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lunedì 28 gennaio 2013

IL MINISTRO HA FIRMATO Ecco tutte le materie della Maturità Esami al via il 19 giugno Prova scritta di latino al liceo classico, matematica allo scientifico, lingua straniera al linguistico

Uscite le materie della Maturità
Esami al via il 19 giugno

Il decreto, per la prima volta protocollato attraverso una procedura informatica e non più cartacea, sarà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale

Latino al liceo classico, matematica allo scientifico, lingua straniera al linguistico. Sono alcune delle materie scelte per la seconda prova scritta della maturità 2013 contenute nel decreto firmato dal ministro dell'Istruzione, l'Università e la Ricerca Francesco Profumo che individua, tra l'altro, anche le materie assegnate ai commissari esterni. Le prove scritte dell'Esame di Stato dell'anno scolastico 2012/2013 si terranno il 19 giugno (prima prova) e 20 giugno (seconda prova). Le altre materie sono: Pedagogia al Liceo pedagogico; Disegno geometrico, Prospettiva, Architettura al Liceo artistico; Economia aziendale ai Ragionieri, Tecnologia delle costruzioni ai Geometri; Alimenti e alimentazione all'Istituto professionale per i servizi alberghieri e della ristorazione. 
Il decreto, per la prima volta protocollato attraverso una procedura informatica e non più cartacea, spiega il Miur, è ora in via di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Online anche la presentazione della domanda di partecipazione agli Esami in qualità di presidenti di commissione e di commissari d'esame da parte di presidi e insegnanti (modalità già adottata l'anno passato). Il provvedimento firmato dal ministro Profumo individua, tra l'altro, anche le materie assegnate ai commissari esterni seguendo il criterio della rotazione delle discipline. Si è dato comunque particolare rilievo agli insegnamenti di Matematica e di Lingua straniera e a questo proposito quest'anno, per la prima volta, la Lingua straniera, negli istituti tecnici e professionali che prevedono tale insegnamento, è stata affidata ai commissari esterni. Quanto agli istituti scolastici coinvolti nel progetto Esabac, finalizzato al rilascio del doppio diploma italiano e francese, hanno raggiunto quota 50 (erano 40 l'anno scorso).
http://www.liberoquotidiano.it/news/italia/1171025/Ecco-tutte-le-materie-della-Maturita--Esami-al-via-il-19-giugno.html

martedì 20 novembre 2012

BILDERBERG ROMA/ Ecco i nomi di chi ha partecipato e perché. Obiettivo finale: svendere l’Italia.


I centrotrenta potenti del mondo, coloro che decidono le sorti dell’economia (e non solo) mondiale, si sono incontrati a Roma il tredici novembre scorso. Si tratta del cosiddetto Gruppo Bilderberg le cui riunioni sono sempre avvolte dal massimo della segretezza. L’incontro doveva tenersi all’Hotel Russie ma, per maggiore riservatezza - data la concomitanza con il festival del Cinema - è stato spostato in Campidoglio. I beneinformati pensavano che il meeting si dovesse tenere alle 18 ma è stato invece spostato a un’ora dopo quando gli ospiti stranieri si sono riversati in piazza del Campidoglio.

di Viviana Pizzi
bilderberg_romaI PARTECIPANTI ITALIANI E STRANIERI
Alle 19.45 è stato visto entrare Ignazio Visco, governatore della Banca Centrale; un quarto d’ora dopo il ministro del LavoroElsa Fornero, seguito dal presidente del Consiglio Mario Monti, avvistato intorno alle 20.30. Tra i ministri del governo tecnico erano presenti anche Corrado Passera (delega alloSviluppo Economico) e Francesco Profumo titolare del dicastero all’Istruzione
Tra gli altri invitati Mauro Moretti, ex sindacalista della CgilAngelo Cardani, presidente di AgcomFulvio Conti dell’EnelAnna Maria Tarantola presidente della Rai;Federico Ghizzoni, amministratore delegato di UnicreditPaolo Scaroni, amministratore delegato di EniFranco Barnabè di Telecom ItaliaAlberto Nagel ad diMediobancaEnrico Cucchiani di Mediaintesa Rodolfo de Benedetti del GruppoCir.
Dall’estero sono invece arrivati Tom Enders, Ceo della EadsMarcus Agius di Barclays, il canadese Edmund Clark boss della Td BankKenneth Jacobs numero uno di Lazard e l'americano capo dell'Alcoa Klaus Kleinfeld.

