giovedì 10 aprile 2014

BANCA MARCHE, POTERI MARCI – NUOVE PERQUISIZIONI IN BANCA MARCHE, DALLO SCORSO AUTUNNO COMMISSARIATA. IPOTESI DI REATO: ASSOCIAZIONE A DELINQUERE E OSTACOLO ALLA VIGILANZA PER 27 INDAGATI…

Gli indagati sono 27. Tra loro spiccano i nomi degli ex presidenti di Banca Marche Lauro Costa e Michele Ambrosini, e del vicepresidente Antonio Perini. Coinvolto anche l'ex manager apicale Massimo Bianconi, direttore generale dal 2004 al 2012, e i suoi 4 vice, oltre a funzionari delle aree crediti e commerciale.

Stefano Elli per il "Sole 24 Ore"
logo banca marchelogo banca marche Nuove perquisizioni a tappeto sono state condotte ieri dal nucleo anconetano di polizia tributaria nelle sedi della Banca delle Marche, della controllata Medioleasing e nei confronti di persone fisiche e giuridiche vicine ai trascorsi vertici dell'istituto, a Roma, Fano, Pesaro e persino a Sassari.
BANCA DELLE MARCHEBANCA DELLE MARCHE La Guardia di Finanza aveva già visitato nei mesi scorsi la sede di Jesi della banca e dunque, quella della procura di Ancona guidata da Elisabetta Melotti, potrebbe essere una decisione volta ad accertare nuove ipotesi di reato a carico di ex amministratori, ex manager, funzionari e imprenditori beneficiati da prodighe erogazioni da parte della banca marchigiana e dalla sua attivissima branch del leasing. Gli indagati sono 27.
banca marchebanca marche Tra loro spiccano i nomi degli ex presidenti di Banca Marche Lauro Costa e Michele Ambrosini, del vicepresidente Antonio Perini (i tre si sono avvicendati anche in Medioleasing). Coinvolto anche l'ex manager apicale Massimo Bianconi, direttore generale dal 2004 al 2012, e i suoi quattro vice, oltre a funzionari dell'area crediti e di quella commerciale.
MASSIMO BIANCONIMASSIMO BIANCONITra le ipotesi di reato figurerebbe l'associazione a delinquere (contestata solo a 12 indagati) finalizzata al falso in bilancio e all'appropriazione indebita, ma non si esclude che tra i reati possa essere contestato anche l'ostacolo alle funzioni di vigilanza. Tra i nomi dell'imprenditoria che sarebbero coinvolti a vario titolo nelle perquisizioni spicca quello di Vittorio Casale, affidato dalla banca per un'operazione immobiliare condotta nei pressi di Capo Caccia, non distante da Alghero (ecco perché le perquisizioni a Sassari), e di Pietro Lanari, un altro immobiliarista affidato dal vecchio management della banca per 240 milioni di euro e controparte dell'attuale gestione (commissariale) in un contenzioso legale.
LAURO COSTALAURO COSTA Tra gli indagati anche consulenti esterni: Giuseppe Lucarini e Christian Renzetti, periti immobiliari che da tempo lavoravano per conto della banca valutandone i cespiti. Da almeno due anni la banca di Jesi versa in condizioni di equilibrio patrimoniale precario: la semestrale del 2012 esponeva un attivo di una quarantina di milioni ma il bilancio chiudeva con un rosso di 518 milioni con rettifiche di valore su crediti per oltre 800 milioni.
Una situazione che mese dopo mese è degenerata sino a indurre Banca d'Italia a chiedere a fine agosto 2013 al ministero dell'Economia il commissariamento con la nomina di Giuseppe Feliziani e Federico Terrinoni. Provvedimento che viene bissato nel febbraio dell'anno successivo con la sottoposizione ad amministrazione straordinaria anche di Medioleasing, soffocata da una marea crescente di crediti inesigibili, incagli e procedure concorsuali di clienti finanziati in scioltezza sino a pochi mesi prima.

mercoledì 9 aprile 2014

Un rimpianto in fondo a destra

Un rimpianto in fondo a destra


Alle origini di Forza Italia, Mimmo Mennitti apparve come il principale motore politico del nuovo movimento che nasceva intorno a Berlusconi



Alle origini di Forza Italia, Mimmo Mennitti apparve come il principale motore politico del nuovo movimento che nasceva intorno a Berlusconi. Prima ancora Mennitti fu con la sua rivista Proposta e la sua corrente l'innovatore del vecchio Msi. Mennitti era uomo di destra e del presente, non voleva custodire il sepolcro e testimoniare la nostalgia. Anzi, sognava una destra che dialogasse con Craxi. Mennitti si unì a Beppe Niccolai che spostava quel progetto politico sul piano storico e culturale; a Mimmo toccava il realismo, a Beppe l'ardore ideale. Il riformatore e il rivoluzionario. Ma il Msi restò avvitato nel circuito della ripetizione nostalgica, e quando approdò ad An, Mennitti era già andato. Poi la delusione politica di Mennitti, il ritiro nella cultura con Ideazione, la rivista che voleva dare una linea culturale al centrodestra, il ritorno a Brindisi come sindaco, la malattia, la morte. Conobbi Mennitti da ragazzo, lui era «il federale» e presentava a Brindisi in una piazza gremita ed entusiasta Almirante. Poi ci ritrovammo a Il Tempo in Puglia e ai bordi della politica tra giornali e riviste, sue e mie. Il politico che gli era più affine fu Pinuccio Tatarella, corregionale diventato suo concorrente, che lo buggerò alle elezioni del '94 facendo saltare la lista di Forza Italia e restando solo a regnare sulla Puglia. I due insieme avrebbero potuto costruire una destra politica adeguata ai tempi, estesa al centro, capace di far politica e di pensarla. Mimmo, Beppe e Pinuccio, rimpianti & rimorsi.
fonte 

lunedì 7 aprile 2014

Quanti italiani esasperati dallo Stato Chi ci governa è consapevole che la maggioranza degli italiani ce l'ha a morte con lo Stato?



