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mercoledì 14 novembre 2012

Ddl diffamazione, approvato emendamento della Lega: giornalisti in carcere


Ddl diffamazione, approvato emendamento della Lega: giornalisti in carcere

Con un voto anonimo i senatori dicono sì all'emendamento della Lega che reintroduce il carcere per i giornalisti

mercoledì 16 maggio 2012

Per non essere degli schiavi dobbiamo uscire dall'euro Monti è un esponente dei club finanziari che hanno eroso la libertà delle singole nazioni

Per non essere degli schiavi 
dobbiamo uscire dall'euroIl rigurgito terrorista e la debolezza dei partiti hanno rafforzato il premier: ma adesso è ora di darci un taglio

I partiti politici non hanno superato, com’era del resto ampiamente prevedibile, la prova delle elezioni amministrative. Sconfitte diverse, ma tutte nette e definitive. Il Popolo delle Libertà è stato semplicemente ignorato. Con il suo leader in vacanza in Russia, la sua classe politica si è guardata allo specchio, scoprendo di non essere mai esistita. E comunque il famoso “patto con gli italiani” è rimasto in larga parte lettera morta. Il Terzo Polo, formato in larga parte da “traditori” degli altri due poli, è abortito ancora prima di nascere. La Lega Nord, da parte sua, persa in un modo così brutale la propria verginità, si è arroccata nei propri storici quadrilateri del veronese, che la tengono sì in vita, ma in stato di coma vegetativo permanente. Il Partito Democratico pensa di vivere nel migliore dei mondi possibili, come il Candido di Voltaire: di fronte al terremoto, si consola sostenendo che una sconfitta limitata - con la perdita di circa il 2% delle preferenze - equivale ad una vittoria. Dulcis in fundo: un italiano su tre non è neppure andato a votare e questo rende difficile pensare che qualcuno, compresi i grillini, abbia davvero vinto. Nessuno dei partiti italiani ha conquistato i milioni di voti degli elettori: sono voti che lasciano una sensazione di vuoto: quasi la metà del corpo elettorale non si riconosce più nei partiti.
Politica assente - Questo è il dato fondamentale che emerge dalla tornata elettorale: non ci sono forze politiche che rappresentano i bisogni materiali e spirituali autentici degli italiani. Il presunto successo dei grillini ne costituisce la controprova. Il cosiddetto “voto di protesta” è un ibrido tra il non-voto e la reazione “luddista”, ma è in ogni caso quanto di più politicamente innocuo e neutrale possa esserci: è la valvola di sfogo che il regime concede. Questo dissenso non è contro, ma a servizio dell’autorità: quello dei grillini rappresenta esattamente la percentuale di “no” di cui il governo tecnico di Monti ha bisogno per continuare a sostenere un presunto “stato d’eccezione” nel Paese, per continuare a legittimarsi come l’unica forma d’autorità in grado di prendere il posto dei partiti politici.
Supplizio prolungato? - E c’è chi già si è spinto a scommettere sulla possibilità di prolungare quel mandato anche dopo le elezioni. Come già osservava Ernst Jünger, «tracciando la sua croce in quel punto rischioso, il nostro elettore ha fatto esattamente ciò che il suo potentissimo nemico si aspettava da lui». Così l’esercizio del diritto di voto crea artificiose maggioranze e minoranze che non rispecchiano più in alcun modo la realtà.
Vince Monti - Possibile che nessuno abbia capito che il vincitore di queste elezioni è uno solo, che ha conquistato tutti i voti, l’unanimità, che è davvero riuscito a trasformare un’elezione democratica in un plebiscito a suo favore? Il governo Monti. A rafforzare l’unanimità, la “coesione nazionale”, sembra che sia giunta l’ondata di terrorismo degli ultimi giorni. Il classico specchietto per le allodole, se non avesse dietro di sé già una lunga striscia di sangue. La minaccia terroristica, nella storia di questo Paese, prelude sempre alle retoriche dei governi di unità e solidarietà nazionale, di fatto alla neutralizzazione della critica politica ed alla repressione di ogni forma di dissenso.