C’erano anche il francese Henri Castries presidente del gruppo Axa, il tedesco Josef Ackermann presidente del consiglio di amministrazione del Gruppo Executive Committee Deutsche Bank, lo statunitense Keith Alexander comandante dell’Us Cyber Command e direttore dell’Agenzia di Sicurezza Nazionale, lo spagnolo Joaquin Almunia vicepresidente Commissario per la concorrenza Commissione Europea, lo statunitense Roger Altman presidente della Evercore Partners, il portoghese Luis Amado presidente del Banco Internacional do Funchal, il norvegese Johan Andresent proprietario e amministratore delegato della Ferd, il finlandese Matti Apunen direttore Finnish Businness and Policy Forum Eva, il turco Ali Babacan vice primo ministro per gli affari economici e finanziari, il portoghese Francisco Pinto Balsemao presidente e Ceo di Impresa ed ex primo ministro, il francese Nicolas Baverez Partener della Gibson Dunn & Crutcher LLP, il francese Christophe Béchusenatore e presidente del Consiglio Generale del Maine et Loire, e il turco Enis Berberoglu editore del quotidiano Hurriyet.
Tutti i nomi presenti sono personaggi abitualmente chiamati a partecipare agli incontri del Bilderberg anche quando si tengono in altre nazioni. A questi se ne aggiungono altri che restano segreti nonostante gli insiders provino in tutti i modi a stanarli.
I TEMI DELLA DISCUSSIONE
Di cosa si è discusso in questo vertice mondiale di governanti e banchieri di tutte le specie?Dell’andamento economico del globo, questo è certo nonostante non arrivino conferme ufficiali. E tenendosi in Italia, nel vertice si sarà discusso molto probabilmente di eurozona e degli andamenti economici di nazioni che non ce la fanno a stare al passo con la tabella di marcia imposta dai mercati.
Indiscrezioni raccontano però che, oltre a euro-questioni, durante l’incontro siano state affrontate anche tematiche legate alla politica italiana.
E infatti la domanda che si pongono gli italiani è che cosa ci facesse il premier Mario Monti a questo incontro insieme alla sua squadra di governo, praticamente al completo salvo rare eccezioni. Monti è un habitué del Bilderberg, tanto è vero che in passato ha già preso parte ad altri incontri insieme a Paolo Scaroni di Eni e Franco Barnabè di Telecom Italia.
Da fonti interne a Palazzo Chigi arrivano però soltanto dei rumours: Mario Monti avrebbe presentato una relazione su come far uscire l’Italia dalla crisi economica in cui è sprofondata. Manovre finalizzate a perseguire gli scopi dei vertici più alti delle banche mondiali, che coincidono però con le tanto agognate misure di impoverimento del Paese Italia messe in campo negli ultimi dodici mesi. Sempre secondo indiscrezioni emerge che si è parlato anche di un eventuale commissariamento dell’economia dei paesi più deboli della zona euro tra i quali oltre alla Grecia e alla Spagna guarda caso figura proprio l’Italia.
Perché mai l’incontro è stato previsto proprio a Roma e come mai alcuni ministri del Governo sono stati invitati alla mensa del Re? Probabilmente – e siamo nel campo delle ipotesi, perché di conferme ufficiali non ne arriveranno mai - i potenti del mondo hanno chiesto garanzie politiche ed economiche proprio ai banchieri di casa nostra, sempre disponibili e asserviti nei confronti delle lobby mondiali.
LE CONSEGUENZE PER L’ITALIA: ACCELERATA SUL MONTI BIS
Gli osservatori più attenti ritengono che si sia chiesto all’Italia di rispettare i patti e garantire, quindi, con il risanamento del debito pubblico attraverso la tassazione ai cittadini, la stabilità economica che le banche pretengono. Non per nulla la maggior parte degli appartenenti al Bilderberg rappresentano i più potenti istituti di credito del mondo. Tutto questo però potrebbe portare al disastro per l’Italia.
Una tesi portata avanti anche dal giornalista russo Daniel Estulin, specialista delle influenze del Bilderberg sull’economia mondiale, che parlando di Mario Monti, ha svelato il piano per la distruzione dell’Italia, risultante dal rispetto dei patti con il Bilderberg.
Qualunque governo che cercherà di ripagare questo debito distruggerà il proprio paese, tutto quello che finora si è fatto è stato obbligare i cittadini a pagare il debito pubblico gonfiato dagli interessi usurai della finanza internazionale e aggravato nell’eurozona, dall’impossibilità di ricorrere, a costo zero, all’ossigeno della moneta sovrana. Dal momento che non possiamo pagare e non può farlo nemmeno il governo, allora ci si rivolge alle istituzioni finanziarie internazionali. Chiunque tenta di farlo distruggerà il proprio paese”.
Con molta probabilità a Mario Monti è stato chiesto di impegnarsi ancora personalmente nella politica italiana per permettere che il sistema bancario continui ad avere la meglio sulla nostra economia. E questo, con qualsiasi altro premier, non sarebbe stato possibile come con il Professore.
IL DOPO BILDERBERG E LE DICHIARAZIONI IN KUWAIT
Solo in questa chiave è possibile spiegare le dichiarazioni che lo stesso Mario Monti ha rilasciato nella sua recente visita in Kuwait dove ai petrolieri asiatici si è presentato come l’unico in grado di poter fornire garanzie in vista di futuri investimenti in Italia.
"Non posso garantire per il futuro – questo ha dichiarato Mario Monti a chi gli chiede se abbia fornito in Kuwait garanzie sull'affidabilità dell'Italia dopo il suo mandato - chi governerà deve avere come obiettivo quello di continuare a garantire crescita, giustizia, lotta a corruzione e evasione. Le valutazioni sono ai minimi e servono capitali per la crescita. Abbiamo illustrato a potenziali investitori che è il momento in cui i titoli a reddito fisso e le valutazione delle imprese in Italia sono bassi”. Tradotto: venite a comprare che vendiamo a prezzi stracciati.
Dopo la riunione del Bildeberg lo stesso Monti ha assicurato però che “i conti pubblici stanno avviando un percorso di risanamento e le riforme sono sulla strada giusta: questo permetterà ai paesi euro, nel loro insieme e individualmente, di diventare più solidi e stabili".
Il premier ha anche ricordato che l'Italia ha adottato tutti gli strumenti necessari per rendere il paese più attraente agli investitori del Golfo.
Appena il mio governo si è insediato – ha anche sostenuto - abbiamo avviato una politica di risanamento dei conti basata su rigore ed equità, che ci permetterà di raggiungere nel 2013 il pareggio di bilancio”. Lo ha fatto citando anche le riforme strutturali adottate dal suo governo: quella del sistema pensionistico che rende sostenibile il sistema previdenziale per i conti pubblici, la riforma del mercato del lavoro e tutta una serie di provvedimenti per aumentare la concorrenza e favorire la liberalizzazione dei servizi e delle professioni.
Una serie di passaggi che fanno intuire quello che molte forze politiche vorrebbero che fosse reso pubblico. Il Bilderberg ordina a Monti di continuare a governare per la stabilità del sistema nel nostro Paese. A danno di chi? Dei cittadini che continueranno a vedersi impoveriti ogni giorno di più mentre i soldi pagati con le loro tasse andranno a colmare - in maniera insufficiente - il debito pubblico. Creando però disoccupazione, povertà e disperazione. E ricchezza per le banche, ça va sans dire.


