Visualizzazione post con etichetta senatori. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta senatori. Mostra tutti i post

domenica 26 agosto 2012

IL PARLAMENTO VA IN FERIE PER UN MESE. E IL DEPUTATO SI GIUSTIFICA: “LAVOREREMO PER MAIL”…


giovedì 21 giugno 2012

RIFORME COSTITUZIONALI La casta ascolta Libero: tagliati 122 deputati


Con 212 si, 11 no e 27 astenuti, i senatori approvano la riduzione delle poltrone a Montecitorio. Lega contraria. Eleggibilità a 21 anni

La casta ascolta Libero:
tagliati 122 deputatiMa ieri Palazzo Madama aveva fatto slittare l'esame dell'articolo sul taglio dei senatori
"Scherzetto" dei senatori ai colleghi deputati della Camera. L'aula di Palazzo Madama, che giusto ieri aveva posticipato l'esame dell'articolo 1 del dl riforme, oggi, giovedì 21 giugno, ha votato a favore della riduzione del numero dei deputati. L’Assemblea ha approvato con 212 sì, 11 no e 27 astenuti l’articolo 1 delle riforme costituzionali che prevede che il numero delle poltrone a Montecitorio scenda dagli attuali 630 a 508, 8 dei quali eletti nella circoscrizione estero. In totale perderanno la poltrona 122 senatori.
Eleggibili a 21 anni - Hanno votato a favore Pdl, Pd, Udc, Idv, Coesione Nazionale e Api; la Lega si è astenuta. In dissenso dai rispettivi gurppi hanno votato contro l’articolo 1 l’esponente radicale Donatella Poretti, Luigi Li Gotti (Idv) e Mario Baldassarri (Api-Fli). La norma, che riscrive l’articolo 56 della Costituzione, stabilisce inoltre che "sono eleggibili a deputato tutti gli elettori che nel giorno delle elezioni hanno compiuto i 21 anni di età" e non più 25 come previsto oggi. "La ripartizione dei seggi tra le circoscrizioni - prosegue il testo approvato dall’aula del Senato - fatto salvo il numero dei seggi assegnati alla circoscrizione estero, si effettua dividendo il numero degli abitanti della Repubblica, quale risulta dall’ultimo censimento generale della popolazione per 500 (e non più 618 come è oggi, ndr) e distribuendo i seggi in proporzione alla popolazione di ogni circoscrizione, sulla base dei quozienti interi e dei più alti resti".
fonte

venerdì 18 maggio 2012

Lite al Congresso Usa: la pizza è una verdura?


Diatriba sulla classificazione della Margherita nei pasti per le mense scolastiche. Per alcuni va considerata un vegetale

MILANO - C’è una domanda, a prima vista senza senso, che sta facendo discutere molto i senatori al Congresso americano. La pizza, proprio quella con la "pummarola 'n coppa", può essere classificata come verdura? La questione è seria: se la risposta fosse sì, motivata dal fatto che sulla pasta viene spalmata una buona dose di passata di pomodoro, le mense d’America potrebbero servire pizza al posto di broccoli e insalata, ai loro ragazzi. Se invece vincesse il fronte del no, verrebbe assicurato un menu dal conto calorico un po’ inferiore, e più ricco di vitamine ai più giovani, segnando un bel punto a favore della lotta all’obesità infantile che tanto attanaglia le famiglie statunitensi.
UNA DIATRIBA LUNGA UN ANNO – Tutto iniziò nel 2011, quando, prima dell’inizio del nuovo anno scolastico, venne approvata una nuova legge, il National School Lunch Program, anche grazie all’intervento della first lady Michelle Obama: per aiutare il ministero dell’Agricoltura a promuovere le produzioni della terra e combattere il junk food tra i giovanissimi, cambiavano tutti i menu delle mense scolastiche, che avrebbero dovuto seguire nuovi dettami salutisti. Oltre a regole generiche su sale, bevande gasate, numero di volte in cui andavano preparati pasti troppo calorici, la legge diceva basta a pizza, patatine fritte e cibi troppo grassi, e dava invece via libera a verdure e legumi, attingendo anche al repertorio dei menu etnici per variare la proposta delle cucine. Ma questi cambiamenti causarono subito molto fumo e proteste da parte dei genitori e degli allievi, che boicottarono inizialmente i nuovi menu e si arrivò anche ad alcuni casi di “mercato nero” di patatine, bevande gasate, biscotti e merendine nei corridoi scolastici. I ragazzi insomma, non mangiavano più quel che trovavano nel loro vassoio del pranzo.
UNA SPERANZA LEGISLATIVA – Ora dalla parte dei piccoli contrari alla dieta a base di verdure ci sarebbe un escamotage legislativo. Se vincesse il fronte del sì, infatti, la pizza tornerebbe in grandi quantità sulle tavole scolastiche, al contrario di quanto accade ora (la pizza comunque non è stata eliminata dalla dieta scolastica, ma ridotta e la sua ricetta è stata alleggerita sul fronte dei grassi e del sale contenuto). Per argomentare la loro teoria, i senatori a favore ricordano un precedente pronunciamento in cui si dichiara che un ottavo di tazza di salsa di pomodoro ha gli stessi valori nutrizionali di mezza tazza di verdure. Questo basterebbe implicitamente a far passare la fetta di pizza dalla parte di carote e finocchi. Il fronte del no, guidato dal senatore repubblicano Jared Polis, chiede che tale paragone venga ufficialmente abolito e denuncia come sia stato studiato a favore delle aziende alimentari produttrici di pizza surgelata.
LO «SLICE ACT» - Per rendere la pizza più salutista, comunque, lo stesso senatore propone il cosiddetto SLICE Act, la legge della fettina di pizza (slice in questo caso significa fetta, ma è anche l’acronimo di School Lunch Improvements for Children’s Education). Qui, oltre a chiedere che la pizza da vegetale si ri-trasformi in quel che è (un pasto completo composto da proteine, grassi, carboidrati, vitamine), si propongono alternative salutiste ai pasti oggi serviti, con il chiaro intento di combattere l’obesità, di cui soffrirebbe, secondo le statistiche federali, il 17 per cento dei bambini americani tra i 2 e i 18 anni.

mercoledì 11 aprile 2012

OGGI IL SENATO VOTERA' IL "PAREGGIO DI BILANCIO", GOLPE SILENSIOSO



PAREGGIO DI BILANCIO IN COSTITUZIONE: MERCOLEDI' (OGGI) GOLPE IN PARLAMENTO SENZA CHE GLI ITALIANI LO SAPPIANO. FATECI FARE IL REFERENDUM!


Mercoledì il Senato voterà in seconda lettura il definitivo stravolgimento dell’articolo 81 della Costituzione, inserendo nella stessa il pareggio di bilancio. Si tratta di un rovesciamento della Costituzione perché le politiche neoliberiste verranno poste alla base dell’azione dei governi per l’oggi e per il domani. Con una norma di questo tipo – tanto cara ai nazisti fino all’ingresso in guerra – Roosevelt non avrebbe mai potuto fare il New Deal e le politiche keynesiane – che hanno permesso il miracolo economico – sono messe fuori legge. Si tratta di una aberrazione culturale e politica; si tratta soprattutto di un vero e proprio golpe finanziario. Questo governo e questo parlamento sono dei ladri di democrazia che stravolgono le regole democratiche senza che il popolo possa dire nulla. Per questo rivolgiamo un appello ai Senatori affinché non approvino questo provvedimento con una maggioranza di due terzi. Almeno il popolo potrà esprimersi in merito con un referendum.

fonte