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sabato 28 aprile 2012

Churchill critico sulla fucilazione di Claretta Petacci


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Churchill critico sulla fucilazione di Claretta Petacci

Roma, 11 mag. – (Adnkronos) – Winston Churchill non approvò né tanto meno apprezzò ”il modo con il quale un popolo civile come quello italiano aveva fatto fuori Mussolini”. L’ex premier britannico ”non discuteva la necessità della fucilazione, ma discuteva Piazzale Loreto e, soprattutto, l’inutile fucilazione di Claretta Petacci”. 
E’ quanto emerge dal resoconto inedito di un incontro tra Arnoldo Mondadori e Churchill, stilato dallo stesso editore milanese, avvenuto il 24 ottobre 1955 a Roquebrune in Costa Azzurra, ospiti della villa del giornalista Emery Reves. Il documento integrale di quell’incontro è stato ritrovato negli archivi della Fondazione Mondadori a Milano, di cui ora dà conto Enrico Mannucci sulla rivista ‘Nuova Storia Contemporanea’, diretta dal professor Francesco Perfetti. Reves aveva fatto da tramite fra l’editore italiano e lo statista britannico per i diritti di pubblicazione delle ‘Memorie’ di Churchill. Così Mondadori, forte di quell’amicizia, gli aveva chiesto di organizzare un colloquio per avere notizie circa l’ennesima ”ultima lettera” indirizzata da Benito Mussolini al ”caro Winston” e affidata il 24 aprile 1945 a un un ufficiale delle SS, Franz Spoegler, che in realtà era un agente dei servizi segreti nazisti incaricato di controllare l’amante del duce, Claretta Petacci. Interpellato sulla possibilta’ che Churchill avesse ricevuto da Spoegler, il quale aveva avuto da Mussolini l’incarico di consegnargli, nei fatali giorni del 1945, una lettera a lui indirizzata, l’ex capo del governo di Londra rispose che molto desiderava ”conoscere il testo di questa lettera ma che, naturalmente, non avrebbe mai ricevuto Spoegler”.
Nel corso della conversazione con Mondadori, annotò lo stesso Arnoldo nell’appunto conservato a memoria futura, Churchill su Mussolini espresse un giudizio ”in un certo senso affettuoso, o per lo meno assolutorio”, mentre si infuriò a sentire nominare Adolf Hitler, definito ”un criminale comune”.

mercoledì 25 aprile 2012

Promemoria per un 25 aprile condiviso Mentre le iene ululano mi chiedo: quando avremo una memoria condivisa?


Mentre le iene ululano mi chiedo: quando avremo una memoria condivisa? Quando riconosceremo che uccidere Mussolini fu una necessità storica e rituale per fondare l'avvenire, ma lo scempio di Piazzale Loreto fu un atto bestiale di inciviltà e un marchio d'infamia sulla nascente democrazia.
Partigiani
Partigiani
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Quando riconosceremo che Salvo d'Acquisto fu un eroe, ma non fu un eroe Rosario Bentivegna. Quando ricorderemo i sette fratelli Cervi, partigiani uccisi in una rappresaglia dopo un attentato, e porteremo un fiore ai sette fratelli Govoni, uccisi a guerra finita perché fascisti.
Quando diremo che tra i partigiani c'era chi combatteva per la libertà e chi per instaurare la dittatura stalinista. Quando distingueremo i partigiani combattenti sia dai sanguinari che dai partigiani finti e postumi. Quando onoreremo quei partigiani e chiunque abbia combattuto lealmente, animato da amor patrio, senza dimenticare il sangue dei vinti. Quando celebrando le eroiche liberazioni, chiameremo infami certi suoi delitti come per esempio l'assassinio del filosofo Gentile.
Quando celebrando la Liberazione ricorderemo almeno tre cose: che nel ventennio nero furono uccisi più antifascisti italiani nella Russia comunista che nell'Italia fascista (lì centinaia di esuli, qui una ventina); che morirono più civili sotto i bombardamenti alleati che per le stragi naziste; che ha mietuto molte più vittime il comunismo in tempo di pace che il nazismo in tempo di guerra, shoah inclusa. La pietas copra tutti quei volti violati senza coprire o violare la verità della storia.