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martedì 24 luglio 2012

Ida Magli: come previsto, l’euro è la rovina dell’Europa


Ida Magli«Spero che i pochi amici che abbiamo, che vogliono bene all’Italia, spingano i politici a uscire dall’euro». Problema numero uno, i politici: «Ormai sono un’ombra, degli spettri nel Parlamento». Parola di Ida Magli, autorevole antropologa: una delle poche voci, vent’anni fa, a mettere in guardia gli italiani dal trionfalismo europeista che – col Trattato di Maastricht – pose le condizioni per il “massacro sociale” con cui oggi facciamo i conti: privatizzazione del debito pubblico a vantaggio della finanza speculativa e fine della moneta sovrana, arma fondamentale per gestire le crisi proteggendo i cittadini. Risultato: il debito – storico motore dello sviluppo sociale – ora diventa un incubo, e costringe gli Stati sotto ricatto a svendere i “gioielli di famiglia” alle stesse multinazionali che, attraverso la grande finanza e i suoi emissari – Bce e Commissione Europea – hanno manovrato per scatenare il panico con un obiettivo chiaro: fare man bassa dei beni comuni, ovvero l’ultimo terreno di conquista rimasto, in un’economia ridotta in mutande.

Lo scenario è cupo: le manovre speculative che deprimono l’economia reale inducendo i governi a tagliare le spese vitali preservando solo le banche – operazioni che qualcuno non esita a definire “golpe finanziario” – sono state accelerate negli ultimi mesi di fronte alla grande crisi dell’Occidente globalizzato, che dopo due secoli e mezzo sta letteralmente smettendo di crescere. Crisi climatica, penuria energetica, recessione economica dovuta all’eccessiva produzione di merci superflue, che i consumatori non riescono più ad assorbire: più l’economia fatica, più il business si trasferisce nella sola sfera finanziaria, centralizzando il potere e facendo saltare le tutele democratiche. Se fino a ieri gli Stati riuscivano a far fronte alle crisi sistemiche attraverso la propria capacità di spesa pubblica garantita dalla sovranità monetaria, l’Eurozona ha progressivamente neutralizzato le difese delle comunità nazionali. Fino all’affronto estremo del Fiscal Compact, il trattato-capestro in base al quale lo Stato perde anche la sua ultima prerogativa, l’autonomia di bilancio: dal 2013, governi e Parlamenti regolarmente eletti saranno scavalcati dai tecnocrati di Bruxelles, i soli a decidere come gli Stati dovranno spendere il denaro pubblico per i loro cittadini. 
«Sono una persona che ama la propria patria e che si occupa da molti anni della situazione dell’Unione Europea», dice Ida Magli in un intervento rilasciato il 21 luglio per il blog di Beppe Grillo. «Ho avuto sempre un’idea contraria all’unificazione, perché ero convinta che fosse un progetto assolutamente improbabile e che oggi mi appare del tutto patologico e delirante: la conduzione dei banchieri al posto dei politici ha firmato in un certo senso la fase finale del delirio», aggiunge l’antropologa. Basta dare un’occhiata alla Borsa, «a cui siamo tutti costretti a guardare come se fosse l’unico strumento della nostra vita»: se il differenziale di cambio con i titoli tedeschi torna a volare oltre i 500 punti, «significa che i trattati appena ratificati dal Parlamento italiano come una grande conquista – Fiscal MontiCompact e Meccanismo di Stabilità – sono stati visti dai mercati per quello che sono: un segnale di debolezza, non di forza».
I mercati, aggiunge Ida Magli, hanno visto come debolezza i due trattati «perché sono stati ratificati senza che i cittadini ne siano stati informati: tant’è vero che non lo fanno sapere agli italiani, perché sicuramente direbbero di no». Ovvio: se solo potessero pronunciarsi, gli italiani respingerebbero certamente l’idea di «dover essere succubi della Germania». Conclusione: «L’Unione Europea non può essere un unico Stato, è diventato soltanto un insieme di Stati deboli sottomessi alla Germania». Inutile girarci attorno: «I mercati valutano questo come un fatto che non potrà andare avanti per molto, perché si tratta di una situazione patologica, anomala», che oltretutto sta producendo un terremoto devastante nella finanza pubblica, a danno dei cittadini impoveriti, spaventati e precarizzati. Peggio: abbandonati al loro destino dei partiti-fantasma di cui parla Ida Magli, totalmente asserviti ai diktat della Bce e dei commissari locali come Mario Monti. Stando alle attuali regole, chiunque vincerà le elezioni nel 2013 non potrà più decidere praticamente niente. Unica possibilità: stracciare vent’anni di trattati-capestro e abrogare proprio quelle regole, tutte introdotte in modo semi-clandestino, senza uno straccio di referendum, insieme al sinistro avvento dell’euro, la moneta comune che doveva spalancare il futuro e invece sta facendo crollare l’Europa, gettando i suoi popoli nella disperazione.



