Visualizzazione post con etichetta Conto corrente. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Conto corrente. Mostra tutti i post

giovedì 18 aprile 2013

Conto corrente base, obbligatorio ma introvabile: le banche hanno offerte più vantaggiose. Per loro



La manovra salva-Italia prevede che le banche siano obbligate a proporlo ai clienti, ma gli istituti fanno orecchio da mercante. Lo rivela un'indagine di Altroconsumo


 
2
 
conto base
IL CONTO BASE 

Le caratteristiche principali


Canone annuo "limitato" e comprensivo di un certo numero di operazioni.

Costo azzerato (compresa l'imposta di bollo) se il reddito Isee è inferiore a 7.500 euro.

Nessun interesse sulle somme depositate.

Imposta di bollo di 34,70 euro se la giacenza supera i 5.000 euro.
Ti obbligo a versare i soldi in banca ma ti offro unconto a costo (quasi) zero. Questo almeno nelle intenzioni del governo Monti che nel 2012 ha reso obbligatorio per le banche il conto base come diretta conseguenza del limite all'uso del contante per i pagamenti superiori ai 1.000 euro. Ma a un anno di distanza, il conto low cost resta spesso ancora un miraggio. Molti istituti si guardano bene dall'offrirlo al cliente - anche a quello con dichiarate difficoltà economiche - preferendo proporgli altri contratti con costi che arrivano fino a90 euro all'anno.

Lo denuncia un'indagine del mensileAltroconsumo che ha anche documentato con unvideo - girato con la telecamera nascosta - le difficoltà di una cliente alla ricerca del conto corrente base.

Una precaria alla ricerca (vana)
del conto low cost

"Nei panni di una precaria con un lavoro a termine da 1.000 euro al mese e un affitto di 300 siamo andati in quattro banche di Roma e Milano a chiedere un conto corrente che ci costasse il meno possibile", racconta la giornalista diAltroconsumo. La richiesta prevedeva solo il bancomat e le normali movimentazioni (bonifici, domiciliazioni) ma né il libretto degli assegni né la carta di credito. "Nessuna delle banche ha proposto il conto base, il conto low cost che per legge da quasi un anno tutte le banche devono avere tra i conti offerti al pubblico. Tutte mi hanno offerto un conto meno conveniente per me, ma più remunerativo per la banca".

Una "base" piuttosto elevata
Se agli sportello sono "abbottonati", diversa è la situazione per la comunicazione online o tramite ifogli informativi. Quando carta (o web) canta è più difficile aggirare l'obbligo. E infatti le offerte dei conti base ci sono. Ma quanto "base" sono? Si arriva a pagare 90 euro all'anno per un conto chenon offre interessi e ha pochissimi costi di gestione. Ecco i risultati.

Banche
Canone annuo
Banca d'Alba
€ 24
Veneto Banca
€ 24
Intesa Sanpaolo
€ 30
Poste Italiane
€ 30
Banco di Desio e della Brianza
€ 36
Banco Popolare
€ 36
UBI Banca
€ 42
Cariparma Credit Agricole
€ 46,80
Banca Carige
€ 48
Banca popolare di Puglia e Basilicata
€ 48
Banca Sella
€ 48
Credem
€ 48
Deutsche Bank
€ 48
Unicredit
€ 48
Banca Popolare dell'Emilia Romagna
€ 48
Bnl Bnp Paribas
€ 48
BCC di Roma
€ 50
Banca Popolare di Sondrio
€ 50
Banca delle Marche
€ 60
Banca Popolare di Vicenza
€ 60
Cassa di Risparmio di San Miniato - Gruppo Carismi
€ 60
Banca Popolare di Milano
€ 72
Monte dei Paschi di Siena
€ 72
Banca Popolare di Bari
€ 90
 (Fonte: Altroconsumo)

lunedì 8 aprile 2013

Abolito di fatto il limite del “quinto” pignorabile: pensioni integralmente aggredibili


Il pignoramento presso terzi della pensione può essere effettuato ormai integralmente, con estrema facilità, e non più nei limiti di un quinto, per come previsto invece dalla legge.

