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sabato 22 giugno 2013

Al via i controlli sui conti correnti, banche senza più segreti


Da lunedì istituti di credito e intermediari devono trasmettere all'Agenzia delle entrate identificativi e movimenti di tutti i rapporti

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Da lunedì 24 giugno banche e società finanziarie dovranno trasmettere all'Agenzia delle entrateidentificativi e movimenti di tutti i rapporti finanziari dei contribuenti italiani con le banche e gli intermediari. Le informazioni da trasmettere all'Agenzia saranno compresse in un file criptato e viaggeranno su un canale telematico dedicato tra le banche e l'amministrazione fiscale.
La nuova banca dati dell'anagrafe tributaria sarà pienamente operativa a fine ottobre e si annuncia, almeno nelle attese dell'amministrazione e del governo, uno strumento potentissimo contro l'evasione, anche se c'è chi parla della fine del segreto bancario in Italia. Già oggi gli ispettori del fisco possono accedere ai conti bancari, ma soltanto in alcuni casi specifici e con molti limiti e cautele. L'accesso ai dati bancari era fino a oggi possibile, infatti, solo se prima era stato avviato un accertamento formale. Da ottobre, invece, sarà proprio dall'analisi dei dati dei conti correnti e della loro movimentazione che potrà scattare l'accertamento fiscale, anche se l'accesso ai conti sarà soggetto a numerose cautele e i dati non potranno assolutamente essere usati in modo indiscriminato.
Analizzando il flusso delle informazioni che inizieranno ad arrivare lunedì, l'Agenzia delle entrate potrà predisporre "specifiche liste selettive di contribuenti a maggior rischio di evasione", sui quali poi fare accertamenti. I dati che banche e società finanziarie dovranno comunicare all'Agenzia riguardano le consistenze e i movimenti registrati nel 2011 su tutti i rapporti bancari e finanziari intrattenuti con i clienti: conti correnti, conti di deposito, depositi a risparmio, gestioni patrimoniali, fondi comuni, derivati, garanzie, fondi pensione, carte di credito, acquisto o vendita di oro e preziosi e addirittura le cassette di sicurezza (per le quali dovrà pure essere indicato il numero degli accessi registrati nel corso dell'anno). Per ogni rapporto e per ogni anno gli istituti di credito dovranno trasmettere l'identificativo, la consistenza iniziale e finale, la somma di tutti i movimenti dell'anno in dare ed in avere. Entro il 31 ottobre dovranno essere comunicati tutti i dati del 2011, mentre entro la fine di marzo dell'anno prossimo le banche invieranno quelli del 2012 ed entro l'ottobre del 2014 la banca dati sarà a regime, con l'acquisizione di quelli di quest'anno.
(Affaritaliani.it)

martedì 20 novembre 2012

Redditest, ecco come funziona

In attesa che cominci il vero controllo da parte dell'Agenzia delle Entrate, i contribuenti italiani possono autocontrollarsi e verificare la congruità tra il reddito familiare dichiarato e le spese annuali.
Come? Col redditest, un software scaricabile dal sito dell'Agenzia delle Entrate, che rispettando la privacy permette di capire se c'è il rischio di essere considerati evasori fiscali o meno. Lo strumento verrà presentato oggi alla stampa e si baserà su cento voci riconducibili a sette diversi gruppi (abitazioni, mezzi di trasporto, assicurazioni e contributi, istruzione, tempo libero e cura della persona, investimenti mobiliari e immobiliari netti e altre spese significative).
Il misuratore del reddito valuterà la capacità di esborso per risalire ai ricavi, non ci saranno più i vecchi coefficienti, per esempio la barca non peserà più del camper, ma il sistema si baserà appunto su queste 100 voci. Dalle auto alle barche, dal possesso di cavalli al risparmio e ai movimenti bancari, dai contributi versati alle assicurazioni, ai mutui e ai lavori immobiliari, gallerie d’arte e tour operator. Il controllo incrociato con le dichiarazioni permetterà di misurare la coerenza tra uscite ed entrate. Se il risultato è un evidente discostamento il contribuente sarà innanzitutto chiamato a dare spiegazioni.
Uno degli elementi d’innovazione, infatti, sta nella richiesta di dati e notizie per la ricostruzione sintetica del reddito, prima ancora di avviare il procedimento di accertamento ai fini della lotta all’evasione fiscale.  Il redditest è figlio dell’operazioneredditometro, ma non ha alcun valor di autodenuncia.
Se il risultato del test sarà una luce verde c’è la prova della congruità, altrimenti si accende un semaforo rosso, segno di una discrepanza tra reddito e tenore di vita. Una spia che indica a rivedere bene la propria dichiarazione per evitare di cadere sotto la lente del fisco. La verifica avviene sulla base delle spese più rilevanti, facilmente individuabili. I dati inseriti rimangono noti solo al  contribuente e non ne rimane traccia sul web.
"Il nuovo redditometro è già pronto, e siamo in fase di approvazione del relativo decreto ministeriale e quindi sicuramente a gennaio sarà utilizzabile", ha dichiarato il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, nel giorno di presentazione del redditest, aggiungendo che "noi lo adopereremo con la
massima cautela e soltanto per differenze eclatanti" tra le spese e i redditi dichiarati. Intanto però Befera avverte di aver ravvisato dichiarazioni dei redditi incoerenti in oltre il 20 per cento dei casi. "Da una simulazione sull'intera platea delle famiglie, oltre 4,3 milioni (circa il 20%)" delle dichiarazioni dei redditi "risultano non coerenti", ha detto Befera. Che poi ha aggiunto che circa un milione di famiglie spende molto, ma non dichiara nulla o quasi.