Chi ci governa è consapevole che la maggioranza degli italiani ce l'ha a morte con lo Stato? Sa che la reazione più diffusa di coloro che producono, lavorano, sono disoccupati o pensionati è: «Non ce la facciamo più!»? Tutti coloro che a vario titolo hanno compiti di responsabilità nella Pubblica amministrazione hanno presente che quasi più nessuno crede in questo Stato, percepito in modo netto come ladrone, corrotto, inefficiente, arbitrario, ingiusto, vessatorio e persino un tutt'uno con la mafia? Tutti i politici che denunciano ciò che non va e che predicano le riforme, si rendono conto che nessun cambiamento sarà possibile fintantoché persiste il discredito assoluto nei confronti dello Stato? Se quasi nessuno in Veneto crede al fatto che gli arrestati tra gli indipendentisti veneti stessero tramando un attentato e rappresenterebbero una minaccia all'ordine pubblico, si deve principalmente al fatto che nessuno crede nello Stato e nella magistratura.

In un momento in cui le imprese sane e creditrici sono condannate a morire perché non hanno i soldi per pagare le tasse, in un contesto in cui il principale debitore insolvente è lo Stato, è del tutto comprensibile che lo Stato venga individuato come il nemico numero uno degli imprenditori, dei lavoratori e delle famiglie. Così come lascia perplessi la tempistica degli arresti intervenuti all'indomani di un sondaggio on line che ha decretato uno straordinario successo degli indipendentisti veneti che aspirano alla secessione dall'Italia.
Dato che a certi livelli nulla accade per caso, mi domando chi ha interesse ad alimentare la causa indipendentista, regalando ai veneti degli eroi e, chissà, dei potenziali martiri, facendo passare in secondo piano la vera emergenza che è la moria delle imprese, la disoccupazione e la povertà che si sta diffondendo anche nel ricco Nord-Est? Il dubbio è più che legittimo considerando anche le recentissime rivelazioni sul caso Moro, che confermano che il 16 marzo 1978 in via Fani due agenti dei servizi segreti erano parte integrante del commando delle Brigate rosse che massacrò i 5 agenti di scorta e rapì l'allora presidente della Democrazia cristiana. Sono ormai diversi i fatti che attestano che si è trattato di una strage di Stato e che le Brigate rosse sono state una creatura dei servizi segreti. Così come permangono dubbi sulle stragi di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, perpetrate con una precisione ed efficienza difficile da conseguire senza delle entrature negli apparati della Sicurezza dello Stato. Ebbene come è possibile che queste rivelazioni vengano pubblicate e subito dopo archiviate nel dimenticatoio della cronaca desueta?
Sempre in tema di credibilità dello Stato, possibile che nessun magistrato abbia ritenuto di dover istruire un'inchiesta e che il Parlamento non abbia dato vita a una Commissione d'indagine a fronte della pubblicazione di prove di fonti diverse che attestano in modo incontrovertibile che l'allora capo di governo Silvio Berlusconi fu costretto a rassegnare le dimissioni, vittima di un vero e proprio colpo di Stato di natura finanziaria, i cui artefici manipolarono lo spread elevandolo da meno 200 punti nel giugno 2011, quando decisero che al potere dovesse andare l'uomo di fiducia della finanza globalizzata Mario Monti, a oltre 650 punti nel novembre 2011, determinando la perdita di un miliardo di euro dei titoli di Berlusconi in Borsa?
Ed ancora: com'è possibile che nonostante la Corte costituzionale abbia emesso una sentenza che boccia come incostituzionale la legge elettorale con cui sono stati eletti i Parlamenti dal 2006 in poi, Matteo Renzi affermi disinvoltamente che intende continuare a governare fino al 2018? Se fossimo uno Stato di diritto che si rispetti il Parlamento avrebbe dovuto essere sciolto, il governo avrebbe dovuto decadere e anche il capo dello Stato, eletto sia nel suo primo che nel suo secondo mandato da Parlamenti incostituzionali, avrebbe dovuto rassegnare le dimissioni. Invece questa classe politica si comporta come se quella sentenza della Corte costituzionale non sia mai esistita! Il fatto ancor più grave è che la maggioranza degli italiani accomuna in modo automatico lo Stato con l'Italia come Nazione depositaria di una civiltà che prescinde dalla natura dello Stato. E pertanto il discredito dello Stato si traduce nel rifiuto dell'Italia. Chi ha interesse che si perpetri questo crimine epocale? Chi vuole la fine dell'Italia come Nazione e come civiltà?
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domenica 6 aprile 2014

Poesia di Aprile



Poesia di Aprile
Batte alle finestre delle case e dice:
Aprite. Lasciate entrare l’aria e il sole.
Accarezza le gemme e dice:
Schiudetevi. Lasciate uscire le foglie,
permettete ai fiori di sbocciare!
Guarda nei nidi e dice:
Cantate, volate, uccelletti. Preparate i nuovi
nidi.
Osserva i fanciulli e dice:
Siete stanchi di stare in casa? Uscite. Il sole
primaverile vi aspetta.
(Anonimo)