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domenica 13 ottobre 2013

GHEDDAFI NOSTRADAMUS E LA NUOVA DEMOCRAZIA BANCARIA

Domenica 6 marzo 2011 l'agenzia stampa Italia riportava un comunicato in cui Gheddafi diceva "Migliaia di persone provenienti dalla Libia invaderanno l'Europa,senza nessuno che sia in grado di fermarle quando lascerò il potere o dovrò farmi da parte”.
Parole che furono prese a suo tempo come le profezie di una parodia di un Nostradamus da leggere per divertirsi,invece... fu una nera ma vera previsione del futuro...
Non c'è legge Bossi-Fini o Bossi-Fini-Maroni dopo l'aggiornamento dell'allora ministro dell'interno attuale governatore della Lombardia che tenga,la Libia è diventata terra di transito di un viaggio che parte da paesi in guerra.Mentre in queste ore la ministra dell'integrazione Cecile Kyenge dice di aumentare i controlli per limitare le partenze dalla Libia e di conseguenza gli arrivi in Italia.
Di buono,si fa per dire,che vogliono andare verso il nord Europa e anche noi siamo di transito,ma l'Europa che fa il buon samaritano quando gli conviene preferisce che se proprio devono stare in Europa che se la sbrighino gli Italiani .
Guerre che hanno come sfondo politico religioso e qua esce un altra profezia di Gheddafi che morto lui,la Libia sarebbe finita in mano ad AlQaeda,non è in mano sua ancora,ma la rivoluzione che si svolge in oriente sembra più una crociata in salsa islamica con partiti simil politici mussulmani che vogliono basare la vita politica e pubblica sulla sharia.
Forse Mu'ammar Gheddafi ,Saddam Hussein non erano il simbolo della democrazia ma avevano qualcosa di Europeo inteso come il poter esprimere il proprio credo religioso senza fare la fine dei cristiani copti in Egitto dove Hosni Mubarak è stato deposto e non ucciso in modo crudele come i primi due...
Bashar al-Assad in Siria non è che sia messo meglio...
Dicono che scappano dalla guerra,e questo potrebbe valere per donne e bambini ma gli altri?
Nei loro paesi c'è una guerra civile e loro cosa fanno scappano invece di rimanere in patria a combattere da una parte o l'altra?
In Italia nella seconda guerra mondiale,gli “alleati” bombardarono tutto quello che era obbiettivo militare e no,vedi asilo precotto a Milano per citare un esempio,ed in Germania rasero al suolo Dresda ma nessuno l'accusarono,anzi furono accolti da bande musicali,senza dimenticare il Giappone che provò sulla pelle dei suoi cittadini la furia atomica...
Tra gli alleati,gli Stati Uniti che importano la democrazia in tutto il mondo,sempre se si può chiamare democrazia quello che importano.
Così l'Italia sta subendo un'altra invasione con il lato grottesco che dobbiamo anche mantenerli e buttare a mare,scusatemi l'esempio,risorse che potrebbero essere usate per cercare di rilanciare l'economia.
Invasi da bande di povera gente,succubi della BCE e governati da politici incapaci,e questo sarebbe vivere in democrazia ed in Europa?
Senza sovranità territoriale,senza sovranità popolare e senza sovranità monetaria c'è poco da stare allegri,sono nuvole grigie che premoniscono un temporale che non porta niente di bene.
E mentre subiamo tutto ciò?
In Italia si parla solo di decadenze di Berlusconi,di Imu tolta anzi raddoppiata sotto service tax e Iva alzata e nel frattempo aumentano solo i disoccupati e le ditte che chiudono o si delocalizzazione all'estero.
Intanto partono barconi ogni giorno dalla Libia pieni di persone pronte a pagare 1500 dollari per la traversata e andando a rischio di morte e di arresto se arrivano nelle acque territoriali Italiane.
Se eliminiamo l'arresto e mandiamo navi a prenderli appena entrano nelle acque territoriali Italiane,se eliminiamo le uniche due cause che limitano la partenza dall'Africa dei barconi,cosa credete che diminuiranno i viaggi di questa povera gente?
Povera neanche tanta visto che pagano caro un viaggio scomodo sià a livello di prezzo e di morti ,direi disperati ma scappare da una guerra sopratutto per chi non è bambino o donna non può essere una scusante che stiano a casa e cercano di cambiare la loro patria,invece di andare nei paesi stranieri ad esigere diritti che neanche i natii hanno dimenticandone i doveri.
Una popolazione che scappa mentre la propria nazione è in guerra,guerra civile o no non è degna di appartenere ad un altro Stato.
Va bene aiutarli ma a casa loro senza interferire con la sovranità delle altre nazioni se non possono portare guai seri ai paesi confinanti e al resto del mondo.
Perché alla fine non si muore solo annegando e finendo in fondo al mare,ma anche sulla terra ferma si può morire anche solo internamente per via di una crisi economica provocata da chi non solo sono usciti illesi ma anzi hanno aumentato il loro potere economico-politico,le BANCHE.