Dopo l’approvazione del decreto legge “Salva Italia” [1], i pensionati che subiscono un pignoramento della pensione (cosiddetto pignoramento presso terzi) rischiano di perderetutta la rata mensile e non più solo un quinto come invece previsto dal codice di procedura civile [2]. Lo stesso pericolo riguarda i lavoratori dipendenti con il salario mensile.
Si tratta di un modo ormai di fatto legalizzato per superare il limite del “quinto pignorabile” imposto invece dal codice di procedura civile [3] e che, ad oggi, nonostante l’allarme da noi lanciato all’alba della nuova normativa (leggi l’articolo: “Pignoramento della pensione di anzianità sul conto corrente obbligatorio: storture del nuovo sistema”), non ha trovato ancora un correttivo nella legge.

mercoledì 23 gennaio 2013

Equitalia pignora pensione a un'anziana "Sua figlia ha un debito di tremila euro"

Equitalia  pignora pensione a un'anziana "Sua figlia ha un debito di tremila euro"
MARIA PIRAS, FIGLIA DELL'ANZIANA CUI EQUITALIA HA PIGNORATO LA PENSIONE

C'è ancora un'altra vittima dei meccanismi perversi con cui Equitalia riscuote i debiti. Una pensionata di Maracalagonis si è vista prosciugare il conto corrente per un debito di tremila euro contratto da sua figlia.


La storia è raccontata sull'Unione Sarda in edicola. Teresa Ledda, 74 anni, si è vista svuotare, per effetto di un atto di pignoramento firmato da Equitalia, il conto corrente. Le sono stati sottratti i soldi delle pensioni percepite da settembre a oggi. "Ma io non ho contratto nessun debito", ha obiettato la pensionato. La risposta è stata trovata solo in un cavilloso atto di rivalsa. Sua figlia, cointestaria del libretto su cui mensilmente viene accreditata la pensione minima della madre (470 euro), aveva contratto un debito di 3mila euro. Ha tre figli e vive un momento di difficoltà economica. "Quei soldi sono l'unica fonte di sostentamento per mia madre, aiutano anche me e la mia famiglia a sopravvivere, perché privarcene?"


Fonte: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/301787

mercoledì 7 novembre 2012

Conto corrente, ritorna la "tassa" sul rosso. Ora si chiama commissione di istruttoria veloce


scoperto conto corrente
MONETA ELETTRONICA / 1 

bancomat obbligatorioDecreto sviluppo: bancomat obbligatorio per tutti i negozi

Dal 2014 tutti saranno obbligati ad accettare pagamenti elettronici
MONETA ELETTRONICA / 2 

acquisti smartphoneAcquisti con lo smartphone, dai negozi al biglietto del tram

Con la tecnologia NFC si compra avvicinando il telefonino al Pos abilitato
Uscita dalla porta ritorna dalla finestra, sotto falso nome. E' la commissione sullo scoperto di conto corrente, un costo che le banche hanno per lungo tempo applicato sulle posizioni debitorie dei depositi bancari.  Abolita nel 2009, quando ancora si chiamava "commissione di massimo scoperto", è rispuntata ora con un'altra denominazione ("commissione di istruttoria veloce") ma con la stessa funzione: far pagare una sorta di "penale" - oltre ai normali interessi passivi- al correntista che va in rosso o sconfina il fido.

La funzione di "grimaldello" l'ha avuta, suo malgrado, un recente provvedimento sulle commissioni bancarie che doveva tutelare i clienti dai costi selvaggi e ingiustificati applicati dalle banche. In realtà è stato usato - pur con i limiti che impone la stessa norma - come veicolo per ripristinare una commissione stabile sui passivi.

Le nuove gabelle

Ora sullo scoperto di conto ricorrono due tipi di commissioni:

 la Civ (commissione di istruttoria veloce) per i conti senza "affidamento": la legge stabilisce che può essere applicata solo se lo scoperto supera i 500 euro in un trimestre per oltre 7 giorniconsecutivi. La nuova legge prevede la Civ come un rimborso delle spese effettivamente sostenute dalla banca per il credito che concede al cliente, ma nella maggior parte dei casi la commissione scatta automaticamente (cioè senza una reale valutazione della solvibilità del cliente che giustificherebbe i costi).

 la Cdf (commissione di disponibilità fondi) per i conti con "affidamento" (ovvero quando per contratto il correntista dispone di una somma aggiuntiva rispetto a quella presente sul conto): è una percentuale dello 0,5% del valore del fido che si paga per il solo fatto averlo, anche se restainutilizzato.

Fino a 80 euro per un rosso. Ma non in tutte le banche

La rivista Soldi&Diritti ha svolto un'indagine sulle banche che applicano queste nuove commissioni, soprattutto la Civ (i conti senza fido sono la maggioranza). Ne risulta un costo che oscilla tra i 5 e gli 80 euro e che può ripetersi nel corso del trimestre.

