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venerdì 19 ottobre 2012

LEGGE DI STABILITÀ Chi ha un mutuo, perde gli atri sconti fiscali L'ultima beffa di Monti: il prestito per la casa copre il tetto di tremila euro

Chi ha un mutuo per la casa
perde gli altri sconti fiscali

di Sandro Iacometti
Altro che spread. Se le banche, malgrado la diminuzione degli indici di riferimento a cui sono collegati i mutui, continuano ad alzare i tassi, la vera mazzata sui prestiti è quella che arriverà dalla legge di stabilità. Il calcolo complessivo del gettito che lo Stato, stando alla relazione tecnica del provvedimento, prevede di incassare è di 2 miliardi nel 2013 e 1,1 sia nel 2014 sia nel 2015. Ma le cifre non rendono giustizia delle bordate che potrebbero arrivare sulle singole famiglie dalla nuova stretta disposta dal governo Monti. Misure che potrebbero comportare effetti fiscali cumulati negli anni ben maggiori di quelli indicati dai tecnici di Palazzo Chigi. Sui mutui, ad esempio, le simulazioni sfornano numeri impressionanti. Il calcolo di base è quello che scaturisce dal passaggio del precedente tetto alle detrazioni di 4mila euro a quello previsto nella legge di 3mila. Si tratta di 190 euro di Irpef detratta in meno, e quindi da pagare, l’anno che arrivano sulla schiena di tutti coloro che hanno sottoscritto un mutuo. Bisogna, però, tener conto che in questa maniera si esaurisce completamente il plafond di detrazioni a disposizione. Quindi, una volta scaricati gli interessi passivi del prestito, null’altro si potrà togliere dalle tasse. Il che, calcolando la media delle spese portate in detrazione dai contribuenti, fa circa 800 euro in più di Irpef all’anno. La cosa spaventosa è che l’uscita dal tunnel potrebbe non arrivare mai, essendo i prestiti per la casa decennali. Gli esperti del Sole 24 Ore hanno calcolato che su un mutuo trentennale di 170mila euro il costo fiscale aggiuntivo sarà di 4.500 euro di in più solo relativamente al prestito, a cui bisogna aggiungere il costo dello stop alle altre detrazione che durerà per ben 24 anni. Dal 25esimo anno gli interessi passivi si abbasseranno e potrete di nuovo tornare a detrarre qualcosina. Nel caso abbiate un mutuo più basso, ad esempio da 130mila euro per venti anni, potete tirare un sospiro di sollievo: la finestra delle detrazioni si riaprirà dopo soli 15 anni.
Assicurazione e istruzione Ma la stangata colpirà anche le altre voci del bilancio familiare. Il combinato disposto di tetto a 3mila euro e franchigia di 250 per chi ha un reddito sopra i 15mila euro l’anno comporterà riduzioni degli sconti sull’Irpef (quindi maggiori tasse) che vanno dal 25% per le spese sanitaria (11,3 milioni di contribuenti), al 40% per le assicurazioni sulla vita (5,3 milioni di contribuenti), fino al 31% per le spese sull’istruzione dei figli.
Ultimo appiglio L’unica speranza, a questo punto, è che qualcosa cambi durante l’esame parlamentare. Ieri il ministro dell’Economia, Vittorio Grilli, ha ribadito che, a saldi invariati, il governo è «aperto alla discussione su tutto». Persino a confrontarsi sulla sterilizzazione dell’aumento dell’Iva: «Mai dire mai». Soddisfatto il leader del Pdl, Angelino Alfano: «È quello che avevamo chiesto. Non condividiamo l’aumento delle tasse e lavoreremo per la difesa del ceto medio». Punta i piedi, invece, il segretario del Pd, Pierluigi Bersani: «Questo giro Irpef e Iva non va. Serve una riflessione vera, non possiamo scherzare perché così si deprime la domanda interna». Rimanendo in ambito fiscale, ieri Mario Monti ha anche aperto a possibili, quanto indefiniti, ritocchi dell’Imu. «La quota statale», ha detto il premier, «non è ancora eliminabile, ma il governo ha allo studio alcune ipotesi di intervento». Concetto ribadito anche da Grilli, secondo cui l’Imu, così come è, «è un’imposta ibrida. Stiamo lavorando per renderla più trasparente». Proposta subito raccolta dall’Anci, che ritiene possibile realizzare proprio nella legge di stabilità «un passaggio equilibrato dell’Imu ai comuni». 
twitter@sandroiacometti

