Visualizzazione post con etichetta Parigi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Parigi. Mostra tutti i post

lunedì 2 settembre 2013

ITALIANI PER FINTA Abbado e Piano, senatori in Italia, contribuenti all'estero... L'architetto e il maestro trascorrono gran parte dell'anno all'estero dove lavorano e portano ricchezza. Ora lascino l'Engadina e Parigi e si trasferiscano qui

Le superstar Abbado e Piano 
senatori a vita in Italia 
contribuenti all'estero
Qual è il tuo stato d'animo?
5
Senatori a vita inItalia...ma con la residenza all'estero. Su 2 dei  4 nuovi inqulini di palazzo Madama, Claudio Abbado e Renzo Piano scoppia la bufera. La nomina porterà nelle tasche dell'architetto e del maestro circa 300 mila euro. Ma c'è un punto da chiarire. Sia Piano che Abbado più che cittadini italiani sonocittadini del mondo. I loro successi professionali sono maturati all'estero e in Italia, diciamo, sono "di passaggio". Piano vive tra New York e Parigi.  Mentre su Abbado circolano indiscrezioni che lo vedono iniziare la sua carriera nel Principato di Monaco per trasmigrare poi a quanto sembra in Engadina, in Svizzera, dove ha deciso di stabilire la sua residenza. Probabilmente, ma è solo un sospetto, per ragioni fiscali. Ragioni che seguono, con uno strascico un po' imbarazzante quella vicenda della dichiarazione dei redditi del 2005, rilevati dall'allora ministro Visco, che portarono in superficie per Claudio Abbado un introito di appena 17.237 euro lordi e tasse pagate per 3.965 euro. Il primo ad alzare il velo sulle vicende fiscali di Abbado è stato Renato Farina che twitta: "Speriamo che Abbado trasferisca la sua residenza fiscale in Italia dalla Svizzera, Engadina. E quella mentale da Cuba".
Residenze fiscali - A rincarare la dose, come racconta Il Giornale, è arrivata la deputata del Pdl Elvira Savino: "Non v'è dubbio che le qualità artistiche siano un presupposto importante per la nomina dei senatori a vita, ma la qualifica più alta dovrebbe essere quella del riconoscimento nei valori della democrazia e della libertà, cosa che nel caso del maestro Abbado risultano poco evidenti nel momento in cui lo stesso Abbado ha sempre riservato parole di lode per il regime castrista di Cuba. Forse per Abbado la nomina più opportuna sarebbe stata sì quella di Senatore a vita, a l'Avana però". Nel 2008 il fisco perparò una lista di italiani "in fuga verso Montecarlo". Nella lista c'era anche il direttore d'orchestra Claudio Abbado. Dunque, il maestro Abbado aveva "accettato le contestazioni" e aveva pagato il conto. Non è dato sapere però la cifra. Nel 1981 il maestro avea già avuto una contestazione da 216 milioni di lire e anche il quel caso dovette restituire il malloppo al fisco. Stessa storia per l'archistar Renzo Piano. I suoi studi sono spalmati tra Genova, Parigi e New York. Nel 2010 il "Renzo Piano Building Workshop" era risultato il primo studio di architettura per fatturato sia in Francia, con 45 milioni e 785mila euro, sia in Italia, con 11 milioni e 294mila euro dichiarati. Diciamo che le casse francesi hanno di sicuro goduto di più del tavolo da disegno dell'archistar. Anche Carlo Rubbia finì nel "listone" del fisco. Nel 2008 anche a lui fu recapitata una cartella esattoriale. Per carità, va detto che nella condotta fiscale non c'è alcun illecito.  Ma nominare senatori a vita, due professionisti che con l'Italia hanno poco a che vedere è forse un pò inopportuno. Senatori a Roma, contribuenti all'estero. (I.S.)

giovedì 17 gennaio 2013

ALTRO CHE "GESTIONE DEGLI AFFARI ORDINARI" Mali, Monti sta con la Francia: "Supporto tecnico e logistico". Siamo in guerra