fonte: libreidee.org

venerdì 11 maggio 2012

HOLLANDE: UN ALTRO DELLA BANDA BILDERBERG


I mass media stanno passando l'informazione che l'elezione del Presidente socialista francese Francois Hollande rappresenti in qualche modo una inversione di rotta e che sia una sfida diretta alla Unione Europea. Tuttavia il suo passato e le persone di cui si circonda, confermano il fatto che sia un altro globalista, dedito ed entusiasta sostenitore dell'ethos dittatoriale europeo della svendita della sovranità.

“In tutta l'Europa è tempo di cambiare" ha detto Hollande salutando le folle che si sono riunite per ascoltare il suo discorso della vittoria a Parigi, nelle prime ore di lunedi,” riporta il L.A. Times: “Gli osservatori riconoscono che l'elezione di Mr Hollande rappresenta una svolta radicale nella governance dell'eurozona e nella gestione delle singole crisi valutarie,” riporta Sky News:

Tuttavia è fuori posto ogni accenno al fatto che la sconfitta di Nicolas Sarkozy da parte di Hollande, rappresenti in qualche modo una enorme sfida alla Unione Europea e ai suoi sforzi, fatti in stretta coordinazione con l'FMI (Fondo Monetario Internazionale e Goldman Sachs, per sfruttare la crisi del debito a propri fini politi: http://www.prisonplanet.com/goldman-sachs-rules-the-world-bank-of-england-next.html

Hollande è semplicemente un'altra creature dell'establishment a ed un globalista che sostiene con entusiasmo il superstato europeo. Sostenne nel 1992 il Trattato di Maastricht, il documento che delineava l'introduzione dell'euro come moneta unica e che si basava su una impronta Bilderberg del 1955. Hollande sostenne anche la Costituzione europea in un referendum del 2005 nonostante la piu' parte dei suoi alleati socialisti votasse contro.

Hollande è l'ex portavoce dell'ex Presidente Lionel Jospin, un altro impegnato globalista che frequentò il Bilderberg nel 1996. E' anche un ex assistente dell'ultimo Presidente socialista della Francia, Francois Mitterand, un massone del 33° grado.

Secondo Daniel Estulin, segugio del Bilderberg, questo "club" fu largamente responsabile della vittoria di Mitterand alle presidenziali del 1981.

Il "consulente speciale" di Hollande è niente meno che Manuel Valls
http://fr.wikipedia.org/wiki/Manuel_Valls un ex Massone e partecipante al Bilderberg del 2008, che apertamente sostiene il governo di un superstato federale europeo alle spese delle sovranità nazionali. Valls ha pubblicamente chiesto che la Commissione Europea controlli i budget nazionali delle nazioni membro della EU.

Quando messo davanti a questo legame con il Bilderberg, da "We Are Change Paris", Valls tentò di deviare la domanda accusando i videografi di negare l'Olocausto - Video:http://www.youtube.com/watch?v=sXRMYiLeurg

Nonostante la smargiassata di tutti i media sul "cambiamento radicale" in Francia e sul fatto che Hollande rappresenti una minaccia all'agenda politica della EU, aspettatevi che sia un altro ossequioso portaborse dell'elite dato che tassa la classe borghese per farla sparire, mentre continua a sacrificare la sovranità nazionale della Francia sull'altare del superstato europeo.

Con Nicolas Sarkozy che comincia a dimostrarsi irritante per la classe politica di Bruxelles e che si sta muovendo per emendare i termini del Trattato di Maastricht, cosi venerato dai globalisti, Hollande viene venduto dall'establishment come un soffio di aria fresca ma senza dubbio si dimostrerà essere il porto dello stesso tanfo di autoritarismo antidemocratico che pervade tutta l’Unione Europea.