- 2.Le associazioni presenti hanno deciso di lanciare una petizione a livello europeo per l’eliminazione definitiva dell’amianto da tutti i paesi e per perseguire i responsabili della catastrofe internazionale prodotta a puro scopo di profitto, cercando di stabilire un legame tra i vari paesi e fare azione comune,sostenendo tutte le cause giudiziarie in corso e promuovendo ulteriori azioni e ricorsi in materia.
- 3.Le associazioni chiedono con forza che a livello europeo venga acquisita la migliore legislazione in atto sull’amianto. Si rileva che la legislazione francese relativamente al Fondo Vittime dell’amianto ha stanziato una somma di circa dieci volte superiore a quella stanziata dal governo italiano. Inoltre il Fondo francese prevede il risarcimento a tutti i cittadini che sono stati esposti all’amianto, non solo in ambito professionale ma anche ambientale.
- 4.Nei vari paesi europei gli Istituti assicurativi hanno il compito di accertare le malattie professionali e di indennizzarle, vedi Inail in Italia. E’ evidente che si manifesta un palese conflitto d’interesse laddove l’ente che dovrebbe accertare la malattia professionale ha tutto l’interesse a non riconoscerla. Si rivendica dunque la necessità di individuare un ente terzo (nello specifico il servizio di prevenzione della A-USL) che accerti la malattia professionale, evitando le speculazione sulla vita dei lavoratori e dei cittadini vittime dell’amianto.
- 5.Si rivendica infine l’abolizione della prescrizione del reato, presente nella legislazione italiana ed europea , che riguarda gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, convinti che non ci possa essere un termine per il diritto alla salute e il risarcimento del danno di qualunque cittadino esposto sia in ambito lavorativo che ambientale all’amianto e altri agenti inquinanti.”
giovedì 6 giugno 2013
Amianto e sentenza Eternit, Comitato per la difesa della salute di Sesto: una vittoria di lavoratori, associazioni solidali e cittadini
mercoledì 5 giugno 2013
Eternit, la sentenza di Torino fa sperare anche Sesto
martedì 19 aprile 2011
Dura lotta contro l'amianto Ma le promesse non bastano
Paderno Dugnano, 18 aprile 2011 - Ricordare le vittime uccise dal «killer silenzioso», ovvero l’amianto, e continuare la battaglia per la prevenzione di malattie e la sicurezza sul luogo del lavoro. Sono i due obiettivi-cardine dell’Associazione italiana esposti amianto. A Paderno è attiva una sezione locale e, in occasione della giornata dedicata alle vittime dell’amianto - il prossimo 28 aprile - sarà proprio la città a ospitare una delle manifestazioni nazionali più importanti: una fiaccolata per dire «basta morti sul lavoro».
Perché Paderno? Prima di tutto perché, in via Galilei, si trovava l’Ispra, un’azienda che produceva macchinari per la lavorazione dell’eternit che ha chiuso i battenti nel 1994.
Secondo, ma non meno importante in quanto connesso sia al tema amianto sia al tema sicurezza sul lavoro, c’è il caso Eureco, con le quattro morti in via Mazzini in seguito all’esplosione del 4 novembre scorso. Infine, sempre a Paderno ci sono delicati fronti aperti sul tema salute e lavoro: Lares capofila, con il problema non solo occupazionale ma della bonifica e i «potenziali rischi» rilevati dall’Arpa che, attarverso il Comune, ha ordinato un intervento urgente. Furono gli stessi lavoratori, seguiti dall’Aiea, a denunciare il pericolo nei cancelli di via Roma già nel 2009.
La fiaccolata del 28 aprile servirà a chiedere ancora una volta, con forza, il completamento della mappatura dell’amianto e la bonifica dei siti contaminati, più controlli per la sicurezza sul lavoro e la realizzazione di uno sportello dedicato al problema amianto, sia per dare informazioni, sia per raccogliere segnalazioni.
Gli ultimi dati sulla presenza di eternit nel territorio risalgono al telerilevamento promosso dalla Regione Lombardia nel 2008: solo a Paderno erano state contate 309 strutture con tetti in eternit, per un totale di 237mila metri quadri. Nonostante alcuni interventi fondamentali - come il rifacimento del tetto della scuola media Gramsci di via Ugo La Malfa e il caso esemplare dell’oratorio di Paderno che ha scelto di sostituire la copertura in eternit con pannelli sociali - rimangono zone critiche come i capannoni delle aree industriali di via Como e via Roma, o il tetto dell’ex cinema Manzoni di Palazzolo e la copertura del cimitero di Paderno.
Per non parlare di palazzine e dei tetti di pollai e di piccoli depositi. «Le bonifiche? Stanno procedendo a rilento. Inoltre nei dati oggi a disposizione non emergono altri punti importanti — spiega Fulvio Aurora, segretario nazionale dell’Aiea —. L’eternit è stato utilizzato in tremila modi: anche nelle tubazioni in passato è stato utilizzato amianto puro. È ancora più pericoloso perché è a immediato contatto con l’ambiente».
Da qui le richieste: «Chiediamo che i Comuni intraprendano una mappatura seria, un censimento sia dei tetti che delle altre situazioni per cercare di eliminare l’amianto. Purtroppo siamo lontani dall’obiettivo, la Regione ha chiesto di eliminarlo entro il 2016 ma se si va avanti di questo passo serviranno 240 anni».
di Simona Ballatore