Se non ve ne siete accorti, 
il premier dimissionario Monti
ha dichiarato guerra al Mali
Il presidente del Consiglio dimissionario e i ministri rimarranno in carica per la gestione degli affari ordinari. Così recita, più o meno, la Costituzione a proposito del ruolo degli esecutivi in fin di legislatura. A quel dettato dovrebbero attenersi pure Monti e i suoi "tecnici" a meno di due mesi dalle elezioni politiche. Ora, vien da chiedersi: rientra nella gestione degli "affari ordinari" anche dichiarare la guerra a un paese straniero? Perché, se qualcuno non se ne fosse accorto, è quel che ha fatto il governo Monti in queste ultime ore, offrendo supporto tecnico e logistico all'intervento militare francese in Mali. Una guerra vera e propria, in cui 2.500 soldati francesi stano fronteggiando le milizie jihadiste attestate nella parte nord-oerientale del paese sub-sahariano. A proposito: i jihadisti hanno già attaccato per rappresaglia una installazione petrolifera occidentale al confine tra Mali e algeria, uccidendo due persone e prendendone in otaggio 41. E hanno "promesso" attentati a Parigi. Ora, agli alleati militari di Hollande (come l'Italia) che trattamento spetterà?
http://www.liberoquotidiano.it/news/politica/1162353/Ve-ne-eravate-accorti--Monti--ha-dichiarato-guerra-al-Mali.html

mercoledì 26 dicembre 2012

Francia, cade un altro tabù: dal 2013 in funzione le ‘stanze del buco’


Lo ha annunciato il ministro della Sanità. Diverse città (Parigi, Marsiglia, Bordeaux, Nancy, Tolosa e Strasburgo) sono pronte per dare il via alla sperimentazione di sale per il consumo controllato di droga (in inglese 'shooting room'), già testate con successo in mezza Europa

di Giovanni De Faveri

Nel 2013 la Francia si prepara a far cadere un altro tabù. Dopo il matrimonio (e le adozioni) per lecoppie omosessuali, progetto di legge che sarà discusso in Parlamento il 29 gennaio, nel corso del prossimo anno entreranno in funzione oltralpe le cosiddette ‘stanze del buco’, o narcosale. Attualmente illegali, sono state oggetto di discussione anche durante il governo di Nicolas Sarkozy. Diverse città sono pronte per dare il via alla sperimentazione di sale per il consumo controllato di droga (in inglese ‘shooting room‘), già testate con successo in mezza Europa: dalla Svizzera al Regno Unito, dalla Germania all’Olanda, dalla Spagna alla Norvegia, al Lussemburgo.
Lo ha annunciato il ministro della Sanità, Marisol Touraine, figlia del sociologo Alain (teorizzatore della società post-industriale). Non c’è distinzione di colore politico nelle città che potrebbero accogliere le stanze del buco: c’è ovviamente la Parigi di Bertrand Delanoë, del Partito socialista, ma ci sono anche la Marsiglia di Jean-Claude Gaudin e la Bordeaux di Alain Juppé, entrambi dell’Ump (ma anche Strasburgo, Nancy e Tolosa si sono dette interessate): quattro in tutto i progetti – due quelli della città del vino – presentati finora alla Mildt, la Commissione interministeriale di lotta contro le droghe e le tossicomanie, che li sta analizzando. Quello che chiedono tutti i sindaci è una decisione rapida, affinché la sperimentazione cominci quanto prima e non finisca per interferire con la campagna per le municipali, prevista nel 2014.

Quando, secondo Jean-François Corty, di Médecins du monde, “sarà difficile che il provvedimento non venga strumentalizzato”. “Stiamo facendo un’analisi tecnica, per ora il progetto parigino sembra quello più avanzato – ha spiegato invece Danièle Jourdain-Menninger, presidente della Mildt – le conclusioni le tireranno poi i ministeri competenti: Interno, Giustizia e Sanità”. Le narcosale permetteranno ai tossicomani di consumare le proprie sostanze in buone condizioni d’igiene e sotto la supervisione di personale sanitario, riducendo i problemi di ordine pubblico. Nelle città europee in cui il sistema è già rodato, come Londra, si è ridotto il numero dei tossicomani per strada, oltre che lo spaccio. E anche i crimini sono diminuiti, secondo quanto scriveva qualche anno fa l’Independent. In Italia, la questione è sempre stata uno dei cavalli di battaglia dei radicali, ma non ha mai trovato terreno fertile in Parlamento. E anche a Milano, di recente, la proposta del partito di Marco Pannella di istituire delle sale salvavita e da iniezione è stata dichiarata ‘inammissibile’.


Fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/12/24/francia-cade-altro-tabu-dal-2013-in-funzione-stanze-del-buco/452815/

venerdì 11 maggio 2012

HOLLANDE: UN ALTRO DELLA BANDA BILDERBERG


I mass media stanno passando l'informazione che l'elezione del Presidente socialista francese Francois Hollande rappresenti in qualche modo una inversione di rotta e che sia una sfida diretta alla Unione Europea. Tuttavia il suo passato e le persone di cui si circonda, confermano il fatto che sia un altro globalista, dedito ed entusiasta sostenitore dell'ethos dittatoriale europeo della svendita della sovranità.

“In tutta l'Europa è tempo di cambiare" ha detto Hollande salutando le folle che si sono riunite per ascoltare il suo discorso della vittoria a Parigi, nelle prime ore di lunedi,” riporta il L.A. Times: “Gli osservatori riconoscono che l'elezione di Mr Hollande rappresenta una svolta radicale nella governance dell'eurozona e nella gestione delle singole crisi valutarie,” riporta Sky News:

Tuttavia è fuori posto ogni accenno al fatto che la sconfitta di Nicolas Sarkozy da parte di Hollande, rappresenti in qualche modo una enorme sfida alla Unione Europea e ai suoi sforzi, fatti in stretta coordinazione con l'FMI (Fondo Monetario Internazionale e Goldman Sachs, per sfruttare la crisi del debito a propri fini politi: http://www.prisonplanet.com/goldman-sachs-rules-the-world-bank-of-england-next.html

Hollande è semplicemente un'altra creature dell'establishment a ed un globalista che sostiene con entusiasmo il superstato europeo. Sostenne nel 1992 il Trattato di Maastricht, il documento che delineava l'introduzione dell'euro come moneta unica e che si basava su una impronta Bilderberg del 1955. Hollande sostenne anche la Costituzione europea in un referendum del 2005 nonostante la piu' parte dei suoi alleati socialisti votasse contro.

Hollande è l'ex portavoce dell'ex Presidente Lionel Jospin, un altro impegnato globalista che frequentò il Bilderberg nel 1996. E' anche un ex assistente dell'ultimo Presidente socialista della Francia, Francois Mitterand, un massone del 33° grado.

Secondo Daniel Estulin, segugio del Bilderberg, questo "club" fu largamente responsabile della vittoria di Mitterand alle presidenziali del 1981.

Il "consulente speciale" di Hollande è niente meno che Manuel Valls
http://fr.wikipedia.org/wiki/Manuel_Valls un ex Massone e partecipante al Bilderberg del 2008, che apertamente sostiene il governo di un superstato federale europeo alle spese delle sovranità nazionali. Valls ha pubblicamente chiesto che la Commissione Europea controlli i budget nazionali delle nazioni membro della EU.

Quando messo davanti a questo legame con il Bilderberg, da "We Are Change Paris", Valls tentò di deviare la domanda accusando i videografi di negare l'Olocausto - Video:http://www.youtube.com/watch?v=sXRMYiLeurg

Nonostante la smargiassata di tutti i media sul "cambiamento radicale" in Francia e sul fatto che Hollande rappresenti una minaccia all'agenda politica della EU, aspettatevi che sia un altro ossequioso portaborse dell'elite dato che tassa la classe borghese per farla sparire, mentre continua a sacrificare la sovranità nazionale della Francia sull'altare del superstato europeo.

Con Nicolas Sarkozy che comincia a dimostrarsi irritante per la classe politica di Bruxelles e che si sta muovendo per emendare i termini del Trattato di Maastricht, cosi venerato dai globalisti, Hollande viene venduto dall'establishment come un soffio di aria fresca ma senza dubbio si dimostrerà essere il porto dello stesso tanfo di autoritarismo antidemocratico che pervade tutta l’Unione Europea.