Il finto plebiscito - Tutto ciò crea una finta atmosfera da plebiscito a favore del governo Monti. Nel voto, sono stati occultati e rovesciati i bisogni reali degli italiani. Nemmeno un singolo “no” ha potuto esprimere ciò che avrebbe davvero voluto dire, ossia che gli italiani - come i greci del resto - ne hanno le palle piene dell’euro e dell’Europa, sono stufi di politiche ed economie che stanno portando alla miseria intere popolazioni. La moneta unica è stata fondata sull’espropriazione della sovranità dei popoli europei da parte di un potere invisibile, ma non per questo meno reale, di banchieri e finanzieri appartenenti ad esclusivi clubs e gruppi di decisione e pressione, rappresentato, in Italia, prima da Ciampi e Prodi, e ora da Monti e Draghi. A partire dal Trattato di Maastricht (1992), il quale istituì l’Unione Europea fondata sui cosiddetti “tre pilastri” (le Comunità europee, la politica estera e di sicurezza comune, la cooperazione di polizia e giudiziaria in materia penale), gli Stati hanno visto costantemente ridotte le proprie libertà e sottratti i propri poteri. Il Trattato di Amsterdam (1997) ha determinato poi l’espropriazione del settore della giustizia e degli affari interni, quello di Nizza (2001) ha portato a compimento l’immagine dell’Unione come “Comunità di diritto”, infine, il Trattato di Lisbona (2007) ha abolito i “pilastri” e si è presentato come una sostanziale “Costituzione dell’Europa”, nonostante proprio contro un’idea di costituzione europea si erano espressi i popoli europei, con il referendum tenuto in Francia e nei Paesi Bassi nel 2005.Si può uscire da questa situazione? Certo, liberandosi d’un colpo di questa doppia divinità malvagia: l’euro e l’Europa.
Confini perduti - Occorre l’immediato ripristino dei nostri confini nazionali, divenuti puri concetti geografici dopo gli accordi di Schengen, integrati a partire dal 1997 nelle strutture comunitarie. Nello “spazio Schengen” le frontiere esistono ancora solo come linee geometriche, prive di ogni rilevanza politica, del loro essere segno visibile della sovranità di ciascuno Stato. Lo Stato italiano cominci intanto a riprendersi la propria sovranità sul suo territorio nazionale. Occorre, inoltre, la fine di questo sistema parassitario ed usuraio di economia monetaria e finanziaria. Sono gli Stati ad essere i creditori dell’Europa, sono i popoli che anticipano ai banchieri il capitale di cui essi hanno bisogno, e soltanto con un gioco di prestigio questi stessi popoli e Stati ne divengono improvvisamente i debitori costantemente insolventi. Non c’è nessuna trattativa da intraprendere con i banchieri di Bruxelles. Il Trattato di Lisbona, all’art. 50, ha inventato un complicato congegno di «recesso dall’Unione»: lo Stato membro che decide di uscire dall’Europa, dovrebbe notificare la propria intenzione al Consiglio Europeo, e negoziare poi direttamente con l’Unione un accordo «volto a definire le modalità del recesso». Ma la denuncia dei trattati non si negozia, è una decisione del popolo sovrano che, una volta presa, si limita ad essere notificata alle altre parti. Non abbiamo bisogno né di revisioni né di accordi di recesso dai trattati, ma soltanto del loro stralcio. Un nuovo ordine politico a livello europeo è difficile da vedere, ma l’Europa dei banchieri è in agonia, bisogna avere il coraggio di darle il colpo di grazia.
di Paolo Becchi*Ordinario di Filosofia del diritto all'Università degli studi di Genova