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martedì 29 maggio 2012

Ricev. e pubbl.: Lettera aperta alle istituzioni della madre di una donna disabile


Riceviamo e pubblichiamo da Marina Cometto:


Gentilissima redazione, chiedo la vostra attenzione e la pubblicazione di questa lettera aperta.

Sono la mamma di una donna disabile di 39 anni, mia figlia ha la Sindrome di Rett, grave malattia rara che in lei ha avuto effetti devastanti rendendola già dall’infanzia persona totalmente non autosufficiente , anche con gravi limitazioni cognitive.


Abbiamo cresciuto nostra figlia e i suoi fratello e sorella cercando di offrirle il meglio secondo le nostre possibilità , siamo una famiglia operaia , ho lasciato il lavoro per poter seguire mia figlia e non doverla affidare alle “cure” di qualche struttura , che allora si chiamavano istituti, tetri ghetti che toglievano alle persone , anche bambini , ogni rispetto, dignità , diritto.


Abbiamo vissuto momenti difficili, altri anche tragici, ma questo non ci ha impedito di vivere una vita serena insieme ai nostri figli, pur con le limitazioni dovute alle scarse risorse economiche e agli impedimenti che vive una persona con gravissima disabilità .

Claudia ha necessità di molti ausili, farmaci, controlli, riabilitazione, ricoveri ospedalieri anche solo per cure ai denti o per esami invasivi in anestesia totale , è certamente un costo rilevante per la sanità pubblica , solo di acqua gelificata ( per chi ha problemi di deglutizione e non può deglutire l’acqua) vi è un costo di circa 300 euro al mese, poi ci sono i sondini d’aspirazione, i pannoloni, i farmaci , la riabilitazione che per lei ora significa peggiorare più lentamente .


Percepisce l’indennità d’accompagnamento messa in discussione in questi ultimi temi dalla politica e una pensione d’invalidità civile di ben 270 euro , cifre che non sono sufficienti per tutto quello di cui necessita e che noi come famiglia ci facciamo carico per amore ,da ben 39 anni.


Si legge sui quotidiani e si sentono nelle trasmissioni televisive e radiofoniche le affermazioni e esternazioni dei vari ministri che hanno ormai dato vita a una vera e propria guerra contro la disabilità con il chiaro intento di cancellare questa voce dal vocabolario italiano, l’ultima in ordine di tempo è stata la voce del Ministro Fornero durante il convegno a Milano Autonomia delle persone con disabilità “Non si può pensare che lo Stato sia in grado di fornire tutto in termini di trasferimenti e servizi”. Gravissime parole da parte di un ministro perché significa che oltre a non prendere in considerazione l’argomento che è un tema sociale ha anche dimenticato l’articolo 38 della Costituzione Italiana a cui lei ha giurato di tenere fede e fare rispettare “ Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all’assistenza sociale, Quindi è un dovere dello Stato !Non una scelta o una possibilità, E’ UN DOVERE DELLO STATO ! LO STATO PADRE NON PADRONE!


Sembra che sia la spesa sociale e sanitaria a aver gettato il nostro Paese nella crisi economica, non le spese eccessive per la politica, gli stipendi d’oro dei ministri, i privilegi vergognosi che vengono riconosciuti a Enti e organizzazioni ,acquisti di beni di lusso inutili, finanziamenti per spese varie …..,senza alcun rispetto per i cittadini comuni.
Sembra che sia la spesa sociale il grande dramma del nostro Paese, è vero è un dramma, ma per le famiglie che vivono la disabilità e che vedono ora togliere quel poco che ci permetteva di rimanere nel contesto sociale .
Sembra quasi che ci sia un percorso già tracciato per indirizzare le risorse del sociale su altri capitoli, sento parlare di assicurazioni, no profit, servizi, .
Noi abbiamo bisogno di risorse economiche per offrire a Claudia il necessario per vivere ora con noi con tutto ciò che le serve, e un domani senza di noi genitori in casa sua , perché mia figlia caro ministro deve rimanere a casa sua non “presa” come fosse un oggetto e spostata in qualche RSA a morire d’inedia con le piaghe da decubito e casomai anche con un bel sondino allo stomaco , perché così è più facile alimentarla.


O questo è forse un modo per far cadere nello sconforto i genitori come noi che vedendo la vecchiaia avanzare e non avendo concretamente possibilità di decisioni a livello pubblico, si preferisca la “soluzione finale” e cioè eliminarci dopo aver fatto la stessa fine ai nostri figli?


MI DISPIACE DELUDERVI SIGNORI MINISTRI QUESTO NON LO FARO’ MAI !


COMBATTERO’ E CONTESTERO’ LA VOSTRA POLITICA DI DISTRUZIONE DELLO STATO SOCIALE FINO ALL’ULTIMO RESPIRO!

MARINA COMETTO
http://www.nocensura.com/2012/05/ricev-e-pubbl-lettera-aperta-alle.html