domenica 13 maggio 2012

Dopo le tasse ora arrivano i clandestini


Il ministro degli Esteri di Tripoli: "Temiamo un peggioramento e ci rivolgiamo all'Italia affinché affronti con la Ue questa emergenza". Terzi: "Serve un piano europeo". Una follia uccidere Gheddafi: nessuno blocca più i terroristi. Dopo il raìs la Libia è terra di conquista dell’integralismo islamico. Ecco perché la minaccia di Al Qaida può nascondersi anche tra i clandestini in fuga dal Mali

Roma - Non bastava il ritorno del terrorismo di matrice anarchica, la crisi economica e una pressione fiscale ormai insostenibile che sfocia in episodi come gli scontri di Napoli o le molotov agli uffici Equitalia di Livorno.
Immigrati
Immigrati
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Ora si riaccende pure la spia rossa dei flussi migratori dall’Africa. L’allarme arriva direttamente dal ministro degli Esteri libico Ashour Bin Khaial, che ieri ha incontrato a Roma l’omologo italiano Giulio Terzi nella sua prima visita ufficiale in un Paese europeo: «Temiamo un peggioramento sul fronte dell’immigrazione clandestina - ha detto il ministro di Tripoli - per ora la situazione non è così grave ma abbiamo indicatori sul fatto che le cose potrebbero cambiare in peggio. Immigrati africani sono giunti fino al confine tra Egitto e Libia: per ora non sono grandi numeri ma potrebbero aumentare. Vogliamo dare un segnale, un avvertimento, all’Italia e all’Ue per affrontare il fenomeno».
Parole che, malgrado l’interpretazione più ottimistica del portavoce italiano dell’Unhcr Laura Boldrini («Nulla di nuovo, sono 15 anni che i flussi migratori nel Mediterraneo si mantengono su cifre elevate e anzi quest’anno i numeri sono piuttosto esigui: sarebbero solo 1.500 le persone sbarcate finora tra Malta e Italia»), preoccupano e molto Terzi, che già domani ha intenzione di porre il tema sul tavolo nel corso del Consiglio affari generali esteri a Bruxelles: «Quello dell’immigrazione è un tema urgente da affrontare in ambito Ue con un piano». Non solo: l’Italia ritiene anche che sia «arrivato il tempo di una più incisiva azione internazionale» anche da parte delle Nazioni Unite. Tra due settimane Terzi a New York incontrerà il segretario generale dell’Onu Ban Ki Moon e cercherà di sensibilizzarlo sullo scenario libico, passo già tentato dallo stesso premier Mario Monti con una lettera a Ban Ki Moon inviata qualche settimana fa. Ma naturalmente il primo passo è ovviamente una stringente partnership bilaterale tra Italia e Libia. «Stiamo collaborando con la Libia affinché ci siano dei sistemi di controllo più efficaci e alcuni programmi di monitoraggio sono già partiti».
La questione investe anche gli investimenti italiani oltre-Mediterraneo: «Il mondo imprenditoriale italiano ha bisogno di un messaggio positivo: le nostre aziende devonoessere rassicurate sul ritorno alla normalità. È un passo importante», ha detto Terzi, che ha poi salutato con favore il ritorno ai livelli di prima della rivoluzione delle forniture energetiche.
L’Italia si candida dunque a fare da levatrice alla nuova Libia. Che ha fretta di stabilizzare il processo di pace di un Paese disabituato alla libertà e alla democrazia da oltrequarant’anni di assolutismo gheddafiano. «L’Italia sostiene con convinzione il processo democratico in Libia», assicura Terzi, anche se ora «serve un cambio di passo» da parte di tutta la comunità internazionale. Perché «sarebbe inaccettabile un rallentamento del processo» per il quale «il popolo ha sofferto e combattuto». In agenda ora compare il primo importante traguardo, vale a dire le prime elezioni democratiche dopo decenni.
Ma c’è il cancro dei miliziani. «Ci sono alcuni che si autoproclamano milizie - avverte Ashour Bin Khayal - ma che in realtà sono fuorilegge: brigate formate dopo la liberazione di circa 17mila detenuti armati dal regime Gheddafi». Inizialmente il governo di Tripoli «aveva scelto di non affrontarli per evitare spargimento di sangue».
Ma ora «ha deciso di passare agli atti per mettere fine a questa situazione e preparare un terreno positivo alle prossime elezioni».