lunedì 7 maggio 2012

RISULTATI DI LISTA COMUNE DI SESTO SAN GIOVANNI


(Pagina aggiornata ogni 2 min.)
Risultati ufficiosi 
Ultima rilevazione: 8 maggio 2012 8:11
Sezioni rilevate: 73 su 73
Totale voti validi: 29708
LISTE
VOTI

PARTITO DEMOCRATICO
 PARTITO DEMOCRATICO 
 8.064 
 27,14%

IL POPOLO DELLA LIBERTA'
 IL POPOLO DELLA LIBERTA' 
 4.913 
 16,54%

LISTA CIVICA SESTO NEL CUORE
 LISTA CIVICA SESTO NEL CUORE 
 3.521 
 11,85%

MOVIMENTO 5 STELLE
 MOVIMENTO 5 STELLE 
 3.069 
 10,33%

ITALIA DEI VALORI
 ITALIA DEI VALORI 
 2.513 
 8,46%

SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA'
 SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA' 
 1.430 
 4,81%

LISTA CIVICA GIOVANI SESTESI
 LISTA CIVICA GIOVANI SESTESI 
 1.396 
 4,70%

FEDERAZIONE DELLA SINISTRA
 FEDERAZIONE DELLA SINISTRA 
 1.348 
 4,54%

LEGA NORD
 LEGA NORD 
 1.239 
 4,17%

TERZO POLO PER SESTO
 TERZO POLO PER SESTO 
 662 
 2,23%

LISTA CIVICA PER SESTO
 LISTA CIVICA PER SESTO 
 496 
 1,67%

ECOLOGISTI E RETI CIVICHE
 ECOLOGISTI E RETI CIVICHE 
 398 
 1,34%

LA DESTRA
 LA DESTRA 
 353 
 1,19%

SOCIALISTI PER SESTO
 SOCIALISTI PER SESTO 
 185 
 0,62%

LISTA CIVICA PER SESTO 2012
 LISTA CIVICA PER SESTO 2012 
 121 
 0,41%

sabato 21 aprile 2012

martedì 3 aprile 2012

Otto candidati per una poltrona A Sesto Pdl e Lega spaccati

Il centrodestra schiera l’ex senatore del Carroccio Celestino Pedrazzini per la Lega Nord e l’attuale capogruppo in Consiglio comunale Franca Landucci per il Pdl e La Destra. Sinistra compatta con Monica Chittò
Monica Chittò, assessore all'Istruzione di Sesto San Giovanni
Monica Chittò, assessore all'Istruzione di Sesto San Giovanni

Sesto San Giovanni, 3 aprile 2012 - Niente alleanza nemmeno nella 'Stalingrado d'Italia' per Pdl e Lega. A Sesto San Giovanni, orfana del sindaco uscente Giorgio Oldrini, i partiti di centrodestra si presenteranno divisi contro il centrosinistra, mossa compatta a sostegno di Monica Chittò, che ha vinto le primarie.
A contendersi la città alle porte di Milano, travolta nei mesi scorsi dallo scandalo del ‘Sistema Sesto’, saranno 8 candidati. Il centrosinistra appoggerà appunto l’attuale assessore all’Educazione e Cultura Monica Chittò, scelta con le primarie, con uno schieramento che comprende Pd, Sel, Idv, Federazione della Sinistra e Socialisti per Sesto. Spaccato ai ‘nastri di partenza’, così come altrove in questa tornata elettorale, è il centrodestra che schiera l’ex senatore del Carroccio Celestino Pedrazzini per la Lega Nord e l’attuale capogruppo in Consiglio comunale Franca Landucci per il Pdl e La Destra.
Oltre a loro, sulle schede elettorali appariranno anche i nomi di Orazio La Corte (Ecologisti e Reti civiche e Lista Per Sesto Etica Vivibile Solidale), Gianpaolo Caponi (Sesto nel Cuore e Terzo Polo per Sesto), Alessandra Aiosa (Giovani Sestesi), Serena Franciosi per il Movimento 5 Stelle e Gianluigi Nuccini per la lista Per Sesto 2012.
fonte

giovedì 2 dicembre 2010

NASCE IL PARTITO DEGLI IMMIGRATI, ON. RONDINI (LEGA NORD): UNA PROVOCAZIONE CHE PREFIGURA LA FINE DELLA NOSTRA CIVILTA'



Sesto San Giovanni -    "E’ solo una provocazione, perché sono convinto che una simile lista non sia in grado di raccogliere che una percentuale da prefisso telefonico. Ma un esperimento di questo tipo rischia anche di prefigurare la fine della nostra civiltà politica. Quella dove i partiti si formano dietro a uomini e idee, ai quali poi si aggiungono altri uomini e altre idee. E non su base meramente etnica". Questo il commento di Marco Rondini (nella foto), segretario provinciale, deputato milanese della Lega Nord e parlamentare particolarmente attento e presente a Sesto, in relazione all’annunciata presentazione della lista civica promossa da Abdel Hamid Shaari che si terrà domani al teatro Ciak di Milano. Per il parlamentare del Carroccio "non serve un partito degli immigrati, perché gli stranieri che si sono regolarizzati e che hanno scelto di diventare italiani trovano spazio come chiunque altro nelle liste dei vari movimenti politici, come già avviene da tempo. Non serve certo la lista di ispirazione islamica a dare loro questa possibilità. Semmai – osserva Rondini – questo stratagemma può essere funzionale a far passare come "presentabili" richieste che non lo sono. E faccio riferimento a tutte quelle pretese che le comunità islamiche cercano surrettiziamente di introdurre nel nostro ordinamento, ma che non possono essere in alcun modo accettate". 
http://sestonotizie.it