Fonte: http://www.infiltrato.it/notizie/italia/bilderberg-roma-ecco-i-nomi-di-chi-ha-partecipato-e-perche-obiettivo-finale-svendere-l-italia

martedì 8 maggio 2012

I CAMERIERI DELLE BANCHE



Questo non è il governo delle banche, per carità! A forza di dirlo, forse sperano che finiremo anche per crederci. Ma intanto che lo dicono, piazzano l'ennesima normasalva-banche, mentre il paese si impicca. Hai un debito con il fisco? Se ti chiami signor Rossi, Attilio Befera di Equitalia te lo triplica e poi ti porta via la casa (con te dentro, non fa differenza), la macchina e da ultimo la vita. Se invece ti chiami Alessandro Profumo e la tua casa è Unicredit, il Governo approva una norma chedepenalizza l'abuso di diritto, stralciando tutte le indagini in corso a tuo carico per ogni "allegra" denuncia dei redditi. E intanto gli anziani non autosufficienti che sono costretti a vivere all'ospizio (chiamiamolo con il loro nome) devono pagare l'IMU sulla loro abitazione rimasta vuota come se si trattasse della seconda casa, mentre le fondazioni bancarie, che sono notoriamente enti caritatevoli che non vedono il becco di un quattrino, ne sono totalmente esonerate, così come la Bocconi. Mentre qualcuno tra di voi si ostinerà a difendere questi affamatori di popoli, sbugiardati perfino da premi Nobel per l'economia come Stigliz che il 2 maggio si è confrontato pubblicamente con Mario Monti, il vampiro transilvano senza cuore chiamato a liquidare il Bel Paese, tutti gli altri, quelli che hanno ancora un po' di coglioni sotto, si preparano alla rivoluzione.