giovedì 21 giugno 2012

SALASSO CONTINUO Bollette, in arrivo l'aumento di gas e luce Appena smaltita la prima rata dell'Imu, arriva l'ennesima mazzata: a luglio incremento del 2% per il metano e dell'1,5% per quella elettrica


Mentre avete appena finito di pagare l’Imu e vi accingete a completare il pagamento dell’Irpef, preparatevi ad aprire ancora il portafoglio. Da luglio, infatti, arrivano nuovi rincari in bolletta. Ad anticiparli, in attesa delle decisioni ufficiali sulle tariffe dell’Autorità, è il consueto rapporto del centro studi di Nomisma. «Prevediamo per il gas un incremento del 2%, mentre per la bolletta dell’elettricità la nostra previsione è di un aumento dell’1-1,5%», spiega il presidente di Nomisma Energia, Davide Tabarelli. A spingere il caro-tariffe sarà principalmente l’effetto dei prezzi delle materie prime registrati nei mesi passati. 
Nuovi aumenti L’aumento di luglio si andrà ad aggiungere ai rincari già effettuati nei mesi scorsi. Il calcolo complessivo della stangata aggiuntiva su luce e gas da gennaio alla fine dell’anno, secondo le stime di Federconsumatori, potrebbe aggirarsi sui 200 euro a famiglia. Già adesso con gli aumenti scattati finora e con le nuove stime di Nomisma il conto da gennaio è aumentato di circa 72 Euro per l’elettricità e 78 Euro per il gas. «Cifre elevatissime, che risultano particolarmente gravi ed insostenibili per le famiglie», commentano i consumatori che chiedono un «intervento con operazioni determinate» nel settore dell’energia, per ridurre i pesanti oneri di sistema e aumentare la ancora scarsa competitività di mercato. L’Italia d'altra parte detiene già il «triste primato» delle bollette più care d’Europa considerato che le famiglie francesi per 100 kWh di energia elettrica, incluse le tasse, pagano il 32% in meno rispetto all’Italia e i cittadini inglesi il 24% in meno. Uno scenario che si replica per il gas: in Francia si paga il 26% in meno rispetto all’Italia e in Inghilterra ben il 41% in meno. «Per far diminuire i costi dell’energia anche nel nostro Paese occorre effettuare una sana pulizia delle bollette, depurandole di tutti gli oneri, contributi e tasse che hanno un discutibile legame con i beni acquistati», chiedono Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, per i quali è «indispensabile» ridurre almeno l’aliquota Iva al 10% per il metano ed al 5% per l’elettricità. 
L'allarme E a lanciare l’allarme sul caro-bollette è anche la Coldiretti, secondo cui per effetto degli aumenti in bolletta la spesa per energia elettrica, combustibili e trasporti delle famiglie italiane ha superato il 19% di quella totale, sorpassando addirittura nel 2012 quella per gli alimentari e le bevande. L’aumento della spesa energetica in un momento di crisi, secondo Coldiretti, «ha un doppio effetto negativo». Da una parte riduce il potere di acquisto dei cittadini e delle famiglie, dall’altra aumenta anche i costi delle imprese particolarmente rilevanti per l’agroalimentare durante l’estate. Il che significa che alla fine della fiera le famiglie oltre a sborsare più denaro per luce e gas si troveranno anche a dover fare i conti con l’aumento dei prezzi sui banchi di mercati e supermercati. 
di Sandro Iacometti
twitter@sandroiacometti