulmino per il trasporto degli handicappati

VALDAGNO. Un piccolo imprenditore vicentino si è visto bloccare dal fermo amministrativo di Equitalia un pullmino con pedana retrattile utilizzato per il trasporto delle persone disabili. Questo per debiti verso l’Erario, che l’uomo, Moreno Dal Pian - rende noto Federcontribuenti - aveva proposto di saldare con un piano di rientro concordato; cosa non accolta dall’ente per mancanza di garanzie. Le ganasce fiscali al pullmino sono scattate qualche tempo fa. Nel frattempo l’Ulss 5 di Valdagno ha assegnato ad altre ditte il trasporto dei portatori di handicap. Il nuovo appalto per il servizio è stato però vinto ancora da Dal Pian. Perciò Federcontribuenti ha chiesto ad Equitalia di sbloccare il mezzo del trasportatore, dando la sua disponibilità a vedersi pignorati dal riscossore parte delle somme che gli verserà l’Ulss 5.

Sulla vicenda è intervenuto il deputato veneto dell’Udc, Antonio De Poli, che ha definito Equitalia «un caterpillar».

De Poli si è appellato al «buon senso» del riscossore, perchè «a subire questa decisione - spiega - sarebbe non solo l’azienda, che pure è indebitata, ma i tanti disabili che beneficiano di quel servizio».




fonte:http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/dalla_home/422163_valdagno_equitalia_bloccapullmin

martedì 27 marzo 2012

Alla casta non bastano i privilegi, usano il pass per disabili per parcheggiare


‎SICCOME I POLITICI HANNO POCHI PRIVILEGI, PER CIRCOLARE NELLE ZTL E PER PARCHEGGIARE PIU' FACILMENTE, (e gratis anche dove ci sono le strisce blu) MOLTI POLITICI - DI TUTTI GLI SCHIERAMENTI - HANNO PENSATO BENE DI UTILIZZARE I PASS DESTINATI AI DISABILI... Una pratica vergognosa e schifosa quando a farlo sono i cittadini "qualsiasi", che a farlo sia chi amministra è inaccettabile... E MAGARI UNO CHE è DISABILE DAVVERO DEVE RINUNCIARE A PARCHEGGIARE PERCHE' TROVA I POSTI OCCUPATI DA LORO.... di seguito la lista di alcuni nomi. Staff nocensura.com
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Un’attrazione irresistibile: quella tra i politici e il pass per i disabili che serve a trovare parcheggio più velocemente e a transitare in barba alle zone a traffico limitato. Con Gian Mario Chiocci e Simone di Meo il Giornale ci racconta gli ultimi casi di parcheggiatori a loro insaputa nella casta della politica. Un vizietto assolutamente bipartizan:
A Cesena, il consigliere democratico Mara Biguzzi, che utilizzava il pass intestato a un familiare, si è dimessa dal consiglio comunale con una lunga lettera di scuse ai cittadini. L’avevano beccata ad andare in giro con l’auto, dotata di tagliandino, ma senza disabile a bordo. Dopo una quindicina di giorni di pressing, ha deciso di gettare la spugna «ormai stanca dello stillicidio quotidiano di giudizi» e perché, per questa storia, ha perso finanche il sonno. Sonno che, invece, conserva la collega d’aula Antonella Celletti (Lega Nord) che, per difendersi, tira addirittura in ballo la «macchina del fango» (in sosta vietata).
E comunque, a caderci non sono solo i politici posto che in un’indagine collegata sono infatti indagati il bomber del Bologna, Marco Di Vaio, e undici compagni di squadra che avrebbero usato permessi intestati a una dipendente disabile della società:

In Liguria, invece, l’ex consigliere regionale del partito democratico Fabio Broglia si è trovato al centro di un «giallo» per il cartellino arancione: pass, con identico numero di concessione, sono comparsi su due diverse auto, quasi nelle stesse ore. Una intestata a lui e l’altro alla madre. Un caso di duplicazione? Il politico smentisce seccamente minacciando querele oltre a ipotizzare – pure lui – un complotto ai suoi danni.
Mistero (con minacce di denunce) anche nella Capitale: Dove al consigliere di municipalità Pdl Fabio Benedetti è stato attribuito l’uso di un pass intestato a un morto per la sua Porsche parcheggiata in piazza di Spagna. Benedetti ha vigorosamente negato di averlo utilizzato, e dopo mesi di accertamenti a sue spese, ha annunciato l’intenzione di querelare chi ha osato ironizzare sulla sua onestà. E come non parlare dell’ex sindaco di Trovo (Pavia) denunciato per aver sbianchettato un pass disabile che lui stesso aveva autorizzato. E se proprio non c’è un disabile a cui «appoggiarsi», le strade della truffa per handicappati di comodo sono infinite.
Con protagonisti insospettabili: Sempre a Roma, ad esempio, c’è una inchiesta a carico dell’ex vice comandante del secondo gruppo della polizia municipale per 2mila pass «sospetti» rilasciati a importanti imprenditori e commercianti per l’accesso alla zona a traffico limitato: il sospetto degli inquirenti è che a beneficarne possono essere stati politici o gente da loro raccomandata. Un’inchiesta-bomba che vanta un precedente (negativo) per i caschi bianchi della Capitale: l’allora comandante generale Giovanni Catanzaro, vicino all’Udc di cui si paventò una candidatura, beccato a parcheggiare l’auto in sosta vietata con un pass disabili intestato a un altro.

A Bologna son finiti nei guai due inflessibili dipietristi: Il primo è un consigliere provinciale, Paolo Nanni, che non ha restituito il pass intestato alla suocera morta da due anni. Nanni si è autosospeso dal partito (ma ha conservato lo scranno) e rischia di dover pagare 93mila euro di multa. La vettura del collega di partito Idv, il vicepresidente del Consiglio regionale Sandro Mandini, è finita invece fotografata in un parcheggio riservato ai disabili. Quando gliel’hanno fatto notare, ha spiegato: «L’hanno sistemata lì i miei collaboratori, perché io ero atteso a un convegno». Insieme a Napoli e Palermo, a sorpresa proprio Bologna è la capitale italiana dei permessi H: ogni 10mila guidatori, 402 hanno il cartellino arancione. Acquistarne uno fotocopiato costa 250 euro, dicono le indagini.

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