fonte

lunedì 2 aprile 2012

"Vergogna! Nonostante la crisi liquidazioni milionarie!"


di Giovanni Stringa
Sono i 17,4 milioni di Cesare Geronzi, presidente delle Generali fino al 6 aprile di un anno fa, a guidare la classifica dei top manager più pagati nelle grandi società di Piazza Affari. Ma la lista è per ora provvisoria, visto che sono ancora molte le aziende e le banche che devono pubblicare il bilancio o la relazione sulla remunerazione del 2011.
Eppure, i grandi numeri non mancano. A cominciare dalle liquidazioni, già protagoniste in passato per esempio con l'addio da 40 milioni complessivi di Alessandro Profumo da Unicredit.
E quest'anno, oltre all'ex numero uno del Leone (16,6 milioni la liquidazione, più 800 mila euro circa di compenso), le cosiddette «buonuscite» conquistano l'argento con l'addio di Fausto Marchionni alla carica di amministratore delegato di Fonsai: il gettone in questo caso è arrivato a 10 milioni di euro.
Al terzo posto c'è invece, almeno finora, il compenso di un manager in servizio, il presidente di Pirelli Marco Tronchetti Provera, con una retribuzione da 8,1 milioni, di cui 3,6 milioni di componente fissa e 4,5 milioni di variabile. I pesi dovrebbero cambiare nel 2012, quando è prevista una riduzione del 20% della parte fissa e una maggiore incidenza del variabile. Nel 2012, poi, il manager dovrebbe incassare un bonus triennale di 14,1 milioni legato al piano di incentivazione degli esercizi 2009, 2010 e 2011.
Tornando al 2011, nella classifica seguono a ruota il presidente di Ferrari (gruppo Fiat) Luca Cordero di Montezemolo (5,5 milioni) e Pier Francesco Guarguaglini, che ha lasciato il vertice di Finmeccanica nel dicembre del 2011. Al manager è stata destinata una liquidazione da 4 milioni (il compenso per il periodo non più «lavorato» dalle dimissioni alla fine del mandato, a dicembre 2012) e un milione e mezzo vincolato al patto di non concorrenza fino a fine 2012.
Sesta posizione a Sergio Marchionne, amministratore delegato di Fiat Spa e Fiat Industrial, con cinque milioni tondi. Inoltre, la «tabellina» del bilancio Fiat «destina» al manager 12 milioni di euro come costo figurativo, di competenza del 2011, di un pacchetto pluriennale di azioni gratuite. Il totale del pacchetto azionario è stato consegnato dall'azienda a Marchionne a inizio 2012, per un valore di mercato, in quei giorni, di circa 50 milioni.
In totale, i 21 top manager che finora compongono la classifica si portano a casa 86 milioni di euro, con una media di più di 4 milioni a testa. Tutti numeri lordi, certo. Ma pur sempre molto alti, a cui poi vanno aggiunti - in diversi casi - generosi piani di stock option o nuovi compensi in altre società di cui i manager sono semplici consiglieri.
E il confronto con il 2010? Nel 2011, l'anno in cui si è infiammata la crisi del debito pubblico - con gli effetti a cascata su crescita e occupazione - la reazione dei supercompensi non è stata univoca: alcuni sono diventati ancora più super, altri hanno perso qualche colpo. Naturalmente una distinzione si deve fare anche sui bilanci: da chi ha chiuso in utile a chi invece è approdato al «rosso».
In Borsa, invece, la situazione è stata più omogenea. Purtroppo. Piazza Affari ha infatti lasciato sul campo circa un quarto del proprio valore; e le grandi società che hanno archiviato l'anno con quotazioni in crescita si contano sulle dita di una mano: solo tre tra le prime 20.


da corriere.it/economia