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giovedì 13 dicembre 2012

L'India arresta i marò e noi la premiamo


Continuiamo le missioni insieme. E in Libano il generale Serra ha perfino dato una medaglia a un ufficiale sikh


Ancora 48 ore per sperare che Salvatore Girone e Massimiliano Latorre tornino a casa a Natale, se la Corte suprema indiana decidesse una volta per tutte il loro destino. Il giudice, Altamas Kabir, ha tempo oggi e domani per emettere la sentenza. Da lunedì la massima assise indiana va in ferie. Non a caso il ministro della Difesa, Giampaolo Di Paola, volerà a Kochi domenica, dopo essere stato in Afghanistan. Tutti sognano che riporti a casa i marò, ma è ben più probabile che dovrà rincuorare i due fucilieri di marina in vista di un bel Natale in India. Per il governo era la linea del Piave di una strategia ultra morbida, che per ora non ha dato frutti. Talmente soft che, come ha scoperto il Giornale, a nessuno è venuto in mente almeno di congelare i rapporti con funzionari e militari indiani, soprattutto nelle missioni all'estero. Su uno dei fronti più importanti, il generale Paolo Serra, comandante della missione Onu in Libano, ha appuntato medaglie al petto dei soldati di Delhi e continuato a lavorare spalla a spalla con importanti funzionari di origine indiana, nonostante dieci mesi di ingiustizie subite dai marò. Non è colpa di Serra, un buon ufficiale, ma del governo Monti, che non ha osato mandare un segnale forte e chiaro all'India.
Si potevano almeno «raffreddare» i rapporti con gli indiani sul campo. Invece tutto è andato avanti come sempre. Il Giornale pubblica le fotografie che lo dimostrano. Il 9 dicembre, il vicesegretario generale delle Nazioni unite, Jan Eliasson, arriva nel sud del Libano per una visita ufficiale. Il generale Serra viene immortalato davanti alle bandiere dei contingenti impegnati nella terra dei cedri, con l'illustre visitatore e la sua delegazione, tutti sorridenti. All'estrema destra, in completo grigio, baffi, capelli color argento e carnagione olivastra si nota Mr. Sinha Ghirish. Dal sud del Libano confermano che si tratta del Director Mission Support, ovvero un alto funzionario civile dell'Onu di origine indiana. Non uno qualunque, ma il responsabile di tutta la logistica di Unifil a Naqoura nello staff del quartier generale sotto comando italiano.
Ieri il generale Serra non aveva tempo per rispondere al Giornale. Il portavoce civile della missione, Andrea Tenenti, si è limitato a precisare che «il Comandante è nominato dal Segretario generale dell'Onu. In quanto tale è al comando dei circa 12mila peacekeeper provenienti da 37 paesi. Tutti i paesi che partecipano alla missione Unifil non hanno agenda nazionale ma operano sotto la bandiera delle Nazioni unite». In pratica facciamo finta di niente se gli indiani hanno catturato Girone e Latorre, perché Serra porta il basco blu. Bisogna rimanere spalla a spalla con funzionari di origine indiana e soprattutto con i 7-800 soldati del battaglione di Delhi. A tal punto che altre fotografie immortalano il generale Serra mentre appunta una medaglia dell'Unifil sul petto di un barbuto ufficiale Sikh, con tanto di turbante blu, nella base dell'Indbatt nel Libano meridionale. La notizia è stata pubblicata su una rivista dedicata al personale dell'esercito indiano la prima settimana di maggio. Da Naqoura ben due portavoce non hanno risposto sulla data esatta della cerimonia. Serra ha assunto il comando il 28 gennaio, l'incidente dei marò è capitato il 15 febbraio ed in maggio, quando è uscita la notizia, Latorre e Girone erano in galera nel Kerala.
Nelle foto che accompagnano la cerimonia militare il comandante italiano è accompagnato dall'ambasciatore di New Delhi in Libano, Ravi Thapar e dall'onnipresente Girish Sinha, con il generale anche nella foto del 9 dicembre. Nel discorso ufficiale Serra «ha apprezzato il lavoro umanitario del battaglione» indiano.