Solo sette banche - secondo questa indagine - hanno rinunciato ad applicare la nuova Civ: sono Barclays, CheBanca!, Creval, Fineco, Ing Direct, Intesa SanPaolo e IWBank. Una rinuncia che può avere dei ritorni in termini di marketing.

mercoledì 27 giugno 2012

Conto corrente sparisce nel nulla: presentata interrogazione parlamentare

Il cospicuo conto corrente dell'anziana sig.ra Campo Innocenza Maria di Ragusa, con i risparmi di una vita e una eredità è sparito nel nulla. Inutili e ignorate le ripetute richieste di spiegazioni, avanzate da lei e dalle persone a lei vicine. La sig.ra Campo Innocenza Maria, anziana e malata, è morta dalla disperazione senza ricevere nessuna notizia. La vicenda inoltre è coperta dal silenzio dei mass media, almeno di quelli principali "main stream", mentre è stata pubblicata da numerosi blog, e ne hanno parlato alcune radio ed emittenti televisive locali. Dopo anni di vana lotta, la questione ora è sbarcata in parlamento, grazie ad una interrogazione scritta presentata dall'Onorevole Borghesi dell'IDV, ancora in attesa di risposta, rivolta all'indirizzo del Ministro dell'economia e delle finanze, ruolo ricoperto da Mario Monti, e al Ministro dello sviluppo economico, Corrado Passera, che all'epoca era Amministratore Delegato di Banca Intesa, la banca chiamata in causa.


Approfondimenti:

Se anche a voi vi è capitato di vedere sparire nel nulla il Vostro conto corrente, oppure conoscete qualcuno a cui è accaduto, mettetevi in contatto con Damiano Nicastro all'indirizzo email perinnocenzamariaragusa@gmail.com

Di seguito il testo dell'interrogazione parlamentare, pubblicato da agenziastampaitalia.it
- - -
Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-16342
presentata mercoledì 30 maggio 2012, seduta n.641 da  ANTONIO BORGHESI  
Al Ministro dello sviluppo economico, al Ministro dell'economia e delle finanze.
- Per sapere - premesso che:

la signora Innocenza Maria Campo lamenta la sparizione di atti relativi ad operazioni finanziarle svolte sul suo conto presso la banca Generali;

il 4 gennaio 2008, banca Generali solo a seguito dell'ulteriore richiesta datata 8 novembre 2007 della Guardia di Finanza di Ragusa, riferisce di un borsino azionario BAV sottoscritto con Banca intesa con sede a Parma in via Langhirano 1;

la procura di Ragusa il 31 luglio 2007 ordinava agli istituti di credito di comunicare entro dieci giorni, natura ed estremi di qualsiasi rapporto a partire dal 1o gennaio 2003. Banca Intesa invece nelle comunicazioni del 25 agosto, 14 e 20 settembre 2004, non aveva riportato nulla in merito al borsino azionario BAV;

il 19 dicembre 2003 il medico neurologo, dopo attenta visita certificava che la signora Campo Innocenza non presentava deficit della memoria sia di fissazione che di rievocazione;

non solo la signora Campo Innocenza Maria il 10 dicembre 2003 ricordava bene come attestano i certificati medici, ma nella denunzia-querela che produce il 22 dicembre 2003 chiede la ricostruzione dell'intera vicenda «Chiede, altresì, che si provveda ad acquisire, eventualmente mediante provvedimento di sequestro, l'intera documentazione bancaria e non in possesso della signora Cappello Maria, a quanto pare custodita presso lo studio dell'Avvocato Carmela Nobile, nonché di tutta la documentazione in possesso di istituti di credito e uffici postali, finanziari ed uffici di promotori eventualmente coinvolti»;
il magistrato della procura di Ragusa dottor Emanuele Diquattro, il 26 gennaio 2007 emette decreto di sequestro, il quale viene consegnato alla Guardia di finanza in sede per l'esecuzione, lo stesso 26 gennaio 2007: «... sequestrare in originale tutta la documentazione bancaria citata dalla Campo Innocenza nei suoi esposti. Raccomando l'urgenza».

rimane quindi il mistero sia sulle «delicate operazioni finanziarie» svolte da Campo Innocenza Maria e volatilizzatesi nel nulla e sia su chi prima del maggio del 2005, abbia svolto all'interno di Poste italiane una indagine ispettiva di cui le stesse Poste italiane ne sconoscevano l'esistenza e per cui non riportano nulla nella «Copia della relazione ispettiva - Fraud Management Report prot. N. DCTA-FM-06-0666 dell'8 gennaio 2007» che il direttore di filiale Fabio Piazza invia sia alla Guardia di finanza di Ragusa che alla procura della Repubblica di Ragusa;

anche questo decreto di sequestro non viene eseguito -:

se i Ministri interrogati siano a conoscenza dei fatti sopra riportati e quali ulteriori elementi intendano fornire a riguardo. (4-16342)





x