venerdì 14 marzo 2014

Parla l avvocato che uccise il Porcellum Anche Italicum incostituzionale


La Corte Costituzionale potrebbe salvare l'Italia dall'Asse Renzi-Berlusconi "Mai dato l'ok alle preferenze" Se la legge elettorale "Italicum" reggesse anche in senato il governo potrebbe esssere comunque messo a rischio dalla corte costituzionale, se riconoscesse l'italicum incostituzionale perche a quel punto cadrebbe l'asse Renzi-Berlusconi e Renzi con il PD spaccato non avrebbe i numeri per governare.
Secondo il legale, il premio di maggioranza, così come formulato, "è un trucco, un tradimento della libera volontà degli elettori

giovedì 13 marzo 2014

LO SBARRAMENTO

Ecco fatto: col 12% (soglia della coalizione), con l’8%(singoli), ma anche col 4,5% (in coalizione) è quasi impossibile entrare in parlamento se non ci si chiama pd, pdl o movimento 5 stelle … Anche la Lega rischia di starne fuori e quindi la torta viene spartita solo dai tre colossi. Poco importa se non si va a votare oppure se si vota per tutti i restanti, e nello stesso modo se si annulla la scheda o se questa va in bianco … Tutti voti (e non) persi …
Praticamente sono validi, grosso modo circa il 30, 35% dei voti globali, mentre il 65, 70% sono … buttati nel cesso. Penso che si dovrebbe parlare di oligarchia, non più di democrazia.
Inoltre il premio di maggioranza, che dovrebbe arrivare dopo la soglia del 37% (fin’ora) dei VOTI VALIDI, farà sì che non si possa fare a meno di un secondo turno, dove uno dei contendenti verrà messo da parte … Sembra un revival del film Highlander (solo uno sopravvivrà !) … Ed infatti chi al secondo turno vincerà anche solo di un voto sarà praticamente il padrone dell’Italia per quattro anni. Certo dovrà dividere il suo potere con la magistratura che gli contesterà ogni legge promulgata, certo dovrà evitare i veti della UE, pronta a impedire qualsiasi riforma che non la onori, ed infine dovrà accontentare anche le varie lobbie, agire secondo la “politica corretta” e poi stare in campana per il resto … Praticamente chi vincerà continuerà a non potere governare, se non “honoris causa”. Ma chi si accontenta gode e certamente non avrà problemi economici di sopravvivenza (parlo del partito, non del popolo, naturalmente)…
Quindi, ragazzi miei, che vedete nella politica una missione per servire il Paese, se non avete altri scopi, non so, per esempio di lucro o di ambizione per il potere, allora non dovrete preoccuparvi di essere trombati: rimarrete quello che siete, sfigati, forse, ma onesti. Mi preoccuperei per gli altri, per i vincitori. Ad ogni modo le mie simpatie vanno come al solito … per i perdenti
 

mercoledì 12 marzo 2014

Gli smemorati di Berlino / Quando la Germania fu salvata con la cancellazione di tutti i suoi debiti



NEL 1953 LA GERMANIA VENNE SALVATA CON LA CANCELLAZIONE DI TUTTI I SUOI DEBITI DA PARTE DELLE NAZIONI D’EUROPA PER DECINE DI MILIARDI AI TEDESCHI.
La Germania, che fa tanto la moralizzatrice con gli altri Paesi europei, è andata in default due volte in un secolo e le sono stati condonati i debiti di due guerre mondiali per consentirle di riprendersi. Fra i Paesi che le hanno condonato i debiti, la Grecia, prima di tutto, che pure era molto povera, e l’Italia.
Dopo la Grande Guerra, John Maynard Keynes sostenne che il conto salato chiesto dai Paesi vincitori agli sconfitti avrebbe reso impossibile alla Germania di avviare la rinascita. L’ammontare del debito di guerra equivaleva, in effetti, al 100% del Pil tedesco. Fatalmemte, nel 1923 si arrivò al grande default tedesco, con l’iperinflazione che distrusse la repubblica di Weimar. Adolf Hitler si rifiutò di onorare i debiti, i marchi risparmiati furono investiti per la rinascita economica e il riarmo, concluso, come si sa, con una seconda guerra, ben peggiore, in seguito alla quale a Berlino si richiese un secondo, enorme quantitativo di denaro da parte di numerosi Paesi. L’ammontare complessivo aveva raggiunto i 23 miliardi di dollari (di allora!)
La Germania sconfitta non avrebbe mai potuto pagare i debiti accumulati in due guerre, peraltro da essa stessa provocate.
Mentre i sovietici pretesero e ottennero il pagamento della somma loro spettante, fino all’ultimo centesimo, ottenuta anche facendo lavorare a costo zero migliaia di civili e prigionieri, il 24 agosto 1953 ben 21 Paesi, Belgio, Canada, Ceylon, Danimarca, Grecia, Iran, Irlanda, Italia, Liechtenstein, Lussemburgo, Norvegia, Pakistan, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, Repubblica francese, Spagna, Stati Uniti d’America, Svezia, Svizzera, Unione Sudafricana e Jugoslavia, con un trattato firmato a Londra le consentirono di dimezzare il debito del 50%, da 23 a 11,5 miliardi di dollari, dilazionato in 30 anni. In questo modo, la Germania poté evitare il default, che c’era di fatto. L’altro 50% avrebbe dovuto essere rimborsato dopo l’eventuale riunificazione delle due Germanie, ma nel 1990 l’allora cancelliere Kohl si oppose alla rinegoziazione dell’accordo, che avrebbe procurato un terzo default alla Germania. Italia e Grecia acconsentirono di non esigere il dovuto.
Nell’ottobre 2010 la Germania ha finito di rimborsare i debiti imposti dal trattato del 1953 con il pagamento dell’ultimo debito per un importo di 69,9 milioni di euro.
Senza l’accordo di Londra che l’ha favorita come pochi, la Germania dovrebbe rimborsare debiti per altri 50 anni. E non ci sarebbe stata la forte crescita del secondo dopoguerra dell’economia tedesca, né Berlino avrebbe potuto entrare nella Banca Mondiale, nel Fondo Monetario Internazionale e nell’Organizzazione Mondiale del Commercio.
Quindi: che cos’ha da lamentare la Merkel, dal momento che il suo Paese ha subito e procurato difficoltà ben maggiori e che proprio dall’Italia e dalla Grecia ha ottenuto il dimezzamento delle somme dovute per i disastri provocati con la prima e la seconda guerra mondiale? La Grecia nel 1953 era molto povera, aveva un grande bisogno di quei soldi, e ne aveva sicuramente diritto, perché aggredita dalla Germania. Eppure… Perché nessun politico italiano ricorda ai tedeschi il debito non esigito?
Roberto Schena
germania
fonte

martedì 11 marzo 2014

Scatta lo sgombero dell'ex Impregilo, strade bloccate dal sit in di protesta


Sgombero all'ex Impregilo e siti in di protesta (1 / 4)

Sgombero all'ex Impregilo e siti in di protesta (2 / 4)

Sgombero all'ex Impregilo e siti in di protesta (3 / 4)

Sgombero all'ex Impregilo e siti in di protesta (4 / 4)