martedì 3 luglio 2012

Pensioni d’oro: il Governo non le taglia e ora sappiamo anche il perchè…


Pensioni Pensioni doro: il Governo non le taglia e ora sappiamo anche il perchè...
Guido Crosetto aveva proposto un tetto massimo per le pensioni pagate dall’amministrazione pubblica indicato in 6mila euro netti mensili.Il Governo ha detto no. Chissà perchè…
- Il sottosegretario Polillo è titolare di una pensione di 9.541,13 euro netti al mese percepita dall’ottobre del 2006 dopo oltre 40 anni di servizio come funzionario della Camera
Paola Severino, ha dichiarato nel 2011 oltre 7 milioni di euro. Il suo collega allo SviluppoCorrado Passera, oltre 3,5 milioni. Piero Gnudi1,7 milioni
Anna Maria Cancellieri dal novembre 2009 è titolare di una pensione di 6.688,70 euro nettial mese. È il frutto di una lunga carriera nell’amministrazione statale, con l’ingresso al ministero degli Interni nel 1972. Il ministro della Difesa, Ammiraglio Giampaolo Di Paola, percepisce 314.522,64 euro di “pensione provvisoria” pari a circa 20mila euro mensili. È pubblicata, inoltre, sul sito del governo quella del sottosegretario allo Sviluppo economico, Massimo Vari che percepisce 10.253,17 euro netti al mese,
L’incidenza degli stipendi dei dirigenti pubblici arriva spesso al 20% dei costi sostenuti con punte del 40% nella Sanità. Potete comprendere bene l’impatto delle pensioni d’oro…
Giuliano Amato prende 31mila euro di pensione, se ci fosse il tetto dei 6mila euro, si potrebbero pagare 30 esodati.

Niente tetto alle "pensioni d'oro": il conflitto d'interessi dei ministri Ritirato l'emendamento che le riduceva a 6mila euro al mese. Da Polillo alla cancellieri a Di Paola, i tecnici che prendono di più


Il tetto consentirebbe un risparmio di 2,3 miliardi di euro l'anno solo sulle pensioni pubbliche

Lungi da noi dire che, nel dire no al taglio delle pensioni d'oro, i membri dell'esecutivo Monti abbiano guardato in primis alle loro tasche, presenti o future. Ma, come si dice, i numeri non mentono. E in questo caso dicono che alcuni membri dell'esecutivo si troverebbero la pensione che già percepiscono severamente decurata dal proposto tetto di 6mila euro netti al mese. E altri, secondo quanto scrive Il Fatto quotidiano, se la troverebbero in futuro, visto quanto guadagnano oggi.
L'emendamento taglia-pensioni d'oro, presentato dal parlamentare del Pdl Guido Crosetto e che consentirebbe un risparmio di 2,3 miliardi solo sulle pensioni pubbliche e di 15 se fosse applicato anche al settore privato, è stato ritirato dopo le insistenti “pressioni” da parte del governo e degli stessi colleghi di Crosetto. “Smuovi un campo troppo ampio” gli aveva detto in Commissione il sottosegratario all'economia Gianfranco Polillo. Proprio lui che è titolare di una pensione di 9.541,13 euro netti al mese percepita dall’ottobre del 2006 dopo oltre 40 anni di servizio come funzionario della Camera. E che col tetto fissato a 6mila euro si troverebbe a perdere 3.541 euro al mese.
Tra i beneficiati dal mancato tetto ci sarebbe anche Elsa Fornero. Il ministro del Lavoro nel 2010 ha dichiarato un reddito di 402mila euro lordi annui, per cui non è difficile prevedere per lei una pensione al limite della "soglia Crosetto". Il ministro Anna Maria Cancellieri dal novembre 2009 è titolare di una pensione di 6.688,70 euro netti al mese, frutto di una lunga carriera nell’amministrazione statale con l’ingresso al ministero degli Interni nel 1972. Il ministro della Difesa, Ammiraglio Giampaolo Di Paola, percepisce 314.522,64 euro di “pensione provvisoria”, pari a circa 20mila euro mensili. Il sottosegretario allo Sviluppo economico Massimo Vari percepisce 10.253,17 euro netti al mese, frutto di una lunga attività di magistrato fino a ricoprire la carica di vice-presidente emerito della Corte costituzionale.